Parlare di Gazza, per i tifosi cinquantenni come me, è come parlare della "prima volta".
Andrebbe raccontato il suo arrivo come postilla a ogni racconto sulla Lazio degli anni 80. Quella degli anni in B, dei meno nove, dove essere laziale, comunque, era complicato. E se c'avevi tra i 10 e i 16 anni, quando ancora la Lazio era la cosa più importante della tua vita perché le ragazze era una questione complessa (si senta escluso dal discorso chi a sedici anni già scopava come Rocco Siffredi in carriera, io no...), la tua esaltazione spesso si limitava a un pareggio strappato a Brescia o maramaldi a Sanbenedetto del tronto. Avevamo una splendida conoscenza della geografia della provincia italiana, anche quella più nascosta, da Cava dei Tirreni a Monopoli passando per Barletta o Cremona.
L'Europa manco sapevamo com'era fatta.
Nell'inverno del 1989 pestavamo contro Pedro Troglio perché non voleva lasciare il posto a Ruben Pereira, perla uruguaiana che non riuscì a venire e dovette accontentarsi di andarsene, qualche tempo dopo a Cremona.
Poi un giorno senti che stiamo per prendere Paul Gazza Gascoigne. Si, direi che è come se oggi ci fosse De Bruyne che suona al citofono di Formello. Non è pensabile. Non era pensabile.
Eppure era vero. Noi laziali di oggi ricordiamo anche i più oscuri massaggiatori di oscuri periodi, ma dimentichiamo, colpevolmente secondo me, un galantuomo che ha lavorato meravigliosamente per costruire le basi su cui è nata la grande Lazio, come Carlo Regalia. Gazza alla Lazio è roba sua.
Ebbene si, come ha già scritto qualcuno, fu un fine settimana in cui il venerdì comincio a girare la voce, il sabato mattina ci furono le conferme e il sabato pomeriggio, lazialmente, Paul Gascoigne si ruppe una gamba durante una partita. Se dio esiste, quel giorno fece benissimo a stare lontano da roma, perché con i suoi santi fu invocato da l'intera tifoseria biancoceleste. Anche Suor Paola, secondo me, in cuor suo bestemmiò.
Poi passarono i giorni del dubbio. Alla fine arrivo' la conferma che comunque Gazza sarebbe arrivato.
Il suo arrivo, anche se infortunato, avvenne durante un'amichevole estiva, credo contro il Real Madrid (Vinta ai rigori). Eravamo tanti, tantissimi.
Poi ci fu il suo arrivo come giocatore. Si organizzo' un'amichevole col Tottenham per dargli un po' la sensazione del campo. Andammo ancora di più, non so se esistano i dati ma credo che un'affluenza come quella per un'amichevole non ci sia mai stata in Italia. Paul avrebbe iniziato, senza forzare, poi sarebbe uscito dopo forse un tempo. Avrebbe dovuto giocare con calma. Invece dopo dieci minuti, Thomas Doll, ancora grazie di tutto ma soprattutto di quel passaggio, entra in area e puo' tranquillamente battere a rete per un gol facile ma traccheggia, aspetta, rischia di farsi recuperare dal difensore, poi appena lo vede arrivare serve un pallone al centro dell'area per Gazza che segna.
Segna.
Anche in quel caso credo che nessuna rete durante un'amichevole sia stata cosi festeggiata. Esultammo come per un gol in champions (che manco sapevamo com'era fatta).
Secondo me è in quel momento che è finita la Lazio degli anni 80 e noi, quelli della mia generazione, potevamo diventare adulti. Potevamo passare ad altro (anche se no, purtroppo, almeno per me le performance di Rocco Siffredi restarono solo nell'intenzioni).
Il resto della storia lo conoscete. Secondo me è da li che si arriva al 12 maggio del 2000.