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Aperto da Goceano, 03 Ago 2022, 23:53

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StylishKid

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Per me va bene tutto, la vera perversione è sposarsi con il primo amore.


WhiteNoise

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Citazione di: kelly slater il 11 Gen 2023, 17:21
Esatto.
Tutti e tutte mettono corna alla grande, basta che la cosa rimanga nascosta.
E se invece ci fosse consenso in una coppia su questa cosa?

Appunto: mettono le corna perché lo schema dominante è quello, non la coppia aperta.

WhiteNoise

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Citazione di: StylishKid il 11 Gen 2023, 17:52
Per me va bene tutto, la vera perversione è sposarsi con il primo amore.

Questa era facile.

StylishKid

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Ma guarda, se intendi il matrimonio come istituzione del diritto ti posso anche dar ragione, ma se intendi una relazione lunga e stabile quella per me ti può dare tanto equilibrio.

Ma non con il primo amore dai no.

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Dissi

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se trovano terzini sinistri su tinder? :DD

Jabot

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Citazione di: Dissi il 11 Gen 2023, 18:30
se trovano terzini sinistri su tinder? :DD
Che faccio riapro l'account alla ricerca di uno bono?

pan

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Citazione di: StylishKid il 11 Gen 2023, 17:52
Per me va bene tutto, la vera perversione è sposarsi con il primo amore.
se per primo amore intendi quello dei 13 anni, il ragazzino biondo con gli occhi azzuri che passa con la vespa ogni giorno per andare a scuola, che mitizzi ok, è atipico e strano. se intendi il primo vero amore, quello dei 17 anni, quello autentico, il colpo di fulmine che mantiene il suo ardore nel tempo, succede. io l'ho sposato. ma forse è perversione anche questa.  :)

Jabot

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Citazione di: Gulp il 11 Gen 2023, 17:34
Io ho usato queste app con i ragazzi.
Non mi sono mai dato alla pazzissima gioia, ma ho avuto una relazione di un anno e mezzo oltre a diverse uscite interessanti, ma anche altre da buttare.
Ho amici che convivono che si sono conosciuti lì, amici che cercano una terza persona o un'altra coppia per un'oretta, uno dei miei migliori amici (e che mi ha fatto conoscere il mio attuale compagno) l'ho conosciuto lì... Sono uno strumento utile, se usato con senno e moderazione. Se si usano l'effetto catalogo bisogna accettarlo, poco da fare a riguardo.
Te usavi grinder vero? Ecco mi sono interfacciato con amici per capire le differenze. Ti dico, ce ne sono poche eh... Diciamo che su grinder ci sono piu possibilità di concludere tutto e subito a differenza di tinder.

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kelly slater

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Citazione di: Dissi il 11 Gen 2023, 18:30
se trovano terzini sinistri su tinder? :DD

Se ce vai col profilo de Tare non credo

Adler Nest

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Citazione di: mr_steed il 10 Gen 2023, 16:55
Sì, esattamente... Io, a prescindere dal potersi permettere in un determinato momento di poter offrire una cena fuori o meno, ho sempre preferito uscire per passeggiate, gelato (solitamente in estate), visite a mostre/museo... Cinema è capitato ma secondo me è la cosa più sbagliata dato che durante il film non si può parlare e quindi conoscersi meglio  :=))

La passeggiata peraltro, senza limitazione di orario, credo sia la modalità migliore per chiacchierare rispetto ad una cena e si può decidere anche di prolungare l'incontro se c'è sintonia. Se si fa sera poi si può sempre decidere di fare un aperitivo o andare a cenare. Questo ovviamente soprattutto nel caso non ci sia stato un rapporto di messaggistica virtuale/chiacchiere telefoniche troppo prolungato.

Caffè al volo, magari durante la pausa pranzo, invece lo trovo troppo sbrigativo: spesso è solo un modo per scartare subito qualcuno e passare all'altra persona (o persone) con cui si sta chattando in contemporanea...
"Aspetta si fa sera"

FatDanny

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Citazione di: WhiteNoise il 11 Gen 2023, 17:53
Appunto: mettono le corna perché lo schema dominante è quello, non la coppia aperta.

al di là degli schemi la coppia aperta è un cazzo di macello.
Sia per chi la sceglie razionalmente e poi si trova a reprimere la gelosia, sia per chi, come me, non è geloso ma rischia di farsi prendere troppo dal gioco finendo per trascurare la coppia, quantomeno sul piano sessuale.

per esperienza, è un equilibrio difficile tanto quanto la coppia monogamica.

italicbold

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Ho visto coppie aperte devastate dagli spifferi. (cit.)

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RG-Lazio

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Citazione di: FatDanny il 11 Gen 2023, 19:35
al di là degli schemi la coppia aperta è un cazzo di macello.
Sia per chi la sceglie razionalmente e poi si trova a reprimere la gelosia, sia per chi, come me, non è geloso ma rischia di farsi prendere troppo dal gioco finendo per trascurare la coppia, quantomeno sul piano sessuale.

per esperienza, è un equilibrio difficile tanto quanto la coppia monogamica.

Questo é abbastanza scontato, piú che altro perché l´equilibrio é una chimera e per certi versi un Super-Io, che necessitiamo per orientarci in una societá ""artificiale"" (tutte le forme sociali lo sono) che reprime alcune/determinati impulsi....riprendiamo Marcuse  :D...per farci funzionare all´interno di determinati rapporti di produzione. Non possiamo essere disequilibrati, pena diventare improduttivi ed essere emarginati...Agamben parla di inoperositá.

Se la coppia aperta é orientata alla ricerca di equilibrio, allora non é trasgressiva e per certi versi é  inutile.

Ti fai prendere dal gioco perché emerge il tuo istinto distruttivo e autodistruttivo  :)

Ci sta.


Comunque secondo me, la realtá virtuale cambierá tante cose e forse liberati da una certa fisicitá, potremmo sciogliere quel legame (dispositivo9 "cattolico" corpo/anima dentro il quale siamo ancora troppo presi. 

StylishKid

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L'importante è che, in un modo o nell'altro, tutti sco.pino.

Gulp

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Qual è la definizione di trasgressione?

FatDanny

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Citazione di: RG-Lazio il 12 Gen 2023, 18:08
Questo é abbastanza scontato, piú che altro perché l´equilibrio é una chimera e per certi versi un Super-Io, che necessitiamo per orientarci in una societá ""artificiale"" (tutte le forme sociali lo sono) che reprime alcune/determinati impulsi....riprendiamo Marcuse  :D...per farci funzionare all´interno di determinati rapporti di produzione. Non possiamo essere disequilibrati, pena diventare improduttivi ed essere emarginati...Agamben parla di inoperositá.

Se la coppia aperta é orientata alla ricerca di equilibrio, allora non é trasgressiva e per certi versi é  inutile.

Ti fai prendere dal gioco perché emerge il tuo istinto distruttivo e autodistruttivo  :)

Ci sta.


Comunque secondo me, la realtá virtuale cambierá tante cose e forse liberati da una certa fisicitá, potremmo sciogliere quel legame (dispositivo9 "cattolico" corpo/anima dentro il quale siamo ancora troppo presi.

Non sono del tutto convinto.
Su questo aspetto ritengo fondata la critica di Chodorow al Marcuse di Eros e Civiltà e soprattutto alla sua definizione di desiderio "assoluto" espresso nel gioco (vs produzione). Per Chodorow questo modo di intendere il desiderio è di origine maschile/patriarcale. Il bambino apprende che l'Altro è repressione, limitazione al gioco potenzialmente illimitato. Io potrei fare tutto, ma nel momento in cui devo considerarti mi limiti. Tu individuale (persona) e tu collettivo (civiltà).
Potrei scoparmel* tutt*, ma avere un partner mi (auto)limita, su un piano individuale e sociale.

Tuttavia l'altro è anche termine di relazione, divenire comune.
penso quindi che l'impossibilità di cui parli, la necessità della trasgressione, non è assoluta ma tale in una concezione di desiderio, per l'appunto, patriarcale (il che non significa che non possa essere agita da chi non è maschio, lo specifico per chi non è abiutato a queste forme discorsive).

Probabilmente anche i problemi a cui faccio riferimento io lo sono, servirebbero forme di amore libero per sperimentare davvero.
E per libero intendo proprio da queste strutture introiettate, più che da divieti moralistici di cui è ben più facile fare a meno.


kelly slater

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E quindi per Chodorow quale sarebbe il desiderio non-patriarcale?

FatDanny

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Te la riporto con le parole di bellofiore, che secondo me spiega bene:

Secondo Chodorow, Brown e Marcuse assolutizzano il punto di vista del bambino. In tal modo, non si rendono conto che il principio di realtà non è integralmente riducibile a una civilizzazione repressiva basata sul principio di prestazione. Esso è anche, e in primo luogo, la soggettività di altri – per il bambino, la soggettività della madre. I bisogni degli altri divengono un problema solo per l'adulto, e nel corso del processo di crescita.

71Negando l'altro, si nega in primo luogo la donna. Svalutando la relazione sessuale di tipo «genitale», Marcuse e Brown concepiscono il piacere soltanto in quanto non separazione dall'oggetto d'amore: ma è proprio a partire dalla separazione che è possibile l'incontro con i desideri dell'altro, che acquistano quasi la stessa importanza dei propri. Ancora, il rifiuto dell'elemento procreativo nella sessualità (che entrambi gli autori riprendono da Nietzsche) esprime una negazione dell'esperienza della maternità (e, più in generale, della genitorialità), la quale richiede un agire che combina razionalità teleologica, senso della realtà, accoglimento dei bisogni dell'altro. La donna è qui negata, dunque, tanto come soggetto di desiderio, quanto come madre-persona che insieme gratifica e limita l'onnipotenza infantile. Al più compare – sulla scorta di Totem e tabù di Freud – come oggetto sessuale (proprietà comune della donna); o viene, addirittura, annullata in quanto singola e identificata con il mondo (senso oceanico), in una fusione che configura una relazione asimmetrica di asservimento dell'altro a sé.

72Non a caso, rileva Chodorow, gli eroi dei due autori sono Orfeo e Narciso: uomini che incorporano in sé il femminile, ma non hanno relazioni con donne. La liberazione, in questa prospettiva di individualismo radicale, è in primo luogo liberazione dall'altro, dalla donna. Un individualismo da cui, sia detto tra parentesi, non sfugge, come vorrebbe, la critica che alla «cultura del narcisismo» viene da autori come Christopher Lasch, i quali, contrariamente a Marcuse e Brown, imputano alla società contemporanea l'allentarsi delle forme di controllo culturale tradizionale. In fondo non stupisce che a un Es asociale si contrapponga un Super-io altrettanto asociale. Su queste basi, di rifiuto del processo di crescita e del principio di realtà, il recupero del narcisismo primario difficilmente può far da base a una teoria della società non individualistica, e a suo modo repressiva.

73All'opposto, psicoanalisi e femminismo possono essere visti come l'affermazione di una diversa fondazione per una teoria sociale alternativa: si tratta di rifarsi a un «individualismo relazionale», che sottolinei come gli individui siano costituiti dalle relazioni con gli altri, a partire da quella primaria con la madre. La nostra struttura psichica è sin dal principio costruita socialmente. I soggetti possono sfuggire all'alternativa tra solipsismo e fusione, se accettano la separazione e una «matura dipendenza» dall'altro come condizione della propria individuazione e del perseguimento del proprio desiderio.

Da questo punto di vista, si potrebbe dire che tanto la visione della società del futuro come ripresa dei valori tradizionali à la Del Noce quanto il ritorno della natura istintuale à la Marcuse-Brown condividono, sia pure in forma a loro peculiare, la prospettiva smithiana dell'«uomo solo». Con la specificazione, ora, che alla solitudine dell'individualismo corrisponde un genere sessuale non casualmente maschile.

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RG-Lazio

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Grazie Fat, Estremamente interessante, Chorodow lo metto nella lista della spesa...certo confesso che tra Froncofortesi, Foucault, Haraway, Agamben la mia analitica sulla vita é una stanza di pezzi Lego smontati che giro e rigiro cercando di non replicare quelle forme arcaiche di relazioni sociali...giungendo alla fin fine ad un bel niente...ma va bene cosí. Questo a livello teorico.

A livello pratico, le forme arcaiche, quelle che tu chiami struttura introiettate, sono potenze troppo forti e quindi ti ritrovi conscientemente o meno a condurre una vita ""borghese"" o meglio post-patriarcale.

Parlo di post-patriarcale, perché per quanto hanno/abbiamo decostruito il patriarcato o si provi a disabitarlo, resta ancora il punto di riferimento dell´organizzazione dei saperi-poteri.

Facendo un´analogia storica, siamo nella fase post-decapitazione del Re, dove non sappiamo bene che farci di tale liberazione e si innescano una serie di dinamiche reattive e proattive (restaurazione-controrivoluzione, lotta, contaminazione). Insomma non sará roba nostra (inteso come generazione)

A noi non resta che rifugiarci in sperimentazioni apparenti, matrimoni-convivenze classico-borghesi con qualche rottura e altre forme decadenti.   


Maremma Laziale

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Aiuto, sono da qualche giorno inondato dalla pubblicità Meetic e Tinder...

Non mi avrete mai!!!  :=))

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