Laudrup e la Lazio

Aperto da RG-Lazio, 28 Giu 2022, 16:35

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RG-Lazio

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Ovviamente essendo maturo o non piú giovane ma non "saggio" (scrivere anziano o peggio vdm lo trovo poco rispettoso)  non ricordo affatto di Laudrup alla Lazio.

Ogni volta che sento parlare di Laudrup (spesso per caso) mi chiedo come possa un giocatore considerato tra i piú eleganti, tra i migliori della sua epoca (cioé l´epoca di Maradona, Van Basten, Platini, Zico) non aver lasciato tracce nella storia o quantomeno nella memoria. Per fare un paragone, Gazza é presente nella nostra memoria, nella nostra storia, lo raccontiamo al netto delle poche prestazioni degne di nota in campo. Un 20enne Laziale sá di Gazza attraverso i racconti, ma Laudrup sa forse il nome

Laudrup alla Lazio é quasi un lapsus, un´associazione accidentale eppure forse rientra nella top 5  dei giocatori con piú talento ad aver vestito la nostra maglia. Ovviamente io lo ricordo vagamente nel Barcellona, non é un mio giudizio.

Insomma cari saggi parlateci di Michelino Laudrup in biancoceleste.   

alenlalieno

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perché è arrivato in prestito già sapendo di tornare alla juve. doppietta all'esordio a verona e uno all'inter la domenica dopo. aveva una fidanzata a cui stavano dietro gli squali

italicbold

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Che brutto periodo. Laudrup venne di passaggio, era di passaggio, sapeva di esserlo, voleva esserlo.
E noi lo considerammo di passaggio. Si presentò con un gol mostruoso, alla seconda di campionato, al 90° contro l'Inter che suggello' una bella vittoria che sembrava aprire scenari interessanti.
Quella Lazio fu vergognosa, avevamo recuperato Giordano e Manfredonia che ci avevano riportato in A, comprammo Batista, nazionale brasiliano, e arrivo', appunto, questo giocatore che tutti consideravano un predestinato. Sulla carta eravamo una squadra, almeno, da metà classifica e invece soffrimmo fino all'ultima giornata per poterci salvare.
Venne di passaggio, se ne andò come era venuto. Dimenticabile.

paolo71

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Avevo il poster in cameretta.
Prima giornata Hellas Lazio 4-2 doppietta del biondino.
Era la Lazio di Chinaglia Presidente, si salvò all' ultima giornata col contributo anche di questo ragazzino che giocava davanti con Giordano e supportato da Vincenzo D'Amico.
Aveva numeri da campione che si vedevano già a 19 anni.
Ci fu prestato dalla Juve che se lo prese l'anno dopo e noi finemmo in b.
Mi ricordo un Lazio napoli 3a2 quella del doppio rigore sbagliato da Giordano e D'amico in cui fece sfracelli sotto la Tevere.
Che giocatore.

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Aquila Romana

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Arrivò troppo presto, praticamente un bambino danese dai piedi buoni e dal carattere mite, calato in una realtà pronta ad esplodere da un momento all'altro (cosa che avvenne l'anno successivo)




volerevolare

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Laudrup venne da noi in una squadra disastrata, costruita coi piedi e diretta da una società allo sbando. Era un bambino che da noi mosse i suoi primi passi nel calcio dei grandi. Non escludo però che nella sua storia calcistica abbia influito positivamente anche il mondo tragicomico che visse in quel turbolento periodo romano.

Ranxerox

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Aveva un dribbling in verticale dritto per dritto da paura. Si vedeva da subito che era di un'altra categoria. Peccato che per noi sia stata solo una meteora di passaggio.

RG-Lazio

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MAnfredonia dietro e davanti Giordano e Laudrup...non dico che gli altri 8 potevano essere da B, peró occasione persa.

Giordano-Ladrup sulla carta se non é la coppia d´attacco piú talentuosa della nostra storia, poco ci manca.

Mi sembra tutto abbastanza folle.

Devo dire che per voi che avete vissuto quell´epoca, é stata davvero tosta, perché a distanza mi sembra totalmente schizzofrenica, senza alcuna logica. 

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ddg

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Era un giocatore che quella Lazio non si poteva permettere: talento immenso, ma ancora immaturo e troppo leggero, capace di giocate fantastiche, ma anche di quelle assenze che facevano pensare che si sentisse di passaggio.

In realtà all'epoca in curva si pensava che fosse piuttosto un anticipo per il pagamento di Giordano e/o Manfredonia, e che quindi avesse la possibilità di restare più a lungo di quanto lui non sperasse: ma quando ci lasciò, avevamo ben altri problemi e non ci furono troppe lamentele.

A.Nesta (c)

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Un fenomeno vero.

Io lo considero uno dei migliori di sempre, non solo della Lazio.

Aquila Romana

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Comunque con noi non lasciò tracce indimenticabili (se non qualche sprazzo di talento puro)

Lo chiamavamo "piedino di fata" perchè in campo se lo magnavano fisicamente

Poi diventando uomo è diventato calciatore vero

biancocelestedentro

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Per tutta la situazione che è stata ampiamente rievocata qualcuno gli aveva affibbiato il nomignolo di tacchino freddo. In realtà un talento ancora troppo acerbo e decisamente non per la Lazio di quell'epoca.

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volerevolare

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La Lazio di quegli anni era una società allo sbando, presieduta da un grandissimo ex giocatore del tutto incapace di gestire ed amministrare anche una rivendita di vini e oli. La squadra sulla carta era anche buona ma finì per essere travolta dallo sbando che quotidianamente viveva.
Quell'anno ci salvammo per il rotto della cuffia grazie alla magia di un altro grande laziale che oggi purtroppo non c'è più e che in panchina riuscì nel miracolo di incollare alla meno peggio i pezzi di un vaso rotto.
Ma era solo un'agonia rimandata perché l'anno successivo il vaso andò definitivamente in frantumi condannandoci alla peggiore stagione della nostra storia.

Nello stesso periodo, le merde giocavano la finale di champions..

Io all'epoca ero adolescente e vi posso assicurare che essere laziali allora era veramente difficile.

Anche mio padre (classe 33) che di Lazio ne aveva viste tante mi ha sempre detto che due annate peggiori di quelle non le ricorda.


trax_2400

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Uno dei giocatori che ho amato di più in assoluto.
Un mito.
Dribblava in una maniera divina.
Purtroppo peccava nelle conclusioni.
Ricordo che gli dicevo sempre tra me e me: "passala a Giordano".
Ma era una gioia per gli occhi vederlo giocare.
A volte non si capiva dove era passato.
Un mago. Spariva e poi riappariva in un altro posto con la palla!

FeverDog

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Citazione di: volerevolare il 28 Giu 2022, 17:22
Nello stesso periodo, le merde giocavano la finale di champions..

Io all'epoca ero adolescente e vi posso assicurare che essere laziali allora era veramente difficile.

Rispetto per tutti quelli che hanno vissuto quel periodo, veramente tanto rispetto.
Non riesco nemmeno ad immaginare.

trax_2400

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ES

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Un predestinato.
Basti dire che aveva un dribbling quasi come il mio.
Uno due, uno due, destro sinistro o viceversa indifferente, anche partendo da fermo, poteva saltare 5 o 6 avversari con assoluta naturalezza.
Avremmo avuto una grandissima carriera ma, già ve l'ho raccontato, io incontrai un angelo biondo con l'anima nera che frenò rovinosamente la mia carriera a soli 14 anni, lui no.

A volte una donna può cambiarti la vita.

biancocelestedentro

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Citazione di: FeverDog il 28 Giu 2022, 17:26
Rispetto per tutti quelli che hanno vissuto quel periodo, veramente tanto rispetto.
Non riesco nemmeno ad immaginare.

Vado un po' OT, per dire del clima che c'era allora, avevo all'Istituto tecnico un professore di disegno tecnico che era un caccheros sfegatato, un architetto che si presentava in aula con il papillon e l'aria da intellettuale esperto pure di musica, con la calata tipo Tomas Milian. Al terzo anno, quello di cacche-Liverpool, non facevamo più la sua materia. Un giorno ci incrociano in corridoio e non mi ricordo con che pretesto, probabilmenteuna mia battuta su un loro risultato negativo, credendo di essere simpatico mi attaccò più o meno in questo modo: "(...), tu sei della Lazio, ma noi, che siamo troppo superiori, che abbiamo da spartire con voi? L'unico bono che avete e di cui mi potete parlare è Giordano, che tra l'altro non ho capito che ce sta a fa' sur pianeta dee scimmie!" Al di là dell'episodio, questo era il modo medio con cui si approcciavano a noi, si credevano stocazzo, e in effetti erano stocazzo, come sono sempre stati, ma noi da un punto di vista calcistico argomenti per ribattere a tono non ne avevamo.

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FeverDog

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Citazione di: biancocelestedentro il 28 Giu 2022, 17:47
Vado un po' OT, per dire del clima che c'era allora, avevo all'Istituto tecnico un professore di disegno tecnico che era un caccheros sfegatato, un architetto che si presentava in aula con il papillon e l'aria da intellettuale esperto pure di musica, con la calata tipo Tomas Milian. Al terzo anno, quello di cacche-Liverpool, non facevamo più la sua materia. Un giorno ci incrociano in corridoio e non mi ricordo con che pretesto, probabilmenteuna mia battuta su un loro risultato negativo, credendo di essere simpatico mi attaccò più o meno in questo modo: "(...), tu sei della Lazio, ma noi, che siamo troppo superiori, che abbiamo da spartire con voi? L'unico bono che avete e di cui mi potete parlare è Giordano, che tra l'altro non ho capito che ce sta a fa' sur pianeta dee scimmie!" Al di là dell'episodio, questo era il modo medio con cui si approcciavano a noi, si credevano stocazzo, e in effetti erano stocazzo, come sono sempre stati, ma noi da un punto di vista calcistico argomenti per ribattere a tono non ne avevamo.
Assurdo, avete le palle quadrate ragazzi miei.
Però se posso aggiungere questa difficoltà univa la tifoseria molto più di ora, era un fronte comune impàri che legava profondamente un popolo.
Questa cosa ora non esiste, se non in rarissimi casi.
Non che io voglia tornare ai brutti tempi andati, ma sicuramente vivere la Lazio era diverso.

biancocelestedentro

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Citazione di: FeverDog il 28 Giu 2022, 17:53
Assurdo, avete le palle quadrate ragazzi miei.
Però se posso aggiungere questa difficoltà univa la tifoseria molto più di ora, era un fronte comune impàri che legava profondamente un popolo.
Questa cosa ora non esiste, se non in rarissimi casi.
Non che io voglia tornare ai brutti tempi andati, ma sicuramente vivere la Lazio era diverso.

Diciamo pure, spostando le cose su un piano personale, che quell'architetto non si troverebbe più davanti lo studentello adolescente di istituto tecnico ma un uomo con più esperienza di vita e più cultura che saprebbe ribattere a una cosa del genere anche se la sua squadra stesse in serie C.

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