Citazione di: 12.maggio.74 il 07 Set 2022, 19:39
erdogan, improvvisamente, è diventato quasi un idolo, sincero, intelligente, grande statista, un po' come l'ungherese e, forse forse, chissà, come la meloni che fino a l'altroieri portava una bella svastica al collo, l'importante è che, in qualche modo, "spieghino" le ragioni di putin...... solo chi sono questi personaggi dovrebbe farvi riflettere, quale è la loro ideologia e cosa pensavate di loro anche solo pochi mesi fa. Ho letto anche qualche "rimpianto", addirittura di Trump, che ce frega a noi in fondo, di un razzista di quella portata.
Ma no davvero, qua nessuno ha scritto "bravo Erdogan!" (io mi offendo se si dice che ho detto sta cosa, lo detesto quello là!)
Se viene citato è per dire
1) che la versione di questa brutta storia dominante in occidente non è assolutamente dominante nel resto del mondo. Anzi.
2) che visto che anche la Turchia è nella NATO ma nonostante questo ha una sua posizione differenziata, ci possono essere varie gradazioni di fedeltà all'alleanza e diverse idee di atlantismo senza essere traditori dei patti
3) che tutto sta a cosa conviene al singolo Stato.
Quello che guida Erdogan, Orban, Xi, Modi, ogni singolo capo di Stato al mondo è prioritariamente l'interesse nazionale (quello che il loro Paese ha da guadagnare essendo intransigente piuttosto che accomodante) o il loro personale (se sono dittatori corrotti). Non è l'interesse della superpotenza alleata, non l'interesse della coalizione militare o economica di cui fanno parte. E' giusto? Sbagliato? Non sta a me dirlo. Ma lo evidenzio perchè mi risulta un pò singolare che solo noi stiamo a fare i solidali quando tutti sono egoisti, e non ci poniamo il problema perchè ci raccontano la favoletta che tutto il mondo la pensa paro paro a noi.
Su Trump invece lo dico e lo rivendico spudoratamente: sul piano della politica internazionale e solo di quella, lo rimpiango eccome. Forse Carter è stato l'ultimo presidente, prima di Trump, sotto cui gli USA si erano astenuti dall'avviare operazioni "di pace" o dal destabilizzare Paesi con regimi sgraditi e francamente mi ha fatto molto piacere vedere questo cambio di rotta in politica estera. Anche perchè non è stato accompagnato da segnali di debolezza (tipo con Carter), quando ha avuto l'occasione Trump ha dato l'ordine di ammazzare Souleimani senza farsi alcun problema, e ha usato altre leve -senza spettacolarizzazioni- per portare al tavolo delle trattative Paesi in conflitto ultradecennale (quanti progressi ci sono stati nel dialogo arabo-israeliano sotto Trump?)
Sul piano della politica interna o economica o sanitaria lasciamo stare. Ma se lo guardi per quel che ha fatto fuori dai confini non è stato il demonio, come altri presidenti dem che lo hanno preceduto non sono certo stati i santi che ci sono stati dipinti.