Citazione di: Siculatium il 24 Mar 2023, 18:12
Scusa suvvia!! e poi mi taccio ....perché veramente mi pare che qui si sta ora "tagliando lo st*Onzo con il filo" (come si dice in Sicilia) ... Ma di preciso, di cosa ci dovremmo vergognare, nel momento in cui, facendo iper autocritica, autoflagellandosi un giorno si e l'altro pure (qua sopra), volessimo in maniere civile documentare anche le nefandezze degli altri... Scusami eh ... Ma mi hai fatto passare la voglia di scrivere su questo topic ... Eddai ...
Io credo che il grosso equivoco è che mischiamo gli universi, i pianeti.
Ce n'è uno in cui la differenza tra romanista e laziale ha la sua legittimità, possiamo insultarci, sfidarci, prenderci in giro. E poi c'è un altro pianeta in cui si esplicita la differenza tra un fascista e chi non lo è, tra un razzista e chi non lo è. Nel secondo il fatto di essere laziali o romanisti perde ogni suo senso.
A me fa ribrezzo, e lo trovo in qualche modo malsano definirmi laziale antifascista.
Perché sono due concetti che vivono su due pianeti diversi e non hanno nessuna relazione.
Il secondo esclude, per soverchiante importanza il primo.
Il mio essere laziale, di fronte a valori come l'antifascismo, l'antirazzismo, diventa carta velina.
Il voler iniziare una battaglia per
inventariare le iniziative razziste e fasciste che provengono dai romanisti significa mischiare pere e mele. Significa fare confusione di appartenenza con categorie che, tra loro non hanno nulla da spartire. Con l'effetto di snaturarne il valore. Dissinnescarne l'intento.
Un razzista che è anche romanista, a me non me ne puo' fregare di meno. Il fatto che sia romanista non modifica di un'oncia la sua posizione. Nè la mia.