Stiamo parlando fondamentalmente di giovani benestanti annoiati, con discrete disponibilità finanziarie, tanto da potersi permettere una volta ogni 15 giorni un viaggio fuori porta a zonzo per l'Italia, facendolo passare per sacrificio.
In nome di una causa e relativo obiettivo apparentemente indipendente dal fatto che ci siano o no, in quanto impossibilitati a recitare un ruolo attivo.
Autoaccreditandosi la realizzazione dell'obiettivo, se raggiunto, e scaricando le responsabilità in caso contrario.
In evidente e perenne deficit di autostima, meno arguti di una vongola ubriaca, con meno senso dell'umorismo di una testa di cavallo mozzata dentro le lenzuola di prima mattina appena svegli, sfruttano la suddetta agiatezza economica per elevare la propria mediocrità a simulacro assoluto e indiscutibile del loro universo di riferimento.
Il processo di autoaffermazione passa per un livello di grettezza e meschinità senza precedenti: è incentrato sull'esaltazione goliardica delle peggiori nefandezze umane mai viste nella storia dell'umanità. Si crogiolano beatamente mentre si fanno beffe dell'orrido destino di una bambina barbaramente trucidata senza alcun motivo dopo essere stata costretta a una vita privata di qualsiasi diritto e trascorsa in clandestinità.
Stiamo a livelli di inutile, stupida e abietta cattiveria inauditi, del tipo fare sarcasmo su un bimbo down perché non riesce a fare due più due, cose così.
A questo livello aggiungono il concetto di cameratismo, dove la goliardia diventa più efficace se si può farla in compagnia, dandosi idealmente di gomito e costruendo un'identità collettiva su concetti grossolani e primitivi basati sulla legge del più forte.
La dittatura è lo sfondo politico di riferimento: il più forte vince, comanda, ha potere di vita o di morte, non è tenuto a sottostare a leggi o a morali o a anche solo semplici considerazioni basilari di carattere etico. Posso ammazza' un ragazzino? La risposta è sì, il motivo è il cognome che porta.
Non sono in grado di spiegare per quale motivo questo sia il modello di società preferibile, a cui anelano, un modello in cui sarebbero previsti, peraltro, solo come semplice manovalanza e non certo come classe dirigente. Un modello di società dove invece la spinta individualista sarebbe sopraffatta dall'interesse al mantenimento del potere dell'uno al comando.
Ma come fai a spiegarlo, in effetti? Oltre a non essere oggettivamente spiegabile ed oltre ad essere un modello ampiamente bocciato dalla storia, per loro è anche una questione di quoziente intellettivo.
Uno che prende in giro i deboli, che fa sarcasmo sul massacro di persone indifese non può in alcuna maniera essere intelligente.
E infatti loro non la spiegano. La loro mossa unica e sempre valida è l'autoreferenzialità che poggia sul benaltrismo, distribuito a piene mani pur di non dover mai entrare nel merito della loro anacronistica visione del mondo, dove peraltro esistono ed hanno un piedistallo solo grazie a un'entità che fa esattamente un altro mestiere, un'entità che prendono in ostaggio arbitrariamente per potersi autoaffermare, e che, in un apice di incredibile contraddittorietà, affermano di amare più intensamente di quanto potrebbe fsre qualsiasi altra persona.
Gente immatura, con bisogni infantili ed assolutamente drogata di auto affermazione, con un senso della morale appiattito sul bisogno di mostrarsi dando scandalo a qualunque costo, anche quello di autoescludersi da quella stessa cornice che hanno scambiato per palcoscenico, come accaduto domenica scorsa con l'Empoli.
Talmente banali e privi di inventiva da non aver nemmeno imparato nulla da quella miniera in cui pescare a piene mani che è la sottocultura ultras, un magma etico ed estetico che ribolle da circa 50 anni e che è vera e propria materia pima modellabile, con la possibilità di farla diventare un qualcosa di veramente proiettato al futuro e non ancorato a un passato lugubre. Ma appunto, parliamo ancora una volta di persone non in grado, proprio a livello intellettivo. Che hanno l'unico "merito" di potersi permettere materialmente una vita senza autostima.
Personalmente, dalla prossima in casa, darò le spalle al campo di gioco ogni volta che ci sarà un coro del genere. Un piccolo gesto individuale di dissenso e anche a protezione di me stesso, per non rischiare di apparire in televisione con la mia faccia se dovessero inquadrare gli spalti proprio in quei momenti.