Qui stiamo sempre a "litigare" su questo aspetto dei giornali o la comunità ebraica in questo ultimo caso che se la prendono solo coi laziali e non con gli altri.
C'è chi dice, giustamente secondo me, che la cosa più importante è far terminare questi comportamenti razzisti degli ultras laziali dicendo che la seconda cosa non è così rilevante e chi invece pensa che anche l'atteggiamento dei media sia da stigmatizzare e combattere.
Io vorrei dire che le due cose non sono separate ed anzi, secondo me, si autoalimentano.
Per due ragioni:
1. Il fatto che i media mettano in rilevanza il razzismo solo quando associato ai colori laziali rischia di depotenziare la risposta, riducendolo di fatto ad un problema locale, che richiede risposte locali, e non un problema nazionale, che richiede risposte sistemiche.
2. Questa, come dire, "percepita persecuzione", fa comodo ed aiuta gli ultras razzisti. Perché in questo modo loro possono dire: "vedi, ce l'hanno con noi in quanto laziali, se le stesse cose le fanno gli altri non interessano, per cui dobbiamo stare tutti insieme, ci dobbiamo difendere tra di noi laziali (manipolo di eroi)". Ed in questa maniera fanno proselitismo anche tra chi non sarebbe razzista. Invece, se venissero evidenziati più spesso anche gli atteggiamenti razzisti degli altri, gli si potrebbe rispondere: "vedi, non vi prendono di mira in quanto laziali, ma in quanto razzisti e fascisti, quindi fatevi difendere e fate comunella con gli altri razzisti/fascisti, e lasciate in pace noi laziali".
Preciso che queste sono mie riflessioni, non ho modo di sapere o misurare se sono giuste o sbagliate e che spero di essere stato chiaro.