Dico la mia, mi scuso se non ho letto tutti i post precedenti (ma una larga parte sì).
Secondo me è necessario scindere il giudizio tra quanto fatto da Lotito sino ad oggi e da quali siano le prospettive per il futuro.
Io manco da tanto su questo forum, che ricordo essere uno dei pochissimi luoghi in cui si contano estimatori del Presidente.
Non nego di essere stato e di essere ancora in parte, fra questi.
Per Lotito parlano i risultati, il punto di partenza e quello di arrivo, e solo qualcuno in malafede può negare che in nome della Lazialità e dell'appartenenza abbia fatto meno dei suoi predecessori, con iniziative, prezzi, scelte simboliche che hanno rimesso la Lazio in città.
Detto questo, oggi è un altro giorno.
La mia sensazione è che nel frattempo i competitor, anche internazionali, siano cambiati, e che Lotito faccia molta fatica a tenere il passo con le sue risorse.
Sorvolo su scelte scellerate, errori e azioni che fanno pensare a vere speculazioni sulla pelle della Lazio, fingo che siano compensate da affari come Milinkovic o Luis Alberto.
Però non posso non registrare una società che arranca nel marketing, nella comunicazione, sul mercato, dietro non solo alle corazzate del Nord, ma anche, per budget e capacità, a squadre di modesta tradizione come l'Atalanta.
Come ho scritto altrove, tutte le storie finiscono, e spesso si ricorda di esse soprattutto come ci si è lasciati. Il giudizio negativo su Lotito è ormai cancrenizzato in buona parte della tifoseria, che non gli dedicherebbe un coro nemmeno se vincesse lo scudetto (come infatti succedeva in quel magico 2019).
C'è una parte però che, pur minoritaria, di Lotito e della Lazio di questi anni ha una buona opinione. Sarebbe bello, anzi io dico necessario, che il presidente mettesse la Lazio in mani più grandi delle sue, perché è vero che in questi venti anni ci siamo divertiti, ma la sensazione netta è che il meglio sia alle spalle.
Lotito può fare ancora bene, intendiamoci: senza sbagliare scelte e con una buona dose di fortuna, può riuscire l'impresa di una Lazio ancora competitiva con investimenti mirati e meno ambiziosi delle altre.
Ma che questa e solo questa sia la mostra prospettiva migliore, è un tetto ai nostri sogni, che vorremmo sfondare per guardare le stelle. Che poi i tetti servono, perché la Lazio è storicamente terra di nubifragi, ma la voglia di una bella stagione ormai è troppo forte in tutti noi, e la reazione alla gita di Zaho a Formello ne è un sintomo evidente.
18 anni, fossero anche positivi, sono tanti. Anche Berlusconi ha dovuto lasciare il Milan dopo cinque coppe dei campioni.
Lotito ci pensi, il momento è questo, una Lazio migliore di quella del 2020 è quasi irripetibile per lui, che per ripartire deve sacrificare il gioiello più amato.
Faccia qualcosa di veramente laziale, si faccia da parte e ci aiuti a sfondare quel soffitto.