Citazione di: Quintino il 28 Mag 2022, 01:35
Carissimi, rischio di sembrare supponente, ma LazioWiki sono 15 anni che sta affrontando questi temi, li ha sviscerati, ha abbattuto tanti stereotipi che vedo che ancora date per veritieri. Ha scritto con un noto storico dello sport un libro di 600 pagine sulla Lazio 1900-1927. Le sue tesi sono state accettate in pieno dalla Società Italiana di Storia dello Sport. Ha compiuto decine e decine di scoperte fondamentali e ha cambiato la genesi della Lazio. Qui ancora vi affidate a wikipedia che riporta acriticamente la vulgata erronea di Pennacchia. Scusate ancora, ma sbagliate le premesse e così facendo sommate errore a errore. La questione fascismo si svela se solo conosceste il comunicato societario del 15 agosto 1943 che nessuno di voi ha citato.
A me non va di entrare in un dibattito in questa sede. I fatti su cui discutete sono gia' certificati per tabulas su LW. Consultate i suoi saggi e i suoi libri. Tante parole e nessuno ha scritto che la Lazio nasce profondamente massone e tale resta per 50 anni.
Non scambiate questo intervento per una manifestazione di presunzione. Non voglio dare lezioni a nessuno ma mi sento di dire che le analisi che fate sono superficiali e scontate. Quella della Lazio è una storia molto complessa e in alcuni punti ancora da chiarire. Ma basta con i valori olimpici, l'aquila romana, il biancoceleste. Sono tutte falsità. Fino al 1904 la Lazio non ha colori sociali, non sa nemmeno cosa fossero le olimpiadi e l'aquila la adotta nel 1905. Ad esempio.
Ciao, Quintino :-)
Ma quale presunzione... anzi!
Dicci di più, nel caso : D
Mi limito a fare queste considerazioni.
Ovviamente - se lo riterrai opportuno - corregimi se sbaglio.
1) Sul comunicato del 15 agosto 1943 - che ho avuto modo consultare sulla meritoria LazioWiki.Nessuno sostiene che la Società Sportiva Lazio sia stata una squadra di regime - nè tantomeno legata a doppio filo col Fascismo!
Questo non solo è chiaro: è palese. Tutto il resto, sono pregiudizi senza senso.Altrove, ci si riferiva semplicemente al fatto che - sotto il regime fascista, specie nella sua fase ascendente e di dominio - pressochè tutte le organizzazioni dovevano sottostare sotto il suo controllo.
Di qui, la modifica ad esempio degli stemmi, con l'aggiunta del fascio, di molte società sportive oppure il cambio della denominazione; lo stesso discorso, vale per il compimento dei rituali e dei convenevoli fascistissimi, in occasione delle gare.
Obtorto collo.
Da qui, però, a considerare invece la ASR la squadra del Fascismo ce ne passa: forse ciò che è stato istituito sotto il fascismo può essere ritenuto ragionevolmente ancora tale?
Allora, pure la Fiorentina (1926 - fondata per fusione da funzionari fascistissimi - società con una tradizione di tifo organizzato di sinistra, oggi sbiadita) è Fascista.
Lo è, forse? 2) Sui "Padri Fondatori".
I padri fondatori della nostra cara Lazio erano medio
-piccolo-borghesi liberali; poi, il liberale poteva pendere a Destra o a Sinistra, ma pur sempre Liberale rimaneva. Non a caso, forse, la Lazio è stata fondata simbolicamente a
Piazza della Libertà.Nessuno sostiene che i padri fondatori della Lazio fossero nè nazionalisti; nè clerico-conservatori - o prevalentemente tali.
Il massone - che non di rado trovava spazio tra le forze armate regolari - cos'era se non un borghese liberale (diremmo oggi) progressista? un patriota illuminato? di certo, l'idea di nazione - così come la piccola e media borghesia - non possono essere certo categorizzate nella casella di Destra oppure in quella di Sinistra: in particolare, agli inizi del Novecento, quando i movimenti nazionalisti di "destra" e di massa erano ancora di là da venire.
Altrove, si ragionava semplicemente sui possibili motivi all'origine storica del legame pubblico di lunga durata fra il "tifo laziale organizzato - Anni '70/'80" e le ideologie politiche conservatrici.
3) Ai fini del discorso che si sviluppava qui dentro, la data dell'adozione dell'aquila romana (oppure dei colori sociali) è secondaria, così come il riferimento ai valori olimpici. A me interessava, comunque, soprattutto individuare
l'estrazione socio-economica-culturale dei nostri fondatori (medio-piccolo-borghesi liberali più o meno progressisti: gentlemen sportivi, ufficiali gentiluomini, patrioti cresciuti col mito risorgimentale) nel contesto politico e nell'immaginario ideologico del loro tempo, quello della cosiddetta Italia liberale.Tuttavia - le vulgate popolari che su questi come altri elementi si possono fondare e durano nel tempo, sino a giungere a noi più o meno deformate - credo siano comunque utili per comprendere la percezione simbolica che una determinata istituzione possiede in una determinata fase storica; come questa cambia; e soprattutto perchè, la possiede.
Tutte le tradizioni pubbliche - costruite ad hoc per dare senso ad un vissuto decennale, secolare se non millenario di una comunità - sono di fatto un falso; ma questo non significa che non siano "vere", perchè contribuiscono comunque a creare la realtà in cui viviamo.La Storia Pubblica (politica e dunque ideologica, stereotipata) e la Storiografia solo di rado viaggiano alla stessa velocità, incrociandosi solo in determinate, fortunate circostanze socio-culturali. Proprio per questa ragione la Storia Pubblica non solo è degna di essere considerata, ma deve essere soprattutto compresa, e non semplicemente ridotta al ruolo di ingenua leggenda.Altrove, proprio degli stereotipi della Storia Pubblica (es. la Lazio è Fascista) si discuteva.
4) Questo per quanto riguarda la prima metà del Novecento (Il "Calcio dei Pionieri" 1890-1926 e La "Discesa in campo delle masse" 1927-1968), per quanto riguarda la fondazione delle squadre di calcio, fra miti e realtà, storia pubblica e storiografia.
La gran parte del discorso che si stava affrontando, tuttavia, faceva riferimento soprattutto a un periodo storico successivo ("Calcio Politicizzato e Calcio al Caviale" 1968-1993) e si rifaceva alla storia dei Movimenti Ultras in Italia. In particolare, ci si chiedeva come mai la Lazio possedesse
un tifo organizzato (anni '70 e anni '80: tifo organizzato, non i tifosi in generale) storicamente vicino all'ideologia politica di destra, poi radicalizzata nel clima sociale, politico e culturale del Nuovo Millennio.
Ci si chiedeva pure perchè nella nostra Curva non ci fossero
mai stati significativi gruppi organizzati di sinistra, al contrario ad esempio della Curva Sud, prima del suo sostanziale capovolgimento ideologico nel corso degli anni '90/2000, in linea con il sentire di larghi strati ultras, durante e dopo quel decennio.
Infine: nel clima politicizzato e movimentista degli anni '70, quale era la percezione della SS Lazio, della sua squadra, dei suoi tifosi, sulle pagine della pubblicistica dell'epoca?
Il canto "
Giorgio Chinaglia è il Grido di Battaglia" c'era? Se sì, era esemplare del sentimento della maggior parte dei suoi sostenitori organizzati? Oppure no?
5) Una volta detto del tifo "organizzato", due parole a proposito di quello "regolare".Oggi, nel cosiddetto "ceto medio" tutto si mischia e tutto si confonde. Ma un tempo, determinati
quartieri della città erano più o meno prevalentemente connotati da
una determinata ideologia politica, sostenuta da un determinato partito.
Classi, ceti politico-cultuali e livelli di reddito/patrimonio sono state a lungo nel complesso individuabili, a seconda delle zone di Roma, come da tradizione insediativa.
Un lavoro interessante sarebbe allora quello di analizzare tale fede politica (e la sua possibile evoluzione nel tempo) rapportata ai redditi professionali/patrimoniali e al numero indicativo dei tifosi laziali o romanisti presenti in tale o qual altra area della città.
Nel lungo periodo (1930-1993): che risultato otterremmo?
In che rapporto sarebbero questi dati, con il credo politico del tifo organizzato?Sia Lazio che Roma godono naturalmente del sostegno popolare, di una parte più o meno grande del "popolo" di questa città - seppure originariamente il rapporto fra "popolo" e sport in Italia vari sensibilmente fra l'inizio del secolo e gli anni '30.Tuttavia le fondazioni dei due club avvengono in
contesti sociali (lo sport e il calcio medio-piccolo borghese di primo Novecento vs il calcio e lo sport popolari degli anni '30) completamente differenti; in
immaginari collettivi molto distanti;
e le rispettive Tradizioni di Tifo (inventate o meno che siano nel corso del tempo, false storiograficamente ma vere nella vita quotidiana) possono ancora più o meno consapevolmente portare traccia anche di questi episodi all'apparenza tanto remoti ma non dimenticati - seppur a volte distorti dal discorso pubblico - e rialimentati nel corso dei decenni successivi. Riemersi magari nel Secondo Dopoguerra con un
malinteso senso di Nobiltà da una parte e di Popolo dall'altra.Poi funzionali alla scelta di determinate simbologie ideologiche -
a lungo contrapposte fra le curve di Lazio e Roma - nel corso della formazione dei Movimenti Ultras (anni '70 e '80); prima del sostanziale
riallineamento politico fra capi ultrà laziali e romanisti, nel corso dei disorientati anni '90.