Citazione di: Adler Nest il 28 Mar 2022, 18:00
sarebbe interessante capire mediamente nelle altre società quanti e quali giocatori escono dalle giovanili e con che frequenza al di là dell'Atalanta.
Citazione di: FantaTare il 21 Apr 2022, 20:24
(...)
Sul settore giovanile
Benissimo Bianchessi.
Speriamo tutti possa portare i suoi frutti, grazie al suo metodo di lavoro (come detto più volte: entro un certo livello della competizione, contano innanzitutto le idee, poi i soldi).
Ma la Lazio investe nel settore giovanile sotto la media della Serie A (2.5M/4.6M), disponendo di uno dei budget inferiori del campionato, sia in termini relativi che assoluti.
La situazione di partenza del nostro settore giovanile è questa:
https://www.football-observatory.com/IMG/sites/b5wp/2021/wp353/en/.
La Lazio è tra le ultime sia per qualità che quantità ed entra in classifica solo considerando le maggiori cinque Leghe nazionali europee, come quasi tutte le squadre del nostro campionato (ad eccezione di Atalanta e M*rda).
Prima delle italiane l'Atalanta, per quantità; il Milan dell'ex Bianchessi per "qualità"; la M*rda è la prima italiana se si considerano tutti i campionati e non solo i cinque principali, per quantità e qualità.
Ovviamente, dobbiamo fidarci dell'istituzione che ha condotto l'indagine (il CIES è rinomata), così come del criterio (la metodologia di rilevamento, l'organizzazione e l'interpretazione dei dati) con cui è stata fotografata la bontà dei settori giovanili sulla base della stagione in corso.
Un bel lavoro sarebbe quello di scorrere i rapporti delle passate stagioni per capire l'evoluzione dello scenario, su un maggiore arco di tempo.
Ad ogni modo, a occhio il quadro pare piuttosto realistico (Ajax, Real Madrid, Barcellona, Sporting, Benfica, Atalanta, Milan, M*rda, etc: ci sono tutte, in genere nella posizione di classifica dove penseremmo che fossero).
OT
Segnalo, in particolare, il prestigio dei settori giovanili dell'Est Europa (per interesse personale, l'occhio mi cade soprattutto su Dinamo Zagabria, Hajduk Spalato, Partizan, Stella Rossa, Vojvodina, etc): le squadre di questa parte del continente - dopo la fine del "calcio del socialismo (sur)reale" - si sono riposizionate strategicamente in un (calcio)mercato rivoluzionato dall'apertura totale e selvaggia delle frontiere e dunque della competizione sportiva ed economica: divenendo esportatori netti di giovani calciatori di buonissima qualità, per tirare a campare.
Pensiamo a Sergej Milinkovic-Savic.
Pensiamo a Dusan Vlahovic.
Pensiamo ai tanti, ottimi giocatori slavi (molti balcanici) che storicamente hanno giocato e ancora giocano in Serie A (Mihajlovic, Stankovic, Boban, Savicevic, Dzeko, Perisic, Pasalic, Malinovskyi, Zielinski, etc, etc) così come nel resto d'Europa (oggi, fra tanti, il grandissimo "10" Luka Modric).
Non a caso,
la Jugoslavia del calcio si autopercepiva come squadra dei "Brasiliani d'Europa"...
Quanto a tecnica di base, visione di gioco e fantasia, direi che mediamente sono sempre messi bene: è loro scuola calcistica!
Ma - al solito, oggi ancor di più dopo la disgregazione, interessata oltre che auto-provocata, dello stato multinazionale jugolsavo - gli manca sempre un soldo per fare un
Dinaro...
FOT