Motivazioni: queste, assenti

Aperto da Sonni Boi, 07 Feb 2023, 09:03

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Sonni Boi

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La Lazio, non da quest'anno, pare approcciare col piglio giusto e poi restare in partita per 90', circa una partita su 4. Ultimo filotto: grande partita col Milan, e poi 3 partite deludenti.

Si parla tanto di stanchezza fisica, ma a me pare che il problema sia prima di tutto motivazionale. Questa squadra non ha l'urgenza di dover vincere ogni volta che scende in campo, e sembra non avere alcun traguardo da raggiungere. Arrivare 4°-5°-6° poco importa, alla prova del campo.

Difficile trovare le cause, però di giocatori ne sono cambiati tanti negli ultimi 3 anni (una quindicina almeno), senza alcun rilevante beneficio sotto questo punto di vista. Quindi tenderei a scartare un problema individuale dei singoli giocatori.

Io voglio soffermarmi su due tipi di dichiarazioni che abbiamo sentito ripetere, rispettivamente, da società e allenatore, e analizzarle un attimo.

1) Lotito che ripete ogni 3x2 quanto la Lazio sia una bella famiglia, in cui tutti si vogliono bene, dove c'è un bel clima sereno nello spogliatoio, e con la società che non vuole minare questi equilibri.
Ecco, per me questa è la morte della competitività interna. I giocatori sentono di avere posizioni acquisite, sanno qual è il loro ruolo intoccabile, non sgomitano più di tanto per dover convincere l'allenatore, insomma non devono tirare il motore a 1000 per farsi spazio in rosa. Specialmente nelle posizioni d'attacco (ma in passato è successo in altri ruoli).
Di più: alla Lazio pare che la cosa più importante sia che si stia tutti bene insieme, che non ci siano dissidi, e poi come si chiude la stagione amen, un bell'asado o una cena all'Hilton, tanti baci e abbracci, le foto con le mogli dei giocatori e ci si rivede in ritiro.
A me sta retorica lotitiana ha abbastanza rotto il cazzo. Non siamo un circolo sportivo, ma una squadra di calcio che si misura in una realtà ipercompetitiva, in cui se non sei ossessionato dalla vittoria raggiungere un traguardo, uno qualsiasi, diventa una chimera.

2) Sarri che dice che arrivare in Champions sarebbe un miracolo, e lo dice non nel momento in cui sei distante 8-10 punti dal 4° posto, ma proprio quando sei in piena lotta per l'obiettivo. Ecco, ora voi ditemi se non è questo un modo per inculcare, anche involontariamente, nella testa dei giocatori il pensiero che, anche se arriveremo 5°-6°, beh pazienza, vorrà dire che quest'anno il miracolo non c'è riuscito, ci riproveremo l'anno prossimo. Con l'anno successivo in cui puntualmente si assiste di nuovo alle stesse dinamiche.
Idem quando parla di stanchezza mentale per le partite ogni 3-4 giorni: ripeterlo di continuo è la maniera migliore per far sì che quella stanchezza puntualmente si ripresenti, con i giocatori che sono autorizzati a "sentirsi stanchi" perchè "ehi, è il mister stesso a dirci e ridirci che è inevitabile!".

Si parla di psicologi, mental coach, la rava e la fava. A me pare che il problema psicologico, il famoso "germe" sia un qualcosa di autoindotto dal nostro interno, quasi si volesse abbassare volontariamente l'asticella per poi evitare di vivere delusioni cocenti in seguito al mancato raggiungimento degli obiettivi. Insomma, una mentalità perdente atavica in relazione ad alcuni obiettivi, di cui temo non ci libereremo facilmente perchè insita nei protagonisti stessi della nostra attuale realtà.

Scialoja

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Secondo me in squadra mancano anche le personalità di rilievo...Pedro da solo non basta (senza considerare che essendo a fine carriera può anche permettersi di non essere più "affamato"), gli altri mi sembrano tutti bravi ed educati ragazzi a cui manca però un pò di carattere e tigna, qualità a volte importanti e necessarie quanto quelle tecniche

Fischietto

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Citazione di: Sonni Boi il 07 Feb 2023, 09:03
1) Lotito che ripete ogni 3x2 quanto la Lazio sia una bella famiglia, in cui tutti si vogliono bene, dove c'è un bel clima sereno nello spogliatoio, e con la società che non vuole minare questi equilibri.

Non é stato confermato che Lotito abbia mai rilasciato queste dichiarazioni.
Anzi, c'é chi sospetta che siano un'invenzione di sana pianta da parte di Abbate (colui che continua imperterrito a minare l'ambiente laziale).

Per quanto riguarda le dichiarazioni di Sarri, sono d'accordo: non aiutano a fornire le giuste motivazioni ai giocatori.
Con la juve fuori dai giochi, il milan in caduta libera, l'atalanta che perde colpi, sarebbe un peccato mortale non approfittarne!!
Tutto a vantaggio di una merdosa squadra inguardabile tenuta a galla e sospinta a piú non posso.

Sonni Boi

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Citazione di: Fischietto il 07 Feb 2023, 09:14
Non é stato confermato che Lotito abbia mai rilasciato queste dichiarazioni.
Anzi, c'é chi sospetta che siano un'invenzione di sana pianta da parte di Abbate (colui che continua imperterrito a minare l'ambiente laziale).

Fischiè sono anni che Lotito ripete sta tiritera, non ci voleva Abbate.
Basta una ricerca veloce su Google e ne ritroverai a iosa.

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Laziolubov

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Citazione di: Sonni Boi il 07 Feb 2023, 09:03
La Lazio, non da quest'anno, pare approcciare col piglio giusto e poi restare in partita per 90', circa una partita su 4. Ultimo filotto: grande partita col Milan, e poi 3 partite deludenti.

Si parla tanto di stanchezza fisica, ma a me pare che il problema sia prima di tutto motivazionale. Questa squadra non ha l'urgenza di dover vincere ogni volta che scende in campo, e sembra non avere alcun traguardo da raggiungere. Arrivare 4°-5°-6° poco importa, alla prova del campo.

Difficile trovare le cause, però di giocatori ne sono cambiati tanti negli ultimi 3 anni (una quindicina almeno), senza alcun rilevante beneficio sotto questo punto di vista. Quindi tenderei a scartare un problema individuale dei singoli giocatori.

Io voglio soffermarmi su due tipi di dichiarazioni che abbiamo sentito ripetere, rispettivamente, da società e allenatore, e analizzarle un attimo.

1) Lotito che ripete ogni 3x2 quanto la Lazio sia una bella famiglia, in cui tutti si vogliono bene, dove c'è un bel clima sereno nello spogliatoio, e con la società che non vuole minare questi equilibri.
Ecco, per me questa è la morte della competitività interna. I giocatori sentono di avere posizioni acquisite, sanno qual è il loro ruolo intoccabile, non sgomitano più di tanto per dover convincere l'allenatore, insomma non devono tirare il motore a 1000 per farsi spazio in rosa. Specialmente nelle posizioni d'attacco (ma in passato è successo in altri ruoli).
Di più: alla Lazio pare che la cosa più importante sia che si stia tutti bene insieme, che non ci siano dissidi, e poi come si chiude la stagione amen, un bell'asado o una cena all'Hilton, tanti baci e abbracci, le foto con le mogli dei giocatori e ci si rivede in ritiro.
A me sta retorica lotitiana ha abbastanza rotto il cazzo. Non siamo un circolo sportivo, ma una squadra di calcio che si misura in una realtà ipercompetitiva, in cui se non sei ossessionato dalla vittoria raggiungere un traguardo, uno qualsiasi, diventa una chimera.

2) Sarri che dice che arrivare in Champions sarebbe un miracolo, e lo dice non nel momento in cui sei distante 8-10 punti dal 4° posto, ma proprio quando sei in piena lotta per l'obiettivo. Ecco, ora voi ditemi se non è questo un modo per inculcare, anche involontariamente, nella testa dei giocatori il pensiero che, anche se arriveremo 5°-6°, beh pazienza, vorrà dire che quest'anno il miracolo non c'è riuscito, ci riproveremo l'anno prossimo. Con l'anno successivo in cui puntualmente si assiste di nuovo alle stesse dinamiche.
Idem quando parla di stanchezza mentale per le partite ogni 3-4 giorni: ripeterlo di continuo è la maniera migliore per far sì che quella stanchezza puntualmente si ripresenti, con i giocatori che sono autorizzati a "sentirsi stanchi" perchè "ehi, è il mister stesso a dirci e ridirci che è inevitabile!".

Si parla di psicologi, mental coach, la rava e la fava. A me pare che il problema psicologico, il famoso "germe" sia un qualcosa di autoindotto dal nostro interno, quasi si volesse abbassare volontariamente l'asticella per poi evitare di vivere delusioni cocenti in seguito al mancato raggiungimento degli obiettivi. Insomma, una mentalità perdente atavica in relazione ad alcuni obiettivi, di cui temo non ci libereremo facilmente perchè insita nei protagonisti stessi della nostra attuale realtà.

100% tranne

A me sta retorica OGNI SINGOLA COSA lotitiana ha abbastanza TOTALMENTE rotto il cazzo


Tarallo

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Sono perfettamente d'accordo con la premessa di Sonni boi (i primi tre paragrafi) ma non completamente sui punti 1) e 2).
L'1 ci ha portato molti punti, anzi è forse la cosa che ci ha portato più punti nell'era Lotito. Basta guardare Pedro, un giocatore per cui abbiamo un raffronto diretto con un altro ambiente a noi molto vicino geograficamente. Notte e giorno. Può essere vero che si creino le premesse, co sto massacro quotidiano sulla famiglia, per essere sempre contenti qualunque cosa accada, per ridurre le ambizioni, ma lo preferisco ad ambienti che rischiano subito di cadere nel tossico. La grandezza di Mourinho sarà nel riuscire a vincere qualcosa (se lo vincerà) pur avendo cosparso Trigoria di Napalm. A noi non riuscirebbe mai.

Anche sul 2 sono d'accordo solo in minima parte. Come la squadra reagirebbe al messaggio "o Champions o morte" non lo sappiamo, magari si squaglierebbe sotto la pressione; e comunque ci sarebbe il problema di validare al 100% il lavoro del dinamico duo se si parlasse in termini di No champions = fallimento.

Quindi riassumendo, problema mentale per me al 100%, forse anche endemico al nostro ambiente, ma 1 e 2 non sono sicuro che contribuiscano in misura considerevole.

Ma l'analisi di questo topic va decisamente al cuore del problema. Siamo sempre quelli del vorrei ma non posso.
Alla fine la risposta potrebbe essere semplice: Lotito costruisce squadre che più di tanto non possono dare (vedi Nesta ieri) e nessun allenatore, tranne poche momentanee eccezioni (Inzaghi l'anno pre Covid), riescono a convincere le squadre che malgrado ciò si può fare di più.

paolo71

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Citazione di: Sonni Boi il 07 Feb 2023, 09:03
La Lazio, non da quest'anno, pare approcciare col piglio giusto e poi restare in partita per 90', circa una partita su 4. Ultimo filotto: grande partita col Milan, e poi 3 partite deludenti.

Si parla tanto di stanchezza fisica, ma a me pare che il problema sia prima di tutto motivazionale. Questa squadra non ha l'urgenza di dover vincere ogni volta che scende in campo, e sembra non avere alcun traguardo da raggiungere. Arrivare 4°-5°-6° poco importa, alla prova del campo.

Difficile trovare le cause, però di giocatori ne sono cambiati tanti negli ultimi 3 anni (una quindicina almeno), senza alcun rilevante beneficio sotto questo punto di vista. Quindi tenderei a scartare un problema individuale dei singoli giocatori.

Io voglio soffermarmi su due tipi di dichiarazioni che abbiamo sentito ripetere, rispettivamente, da società e allenatore, e analizzarle un attimo.

1) Lotito che ripete ogni 3x2 quanto la Lazio sia una bella famiglia, in cui tutti si vogliono bene, dove c'è un bel clima sereno nello spogliatoio, e con la società che non vuole minare questi equilibri.
Ecco, per me questa è la morte della competitività interna. I giocatori sentono di avere posizioni acquisite, sanno qual è il loro ruolo intoccabile, non sgomitano più di tanto per dover convincere l'allenatore, insomma non devono tirare il motore a 1000 per farsi spazio in rosa. Specialmente nelle posizioni d'attacco (ma in passato è successo in altri ruoli).
Di più: alla Lazio pare che la cosa più importante sia che si stia tutti bene insieme, che non ci siano dissidi, e poi come si chiude la stagione amen, un bell'asado o una cena all'Hilton, tanti baci e abbracci, le foto con le mogli dei giocatori e ci si rivede in ritiro.
A me sta retorica lotitiana ha abbastanza rotto il cazzo. Non siamo un circolo sportivo, ma una squadra di calcio che si misura in una realtà ipercompetitiva, in cui se non sei ossessionato dalla vittoria raggiungere un traguardo, uno qualsiasi, diventa una chimera.

2) Sarri che dice che arrivare in Champions sarebbe un miracolo, e lo dice non nel momento in cui sei distante 8-10 punti dal 4° posto, ma proprio quando sei in piena lotta per l'obiettivo. Ecco, ora voi ditemi se non è questo un modo per inculcare, anche involontariamente, nella testa dei giocatori il pensiero che, anche se arriveremo 5°-6°, beh pazienza, vorrà dire che quest'anno il miracolo non c'è riuscito, ci riproveremo l'anno prossimo. Con l'anno successivo in cui puntualmente si assiste di nuovo alle stesse dinamiche.
Idem quando parla di stanchezza mentale per le partite ogni 3-4 giorni: ripeterlo di continuo è la maniera migliore per far sì che quella stanchezza puntualmente si ripresenti, con i giocatori che sono autorizzati a "sentirsi stanchi" perchè "ehi, è il mister stesso a dirci e ridirci che è inevitabile!".

Si parla di psicologi, mental coach, la rava e la fava. A me pare che il problema psicologico, il famoso "germe" sia un qualcosa di autoindotto dal nostro interno, quasi si volesse abbassare volontariamente l'asticella per poi evitare di vivere delusioni cocenti in seguito al mancato raggiungimento degli obiettivi. Insomma, una mentalità perdente atavica in relazione ad alcuni obiettivi, di cui temo non ci libereremo facilmente perchè insita nei protagonisti stessi della nostra attuale realtà.

completamente d'accordo.
Le mie critiche a Sarri vertono molto su questo aspetto.
Troppa importanza al suo credo ( praticamente sempre seduto a scrivere) e poca personalità nel guidare la squadra alla vittoria, cercando l'inerzia per andare a vincerla.
Le dichiarazioni del dopo gara indicano che questa situazione sia sotto controllo, la squadra ha fatto bene secondo lui anche ieri sera a Verona.
Quindi di cosa parliamo?
Ora verranno i difensori a scrivere che siamo quarti, non considerando che la juve l'hanno eliminata, per ora, e che il milan è in caduta libera...

alenlalieno

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giocatori piu' preoccupati di fare cio' che chiede sarri che di vincere le partite.

lotito e' il primo freno alla mentalita' vincente. per dichiarazioni per investimenti e per interventi non effettuati, sia in sede di mercato che coi suoi collaboratori.

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Sonni Boi

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Citazione di: Tarallo il 07 Feb 2023, 09:38
Sono perfettamente d'accordo con la premessa di Sonni boi (i primi tre paragrafi) ma non completamente sui punti 1) e 2).

[...]

Alla fine la risposta potrebbe essere semplice: Lotito costruisce squadre che più di tanto non possono dare (vedi Nesta ieri) e nessun allenatore, tranne poche momentanee eccezioni (Inzaghi l'anno pre Covid), riescono a convincere le squadre che malgrado ciò si può fare di più.

Però a me pare che ci sia una contraddizione.

Il secondo paragrafo io lo leggo come: Lotito costruisce squadre di un certo valore tecnico, che poi sul campo raggiungono risultati che rispecchiano quello stesso valore tecnico, e a meno di mezzi miracoli (Inzaghi pre-covid) in cui riusciamo a overperformare più in la non si va.
Qua non vedo nessun problema psicologico: tanto raccogliamo quanto valiamo.

Ma probabilmente ho capito male io  :D

Tarallo

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* 111.509
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Il problema psicologico starebbe dietro a quella mancanza di continuità nell'intensità delle prestazioni. Ci si siede. I punti si perdono con Verona Empoli e Lecce, la riprova che la rosa in questo aspetto se c'entra c'entra in modo laterale che è complicato da discutere.

Il dato a supporto della tua teoria, per me, è che non se ne vincono tre o quattro di fila. Mai. Mentre per me un altro dato a supporto, per la Lazio Sarriana, è che la serie meravigliosa dei tre 4-0 di fila, dei 16 gol senza subirne, è venuta dopo la scanizza danese. Parlavi di umiltà se non sbaglio. Lì lì hanno cazziati e si sono messi a testa bassa. Tra parentesi, per chi parla di stanchezza, distruggemmo la Cremonese tre giorni dopo la Danimarca e facemmo quella serie giocando 5 partite in due settimane.
La squadra può fare di più solo se ogni partita la su gioca col coltello fra i denti, ma noi col coltello ce tajamo le torte de compleanno al Cavalieri Hilton.

italicbold

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Questione interessante. E' anche vero che nel momento in cui Sarri dice che la Champion's sarebbe un miracolo la squadra ingrana una doppia vittoria (Sassuolo e Milan) che la porta praticamente alle spalle dell'Inter, quindi potrebbe essere anche che, come sprone, abbia funzionato.
C'è sicuramente una questione mentale che andrebbe affrontata.
Io sono abbastanza concorde che il ripetere, da parte di Sarri, che le partite durante la settimana sono deleterie abbia portato, forse inconsciamente, i giocatori a sottovalutare le coppe.
Su questo aspetto io penso che Sarri abbia esagerato. Per il resto credo che segua una tattica psicologica di non voler far pesare sui giocatori l'obbligo di andare in Champion's. Potrebbe non essere un errore. Lo sapremo a fine stagione.

vaz

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il punto uno premette il 2.
Sarri si è calato in questa famiglia, lo ha detto a più riprese. Mettiamoci che non ha più fame di risultati e di affermazione come l'aveva al Napoli, ed ecco fatto. Non è il risultato, ma il viaggio. Se vinciamo 4 a 0 5 partite ma alla fine arriviamo 6i, va bene

Ovviamente, il problema è il punto 1. Sull'esempio Pedro: Pedro senza la Lazio starebbe in USA, Turchia o Arabia. E' venuto qui, coccolato, con un bel contratto ed il posto (quasi) garantito. Infatti ora ci farà sapere pure se rinnova o no.

Non va bene. non va bene per niente. I giocatori sono dipendenti: vanno venduti al momento giusto, senza rilasciare dichiarazioni sui rinnovi pure se non te se inculano di pezza (DV, ora Milinkovic). Vanno anche non rinnovati al punto giusto (Radu a checcazzo serve ora? Ciro lo dobbiamo vedere fino ai 55 anni occuparci l'attacco)?

Al romanticismo ci pensano i tifosi.

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Giafer

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* 831
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Concordo con Sonni, penso ci sia sempre una componente societaria nella trasmissione delle motivazioni al gruppo. Il nucleo della spinta a mio parere risiede lì. Ogni frase, ogni comportamento concorre a formare una convinzione, ad alimentare un desiderio, un traguardo da raggiungere.

Mi pongo a volte la domanda, se avessimo avuto noi la rosa della Juve nei nove anni in cui hanno inanellato scudetti uno dietro l'altro, quanti ne avremmo vinti? Io penso che dopo aver eventualmente vinto il primo avremmo avuto dei seri problemi a ripeterci.
Però non credo dipenda solo dall'abitudine a vincere dei bianconeri, credo sia proprio radicata in noi una coscienza di piccolo cabotaggio. E per noi includo anche la componente dei tifosi.

Entrare nelle prime quattro del campionato è ormai il nostro obiettivo consolidato (e non raggiunto), da anni. Fare la champions per darsi il tono delle grandi squadre, senza ovviamente esserlo, senza aver dimostrato prima di esserlo. Ed uscire ovviamente per inadeguatezza ai gironi o subito dopo. O anche, voler andare in Champions per i soldi che si prendono, per poi forse poterli reinvestire. Nessuna ambizione sportiva di fondo.

Poi c'è la questione oramai annosa delle troppe partite per noi.

La Coppa Italia non è un obiettivo stagionale, si gioca ma senza sangue agli occhi, vediamo come va, se usciamo con onore ci può stare, preserviamoci per il campionato.

L'Europa League è per definizione l'impiccio del giovedì, un fastidio di cui liberarsi, per poter essere liberi di ambire al fantastico quarto posto in campionato.

Facciamo gli snob sulla Conference, senza mai pensare di andarsela prima a prendere e metterla in bacheca, per poi passare al progetto successivo.

Chiediamo inesorabilmente ad ogni nuovo acquisto che si presenta a Fiumicino di dare il massimo nel derby...deve essergli subito chiaro. Questo è il primo pensiero del laziale. Mica portare a casa un trofeo. Questo è il livello di ambizione che arriva ai giocatori e alla società.

E questo ci danno.


kelly slater

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Citazione di: alenlalieno il 07 Feb 2023, 09:43
lotito e' il primo freno alla mentalita' vincente. per dichiarazioni per investimenti e per interventi non effettuati, sia in sede di mercato che coi suoi collaboratori.

È talmente evidente...

L'altro giorno da Guido ha ribadito che  la vuole lasciare al figlio e che finchè la Lazio è in mano alla famigghia italiana è al sicuro "da mani straniere".

alenlalieno

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Citazione di: kelly slater il 07 Feb 2023, 11:21
È talmente evidente...

L'altro giorno da Guido ha ribadito che  la vuole lasciare al figlio e che finchè la Lazio è in mano alla famigghia italiana è al sicuro "da mani straniere".

e zaniolo e' stato fatto scappa'

PARISsn

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i vdm ricorderanno quello che sto per scrivere...la  Lazio del 74 viveva la stessa situazione di adesso e che  per alcuni è motivazione di scarsa voglia di vincere ...la societa' era una famiglia...il presidente veniva chiamato " papa' Lenzini " proprio per  il rapporto famigliare che aveva coi giocatori...l'allenatore si coccolava tutti, se li portava a cena a casa, Chinaglia viveva  piu' li che a casa sua...insomma era una " quiet zone " ideale per fare il minimo indispensabile e starsene sereni e tranquilli cmq....certo c'erano grosse rivalita' nello spogliatoio ma   poi in campo non venivano trasportate ....la differenza con oggi è che quella era gente coi colleoni...non ci stava a perdere anche se perdere non avrebbe significato nessun dramma e nessun processo....qualcuno si ricordera' il Lazio - Verona  1 a 2 alla fine del primo tempo...la  squadra rientra nello spogliatoio e tra  lo stupore di tutti sopo 3  minuti torna  in campo, si schiera,  con Chinaglia a centrocampo col pallone sotto il braccio...sotto la  pioggia scrosciante...anni dopo Zigoni racconto' che quando tornarono in campo e videro quella situazione si cagarono sotto....fini' 4 a 2....insomma voglio dire che tutte ste analisi servono a  poco, un allenatore  puo' insegnare schemi e tattiche, puo' far  migliorare giocatori sotto l'aspetto tecnico e  tattico e Sarri tutto questo lo fa a mio parere, ma  i colleoni se non li hanno non glie  li puo' innestare, e ci sono partite dove i colleoni servono molto piu' degli schemi e delle tattiche...ci sono partite dove  i giocatori in campo devono decidere quando è il momento di fare qualche tacchetto e suola di meno e sparare qualche pallone verso la porta

Il biondo

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Citazione di: PARISsn il 07 Feb 2023, 13:12
i vdm ricorderanno quello che sto per scrivere...la  Lazio del 74 viveva la stessa situazione di adesso e che  per alcuni è motivazione di scarsa voglia di vincere ...la societa' era una famiglia...il presidente veniva chiamato " papa' Lenzini " proprio per  il rapporto famigliare che aveva coi giocatori...l'allenatore si coccolava tutti, se li portava a cena a casa, Chinaglia viveva  piu' li che a casa sua...insomma era una " quiet zone " ideale per fare il minimo indispensabile e starsene sereni e tranquilli cmq....certo c'erano grosse rivalita' nello spogliatoio ma   poi in campo non venivano trasportate ....la differenza con oggi è che quella era gente coi colleoni...non ci stava a perdere anche se perdere non avrebbe significato nessun dramma e nessun processo....qualcuno si ricordera' il Lazio - Verona  1 a 2 alla fine del primo tempo...la  squadra rientra nello spogliatoio e tra  lo stupore di tutti sopo 3  minuti torna  in campo, si schiera,  con Chinaglia a centrocampo col pallone sotto il braccio...sotto la  pioggia scrosciante...anni dopo Zigoni racconto' che quando tornarono in campo e videro quella situazione si cagarono sotto....fini' 4 a 2....insomma voglio dire che tutte ste analisi servono a  poco, un allenatore  puo' insegnare schemi e tattiche, puo' far  migliorare giocatori sotto l'aspetto tecnico e  tattico e Sarri tutto questo lo fa a mio parere, ma  i colleoni se non li hanno non glie  li puo' innestare, e ci sono partite dove i colleoni servono molto piu' degli schemi e delle tattiche...ci sono partite dove  i giocatori in campo devono decidere quando è il momento di fare qualche tacchetto e suola di meno e sparare qualche pallone verso la porta
ho avuto la fortuna di vivere quella Lazio ma è difficile se non impossibile ritrovare nell'attuale rosa qualcuno che somigli ai Campioni d'Italia 1974

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La verità è che non cambierà mai un cazzo. La Lazio questa è e questa rimarrà per i prossimi 30 anni. Rassegniamoci. Il risultato di 18 anni di lotito, di solide realtà, di scommesse, di ultras fascisti, di mass-media nemici e chi più ne ha più ne metta. Servirebbe un miracolo sì, ma non per andare in CL, ma per far cadere una pioggia purificatrice su sto mondo che sembra proprio non avere speranze. I fascisti, lotito, tare, eh ma gli impegni, eh ma la stanchezza, la panchina, basta. A me non entra nulla alla fine, loro i soldi li guadagnano lo stesso e tanti saluti. Un eterno giorno della marmotta. Ogni anno ci ritroviamo a ripetere sempre le stesse cose, sembra quasi che prendiamo per il culo noi stessi. Ma chi me lo fa fare? Cosa mi entra in tasca?

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A.Nesta (c)

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Citazione di: vaz il 07 Feb 2023, 10:22

Sarri si è calato in questa famiglia, lo ha detto a più riprese.

Purtroppo sì. Ma il problema principale è Lotito.

Alla fine, daje e daje diventano tutti come lui.

Dai dirigenti allo staff, dall'allenatore fino ai giocatori.

Paradossalmente, si muoveva meglio Inzaghi di Sarri forse perché quest'ultimo era anche spalleggiato da Tare, dalle radio e dal tifo organizzato.

paolo71

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Citazione di: Giafer il 07 Feb 2023, 11:11
Concordo con Sonni, penso ci sia sempre una componente societaria nella trasmissione delle motivazioni al gruppo. Il nucleo della spinta a mio parere risiede lì. Ogni frase, ogni comportamento concorre a formare una convinzione, ad alimentare un desiderio, un traguardo da raggiungere.

Mi pongo a volte la domanda, se avessimo avuto noi la rosa della Juve nei nove anni in cui hanno inanellato scudetti uno dietro l'altro, quanti ne avremmo vinti? Io penso che dopo aver eventualmente vinto il primo avremmo avuto dei seri problemi a ripeterci.
Però non credo dipenda solo dall'abitudine a vincere dei bianconeri, credo sia proprio radicata in noi una coscienza di piccolo cabotaggio. E per noi includo anche la componente dei tifosi.

Entrare nelle prime quattro del campionato è ormai il nostro obiettivo consolidato (e non raggiunto), da anni. Fare la champions per darsi il tono delle grandi squadre, senza ovviamente esserlo, senza aver dimostrato prima di esserlo. Ed uscire ovviamente per inadeguatezza ai gironi o subito dopo. O anche, voler andare in Champions per i soldi che si prendono, per poi forse poterli reinvestire. Nessuna ambizione sportiva di fondo.

Poi c'è la questione oramai annosa delle troppe partite per noi.

La Coppa Italia non è un obiettivo stagionale, si gioca ma senza sangue agli occhi, vediamo come va, se usciamo con onore ci può stare, preserviamoci per il campionato.

L'Europa League è per definizione l'impiccio del giovedì, un fastidio di cui liberarsi, per poter essere liberi di ambire al fantastico quarto posto in campionato.

Facciamo gli snob sulla Conference, senza mai pensare di andarsela prima a prendere e metterla in bacheca, per poi passare al progetto successivo.

Chiediamo inesorabilmente ad ogni nuovo acquisto che si presenta a Fiumicino di dare il massimo nel derby...deve essergli subito chiaro. Questo è il primo pensiero del laziale. Mica portare a casa un trofeo. Questo è il livello di ambizione che arriva ai giocatori e alla società.

E questo ci danno.

La Lazio di Lotito è questa.
Ha cmq risultati sopra la media della ns storia.
Per salire la famosa asticella hanno provato con Sarri, allenatore top per l' Italia, ma non è cambiata la musica.
Quindi ci sono 2 strade, provi cambiando il DS, più facile o provi col gruppo societario, emiro, etc...

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