Festeggiamenti

Aperto da Adler Nest, 05 Mag 2023, 21:03

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Aquila Romana

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Citazione di: Maremma Laziale il 08 Mag 2023, 10:38
A parte qualche ferito (pochi in relazione alla marea di gente per strada), mi sembra non sia successo nulla di tanto trascendentale.


Che non sia successo nulla non vuol dire che non vi sia stato il rischio costante che potesse accadere una tragedia (tra gente in scooter senza casco, con tanto di bambino terzo passeggero, camion stracarichi di persone con gente in bilico, petardi lanciati tra la folla etc..)

E in tv giornalisti che sorridevano di fronte a tutto questo, definito "spettacolo eccezionale"..

Dire che "non è successo nulla quindi tutto a posto" è non rendersi conto della botta di culo che hanno avuto affinchè "non accadesse niente di grave"

Laziale abruzzese

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Aridateme un INDOLORE scudetto della Juve!!!!
Un giro di campo, un pullman scoperto due ore per la città, la notizia data alla fine dei telegiornali, uno speciale su Sky di un'oretta....e buonanotte!!! Si pensa alla prossima stagione....

kelly slater

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Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2023, 10:39
no no, attenzione, sono due discorsi diversi.
Io non sto elogiando l'essere pochi. Potremmo essere tantissimi, ma sempre e solo laziali.
Nella misura in cui ti sei dato un'identità peculiare, una soggettività propria della dimensione sportiva e non sovrapposta ad una comunità territoriale, è  inevitabile che quel perimetro è molto più rigido.

Dire questo non significa che quel perimetro è piccolo.
La  juventus non è la squadra di torino, è la juventus. La  tifano in tutta italia.
Può non piacere per vari motivi, non sto discutendo di questo. Lo dico solo per farti capire che il mio discorso non ha  nulla a che  vedere con l'elogio di  essere pochi.

Quello trasferito a Roma tifa roma per sentirsi  un po' romano, un  nuovo  romano.
Il tifo ha sempre  avuto  anche questo ruolo. Crea un legame, fa affondare una radice che non c'è su un  piano  biografico. Questa cosa tifare Lazio non je la darebbe su un piano  immediato.
Perché la Lazio è tanto altro oltre che la "prima squadra della Capitale". è la Lazio in se stessa.

Quindi non stupiamoci se le vittorie di squadre che puntano ad  identificarsi con comunità di milioni di persone, se vincono, fanno risuonare quella dimensione e noi no.
Perché lo scegliemmo. Lamentarsene ora è un po' tradire - involontariamente - quella scelta.

Fat sottovaluti l'aspetto sportivo secondo me.
A noi quello che tagliò le gambe fu lo scudetto delle merde nel 2001.
Avevamo aperto un ciclo, e negli anni 90' avevamo fatto proseliti in tutta italia e sopratutto a roma tra i bambini. Poi è andata come è andata.
Avessimo vinto un paio di scudetti di fila con loro nelle retrovie tra il 3 e il 6 posto gli equilibri sarebbero cambiati, e tanto.
E se guardiamo gli ultimi 20 anni è evidente che loro hanno avuto più visibiltà anche perchè in europa sono andati strameglio di noi, hanno fatto un sacco di champions, due tre semifinali, hanno lottato per lo scudetto (cosa che noi ci siamo illusi di fare giusto l'anno del covid) vari anni.

Se la Lazio dovesse mai stare davanti a loro in miodo significativo, vincere cose importanti, andare regolarmente in CH, vedi come cambiano gli equilibri e come un sacco di occasionali si aggregano al nostro caro.
E sopratutto quanti bambini diventano della Lazio.

geddie

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In tre sullo scooter e senza casco li ho visti anche quando abbiamo festeggiato il nostro. Lo speciale in TV vero che lo hanno fatto in orari un po' impensabili e non comodi, mi pare dopo le 22, ma lo hanno fatto. Ed io me lo sono visto. Bello, ma se c'e' la Lazio di mezzo io fatico a definire meno di bella qualunque cosa.

Comunque sarà che sono invecchiato, ma qualcosa di artificioso e retorico lo colgo nell'occasione. Poi e' tutto già visto. Le stesse scene del 1986 e più o meno gli stessi elogi del popolo napoletano, l'arguzia e l'ironia. Non mi ricordo come qualcuno e' riuscito a definirlo scudetto sospeso come il caffe'. Una cazzata da menargli. Peccato non c'e' più Troisi.

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FatDanny

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Citazione di: kelly slater il 08 Mag 2023, 11:33
Fat sottovaluti l'aspetto sportivo secondo me.
A noi quello che tagliò le gambe fu lo scudetto delle merde nel 2001.
Avevamo aperto un ciclo, e negli anni 90' avevamo fatto proseliti in tutta italia e sopratutto a roma tra i bambini. Poi è andata come è andata.
Avessimo vinto un paio di scudetti di fila con loro nelle retrovie tra il 3 e il 6 posto gli equilibri sarebbero cambiati, e tanto.
E se guardiamo gli ultimi 20 anni è evidente che loro hanno avuto più visibiltà anche perchè in europa sono andati strameglio di noi, hanno fatto un sacco di champions, due tre semifinali, hanno lottato per lo scudetto (cosa che noi ci siamo illusi di fare giusto l'anno del covid) vari anni.

Se la Lazio dovesse mai stare davanti a loro in miodo significativo, vincere cose importanti, andare regolarmente in CH, vedi come cambiano gli equilibri e come un sacco di occasionali si aggregano al nostro caro.
E sopratutto quanti bambini diventano della Lazio.

ma certo, sono convinto anch'io si aggregherebbero molti occasionali, ma sempre alla "Lazio".
Evidentemente ho scritto male se si è inteso che parlavo dell' essere pochi.
Come nell'esempio della juve, possono essere anche tanti, può coinvolgere anche occasionali, ma sempre ad un'identità di squadra.

Ieri a Napoli c'era tanta gente che ha partecipato "alla festa di Napoli".
E lo stesso avverrebbe con la roma, non ho dubbi.
Persone che non sono manco occasionali, ma guardano alla festa come ad una festa cittadina, proprio per la tipologia di squadra e di identificazione ricercata con la città.
Questo  fa si che la festa abbia un'attenzione che va oltre il calcio e diviene festa di popolo.
Mentre se vince la juve vince comunque una squadra e i suoi tifosi (più o  meno accaniti, più o meno occasionali).

geddie

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Il nipote di mia cognata ancora me lo rinfaccia l'essersi aggregato alla Lazio dopo lo scudetto del 2000. Ora si compra pure i boxer della Lazio e ci parte da Ancona per venirla a vedere. Cose che capitano.

Aquila Romana

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Citazione di: geddie il 08 Mag 2023, 11:38
In tre sullo scooter e senza casco li ho visti anche quando abbiamo festeggiato il nostro.

Si, uguale...



Chiunque guida scooter/moto sa benissimo che sarebbe bastato un niente per assistere a una mattanza

geddie

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Ho capito Aquila. Io pure in due ho problemi con lo scooter, figurati
Viene in mente Troisi quando si raccomandava di chiudere il gas prima di uscire a festeggiare.
Il mio non e' un che sarà mai,a i freni si allentano e si fanno cose stupide, pericolose. A Napoli,a Roma e pure a Conegliano Veneto probabilmente. Ricordo anni fa di incidenti durante i festeggiamenti per i Bulls a Chicago.

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Siculatium

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Citazione di: kelly slater il 08 Mag 2023, 11:33
Fat sottovaluti l'aspetto sportivo secondo me.
A noi quello che tagliò le gambe fu lo scudetto delle merde nel 2001.
Avevamo aperto un ciclo, e negli anni 90' avevamo fatto proseliti in tutta italia e sopratutto a roma tra i bambini. Poi è andata come è andata.
Avessimo vinto un paio di scudetti di fila con loro nelle retrovie tra il 3 e il 6 posto gli equilibri sarebbero cambiati, e tanto.
E se guardiamo gli ultimi 20 anni è evidente che loro hanno avuto più visibiltà anche perchè in europa sono andati strameglio di noi, hanno fatto un sacco di champions, due tre semifinali, hanno lottato per lo scudetto (cosa che noi ci siamo illusi di fare giusto l'anno del covid) vari anni.

Se la Lazio dovesse mai stare davanti a loro in miodo significativo, vincere cose importanti, andare regolarmente in CH, vedi come cambiano gli equilibri e come un sacco di occasionali si aggregano al nostro caro.
E sopratutto quanti bambini diventano della Lazio.

Confermo dalla periferia dell'impero  :=)) il ciclo Lazio negli anni Novanta, quando a Palermo non era infrequente trovarsi a parlare con tifosi o simpatizzanti della Lazio, almeno in ambito universitario. Io provengo da lì  :ssl Oggi conta un pò tutto comunque, non solo le vittorie (ovviamente), contano le strategie di marketing e soprattutto l'artiglieria pesante che a noi manca completamente: le redazioni dei più importanti centri d'informazione del paese. Collegato a questo (o conseguenza di questo) mancano opinion leader che creino proseliti. A volte penso oziosamente che basterebbe poco .. Basterebbe che anche solo una metà dei tifosi o simpatizzanti della Lazio famosi, rendesse pubblico la direzione del proprio tifo. Con gioia  e naturalezza, non senza doversene quasi scusare ...come mi pare spesso capiti...

Bisognerebbe quasi quasi proporre una sanatoria urbi et orbi  :=)) chi è della Lazio, lo dico ora o taccia per sempre..e bruci nelle fiamme dell'inferno  :=))  Secondo me ci scopriremmo molto più numerosi più colorati e variegati di quanto pensiamo.

:since :since :since

la colpa di tutto ciò è sempre una:  :asrm

Aquila Romana

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Citazione di: geddie il 08 Mag 2023, 12:15
Ho capito Aquila. Io pure in due ho problemi con lo scooter, figurati
Viene in mente Troisi quando si raccomandava di chiudere il gas prima di uscire a festeggiare.
Il mio non e' un che sarà mai,a i freni si allentano e si fanno cose stupide, pericolose. A Napoli,a Roma e pure a Conegliano Veneto probabilmente. Ricordo anni fa di incidenti durante i festeggiamenti per i Bulls a Chicago.

geddie, temo invece tu non abbia capito dove ho puntato il dito

Il problema dal mio punto di vista non è che si "allentano i freni e si fanno le cose stupide"

Per me il problema grave è che si infrangono in diretta televisiva le regole sulla sicurezza (che mirano appunto a contenere i danni della stupidità) e negli studi televisivi commentano compiaciuti definendolo "uno spettacolo"

geddie

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Certo Aquila. La stessa TV, ma anche altri mezzi di comunicazione, che da voce al padre del figlio appena morto ammazzato. Non si dovrebbe. Eppure lo fanno.

maumarta

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Sono stato a Napoli nel week end e posso testimoniare in prima persona.
Buona parte dei resoconti che vediamo non sono altro che cronaca.
Il centro della città è diventato praticamente un parco a tema.
I Quartieri Spagnoli in particolare ma anche la Sanità e tutti i quartieri più popolari.
Il vicolo del Murales di Maradona è stracolmo di gente in pellegrinaggio a tutte le ore del giorno e della notte.
In ogni angolo partono spettacoli improvvisati, cori, canzoni.
Gli insulti sono solo per la Juve, gli altri non li considerano proprio, nemmeno i difettosi.
Questa fissa di aspettare la sconfitta della Lazio ce l'avevano solo i giornalai.
In tutto questo è determinante il fatto di essere soli in città ma tutto parte da una natura gioiosa e geniale che hanno solo loro.
Girando per la città mi sono reso conto che ha dato più lavoro Spalletti a Napoli in un anno che i governi italiani in 20!
I tantissimi turisti, TUTTI i turisti, si tuffano in questa bolgia di felicità a prescindere se sono tifosi o meno.
Mia moglie, difettosa ma che ama Napoli più di Roma, si è comprata la maglia di Maradona con lo scudetto e ci è andata in giro per due giorni, come l'80% delle persone che incontravi.
Io ne ho cercata una specifica di Maradona ma non l'ho trovata sennò me la mettevo pure io.
Quando abbiamo vinto nel 2000 ero talmente devastato che non me ne fregava più di tanto di vedere come gli altri la riportavano.
Avevo vinto io, non loro, e alla visto di un solo fazzoletto biancoceleste ricominciavo a piangere.
Che la nostra festa sia più di nicchia va più che bene.
Che senso ha il "noi felici pochi" se poi ci vogliamo mettere in competizione con una città allargata come è Napoli ne mondo.
Noi questo realismo di base ce lo abbiamo sempre avuto ed anche la nostra forza.
Ce frega caxxi di essere di più sennò non sceglievamo la Lazio.
So' altri che hanno il senso di inferiorità rispetto al mondo e si auto raccontano di essere i più grandi, i più belli e di competere con i loro "pari" come Juve, Real o Manchester.
Con noi il Truman Show non ha mai funzionato e mai funzionerà.
E nello specifico il fatto che l'unica società a NON congratularsi con il Napoli siano stati l'americani de noantri mi fa molto piacere.
Tanto innovatori sti americani ma molto attenti a non fare niente che possa infastidire i loro capipopolo, al punto di dimenticarsi la civiltà.
Un segnale verso l'esterno di chi sono veramente.

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Jeffry

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Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2023, 11:42
...
Ieri a Napoli c'era tanta gente che ha partecipato "alla festa di Napoli".
E lo stesso avverrebbe con la roma, non ho dubbi.
Persone che non sono manco occasionali, ma guardano alla festa come ad una festa cittadina, proprio per la tipologia di squadra e di identificazione ricercata con la città.
Questo  fa si che la festa abbia un'attenzione che va oltre il calcio e diviene festa di popolo.
Mentre se vince la juve vince comunque una squadra e i suoi tifosi (più o  meno accaniti, più o meno occasionali).

A parte che trovo incredibile il discutere di tale cosa, comunque, io faccio fatica a seguirti.
Non riesco a dare un significato che vada oltre al risultato sportivo alla festa di Napoli.
Sull'entità della festa è chiaro che è direttamente proporzionale al DNA della città e che assume un valore folkloristico proprio del popolo napoletano.
Per il resto li trovo tali e quali a tutti quei tifosi che non vincono mai nulla e, quando poi accade, è l'apoteosi.
Eccessi compresi.

Eroche..siusta

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Citazione di: FatDanny il 06 Mag 2023, 12:38

Tare davanti al nemico che dispiegava la forza delle sue vaste truppe e a Serse che gli chiede di consegnargli le armi non è che se mette a dì:
"epperò fate così perché siete na cifra. Vi voglio vedere  al posto nostro.
A noi non l'avrebbero permesso di portare tutta sta gente. Facile così chiede le armi
"

Gli dice :" rispetto l'imperatore ma non l'uomo... 8) 8)
Cazzo.

scusate non ce l'ho fatta a resistere...

tornando in topic, animo cazzo siamo della Lazio, quindi quoto Fat

FatDanny

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Citazione di: Jeffry il 08 Mag 2023, 13:24
A parte che trovo incredibile il discutere di tale cosa, comunque, io faccio fatica a seguirti.
Non riesco a dare un significato che vada oltre al risultato sportivo alla festa di Napoli.
Sull'entità della festa è chiaro che è direttamente proporzionale al DNA della città e che assume un valore folkloristico proprio del popolo napoletano.
Per il resto li trovo tali e quali a tutti quei tifosi che non vincono mai nulla e, quando poi accade, è l'apoteosi.
Eccessi compresi.

io invece mi ritrovo molto nel racconto di maumarta.
Non è solo questione di vincere ogni tot.
Noi nel 2000 vincemmo dopo trent'anni ma non ci fu quello che c'è a napoli e nemmeno quello che c'è quando vince la roma. Io non credo sia solo questione di numeri, ma di significato che si dà alla festa.
Ripeto, alla  festa della Lazio vanno i tifosi o al massimo i simpatizzanti della Lazio.
A quella del Napoli (e guarda che l'ho visto anche lo scorso anno per la semplice conference) vanno persone che non sono manco simpatizzanti, ma  che interpretano i festeggiamenti come momento cittadino, festa di popolo come potrebbe esse la befana a piazza navona.
Vanno con quello spirito lì. E proprio questo spinge anche i media ad un'attenzione  diversa da una semplice festa sportiva.
Il punto è: noi vogliamo questa roba qui? Io no, sennò avrei fatto altre scelte.
Ma manco mi lamento, perché penso che la differenza tra le due partecipazioni, le due attenzioni mediatiche ecc ecc sta proprio nella natura di questa scelta.

Noi siamo la Lazio, loro vogliono fare la squadra di Roma e di Napoli.

Gio

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L'identificazione tra città e squadra a Napoli ha un senso, per l'eccezionalità dell'evento e soprattutto perchè la squadra è una sola (io pure la settimana prossima sto due giorni a Napoli e un po' di festa me la vado a vedere).
Da noi è avvenuta (se è avvenuta) sulla base di un'appropriazione indebita della città da parte di una delle due squadre e della merxa che ci gira intorno.
Non mi pare noi abbiamo mai rinunciato. Slogan quali "la prima squadra della capitale" o "la squadra che ha portato il calcio a Roma", per me, lo confermano.
Poi che sia accaduto (se è accaduto) è un fatto, ma a me non va giù per nulla.

FatDanny

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non sono d'accordo gio.
A napoli è come dici tu. A roma, appena un anno dopo (1926-27) accade la stessa operazione, si costituisce la squadra "della città". E noi scegliamo di non starci. Scegliamo di essere altro.
Scegliamo di rimanere noi.

Mo, che a te piaccia o meno, che te vada giù o meno, la cosa è avvenuta.
Anche con un discreto successo a livello di percezione e autopercezione (non di vittorie, evidentemente).
Io sinceramente non lo soffro perché io VOGLIO essere altro.
Ma altro non significa in contrapposizione a Roma, ma altro nei termini che io sono Danny e non semplicemente un cittadino romano (ora manco più, visto che me ne so annato fori provincia). Non rinuncerei a Danny per identificarmi con roma.
Essere romano è una caratteristica di un "me", che non coincide con tale caratteristica.
Ma se invece altri venti rinunciano alla loro  identità e si mettono tutti il compleanno al 21 aprile loro faranno una mega festa che celebra il compleanno di Roma e per estensione quello di loro tutti, partecipato da tanta gente che manco li conosce e al mio compleanno verrà solo chi mi conosce.
Non è che a quel punto comincio a fa "eh però al compleanno vostro je danno un sacco di attenzione i media, a me non me sopportano"

Jeffry

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Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2023, 13:46
io invece mi ritrovo molto nel racconto di maumarta.
Non è solo questione di vincere ogni tot.
Noi nel 2000 vincemmo dopo trent'anni ma non ci fu quello che c'è a napoli e nemmeno quello che c'è quando vince la roma. Io non credo sia solo questione di numeri, ma di significato che si dà alla festa.
Ripeto, alla  festa della Lazio vanno i tifosi o al massimo i simpatizzanti della Lazio.
A quella del Napoli (e guarda che l'ho visto anche lo scorso anno per la semplice conference) vanno persone che non sono manco simpatizzanti, ma  che interpretano i festeggiamenti come momento cittadino, festa di popolo come potrebbe esse la befana a piazza navona.
Vanno con quello spirito lì. E proprio questo spinge anche i media ad un'attenzione  diversa da una semplice festa sportiva.
Il punto è: noi vogliamo questa roba qui? Io no, sennò avrei fatto altre scelte.
Ma manco mi lamento, perché penso che la differenza tra le due partecipazioni, le due attenzioni mediatiche ecc ecc sta proprio nella natura di questa scelta.

Noi siamo la Lazio, loro vogliono fare la squadra di Roma e di Napoli.

Ma Napoli è una storia a se...la vittoria sportiva assume il carattere di festa cittadina perchè Napoli ha solo il napoli soccer abbinato, come dicevo, alla peculiarità del popolo napoletano.
Io che uno non sportivo o tifoso di un'altra squadra ce parta da chissà dove per andare a festeggiare a Napoli faccio fatica a crederlo.
Se poi ti ritrovi li, da turista, è chiaro che puoi essere travolto dall'entusiasmo!
Ma è diverso.

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FatDanny

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Jeffry c'è gente che sta andando apposta, tifosa o non tifosa.
Non ci si ritrova e quindi partecipa, va proprio a festeggiare lo scudetto del napoli. Solo tra gli amici miei potrei dirtene una ventina, sia tifosi delle merde che non, uomini e donne. Non dico un pellegrinaggio ma quasi, tra questo weekend e il prossimo. Perché le feste di popolo sono belle e quindi il perché si festeggia, soprattutto se NON sei tifoso, conta relativamente.
Proprio perché tu sei tifoso - e perché sei tifoso della Lazio, aggiungo io - che non lo concepisci.
E sono abbastanza convinto che vincesse la roma (speriamo mai) accadrebbe qualcosa di molto simile.

Proprio per questa identificazione, che non credo dipenda dall'esserci una sola squadra.
Che ci sia anche la Lazio importa poco da questo punto di vista, si è visto - in misura minore per l'entità del trofeo - lo scorso anno.
Sull'identificazione gioca e poggia anche la roma, con o senza la Lazio.
Non è che siccome c'è la Lazio la gente non verrebbe a roma a vedere la festa dei giallorossi. O a farsi i giri dei quartieri, il centro addobbato, la garbatella, il quadraro e compagnia bella.
Ma sticazzi, fa parte della loro scelta.
Non capisco il problema, avendo fatta scentemente un'altra.

Adler Nest

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Sul fatto che la gente festeggi in maniera diversa non trovo niente di strano.
Per attitudine, per caratteristiche, per abitudine.
Vincesse il sud tirol finirebbe tutto in una birra o a Udine con un paio di grappe.
Non era questo il mio punto, ma l'esposizione mediatica delle varie tv.
Anche io ho scelto di essere altro.
Da un paese Veneto dove ero l'unico Laziale.
Ne ero orgoglioso.
Lo sono ancora di più oggi che l'ho tramandato a mio figlio.

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