Però cosa c'entrano gli psicoanalisti con gli psicologi e gli psicoterapeuti? La psicoanalisi non è una scienza. Per diventare psicanalista ci si iscrive a un'associazione privata si spendono bei soldoni per anni per fare il training appresso a qualche guru, si studiano cose prive di base scientifica, si prende un attestato e il gioco è fatto.
Per diventare psicologo e/o psicoterapeuta -come dici bene tu - si studia per anni e ci si laurea e specializza su testi scientifici. Si fa un lavoro serio di studio, formazione e ricerca sulla realtà umana.
Dopo di che, in estremissima sintesi.
I cd. fattori genetici sono stati ampiamente smentiti da anni (nessuno ha mai trovato il gene della schizofrenia, nessuno ha mai trovato il gene della depressione, tanti hanno confuso- consapevolmente per vendere pillole, o inconsapevolmente per scarsa formazione, l'effetto e il sintomo con la causa della malattia mentale).
Ormai - faticosamente e finalmente - la moderna psichiatria (scienza molto giovane) si orienta sempre più sui cd. fattori ambientali: cioè sono i rapporti "guasti" che determinano le "lesioni" psichiche nelle persone che non riescono a sottrarsi a questi rapporti (per es.).
Poi, restando in topic, è chiaro che ci vorrà parecchio per smaltire un par di millenni di mentalità fasulla e violentissima che ci propina l'idea dell'essere umano naturalmente violento (perché Eva si ribellò a dio), ladro (di mele...) e potenzialmente assassino (caino...) e capace di impedire che emerga la bestia solo laddove riesce a mantenere un atteggiamento pio o razionale. Se non ci riesce che problema c'è? Per l'uomo pio c'è il sacramento della confessione che ripulisce tutto (vedi i preti pedofili o responsabili di qualsiasi altro reato. Qualsiasi), per gli altri la bestia sarà contenuta a suon di pillole, elettroshock e altre minkiate lombrosiane oppure in galera.
Quando invece è realtà umana l'assoluto contrario. Per natura l'essere umano NON è violento, ladro, omicida. Ed è vero che qualcuno ci diventa. Perché? Questo bisognerebbe chiedersi e studiare. Ma se l'idea che la natura è questa, non c'è bisogno né di porsi delle domande tanto meno di fare ricerca sulla realtà umana, no?
Per questo esiste davvero chi CREDE che il neonato, e poi il bambino, non sia potenzialmente violento, ladro e assassino solo perché a livello muscolare non può agire e liberare la bestia che porta dentro. Già con gli adolescenti qualcosa si intravede. Per cui se in 10 spaccano le bottiglie significa che tutti gli adolescenti sono così. Questo è il pensiero delirante (che affonda le proprie radici in millenni di annullamento della realtà umana dei bambini) propalato in italia non solo dalle destre ma anche e soprattutto da eugenio scalfari e dal suo giornale progressista (ah ah) per decenni. Scalfari, non a caso un "bel" passato da fascista consapevole.
(nb. Diversamente dal neonato umano, gli animali alla nascita non cercano anche rapporto con l'adulto
sconosciuto ma solo la soddisfazione della fame e della sete. Diversamente da qualsiasi animale, il neonato umano percepisce il mondo materiale come aggressivo e alla nascita fa la fantasia di farlo sparire ricercando rapporto interumano: realizza se stesso nel rapporto con l'altro).
Detto questo, la nascita umana è uguale per tutti, poi crescendo ci differenziamo non tanto nei bisogni che sono uguali per tutti, quanto nelle esigenze di realizzazione della propria realtà interiore.
Di contro, chi pensa che la natura umana sia violenta giustifica (consapevolmente o no) chi è convinto che esistano esseri umani di serie A ed esseri umani di serie B, che esistano nascite diverse.
=https://www.tempi.it/papa-francesco-un-bambino-battezzato-non-e-lo-stesso-che-un-bambino-non-battezzato/«Un bambino battezzato non è lo stesso che un bambino non battezzato» si lasciò scappar di bocca la punta di diamante della destra sociale clericalfascista - ma esaltato dalla sinistra confusa - nel 2014 solo per dirne una.
Dopo tutto 'sto pippone confuso, di cui mi scuso, dico che quando ci libereremo di queste tare religiose e illuministe che negano la realtà umana per quel che è inizieremo ad accettare l'idea che si possa vivere in una collettività senza la necessità del "controllo" di un'entità superiore (lo Stato o... dio... o il superio freudiano).
Ripeto, la dimostrazione empirica di quanto sia inutile, fallimentare e generatore - questo sì - di violenza che genera violenza lo Stato di polizia ci viene fornita quotidianamente dagli Stati Uniti d'america.
Non sono le leggi severe a fare l'uomo buono, non è lo spauracchio della pena di morte a disarmare il potenziale assassino, non è la fede che ci eleva, ma la soddisfazione dei bisogni materiali e delle esigenze di realizzazione personale di ciascuno di noi da parte della famiglia in primis e dello Stato (il cd. fattore ambientale).
Questo vivo. Questo penso. Secondo me.
E lo dico, oltre che da cittadino del mondo e da studioso, da ex forza dell'ordine.
Un'ultima cosa. Qualcosa più di carib certamente ne sanno ma pensa che io queste cose le devo sapere per professione.
Ma resto umile