Una fila sotto di me allo stadio c'era un aquilotto dall'apparente età di circa 10 anni.
Ha cantato tutto, come me, tutto quello che c'era da cantare, inclusi gli insulti agli ospiti cittadini che si nascondono dietro il nome della città.
Commentava le mie stesse cose e con il mio stesso linguaggio.
Improperi all'arbitro ligure, ai tifosi Doriani che suonavano incessantemente i tamburi, commenti tecnici sulla partita.
Io pensavo le cose, aspettavo un secondo e il bambino le diceva tali e quali come le avevo pensate.
Complice la partita non proprio bellissima, da un certo punto in poi guardavo più il bambino che il campo.
Stava con i genitori, la sorellina e i nonni.
Col cappellino, ho rivisto il me a 10 anni.
Il tifoso non evolve con l'età, pensavo, rimane sempre con un'età mentale da bambino di 10 anni.
Concetti basici in attesa di un goal.
" E mo' questo chi cavolo è?!"
Ha detto ridendo quando per loro è entrato Trimboli.
Quello che avevo pensato io.