Per farti passare il tempo ti racconto un episodio da pronto soccorso.
Una volta andammo a trovare un amico a Madrid che faceva l'Erasmus.
Partimmo in tre.
Aereo da Ciampino. Da garbatella ci fermammo per una prima birra sull'ardeatina. La seconda in aeroporto. Dove gli altri due ebbero la bella pensata di prendere una bottiglia di vodka. Io bevo molto poco quindi passai il giro. Salgono in aereo in condizioni pietose, uno dei due sviene in bagno e si spacca il grugno sul lavello.
Si risveglia qualche momento dopo con la bocca piena di sangue, si pulisce per quanto può e si rimette al posto.
Appena arrivati, alle 22 circa, dovevamo andare in un locale per una serata tekno e invece andiamo al pronto soccorso perché aveva proprio un buco in bocca, andava ricucito e pensavamo lo avrebbero fatto in poco tempo, giusto il necessario per i punti.
Peccato che invece lo tengono sotto osservazione fino alle 5 di mattina avendo sbattuto il suddetto grugno. E in pronto soccorso poteva accompagnarlo solo uno, quello che eravamo andati a trovare, che nell'attesa si addormenta su una barella.
Io e l'altro ci troviamo a Madrid fuori da un ospedale sul finire di novembre. Temperatura vicina allo zero.
Questo inizia a farmi "oh, annamo a prende un xxxxx". Io inizialmente volevo evitare ma alla trentaduesima richiesta identica in cinquanta minuti sveglio il nostro amico dentro, ci facciamo dare un numero di telefono e un indirizzo via messaggio, in quei soliti linguaggi che non se dovrebbe capi ma se capisce, quindi del tutto inutili, e chiamiamo un taxi.
Destinazione lavapies. Prendiamo il xxxxx. Riprendiamo il taxi. Torniamo all'ospedale. A quel punto io avrei aspettato che uscissero. Ma non uscivano. Dopo altre trentadue richieste di apertura trasformiamo la sala d'attesa del pronto soccorso e relativo bagno in un nostro personale disimpegno.
Ci trasformiamo in statue di sale per circa un'ora. A quel punto lui mi fa "oh prendiamo un altro xxxxx". Riesco a imporre il no. Anche dopo trentadue richieste identiche.
A quel punto finalmente se so fatte le cinque, li fanno uscire, ce ne andiamo verso casa dopo aver bruciato completamente la nottata, stanchi e delusi, e sempre quello fa "vabbè ma allora mo ci vuole un cartone".