Citazione di: Latium il 30 Apr 2022, 10:18
Mocambo su questo possiamo parlare. Che il loro modo di dissentire sia discutibile, per carità. Li ho criticati io per primo in anni passati, quando a 13 anni ho iniziato ad andare in curva, c'erano ancora gli irriducibili e nemmeno mi stavano simpatici figurati.
Però da qui a ripetere a go-go fino allo sfinimento "eh ohhhhh so nazifascisti ohhh", ce ne passa.
Saranno nazifascisti ok, ma sono tifosi laziali tanto quanto voi e lo dimostrano ogni domenica. Sul fatto che siano nazifasci ce ne dovremmo discostare ogni qualvolta lo mostrano danneggiando la LAZIO, su quell'argomento e non su ogni cosa che fanno. Invece si usa la politica per dargli contro anche se fanno solidarietà per i terremotati o per i rifugiati ucraini (in quel caso sono ipocriti).
A conferma di ciò ripeto che se succede qualcosa (acerbi-lotito-tare ecc..) allora tutti contro, fino a quando fanno uno striscione gli ultras: da lì in poi "solidarietà acerbi", "povero lotito", "forza tare".
È paradossale e ipocrita.
Per me esiste la Lazio, punto. Per alcuni non solo.
Perdonami latium, io sono d'accordo con te, però ammetterai che delle volte è difficile scindere.
La componente "politica" è molto netta e viene ribadita spesso, tanto che a volte è difficile riuscire a concentrarsi solo sulla dinamica di tifo e di rapporto con la Lazio.
Gli ultras della Lazio hanno un'identità molto definita e a cui tengono tantissimo, e il conflitto con stampa, società e adesso anche con altri tifosi quasi li spinge a volerla marcare in maniera ancora più profonda.
Il paradosso è che quindi questo aumenta il solco con le altre componenti, tant'è vero che anche adesso il cuore del confronto sull'argomento ultras è: cosa possiamo fare noi per non colpevolizzarli e trovare un punto d'accordo per sostenerli, e non cosa possono fare loro per stemperare certi atteggiamenti chiusi e appunto identitari per ottenere più consensi e per rendersi meno elitari rispetto alle componenti del tifo della Lazio e del mondo esterno.
Non voglio dire che esiste una ricetta giusta e soprattutto io non saprei comunque quale essa sia, però se almeno tra noi vogliamo ricucire strappi e distanze c'è bisogno di un passo avanti da parte di tutti.
Giusto non colpevolizzarli per tutto e giudicarli scremandone le posizioni extra Lazio (anche se ammetterai che certe volte è difficile, perché quelle causano sempre un problema alla Lazio e ai Laziali non ultras), però un certo scetticismo non è che sia apparso dall'oggi al domani senza nessun preavviso. E non è anche l'ossessione di comunisti antifascisti che hanno voglia di criticarli solo per la loro area di appartenenza così, o almeno non la è per tutti.
Per me, ad esempio, il problema è che l'odio per Lotito sta diventando prevalente e sta riportando le lancette a una contestazione che ha già dimostrato di aver fallito. E non lo dico io, lo dice la storia che è partita con un "o lui o noi" e che è finita con le offese ai Laziali che criticavano troppo e che disertavano lo stadio.
In sostanza, come anche ammesso dai capi ultras, si è fatta una bella retromarcia perché ci si stava accorgendo della perdita di generazioni vecchie e nuove di Laziali per una guerra che non si può vincere.
Adesso la contestazione è ripartita, si sta cercando di capire in che termini e con quali tempistiche, però quelli come me si chiedono se sia utile o meno farla. A prescindere dalla sensazione che Lotito abbia concluso il suo ciclo, che sia odioso, che sarebbe bello cambiare aria e vedere cosa succederà. A prescindere, perché nel frattempo continuiamo a perderci i pezzi, e rischiamo di contribuire (anche se solo in minima parte, eh, ci mancherebbe) al fallimento di un obiettivo minimo, la qualificazione in EL, che potrebbe portare ulteriori problemi per la prossima stagione, che già non ha premesse esaltanti.
Trovare una linea condivisa, anche non al 100%, passa necessariamente per una rinuncia e uno sforzo di comprensione da parte di tutti. Per tornare quantomeno a rendere lo stadio meno vuoto e a vivere la nostra passione con quel quid di leggerezza che in certi momenti sono sicuro potrà diventare un'arma in più importante.
Un abbraccio!