la Superlega

Aperto da PARISsn, 03 Mar 2016, 12:15

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Citazione di: vaz il 16 Dic 2022, 13:09
mo ce pensa infantino

Difficile pensare che potesse esistere un rapace peggiore di Blatter.
Invece esiste.

Aquila1979

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Citazione di: FatDanny il 16 Dic 2022, 13:28
Incredibile come non appena si dismettano le barriere preconcette qualsiasi discorso razionale tenda al comunismo.

:beer:

ti prendo per un attimo sul serio: è esattamente così, il comunismo significa essere tutti più poveri  :D :p

12.maggio.74

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Citazione di: Aquila1979 il 16 Dic 2022, 15:52
ti prendo per un attimo sul serio: è esattamente così, il comunismo significa essere tutti più poveri  :D :p
o tutti più ricchi, dipende da quale punto si guardi la cosa.  :D   :D

lorenz82

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Da sportmediaset:

Superlega, svolta clamorosa: "UEFA e FIFA non possono ostacolare la concorrenza"

Il Tribunale commerciale di Madrid accoglie l'appello della A22Sports, è possibile creare una competizione indipendente e alternativa a quelle dell'organizzazione europea ed internazionale
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Svolta clamorosa per il destino della Superlega da Madrid. Il Tribunale commerciale della capitale spagnola ha accolto infatti l'appello della A22Sports, la Superlega può esistere e i club che ancora ne fanno parte (Juventus, Real Madrid e Barcellona) non possono essere sanzionati dalla UEFA e dalla FIFA "altrimenti, il principio del merito che informa il diritto della concorrenza sarebbe postposto". In sostanza quindi è possibile creare una competizione indipendente e alternativa a quelle dell'organizzazione attuale perché, come scrivono i tre magistrati del tribunale nelle carte a cui As ha avuto accesso, "FIFA e UEFA non possono giustificare il loro comportamento anticoncorrenziale come se fossero gli unici depositari di certi valori europei, soprattutto se questo deve servire da scusa per sostenere un monopolio dal quale poter escludere o ostacolare l'iniziativa di quella che aspira ad essere la sua concorrente, la Superlega".

"Alla luce delle indicazioni che ci sono state messe a disposizione - si legge nella sentenza - non ci sembra giustificabile il comportamento dei convenuti a tutela degli interessi generali del calcio europeo, bensì che italiano. Quella che si avverte è un'azione che ha tutte le caratteristiche di un ingiustificabile abuso da parte di chi detiene una posizione dominante".

"Inoltre - aggiungono i giudici gettando ombre sulla presunta capacità della UEFA di sostenersi con la distribuzione economica generata dalle sue competizioni - non possiamo presumere in questa procedura cautelare che il meccanismo di distribuzione degli utili utilizzato da FIFA e UEFA, che non è contrassegnata o controllata da un regolatore pubblico indipendente, costituisce necessariamente il meglio possibile per gli interessi generali dello sport".

La sentenza ordina quindi a FIFA e UEFA di astenersi dall'adottare qualsiasi provvedimento o azione e dal rilasciare qualsiasi dichiarazione (...) che impedisca o ostacoli, direttamente o indirettamente, la preparazione o lo sviluppo della Superlega e vieta inoltre alle istituzioni del calcio di annunciare o minacciare qualsiasi misura disciplinare o sanzionatoria nei confronti dei club, dirigenti e persone dei club e/o giocatori che partecipano alla preparazione della Superlega.

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turco

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UEFA e FIFA e FIGC possono rifiutare l'iscrizione ai loro tornei alle squadre che partecipano alla superlega?

Palo

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La super lega non ha senso di esistere senza le inglesi. Che, viste le reazioni dei loro tifosi, sono propenso a credere non si attacchino a quel treno.

Aquila1979

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Citazione di: turco il 31 Gen 2023, 15:45
UEFA e FIFA e FIGC possono rifiutare l'iscrizione ai loro tornei alle squadre che partecipano alla superlega?


e la prossima sentenza della corte UE lo stabilirà con maggiore certezza.
possono farsi il circo, ma non scassare la minchia a noi.

e io dico: magari

Precisione

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TORNEO APERTO CON 60-80 SQUADRE, ECCO DECALOGO NUOVA SUPERLEGA

Un nuovo "look" in dieci punti, in attesa che la Corte di Giustizia Europea si pronunci sul presunto monopolio della Uefa. La A22 Sports Management non molla e rilancia presentando, sulle pagine di "El Pais", il nuovo modello di Superlega a cui sta lavorando. Un documento, quello fornito dal Ceo Bernd Reichart, che parte da un presupposto: "Il calcio europeo è sull'orlo dell'abisso. Nel nostro continente sono sorti enormi squilibri e club europei dal passato glorioso oggi non sono in grado di competere". Il progetto rivisto della Superlega si snoda attraverso un decalogo, "Dieci principi per una Lega europea di calcio", dove spicca soprattutto l'apertura del torneo, l'impegno e il rispetto nei confronti dei campionati nazionali, il miglioramento della sostenibilità finanziaria dei club partecipanti e la maggiore attenzione alla cura della competizione e dei giocatori che vi competono per renderla più attraente per i giovani. "Lo scorso ottobre abbiamo avviato un dialogo sul futuro del calcio europeo - ha sottolineato Reichart - Da allora abbiamo parlato con quasi 50 club e altri attori del settore e la conclusione condivisa da quasi tutti è che le fondamenta su cui è costruito il calcio europeo sono seriamente minacciate. È giunto il momento di apportare modifiche".

Come detto, una delle principali novità rispetto al passato è che non si tratterà più di un torneo chiuso, anzi: l'idea è di un sistema articolato su più divisioni, composto da 60-80 squadre, e che consenta una distribuzione sostenibile degli introiti lungo la piramide calcistica. La partecipazione a ogni stagione dovrebbe essere basata sul merito sportivo, senza membri permanenti, con la qualificazione basata sulle prestazioni nelle competizioni nazionali, alle quali i club continuerebbero a prendere parte e che beneficerebbero della Superlega: l'idea di base è che per migliorare la competitività dei club europei serva una maggiore distribuzione delle risorse finanziarie per l'intera piramide e regole di sostenibilità finanziaria applicate con rigore. "I club - si legge nel documento - hanno bisogno di maggiore stabilità per poter assumere impegni a lungo termine, sia con i loro giocatori che con lo sviluppo delle infrastrutture. Un formato delle competizioni europee migliore e più attraente genererebbe risorse aggiuntive, e non c'è dubbio che la stabilità finanziaria dei club aumenterebbe notevolmente se fosse loro garantito un minimo di 14 partite europee a stagione".

Fra gli altri punti la salute dei giocatori (non aumenterebbe il numero di partite a livello europeo), lo sviluppo del calcio femminile, la solidarietà verso il calcio di base e i club esclusi (con un contributo minimo annuo di 400 milioni di euro), ma soprattutto la gestione delle competizioni in mano ai club e non "a terzi che beneficiano del sistema senza assumersi alcun rischio", sempre nel rispetto delle norme UE e prevedendo dei limiti di spesa per stipendi e trasferimenti legati ai ricavi, con l'obiettivo finale "di sviluppare una competizione calcistica europea che diventi l'evento sportivo più emozionante del mondo. E tutto questo si può ottenere solo con competizioni che consentano ai migliori giocatori del mondo di sfidarsi per tutta la stagione con partite entusiasmanti, dall'inizio alla fine". Fra i primi a commentare Javier Tebas, presidente della Liga e storico detrattatore del progetto portato avanti da Real, Barcellona e Juve, che non arretra di un millimetro: "La Superlega è il lupo che oggi si traveste da nonnina per cercare di ingannare il calcio europeo, ma il suo naso e i suoi denti sono grandissimi".

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simcar

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Citazione di: Precisione il 09 Feb 2023, 11:03
TORNEO APERTO CON 60-80 SQUADRE, ECCO DECALOGO NUOVA SUPERLEGA

Un nuovo "look" in dieci punti, in attesa che la Corte di Giustizia Europea si pronunci sul presunto monopolio della Uefa. La A22 Sports Management non molla e rilancia presentando, sulle pagine di "El Pais", il nuovo modello di Superlega a cui sta lavorando. Un documento, quello fornito dal Ceo Bernd Reichart, che parte da un presupposto: "Il calcio europeo è sull'orlo dell'abisso. Nel nostro continente sono sorti enormi squilibri e club europei dal passato glorioso oggi non sono in grado di competere". Il progetto rivisto della Superlega si snoda attraverso un decalogo, "Dieci principi per una Lega europea di calcio", dove spicca soprattutto l'apertura del torneo, l'impegno e il rispetto nei confronti dei campionati nazionali, il miglioramento della sostenibilità finanziaria dei club partecipanti e la maggiore attenzione alla cura della competizione e dei giocatori che vi competono per renderla più attraente per i giovani. "Lo scorso ottobre abbiamo avviato un dialogo sul futuro del calcio europeo - ha sottolineato Reichart - Da allora abbiamo parlato con quasi 50 club e altri attori del settore e la conclusione condivisa da quasi tutti è che le fondamenta su cui è costruito il calcio europeo sono seriamente minacciate. È giunto il momento di apportare modifiche".

Come detto, una delle principali novità rispetto al passato è che non si tratterà più di un torneo chiuso, anzi: l'idea è di un sistema articolato su più divisioni, composto da 60-80 squadre, e che consenta una distribuzione sostenibile degli introiti lungo la piramide calcistica. La partecipazione a ogni stagione dovrebbe essere basata sul merito sportivo, senza membri permanenti, con la qualificazione basata sulle prestazioni nelle competizioni nazionali, alle quali i club continuerebbero a prendere parte e che beneficerebbero della Superlega: l'idea di base è che per migliorare la competitività dei club europei serva una maggiore distribuzione delle risorse finanziarie per l'intera piramide e regole di sostenibilità finanziaria applicate con rigore. "I club - si legge nel documento - hanno bisogno di maggiore stabilità per poter assumere impegni a lungo termine, sia con i loro giocatori che con lo sviluppo delle infrastrutture. Un formato delle competizioni europee migliore e più attraente genererebbe risorse aggiuntive, e non c'è dubbio che la stabilità finanziaria dei club aumenterebbe notevolmente se fosse loro garantito un minimo di 14 partite europee a stagione".

Fra gli altri punti la salute dei giocatori (non aumenterebbe il numero di partite a livello europeo), lo sviluppo del calcio femminile, la solidarietà verso il calcio di base e i club esclusi (con un contributo minimo annuo di 400 milioni di euro), ma soprattutto la gestione delle competizioni in mano ai club e non "a terzi che beneficiano del sistema senza assumersi alcun rischio", sempre nel rispetto delle norme UE e prevedendo dei limiti di spesa per stipendi e trasferimenti legati ai ricavi, con l'obiettivo finale "di sviluppare una competizione calcistica europea che diventi l'evento sportivo più emozionante del mondo. E tutto questo si può ottenere solo con competizioni che consentano ai migliori giocatori del mondo di sfidarsi per tutta la stagione con partite entusiasmanti, dall'inizio alla fine". Fra i primi a commentare Javier Tebas, presidente della Liga e storico detrattatore del progetto portato avanti da Real, Barcellona e Juve, che non arretra di un millimetro: "La Superlega è il lupo che oggi si traveste da nonnina per cercare di ingannare il calcio europeo, ma il suo naso e i suoi denti sono grandissimi".

Riiniziamo?

Diciamo che la Juve ha altri problemi adesso. E se le inglesi rimangono fuori, faranno una bella coppetta del nonno.

S.S. Termopiliano

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In questa versione più che una Superlega sembra sia una sorta di campionato europeo con promozioni e retrocessioni.
Ma tanto di riffa o di raffa prima poi qualcosa a quel livello succederà.

PARISsn

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Citazione di: S.S. Termopiliano il 09 Feb 2023, 14:51
In questa versione più che una Superlega sembra sia una sorta di campionato europeo con promozioni e retrocessioni.
Ma tanto di riffa o di raffa prima poi qualcosa a quel livello succederà.

se è inevitabile che avvenga che almeno ( come pare ) ci sia  la  possibilita' e il sogno di parteciparvi un giorno pure per  il Cittadella...da quello che ho capito leggendo gli 11 punti del nuovo programma, ci sarebbero 3  livelli di competizione, che coinvolgono da 60 a 80 squadre , una specie di serie A B e C alle quali si accede cmq  per meriti sportivi ottenuti nei campionati nazionali, non molto diverso dai 3  livelli di coppe attuali, le prime fanno la serie A ( la champion ) quelle a ridosso la B ( la uefa ) e quelle al di sotto la C ( la conference )...la cosa da capire  è come  intendono far combaciare  promozioni e retrocessioni se fa sempre testo, dicono,  il merito sportivo per partecipare...cioe' se  una squadra arriva  ultima in una  ipotetica serie A della Superlega dovrebbe retrocedere ma se nel frattempo rivince  il campionato nazionale ?? e quindi per merito sportivo avrebbe il diritto di partecipare alla serie A ?? la cosa  è molto lacunosa e non molto logica...vedremo se arriveranno ulteriori specifiche

S.S. Termopiliano

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Si in effetti ci sarebbero diversi dettagli da chiarire. Intrecciare promozioni e retrocessioni con il meccanismo della qualificazione tramite campionato non sembra così lineare.

Comunque per me quando dico "inevitabile" la intendo in chiave negativa. Diciamo che l'idea della superlega non mi fa impazzire (per tanti motivi).

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NEMICOn.1

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Con l'allargamento a 60/80 squadre, cosa dovrebbe cambiare? che le italiane, inglesi e tedesche avrebbero una squadra in più?
La Superlega è stata ideata dalle BIG, per giocare sempre tra di loro, per avere più incassi (tipo Eurolega Basket) ma se dovesse essere allargata sarebbe come è adesso la Champions.
A questo punto sembrerebbe migliore la riforma dell'Uefa (anche se alla fine è simile).

FatDanny

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Citazione di: PARISsn il 09 Feb 2023, 19:09
se è inevitabile che avvenga che almeno ( come pare ) ci sia  la  possibilita' e il sogno di parteciparvi un giorno pure per  il Cittadella...da quello che ho capito leggendo gli 11 punti del nuovo programma, ci sarebbero 3  livelli di competizione, che coinvolgono da 60 a 80 squadre , una specie di serie A B e C alle quali si accede cmq  per meriti sportivi ottenuti nei campionati nazionali, non molto diverso dai 3  livelli di coppe attuali, le prime fanno la serie A ( la champion ) quelle a ridosso la B ( la uefa ) e quelle al di sotto la C ( la conference )...la cosa da capire  è come  intendono far combaciare  promozioni e retrocessioni se fa sempre testo, dicono,  il merito sportivo per partecipare...cioe' se  una squadra arriva  ultima in una  ipotetica serie A della Superlega dovrebbe retrocedere ma se nel frattempo rivince  il campionato nazionale ?? e quindi per merito sportivo avrebbe il diritto di partecipare alla serie A ?? la cosa  è molto lacunosa e non molto logica...vedremo se arriveranno ulteriori specifiche

Con questa illusione possono ottenere lo stesso risultato (perché la barriera all'ingresso la fanno gli investimenti) aggirando le critiche.
Miracoli della narrazione capitalista, con cui questa nuova formula sarebbe sintonica e che spiega il motivo del maggiore consenso che avrebbe. Se l'uguaglianza formale è rispettata, in molti meno si chiedono gli effetti della gigantesca disuguaglianza sostanziale attaccandosi alla speranza che uno su mille ce la fa.

Una grande metafora della nostra società. Pazzesco.

Aquila1979

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Citazione di: FatDanny il 10 Feb 2023, 07:15
Una grande metafora della nostra società. Pazzesco.

concordo, molto, con il tuo intervento.
aggiungo che per il momento hanno bisogno dei campionati nazionali.
un po' come paracadute, un po' per anestetizzare il pubblico e poi mollare gli ormeggi.

oltre a questo c'è il desiderio di svuotare completamente di senso gli attuali campionati, drogando finanziariamente le partecipanti alla superlega.

a me piacerebbe che la facessero, ma solo se si togliessero dal cazzo.

Invictus

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Citazione di: Aquila1979 il 10 Feb 2023, 08:45
concordo, molto, con il tuo intervento.
aggiungo che per il momento hanno bisogno dei campionati nazionali.
un po' come paracadute, un po' per anestetizzare il pubblico e poi mollare gli ormeggi.

oltre a questo c'è il desiderio di svuotare completamente di senso gli attuali campionati, drogando finanziariamente le partecipanti alla superlega.

a me piacerebbe che la facessero, ma solo se si togliessero dal cazzo.
Non lo faranno mai. I campionati senza le big hanno solo da perdere che da guadagnare

arturo

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Si parla di competitività del calcio europeo, ma rispetto a chi la starebbe perdendo?
Se a livello di club, l'unica competizione, il mondiale per club è quasi sempre vinto dalla vincitrice della Champions League?

PARISsn

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Citazione di: FatDanny il 10 Feb 2023, 07:15
Con questa illusione possono ottenere lo stesso risultato (perché la barriera all'ingresso la fanno gli investimenti) aggirando le critiche.
Miracoli della narrazione capitalista, con cui questa nuova formula sarebbe sintonica e che spiega il motivo del maggiore consenso che avrebbe. Se l'uguaglianza formale è rispettata, in molti meno si chiedono gli effetti della gigantesca disuguaglianza sostanziale attaccandosi alla speranza che uno su mille ce la fa.

Una grande metafora della nostra società. Pazzesco.

rispondevo solamente a  Termopilano che affermava che la cosa  prima  o poi sara' inevitabile ( anche se  poi ha spiegato cosa  intendeva  per  inevitabile ) e quindi di fronte all' " inevitabile " ,  che permanga  una parvenza di possibilita' per tutti ( per quanto fittizia viste le diverse possibilita' economiche ) di partecipare, sarebbe  per me il livello minimo di accettazione per non perdere definitivamente la passione per il calcio ...

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RG-Lazio

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Sinceramente preferivo la prima versione. Piú diretta e meno stronza.

Personalmente l´idea di avere tornei senza le squadre monopolizzatrici sarebbe stato estremamente interessante.

Fermo restando che la perdita del monopolio Uefa-Fifa non mi darebbe fastidio.

IN ogni caso la sensazione é che stiano raschiando parecchio il fondo del barile e insomma vogliano provare a fare una sorta di all-in per poter "scalzare" Premier e NBA. Pena il crash totale e a mio modo di vedere si arriverá a quel punto e sinceramente non vedo l´ora, perché post crash inizieremo finalmente a divertirci 

LaFonte

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In Germania il Bayern è campione ininterrottamente dal 2012-13, come il PSG in Francia. Negli ultimi 22 campionati spagnoli, solo 4 volte non hanno vinto Real o Barcellona. In Austria il Salisburgo domina dal 2013-14, in Belgio il Bruges ha vinto 5 degli ultimi 7 campionati. In Olanda il titolo è un affare privato tra PSV e Ajax, ogni tanto avviene un miracolo e si infila una outsider, tipo in Portogallo dove se la giocano Benfica Porto e Sporting e da noi dove vedere una non strisciata vincere è evento da segnare sul calendario.
In questa situazione, una Superlega, se fatta bene (ripeto SE fatta bene) potrebbe anche portare competitività nei campionati nazionali.

Immaginatevi una lega
1) che si svolga in periodi non sovrapposti nè coi campionati nazionali nè con le coppe (quindi che non li cannibalizzi) tipo negli USA dove le leghe maggiori giocano in periodi distinti.
2) in cui ci sia un limite ai giocatori tesserabili dalle big, inclusi i prestiti e le opzioni (lasciando così la possibilità anche alle altre di tesserare un campione, basta alle megarose con giocatori che non vedono mai il campo)
3) in cui ci sia un salary cap basso (della serie non importa se fatturi 900 milioni, non puoi avere un monte ingaggi oltre boh, 60)
4) in cui le partecipanti che arrivano tra le prime 8, l'anno successivo partano nel campionato nazionale con un handicap di punti. Tipo, se vinci la Superlega, -25; se vai in finale, -20; se arrivi in semifinale, -15 ecc.
5) in cui ci sia un sistema di promozioni e retrocessioni per cui possono entrarci tutte le squadre se azzeccano l'anno giusto.

Ecco, se questa fantomatica lega fosse fatta così, e i campionati nazionali avessero meno squadre (che da noi sono davvero troppe, ad esempio) ci guadagnerebbero tutti.
Almeno, io la vedo così. Ma non credo che la faranno così.

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