La Lazio è ANTIFASCISTA!

Aperto da Goceano, 20 Lug 2021, 11:47

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kelly slater

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Ma dai è chiaro che Lotito è complice.
Non ha proprio la forza nè la voglia di combattere il fenomeno.

zorba

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Citazione di: kelly slater il 08 Mar 2023, 14:25
Ma dai è chiaro che Lotito è complice.
Non ha proprio la forza nè la voglia di combattere il fenomeno.
Secondo me si avvicina sempre più il momento in cui sarà costretto ad agire concretamente contro questa piaga.
Mi riferisco alle nuove normative che prevedono la penalizzazione in classifica delle squadre i cui tifosi si distinguono per manifestazioni razziste e fasciste, già in vigore in Brasile e che tra non molto, secondo me, verranno adottate anche da altre federazioni calcistiche, Italia compresa.
A quel punto voglio proprio vedere che farà il sig. Lotito. Magari sarà l'occasione per passare la mano, chi lo sa?!?

FatDanny

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Volevo riportare un passaggio di un libro a cui avevo accennato qualche tempo fa parlando con ING.
Racecraft.

Nello spiegare cosa sia il racecraft, quell'insieme di credenze e immaginari che diventano reali pur non avendo alcun riscontro materiale, le autrici fanno un esempio.
Questo qui: https://www.nytimes.com/2009/05/29/nyregion/29cop.html
Un poliziotto nero fuori servizio viene fatto fuori da un collega che lo scambia per un ladro.
Alcune considerazioni sul caso:

1) l'episodio viene raccontato (non dal NYT, ma nell'immediatezza dei fatti) dicendo che l'errore è stato dovuto al colore della pelle della vittima.
In questo modo si opera uno slittamento di causalità dal responsabile alla vittima.
La causa, nella comunicazione linguistica, si sposta dalla valutazione errata del primo al colore della pelle del secondo.
Eppure questi errori capitano solo con un colore della pelle, il che suggerirebbe che il problema non sta in esso, ma in chi lo valuta, dunque in chi spara se vede nero, non nella vittima perché nera.
Dalla pratica razzista alla razza
Questo slittamento è una caratteristica tipica del razzismo.

2) l'agente che ha sparato è rimasto a lungo in stato di shock e si è disperato enormemente una volta capito l'errore. Non voleva affatto farlo, lui non è in alcun modo razzista, non crede minimamente nella superiorità dei bianchi, quello era pure un collega. Non c'è niente nel suo passato che possa farci pensare che sia una persona minimamente razzista.
Le due autrici scrivono un passaggio rilevantissimo di cui molti qui dentro dovrebbero assumere consapevolezza:

Racism did not require a racist. It required only that, in the split second before firing the fatal shot, the white officer entered the twilight zone of America's racecraft.

Traduco per chi non capisce l'inglese.

Il razzismo non ebbe bisogno di un razzista. Ebbe bisogno solo che, nell'attimo prima del colpo fatale, l'agente bianco entrasse nella zona crepuscolare del racecraft americano.

Un nero vicino una macchina --> la vuole rubare --> lo devo fermare non perché nero, ma perché vuole rubare


Il razzismo non ha bisogno di un comportamento volutamente discriminatorio.
Basta che nell'operare delle scelte - linguistiche, evocative, pratiche - si utilizzino ANCHE AUTOMATICAMENTE delle convinzioni, un senso comune, una logica produttori di razza.
Cosa che avviene spesso attraverso meccanismi per nulla irrazionali e che ci appaiono del tutto logici, come un poliziotto che vuole fermare un ladro. Più logico di così, è il suo lavoro.

Ripeto la frase più importante: Racism did not require a racist.
Cercare di provare che non si è razzisti o che un determinato contesto non è razzista non è in alcun modo prova che non si eserciti razzismo.

Achab77

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Citazione di: FatDanny il 09 Mar 2023, 14:42
Volevo riportare un passaggio di un libro a cui avevo accennato qualche tempo fa parlando con ING.
Racecraft.

Nello spiegare cosa sia il racecraft, quell'insieme di credenze e immaginari che diventano reali pur non avendo alcun riscontro materiale, le autrici fanno un esempio.
Questo qui: https://www.nytimes.com/2009/05/29/nyregion/29cop.html
Un poliziotto nero fuori servizio viene fatto fuori da un collega che lo scambia per un ladro.
Alcune considerazioni sul caso:

1) l'episodio viene raccontato (non dal NYT, ma nell'immediatezza dei fatti) dicendo che l'errore è stato dovuto al colore della pelle della vittima.
In questo modo si opera uno slittamento di causalità dal responsabile alla vittima.
La causa, nella comunicazione linguistica, si sposta dalla valutazione errata del primo al colore della pelle del secondo.
Eppure questi errori capitano solo con un colore della pelle, il che suggerirebbe che il problema non sta in esso, ma in chi lo valuta, dunque in chi spara se vede nero, non nella vittima perché nera.
Dalla pratica razzista alla razza
Questo slittamento è una caratteristica tipica del razzismo.

2) l'agente che ha sparato è rimasto a lungo in stato di shock e si è disperato enormemente una volta capito l'errore. Non voleva affatto farlo, lui non è in alcun modo razzista, non crede minimamente nella superiorità dei bianchi, quello era pure un collega. Non c'è niente nel suo passato che possa farci pensare che sia una persona minimamente razzista.
Le due autrici scrivono un passaggio rilevantissimo di cui molti qui dentro dovrebbero assumere consapevolezza:

Racism did not require a racist. It required only that, in the split second before firing the fatal shot, the white officer entered the twilight zone of America's racecraft.

Traduco per chi non capisce l'inglese.

Il razzismo non ebbe bisogno di un razzista. Ebbe bisogno solo che, nell'attimo prima del colpo fatale, l'agente bianco entrasse nella zona crepuscolare del racecraft americano.

Un nero vicino una macchina --> la vuole rubare --> lo devo fermare non perché nero, ma perché vuole rubare


Il razzismo non ha bisogno di un comportamento volutamente discriminatorio.
Basta che nell'operare delle scelte - linguistiche, evocative, pratiche - si utilizzino ANCHE AUTOMATICAMENTE delle convinzioni, un senso comune, una logica produttori di razza.
Cosa che avviene spesso attraverso meccanismi per nulla irrazionali e che ci appaiono del tutto logici, come un poliziotto che vuole fermare un ladro. Più logico di così, è il suo lavoro.

Ripeto la frase più importante: Racism did not require a racist.
Cercare di provare che non si è razzisti o che un determinato contesto non è razzista non è in alcun modo prova che non si eserciti razzismo.

Ottimo e abbondante fat.
Ogni volta che leggo le tue intelligenti e acute interpretazioni del problema, mi tornano in mente le immagini di martedì sera: un drappolo di "fascisti inconsapevoli" che tendeva il saluto romano verso chi li fischiava. Proprio la voglia di ribadire un'appartenenza che loro vedono lecita e conforme al loro stile di vita, e che paradossalmente espongono e ribadiscono per non sentirsi "socialmente ghettizzati".
Un paradosso abnorme, che non vuole essere combattuto e affrontato dalla società e che semina adepti ogni giorno che passa.
Siamo la squadra dei fascisti, la squadra dei nazisti, e ho pensato a quelle persone neanche troppo giovani che li hanno platealmente contestati, rischiando pure di prendere qualche mazzata, e a quelli che hanno riportato la calma chiedendo a quei facinorosi violenti di non arrabbiarsi.
Che tristezza totale.

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Il bubbone è sempre più grande e se la Società Sportiva Lazio insieme ai tifosi normali non decideranno di fare di tutto per estirparlo, saremo destinati all'estinzione.
Per la felicità dei media giallorozzi che, grazie alla propaganda incessante e l'operazione simpatia, stanno lavorando da anni alla pulizia  etnica Laziale.
Gli stiamo dando una mano.

solobiancoceleste

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Non esistono "tifosi normali" esistono solo i Tifosi della Lazio... tutto il resto usa la Lazio e non dobbiamo consentire che avvenga sotto i nostri occhi. Il Suo nome non deve essere sporcato mai, soprattutto da chi indossa sciarpe e sventola bandiere con i nostri colori. A chi di questi colori non importa nulla è, nella migliore delle ipotesi, un romanista travestito.
Se volete iniziare a contribuire alla causa vi invito a cantare le parole originali( e veramente Laziali) di questo coro:
Se la Lazio vai a sporcare
Ti farò sempre scappare
romanista vaff...
romanista vaff...

Palo

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Citazione di: solobiancoceleste il 12 Mar 2023, 07:56
Non esistono "tifosi normali" esistono solo i Tifosi della Lazio... tutto il resto usa la Lazio e non dobbiamo consentire che avvenga sotto i nostri occhi. Il Suo nome non deve essere sporcato mai, soprattutto da chi indossa sciarpe e sventola bandiere con i nostri colori. A chi di questi colori non importa nulla è, nella migliore delle ipotesi, un romanista travestito.
Se volete iniziare a contribuire alla causa vi invito a cantare le parole originali( e veramente Laziali) di questo coro:
Se la Lazio vai a sporcare
Ti farò sempre scappare
romanista vaff...
romanista vaff...
Metricamente si canta meglio così (stesso numero di sillabe ma accentazione naturalmente meglio posizionata *):

Se la Lazio vai a sporcare
Sempre ti farò scappare
romanista vaff...
romanista vaff...

(*) Tarallo sicuramente conosce meglio di mela questione metrica, date le sue conoscenze musicali.

solobiancoceleste

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Citazione di: Palo il 12 Mar 2023, 11:32
Metricamente si canta meglio così (stesso numero di sillabe ma accentazione naturalmente meglio posizionata *):

Se la Lazio vai a sporcare
Sempre ti farò scappare
romanista vaff...
romanista vaff...

(*) Tarallo sicuramente conosce meglio di mela questione metrica, date le sue conoscenze musicali.

Hai assolutamente ragione la tua versione è quella da cantare :band5: :band5:

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jp1900

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La Curva Nord è antifascista, pare...



lazionaltrastoria

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A Corropoli sei nato/
La coppan'faccia t'ho stampato/
romanista vaff.../
romanista vaff...


(Anche così potrebbe funzionare)

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Citazione di: lazionaltrastoria il 12 Mar 2023, 22:16
A Corropoli sei nato/
La coppan'faccia t'ho stampato/
romanista vaff.../
romanista vaff...

La coppa in faccia t'ho alzato suona meglio per me


(Anche così potrebbe funzionare)

novantatreesimo

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Domenica SE e dico SE dovesse andare come tutti speriamo c'è il rischio di rinnovare lo scempio dell'andata con la squadra coinvolta a fine partita, suo malgrado, nell'orrido coro, con tutte le conseguenze eventuali in termini di sputtanamento mediatico e possibili provvedimenti.
Non bissiamo lo schifo, che la società si attivi, in qualsiasi modo, per prevenire l'ennesima doccia di melma.





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kelly slater

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Citazione di: novantatreesimo il 13 Mar 2023, 11:53
Domenica SE e dico SE dovesse andare come tutti speriamo c'è il rischio di rinnovare lo scempio dell'andata con la squadra coinvolta a fine partita, suo malgrado, nell'orrido coro, con tutte le conseguenze eventuali in termini di sputtanamento mediatico e possibili provvedimenti.
Non bissiamo lo schifo, che la società si attivi, in qualsiasi modo, per prevenire l'ennesima doccia di melma.
Perchè quel coro lo fanno solo quando vinciamo?
Guarda che lo fanno sempre

Achab77

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Citazione di: kelly slater il 13 Mar 2023, 13:26
Perchè quel coro lo fanno solo quando vinciamo?
Guarda che lo fanno sempre

Per non parlare degli ululati, che al derby vengono accettati e spesso supportati anche dalla "zona grigia".
Purtroppo questo sarà l'unico disastro annunciato di domenica.

Precisione

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CONCUTELLI: STRISCIONE A ROMA, 'FIRMA' GRUPPO ULTRAS GIALLOROSSO

'Pierluigi Concutelli vive!'. E' quanto si legge su un mega-striscione esposto a Roma da un cavalcavia nei pressi del Colosseo. A firmare lo striscione è 'Tradizione Distinzione Roma', gruppo ultras della curva sud romanista.

zorba

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Sono arrivati secondi pure a questa sfida dell'accollo?!?
8)

Indaco

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E' morto Silvio di Francia, giornalista e uomo politico, esponente dei Verdi, assessore alla Cultura del comune di Roma nelle giunte Rutelli e Veltroni.

Era uno sportivo e grande laziale, lo ricordo quando lanciò una petizione online insieme ad altri tifosi della Lazio con valenza pubblica per contrastare la deriva fascista della nostra tifoseria ultras. Eravamo agli albori della presidenza Lotito, quindi non meno di 17, 18 anni fa.

Aveva 69 anni e 3 anni fa gli era stata diagnosticata una sclerosi laterale primaria.

Buon viaggio.

Cesio

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Citazione di: Indaco il 17 Mar 2023, 17:48
E' morto Silvio di Francia, giornalista e uomo politico, esponente dei Verdi, assessore alla Cultura del comune di Roma nelle giunte Rutelli e Veltroni.

Era uno sportivo e grande laziale, lo ricordo quando lanciò una petizione online insieme ad altri tifosi della Lazio con valenza pubblica per contrastare la deriva fascista della nostra tifoseria ultras. Eravamo agli albori della presidenza Lotito, quindi non meno di 17, 18 anni fa.

Aveva 69 anni e 3 anni fa gli era stata diagnosticata una sclerosi laterale primaria.

Buon viaggio.

Riposa in pace.

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FatDanny

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dopo ieri sera voglio vedere chi può parlare di minoranza ultras che fa certi cori.
Daspo per 15mila persone?
Fateme capì

tommasino

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Il coro "becero" è sdoganato. E' tristemente sdoganato anche nella tifoseria "normale"; ormai lo cantano quasi tutti. Non so in tevere, ma in curva e distinti lo cantano quasi tutti; donne, bambini, signori attempati. Non solo gli ultras fascisti e razzisti.

Non so, davvero, come potrà finire questa cosa; probabilmente solo con punizioni dure del giudice sportivo. Che da una parte mi farebbero molto incazzare, perchè in un modo od in un altro ci rimetterei io tifoso che mi rifiuto di cantare quel coro, e da un'altra mi darebbe comunque sollievo.

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