Elezioni 25 settembre 2022

Aperto da hafssol, 25 Lug 2022, 20:52

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FatDanny

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L'imprenditore produce è la più grossa minchiata che si possa immaginare da quando l'essere umano ha inventato le minchiate.

Chi lavora per l'imprenditore produce e si dimostra facilmente: l'imprenditore senza dipendenti non può fare un cazzo di niente. gli sono strettamente necessari.
I dipendenti senza imprenditore si. Ai dipendenti serve capitale, NON l'imprenditore.

E non mi si venga a sfracagnare il cazzo né con il rischio né con l'inventiva che il 95% delle imprese non innova un cazzo di niente, risponde a bisogni normalissimi (sul rischio ha già detto Elmatador).

Qui c'è un enorme problema di dogmi religiosi posti in materia economica.
Il capitale crea, tende a comprimere il lavoro necessario e a liberare tempo per altre attività (quindi altre forme di beni e servizi), questo è assolutamente vero, dovuto alcuni meccanismi che lo determinano.
Ma questa visione mistica della figura imprenditoriale è più o meno analoga a quella della madonna in quanto vergine.

Chiunque non è obnubilato dai dogmi guarda con imbarazzo a chi lo afferma.

EDIT: per altro ormai "l'imprenditore" è una figura mitologica, perché larghissima parte del capitale non è legato ad imprese individuali.

Citazione di: LaFonte il 03 Dic 2022, 21:24


E dai. Non è fortuna, è che qualcuno ha fatto i sacrifici prima per permettere a me di non farli.


e che merito avresti in questo?
Certo che è fortuna aver avuto qualcuno che ha fatto i sacrifici prima per permettere a te di non farli.
Una fortuna sfacciata. Si chiama "fortuna di nascita" e va dal nascere figlio di Agnelli a figlio di disoccupati in uno slum di Brazzaville.
Come fai a negare che si tratta esattamente di fortuna? O vuoi prenderti tu i meriti di un'altra persona, solo perché ti ha biologicamente generato?

Aquila1979

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Citazione di: FatDanny il 04 Dic 2022, 14:21
e che merito avresti in questo?

Domanda fondamentale.
Nessuno. Ma non sono cazzi tuoi.
Se io mi faccio il culo per far stare h24 in vacanza le mie figlie è un problema tuo, prenditela con tuo padre.

Credo che tu abbia capito il senso di quello che sto dicendo, non è certo un attacco personale, anzi, sai che ti stimo molto.

Ma è proprio qui che si divaricano el visioni: quando parlo di religiosità e di misticismo mi riferisco a questo, a questo cattolicesimo per cui se hai di più penitenziagite se la tua famiglia si è fatta il culo per generazioni penitenziagite.

Non fai un cazzo? Bravo!

FatDanny

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ma invece certo che lo è, laddove se ne fa un argomento di merito.
Allora, le cose sono due:
- se la questione è rigidamente il merito personale, perché facciamo della meritocrazia il principio assoluto di determinazione sociale come propone LaFonte, bene, tutti partono da zero (o meglio dall'accesso ad istruzione e mezzi di partenza) ma senza poter ereditare un cazzo di niente.
Nulla. Ognuno DEVE farsi da sé. E raccoglie i frutti di ciò che semina.

- se invece la questione ammette la presenza di dislocazioni differenti fortunose, ossia dovute alla collocazione di nascita allora tu sfrutti il tuo privilegio ma almeno, almeno, non cachi il cazzo (pure?!?!) dall'alto della tua condizione privilegiata perché c'è un misero aiuto, da 10 euro l'anno ciascuno, a chi sta messo male.

Nessuna penitenza, il problema è volere capra e cavoli.
Io mi tengo il privilegio e dall'alto del privilegio pontifico sul merito.
Ennò cazzo, così è veramente una provocazione.

Io ci sto a fare la gara, ma partiamo tutti dalla stessa identica linea.
Tuo padre si è fatto il culo? Sticazzi, tuo padre non sei tu, quella linea di continuità che chiami "famiglia" è una convenzione artificiale che non sta iscritta in nessuna legge della natura.
Dunque daje de gara e di impegno individuale, ma tutto il culo di tuo padre, quando muore, torna alla collettività e tu parti da zero. ZERO.
Oppure, più facilmente, tu sfrutti il tuo privilegio e la povera gente ti chiede solo di non scassare i [...] coi piantarelli per i soldi dati a chi sta peggio e a fare pure le ramanzine e il maestrino su come si campa e come ci si fa da soli. Perché ecco, questa è davvero la cosa più intollerabile.
Un po' come quelli che "mollano tutto e lavorano girando il mondo" o chi "si, io prima di essere assunta come top manager dell'azienda del papi ho lavorato cinque estati come barista e tre inverni come commessa". Perché fa venire il bruciore allo stomaco dover spiegare loro che quella simulazione di vita povera non equivale a LA vita povera.

Aquila1979

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Citazione di: FatDanny il 04 Dic 2022, 15:42
Sticazzi, tuo padre non sei tu, quella linea di continuità che chiami "famiglia" è una convenzione artificiale che non sta iscritta in nessuna legge della natura.

La famiglia no e la società si?

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Aquila1979

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Citazione di: Aquila1979 il 04 Dic 2022, 15:49
La famiglia no e la società si?

Cioè deve sbattermene le palle di Giuseppe da Palermo e non di mia figlia?

FatDanny

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Bhe si. l'eredità è una convenzione. La società è un fatto empirico.
La famiglia è un altro fatto empirico e - come la società - caratterizzato da forme molto diverse tra loro.
L'antropologia si fonda sullo studio, anzitutto, delle varie concezioni di famiglia (che sono diversissime, non solo per dimensioni ma anche per quali legami vengono considerati interni).

Io non ho detto che non devi considerare la famiglia. Ma che se vuoi rendere il merito un assoluto allora devi esserne conseguente. E rinunciare ad ogni formula ereditaria, unico modo per farlo valere davvero.
Tramite le eredità socializzata si consente a tutti di partire dalla stessa linea, perché i meriti di tuo padre o tua madre non sono i tuoi. Allora ci sto: se giuseppe di palermo se more de fame cazzi sua, se tu arrivi a guadagnare 100 mld bravo te.
Non esiste invece il "merito familiare", o - anche qui - il valore dell'individuo viene tirato fuori solo quando ve pare?

ma in realtà è esattamente così.
la meritocrazia non è altro che la traduzione ideologica dall'800 in poi del diritto di nascita.
Il merito individuale che però viene sistematicamente aggirato tramite le condizioni di partenza, che vengono offuscate.
Si celebra musk, si scorda la miniera di smeraldi.
Si celebra berlusconi, si scorda il padre e le linee di credito "generose".
Tramite questa ideologia si rende socialmente accettabile quello che, fosse rimasto esplicitamente per nascita, sarebbe stato inaccettabile e crollato sotto i colpi della rivoluzione.

In questo modo invece si fa una colpa a chi non riesce perché oh, teoricamente si può e vedi che l'amico di LaFonte ce l'ha fatta e allo stesso tempo si mantiene un vantaggio comparato che non è individuale - basato sulle proprie specifiche qualità - ma è sociale, basato sulla collocazione della propria famiglia nel contesto (prova empirica che la società esiste, altrimenti la famiglia fluttuerebbe nel vuoto isolato e non avrebbe legami col resto, che invece fanno molto per la sua riuscita come tale).

Non a caso una delle primissime rivendicazioni del socialismo in Europa, anche quello moderato, era proprio l'abolizione del diritto ereditario. Ma è ovvio, soprattutto se fai del merito un cavallo di battaglia la conseguenza non può che essere questa sennò è tutto un cazzo.

Ora, siccome so perfettamente che i discorsi pontificanti davanti ad una prospettiva terrorizzante come questa si ritirerebbero a gambe levate, perché a quel punto in tanti scoprirebbero davvero la condizione del lavoro precario e come ci si resta invischiati, altro che "datti una smossa" e si fottono di paura al solo pensiero, allora almeno si faccia il piacere di evitare tout court la favoletta del merito. Che, guarda caso, è sempre in bocca ai privilegiati, da Galli della Loggia in giù.
Mai sentito un disoccupato parlare di merito. Strano.


Aquila1979

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Mi hai sentito parlare del merito come un idolo unico e solo? È uno degli dei del pantheon 😁

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Mi sembra siate troppo assolutisti. Non sono contro il rdc ma, ma come gia detto bisognerebbe eliminarne le storture ( che non sono affatto ne poche ne isolate).
Per quanto riguarda chi si è fatto il culo..... esiste e come ed io ne sono un esempio.
Mio padre faceva l'operaio, vivevamo in una casa in affitto ( e senza termosifoni.. chi se lo dimentica), dormendo, io e mio fratello, in una stanza che era poco più di uno sgabuzzino con un letto a castello. I jeans, quando si bucavano si rattoppavano e le scarpe si risuolavano ( parlo di anni 70 eh, non del dopoguerra). Finita la terza media, volevo continuare a studiare, mio padre voleva che iniziassi a lavorare perché soldi per le superiori non ve ne erano. Mia madre convinse suo cognato a portarmi con lui a fare l'imbianchino nei mesi estivi ed il sabato ( lavorava anche il sabato, all'epoca era frequente). Iniziai a lavorare a 14 anni con quello che mettevo da parte l'estate ( all'epoca la scuola iniziava ad ottobre) ed i sabati riuscendo, senza troppe difficoltà, a diplomarmi. Finito lo scientifico si ripresento' lo stesso problema per l'università, qui le discussioni tra i miei genitori furono più accese, alla fine mia madre ebbe la meglio. All'epoca non c'era la frequenza obbligatoria a medicina e decisi che il martedi, il giovedì ed il sabato avrei fatto l'imbianchino ( nel frattempo ero diventato un buon imbianchino e ormai mio zio mi mandava anche a fare lavori da solo). Solo che non avevo calcolato che l'impegno per medicina non era come quello per il liceo dove un'oretta di studio al.giorno mi era più che sufficente. Studiavo spesso la sera, appena tornato dal lavoro, fino a mezzanotte, e la mattina alle 6 e mezza in piedi. Studiavo la domenica o nei giorni in cui non andavo a lezione. Non uscivo mai, per 6 anni mai in discoteca o quasi mai in giro con gli amici, mai a mangiare una pizza, senza automobile..... sono stato piu volte sul punto.di lasciare tutto, al quarto anno, per lo stress mi è venuta una alopecia areata enorme, mi sono caduta su tutto il.lato destro del viso la barba, le ciglia,  le sopracciglia più varia chiazze in testa senza capelli.... mi vergognavo, a 22 anni, anche di uscire da casa. Alla fine però ce l'ho fatta senza neanche andare fuori corso. Quindi oggi, quando sento che sono stato fortunato, ( come qualcuno ha scritto qui qualche pagina fa) mi viene da veramente da ridere.... mentre mi fa incazzare chi mi dice che guadagno troppo ( di certo non sono ricco) rispetto ad altri, magari quelli,  che quando a me cadevano la barba e i capelli, giravano con le alfa 75 ( esempio non casuale) ed andavano in vacanza con gli amici.
Raccontata tutta sta storia, capisco che non per tutti possa essere così, ma neanche pochissimi, non certo per le qualità intellettive quanto, soprattutto, per la la forza di volontà .... però non venite a dirmi che non é possibile.

Ps per fd:
I figli di 2 impiegati per me erano dei ricconi  :), non a caso la maggior parte di quelli che "studiavano", 40 o 50 anni fa, erano proprio i figli degli impiegati.

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12.maggio.74

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Dimenticavo, l'unica distrazione, in quei 6 anni, era la lazio....  :D

pentiux

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Io sono quasi del tutto d'accordo con FD, sulle basi di partenza che devono essere le stesse per tutti o almeno equiparabili. Altrimenti la meritocrazia è lammmmerda, altro che.
Però il concetto di trasferimento di ricchezza trascende dal concetto di famiglia. A parte il piccolissimo particolare della legittima, l'eredità e il trasferimento di ricchezza riguarda proprio la logica della proprietà privata. Se è un bene è nella mia disponibilità, lo trasferisco a chi mi pare, famiglia amante o parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di Nazareth che dir si voglia.

Adler Nest

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Citazione di: 12.maggio.74 il 04 Dic 2022, 21:47
Mi sembra siate troppo assolutisti. Non sono contro il rdc ma, ma come gia detto bisognerebbe eliminarne le storture ( che non sono affatto ne poche ne isolate).
Per quanto riguarda chi si è fatto il culo..... esiste e come ed io ne sono un esempio.
Mio padre faceva l'operaio, vivevamo in una casa in affitto ( e senza termosifoni.. chi se lo dimentica), dormendo, io e mio fratello, in una stanza che era poco più di uno sgabuzzino con un letto a castello. I jeans, quando si bucavano si rattoppavano e le scarpe si risuolavano ( parlo di anni 70 eh, non del dopoguerra). Finita la terza media, volevo continuare a studiare, mio padre voleva che iniziassi a lavorare perché soldi per le superiori non ve ne erano. Mia madre convinse suo cognato a portarmi con lui a fare l'imbianchino nei mesi estivi ed il sabato ( lavorava anche il sabato, all'epoca era frequente). Iniziai a lavorare a 14 anni con quello che mettevo da parte l'estate ( all'epoca la scuola iniziava ad ottobre) ed i sabati riuscendo, senza troppe difficoltà, a diplomarmi. Finito lo scientifico si ripresento' lo stesso problema per l'università, qui le discussioni tra i miei genitori furono più accese, alla fine mia madre ebbe la meglio. All'epoca non c'era la frequenza obbligatoria a medicina e decisi che il martedi, il giovedì ed il sabato avrei fatto l'imbianchino ( nel frattempo ero diventato un buon imbianchino e ormai mio zio mi mandava anche a fare lavori da solo). Solo che non avevo calcolato che l'impegno per medicina non era come quello per il liceo dove un'oretta di studio al.giorno mi era più che sufficente. Studiavo spesso la sera, appena tornato dal lavoro, fino a mezzanotte, e la mattina alle 6 e mezza in piedi. Studiavo la domenica o nei giorni in cui non andavo a lezione. Non uscivo mai, per 6 anni mai in discoteca o quasi mai in giro con gli amici, mai a mangiare una pizza, senza automobile..... sono stato piu volte sul punto.di lasciare tutto, al quarto anno, per lo stress mi è venuta una alopecia areata enorme, mi sono caduta su tutto il.lato destro del viso la barba, le ciglia,  le sopracciglia più varia chiazze in testa senza capelli.... mi vergognavo, a 22 anni, anche di uscire da casa. Alla fine però ce l'ho fatta senza neanche andare fuori corso. Quindi oggi, quando sento che sono stato fortunato, ( come qualcuno ha scritto qui qualche pagina fa) mi viene da veramente da ridere.... mentre mi fa incazzare chi mi dice che guadagno troppo ( di certo non sono ricco) rispetto ad altri, magari quelli,  che quando a me cadevano la barba e i capelli, giravano con le alfa 75 ( esempio non casuale) ed andavano in vacanza con gli amici.
Raccontata tutta sta storia, capisco che non per tutti possa essere così, ma neanche pochissimi, non certo per le qualità intellettive quanto, soprattutto, per la la forza di volontà .... però non venite a dirmi che non é possibile.

Ps per fd:
I figli di 2 impiegati per me erano dei ricconi  :), non a caso la maggior parte di quelli che "studiavano", 40 o 50 anni fa, erano proprio i figli degli impiegati.
Molto rispetto.

FatDanny

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Citazione di: 12.maggio.74 il 04 Dic 2022, 21:47
...

Lo ripeto, il mio discorso non vuole dire che non può esistere quello che ce la fa facendosi il culo. Ma che ce la fa proprio in quanto isolato, facendo scelte estreme come le tue. Non è che mo se domani tutti i disoccupati si fanno il culo diventano medici o occupati con un lavoro a 1500.
Non funziona così, perché questa "popolazione in eccesso" o "esercito di riserva" è tale per condizioni strutturali di sistema che ha una sua capacità di assorbimento della forza lavoro. Non data in assoluto, ma nemmeno estendibile in base ai desiderata.
Dunque, ciò significa che il culo che ci si fa non è determinante, è una condizione che può aiutare il singolo ma non l'intero segmento interessato dal problema. Se è così allora non si può fare della cosa una colpa, ma deve essere affrontata come stortura sistemica.

Il problema è considerare stortura del reddito di cittadinanza ciò che non è una stortura, ma è invece un merito che non viene colto in una visione lavorista distorta e ideologicamente fomentata.
Le uniche storture del RDC sono quelle relative ai percettori che non avrebbero diritto. Che sicuramente esiste, ma riguarda QUALSIASI prodotto del welfare, dall'esenzione alle case popolari, ecc ecc
Non è un buon motivo, mai, per ridurre tali servizi. In quel caso il problema è semplicemente l'evasione

E, mi spiace, a differenza di AN io non ho gran rispetto per la storia che hai raccontato, mi sembra terribile. Un esempio drammatico di cosa il singolo può arrivare a fare per riuscire e dei suoi effetti. Una roba da fare studiare ai bambini come l'esempio di cosa porta la ricerca di riuscita individuale, in modo che si spaventino e facciano diversamente.
Che è altra cosa dalla passione e dalla fatica che implica. Pure io oggi lavorando otto ore studio quando finisco di lavorare e non sono impegnato in attività sindacali, spesso la notte, ma non me cadrebbero mai i capelli perché lo faccio con viva passione e senza diventare un eremita, dando la priorità che merita la vita sociale, che negli esseri umani è un diritto altrettanto importante, siamo animali sociali per la miseria.
Che tu abbia sprecato gli anni dell'università senza mai uscire, anche senza alfa, sacrificando amicizie ed arrivando a vergognarti del tuo aspetto che aveva subito gli effetti di un tale abbrutimento è un dramma, una tragedia, una ragione di sofferenza e rammarico solidale, non una nota di merito. Ma pensa in che società folle siamo finiti per arrivare a vedere sta roba con rispetto. Il culto del sacrificio cristiano, della passione di cristo,  tradotto in termini lavoristi.
Madre mia che abominio culturale si è prodotto. Soprattutto la sua potenza in un paese di tradizione cattolica.

@pentiux, dipende come intendi la proprietà privata. Perché ad oggi tale diritto è inteso come possibilità di godere quel bene in termini assoluti (creando a volte anche contraddizioni con gli ordinamenti costituzionali, vedi case sfitte in Italia).
In altri ordinamenti - o in passato - non è così. Quel diritto è sempre incastonato in dei limiti (es divieto e requisizione case sfitte, sequestro impianti inattivi, ecc). Nello specifico può significare che di quel bene, finché sei in vita, puoi disporne esclusivamente ma che tale diritto non può essere passato a chi vuoi, né figli né chiesa del sacro Cuore di Gesù.
È un tuo diritto esclusivo ed inalienabile, cosa che manterrebbe il principio privato della proprietà considerata.
Proprio perché il diritto di proprietà, come ogni diritto, è artificiale, non c'è una definizione "in purezza" dello stesso.
Il punto è che l'eredità è un principio fondante di come opera nel capitalismo e quindi a noi ci sembra contraddittorio eliminarne il principio

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12.maggio.74

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Citazione di: FatDanny il 05 Dic 2022, 08:21
Lo ripeto, il mio discorso non vuole dire che non può esistere quello che ce la fa facendosi il culo. Ma che ce la fa proprio in quanto isolato, facendo scelte estreme come le tue. Non è che mo se domani tutti i disoccupati si fanno il culo diventano medici o occupati con un lavoro a 1500.
Non funziona così, perché questa "popolazione in eccesso" o "esercito di riserva" è tale per condizioni strutturali di sistema che ha una sua capacità di assorbimento della forza lavoro. Non data in assoluto, ma nemmeno estendibile in base ai desiderata.
Dunque, ciò significa che il culo che ci si fa non è determinante, è una condizione che può aiutare il singolo ma non l'intero segmento interessato dal problema. Se è così allora non si può fare della cosa una colpa, ma deve essere affrontata come stortura sistemica.

Il problema è considerare stortura del reddito di cittadinanza ciò che non è una stortura, ma è invece un merito che non viene colto in una visione lavorista distorta e ideologicamente fomentata.
Le uniche storture del RDC sono quelle relative ai percettori che non avrebbero diritto. Che sicuramente esiste, ma riguarda QUALSIASI prodotto del welfare, dall'esenzione alle case popolari, ecc ecc
Non è un buon motivo, mai, per ridurre tali servizi. In quel caso il problema è semplicemente l'evasione

E, mi spiace, a differenza di AN io non ho gran rispetto per la storia che hai raccontato, mi sembra terribile. Un esempio drammatico di cosa il singolo può arrivare a fare per riuscire e dei suoi effetti. Una roba da fare studiare ai bambini come l'esempio di cosa porta la ricerca di riuscita individuale, in modo che si spaventino e facciano diversamente.
Che è altra cosa dalla passione e dalla fatica che implica. Pure io oggi lavorando otto ore studio quando finisco di lavorare e non sono impegnato in attività sindacali, spesso la notte, ma non me cadrebbero mai i capelli perché lo faccio con viva passione e senza diventare un eremita, dando la priorità che merita la vita sociale, che negli esseri umani è un diritto altrettanto importante, siamo animali sociali per la miseria.
Che tu abbia sprecato gli anni dell'università senza mai uscire, anche senza alfa, sacrificando amicizie ed arrivando a vergognarti del tuo aspetto che aveva subito gli effetti di un tale abbrutimento è un dramma, una tragedia, una ragione di sofferenza e rammarico solidale, non una nota di merito. Ma pensa in che società folle siamo finiti per arrivare a vedere sta roba con rispetto. Il culto del sacrificio cristiano, della passione di cristo,  tradotto in termini lavoristi.
Madre mia che abominio culturale si è prodotto. Soprattutto la sua potenza in un paese di tradizione cattolica.

@pentiux, dipende come intendi la proprietà privata. Perché ad oggi tale diritto è inteso come possibilità di godere quel bene in termini assoluti (creando a volte anche contraddizioni con gli ordinamenti costituzionali, vedi case sfitte in Italia).
In altri ordinamenti - o in passato - non è così. Quel diritto è sempre incastonato in dei limiti (es divieto e requisizione case sfitte, sequestro impianti inattivi, ecc). Nello specifico può significare che di quel bene, finché sei in vita, puoi disporne esclusivamente ma che tale diritto non può essere passato a chi vuoi, né figli né chiesa del sacro Cuore di Gesù.
È un tuo diritto esclusivo ed inalienabile, cosa che manterrebbe il principio privato della proprietà considerata.
Proprio perché il diritto di proprietà, come ogni diritto, è artificiale, non c'è una definizione "in purezza" dello stesso.
Il punto è che l'eredità è un principio fondante di come opera nel capitalismo e quindi a noi ci sembra contraddittorio eliminarne il principio
io ho scritto:  "bisognerebbe eliminarne le storture", non che il rdc è una stortura, che significa esattamente "quelle relative ai percettori che non avrebbero diritto", se si riuscisse a fare questo, penso, si eliminirebbero tante, se non quasi tutte, le contestazioni, magari istituendo, anche prima, un salario minimo.
In quanto alla mia storia, anche li', ho specificato che non puo essere certo la storia di tutti e, aggiungo, a nessuno puo essere fatta una colpa se non ce la fa in questo modo, ma è altrettanto vero che per altri basterebbe molto meno e non è assolutamente vero che non si possa costruire qualcosa anche partendo da poco.


jp1900

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Citazione di: FatDanny il 04 Dic 2022, 14:21
L'imprenditore produce è la più grossa minchiata che si possa immaginare da quando l'essere umano ha inventato le minchiate.

Chi lavora per l'imprenditore produce e si dimostra facilmente: l'imprenditore senza dipendenti non può fare un cazzo di niente. gli sono strettamente necessari.
I dipendenti senza imprenditore si. Ai dipendenti serve capitale, NON l'imprenditore.
I dipendenti, senza una guida (da chi dà una visione strategica a chi coordina le attività), non producono nulla, a mio avviso, o comunque disperdono le energie... Poi chiamalo come ti pare...
Perché il dipendente (specie quello statale) un minuto dopo aver timbrato l'uscita pensa ad altro, mentre altri si portano le problematiche del lavoro anche a casa e in vacanza (perché hanno responsabilità sui dipendenti e sulle loro famiglie).
Non generalizzare solo in una direzione...

FatDanny

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Lazionetter
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Ma quelle storture sono fisiologiche, per eliminarle toccherebbe risolvere l'evasione fiscale. Che invece lo stesso governo che vuole abolire il reddito aiuta!!!
Capisci il paradosso?

Che poi, lo stesso discorso allora si potrebbe fare sull'esenzione sanitaria. Perché sui giornali non trova posto chi non paga la sanità pur avendo un sacco di soldi? Perché lì non c'è una campagna propagandistica da fare.
Sono campagne che si fanno quando si vuole ridurre un aiuto di welfare per giustificare la misura. Perché nessuno si direbbe d'accordo a togliere ai poveri, ma se dici che togli ai furfanti so tutti d'accordo
Laddove c'è evasione fiscale ci sarà sempre un furto di welfare e la soluzione non sarà mai contrarre il welfare. Se si vuole combattere l'evasione si combatta. Ma la realtà è che questo non si vuole farlo.

"Costruire qualcosa partendo da poco" non significa niente se trattiamo il problema in termini rigorosi di analisi sociale. È una pura impressione data dal senso comune "se fatichi, qualcosa ottieni". Ma se invece stiamo qui ad analizzare il tema della disoccupazione, in particolare quella strutturale, la risposta non può essere "facendo qualcosa un risultato si ottiene". Perché il nostro problema non è il singolo individuo. Lo scarico sui comportamenti individuali serve a non affrontare il problema, giustifica il mancato intervento.

Che, torno a sottolineare, interessa tutti gli imprenditori a bassa redditività perché il poter pagare molto poco è per loro decisivo nel potersi fare il suv.
Questo è il tema, non la nullafacenza.

@jp1900 in primo luogo confondi imprenditore e manager, due figure distinte da almeno 100 anni. Io ho detto che non serve l'imprenditore, ma certo che serve un'organizzazione di impresa, dove l'avrei negato? Ho detto che si produce tutto facendo un'assemblea?
In secondo luogo, scusami, ma sei tu che generalizzi pensando che il dipendente pubblico il minuto dopo che ha timbrato pensa ad altro. Anzi, credi proprio alle favole. Posso testimoniarti direttamente di colleghi dell'ente in cui lavoro che lavorano la domenica, non retribuiti in alcun modo, per stare nei tempi di consegna. Posso provartelo.
Tu credi alle favolette che ti racconta la TV per metterti contro i lavoratori della PA. O vedi le code in comune co quelli allo sportello sfaccendati e attribuisci a loro le storture del pubblico senza domandarti se la pianta organica è adeguata o sono stati fatti corsi di aggiornamento necessari ai nuovi strumenti.
Poi c'è la nullafacenza? Avoglia.
Posso dirti che io ho lavorato nel settore IT tanto privato che pubblico e non ho notato differenze in tal senso? Quote assolutamente analoghe.

italicbold

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Io inviterei a leggere quello che scrive FD dimenticando, per un momento, che lo scrive FD.
Per me resta sacrosanto.

er polipo

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Citazione di: italicbold il 05 Dic 2022, 10:45
Io inviterei a leggere quello che scrive FD dimenticando, per un momento, che lo scrive FD.
Per me resta sacrosanto.

Assolutamente d'accordo. E lo sarebbe anche per liberali e moderati, se in Italia soprattutto quest'accezione non fosse stata ideologicamente deturpata da decenni di individualismo, consumismo e razzismo (e dalla "furbizia" endemica di cui, da bravi italioti, non riusciamo proprio a liberarci), tutte caratteristiche che del pensiero economico e sociale di stampo liberale non hanno un'emerita ceppa, e questo tanto a dx quanto a sx.

kelly slater

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ma invece Elly Schlein?
A me è piaciuta nel suo discorso di candidatura al pd.
Cioè donna, lesbica, ma sopratutto (almeno a parole) di sinistra!

non vincerà mai...


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Aquila1979

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Citazione di: FatDanny il 05 Dic 2022, 08:21
Il punto è che l'eredità è un principio fondante di come opera nel capitalismo e quindi a noi ci sembra contraddittorio eliminarne il principio

non ho davvero capito questo punto, che trovo interessante.
il resto no, perdonami, ma è proprio una questione valoriale.
più protestante che cattolica

kelly slater

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E comunque sto seguendo in aula il dibattito sui nuovi nomi dei ministeri.
Ora si parla del concetto di merito.
Ci sono le critiche da parte di pd, m5s e sinistra, ma la destra non replica.
Chi replica, in vece della destra, sono le me**e di azione/iv, dimostrando quanto sono affini ideologicamente co meloni e company.

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