Come nota di colore riporto questo post di un paio di giorni fa pubblicato sulla pagina facebook "La Ragione di Stato", che si presenta come pagina che "parla di calcio e altre sciocchezze", basato su un commento post partita di Simone Inzaghi.
Un tempo, il calcio italiano era rappresentato come un luogo privo di cultura e istruzione, i cui protagonisti potevano ambire al massimo a un faticoso diploma Cepu e alle risse verbali di "Controcampo" e del "Processo di Biscardi".
Oggi i tempi sono cambiati: calciatori e allenatori si cimentano con i temi classici del pensiero occidentale.
Pensiamo al commento di Simone Inzaghi sulla partita di ieri.
Mettendo in cantina il laconico ed elementare sentimentalismo dello "spiaze per i ragazzi", Inzaghi ha commentato la sconfitta di ieri con queste parole:
"La sconfitta? Brucia. Ma se avesse fatto goal Dumfries invece di Luiz Alberto, ora staremmo parlando di altro".
Parole dense, ostiche, meditabonde.
Parole che portano alle estreme conseguenze le questioni classiche della logica e della metafisica occidentale.
Parole che immaginano un mondo possibile diverso da quello attuale, spingendo il lettore a uno sforzo di immaginazione e creatività logica.
Parole che introducono un nuovo fondamentale problema filosofico: il PARADOSSO DI DUMFRIES.
Pertanto, cari intellettualoidi che parlate male del livello culturale del pallone, aspettiamo con impazienza la vostra soluzione al paradosso di Dumfries.
Fino ad allora, silenzio, umiltà, e studio dei classici della logica.