Io sono sempre stato un sostenitore del limite industriale, cioè non fai macchine che vanno a più di X km/h.
Poi un giorno sentii Jeremy Clarkson (persona peraltro deplorevole) spiegare come senza i cavalli, in una strada tortuosa di campagna, verso il tramonto, ci si può trovare inesorabilmente bloccati dietro ad un deficiente col cappello ed è solo grazie a quei cavalli (attenzione, si parla di accelerazione e non di velocità, il tutto può essere risolto da 70-80km/h max) che arrivi a casa dopo una giornata di lavoro appena in tempo per dare il bacio della buonanotte ai tuoi bambini prima che si abbandonino fra le braccia di Morfeo.
Vivevo in UK all'epoca, avevo bambini piccolissimi della cui mancanza soffrivo da morire quando non ero a casa, ed ero uno di quei papà che mantengono le promesse e che devono dare il bacio della buonanotte, non esiste ragione o scusa.
La cosa mi toccò moltissimo e mi fece cambiare idea. Non è l'accelerazione che uccide, ma la velocità. Se quel sorpasso è fatto secondo le regole, in un tratto in cui è consentito, la scarsa accelerazione è al contrario un fattore di rischio. A marce basse, inoltre, togliere il gas fa scendere drasticamente la velocità.
Quindi si al limite di velocità, no al limite di accelerazione. Troppe volte mi sono trovato esattamente in quella situazione, e da papà non potrei perdonarmelo.