guardando un momento oltre l'ucraina (dove le cose, a mio avviso, a meno di eventi catastrofici per tutti, sono avviate in modo abbastanza chiaro, molto drammatico e difficilmente reversibile, indipendentemente dal tempo che ci vorra'), nell'ultimo mese yellen (treasury usa) ha parlato molto con media, congresso usa e istituzioni varie, dicendo (riguardo al processo di de-dollarizzazione e de-offshorizzazione in corso), in sostanza, sempre la stessa cosa:
pronouncements of U.S. decline have been around for decades. But they have always been proven wrong. The United States has repeatedly demonstrated its ability to adapt and reinvent to face new challenges. This time will be no different – and the economic statistics show why. (
Ref)
Giochi coi numeri a parte, Yellen sa benissimo che gli usa hanno problemi che non si risolvono con slogan hollywoodiani (debito fuori controllo, situazione economica interna molto incerta, fine del petrodollaro, declino irreversibile del dollaro, piu' cina, russia, sauditi, iran, piu' alleati da tenere uniti, ecc ecc). pero' finora nessuno nell'amministrazione usa aveva lasciato il piano degli slogan per parlare di cosa vogliono fare in concreto. l'altro giorno l'ha fatto
jake sullivan. credo sia un discorso importante. non c'e' niente di sorprendente eh, tutte cose largamente inferibili dalle mosse usa dell'ultimo anno e mezzo, per me. ma sentirle dette e vederle scritte ha un suo peso.
per quello che capisco, sullivan dice in sostanza che gli usa per il futuro punteranno su
1-protezionismo,
2-sussidi,
3-taglio dei ponti fra "alleati" e cina.
e questo (dice) riguardera' ambiti che loro ritengono chiave per la loro sicurezza (cioe' tutto). tutto cio' implica ufficialmente, sempre secondo me, alcune cose:
a-in attesa di liberarsi in qualche modo (mystery...) del debito, gli usa continueranno a stampare denaro (tanto);
b-svaluteranno il dollaro (in aggiunta);
c-e rafforzeranno (molto) il controllo su finanza e media.
in altre parole, l'"impero" si chiude a riccio. non mi pare un segno di forza ma, in ogni caso, open society, free markets, competizione, globalizzazione: tutto finito (secondo loro). e noi dobbiamo (dovremmo) adeguarci:
Creating a secure and sustainable economy in the face of the economic and geopolitical realities will require all of our allies and partners to do more—and there's no time to lose.(sottinteso: secure and sustainable per gli usa.) tradotto (sempre secondo me):
d-i paesi che potranno "insularsi" dagli usa (per es riducendo la dipendenza dal dollaro o da meccanismi/organismi finanziari controllati dagli usa) avranno sempre piu' incentivi a farlo;
e-i paesi in via di sviluppo avranno sempre piu' incentivi ad accordarsi con la cina (sul cd "neocolonialismo" cinese ci sarebbe secondo me molto da dire, ma lasciamo stare);
f-quindi i costi degli usa saranno tutti scaricati sugli "alleati", cioe' noi;
g-per cui gli usa sanzioneranno gli "alleati" non sufficientemente allineati (con ungheria e cipro hanno gia' cominciato).
cioe' gli usa passano dal sanzionare (inutilmente) la russia a sanzionare paesi nato e/o eu. (inutile dire che i punti b, per l'euro, e c toccheranno anche a noi.) altra conseguenza: l'influenza degli usa in giro per il mondo complessivamente si ridurra', il che non e' detto sia una cattiva notizia (secondo me non e' un caso se la riduzione di peso degli usa sta portando accordi a go go in m-o, per quanto noi ne minimizziamo l'importanza e la solidita'...)
ora, come questa chiusura possa portare a un futuro radioso per il blocco usa per me e' un mistero. messa proprio in modo brutale: da una parte ci sarebbe un mondo fatto da ca 1 mld di persone con una crisi demografica montante, indebitato fino al collo, con poche risorse naturali (eufemismo), con valute il cui potere di acquisto sta colando a picco, che lavora poco e vive molto di rendita, da decenni non cresce (alterna crescite a decrescite con cicli sempre piu' brevi), non forma tecnici "propri" (scienziati, ingengneri ecc), pensa all'energia green molto costosa dopo che per decenni ha avuto energia non green a prezzi stracciati (durante i quali, per sostenersi, quando non ha accollato i costi ai paesi in via di sviluppo, ha comunque dovuto stampare troppo denaro), e sta entrando in un regime in cui l'energia (green o non green) la paghera' tantissimo. dall'altra un mondo di 3-4-5 (boh) mld di persone, con pochi debiti e molte risorse naturali, con una demografia buona per i prossimi decenni, che si sta industrializzando, non ha praticamente rendite (quindi ha interesse a sviluppare le parti del mondo meno sviluppate), cresce tanto, sforna un mare di tecnici, non pensa all'energia green e sta entrando nella fase in cui avra' tanta energia a prezzi bassi (per decenni). e con alta probabilita' non sara' sanzionabile dal primo blocco. voglio di'... come volete che andrebbe a finire una separazione? per me e' una follia, non ci sara' nessuna separazione, sarebbe un suicidio per noi.
comunque, ammettiamo che gli usa ci provino davvero. di nuovo si porrebbe la questione del "che fare?" per noi alleati usa. (domanda a cui non abbiamo ancora risposto per l'ucraina.) nonostante la presenza di forze politiche e istituzionali che sostengono questi piani (tipo la eu o i verdi tedeschi), germania (qualche mese fa) e francia (poco fa) hanno chiarito che separarsi spontaneamente dalla cina (e quindi -alla lunga- dalla russia, diciamolo chiaro) e' una cosa che non possono fare, anche perche' i capi delle principali aziende europee stanno dicendo in loop da mesi che l'accesso alla cina e' essenziale per l'europa (ultimo il capo di ASML un paio di giorni fa). la korea idem. il giappone (nonostante le sceneggiate) idem. quindi, visto anche come e' finita con la cd separazione dalla russia, il taglio dei ponti con la cina ha ancora meno chances di successo, a mio avviso. e a quel punto (credo) vedremo se e come gli usa decideranno di metterci sotto.
- The new Washington consensus (FT)
Today's US cannot make trade deals, cannot negotiate global digital rules, cannot abide by WTO rulings and cannot support Bretton Woods reforms. - A Corporate Credit Crunch Is Just Getting Started (BB)
- Texas manufacturing sees little growth, with production index near zero (dallas Fed) [12esimo mese consecutivo di contrazione; consiglio di scorrere la sezione "Comments"]
- What strong gold says about the weak dollar (FT)
- Missing the point on explosive dollar risks (AT)
it's always easier to refute an unserious argument than tackle the biggest questions of the day. (...) Summers, the former US Treasury secretary, who made headlines this week detailing why the yuan isn't a threat to the dollar's dominance as reserve currency anytime soon. Trouble is, virtually everyone already knows a currency that isn't fully convertible or backed by deep capital markets can't acquire significant reserve status. The reason top economic minds do this, of course, is to avoid the proverbial elephant in the room. In this case, that's the US national debt racing toward US$32 trillion. (...) The yuan isn't the issue. It's a fragile dollar problem that isn't being treated, nurtured or reenergized at an epochal moment.
[gli acquisti di oro da parte delle banche centrali sono ai massimi da 70 anni e l'oro sale non perche' si stia valorizzando lui ma perche' il dollaro sta crollando. pero' per ora facciamo i vaghi perche' euro, ukp, yen ecc. vanno ancora peggio del dollaro...] - Pentagon leaks expose the scale of Biden's foreign failings (Times) [ucraina a parte, ci sarebbe per me veramente molto da dire su quello che e' venuto fuori dai leaks su israele, corea, e wagner, per esempio]