Dopo una bella dormita e prima di ripartire con il lavoro, alcune considerazioni sulla trasferta a Graz.
La prima: non ho più l'età per affrontare certe trasferte da toccata e fuga.
Come pensavo, e com'era ampiamente prevedibile, all'ingresso nessuno ci ha chiesto il documento. Secondo il protocollo io sarei dovuto partire da un posto x, andare a Roma col documento in originale in mano, ritirare una stampa a colori e poi avrei potuto mandare al mio posto Genny a carogna, jack lo squartatore o bin laden.
La logistica in loco ha lasciato al quanto desiderare.
Stadio a sud rispetto al centro ed a noi laziali assegnato il settore sud. Il ritrovo era previsto nella piazza centrale della cittadina e da lì si sarebbe mosso, scortato, il corteo biancoceleste per una camminata di circa 40 minuti. Volendo evitare questa perdita di tempo al ritorno decidiamo di andare in macchina.
Per fare i 3 km che ci separano dallo stadio delirio totale; totalmente fermi nel traffico. Al che, viste le premesse di quasi amicizia con gli austriaci, decidiamo di lasciare la macchina nella zona nord e raggiungere lo stadio a piedi.
All'uscita il cordone di polizia non ci fa andare ne a nord ne a sud. Visto che a nord per molto tempo capiamo che non si potrà passare proviamo a sentire un poliziotto del cordone sud se possiamo passare da lì per raggiungere la macchina.
Acconsente e ci spiega a grandi linee il percorso: sud, ovest, nord.
Cominciamo la nostra camminata e mentre siamo in un zona residenziale buia pesta sentiamo dalla strada parallela un coro cantato da una trentina di austriaci ubriachi: Lazio Lazio vaffanchiulo.
Quando capiamo che continuando ci saremmo trovati davanti gli alticci facciamo un rapido dietro front e cerchiamo una strada alternativa.
Prendiamo una strada con il cartello di senza sfondo, sperando che comunque a piedi saremmo passati. Arrivati in fondo troviamo rete con filo spinato e cancello di due metri. Uno dei miei figli mi guarda e mi fa: babbo, ce la fai? Parto per primo e scavalco il cancello. Nel frattempo il coro degli austriaci e sempre più lontano: pericolo scampato. Quindi cercando di dare meno nell'occhio possibile continuiamo nel territorio nemico e raggiungiamo la macchina.
Dopo vari giri nel traffico arriviamo sull'autostrada e dopo pochi in é chiusa per lavori.
Deviazione per i monti austriaci di una cinquantina di km durante la quale credo di essermi definitivamente guadagnato l'inferno.
Avevo calcolato di rifare il pieno in Italia, ma questa deviazione mi costringe a rifornirmi in Austria: gasolio €/litro 2,39!
Dopo un'altra po d'incazzatura ripartiamo fino a rimettere piede in casa alle 4,30 precise.
Ah, la partita è stata brutta brutta.
Ricapitolando: a parte la partita, il post partita ed il viaggio di ritorno; una bella trasferta.
Probabilmente l'ultima (dico sempre così).