Citazione di: .Christina. il 13 Set 2022, 22:59
Sora', certo che è avvilente. Però ha ragione Fat.
Comunque il CV modificalo! C'è da adattarsi purtroppo, ma non ti abbattere.
Se posso permettermi io non lo farei.
Ovviamente parlo in termini generali, se poi Sorazio non sa come mettere insieme il pane con la cena nell'immediato è ovvio che anche andare a scaricare le cassette ai magazzini generali è un buon consiglio.
Ma se ho capito bene il lavoro che fa e conoscendo, un minimo, l'ambiente e le dinamiche che lo regolano se anche modificasse il suo curriculum e riuscisse a farsi assumere rischia di pagare, anche fisicamente, questa personale retrocessione. Con stress e insoddisfazione che rischiano, come spesso accade, di trasformarsi in un malessere a volta anche grave. Anche perché difficilmente è un fenomeno che passa col tempo.
Non lasciamoci ingannare dalla parolina "overskilled". E' solo una baggianata che viene detta per nascondere altre ragioni molto meno lusinghiere. Nel campo della comunicazione e del marketing quando si dice che sei overskilled si intende che, probabilmente, sei
vecchio. Ma non vecchio per l'umanità e la vita reale, ma per quell'ambito. Ci siamo passati tutti.
Un
vecchio, per un'azienda che si occupa di comunicazione è una persona che ha una vita reale fuori dal lavoro e quindi non è disposta, se non per assoluta necessità, a passare le serate a lavoro, i weekend, a lavorare per settimane intere senza pausa. Magari soltanto perché si è sposato e c'ha una moglie e vorrebbe anche passare qualche momento con lei. Che scemo.
Il candidato perfetto per le agenzie di comunicazione, oggi, è un sociopatico di massimo 26 anni con una vita privata devastata dalla solitudine, che vive in un monolocale nel sottoscala e quindi in ufficio crede di trovare una situazione sociale migliore, dove ha un bagno pulito, il caffè disponibile alla macchinetta, magari un biliardino dove giocare interminabili partite con i colleghi durante le nottate passate ad attendere le decisioni del direttore marketing. Ogni tanto (veramente ogni tanto) lo portano a passare dei weekend in
seminario aziendale in qualche vecchio convento umbro dove, aiutato dall'alcool a volontà o altro, riesce magari a scoparsi la centralinista*. Le chiamano attività di
team building.La mia ultima esperienza in agenzia risale a una decina di anni fa. Grande agenzia pubblicitaria, il grande capo è uno di quelli che vince premi e viene intervistato dalle grandi riviste di settore e non. Mi vuole assolutamente a lavorare con lui dopo sei mesi in cui ho collaborato con la sua agenzia. Io avevo quarant'anni passati, una moglie, una figlia, due gatti. Avevo deciso di fare un break. Lui mi dice "
dai, resta con noi". E mi da le chiavi dell'agenzia. Ma non metaforiche, proprio le chiavi. E io gli chiedo "
Ma perché mi dai le chiavi ?".
"
Beh, sai il prossimo weekend lavoriamo per trovare la campagna di lancio della nuova Chrysler, forse anche quello dopo.", "
Il weekend ???".
Gentilmente gli ho rimesso le chiavi in mano e gli ho detto che non ero la persona giusta.
E ho deciso che ero overskilled anche a livello di vita privata. E dopo quasi 20 anni (alcuni anche psicologicamente duri) era il momento di fare scelte diverse.
Da dieci anni neanche ci penso a mandare un curriculum alle agenzie. Ci si pulirebbero il culo. Giustamente dal loro punto di vista.
Tutto questo per dire a Sorazio di pensarci bene ad abbassare il livello del suo curriculum. Perché equivale, a volte, ad abbassarsi a 90° offrendo la vasellina a chi lo sta scrutando.
In genere non promette nulla di buono.
*Non mi sono mai portato a letto centraliniste nei seminari aziendali a cui ho partecipato.
L'ultimo a cui mi hanno invitato, anche se da freelance e per conto di un'agenzia francese facente parte di un gruppo mondiale con cui collaboravo, è stato nel settembre del 2018. Vicino a Voghera (detto cosi fa ridere ma il posto era fenomenale, era questo qui
https://www.chateauform.com/fr/maison/la-cascina-erbatici/).
A Linate, assieme a me, il primo giorno era arrivata una ragazza finlandese. Non proprio l'immagine che uno pensa del concetto di "ragazza finlandese". Nel senso che non era proprio una bomba di bellezza. Però, professionalmente, una vera cima. Per due giorni è stata brillantissima, con riflessioni di rara intelligenza e interventi molto interessanti.
L'ultima sera, completamente ciucca, cominciò a parlarmi del fatto che era inevitabile non fare un pompino alla fine di un seminario.
L'ho accompagnata in camera sua. A dormire.
Perché resto un gentleman.