Il limite più grosso di Tare, al momento e secondo me, è una progressiva mancanza di "movimento". Un po' l'essersi seduto sugli allori di una plenipotenziarieta' acquisita nel tempo, anche su mandato ed accodiscendenza del presidente.
Non rimani vincolato per tre sessioni consecutive sull'IDL se preventivamente attivi delle trattative che ti possono permettere di superarlo già in partenza.
Quindi, al di là di quanto fatto in tutti questi anni, che è senza dubbio un buon lavoro, al netto delle grandi intuizione e degli errori, da l'impressione di aver esaurito la spinta e l'intuito che aveva fino ad un po' di tempo fa.
Non è vero che se cambi automaticamente migliori.
L'esempio è Bianchessi che, appena preso, sembrava la rappresentazione pratica della svolta decisiva per la rifondazione della gestione del settore giovanile.
Credo che, ad ora, si possa dire che non si è registrato nulla di veramente nuovo sotto il sole sotto il sole e la sua esperienza sia attestata su un livello di stiracchiata sufficenza.
Quindi questi varrebbe anche per un nuovo DS.
A prescindere che dovrebbe prendere le misure con il presidente più "difficile" della serie A, che fa del controllo della spesa la prima priorità gestionale, dovrebbe essere in grado di mettere in campo una strategia che sia migliore di questa a parità di risorse disponibili. Potrebbe anche richiedere un certo tempo per vedere i risultati concreti.
È possibile che sia fattibile, ma poi conta sempre la prova dei fatti che a chiacchiere è sempre tutto facile.
E comunque, per chiudere, è vero che allenatore e direttore sportivo devono andare d'accordo il più possibile, ma quello del tecnico rimane sempre un ruolo subordinato a quello del DS.
Le logiche e le strategie che possono portare a chiudere un acquisto piuttosto che un altro, possono anche non rispondere ai desiderata del tecnico.
È ovvio che non vale per tutti gli acquisti ma dubito che in qualsiasi squadra ci siano giocatori acquistati solo perché lo ha deciso il DS.
A volte capita proprio che sia stata giusta l'intuizione del DS piuttosto che quella dell'allenatore.
Ma questo lo sa anche Sarri, che è allenatore di lungo corso e quindi gli sarà capitato già duecento volte.