Non perché sono merde prevaricatrici, ma perché in questo momento e in questo luogo i cattolici non sono un soggetto oppresso.
Come detto, fossimo nel primo secolo dopo Cristo sarei contro ironie sui cristiani.
Perché la questione non è il rispetto, non è il bon ton, non è il galateo, ma la presenza di un rapporto di potere concreto, di una oppressione che non è solo materia linguistica ma ha risvolti concreti.
Finché viene posta su un generico rispetto (inesistente in uno stadio, e questo ci sta) e ci si rifiuta di individuare qual è la demarcazione che si sta ponendo si fa finta di non capire un discorso spiegato mille e mille volte.
I cori razzisti fanno schifo non perché irrispettosi, ma perché il razzismo è un'oppressione concreta.
I cattolici oggi NON vivono tale concretezza. Quindi sticazzi del rispetto. E non perché sono cattolici, varrebbe per i biondi, per i carnivori, per i commercialisti, per i comunisti,i centrosocialari e i punk (così si capisce che non ne faccio questione di categorie personali). Possiamo pisciargli in faccia a deridere costoro come meglio vogliamo.
Quando si denunciano certi cori, che siano razzisti, omofobi, abilisti, sessisti è perché dietro c'è SEMPRE un problema di oppressione CONCRETA.
Non è difficile da capire, basta farci i conti e non riproporre ogni volta la questione come stessimo parlando di semplice maleducazione.
W la maleducazione da stadio, possibilmente senza mettere in mezzo vittime di oppressione