Mi chiedevo : ma avessimo vinto noi ci sarebbero stati tutti sti speciali in tv?
Sono convinto di no.
Come di si se l'avessero vinto le merdacce.
Citazione di: Adler Nest il 05 Mag 2023, 21:03
Mi chiedevo : ma avessimo vinto noi ci sarebbero stati tutti sti speciali in tv?
Sono convinto di no.
Come di si se l'avessero vinto le merdacce.
i ciucci sono il folklore e l' Italia nel mondo.
lemmerde hanno le redazioni tv autogestite.
a noi non ci avrebbe cagato nessuno.
Garantito al limone.
Piuttosto, per restare in topic, si sta preparando qualcosa in casa nostra per il decennale, o anche voi siete dell'idea che non bisogna dargli troppa importanza perché sarebbe "da provinciali"?!?
Citazione di: Adler Nest il 05 Mag 2023, 21:03
Mi chiedevo : ma avessimo vinto noi ci sarebbero stati tutti sti speciali in tv?
Sono convinto di no.
Come di si se l'avessero vinto le merdacce.
La stessa identica spiccicata cosa che ho pensato io. Ovviamente no, non ho ricordi nitidi dello scudetto 2000 ma sono sicuro che avranno dedicato qualche servizio a fondo pagina.
Il bacino d'utenza, il caciarume e i giornalisti/vipponi sciarpettati fanno tutto...e merde e napolisoccer ne hanno in abbondanti quantità.
Citazione di: zorba il 05 Mag 2023, 21:08
Garantito al limone.
Piuttosto, per restare in topic, si sta preparando qualcosa in casa nostra per il decennale, o anche voi siete dell'idea che non bisogna dargli troppa importanza perché sarebbe "da provinciali"?!?
io eviterei per ora.
5 gg dopo c'è la finale EL.
Citazione di: alenlalieno il 05 Mag 2023, 21:11
io eviterei per ora.
5 gg dopo c'è la finale EL.
riomma contro?!? 8)
Citazione di: alenlalieno il 05 Mag 2023, 21:13
giuve😉
ma se salta la juve e vince la EL, chi va in CL al posto della juve?
La vincente della Conference L.???
:=))
No.
Adler Fest
:)
Citazione di: Adler Nest il 05 Mag 2023, 21:03
Mi chiedevo : ma avessimo vinto noi ci sarebbero stati tutti sti speciali in tv?
Ovviamente no.
Se la sarebbero cavata al massimo con qualche speciale in seconda serata.
Vi rendete conto di quanto questa auto narrazione vittimistica sia tossica per noi stessi vero?
Citazione di: TomYorke il 06 Mag 2023, 09:47
Vi rendete conto di quanto questa auto narrazione vittimistica sia tossica per noi stessi vero?
Madonna veramente, poi tutti co lo screenshot di chinaglia davanti al laziali [...]
Citazione di: TomYorke il 06 Mag 2023, 09:47
Vi rendete conto di quanto questa auto narrazione vittimistica sia tossica per noi stessi vero?
Ritenere che (secondo alcuni di noi) in caso di nostra vittoria l'eco mediatico sarebbe stato meno pressante (diciamo così) non mi sembra una "auto narrazione vittimistica" ma una semplice (e magari banale) constatazione.
Poi si può anche non essere d'accordo, ci mancherebbe. Ma (imho) il vittimismo è altra roba.
Citazione di: S.S. Termopiliano il 06 Mag 2023, 10:22
Ritenere che (secondo alcuni di noi) in caso di nostra vittoria l'eco mediatico sarebbe stato meno pressante (diciamo così) non mi sembra una "auto narrazione vittimistica" ma una semplice (e magari banale) constatazione.
Poi si può anche non essere d'accordo, ci mancherebbe. Ma (imho) il vittimismo è altra roba.
Ma già il bisogno di porsi 'sta domanda mi pare abbastanza emblematico.
Sta succedendo con il Napoli e probabilmente accadrebbe solo con le merde.
Ma non è un problema della scarsa copertura per la Lazio. Per dire, gli scudetti delle tre strisciate non mi sembra siano stati narrati in questo modo.
Per quanto riguarda il Napoli stanno sfruttando il pubblico potenziale e, soprattutto, l'eccezionalità dell'evento.
Noi saremmo trattati come se lo scudetto lo vincesse la Fiorentina o il Torino (senza cairo, ovviamente). E quindi come se venissero vinti da Juve, Milan o Inter.
Le particolarità di questo paese sono Napoli e merde.
Io ricordo la DS dopo il ma scudetto: servizio sulla Lazio e poi hanno parlato delle strisciate.
Per come é stato vinto quello scudetto ne avrebbero potuto parlare per tutta la trasmissione ma hanno preferito altro.
Ma voi, con uno scudetto vinto, state a guardà chi ne parla e come?
Per me non è normale 'sta roba eh
Citazione di: TomYorke il 06 Mag 2023, 10:26
Ma già il bisogno di porsi 'sta domanda mi pare abbastanza emblematico.
Sarò complessato, ingenuo e forse pure di bassa e grezza cultura.
Citazione di: Adler Nest il 06 Mag 2023, 12:00
Sarò complessato, ingenuo e forse pure di bassa e grezza cultura.
Ma no, non personalizzare. E' un atteggiamento che sta diventando maggioritario nell'ambiente Lazio, su qualsiasi cosa, quindi hai sicuramente ragione te. Secondo me non ci fa bene, ma
se ne moriremo, Amen come dicono i Vintage Violence.
Prima ho letto di gente che si preoccupava del fatto che in caso di Champions, la nostra Primavera giocherebbe la Youth League, ora questo. Mi sfugge il senso, lo giuro.
Citazione di: TomYorke il 06 Mag 2023, 12:15
Ma no, non personalizzare. E' un atteggiamento che sta diventando maggioritario nell'ambiente Lazio, su qualsiasi cosa, quindi hai sicuramente ragione te. Secondo me non ci fa bene, ma se ne moriremo, Amen come dicono i Vintage Violence.
E se lo vincesse la Lazio al posto del Napoli non ne parlerebbero allo stesso modo
E se bestemmiassero i Laziali al posto dei romanisti non ne parlerebbero allo stesso modo
E se rubasse la Lazio al posto della Juve non la punirebbero allo stesso modo
E se volesse fare lo stadio la Lazio al posto dei fiorentini non je lo farebbero fare allo stesso modo.
Poi se je dici qualcosa si offendono, dicono che non è vero.
Ormai è uno schema fisso, una postura mentale, un automatismo.
Non sei tu Adler, è proprio l'ambiente laziale che è settato sul lagnoso andante.
Una roba da presa per il culo perenne, che evito di dire perché farei incazzare parecchi, ma che ci starebbe a pennello. Si chiude con "...dal 1900".
Il vittimismo lagnone non è una frase, è uno
state of mind.
Apriamo le finestre, facciamo uscire quest'aria stantia, voliamo e sorvoliamo su ste cazzate.
Al massimo, cacamoje in testa.
Citazione di: FatDanny il 06 Mag 2023, 12:26
E se lo vincesse la Lazio al posto del Napoli non ne parlerebbero allo stesso modo
E se bestemmiassero i Laziali al posto dei romanisti non ne parlerebbero allo stesso modo
E se rubasse la Lazio al posto della Juve non la punirebbero allo stesso modo
E se volesse fare lo stadio la Lazio al posto dei fiorentini non je lo farebbero fare allo stesso modo.
Poi se je dici qualcosa si offendono, dicono che non è vero.
Ormai è uno schema fisso, una postura mentale, un automatismo.
Non sei tu Adler, è proprio l'ambiente laziale che è settato sul lagnoso andante.
Una roba da presa per il culo perenne, che evito di dire perché farei incazzare parecchi, ma che ci starebbe a pennello. Si chiude con "...dal 1900".
Il vittimismo lagnone non è una frase, è uno state of mind.
Apriamo le finestre, facciamo uscire quest'aria stantia, voliamo e sorvoliamo su ste cazzate.
Al massimo, cacamoje in testa.
Perfetto.
Citazione di: FatDanny il 06 Mag 2023, 12:26
E se lo vincesse la Lazio al posto del Napoli non ne parlerebbero allo stesso modo
E se bestemmiassero i Laziali al posto dei romanisti non ne parlerebbero allo stesso modo
E se rubasse la Lazio al posto della Juve non la punirebbero allo stesso modo
E se volesse fare lo stadio la Lazio al posto dei fiorentini non je lo farebbero fare allo stesso modo.
Poi se je dici qualcosa si offendono, dicono che non è vero.
Ormai è uno schema fisso, una postura mentale, un automatismo.
Non sei tu Adler, è proprio l'ambiente laziale che è settato sul lagnoso andante.
Una roba da presa per il culo perenne, che evito di dire perché farei incazzare parecchi, ma che ci starebbe a pennello. Si chiude con "...dal 1900".
Il vittimismo lagnone non è una frase, è uno state of mind.
Apriamo le finestre, facciamo uscire quest'aria stantia, voliamo e sorvoliamo su ste cazzate.
Al massimo, cacamoje in testa.
OK mi hai convinto:
OSARE
CREDERE
SPAVALDI DI ESSERE
:=)) ;)
Oooooo eddaje cazzo.
Nel topic sui "felici pochi" non ricordo chi ha detto che oltre a non convincerlo la retorica dei pochi e dell'elite non lo convince quella sugli spartani.
A me invece quest'ultima convince. Ma non tanto per il fatto che erano 300 contro l'intero esercito persiano, non il loro essere pochi, ma il loro atteggiamento.
Leonida davanti al nemico che dispiegava la forza delle sue vaste truppe e a Serse che gli chiede di consegnargli le armi non è che se mette a dì:
"epperò fate così perché siete na cifra. Vi voglio vedere al posto nostro.
A noi non l'avrebbero permesso di portare tutta sta gente. Facile così chiede le armi"
Gli dice μολὼν λαβέ. Vieni a prenderle.
Cazzo.
Se pure vogliamo sentirci quelli trattati peggio, almeno facciamolo con uno straccio di piglio che abbia un senso.
Vabbè ma se lo vincesse la Lazio è palese che non gli sarebbe dato lo stesso spazio, lo abbiamo visto nel 2000, non c'erano i social ma le tv sì e la differenza si vede. Ricordate, ad esempio, trasmissioni di attualità sulla Rai a metà pomeriggio che interrompevano il palinsesto consueto per una diretta da Roma intervistando chi passasse per strada e con Laziali in studio? Io non me le ricordo sinceramente. Alcuni cascano proprio dalle nuvole, boh
Se siamo in tema di confidenze, a me lo slogan "osare credere spavaldi di essere" è sempre risultato indigesto. Ogni volta mi fa pensare al "credere obbedire combattere".
In effetti non so da dove venga, se qualcuno lo sa e mi toglie il dubbio mi fa un favore.
Citazione di: FatDanny il 06 Mag 2023, 12:26
Il vittimismo lagnone non è una frase, è uno state of mind.
Apriamo le finestre, facciamo uscire quest'aria stantia, voliamo e sorvoliamo su ste cazzate.
Al massimo, cacamoje in testa.
10000000%
Basta co sta "Mestizia foreva".
Basta.
Eh ..., però il messaggio di Leonida era pure per i suoi. Non è che dopo ai suoi gli ha detto che non è vero che gli altri sono di più e di non fare i piagnoni. O che è pure colpa loro se gli altri sono di più.
Si mischiano due questioni. Una è quella della disparità di trattamento che a me pare così evidente in ogni situazione che mi pare paradossale doverne discutere ancora.
L'altra è su come reagire e qui concordo che, spesso, siano troppo comprensivi con gli altri e troppo severi con noi stessi.
Citazione di: alenlalieno il 05 Mag 2023, 21:11
io eviterei per ora.
5 gg dopo c'è la finale EL.
...e che famo , aspettamo il ventennale ?
Secondo me invece ci farebbero un sacco di pompini
Poi la gente non scenderebbe in piazza duomo a Milano, e vabeh
Citazione di: FatDanny il 06 Mag 2023, 12:26
E se lo vincesse la Lazio al posto del Napoli non ne parlerebbero allo stesso modo
E se bestemmiassero i Laziali al posto dei romanisti non ne parlerebbero allo stesso modo
E se rubasse la Lazio al posto della Juve non la punirebbero allo stesso modo
E se volesse fare lo stadio la Lazio al posto dei fiorentini non je lo farebbero fare allo stesso modo.
Poi se je dici qualcosa si offendono, dicono che non è vero.
Ormai è uno schema fisso, una postura mentale, un automatismo.
Non sei tu Adler, è proprio l'ambiente laziale che è settato sul lagnoso andante.
Una roba da presa per il culo perenne, che evito di dire perché farei incazzare parecchi, ma che ci starebbe a pennello. Si chiude con "...dal 1900".
Il vittimismo lagnone non è una frase, è uno state of mind.
Apriamo le finestre, facciamo uscire quest'aria stantia, voliamo e sorvoliamo su ste cazzate.
Al massimo, cacamoje in testa.
Giusto. Il "vittimismo" però presuppone una sorta di impedimento alla felicità. Ed è uno stato mentale quando ti impedisce di essere lucido e di comprendere le varie dinamiche che stanno intorno ad un problema. È come l'odio cieco.
Io invece analizzo freddamente il problema. Il fatto di trovare disparità di trattamento in ogni possibile aspetto della comunicazione, per me e' il risultato di un dato analitico. Misurare questo dato in maniera fredda, senza lasciarsi prendere dal vittimismo, è il minimo che possiamo fare. Riscontrare questa strisciante differenza di trattamento non mi rende vittima. Qualifica la mia capacità di percezione, la mia sensibilità.
È maturità di ciascuno di noi quella di farsi scivolare le cose. È intelligenza parlarne. Senza farne drammi. Riconoscerle per quello che sono e lasciarle andare. Senza vittimismo. Su questo sono d'accordo. Ma non vedo perché non se ne possa parlare.
Certo che se ne può parlare anzi si deve, la disparità di trattamento è palese ed evidente in ogni campo dell'informazione e non. Altro che vittimismo.
Scene allucinanti da Napoli
Il trionfo dell'illegalità
L'elogio della mancanza di regole
Il brivido della tragedia costantemente a un soffio
Il compiacimento di tutti
:clap:
Citazione di: Aquila Romana il 07 Mag 2023, 20:46
Scene allucinanti da Napoli
Il trionfo dell'illegalità
L'elogio della mancanza di regole
Il brivido della tragedia costantemente a un soffio
Il compiacimento di tutti
:clap:
In diretta mondovisione e cronisti sorridenti davanti alle telecamere...
:=))
Io sinceramente non capisco cosa non si capisca nell'evidente differenza tra una vittoria di una squadra come Napoli o roma o un'eventuale vittoria nostra.
Ci lamentiamo di un qualcosa che - da un'altra prospettiva - rivendichiamo e andiamo fieri.
Quando vincono squadre come la roma o il Napoli c'è un processo di identificazione nella festa che va oltre chi si professa tifoso. Perché a festeggiare è "la città". Ho diversi amici romanisti, non ultras ovviamente, ma comunque tifosi, che sono scesi a Napoli in questi giorni a farsi la festa.
è la stessa ragione per cui uno che migra a roma tenderà a tifare roma e non Lazio. Perché proprio la scelta di identificarsi con la città della squadra implica che essa diventi strumento di inclusione nella prima, modo per essere "uno di voi".
La Lazio, al contrario, è un'identità definita che al massimo aggiunge un'identità alla propria, definisce ulteriormente senza sovrapporsi ad altro, dunque coincide con chi la tifa e non potrebbe essere altrimenti.
Esattamente come non esistevano laziali prima che esistesse la Lazio, perché sarebbe stato semplicemente un no sense, è molto difficile che una vittoria della Lazio sia percepita come inclusiva da chi laziale non è. Perché se non ti riconosci in quella identità specifica, non territoriale ma ideale, non c'è alcuna ragione di partecipazione.
Al contrario, il processo di identificazione squadra-città, ovunque esso sia, implica che questo possa darsi. Coinvolgendo molti non tifosi. Motivo per cui se ne parla di più e c'è più partecipazione.
A Napoli non si festeggia solo la squadra Napoli per un merito sportivo, ma la città Napoli per la rivalsa sul Nord.
Questa cosa potrebbe accadere pure con le merde, non accadrà MAI con noi.
Ma scusate, non è un qualcosa di cui ci siamo spesso e volentieri vantati?
Non vedo perché "andarci in puzza" sulle conseguenze. O non ne siamo consapevoli che queste sono esattamente le conseguenze della nostra scelta, oppure facciamo i pesci in barile.
Festeggiassero pure. E un domani vincesse la Lazio a me fregherebbe cazzi di festeggiare con altri che non siano laziali. Per il semplice fatto che io sto festeggiando proprio quell'identità specifica e peculiare che è la Lazio e che per forza di cose coinvolge solo chi la sente propria.
E si torna a "noi scozzesi in terra inglese" a "noi pochi, felici , ma pochi".
Strategicamente sbagliato.
Perché nel giro di un paio di generazioni (il tempo che ci hanno messo a prendersi la città di Roma) faremo la fine degli indiani nelle riserve.
Citazione di: Aquila Romana il 07 Mag 2023, 20:46
Scene allucinanti da Napoli
Il trionfo dell'illegalità
L'elogio della mancanza di regole
Il brivido della tragedia costantemente a un soffio
Il compiacimento di tutti
:clap:
A parte qualche ferito (pochi in relazione alla marea di gente per strada), mi sembra non sia successo nulla di tanto trascendentale.
P.s.: il morto della settimana scorsa era un regolamento di conti
Citazione di: Adler Nest il 08 Mag 2023, 10:35
E si torna a "noi scozzesi in terra inglese" a "noi pochi, felici , ma pochi".
Strategicamente sbagliato.
Perché nel giro di un paio di generazioni (il tempo che ci hanno messo a prendersi la città di Roma) faremo la fine degli indiani nelle riserve.
no no, attenzione, sono due discorsi diversi.
Io non sto elogiando l'essere pochi. Potremmo essere tantissimi, ma sempre e solo laziali.
Nella misura in cui ti sei dato un'identità peculiare, una soggettività propria della dimensione sportiva e non sovrapposta ad una comunità territoriale, è inevitabile che quel perimetro è molto più rigido.
Dire questo non significa che quel perimetro è piccolo.
La juventus non è la squadra di torino, è la juventus. La tifano in tutta italia.
Può non piacere per vari motivi, non sto discutendo di questo. Lo dico solo per farti capire che il mio discorso non ha nulla a che vedere con l'elogio di essere pochi.
Quello trasferito a Roma tifa roma per sentirsi un po' romano, un nuovo romano.
Il tifo ha sempre avuto anche questo ruolo. Crea un legame, fa affondare una radice che non c'è su un piano biografico. Questa cosa tifare Lazio non je la darebbe su un piano immediato.
Perché la Lazio è tanto altro oltre che la "prima squadra della Capitale". è la Lazio in se stessa.
Quindi non stupiamoci se le vittorie di squadre che puntano ad identificarsi con comunità di milioni di persone, se vincono, fanno risuonare quella dimensione e noi no.
Perché lo scegliemmo. Lamentarsene ora è un po' tradire - involontariamente - quella scelta.
Citazione di: Maremma Laziale il 08 Mag 2023, 10:38
A parte qualche ferito (pochi in relazione alla marea di gente per strada), mi sembra non sia successo nulla di tanto trascendentale.
Che non sia successo nulla non vuol dire che non vi sia stato il rischio costante che potesse accadere una tragedia (tra gente in scooter senza casco, con tanto di bambino terzo passeggero, camion stracarichi di persone con gente in bilico, petardi lanciati tra la folla etc..)
E in tv giornalisti che sorridevano di fronte a tutto questo, definito "spettacolo eccezionale"..
Dire che "non è successo nulla quindi tutto a posto" è non rendersi conto della botta di culo che hanno avuto affinchè "non accadesse niente di grave"
Aridateme un INDOLORE scudetto della Juve!!!!
Un giro di campo, un pullman scoperto due ore per la città, la notizia data alla fine dei telegiornali, uno speciale su Sky di un'oretta....e buonanotte!!! Si pensa alla prossima stagione....
Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2023, 10:39
no no, attenzione, sono due discorsi diversi.
Io non sto elogiando l'essere pochi. Potremmo essere tantissimi, ma sempre e solo laziali.
Nella misura in cui ti sei dato un'identità peculiare, una soggettività propria della dimensione sportiva e non sovrapposta ad una comunità territoriale, è inevitabile che quel perimetro è molto più rigido.
Dire questo non significa che quel perimetro è piccolo.
La juventus non è la squadra di torino, è la juventus. La tifano in tutta italia.
Può non piacere per vari motivi, non sto discutendo di questo. Lo dico solo per farti capire che il mio discorso non ha nulla a che vedere con l'elogio di essere pochi.
Quello trasferito a Roma tifa roma per sentirsi un po' romano, un nuovo romano.
Il tifo ha sempre avuto anche questo ruolo. Crea un legame, fa affondare una radice che non c'è su un piano biografico. Questa cosa tifare Lazio non je la darebbe su un piano immediato.
Perché la Lazio è tanto altro oltre che la "prima squadra della Capitale". è la Lazio in se stessa.
Quindi non stupiamoci se le vittorie di squadre che puntano ad identificarsi con comunità di milioni di persone, se vincono, fanno risuonare quella dimensione e noi no.
Perché lo scegliemmo. Lamentarsene ora è un po' tradire - involontariamente - quella scelta.
Fat sottovaluti l'aspetto sportivo secondo me.
A noi quello che tagliò le gambe fu lo scudetto delle merde nel 2001.
Avevamo aperto un ciclo, e negli anni 90' avevamo fatto proseliti in tutta italia e sopratutto a roma tra i bambini. Poi è andata come è andata.
Avessimo vinto un paio di scudetti di fila con loro nelle retrovie tra il 3 e il 6 posto gli equilibri sarebbero cambiati, e tanto.
E se guardiamo gli ultimi 20 anni è evidente che loro hanno avuto più visibiltà anche perchè in europa sono andati strameglio di noi, hanno fatto un sacco di champions, due tre semifinali, hanno lottato per lo scudetto (cosa che noi ci siamo illusi di fare giusto l'anno del covid) vari anni.
Se la Lazio dovesse mai stare davanti a loro in miodo significativo, vincere cose importanti, andare regolarmente in CH, vedi come cambiano gli equilibri e come un sacco di occasionali si aggregano al nostro caro.
E sopratutto quanti bambini diventano della Lazio.
In tre sullo scooter e senza casco li ho visti anche quando abbiamo festeggiato il nostro. Lo speciale in TV vero che lo hanno fatto in orari un po' impensabili e non comodi, mi pare dopo le 22, ma lo hanno fatto. Ed io me lo sono visto. Bello, ma se c'e' la Lazio di mezzo io fatico a definire meno di bella qualunque cosa.
Comunque sarà che sono invecchiato, ma qualcosa di artificioso e retorico lo colgo nell'occasione. Poi e' tutto già visto. Le stesse scene del 1986 e più o meno gli stessi elogi del popolo napoletano, l'arguzia e l'ironia. Non mi ricordo come qualcuno e' riuscito a definirlo scudetto sospeso come il caffe'. Una cazzata da menargli. Peccato non c'e' più Troisi.
Citazione di: kelly slater il 08 Mag 2023, 11:33
Fat sottovaluti l'aspetto sportivo secondo me.
A noi quello che tagliò le gambe fu lo scudetto delle merde nel 2001.
Avevamo aperto un ciclo, e negli anni 90' avevamo fatto proseliti in tutta italia e sopratutto a roma tra i bambini. Poi è andata come è andata.
Avessimo vinto un paio di scudetti di fila con loro nelle retrovie tra il 3 e il 6 posto gli equilibri sarebbero cambiati, e tanto.
E se guardiamo gli ultimi 20 anni è evidente che loro hanno avuto più visibiltà anche perchè in europa sono andati strameglio di noi, hanno fatto un sacco di champions, due tre semifinali, hanno lottato per lo scudetto (cosa che noi ci siamo illusi di fare giusto l'anno del covid) vari anni.
Se la Lazio dovesse mai stare davanti a loro in miodo significativo, vincere cose importanti, andare regolarmente in CH, vedi come cambiano gli equilibri e come un sacco di occasionali si aggregano al nostro caro.
E sopratutto quanti bambini diventano della Lazio.
ma certo, sono convinto anch'io si aggregherebbero molti occasionali, ma sempre alla "Lazio".
Evidentemente ho scritto male se si è inteso che parlavo dell' essere pochi.
Come nell'esempio della juve, possono essere anche tanti, può coinvolgere anche occasionali, ma sempre ad un'identità di squadra.
Ieri a Napoli c'era tanta gente che ha partecipato "alla festa di Napoli".
E lo stesso avverrebbe con la roma, non ho dubbi.
Persone che non sono manco occasionali, ma guardano alla festa come ad una festa cittadina, proprio per la tipologia di squadra e di identificazione ricercata con la città.
Questo fa si che la festa abbia un'attenzione che va oltre il calcio e diviene festa di popolo.
Mentre se vince la juve vince comunque una squadra e i suoi tifosi (più o meno accaniti, più o meno occasionali).
Il nipote di mia cognata ancora me lo rinfaccia l'essersi aggregato alla Lazio dopo lo scudetto del 2000. Ora si compra pure i boxer della Lazio e ci parte da Ancona per venirla a vedere. Cose che capitano.
Citazione di: geddie il 08 Mag 2023, 11:38
In tre sullo scooter e senza casco li ho visti anche quando abbiamo festeggiato il nostro.
Si, uguale...
Chiunque guida scooter/moto sa benissimo che sarebbe bastato un niente per assistere a una mattanza
Ho capito Aquila. Io pure in due ho problemi con lo scooter, figurati
Viene in mente Troisi quando si raccomandava di chiudere il gas prima di uscire a festeggiare.
Il mio non e' un che sarà mai,a i freni si allentano e si fanno cose stupide, pericolose. A Napoli,a Roma e pure a Conegliano Veneto probabilmente. Ricordo anni fa di incidenti durante i festeggiamenti per i Bulls a Chicago.
Citazione di: kelly slater il 08 Mag 2023, 11:33
Fat sottovaluti l'aspetto sportivo secondo me.
A noi quello che tagliò le gambe fu lo scudetto delle merde nel 2001.
Avevamo aperto un ciclo, e negli anni 90' avevamo fatto proseliti in tutta italia e sopratutto a roma tra i bambini. Poi è andata come è andata.
Avessimo vinto un paio di scudetti di fila con loro nelle retrovie tra il 3 e il 6 posto gli equilibri sarebbero cambiati, e tanto.
E se guardiamo gli ultimi 20 anni è evidente che loro hanno avuto più visibiltà anche perchè in europa sono andati strameglio di noi, hanno fatto un sacco di champions, due tre semifinali, hanno lottato per lo scudetto (cosa che noi ci siamo illusi di fare giusto l'anno del covid) vari anni.
Se la Lazio dovesse mai stare davanti a loro in miodo significativo, vincere cose importanti, andare regolarmente in CH, vedi come cambiano gli equilibri e come un sacco di occasionali si aggregano al nostro caro.
E sopratutto quanti bambini diventano della Lazio.
Confermo dalla periferia dell'impero :=)) il ciclo Lazio negli anni Novanta, quando a Palermo non era infrequente trovarsi a parlare con tifosi o simpatizzanti della Lazio, almeno in ambito universitario. Io provengo da lì :ssl Oggi conta un pò tutto comunque, non solo le vittorie (ovviamente), contano le strategie di marketing e soprattutto l'artiglieria pesante che a noi manca completamente: le redazioni dei più importanti centri d'informazione del paese. Collegato a questo (o conseguenza di questo) mancano opinion leader che creino proseliti. A volte penso oziosamente che basterebbe poco .. Basterebbe che anche solo una metà dei tifosi o simpatizzanti della Lazio famosi, rendesse pubblico la direzione del proprio tifo. Con gioia e naturalezza, non senza doversene quasi scusare ...come mi pare spesso capiti...
Bisognerebbe quasi quasi proporre una sanatoria urbi et orbi :=)) chi è della Lazio, lo dico ora o taccia per sempre..e bruci nelle fiamme dell'inferno :=)) Secondo me ci scopriremmo molto più numerosi più colorati e variegati di quanto pensiamo.
:since :since :since
la colpa di tutto ciò è sempre una: :asrm
Citazione di: geddie il 08 Mag 2023, 12:15
Ho capito Aquila. Io pure in due ho problemi con lo scooter, figurati
Viene in mente Troisi quando si raccomandava di chiudere il gas prima di uscire a festeggiare.
Il mio non e' un che sarà mai,a i freni si allentano e si fanno cose stupide, pericolose. A Napoli,a Roma e pure a Conegliano Veneto probabilmente. Ricordo anni fa di incidenti durante i festeggiamenti per i Bulls a Chicago.
geddie, temo invece tu non abbia capito dove ho puntato il dito
Il problema dal mio punto di vista non è che si "allentano i freni e si fanno le cose stupide"
Per me il problema grave è che si infrangono in diretta televisiva le regole sulla sicurezza (che mirano appunto a contenere i danni della stupidità) e negli studi televisivi commentano compiaciuti definendolo "uno spettacolo"
Certo Aquila. La stessa TV, ma anche altri mezzi di comunicazione, che da voce al padre del figlio appena morto ammazzato. Non si dovrebbe. Eppure lo fanno.
Sono stato a Napoli nel week end e posso testimoniare in prima persona.
Buona parte dei resoconti che vediamo non sono altro che cronaca.
Il centro della città è diventato praticamente un parco a tema.
I Quartieri Spagnoli in particolare ma anche la Sanità e tutti i quartieri più popolari.
Il vicolo del Murales di Maradona è stracolmo di gente in pellegrinaggio a tutte le ore del giorno e della notte.
In ogni angolo partono spettacoli improvvisati, cori, canzoni.
Gli insulti sono solo per la Juve, gli altri non li considerano proprio, nemmeno i difettosi.
Questa fissa di aspettare la sconfitta della Lazio ce l'avevano solo i giornalai.
In tutto questo è determinante il fatto di essere soli in città ma tutto parte da una natura gioiosa e geniale che hanno solo loro.
Girando per la città mi sono reso conto che ha dato più lavoro Spalletti a Napoli in un anno che i governi italiani in 20!
I tantissimi turisti, TUTTI i turisti, si tuffano in questa bolgia di felicità a prescindere se sono tifosi o meno.
Mia moglie, difettosa ma che ama Napoli più di Roma, si è comprata la maglia di Maradona con lo scudetto e ci è andata in giro per due giorni, come l'80% delle persone che incontravi.
Io ne ho cercata una specifica di Maradona ma non l'ho trovata sennò me la mettevo pure io.
Quando abbiamo vinto nel 2000 ero talmente devastato che non me ne fregava più di tanto di vedere come gli altri la riportavano.
Avevo vinto io, non loro, e alla visto di un solo fazzoletto biancoceleste ricominciavo a piangere.
Che la nostra festa sia più di nicchia va più che bene.
Che senso ha il "noi felici pochi" se poi ci vogliamo mettere in competizione con una città allargata come è Napoli ne mondo.
Noi questo realismo di base ce lo abbiamo sempre avuto ed anche la nostra forza.
Ce frega caxxi di essere di più sennò non sceglievamo la Lazio.
So' altri che hanno il senso di inferiorità rispetto al mondo e si auto raccontano di essere i più grandi, i più belli e di competere con i loro "pari" come Juve, Real o Manchester.
Con noi il Truman Show non ha mai funzionato e mai funzionerà.
E nello specifico il fatto che l'unica società a NON congratularsi con il Napoli siano stati l'americani de noantri mi fa molto piacere.
Tanto innovatori sti americani ma molto attenti a non fare niente che possa infastidire i loro capipopolo, al punto di dimenticarsi la civiltà.
Un segnale verso l'esterno di chi sono veramente.
Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2023, 11:42
...
Ieri a Napoli c'era tanta gente che ha partecipato "alla festa di Napoli".
E lo stesso avverrebbe con la roma, non ho dubbi.
Persone che non sono manco occasionali, ma guardano alla festa come ad una festa cittadina, proprio per la tipologia di squadra e di identificazione ricercata con la città.
Questo fa si che la festa abbia un'attenzione che va oltre il calcio e diviene festa di popolo.
Mentre se vince la juve vince comunque una squadra e i suoi tifosi (più o meno accaniti, più o meno occasionali).
A parte che trovo incredibile il discutere di tale cosa, comunque, io faccio fatica a seguirti.
Non riesco a dare un significato che vada oltre al risultato sportivo alla festa di Napoli.
Sull'entità della festa è chiaro che è direttamente proporzionale al DNA della città e che assume un valore folkloristico proprio del popolo napoletano.
Per il resto li trovo tali e quali a tutti quei tifosi che non vincono mai nulla e, quando poi accade, è l'apoteosi.
Eccessi compresi.
Citazione di: FatDanny il 06 Mag 2023, 12:38
Tare davanti al nemico che dispiegava la forza delle sue vaste truppe e a Serse che gli chiede di consegnargli le armi non è che se mette a dì:
"epperò fate così perché siete na cifra. Vi voglio vedere al posto nostro.
A noi non l'avrebbero permesso di portare tutta sta gente. Facile così chiede le armi"
Gli dice :" rispetto l'imperatore ma non l'uomo... 8) 8)
Cazzo.
scusate non ce l'ho fatta a resistere...
tornando in topic, animo cazzo siamo della Lazio, quindi quoto Fat
Citazione di: Jeffry il 08 Mag 2023, 13:24
A parte che trovo incredibile il discutere di tale cosa, comunque, io faccio fatica a seguirti.
Non riesco a dare un significato che vada oltre al risultato sportivo alla festa di Napoli.
Sull'entità della festa è chiaro che è direttamente proporzionale al DNA della città e che assume un valore folkloristico proprio del popolo napoletano.
Per il resto li trovo tali e quali a tutti quei tifosi che non vincono mai nulla e, quando poi accade, è l'apoteosi.
Eccessi compresi.
io invece mi ritrovo molto nel racconto di maumarta.
Non è solo questione di vincere ogni tot.
Noi nel 2000 vincemmo dopo trent'anni ma non ci fu quello che c'è a napoli e nemmeno quello che c'è quando vince la roma. Io non credo sia solo questione di numeri, ma di significato che si dà alla festa.
Ripeto, alla festa della Lazio vanno i tifosi o al massimo i simpatizzanti della Lazio.
A quella del Napoli (e guarda che l'ho visto anche lo scorso anno per la semplice conference) vanno persone che non sono manco simpatizzanti, ma che interpretano i festeggiamenti come momento cittadino, festa di popolo come potrebbe esse la befana a piazza navona.
Vanno con quello spirito lì. E proprio questo spinge anche i media ad un'attenzione diversa da una semplice festa sportiva.
Il punto è: noi vogliamo questa roba qui? Io no, sennò avrei fatto altre scelte.
Ma manco mi lamento, perché penso che la differenza tra le due partecipazioni, le due attenzioni mediatiche ecc ecc sta proprio nella natura di questa scelta.
Noi siamo la Lazio, loro vogliono fare la squadra di Roma e di Napoli.
L'identificazione tra città e squadra a Napoli ha un senso, per l'eccezionalità dell'evento e soprattutto perchè la squadra è una sola (io pure la settimana prossima sto due giorni a Napoli e un po' di festa me la vado a vedere).
Da noi è avvenuta (se è avvenuta) sulla base di un'appropriazione indebita della città da parte di una delle due squadre e della merxa che ci gira intorno.
Non mi pare noi abbiamo mai rinunciato. Slogan quali "la prima squadra della capitale" o "la squadra che ha portato il calcio a Roma", per me, lo confermano.
Poi che sia accaduto (se è accaduto) è un fatto, ma a me non va giù per nulla.
non sono d'accordo gio.
A napoli è come dici tu. A roma, appena un anno dopo (1926-27) accade la stessa operazione, si costituisce la squadra "della città". E noi scegliamo di non starci. Scegliamo di essere altro.
Scegliamo di rimanere noi.
Mo, che a te piaccia o meno, che te vada giù o meno, la cosa è avvenuta.
Anche con un discreto successo a livello di percezione e autopercezione (non di vittorie, evidentemente).
Io sinceramente non lo soffro perché io VOGLIO essere altro.
Ma altro non significa in contrapposizione a Roma, ma altro nei termini che io sono Danny e non semplicemente un cittadino romano (ora manco più, visto che me ne so annato fori provincia). Non rinuncerei a Danny per identificarmi con roma.
Essere romano è una caratteristica di un "me", che non coincide con tale caratteristica.
Ma se invece altri venti rinunciano alla loro identità e si mettono tutti il compleanno al 21 aprile loro faranno una mega festa che celebra il compleanno di Roma e per estensione quello di loro tutti, partecipato da tanta gente che manco li conosce e al mio compleanno verrà solo chi mi conosce.
Non è che a quel punto comincio a fa "eh però al compleanno vostro je danno un sacco di attenzione i media, a me non me sopportano"
Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2023, 13:46
io invece mi ritrovo molto nel racconto di maumarta.
Non è solo questione di vincere ogni tot.
Noi nel 2000 vincemmo dopo trent'anni ma non ci fu quello che c'è a napoli e nemmeno quello che c'è quando vince la roma. Io non credo sia solo questione di numeri, ma di significato che si dà alla festa.
Ripeto, alla festa della Lazio vanno i tifosi o al massimo i simpatizzanti della Lazio.
A quella del Napoli (e guarda che l'ho visto anche lo scorso anno per la semplice conference) vanno persone che non sono manco simpatizzanti, ma che interpretano i festeggiamenti come momento cittadino, festa di popolo come potrebbe esse la befana a piazza navona.
Vanno con quello spirito lì. E proprio questo spinge anche i media ad un'attenzione diversa da una semplice festa sportiva.
Il punto è: noi vogliamo questa roba qui? Io no, sennò avrei fatto altre scelte.
Ma manco mi lamento, perché penso che la differenza tra le due partecipazioni, le due attenzioni mediatiche ecc ecc sta proprio nella natura di questa scelta.
Noi siamo la Lazio, loro vogliono fare la squadra di Roma e di Napoli.
Ma Napoli è una storia a se...la vittoria sportiva assume il carattere di festa cittadina perchè Napoli ha solo il napoli soccer abbinato, come dicevo, alla peculiarità del popolo napoletano.
Io che uno non sportivo o tifoso di un'altra squadra ce parta da chissà dove per andare a festeggiare a Napoli faccio fatica a crederlo.
Se poi ti ritrovi li, da turista, è chiaro che puoi essere travolto dall'entusiasmo!
Ma è diverso.
Jeffry c'è gente che sta andando apposta, tifosa o non tifosa.
Non ci si ritrova e quindi partecipa, va proprio a festeggiare lo scudetto del napoli. Solo tra gli amici miei potrei dirtene una ventina, sia tifosi delle merde che non, uomini e donne. Non dico un pellegrinaggio ma quasi, tra questo weekend e il prossimo. Perché le feste di popolo sono belle e quindi il perché si festeggia, soprattutto se NON sei tifoso, conta relativamente.
Proprio perché tu sei tifoso - e perché sei tifoso della Lazio, aggiungo io - che non lo concepisci.
E sono abbastanza convinto che vincesse la roma (speriamo mai) accadrebbe qualcosa di molto simile.
Proprio per questa identificazione, che non credo dipenda dall'esserci una sola squadra.
Che ci sia anche la Lazio importa poco da questo punto di vista, si è visto - in misura minore per l'entità del trofeo - lo scorso anno.
Sull'identificazione gioca e poggia anche la roma, con o senza la Lazio.
Non è che siccome c'è la Lazio la gente non verrebbe a roma a vedere la festa dei giallorossi. O a farsi i giri dei quartieri, il centro addobbato, la garbatella, il quadraro e compagnia bella.
Ma sticazzi, fa parte della loro scelta.
Non capisco il problema, avendo fatta scentemente un'altra.
Sul fatto che la gente festeggi in maniera diversa non trovo niente di strano.
Per attitudine, per caratteristiche, per abitudine.
Vincesse il sud tirol finirebbe tutto in una birra o a Udine con un paio di grappe.
Non era questo il mio punto, ma l'esposizione mediatica delle varie tv.
Anche io ho scelto di essere altro.
Da un paese Veneto dove ero l'unico Laziale.
Ne ero orgoglioso.
Lo sono ancora di più oggi che l'ho tramandato a mio figlio.
Io tutti quelli che vedo andare a Napoli per la festa hanno simpatie per il Napoli.
Per origini e legami familiari, perchè hanno il compagn@ o amic@ di Napoli...altri davvero non credo che possano scegliere di andare a Napoli per festeggiare.
Al di la del discorso merde\Lazio a Roma.
Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2023, 13:50
Ma se invece altri venti rinunciano alla loro identità e si mettono tutti il compleanno al 21 aprile loro faranno una mega festa che celebra il compleanno di Roma e per estensione quello di loro tutti, partecipato da tanta gente che manco li conosce e al mio compleanno verrà solo chi mi conosce.
A me stomaca tutta l'identificazione de inquelli co la storia di Roma, l'impero romano, i centurioni, la lupa etc etc.
Roma come Londra avrebbe dovuto essere una metropoli con più squadre di calcio.
Noo regà fermi tutti, ma volete mette la feste dei ciucci con quella delle merde?
Ma per carità....10 a 1, a Roma 100.000 al circo massimo, 1 concerto del povero Lando Fiorini, 4 ragazzetti a testaccio che facevano i dispetti, 4 cenette ai ristoranti, 10 semafori pitturati e poi tutti a casa... senza la solita propaganda pentole, dopo 2 giorni sarebbe tutto finito.
Noi vabbè quello delle merde diviso 2 e senza propaganda.
Napoli è un'altra cosa ci sono pellegrinaggi da mezzo mondo...hanno fatto 2 punti di PIL.
Citazione di: kelly slater il 08 Mag 2023, 14:03
A me stomaca tutta l'identificazione de inquelli co la storia di Roma, l'impero romano, i centurioni, la lupa etc etc.
Roma come Londra avrebbe dovuto essere una metropoli con più squadre di calcio.
Non si riescono ad avere due stadi, figurati avere il West Testaccio, il Fields, il Burnedchester, lo Hundredcells, il Cine City, il Winged Stone, il First Gate....
:=))
Citazione di: kelly slater il 08 Mag 2023, 11:33
Fat sottovaluti l'aspetto sportivo secondo me.
A noi quello che tagliò le gambe fu lo scudetto delle merde nel 2001.
Avevamo aperto un ciclo, e negli anni 90' avevamo fatto proseliti in tutta italia e sopratutto a roma tra i bambini. Poi è andata come è andata.
Avessimo vinto un paio di scudetti di fila con loro nelle retrovie tra il 3 e il 6 posto gli equilibri sarebbero cambiati, e tanto.
E se guardiamo gli ultimi 20 anni è evidente che loro hanno avuto più visibiltà anche perchè in europa sono andati strameglio di noi, hanno fatto un sacco di champions, due tre semifinali, hanno lottato per lo scudetto (cosa che noi ci siamo illusi di fare giusto l'anno del covid) vari anni.
Se la Lazio dovesse mai stare davanti a loro in miodo significativo, vincere cose importanti, andare regolarmente in CH, vedi come cambiano gli equilibri e come un sacco di occasionali si aggregano al nostro caro.
E sopratutto quanti bambini diventano della Lazio.
Semi-ot: noi dopo quel periodo abbiamo vinto qualcosa ogni 3/4 anni. Niente di che, ma più di ogni altra non-strisciata. E' qui secondo me che interviene il discorso di "narrazione", perchè il fatto che le merde non avessero vinto per 14 lunghi anni, invece, secondo me spostava eccome...
Tornando in tema, Napoli è troppo particolare per essere assimilata a qualsiasi altra città, nel bene e nel male. Per questo le merde stanno rosicando e neanche poco per lo scudetto del Napoli (anche considerando che lo ha vinto Spalletti), non ricordate cosa hanno fatto l'anno scorso per una coppa molto meno importante di uno scudetto?
La mia impressione è che la Lazio rinunci un po' troppo facilmente all'utilizzo del nome della città di Roma. A partire dallo stemma, per proseguire con il marketing.
L'Inter, che dovrebbe essere la seconda squadra di Milano, da tempo ha capito il valore del nome della città. Nello stemma dell'Inter è spuntata la M di Milano. In contesto europei è conosciuta come Inter Milan. E ultimamente il marketing ha lanciato lo slogan: I am Milan.
e noi ? Anche spqr lo abbiamo ceduto senza battere ciglio...
Facendo così, non identificandoci noi stessi con Roma, a maggior ragione diventa ancora più difficile farlo credere agli altri. Imho
Citazione di: Siculatium il 08 Mag 2023, 14:30
La mia impressione è che la Lazio rinunci un po' troppo facilmente all'utilizzo del nome della città di Roma. A partire dallo stemma, per proseguire con il marketing.
L'Inter, che dovrebbe essere la seconda squadra di Milano, da tempo ha capito il valore del nome della città. Nello stemma dell'Inter è spuntata la M di Milano. In contesto europei è conosciuta come Inter Milan. E ultimamente il marketing ha lanciato lo slogan: I am Milan.
e noi ? Anche spqr lo abbiamo ceduto senza battere ciglio...
Facendo così, non identificandoci noi stessi con Roma, a maggior ragione diventa ancora più difficile farlo credere agli altri. Imho
Anche per me.
Già dentro la maglia il claim "La prima squadra della Capitale" che poi puoi declinare in
" La prima squadra di Roma" è scomparsa.
Ma adesso arriva IB (che ne sa tantissimo - senza ironia e con massimo rispetto -) e ti dice che è una cazzata.
:=))
Citazione di: kelly slater il 08 Mag 2023, 14:03
A me stomaca tutta l'identificazione de inquelli co la storia di Roma, l'impero romano, i centurioni, la lupa etc etc.
Roma come Londra avrebbe dovuto essere una metropoli con più squadre di calcio.
e so americani...al ns che è romano de sta cosa non fregaunkatso...
Citazione di: Siculatium il 08 Mag 2023, 14:30
La mia impressione è che la Lazio rinunci un po' troppo facilmente all'utilizzo del nome della città di Roma. A partire dallo stemma, per proseguire con il marketing.
L'Inter, che dovrebbe essere la seconda squadra di Milano, da tempo ha capito il valore del nome della città. Nello stemma dell'Inter è spuntata la M di Milano. In contesto europei è conosciuta come Inter Milan. E ultimamente il marketing ha lanciato lo slogan: I am Milan.
e noi ? Anche spqr lo abbiamo ceduto senza battere ciglio...
Facendo così, non identificandoci noi stessi con Roma, a maggior ragione diventa ancora più difficile farlo credere agli altri. Imho
In quel senso la società qualcosa sta facendo vedi, con lo slogan "La prima squadra della Capitale"
ma è poco, perchè poi tutto il resto è lasciato a loro.
nome, simbolo, colori etc...
E' stata una scelta come ha scritto FD, solo le vittorie possono darti visibilità maggiore.
Ma certo che ha ragione IB.
OK il riferimento all'essere squadra romana, mica dico che dobbiamo nasconderlo.
Ma scusate, se era così importante ci potevamo chiamare Roma (semicit)
Mi sembra davvero contraddittorio questo non voler sovrapporsi a Roma ma poi volerlo perché lo fanno loro.
Ma certo che lo fanno, ti ci avevano pure " invitato". Hai detto no, mo che voi?
Secondo me invece per quanto ci riguarda ha senso tutto quel che esalta la lazialità più che la romanità.
Anche a me stomaca la loro retorica di identificazione Kelly ma proprio perché voglio essere altro e mi sembrano come quello che per darsi un tono criminale sottolinea di essere della Magliana pure se pesa 57 kg e se uno soffia cade.
Dopodiché capisco che ha i suoi pro a livello mediatico, stamoce, non vedo perché non riconoscerglielo.
Citazione di: paolo71 il 08 Mag 2023, 14:40
In quel senso la società qualcosa sta facendo vedi, con lo slogan "La prima squadra della Capitale"
ma è poco, perchè poi tutto il resto è lasciato a loro.
nome, simbolo, colori etc...
E' stata una scelta come ha scritto FD, solo le vittorie possono darti visibilità maggiore.
Il tifoso è sicuramente più avanti.. non ricordo in quale derby, apparve una magnifica scritta in curva Nord, semplicemente con ROMA in Oro. Mi stupii positivamente dell'iniziativa.
Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2023, 14:44
Secondo me invece per quanto ci riguarda ha senso tutto quel che esalta la lazialità più che la romanità.
I miei figli sono diventati laziali sfegatati per questo. Hanno capito che il valore del singolo è dato dalla persona, non dal fatto che fai parte di un "branco", e li guardano schifati perché, calcisticamente, rappresentano proprio questo approccio alla vita.
Gli devo fare leggere qualche libro sulla nostra Lazio.
Comunque i nostri animali simbolo ci descrivono proprio correttamente, non ci si crede.
PS: anche quello del Napoli :=))
@FD: ti voglio far riflettere su una contraddizione: critichi i nostri ultras (oltre per il discorso sulla fascisteria che oramai è assodato) sul fatto di rivendicare un certo elitarismo, una "nobiltà" ultras, il non essere popolari, anzi essere anti-popolari.
Poi però dici che quello che dovremmo festeggiare è la nostra peculiarità, completamente sganciata dalla città di Roma e dal territorio...
Ma perché mica parlo di un'identità elitaria. Non è che l'identità o è territoriale o non è, altrimenti ripeto che tanto valeva chiamarsi Roma o aderire alla loro operazione.
Ci sono mille identità popolari che non hanno nulla a che vedere con territori ristretti (e/o confini), e che invece parlano di una condivisione di tipo diverso.
L'identità politica è un esempio.
L'identità che unisce i cultori di uno stesso hobby è un altro esempio.
L'identità tra chi ha uno stesso vissuto, glorioso o tragico, è un altro esempio.
Non noto alcuna contraddizione nel mio discorso.
Perché la nostra peculiarità soggettiva può essere assolutamente popolare. La Lazio dei valori olimpici, la Lazio nata da un gruppo di ragazzi e non certo come "impresa economica", la Lazio della polisportiva fatta di tanti sport che non sono di certo business. Hai voglia te, posso andare avanti a lungo. Tutto sta a quel che vuoi valorizzare. Che non vuol dire sganciarsi in toto, ho detto che il riferimento a Roma ci sta, ma non è quello su cui mi fisserei.
Valorizzare anche noi che semo de Roma, boh, ma allora che senso ha avuto "vincere scegliendo di non essere loro?"
Perché così invece pare che volemo esse una cosa equivalente, ma con un nome diverso. E nel non riuscirci pensiamo che ciò dipenda dall'ostilità altrui o dalla loro capacità di infiltrazione, quando semplicemente parliamo di due operazioni strutturalmente diverse.
Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2023, 15:35
Ma perché mica parlo di un'identità elitaria. Non è che l'identità o è territoriale o non è, altrimenti ripeto che tanto valeva chiamarsi Roma o aderire alla loro operazione.
Ci sono mille identità popolari che non hanno nulla a che vedere con territori ristretti (e/o confini), e che invece parlano di una condivisione di tipo diverso.
L'identità politica è un esempio.
L'identità che unisce i cultori di uno stesso hobby è un altro esempio.
L'identità tra chi ha uno stesso vissuto, glorioso o tragico, è un altro esempio.
Non noto alcuna contraddizione nel mio discorso.
Perché la nostra peculiarità soggettiva può essere assolutamente popolare. La Lazio dei valori olimpici, la Lazio nata da un gruppo di ragazzi e non certo come "impresa economica", la Lazio della polisportiva fatta di tanti sport che non sono di certo business. Hai voglia te, posso andare avanti a lungo. Tutto sta a quel che vuoi valorizzare. Che non vuol dire sganciarsi in toto, ho detto che il riferimento a Roma ci sta, ma non è quello su cui mi fisserei.
Valorizzare anche noi che semo de Roma, boh, ma allora che senso ha avuto "vincere scegliendo di non essere loro?"
Perché così invece pare che volemo esse una cosa equivalente, ma con un nome diverso. E nel non riuscirci pensiamo che ciò dipenda dall'ostilità altrui o dalla loro capacità di infiltrazione, quando semplicemente parliamo di due operazioni strutturalmente diverse.
Giusto ... ma facciamo l'esempio dell'Inter che fortifica quello che nel suo DNA un tempo era Internazionale e quindi slegato da una logica territoriale. Stringi stringi, hai bisogno di legarti ad un territorio di appartenenza. Mi pare che questa sia la loro direzione da un po' di tempo a. questa parte. E che la cosa funzioni
Allora semplicemente dico, perché non citare di più e in maniera diversa la "nostra" città? che è loro certo, ma è anche nostra, a nostro modo. Easy peasy :ssl
Ps: vedo qualche elemento di continuità fra la legittima ricerca di popolarità dj cui si disquisiva in altro topic e una più marcata (ma non ossessiva) sovrapponibilità al tessuto culturale della città
Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2023, 15:35
Ma perché mica parlo di un'identità elitaria. Non è che l'identità o è territoriale o non è, altrimenti ripeto che tanto valeva chiamarsi Roma o aderire alla loro operazione.
Ci sono mille identità popolari che non hanno nulla a che vedere con territori ristretti (e/o confini), e che invece parlano di una condivisione di tipo diverso.
L'identità politica è un esempio.
L'identità che unisce i cultori di uno stesso hobby è un altro esempio.
L'identità tra chi ha uno stesso vissuto, glorioso o tragico, è un altro esempio.
Non noto alcuna contraddizione nel mio discorso.
Perché la nostra peculiarità soggettiva può essere assolutamente popolare. La Lazio dei valori olimpici, la Lazio nata da un gruppo di ragazzi e non certo come "impresa economica", la Lazio della polisportiva fatta di tanti sport che non sono di certo business. Hai voglia te, posso andare avanti a lungo. Tutto sta a quel che vuoi valorizzare. Che non vuol dire sganciarsi in toto, ho detto che il riferimento a Roma ci sta, ma non è quello su cui mi fisserei.
Valorizzare anche noi che semo de Roma, boh, ma allora che senso ha avuto "vincere scegliendo di non essere loro?"
Perché così invece pare che volemo esse una cosa equivalente, ma con un nome diverso. E nel non riuscirci pensiamo che ciò dipenda dall'ostilità altrui o dalla loro capacità di infiltrazione, quando semplicemente parliamo di due operazioni strutturalmente diverse.
Si ma non è o bianco o nero.
La nostra identità deriva da una storia che è legata al territorio, anche se non è un'identità strettamente territoriale.
Ho considerato sempre delle forzature sia l'accostamento alla provincia romana e regionale, sia l'identificazione coi quartieri alto borghesi della capitale.
Non è così: i peperoni sono maggioranza anche a parioli vigna clara e anche nei paesi.
Sta di fatto che noi siamo l'unica Entità che ha resistito a un tentativo violento di assimilazione.
Ma siamo nati a Roma, a piazza della Libertà e questo pure vuol dire qualcosa.
Non siamo ROMA come non lo sono manco i giallozzozzi.
Però siamo nati a Roma e siamo una squadra di Roma.
E nella nostra rivalità non ci sono le storie di Barca ed espanyol o di Rangers e Celtic, storie dove la politica, la religione, il ceto sociale ha imposto una divisione.
Siamo più come milan e inter, o genoa e sampdoria.
Con la differenza che nessuna di queste squadre ha dovuto subire un tentativo di annichilimento, inglobamento e assimilazione.
Secondo me noi possiamo essere benissimo popolari, e per farlo non abbiamo bisogno di rinnegare il fatto che siamo una squadra della capitale.
Certo prima bisogna vince qualcosa...
Citazione di: kelly slater il 08 Mag 2023, 16:01
Si ma non è o bianco o nero.
La nostra identità deriva da una storia che è legata al territorio, anche se non è un'identità strettamente territoriale.
Ho considerato sempre delle forzature sia l'accostamento alla provincia romana e regionale, sia l'identificazione coi quartieri alto borghesi della capitale.
Non è così: i peperoni sono maggioranza anche a parioli vigna clara e anche nei paesi.
Sta di fatto che noi siamo l'unica Entità che ha resistito a un tentativo violento di assimilazione.
Ma siamo nati a Roma, a piazza della Libertà e questo pure vuol dire qualcosa.
Non siamo ROMA come non lo sono manco i giallozzozzi.
Però siamo nati a Roma e siamo una squadra di Roma.
E nella nostra rivalità non ci sono le storie di Barca ed espanyol o di Rangers e Celtic, storie dove la politica, la religione, il ceto sociale ha imposto una divisione.
Siamo più come milan e inter, o genoa e sampdoria.
Con la differenza che nessuna di queste squadre ha dovuto subire un tentativo di annichilimento, inglobamento e assimilazione.
Secondo me noi possiamo essere benissimo popolari, e per farlo non abbiamo bisogno di rinnegare il fatto che siamo una squadra della capitale.
Certo prima bisogna vince qualcosa...
D'accordo su tutto. Certo vincere sarebbe meglio, ma non necessario ...Prendi il West Ham che è molto popolare ad est di Londra. Non hanno vinto mai una mazza :) Eppure superata Aldgate/Whitechapel, si ha come l'impressione di respirare Hammers. Ma certo Londra è incredibilmente un mondo a sé...volevo citare gli Hammers più per il senso di una popolarità slegata alle vittorie. Forse siamo leggermente OT? :)
Citazione di: kelly slater il 08 Mag 2023, 16:01
Si ma non è o bianco o nero.
La nostra identità deriva da una storia che è legata al territorio, anche se non è un'identità strettamente territoriale.
Ho considerato sempre delle forzature sia l'accostamento alla provincia romana e regionale, sia l'identificazione coi quartieri alto borghesi della capitale.
Non è così: i peperoni sono maggioranza anche a parioli vigna clara e anche nei paesi.
Sta di fatto che noi siamo l'unica Entità che ha resistito a un tentativo violento di assimilazione.
Ma siamo nati a Roma, a piazza della Libertà e questo pure vuol dire qualcosa.
Non siamo ROMA come non lo sono manco i giallozzozzi.
Però siamo nati a Roma e siamo una squadra di Roma.
E nella nostra rivalità non ci sono le storie di Barca ed espanyol o di Rangers e Celtic, storie dove la politica, la religione, il ceto sociale ha imposto una divisione.
Siamo più come milan e inter, o genoa e sampdoria.
Con la differenza che nessuna di queste squadre ha dovuto subire un tentativo di annichilimento, inglobamento e assimilazione.
Secondo me noi possiamo essere benissimo popolari, e per farlo non abbiamo bisogno di rinnegare il fatto che siamo una squadra della capitale.
Certo prima bisogna vince qualcosa...
Ma guarda che stai facendo tu il bianco/nero perché io ho ribadito in tutti gli interventi che non è necessario rinnegare alcunché e che il riferimento alla Capitale ci sta. Quindi non capisco perché argomenti come se stessi dicendo il contrario
Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2023, 17:05
Ma guarda che stai facendo tu il bianco/nero perché io ho ribadito in tutti gli interventi che non è necessario rinnegare alcunché e che il riferimento alla Capitale ci sta. Quindi non capisco perché argomenti come se stessi dicendo il contrario
Ma come?
Hai detto chiaramente che se dovessimo festeggiare noi festeggeremmo solo la nostra appartenenza alla squadra, mentre se succede a loro diventa la festa di Roma città, e hai detto anche che ti sta bene questo. O me lo so sognato?
Ma questo non dipende da noi o dalle nostre volontà.
È conseguenza della loro scelta, fatta esattamente per questo. Può roderti, ma è e resta così.
È il pro di chiamarsi come la città, è volto esattamente a questo. Rappresentare la compagine cittadina. Per chi guarda da fuori è così. Sono meccanismi comunicativi che sono operativi, a prescindere se ci sta bene o ci sta male.
E ripeto che manco tocca aspettare uno scudetto, perché già lo scorso anno in parte è stato così, ovviamente in misura minore Perché in linea col livello del trofeo.
Lazio e Roma sono due operazioni strutturalmente diverse, la cui differenza è ben rappresentata dalla famosa citazione sulle due squadre e i rispettivi tifosi nata qui sopra.
Ha senso prenderne coscienza e valorizzarlo, invece di rincorrerli sulla rappresentazione cittadina.
Se fosse questo il punto - e per me non lo è - abbiamo sbagliato operazione.
Invece noi siamo la Lazio, squadra di Roma.
Come tu sei KS, cittadino di Roma. A cui non basta dire che è romano per connotarsi, ma questo mica significa che lo nasconde.
Certo, se ti diluissi nella romanità troveresti molte più persone pronte a riconoscersi in te. Definirti maggiormente cambia completamente la cosa. E quindi a quel punto o diventi il fratello minore -per quanto nato prima - di una rappresentazione territoriale, oppure la maggiore connotazione non restringe nello stesso perimetro territoriale, ma allarga su una dimensione che lo eccede, che va ben oltre e che può aggregare gente a Ladispoli come a Cittadella come a Ragusa.
Non ve preoccupate, co CLAVDIO questi problemi non li avremo mai
Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2023, 18:33
Ma questo non dipende da noi o dalle nostre volontà.
È conseguenza della loro scelta, fatta esattamente per questo. Può roderti, ma è e resta così.
È il pro di chiamarsi come la città, è volto esattamente a questo. Rappresentare la compagine cittadina. Per chi guarda da fuori è così. Sono meccanismi comunicativi che sono operativi, a prescindere se ci sta bene o ci sta male.
E ripeto che manco tocca aspettare uno scudetto, perché già lo scorso anno in parte è stato così, ovviamente in misura minore Perché in linea col livello del trofeo.
Lazio e Roma sono due operazioni strutturalmente diverse, la cui differenza è ben rappresentata dalla famosa citazione sulle due squadre e i rispettivi tifosi nata qui sopra.
Ha senso prenderne coscienza e valorizzarlo, invece di rincorrerli sulla rappresentazione cittadina.
Se fosse questo il punto - e per me non lo è - abbiamo sbagliato operazione.
Invece noi siamo la Lazio, squadra di Roma.
Come tu sei KS, cittadino di Roma. A cui non basta dire che è romano per connotarsi, ma questo mica significa che lo nasconde.
Certo, se ti diluissi nella romanità troveresti molte più persone pronte a riconoscersi in te. Definirti maggiormente cambia completamente la cosa. E quindi a quel punto o diventi il fratello minore -per quanto nato prima - di una rappresentazione territoriale, oppure la maggiore connotazione non restringe nello stesso perimetro territoriale, ma allarga su una dimensione che lo eccede, che va ben oltre e che può aggregare gente a Ladispoli come a Cittadella come a Ragusa.
E allora lo vedi che la vedi in bianco e nero?
La "romanità" è una categoria che non esiste, è puro marketing, al contrario della napoletanità che invece esiste eccome.
Roma è una metropoli e c'è di tutto in mezzo. Lo spirito "trasteverino" è folklore che non corrisponde alla realtà delle cose, è tutta una forzatura.
C'è solo il dato numerico che loro sono 2,5 volte noi,tutto qua.
Ci sarebbe invece da evidenziare la "romanistità" con tutto il suo fardello deteriore.
Non si tratta di rincorrerli sul loro terreno, si tratta di smascherare questo equivoco.
E lo si fa vincendo trofei importanti.
Che bello questo topic che era partito "basso" e superficiale e invece si eleva a interessantissimo dibattito.
Dal trattamento dei media allo spirito del nostro DNA e su chi siamo e saremo. Se e in quanti perché tra 70 anni (diciamo 100...) quando non ci sarem più noi VDM io mi auguro di vedere ancora ragazzini con la nostra maglia .
Tanti e orgogliosi di essere altro in un mondo che invece tende ad uniformare e al consenso di tutti.
Citazione di: kelly slater il 08 Mag 2023, 19:10
E allora lo vedi che la vedi in bianco e nero?
La "romanità" è una categoria che non esiste, è puro marketing, al contrario della napoletanità che invece esiste eccome.
Roma è una metropoli e c'è di tutto in mezzo. Lo spirito "trasteverino" è folklore che non corrisponde alla realtà delle cose, è tutta una forzatura.
C'è solo il dato numerico che loro sono 2,5 volte noi,tutto qua.
Ci sarebbe invece da evidenziare la "romanistità" con tutto il suo fardello deteriore.
Non si tratta di rincorrerli sul loro terreno, si tratta di smascherare questo equivoco.
E lo si fa vincendo trofei importanti.
Ma niente affatto, tanto che ti ho detto che quanto dico non esclude affatto il connotato di "squadra della capitale". Sei tu che lo escludi dal mio discorso
E ti segnalo che napoli è metropoli tanto quanto Roma, a meno che non si riduca a stereotipo (romano e milanese) di napoli.
Anzi, se vogliamo nominare una metropoli estremamente provinciale, fatta de ricottari ripuliti che provano a dasse un tono metropolitano e immigrati interni anni 60 attratti dai ministeri quella è proprio Roma. O quantomeno la Roma "egemone".
Un'anomalia rispetto alle capitali europee (e infatti, se stessimo all'oggi e non alla storia, avrebbe molto più senso che fosse Milano la capitale).
Ciò non toglie che anche questo sia rappresentabile. E te dico che la Roma rappresenta bene proprio questo. Infatti nel mio modo di vedere non sono affatto un equivoco. Loro Roma, questa Roma, la rappresentano proprio bene. Ne sono un riflesso autentico.
ma ha importanza anche il contesto storico. se io, squadra di calcio, mi chiamo Roma da 130 anni, ha un senso.
se io mi chiamo Roma dal 1927 quel nome cittadino implica ben altre appartenenze, di cui non essere così fieri.
una squadra voluta e chiamata così per consolidare il fascismo, la cui originaria fondazione è stata siglata nel maggio del 27 direttamente nella Casa del Fascio Romano di via S. Basilio. voluta da mussolini utilizzando il suo braccio e gerarca italo foschi che affermava, a proposito della nazionale di calcio, come fosse contento di vedere i tifosi sventolare bandierine e distintivi fascisti, "importante affermazione della nostra razza ma anche e soprattutto come un grande mezzo di propaganda nazionale ". il suo capo gli ordinò di fare questo anche con le squadre di club, roma/Roma in primis. fascismo, propaganda.
c'è da vantarsi, come no.
Maggio?
Ma n'era Luglio?
'nsè mai capito...
Io noto invece che quando ci rappresentiamo come romani, penso ad esempio alla foto della squadra sotto al Colosseo o alla coreografia della Nord con la scritta ROMA, scappocciano di brutto sciorinando inesistenti e grotteschi diritti di unici rappresentanti; e allora capisco che quel tasto gli rode, e pure tanto, e che la radici romane della ns. Società, certamente insieme ad altri valori di cui siamo portatori (penso a quelli olimpici, per esempio), devono essere evidenziate sempre non fosse altro perché è la storia che ce lo dice.
Citazione di: kelly slater il 08 Mag 2023, 21:21
Maggio?
Ma n'era Luglio?
'nsè mai capito...
ho trovato un articolo, sunto di pubblicazioni, che afferma che nel maggio 1927 venne siglato quanto detto prima alla casa del fascio. questa documentazione sparì intorno al '44. quindi nel corso degli anni hanno assunto varie date, basandosi sulle assemblee e disposizioni successive. comunque, che nell'ambito della carta di Viareggio, mussolini avesse stabilito di costituire nuove squadre per veicolare i valori fascisti, squadre che avrebbero dovuto essere "fedeli al fascismo" e che la roma ne fosse la rappresentazione, ce facessero pace perché è così.
Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2023, 18:33
Ma questo non dipende da noi o dalle nostre volontà.
È conseguenza della loro scelta, fatta esattamente per questo. Può roderti, ma è e resta così.
È il pro di chiamarsi come la città, è volto esattamente a questo. Rappresentare la compagine cittadina. Per chi guarda da fuori è così. Sono meccanismi comunicativi che sono operativi, a prescindere se ci sta bene o ci sta male.
E ripeto che manco tocca aspettare uno scudetto, perché già lo scorso anno in parte è stato così, ovviamente in misura minore Perché in linea col livello del trofeo.
Lazio e Roma sono due operazioni strutturalmente diverse, la cui differenza è ben rappresentata dalla famosa citazione sulle due squadre e i rispettivi tifosi nata qui sopra.
Ha senso prenderne coscienza e valorizzarlo, invece di rincorrerli sulla rappresentazione cittadina.
Se fosse questo il punto - e per me non lo è - abbiamo sbagliato operazione.
Invece noi siamo la Lazio, squadra di Roma.
Come tu sei KS, cittadino di Roma. A cui non basta dire che è romano per connotarsi, ma questo mica significa che lo nasconde.
Certo, se ti diluissi nella romanità troveresti molte più persone pronte a riconoscersi in te. Definirti maggiormente cambia completamente la cosa. E quindi a quel punto o diventi il fratello minore -per quanto nato prima - di una rappresentazione territoriale, oppure la maggiore connotazione non restringe nello stesso perimetro territoriale, ma allarga su una dimensione che lo eccede, che va ben oltre e che può aggregare gente a Ladispoli come a Cittadella come a Ragusa.
Bello notare che qualcun altro sa che quella citazione nacque da un grandissimo LAZIALE che ho avuto il piacere di conoscere su fb. Qui non penso scriva più, ormai ho perso i contatti. Se dovesse leggerci, gli mando un carissimo saluto...se fossimo tutti Laziali come lui, saremmo già nel 3000.
Comunque bellissima discussione che seguo con piacere, appena possibile cerco di articolare un mio pensiero in merito. :beer:
quale frase? l'ho persa nella discussione...
Citazione di: GiPoda il 08 Mag 2023, 22:07
Io noto invece che quando ci rappresentiamo come romani, penso ad esempio alla foto della squadra sotto al Colosseo o alla coreografia della Nord con la scritta ROMA, scappocciano di brutto sciorinando inesistenti e grotteschi diritti di unici rappresentanti; e allora capisco che quel tasto gli rode, e pure tanto, e che la radici romane della ns. Società, certamente insieme ad altri valori di cui siamo portatori (penso a quelli olimpici, per esempio), devono essere evidenziate sempre non fosse altro perché è la storia che ce lo dice.
Eccerto che a loro rode il culo perche quella roba che citi entra in conflitto con la loro operazione, con la loro identificazione.
Sticazzi eh, mica sto dicendo di non farlo perché gli pestiamo i piedi, ma perché non possiamo impostare la nostra rappresentazione in termini meramente reattivi, per faje rode Er culo, trascurando la nostra specifica operazione.
Citazione di: pan il 08 Mag 2023, 19:41
ma ha importanza anche il contesto storico. se io, squadra di calcio, mi chiamo Roma da 130 anni, ha un senso.
se io mi chiamo Roma dal 1927 quel nome cittadino implica ben altre appartenenze, di cui non essere così fieri.
una squadra voluta e chiamata così per consolidare il fascismo, la cui originaria fondazione è stata siglata nel maggio del 27 direttamente nella Casa del Fascio Romano di via S. Basilio. voluta da mussolini utilizzando il suo braccio e gerarca italo foschi che affermava, a proposito della nazionale di calcio, come fosse contento di vedere i tifosi sventolare bandierine e distintivi fascisti, "importante affermazione della nostra razza ma anche e soprattutto come un grande mezzo di propaganda nazionale ". il suo capo gli ordinò di fare questo anche con le squadre di club, roma/Roma in primis. fascismo, propaganda.
c'è da vantarsi, come no.
Sì Pan, sicuramente l'origine è quella ma poi i significati mutano col tempo.
L'operazione resta quella, avere una rappresentativa che si sovrappone alla città, dire che ancora oggi ha il significato di allora, per me, non regge.
Quindi capisco chi da romanista ne vada fiero senza per questo sentirsi invischiato con l'origine fascista.
Poi a me non convince e come diceva Kelly non la reggo proprio sta retorica. Ma infatti me fa rate pure quando la Lazio si contorna di finti centurioni e cazzate evocative dell'impero. Roba da circo. Carnevalate.
Io sono della Lazio proprio perché non abbiamo bisogno di spqr, de centurioni e della lupa capitolina per essere qualcosa. Noi siamo GIÀ qualcosa.
Citazione di: pan il 08 Mag 2023, 22:31
quale frase? l'ho persa nella discussione...
La Lazio è altro. La Lazio non proviene da: la Lazio è. Prima è nata la Lazio: i tifosi sono venuti dopo. Per gli altri c'erano i tifosi e gli è stata data una squadra da tifare
Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2023, 23:05
La Lazio è altro. La Lazio non proviene da: la Lazio è. Prima è nata la Lazio: i tifosi sono venuti dopo. Per gli altri c'erano i tifosi e gli è stata data una squadra da tifare
ah grazie, famosissima infatti.
anche a me non piace la retorica dell'impero, la nobiltà, i centurioni, l'elite, mi stuccano proprio. l'unica cosa di cui non dico vado fiera ma l'accetto con tranquillità è il fatto di essere di meno. quello non mi ha mai dato fastidio, non lo vivo come un disagio e anzi a volte potrebbe avere anche un'accezione positiva. ma non perché "pochi/nobili", ma quanto dato di fatto di cui non vergognarsi.
concordo sul fatto delle origini e sui significati che mutano col tempo. se ti evolvi, puoi anche annullare errori pregressi, l'essere umano ne ha facoltà e diritto.
nel caso specifico, però, credo che tutta la vicenda correlata alla loro fondazione (origine, mussolini, la roma imperiale e fascista voluta come simbolo e propaganda, non ultima questa notizia che ho postato sulla data della casa del fascio annullata nel 44), per opinione mia personale, come ho detto altre volte,
potrebbe essere la risposta al loro insito modo di occultare o sminuire. anche di propagandare ancora oggi un'immagine desiderata più che reale. se sei abituato da subito a vergognarti di qualcosa
non prendendone coscienza ma solo occultando, facendo sparire fonti e origini reali, tramandando ai tuoi tifosi futuri una realtà alternativa, come credo abbiano fatto loro da quel dì, è ovvio che non c'è alcun cambiamento costruttivo. credo abbiano solo introiettato il modo di fare, per cascata arrivato fino a noi, adottato infatti da gran parte dei tifosi romanisti, sia essi giornalisti che gente comune. dimenticare, se utilizzato come una spiccia lavata di faccia, non porta a nulla. e secondo me si è visto e si continua a vedere nel loro modus operandi, sempre quello, ancora quello.
ed ecco che, in questo caso, l'origine ha ancora una valenza.
Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2023, 22:52
Eccerto che a loro rode il culo perche quella roba che citi entra in conflitto con la loro operazione, con la loro identificazione.
Sticazzi eh, mica sto dicendo di non farlo perché gli pestiamo i piedi, ma perché non possiamo impostare la nostra rappresentazione in termini meramente reattivi, per faje rode Er culo, trascurando la nostra specifica operazione
E infatti ho scritto "insieme ad altri valori" perché è ovvio che solo su quel terreno non potremmo essere competitivi.
Resta il fatto, quello mi premeva sottolineare, che le nostre radici vanno difese e rivendicate sempre non fosse altro per contrastare quella odiosa forma di cancel colture che operano nei nostri confronti per ridurci ai minimi termini.
Per esempio, giorni fa uno dei tanti pori scemi da social affermava addirittura l inesistenza di Piazza della Libertà nel 1900.
Peccato che tale piazza già esisteva nel 1893 come attesta la Guida Monaci di quell anno
(https://i.ibb.co/b738Lvr/IMG-2098.jpg) (https://ibb.co/SJx90mK)
Quindi sì rivendicare appartenenza ma non solo.
eccome se esisteva già. sbocco finale di via Cola di Rienzo, strada principale del nuovo quartiere Prati di Castel Sant'Angelo, credo la prima arteria che venne costruita.
Citazione di: pan il 08 Mag 2023, 23:42
...credo che tutta la vicenda correlata alla loro fondazione (origine, mussolini, la roma imperiale e fascista voluta come simbolo e propaganda, non ultima questa notizia che ho postato sulla data della casa del fascio annullata nel 44), per opinione mia personale, come ho detto altre volte, potrebbe essere la risposta al loro insito modo di occultare o sminuire. anche di propagandare ancora oggi un'immagine desiderata più che reale. se sei abituato da subito a vergognarti di qualcosa non prendendone coscienza ma solo occultando, facendo sparire fonti e origini reali, tramandando ai tuoi tifosi futuri una realtà alternativa, come credo abbiano fatto loro da quel dì, è ovvio che non c'è alcun cambiamento costruttivo. credo abbiano solo introiettato il modo di fare, per cascata arrivato fino a noi, adottato infatti da gran parte dei tifosi romanisti, sia essi giornalisti che gente comune. dimenticare, se utilizzato come una spiccia lavata di faccia, non porta a nulla. e secondo me si è visto e si continua a vedere nel loro modus operandi, sempre quello, ancora quello.
ed ecco che, in questo caso, l'origine ha ancora una valenza.
Molto interessante. Il disprezzo e il disconoscimento dell'avversario, l'arroganza del loro potere, la tracotanza di sentirsi superiori... cosa sono se non il fil rouge con il passato di un modo di fare violento e prevaricatore ?
E tutto ciò non avrebbe potuto sopravvivere nei nostri tempi se non manomettendo in maniera subdola (in ogni momento) la narrazione, distorcendola e manipolandola fino a depurarla del tutto. A sto punto, a chiusura di quel cerchio ecco che si incontrano: da un lato la loro esigenza (un'ossessione) di catarsi da quel passato a dir poco nebuloso, dall'altro la smodata voglia di protagonismo di una frangia (minoritaria) del tifo della Lazio . Il corto circuito è così spiegato. Loro, fascisti della prima ora, che idealmente liberano il loro pesante fardello sulle accoglienti spalle di gruppi consenzienti di sedicenti tifosi laziali che quasi non vedevano l'ora. E il rito che si rinnova giorno dopo giorno. Non mi sembra una cattiva pista da seguire ...
Citazione di: pan il 09 Mag 2023, 00:20
eccome se esisteva già. sbocco finale di via Cola di Rienzo, strada principale del nuovo quartiere Prati di Castel Sant'Angelo, credo la prima arteria che venne costruita.
Ho letto un libro ambientato da quelle parti. Molto bello, sembrava di affacciarsi a una finestra.
Vero che quella piazza su di loro ha un effetto tipo kriptonite. Li destabilizza.
Vale cento SPQR.
Citazione di: vaz il 08 Mag 2023, 18:40
Non ve preoccupate, co CLAVDIO questi problemi non li avremo mai
26 maggio 2013?
Citazione di: pan il 08 Mag 2023, 19:41
ma ha importanza anche il contesto storico. se io, squadra di calcio, mi chiamo Roma da 130 anni, ha un senso.
se io mi chiamo Roma dal 1927 quel nome cittadino implica ben altre appartenenze, di cui non essere così fieri.
una squadra voluta e chiamata così per consolidare il fascismo, la cui originaria fondazione è stata siglata nel maggio del 27 direttamente nella Casa del Fascio Romano di via S. Basilio. voluta da mussolini utilizzando il suo braccio e gerarca italo foschi che affermava, a proposito della nazionale di calcio, come fosse contento di vedere i tifosi sventolare bandierine e distintivi fascisti, "importante affermazione della nostra razza ma anche e soprattutto come un grande mezzo di propaganda nazionale ". il suo capo gli ordinò di fare questo anche con le squadre di club, roma/Roma in primis. fascismo, propaganda.
c'è da vantarsi, come no.
Poi, per essere onesti fino in fondo con la propria storia bisogna ricordare che colui che ha evitato lo scempio della scomparsa della Lazio è stato un gerarca fascista anch'egli, il famoso Generale Vaccaro.
L'unico fascista convinto che non mi sia stato proprio del tutto antipatico...
Il personaggio Vaccaro non e' banale pero'. Come non e' banale l'intuizione del calcio come formidabile strumento di propaganda, la passione da tifoso supera facilmente qualche confine o limite almeno in quelle due ore, ma sembra comunque andare in un altra direzione rispetto alle direttive del partito. Credo sia tra i protagonisti nell'organizzazione dei mondiali del 1934 in Italia e ha aiutato Pozzo, non so in che misura, in quel miracolo sportivo che e' l'Italia calcistica dal 1934 al 1938.
Citazione di: Adler Nest il 08 Mag 2023, 14:34
Ma adesso arriva IB (che ne sa tantissimo - senza ironia e con massimo rispetto -) e ti dice che è una cazzata.
:=))
neanche piccola. :lol: :lol:
In questo interessante topic quello che sta scrivendo FD è molto aderente a quello che penso.
Onori al generale Vaccaro :ssl :ssl :ssl
Citazione di: vaz il 08 Mag 2023, 18:40
Non ve preoccupate, co CLAVDIO questi problemi non li avremo mai
Pensa, c'è una città impazzita di gioia che ha appena vinto lo scudetto, e che ha una società forte e sana grazie al "pappone" (disprezzato e contestato dai suddetti tifosi) che spesso ha condiviso determinate battaglie con CLAVDIO (mandando avanti lui per farli prendere i pesci in faccia) 8)
Citazione di: pan il 09 Mag 2023, 00:20
eccome se esisteva già. sbocco finale di via Cola di Rienzo, strada principale del nuovo quartiere Prati di Castel Sant'Angelo, credo la prima arteria che venne costruita.
È interessante contestualizzare anche QUELLA piazza, che ovviamente non è la stessa piazza di oggi.
Nel 1900 piazza della libertà si trova in un quartiere di recente costruzione. Assieme all'esquilino uno dei due quartieri "piemontesi", che riprende la fisionomia delle città sabaude, con il PRG a firma Viviani.
Un quartiere che ospita i colletti bianchi e funzionari della nuova capitale d'Italia.
È dunque luogo di una Roma contemporanea, non di certo di quella antica, in cui quei luoghi, sulla riva sinistra del Tevere, erano destinati alle residenze rurali del patriziato romano, quelle destinate all'otium e non al negotium.
La Lazio nasce quindi in un quartiere che non ha grandi radici col passato antico, ma che invece guarda al futuro e soprattutto all'Europa, provando a scrollarsi di dosso la provincialità di una città che invece nella sua parte storica è rimasta ferma e in cui, in molti casi, i pastori portano ancora a pascolare i greggi a pochi passi dal porto di ripa piccola.
Non a caso quei ragazzi si danno quei colori e quell'afflato che "guarda all'esterno". Per questo io insisto sul preservare quello spirito, che unisce un richiamo popolare ad uno "colto" e che rischia di essere tradito dalla volontà di rincorrere operazioni più becere e terra terra.
Capisco che risulta più comprensibile la foto davanti al Colosseo e non trovo scandaloso farla. Ma è come avere un gioiellino e perderlo mettendolo al centro di un catenone d'oro con le maglie da 5 cm, vistoso quanto esagerato.
Sticazzi dico io. Volete "esse Roma"? (Perché senza di quella semplicemente non siete altro?) Accomodatevi, noi siamo la Lazio e pur venendo da Roma restiamo un qualcosa che va ben oltre
Citazione di: kelly slater il 08 Mag 2023, 19:10
C'è solo il dato numerico che loro sono 2,5 volte noi,tutto qua.
Che è una proporzione che non trova, va detto, nessuna proiezione in dati più concreti. Nel senso che non fanno 2 volte e mezza le nostre presenze allo stadio, 2 volte e mezzo i nostri trofei, 2 volte e mezzo i nostri incassi.
Il che ci porta ad aggiungere una valutazione qualitativa al semplice aspetto quantitativo.
Il tifoso medio della Lazio vale, probabilmente, in termini qualitativi molto di più del tifoso delle merde.
Per gran parte delle ragioni che ha indicato FD in questo topic. C'è un'appartenenza esclusiva alla squadra di calcio che rafforza il rapporto con la nostra squadra. Perché parliamo di squadre di calcio, non di proloco. Nel 1926/27 non nascono solo Napoli e merde, nasce anche il Bari, il fascismo sfrutta il calcio come strumento per aggregare popolazioni dimenticate da aggregare attorno a simboli che ricordano entità geografiche. Tranne un sassolino in questo meccanismo che si chiama SS Lazio. Sassolino che trova la sua unica ragione di vita nell'essere quel sassolino, che poi tanti
ino non è.
Mettersi a rincorrere il gonfalone, oggi, nel tempo del villaggio globale, nel tempo della partita visibile in tempo reale su uno smartphone anche in Nuova Guinea, è una stupidaggine abbastanza inutile. Anche perché partiresti su una strada senza uscita inseguendo chi già lo fa da 90 anni e, probabilmente, ci si è impantanata. L'SPQR che appare sulle loro maglie è anche, e soprattutto, il senso del loro fallimento, visto che il munifico sponsor non li paga più. Quei colori, quel simbolo, li frena più di esaltarli.
La nostra storia è una storia di una società sportiva aperta al mondo. Se è vero che nasciamo in pieno centro è anche vero che la nostra storia è una storia universale in cui le figure più importanti che hanno costruito le tappe vengono da Pisa, da Carrara, da Nerviano, da Sovico, da Torre Annunziata, da mille altri posti che non sono Roma. Ma sono la Lazio.
Citazione di: italicbold il 09 Mag 2023, 10:23
neanche piccola. :lol: :lol:
In questo interessante topic quello che sta scrivendo FD è molto aderente a quello che penso.
Pensa che io sono legato al marketing da bar e sono così affezionato ai pay off....
"Dove c'è gozzilla c'è casa"
Sono una firma, una identità....
:=))
Sei soprattutto un esempio, caro Adler.
La tua lazialità è completamente (o molto marginalmente) slegata dalla città di Roma.
... e comunque adesso mi stampo tutto e ci scrivo una tesi o un libro.
Questo topic rischia di diventare uno dei più interessanti ultimamente....
Citazione di: italicbold il 09 Mag 2023, 10:44
Che è una proporzione che non trova, va detto, nessuna proiezione in dati più concreti. Nel senso che non fanno 2 volte e mezza le nostre presenze allo stadio, 2 volte e mezzo i nostri trofei, 2 volte e mezzo i nostri incassi.
Il che ci porta ad aggiungere una valutazione qualitativa al semplice aspetto quantitativo.
Il tifoso medio della Lazio vale, probabilmente, in termini qualitativi molto di più del tifoso delle merde.
Per gran parte delle ragioni che ha indicato FD in questo topic. C'è un'appartenenza esclusiva alla squadra di calcio che rafforza il rapporto con la nostra squadra. Perché parliamo di squadre di calcio, non di proloco. Nel 1926/27 non nascono solo Napoli e merde, nasce anche il Bari, il fascismo sfrutta il calcio come strumento per aggregare popolazioni dimenticate da aggregare attorno a simboli che ricordano entità geografiche. Tranne un sassolino in questo meccanismo che si chiama SS Lazio. Sassolino che trova la sua unica ragione di vita nell'essere quel sassolino, che poi tanti ino non è.
Mettersi a rincorrere il gonfalone, oggi, nel tempo del villaggio globale, nel tempo della partita visibile in tempo reale su uno smartphone anche in Nuova Guinea, è una stupidaggine abbastanza inutile. Anche perché partiresti su una strada senza uscita inseguendo chi già lo fa da 90 anni e, probabilmente, ci si è impantanata. L'SPQR che appare sulle loro maglie è anche, e soprattutto, il senso del loro fallimento, visto che il munifico sponsor non li paga più. Quei colori, quel simbolo, li frena più di esaltarli.
La nostra storia è una storia di una società sportiva aperta al mondo. Se è vero che nasciamo in pieno centro è anche vero che la nostra storia è una storia universale in cui le figure più importanti che hanno costruito le tappe vengono da Pisa, da Carrara, da Nerviano, da Sovico, da Torre Annunziata, da mille altri posti che non sono Roma. Ma sono la Lazio.
Ok tutto giusto, però a me sembra che nel vostro (tuo e di FD) afflato universalistico ci sia la smania di dire: "Ok Roma come simbolo ve la siete presa voi e noi siamo Altro".
Noi siamo molto più di Roma città, ma siamo ANCHE Roma città.
Citazione di: italicbold il 09 Mag 2023, 10:53
Sei soprattutto un esempio, caro Adler.
La tua lazialità è completamente (o molto marginalmente) slegata dalla città di Roma.
Dal 1900 ... legato ai colori olimpici è una scelta cldoverda perché amo andare controcorrente.
Avevo 7 anni (non nel 1900...)
:=))
Citazione di: kelly slater il 09 Mag 2023, 10:56
Ok tutto giusto, però a me sembra che nel vostro (tuo e di FD) afflato universalistico ci sia la smania di dire: "Ok Roma come simbolo ve la siete presa voi e noi siamo Altro".
Noi siamo molto più di Roma città, ma siamo ANCHE Roma città.
Sono d'accordo, pure se secondo me la "guerra su Roma" è limitante. Si poggia su campanilismi anacronistici. Nonostante le spinte da nostalgici, il concetto di "confine" è desueto al giorno d'oggi.
Citazione di: vaz il 09 Mag 2023, 11:00
Sono d'accordo, pure se secondo me la "guerra su Roma" è limitante. Si poggia su campanilismi anacronistici. Nonostante le spinte da nostalgici, il concetto di "confine" è desueto al giorno d'oggi.
Ma si, ma ripeto: non si tratta di rincorrerli sul loro terreno.
Non mi interessa lo spqr sulle maglie, il colosseo, i gladiatori etc etc, però neanche che dobbiamo sembrare una realtà nomade e apolide.
Su Lazio wiki si sostiene che probabilmente i ragazzi di piazza libertà in quei giorni dello spirito olimpico e dei colori della Grecia non avevano sentito parlare. Vero e' che quei ragazzi ne erano comunque pervasi, consciamente o no poco importa, perché volevano partecipare a una corsa Da dove arrivi tale impellente necessita', fare sport, non e' sbagliato identificarlo nello spirito olimpico.
Citazione di: kelly slater il 09 Mag 2023, 11:03
Ma si, ma ripeto: non si tratta di rincorrerli sul loro terreno.
Non mi interessa lo spqr sulle maglie, il colosseo, i gladiatori etc etc, però neanche che dobbiamo sembrare una realtà nomade e apolide.
Secondo me un possibile modo sarebbe avere più negozi ufficiali in città e soprattutto più scuole calcio locali affiliate alla Lazio. Altra cosa, spingerei molto sulla "Lazio nelle scuole", andando però anche in quelle pubbliche non solo private. Insomma, la Lazio dovrebbe fare quello che dovrebbe fare la sinistra :lol:
Citazione di: kelly slater il 09 Mag 2023, 10:56
Ok tutto giusto, però a me sembra che nel vostro (tuo e di FD) afflato universalistico ci sia la smania di dire: "Ok Roma come simbolo ve la siete presa voi e noi siamo Altro".
Noi siamo molto più di Roma città, ma siamo ANCHE Roma città.
La scelta non l'abbiamo fatta io e FD ma è stata fatta 123 anni fa e ribadita 27 anni dopo.
E' stata, secondo me, una scelta lungimirante in un periodo in cui la lungimiranza era poco diffusa. Oggi, secondo me, è anche la nostra forza. Soprattutto la nostra forza. Perché siamo slegati dai destini di una città che, obiettivamente, non è più la roma imperiale né lo sarà mai più. Quando FD descrive il carattere extracalcistico dei festeggiamenti napoletani sottolinea una debolezza intrinseca, sia del Napoli calcio che della città stessa. Come sarebbe per le merde. Una città che ha bisogno di una vittoria calcistica per mostrare il suo orgoglio è una città debole, una città in difficoltà. Che deve travestirsi con il suo folklore più assordante per esistere. Il rumore degli spiccioli in tasca che spesso usiamo per identificare i romanisti. Ed è quello che accade alle merde che devono raccogliere pietre posticce del foro romano per vivere. Dal DVD del Gladiatore fino ai finti pretoriani con le sciarpette. Pietre posticce che poi, va detto, interessano solo marginalmente chi viene da fuori. Come la felpa tarocca con la scritta roma. Buona solo per una passeggiata poi usata per lavare i vetri.
La scritta sul colletto delle magliette della Lazio, "la prima squadra della capitale" è una pippetta, un piccolo e distratto pompino, che ci facciamo tra di noi. Ma alla gente che viene da altrove non puo' fregare meno di niente anche se fosse proiettata sugli schermi dello stadio. Veramente pensate che la scritta SPQR sulle maglie delle merde sposti anche solo il sopracciglio di un qualsiasi essere senziente sulla faccia della terra ?
Citazione di: italicbold il 09 Mag 2023, 11:12
La scelta non l'abbiamo fatta io e FD ma è stata fatta 123 anni fa e ribadita 27 anni dopo.
Si ma la Storia se move, mica è una statua immobile.
E ripeto: non mi interessa
a'romanidà: mi interessa che anche la Lazio abbia la sua dimensione popolare. Noi felici pochi anche no.
E si fa con le vittorie.
Vinciamo una coppa europea o uno scudetto e diventiamo Noi felici Tanti
Citazione di: Adler Nest il 09 Mag 2023, 10:57
Dal 1900 ... legato ai colori olimpici è una scelta cldoverda perché amo andare controcorrente.
Avevo 7 anni (non nel 1900...)
:=))
Citazione di: kelly slater il 09 Mag 2023, 11:18
Si ma la Storia se move, mica è una statua immobile.
E ripeto: non mi interessa a'romanidà: mi interessa che anche la Lazio abbia la sua dimensione popolare. Noi felici pochi anche no.
E si fa con le vittorie.
Vinciamo una coppa europea o uno scudetto e diventiamo Noi felici Tanti
Se la dimensione popolare si fa con le vittorie che c'entra il fatto di non essere una realtà nomade e apolide ? Sinceramente non capisco l'argomentazione. In questo topic.
Come se le merde, che fieramente si aggrappano ai simboli dell'impero romano, ai colori e alle immagini più posticce di questa città, abbiano, per questa ragione, una bacheca che esplode di trofei e vittorie.
esattamente, la mancata comprensione dell'argomento da parte di IB è anche la mia.
Avevo già provato ad esprimerla ieri, para para.
Non se capisce il nesso tra le due cose.
Citazione di: italicbold il 09 Mag 2023, 11:27
Se la dimensione popolare si fa con le vittorie che c'entra il fatto di non essere una realtà nomade e apolide ? Sinceramente non capisco l'argomentazione. In questo topic.
Come se le merde, che fieramente si aggrappano ai simboli dell'impero romano, ai colori e alle immagini più posticce di questa città, abbiano, per questa ragione, una bacheca che esplode di trofei e vittorie.
Certo che c'è il nesso tra le due cose.
Si è detto in questo topic che quando vincono loro la festa tende a diventare la festa della città di Roma e non dell'AS rioma.
Per me accettare questo status quo è sbagliato.
Quando vinciamo la festa deve essere una festa ANCHE della città di Roma, a cui apparteniamo.
però certo, prima quel qualcosa lo dobbiamo vince, se no le chiacchiere stanno a zero
perché, come detto da sharp in un topic sulla roma, tende a coinvolgere gente a cui del calcio non fotte una mazza. Manco simpatizzanti, ma proprio gente che va a partecipare all'evento come andrebbe alla befana di piazza navona o al concerto dei Maneskin oggi senza manco avere comprato il disco, per farsi il selfie e postarlo sui social. "ci sono anch'io". Quella è la dimensione popolare di cui si parla.
A te interessa?
Se ci interessa quello abbiamo sbagliato operazione e hanno ragione loro a dire che dovevamo chiamarci roma.
Io non penso di averla sbagliata perché a me quella roba lì non interessa.
Penso che ci sia un modo di essere "popolari" nettamente diverso. Che non esalta l'essere pochi, che vuole coinvolgere i tanti sul tifare o simpatizzare per la Lazio, ma per quello che la Lazio può rappresentare soggettivamente, senza l'intenzione di finire nelle stories di gente che segue semplicemente il trend topic del momento.
Le nostre vittorie resteranno sempre vittorie della Lazio, non sovrapponibili alla città di Roma in quel senso.
Ovviamente la città di Roma può fregiarsene, ma senza sovrapposizione. Proprio a causa della differenza tra le due operazioni.
Non è questione di status quo, ma proprio della scelta che facemmo.
Io credo che troppe vittorie dovremmo ammucchiare per invertire i numeri della Città, ma a me frega il giusto.
Vittorie e scudetti ti portano fuori dalla dimensione della città, ti fanno conoscere al mondo.
Se il city vincesse la champions sai che je frega al tifoso che sono più quelli dello united..
Se la tenessero roma con il loro carnevale, con le loro pagliacciate ed i loro simboli falsi, noi per loro in questa città saremo sempre unditoarculo e a me, personalmente, va bene così.
Citazione di: FatDanny il 09 Mag 2023, 11:38
perché, come detto da sharp in un topic sulla roma, tende a coinvolgere gente a cui del calcio non fotte una mazza. Manco simpatizzanti, ma proprio gente che va a partecipare all'evento come andrebbe alla befana di piazza navona o al concerto dei Maneskin oggi senza manco avere comprato il disco, per farsi il selfie e postarlo sui social. "ci sono anch'io". Quella è la dimensione popolare di cui si parla.
A te interessa?
Se ci interessa quello abbiamo sbagliato operazione e hanno ragione loro a dire che dovevamo chiamarci roma.
Io non penso di averla sbagliata perché a me quella roba lì non interessa.
Penso che ci sia un modo di essere "popolari" nettamente diverso. Che non esalta l'essere pochi, che vuole coinvolgere i tanti sul tifare o simpatizzare per la Lazio, ma per quello che la Lazio può rappresentare, senza l'intenzione di finire nelle stories di gente che segue semplicemente il trend topic del momento.
Vabbè allora dobbiamo ridefinire il concetto di "popolare" nel 2023 era dei social network e delle instant stories.
"Popolare" significa inevitabilmente che qualcuno a cui normalmente del calcio frega poco scenda in strda pure lui/lei a fare un po di fiesta.
Se la festa la famo solo noi che sappiamo a memoria la formazione di Lazio - vicenza allora siamo noi felici pochi, ennamo
Citazione di: geddie il 09 Mag 2023, 06:53
Ho letto un libro ambientato da quelle parti. Molto bello, sembrava di affacciarsi a una finestra.
il mio! scherzo geddie, anzi se ci sono altri romanzi sul 26 maggio avvertitemi che devo fare le giuste comparazioni, così rosico :x :)
Citazione di: kelly slater il 09 Mag 2023, 11:34
Certo che c'è il nesso tra le due cose.
Ma no che non c'è nesso. O meglio, c'è un nesso che è solo in una direzione. Quella sbagliata.
E anche sticazzi.
Nessuna vittoria, anche quelle poche che hanno ottenuto, è mai arrivata, a Napoli o a Roma, perché le due squadre si chiamavano come la città e portavano gli stessi colori. Ma neanche mezza. Anzi, secondo me, la confusione artificiale ha più creato problemi che altro.
La nostra forza è che siamo sempre restati una società sportiva. Quella si popolare e con basi solide.
Citazione di: kelly slater il 09 Mag 2023, 11:44
Vabbè allora dobbiamo ridefinire il concetto di "popolare" nel 2023 era dei social network e delle instant stories.
"Popolare" significa inevitabilmente che qualcuno a cui normalmente del calcio frega poco scenda in strda pure lui/lei a fare un po di fiesta.
Se la festa la famo solo noi che sappiamo a memoria la formazione di Lazio - vicenza allora siamo noi felici pochi, ennamo
No, può significare anche che con la tua storia inizi a coinvolgere persone a cui il calcio interessa ma in termini slegati dall'aspetto territoriale.
Perché magari non vivi in una metropoli. O perché magari la tua città non ha chissà che tradizione calcistica.
La Lazio potrà sempre, sempre per la scelta fatta, puntare più a questi che a quelli che dici tu.
Per il "popolare" che dici tu ha sbagliato operazione, perché a quelli lì sarà sempre più comprensibile la roba stile roma o napoli, che quella stile Lazio.
Perchè è più facile attraversare "la festa di napoli" che la festa dei laziali, che sono un'identità specifica, strettamente legata alla dimensione sportiva, più che a quella territoriale. Che proprio perché territoriale è più facilmente attraversabile da chi se ne fotte del calcio e vuole andare all'evento come andrebbe alla sagra della castagna se fosse una cifra pop in quel momento.
Noi non a caso richiamiamo il tifoso inglese, quello dei video youtube.
Ecco, quello è il nostro target, moltiplicato (potenzialmente) per X.
Anche quello è figlio del tempo odierno eh, mica è roba del novecento.
Ma QUELLO è il nostro target, non quello che pensi tu. Per me ovviamente.
A mio avviso tu vai sul loro terreno e quindi parti non dico perdente, ma comunque in svantaggio netto.
EDIT: leggo ora IB. Esattamente.
La mia esperienza di vita milanese (parecchia) mi porta alla seguente riflessione: il tema "Milano città" l'ho sentito importante solo nei brevi periodi in cui le squadre erano in difficoltà.
Personalmente credo che aggiungere Roma nel nostro progetto comunicativo sarebbe davvero un dettaglio, niente di più.
L'identità è data dai colori e dagli atteggiamenti della squadra e dai risultati.
Avremmo la possibilità di fare 10-0 in un sol colpo (e anche velocemente) facendo diventare la S.S. Lazio e la Polisportiva Lazio un'unica macchina comunicativa.
Ti permetterebbe soluzioni sorprendenti, vincenti, convincenti, coinvolgenti, parlando di sport e identità in maniera sana, scevra dai palettari.
Aggiungo, spendendo poco di più e meglio.
Sogno un investitore illuminato che aggiunga sezioni della polisportiva nel progetto Lazio (tra l'altro sarebbe anche un investimento molto molto molto intelligente ).
Citazione di: Eroche..siusta il 09 Mag 2023, 11:40
Io credo che troppe vittorie dovremmo ammucchiare per invertire i numeri della Città, ma a me frega il giusto.
Sti numeri comunque sono spesso solo delle fotografie qualitative che non si riflettono poi in numeri quantitativi corrispondenti. Ce fanno e c'hanno sempre fatto il brodo.
Citazione di: geddie il 09 Mag 2023, 09:31
Il personaggio Vaccaro non e' banale pero'. Come non e' banale l'intuizione del calcio come formidabile strumento di propaganda, la passione da tifoso supera facilmente qualche confine o limite almeno in quelle due ore, ma sembra comunque andare in un altra direzione rispetto alle direttive del partito. Credo sia tra i protagonisti nell'organizzazione dei mondiali del 1934 in Italia e ha aiutato Pozzo, non so in che misura, in quel miracolo sportivo che e' l'Italia calcistica dal 1934 al 1938.
Aggiungi pure che Vaccaro insieme al segretario della figc dell epoca, Barassi, contribuì a salvare la Coppa Rimet dalle grinfie degli occupanti tedeschi.
Ecco, mentre il "nostro" salvava la Rimet il loro Foschi aderiva alla RSI per dire...
Comunque per tornare in tema anche io come KS penso che seppur svantaggiati da una scelta diversa sarebbe un errore lasciare il monopolio della rappresentatività (anche se mi sembra che nessuno degli intervenuti voglia questo) perché il rischio di squadra apolide a quel punto sarebbe dietro l angolo.
Concordo anche che il riferimento a Roma lo farei più marcato sulla città di inizio secolo (più rispondente alla realtà storica ed anche molto più romantico) ma ci sta pure, ogni tanto, qualche facile concessione, da turismo di massa, a Roma antica come la foto davanti al Colosseo.
Le cose nn confliggono.
che poi appunto, il riferimento deve o dovrebbe essere quello dei primi del 900, ma che vi siete scrdati le felpe di inquelli con sopra scritto 753 a.c? ridicoli.
gladiatoridestocazzo..
L'ho già detto.
Non ha molto senso gonfiarsi il petto con il "Noi felici pochi" se poi si spera sempre di conquistare un predominio cittadino che alla fine è solo di cartonati da mettere allo stadio.
Io sono sempre stato orgoglio del mio essere di nicchia, del non essermi appiattito al punto dallo scegliere la mia passione in base al nome che mi risuonava più comodo.
Chi tifa Lazio da sempre ne ama la storia, la studia, si appassiona al passato come al presente, va a capire dalle origini (che sono certe) il perchè di quel "Lazio", di quei colori, di quel simbolo.
Quell'altri ancora devono decide quanno so' nati!
Ogni giorno ciccia una data una quindicina di giorni precedente all'ultima.
Mo' è uscito fuori maggio 1927.
Se sto passo entro 10 anni saranno arrivati pure loro al 1900 con lo statuto scritto scritto sulle mutande che gli ha lasciato poro nonno.
E il nome lo hanno dovuto rubà perchè l'unico nel quale potevano seriamente ricojnoscersi per come so' venuti al mondo era AS Littoria!
Io mi ci gonfio il petto del nostro essere "pochi", del non avere una fanfara pre ordinata per ogni pirito che ci esce dal culo, del festeggiare uno scudetto accasciato al suo a piangere come una creatura, grato di averlo visto almeno uno scudetto, invece di urlare e cantare sguaiato perchè convinto di avere quello che mi spettava per diritto divino.
Il nostro essere "prius" è per diritto di nascita, non per editto di chi con la stessa penna firmò le leggi razziali.
Citazione di: Eroche..siusta il 09 Mag 2023, 13:09
che poi appunto, il riferimento deve o dovrebbe essere quello dei primi del 900, ma che vi siete scrdati le felpe di inquelli con sopra scritto 753 a.c? ridicoli.
gladiatoridestocazzo..
sììì, siamo una squadra Belle Epoque :love: :love: :love: :love: :love: :love:, che si attesti pure!
La Lazio DEVE appropriarsi (anzi riappropriarsi) della romanità.
Nel 1915, nel nostro stemma era presente il nome ROMA, siamo stati i primi. Durante la prima guerra mondiale abbiamo convertito i nostri campi in orti per dare da mangiare alla popolazione, i nostri fondatori stessi, sono nove romani.
La Lazio è Roma e questa cosa va ribadita, protetta, cullata. Sempre.
Citazione di: LazialePresente il 09 Mag 2023, 13:45
La Lazio DEVE appropriarsi (anzi riappropriarsi) della romanità.
Nel 1915, nel nostro stemma era presente il nome ROMA, siamo stati i primi. Durante la prima guerra mondiale abbiamo convertito i nostri campi in orti per dare da mangiare alla popolazione, i nostri fondatori stessi, sono nove romani.
La Lazio è Roma e questa cosa va ribadita, protetta, cullata. Sempre.
La Lazio è DI Roma.
Non è Roma. Roma c'era prima.
Ma il fatto che si sono chiamati Roma, alla Lazio non deve preoccupare.
Come di Roma sono gran parte dei suoi tifosi.
Già basta questo a mandarli al manicomio.
Citazione di: LazialePresente il 09 Mag 2023, 13:45
La Lazio è Roma e questa cosa va ribadita, protetta, cullata. Sempre.
.punto.
La Lazio è la Lazio, non è Roma. Punto.
Se fosse Roma non avrebbe bisogno di chiamarsi in altro modo. Ari-Punto.
Se qualcuno ha quest'ansia se dovrebbe fa du domandine. Secondo me.
La Lazio è una squadra di Roma, la prima squadra di Roma. E a me piace il fatto che si chiami con il nome del territorio dei progenitori dei romani. E l'altri sono LA roma e non Roma. C'è l'articolo determinativo femminile che fa tutta la differenza di questo mondo. Che piaccia o no.
Citazione di: adiutrix il 09 Mag 2023, 14:33
La Lazio è una squadra di Roma, la prima squadra di Roma. E a me piace il fatto che si chiami con il nome del territorio dei progenitori dei romani. E l'altri sono LA roma e non Roma. C'è l'articolo determinativo femminile che fa tutta la differenza di questo mondo. Che piaccia o no.
Ma infatti quando dicono "Roma ha vinto" o "Roma è caduta" ( quando li sbuciammo 10 anni fa de sti tempi )
fanno ride i polli.
La Lazio è la Lazio ma è anche Roma perchè è la piú antica e gloriosa squadra di calcio di Roma.
Punto.
Citazione di: FatDanny il 09 Mag 2023, 14:27
La Lazio è la Lazio, non è Roma. Punto.
Se fosse Roma non avrebbe bisogno di chiamarsi in altro modo. Ari-Punto.
Se qualcuno ha quest'ansia se dovrebbe fa du domandine. Secondo me.
1000000%
Nessuno sa con certezza perché l'hanno, c'hanno,chiamata Lazio. Quelle del qualcosa più grande di Roma, che la contiene quindi, e' una aggiunta postuma. Anche abbastanza posticcia se vogliamo. Non si sa, non si capisce e magari e' vero che l'hanno scelto perché Roma ci si chiamava un altra societa. Di sicuro c'è che hanno dovuto pensarci. Non in un ufficio e senza urgenze o aspettative epocali salvo quella di voler gareggiare in una corsa.
Che la Lazio non è Roma, comunque non si può sentire.
Ma davvero davvero... daje de screenshot.
Citazione di: geddie il 09 Mag 2023, 14:44
Nessuno sa con certezza perché l'hanno, c'hanno,chiamata Lazio. Quelle del qualcosa più grande di Roma, che la contiene quindi, e' una aggiunta postuma. Anche abbastanza posticcia se vogliamo. Non si sa, non si capisce e magari e' vero che l'hanno scelto perché Roma ci si chiamava un altra societa. Di sicuro c'è che hanno dovuto pensarci. Non in un ufficio e senza urgenze o aspettative epocali salvo quella di voler gareggiare in una corsa.
E anche per quanto riguarda la scelta dei colori non è certo che è per un omaggio alla Grecia.
Citazione di: FatDanny il 09 Mag 2023, 14:27
La Lazio è la Lazio, non è Roma. Punto.
Se fosse Roma non avrebbe bisogno di chiamarsi in altro modo. Ari-Punto.
Se qualcuno ha quest'ansia se dovrebbe fa du domandine. Secondo me.
Ma che cristo me tocca legge dio santo.
Naturalmente il nostro simbolo è stato scelto perché erano amanti dei pennuti.
Studiate la storia della Lazio, nello specifico i primi 30 anni. La Lazio va a braccetto con Roma, di pari passo. "La Lazio non è Roma", se. Ve piacerebbe.
Dio santissimo mi viene l'orticaria.
(https://i.ibb.co/j43CHCW/1200px-Stemma-SS-Lazio-SS-1914-svg.png) (https://ibb.co/NYW070m)
Naturalmente qui erano matti, più di 100 anni fa. Hanno messo il nome ROMA perché non si sentivano Romani, se.
Citazione di: adiutrix il 09 Mag 2023, 14:33
La Lazio è una squadra di Roma, la prima squadra di Roma. E a me piace il fatto che si chiami con il nome del territorio dei progenitori dei romani. E l'altri sono LA roma e non Roma. C'è l'articolo determinativo femminile che fa tutta la differenza di questo mondo. Che piaccia o no.
In realtà proprio quell'articolo determinativo fa tutta la differenza del mondo non nella direzione che intendi.
Infatti, c'è una regola consuetudinaria che vuole, in caso di omonimia tra città (o quartiere) e squadra, che quest'ultima assuma l'articolo al maschile, lasciando al femminile per LA (città di) Roma.
Potete fare tutti gli esempi che volete, la regola varrà sempre, in Italia e all'estero, eccetto UN caso:
IL Torino, IL Bologna, IL Cagliari, IL Napoli, IL Venezia, IL Lecce, IL Liverpool, IL Barcellona, IL Manchester, IL West Ham, IL St.Pauli.
LA Fiorentina, LA Salernitana, LA Cremonese, LA Ternana, LA Lazio, L'Atalanta, LA Juventus.
C'è solo un'eccezione, LA roma. Non IL roma (come sarebbe corretto), ma LA roma.
Anche la lingua ci indica il grado di pervasività dell'operazione.
Quell'articolo determinativo femminile fa proprio tutta la differenza del mondo, ma non nella direzione che vorremmo noi. Che piaccia o no.
Questo non significa mica che la Lazio sia apolide. Esattamente come se ci fosse uno che si chiama Romano e se mette il compleanno al 21 aprile questo non modificherebbe di una virgola le mie origini.
Resterei romano tanto quanto, pure se nato a luglio e di nome Daniele.
E non mi verrebbe, siccome ci sta lui, di dire che "Daniele è romano".
No no, Daniele è Daniele e non è altro, perché della sua identità precisa è felice e contento. Non gli serve proprio ribadire di essere romano, perché a parlare
anche di questo c'è già la sua storia.
Forse è quello che deve chiamasse Romano e mettersi il compleanno al 21 aprile a dover fare così perché senza di quello gli resta poco.
Ma pure il Daniele di turno che preso dall'ansia ribadisce che lui è romano, evidentemente qualche problemino ce l'ha. Altrimenti manco l'ansia gli prenderebbe, se scrollerebbe la contestazione di dosso come si fa con un rimasuglio di polline che inavvertitamente si poggia sulla giacca.
Perché tanto pesa - almeno a me - il loro voler "essere Roma".
adiutrix e LazialePresidente qui ci si sta confrontando in tutta tranquillità.
"daje de screenshot" e orticarie varie alzano inutilmente il tono.
Anche perché la risposta altrettanto provocatoria può venire facilissimamente.
Evitiamo, che dite?
Citazione di: FatDanny il 09 Mag 2023, 14:55
adiutrix e LazialePresidente qui ci si sta confrontando in tutta tranquillità.
"daje de screenshot" e orticarie varie alzano inutilmente il tono.
Anche perché la risposta altrettanto provocatoria può venire facilissimamente.
Evitiamo, che dite?
Qui sei te che spacci le tue idee discutibili per certezze "punto e ari-punto".
Nel 1915 hanno inserito il nome ROMA nel nostro stemma. Mo arrivi te che ci dici che devono farsi due domande. Se non capisci che stai dicendo una castroneria non so che dirti.
Citazione di: FatDanny il 09 Mag 2023, 14:52
Potete fare tutti gli esempi che volete, la regola varrà sempre, in Italia e all'estero, eccetto UN caso:
IL Torino, IL Bologna, IL Cagliari, IL Napoli, IL Venezia, IL Lecce, IL Liverpool, IL Barcellona, IL Manchester, IL West Ham, IL St.Pauli.
LA Fiorentina, LA Salernitana, LA Cremonese, LA Ternana, LA Lazio, L'Atalanta, LA Juventus.
C'è solo un'eccezione, LA roma. Non IL roma (come sarebbe corretto), ma LA roma.
Anche la lingua ci indica il grado di pervasività dell'operazione.
.
E quale sarebbe la differenza tra LA Cremonese e LA roma?
Citazione di: FatDanny il 09 Mag 2023, 14:55
adiutrix e LazialePresidente qui ci si sta confrontando in tutta tranquillità.
"daje de screenshot" e orticarie varie alzano inutilmente il tono.
Anche perché la risposta altrettanto provocatoria può venire facilissimamente.
Evitiamo, che dite?
Mi associo alla richiesta.
Adiutrix e LP calma e coraggio.
Si puó avere opinioni differenti.
Sbaglio o c'era una polemica simile anche su IL Bari/LA Bari?
La parte di romanità che c'è nella Lazio è qualcosa che sento e che, soprattutto ora che mi sono trasferito e vivo a Milano da quasi 11 anni, mi porto dietro. Al mio "sono della Lazio" di solito mi chiedono se sono di Roma. La Lazio mi fa sentire legato alla mia città natale.
Secondo me però non è peregrino che un tifoso non proveniente da Roma (come sono tanti anche solo in questo forum) non senta un'attrazione verso il territorio, al contrario di un forestiero che si infatua dei cugini.
Poi Roma ha tante anime, per me non è possibile unirle sotto lo stesso "popolo" (nemmeno stesso simbolo) è lì che l'operazione artificiosa viene a galla.
Citazione di: LazialePresente il 09 Mag 2023, 14:57
Qui sei te che spacci le tue idee discutibili per certezze "punto e ari-punto".
Nel 1915 hanno inserito il nome ROMA nel nostro stemma. Mo arrivi te che ci dici che devono farsi due domande. Se non capisci che stai dicendo una castroneria non so che dirti.
Guarda che il "punto" sei stato tu il primo a metterlo.
Tutte le idee sono discutibili, figuriamoci, ma una cosa è dire che la Lazio è una squadra DI Roma, come già hanno detto anche altri, e quindi che mette il riferimento ad essa nel simbolo, tutt'altra è dire che la Lazio E' Roma.
Non capisco in che modo postare il simbolo della Lazio con su scritto - giustamente - Roma, visto che è quella la città dove la Lazio è nata e risiede, dovrebbe provare che "la Lazio è Roma".
I romanisti sono dei mentecatti proprio nel provare a cancellare l'esistenza della Lazio.
Seguirli su questo crinale non mi sembra geniale, perché Roma è tante cose.
è anche la roma, certo che lo è, ma come si può sostenere il contrario?
Anzi, affannarsi a dire cose del genere dimostra che c'è un'ansia immotivata su sta roba.
Ma se c'è allora vale la domanda "ma perché non te sei chiamato Roma a sto punto?"
Se il punto è "essere Roma", perché non unirsi alle compagini che hanno dato vita a quella squadra?
Non è una provocazione, lo chiedo davvero.
Nel momento in cui il tema diviene "essere Roma" il rifiuto io francamente non lo capisco.
Te chiami Roma e a quel punto quell' "essere" diventa piena evidenza.
Citazione di: adiutrix il 09 Mag 2023, 15:04
E quale sarebbe la differenza tra LA Cremonese e LA roma?
Che la città della Cremonese è Cremona, dunque non c'è corrispondenza, come in Firenze-Fiorentina o Salerno-Salernitana, mentre nel caso della roma c'è omonimia come nei casi di Torino, Cagliari, Venezia, Lecce e tutti gli altri fatti?
Citazione di: adiutrix il 09 Mag 2023, 15:04
E quale sarebbe la differenza tra LA Cremonese e LA roma?
Che si chiama cremonese non cremona
LA Bari
Si chiama LA bari in dialetto.
In italiano è IL Bari.
@FD: non ci siamo chiamati Roma perchè non aveva senso.
È come se vai da quelli del Chelsea o del Fulham e gli fai la domanda idiota: "perchè nun ve sete chiamati London?"
Citazione di: FatDanny il 09 Mag 2023, 15:10
Si chiama LA bari in dialetto.
In italiano è IL Bari.
A Bari e in tutta la Puglia è LA Bari
Eh, ma perché è in dialetto.
Io ho portato l'evidenza di una regola linguistica italiana, cosa dovrebbe indicarci portare un'eccezione dialettale, che in quanto tale risponde ad altre regole?
Citazione di: kelly slater il 09 Mag 2023, 15:10
@FD: non ci siamo chiamati Roma perchè non aveva senso.
È come se vai da quelli del Chelsea o del Fulham e gli fai la domanda idiota: "perchè nun ve sete chiamati London?"
ma non è così Kelly, secondo me l'esempio non ci sta.
Perché a Londra non c'è stato un momento in cui si è discusso di formare una compagine cittadina.
A londra al Chelsea e al Fulham fotte cazzi di "essere Londra".
Anzi, te diranno che loro NON SONO Londra. Sono il Chelsea e il Fulham. Giustamente.
Sta cosa di chiamarsi col proprio nome MA di voler ESSERE Roma è una contraddizione tutta laziale.
Anzi, di ALCUNI laziali. In una dinamica che, si ammetta o no, è tutta reattiva nei confronti "loro".
E infatti a Londra non se pone proprio e non troverai nessuna tifoseria che te dice "siamo londra", perché farebbe ride.
dimostriamo di dargli fin troppo peso. è un autogol. IMHO.
Il bisogno di sentirsi Roma, che non c'è a Londra, è stato creato dal rastrellamento di tutte le realtà calcistiche effettuato nel 1927. In quel giorno è stata aperta la caccia a Roma, e purtroppo è difficilissimo sottrarsene perché se lo fai gli lasci anche quel ruolo che Roma ha per la Lazio, per quanto marginale, descritto da kelly. Perché dovremmo lasciarlo? Perché?
Gli uccelli fanno le uova pensando immediatamente a come proteggerle dai serpenti. Se non esistessero i serpenti avrebbero una relazione col nido completamente diversa. Ma esistono e sarebbe letale dimenticarsene.
Citazione di: kelly slater il 09 Mag 2023, 15:10
@FD: non ci siamo chiamati Roma perchè non aveva senso.
È come se vai da quelli del Chelsea o del Fulham e gli fai la domanda idiota: "perchè nun ve sete chiamati London?"
Infatti a nessuna delle squadre londinesi preme così tanto "essere Londra".
Anzi non gliene frega proprio.
Appunto, neanche nel 1900 c'era l'esigenza di discutere su un'eventuale squadra che rappresentasse tutta Roma.
Quell'esigenza è stata calata dall'alto 27 anni dopo.
E noi siamo la prova vivente che non siamo riducibili ad assimilazioni forzate: siamo originali e non proveniamo da fusioni.
Ma siamo nati a Roma e il nostro simbolo è l'Aquila delle Legioni romane e non possiamo rinnegare o nascondere la nostra storia solo perchè i fusion se ne sono appropriati indebitamente.
In realtà, sia per il nome che per il simbolo, ci sono diverse interpretazioni in campo. Da quelle più ricercate, e per certi versi "mitiche", ad altre molto più terra terra, se non dettate proprio dal caso. La pagina di LazioWiki dedicata alla fondazione è molto chiara in merito.
Citazione di: Tarallo il 09 Mag 2023, 15:20
Il bisogno di sentirsi Roma, che non c'è a Londra, è stato creato dal rastrellamento di tutte le realtà calcistiche effettuato nel 1927. In quel giorno è stata aperta la caccia a Roma, e purtroppo è difficilissimo sottrarsene perché se lo fai gli lasci anche quel ruolo che Roma ha per la Lazio, per quanto marginale, descritto da kelly. Perché dovremmo lasciarlo? Perché?
Gli uccelli fanno le uova pensando immediatamente a come proteggerle dai serpenti. Se non esistessero i serpenti avrebbero una relazione col nido completamente diversa. Ma esistono e sarebbe letale dimenticarsene.
proteggere è una cosa, fare un'operazione speculare è un'altra.
"Essere roma" non è proteggere il nido ma fasse serpente.
Parliamo di due cose diverse.
Siccome per me i serpenti so' ridicoli, il rischio è di diventare ridicoli a nostra volta.
O peggio, per proteggere le uova finisci per romperle e divorarle involontariamente.
Perché tradisci quel moto originario a difesa sposando la stessa logica da cui hai provato a difenderti.
Praticamente fai il romanista al contrario, per dirla in termini spicci.
Come detto, nessuno in questo topic sta sostenendo di occultare le origini romane della Lazio e farne una squadra apolide.
Ma è tutt'altra cosa.
(https://www.laziowiki.org/w/images/thumb/2/2c/Mappa_Case_Fondatori.jpg/975px-Mappa_Case_Fondatori.jpg)
Da Lazio Wiki: casa fondatori Lazio.
Vedi alla voce ricordare sempre ma andare avanti, senza raccogliere le ca.zzate di chi millanta egemonie, non avendo una data di nascita certa ma con m.adre ignota appurata.
Citazione di: JSV23 il 09 Mag 2023, 15:20
Infatti a nessuna delle squadre londinesi preme così tanto "essere Londra".
Anzi non gliene frega proprio.
Tu fondi tutte le altre, fai uno squadrone chiamato Londra, lo so è assurdo, comincia una propaganda a tappeto per far sentire il Fulham un ospite nella sua città, e vedi se per il Fulham Londra non aumenta di importanza. Il Fulham ha la casa sul fiume e una storia legata alla città, chiedergli di abdicarla è ingiusto.
leggo Fat, sono d'accordo ma credo che kelly non stia dicendo quello (non ho letto tutto il topic).
il Avellino :D :D
che me tocca sentì diceva mi nonna....
L'Avellino è LO Avellino, non LA Avellino. Perché LA indicherebbe LA città di Avellino.
Come c'è L'Ascoli o L'Acireale o L'Empoli. Ma sono tutti LO.
Resta l'articolo determinativo maschile dove c'è omonimia, regola confermata.
IL o LO sono equipollenti.
Come è confermata da LO Spezia (calcio), parlando della squadra, essendo La Spezia la città, in questo caso con l'articolo direttamente nel nome.
Certo a San Sebastian non hanno capito un tubo... :D :D
Citazione di: Tarallo il 09 Mag 2023, 15:24
Tu fondi tutte le altre, fai uno squadrone chiamato Londra, lo so è assurdo, comincia una propaganda a tappeto per far sentire il Fulham un ospite nella sua città, e vedi se per il Fulham Londra non aumenta di importanza. Il Fulham ha la casa sul fiume e una storia legata alla città, chiedergli di abdicarla è ingiusto.
leggo Fat, sono d'accordo ma credo che kelly non stia dicendo quello (non ho letto tutto il topic).
Ma nessuno sta dicendo che la Lazio debba rinnegare la sua storia o la sua appartenenza alla città.
Citazione di: guido 59 il 09 Mag 2023, 15:31
Certo a San Sebastian non hanno capito un tubo... :D :D
C'è LA Real Sociedad, infatti...
regola confermata.
PS (Donostia, non San Sebastian, per la precisione)
che famo chi festeggia a Benfica? :D :D
Che infatti si chiama IL Benfica, non LA Benfica... confermando ulteriormente la regola.
Scusami guido, ma stai semplicemente provando a buttarla in caciara perché ti infastidisce il discorso?
Perché francamente non capisco, è un topic in cui stiamo approfondendo pacatamente alcune questioni. Perché fare così? boh vabbé
Io sono dubbioso. Concordo sul fatto che la Lazio è la Lazio.
Però l'appropriazione di Roma da parte delle merxe per noi è dannosa e dovremmo impedirla. Perchè l'idea di diventare l'unica squadra di Roma loro sotto sotto ce l'hanno sempre (la storia è storia per tutti ...). E possiamo farlo riaffermando che la Lazio è la Lazio, ma anche parte di Roma a pieno titolo. Rinunciarci per principio, lasciando campo libero a quegli altri, per me, è un errore. Anche a costo di essere incoerenti di principio.
Quando ero all'estero, la Lazio (che lì chiamano Lazio Roma) non la conosceva nessuno. Salvo qualcuno che si ricordava della Lazio di Cragnotti, vagamente. Le merxe erano conosciute da tutti. Come la squadra di Roma. In linea di principio dovrebbe essere giusto così, ma insomma, magra consolazione ...
ho ragionato un pochino sulla cosa degli articoli e molto più semplicisticamente credo che l'articolo corrisponda alla dicitura generale: se italiana, "associazione sportiva" o "società calcistica" o "società sportiva" vuole l'articolo la e quindi di conseguenza la roma, la Lazio, la fiorentina ecc.
"football club", quindi molte squadre nate nei primi del 900 a emulazione inglese, ovviamente il maschile: il palermo, il napoli, il parma.
grazie grazie ;)
Citazione di: pan il 09 Mag 2023, 16:05
ho ragionato un pochino sulla cosa degli articoli e molto più semplicisticamente credo che l'articolo corrisponda alla dicitura generale: se italiana, "associazione sportiva" o "società calcistica" o "società sportiva" vuole l'articolo la e quindi di conseguenza la roma, la Lazio, la fiorentina ecc.
"football club", quindi molte squadre nate nei primi del 900 a emulazione inglese, ovviamente il maschile: il palermo, il napoli, il parma.
grazie grazie ;)
Il Cesena prima di fallire è stato sempre A.C. Cesena e nessuno mai lo chiamava la Cesena
Anche il Milan è AC Milan
prego prego :beer:
in realtà no Pan
oltre l'esempio appena fatto del Cesena, dici LA Juventus anche se è Football Club, mica dici IL juventus football club.
Io sono abbastanza sicuro di quanto sto dicendo sugli articoli, è una cosa che avevo approfondito.
;)
Quando usi "LA", il nome è diverso dalla città. Tranne che nel caso della roma, unica eccezione che io conosca. Che poi è il motivo per cui alcuni laziali dicono ironicamente "il roma", proprio a non voler riconoscere tale particolarità.
PS colgo l'occasione per specificare una cosa che effettivamente mi sono accorto non essere chiara come avevo scritto prima.
IL Benifica nasce in realta come Sport Lisboa. Infatti nel simbolo c'è l'acronimo SLB.
Per questo usa il maschile, portandoselo dietro dal nome originario che sarebbe IL/LO (sport lisboa) Benfica.
Ma ribadisco la regola: se c'è omonimia tra città e squadra, l'articolo è determinativo maschile.
Poi se conoscete eccezioni oltre le merde, postatele pure!
https://www.figc.it/it/tifosi/news/curiosit%C3%A0-cosa-determina-il-sesso-delle-squadre-di-calcio/#:~:text=%22Quando%20la%20squadra%20porta%20lo,magnifico%20Cagliari%20%3D%20la%20squadra).
Citazione di: jailbreak il 09 Mag 2023, 16:13
Il Cesena prima di fallire è stato sempre A.C. Cesena e nessuno mai lo chiamava la Cesena
Anche il Milan è AC Milan
prego prego :beer:
no nella loro dicitura originale, la prima, quella più antica, tutti e due sono FC, football club e quindi è rimasta loro il (club) Milan, il (club) Cesena. :) :) peppepppeppepep a e i o u yyyy :cool4:
noneeeeee.
Ti ho già fatto l'esempio della Juventus, che è FC, ma comunque è LA.
L'articolo non dipende da quel che dici, gnegnegne
Citazione di: jailbreak il 09 Mag 2023, 16:23
https://www.figc.it/it/tifosi/news/curiosit%C3%A0-cosa-determina-il-sesso-delle-squadre-di-calcio/#:~:text=%22Quando%20la%20squadra%20porta%20lo,magnifico%20Cagliari%20%3D%20la%20squadra).
ooooh, oooo vedi pan che come dico io? lo dice pure la figc.
Tiè tiè tiè
e conferma che l'unica eccezione è LA roma.
Come possiamo spiegarci un'unica e sola eccezione? Proprio col tentativo di far corrispondere squadra e città. Anche linguisticamente.
Citazione di: pan il 09 Mag 2023, 16:27
no nella loro dicitura originale, la prima, quella più antica, tutti e due sono FC, football club e quindi è rimasta loro il (club) Milan, il (club) Cesena. :) :) peppepppeppepep a e i o u yyyy :cool4:
Il Cesena dalla nascita al fallimento di 3 anni fa è sempre stato AC Cesena.
Oggi post-fallimento è FC Cesena pereppeppè :beer:
nooo mi piace troppo la mia, riflettiamoci ancora, non la lasciamo cadere così :(
vado a fare la spesa, ciao. sigh.
Si chiama la roma perché si dice la me**a e non il.
Spiegazione truce e molto colta di Adler jr....
L'ho tirato su bene.
:=))
e comunque secondo me è giusto che la città di Roma sia rappresentata dalla Asmerda squadra col suo nome.
Il 70 percento degli abitanti tifa asroma ed è lo stereotipo perfetto di quello che non è il popolo Laziale.
Tiè mo' tacciatemi di razzismo anche se la politica non c'entra un cazzo ma c'entrano tante altre qualità che il Laziale ha nel suo dna.
Se ho detto una cazzata "mi corriggerete"
guardate che noi ci scherziamo ma dal punto di vista semantico non è per niente uno scherzo.
Se io dico "forza fantastica Torino!" è del tutto evidente che mi sto riferendo alla città.
O se dico "meravigliosa Bologna" idem.
Non c'è bisogno di specifiche, parlo della città. Se dicessi "meraviglioso Bologna" invece è chiaro che mi sto riferendo ad una squadra sportiva.
Quando dico "meravigliosa Roma" le due cose si confondono, se non specifico.
secondo me, allora è più eccezionale il nostro nome, Lazio, che nonostante sia maschile, viene chiamato La Lazio. E non mi pare ci siano cose simili. L'eccezione vale più per noi che per la asmafia.
E il discorso mio, circa l'uso dell'articolo, era per differenziare la città, Roma, con qualla società mafiosa, LA roma. Una cosa è Roma e una cosa è LA roma.
ma Lazio non rappresenta un'eccezione, perché - come riporta l'articolo sul sito della FIGC - è sottointeso che sia una squadra/società sportiva. Quindi LA (squadra della) (Società sportiva) Lazio. Non è affatto maschile.
Non fa alcuna eccezione.
Allora la roma che è? :)
Sta cosa del nome se e' come dice Fat e' inquietante. Io quando leggo qualcuno chiamarli forze del male mi dico vabbe' non esageriamo. Mi sa che sbaglio.
Mi sento di dare ragione a FD sull'articolo al femminile di quell'altri.
Essendo nata per ordine del duce come strumento di propaganda del nuovo impero romano quetsa doveva arrogarsi il diritto di essere la città eterna non di rappresentarla.
In questo è stato fregato proprio da un suo generale perchè nel disegno originale l'assimilazione stile Borg (i VDM capiranno prima) della Lazio era il perno fondamentale.
Era la più ricca e la più forte del centro sud ed aveva un suo campo di gioco.
Senza di noi l'opera venne fuori monca di fronte agli squadroni del nord, tanto che per farle vincere uno scudetto dovette aspettare la guerra facendo partire per il fronte tutti gli atleti del nord e non quelli de noantri (raccontato esattamente così da Amedeo Amadei).
Bella l'idea del barcone chiamato Lazio che vedevano passare ogni giorno e gli ha suggerito il nome. Se era capitato a loro diventavano discendenti di Romolo in un attimo. Anche di Remo probabilmente, che figli non ne ha mai avuti, ma vaglielo a spiegare.
Se non esistesse l'Asromamerda e tutti a Roma tifassero Lazio come la mettereste ?
io non ci vedo tutta questa eccezionalità.
E' LA Associazione Sportiva roma.
Quel La è riferito al femminile della parola associazione.
Una sua società fusa in lei , si chiamava Il Roman Football Club, IL Roman perchè era un solo club. Il Club Roman. Mica la roman.
L'eccezione sta nell'omonimia.
é il fatto che ci sia omonimia che dovrebbe portarti a usare l'articolo maschile.
Anche il torino, il bologna, il palermo, il parma, il venezia sono associazioni sportive, ma poiché sono omonime con la città in cui risiedono si usa il maschile, per non confondere le due cose.
Citazione di: adiutrix il 09 Mag 2023, 17:00
io non ci vedo tutta questa eccezionalità.
E' LA Associazione Sportiva roma.
Quel La è riferito al femminile della parola associazione.
Una sua società fusa in lei , si chiamava Il Roman Football Club, IL Roman perchè era un solo club. Il Club Roman. Mica la roman.
Ma che c'entra.
Allora perchè non LA Società Sportiva Calcio Napoli?
Tolto il Football Club tutte le altre ragioni sociali sono al femminile.
Citazione di: FatDanny il 09 Mag 2023, 16:44
ma Lazio non rappresenta un'eccezione, perché - come riporta l'articolo sul sito della FIGC - è sottointeso che sia una squadra/società sportiva. Quindi LA (squadra della) (Società sportiva) Lazio. Non è affatto maschile.
Non fa alcuna eccezione.
E allora perchè Napoli, che è una società sportiva come la Lazio viene chiamato IL Napoli e non la Napoli?
Citazione di: maumarta il 09 Mag 2023, 17:03
Ma che c'entra.
Allora perchè non LA Società Sportiva Calcio Napoli?
Tolto il Football Club tutte le altre ragioni sociali sono al femminile.
Però lo chiami IL Napoli.
Che c'entra? :)
Citazione di: adiutrix il 09 Mag 2023, 17:03
E allora perchè Napoli, che è una società sportiva come la Lazio viene chiamato IL Napoli e non la Napoli?
Te lo hanno scritto più volte: Napoli è la città, quindi LA città di Napoli.
IL Napoli è la squadra di calcio.
Questo in caso di omonimia tra squadra e città.
Cosa che non vale solo la roma.
Citazione di: FatDanny il 09 Mag 2023, 15:38
Che infatti si chiama IL Benfica, non LA Benfica... confermando ulteriormente la regola.
Scusami guido, ma stai semplicemente provando a buttarla in caciara perché ti infastidisce il discorso?
Perché francamente non capisco, è un topic in cui stiamo approfondendo pacatamente alcune questioni. Perché fare così? boh vabbé
Il discorso non mi infastidisce anzi, solo che alla fine, secondo me la montagna ha partorito un topolino.
Comunque torno serio, ma pensavo non ce ne fosse bisogno, era per farti capire che il nome non conta una ceppa.
Il Benfica, per dire, ha un botto di tifosi (sono caratterialmente come le merde), al contrario lo Sporting Lisbona malgrado abbia il nome della città, ha molti meno tifosi; a detta di qualche tifoso che ho conosciuto, si considerano elittari ecc...
Passiamo ai festeggiamenti:
la gente che va a Napoli, al 95% sono gli immigrati che ritornano, il 4% chi sta nei paraggi e l'1% i turisti; a uno di Firenze o di Bologna, gli frega cavoli, al nord stanno tutti a ride...;
Nelle grandi città turistiche tipo Roma, Firenze, Venezia è chiaro che, chi è di passaggio si butta nella mischia, ma per me non ci sono chissà quale motivazioni, solo pe fa caciara...
Quando vince l'Italia festeggiano tutti con la solita scaletta, napoli/Roma e via di seguito...la portiera del palazzo a Roma esce col tricolore, manco sa che è successo...e noi, se a Roma fossimo numericamente e caciaroni come loro, si festeggeremmo alla grande, la gente neutrale si sentirebbe coivolta anche se ci chiamassimo Lodigiani o Atletico 2000, con 1 ml di persone in strada e tutta la città imbandierata vagli a di che dire che non ti chiami asroma.
Passando alle cose serie:
sono i tifosi, mettiamoci pure attraverso la squadra, che rappresentano la città.
Non vorrei essere frainteso ma mi sento di rappresentare Roma,
tramite la Lazio, più io che sono nato a Porta Pia, da un genitore nato a Porta Pia, che da ragazzetto festeggiava il XX Settembre per una settimana e parlava con gli ex garibaldini vecchietti e un po alticci, rispetto a (con tutto il rispetto :D) chi è venuto dal bangladesh 3 anni fa, che con la maglietta di fernando gira a piazza dei Mirti.
Vogliamo essere buoni, sicuramente non rappresenta Roma più di me.
Per cui la domanda finale è :
se il Bengalese rappresenta la città di Roma tramite la squadra di m. che tifa, (mi può anche stare bene), ma io e tutti quelli più o meno simili a me, potranno rappresentare Roma, tramite la SS Lazio?
In questo senso anche la Lazio è Roma.
ripeto che non c'è l'eccezionalità: L'Alessandria, L'Andria.
E ce ne saranno altre.
Ma poi anche sti grandissimi caxxi de sta cosa dell'articolo femminile.
Se devo tornare A Roma non dico che devo tornare ALLA.
Quando si parla de LA roma si intende la squadra.
Kelly ma come, un lacaniano come te dice "sticazzi dell'articolo"?
Ma è ovvio che in sé sticazzi, la questione dell'articolo la citiamo perché ci parla di qualcosa.
E il tema non è l'articolo.
Ma quando dico "grande Roma!" a che mi riferisco?
è ovvio che la questione mica la diciamo perché abbiamo un problema di dizione, ma perché questa allude all'operazione a cui volge una squadra che si chiama Roma (essere Roma) e non una che si chiama Lazio.
é un esempio, non il centro del discorso.
Citazione di: adiutrix il 09 Mag 2023, 17:21
ripeto che non c'è l'eccezionalità: L'Alessandria, L'Andria.
E ce ne saranno altre.
L'Andria è la Fidelis Andria. Quindi non c'è omonimia.
L'Alessandria è l'unica che effettivamente ricalca l'eccezione, MA se leggi gli articoli specificano sempre "calcio".
Ossia in tutti gli articoli se parliamo della squadra si parla di "Alessandria Calcio", cosa che aggira il problema.
Ossia in quel caso si usa si il femminile, ma si aggiunge il termine calcio che chiarifica.
La roma resta anche con questi esempi un unicum.
se vabbè :)
OT
Il Benfica nasce nel quartiere di Belen, d'altronde se prendete il tram che porta dalla torre di Belen fino al Cais do sodre, su uno dei palazzi che stanno sulla sinistra c'è una placca che ricorda che in quel palazzo nacque il Benfica che pero' alla fondazione si chiamava Grupo Sport Lisboa. Il problema è che c'era già un club di quartiere, ovvero il Belenenses, il cui piccolo stadio si vede poco lontano. Quindi se se so dovuti spostare a Benfica prendendone il nome.
Comunque aldilà della questione dell'articolo maschile o femminile, io credo che la Lazio sarà sempre una squadra di Roma ma non ha bisogno di ricordarlo a ogni piè sospinto, anzi, secondo me è una battaglia sterile che francamente non ti porta particolari vantaggi. Io resto convinto che per loro tutta questa panoplia fatta di retorica da quattro soldi porta più svantaggi che altro. Roma, la città intendo, è fortunatamente un qualcosa di completamente diverso.
Citazione di: FatDanny il 09 Mag 2023, 17:01
L'eccezione sta nell'omonimia.
é il fatto che ci sia omonimia che dovrebbe portarti a usare l'articolo maschile.
Anche il torino, il bologna, il palermo, il parma, il venezia sono associazioni sportive, ma poiché sono omonime con la città in cui risiedono si usa il maschile, per non confondere le due cose.
In realtà Torino e Bologna sono Football Club.
Il club di calcio Torino
Il Torino
Il Parma è Parma Calcio 1913
Quindi il calcio
Il Parma.
Adler no.
Pure LA juventus è un football club, eppure si usa il LA.
La Juventus Football Club. Segno che l'articolo non dipende da FC.
Citazione di: adiutrix il 09 Mag 2023, 17:35
se vabbè :)
Adiutrix c'è un articolo sul sito FIGC, non in fatdanny.com, ma ti sono serviti dodici post anche solo per capire la regola di cui stavamo parlando (vedi esempio del Napoli, che invece conferma la regola suddetta), manco stessimo spiegando equazioni quantistiche non lineari.
Francamente si, ci abbiamo speso pure troppo in quello che voleva essere un esempio semantico, volto a spiegare un discorso più generale, e questo solo perché invece di assumerlo come tale, è partita la gara a smentirlo.
Che va bene, eh, intendiamoci, però almeno facciamola verificando davvero e non trasformandola in una pantomima.
L'Alessandria calcio si chiama così, non solo alessandria. Se non aggiungi calcio si intende la città di Alessandria. Non vale lo stesso per la roma.
Citazione di: italicbold il 09 Mag 2023, 17:38
(...)
Comunque aldilà della questione dell'articolo maschile o femminile, io credo che la Lazio sarà sempre una squadra di Roma ma non ha bisogno di ricordarlo a ogni piè sospinto, anzi, secondo me è una battaglia sterile che francamente non ti porta particolari vantaggi. Io resto convinto che per loro tutta questa panoplia fatta di retorica da quattro soldi porta più svantaggi che altro. Roma, la città intendo, è fortunatamente un qualcosa di completamente diverso.
Citazione di: FatDanny il 09 Mag 2023, 17:43
(...)
L'Alessandria calcio si chiama così, non solo alessandria. Se non aggiungi calcio si intende la città di Alessandria. Non vale lo stesso per la roma.
Dipende dal contesto.
Nelle frasi "faccio il tifo per Alessandria" o "faccio il tifo per Roma" (ad esempio nel caso le città fossero in lizza per avere un riconoscimento o l'organizzazione di un evento) è chiaro che ci si riferisce alle città e non alle omonime squadre di calcio.
Ha ragione pan, passate al prossimo argomento.
Pan che te sei comprata?
:lol:
Comunque si, andrei oltre perché si è perso il senso di quel che si stava discutendo concentrandoci su un esempio che era semplicemente simbolico e non l'oggetto della discussione
:beer:
Bisognerebbe andare a vedere come la chiamavano i giornali ad inizio secolo scorso la Juve. Perché poi conta anche come e' entrata nell'uso comune,semplicemente perché suonava meglio. Il roma e' semplicemente sgradevole. E forse sarebbe stato confuso col Roman e quelli dell'Alba rosicavano.
ma è sgradevole perché non hai alcuna consuetudine a sentirlo.
Non c'è alcuna particolare differenza da un "il bologna" o "il torino".
La juventus è sempre stata FC juventus, ma questo non ha mai portata a chiamarla Lo juventus.
Cosi come il napoli è SSC (Società sportiva calcio) e se fosse vero cosa dite dovrebbe chiamarsi LA Napoli.
Dunque l'ipotesi che dipenda dal tipo di Associazione (FC, AC, SS) è smentita dai fatti.
Statece
:beer:
Detto ciò, possiamo riprendere il discorso più interessante e abbandonare l'esempio?
Citazione di: Tarallo il 09 Mag 2023, 17:57
Ha ragione pan, passate al prossimo argomento.
Pan che te sei comprata?
sì lo so, pure per me ho ragione io, la so la cosa della crusca e della FGCI ma mi è venuta st'illuminazione e difficilmente la mollerò anche a costo di piegare le verità :hkss: :) (c'è pure il Monza)
(spesa normale. farfalle per farle con le zucchine, le prime nespole, lo zymil, le merendine fagottini pasquier, carciofini sott'olio. ecc.)
(per la Juventus avrei un'altra interpretazione. potrebbe essere la vera eccezione, in quanto è vero che era appellato FC ma essendo la parola latina juventus/gioventù veniva normale dire "la gioventù, la giovinezza" quindi, per ricasco "la juventus". vabbè basta.)
Mettetece na pezza.
ma non torna sempre col Napoli (società sportiva calcio, ex Associazione Calcio, eppure sempre chiamata IL Napoli)
Così come con tante altre:
Il Livorno è in realtà Unione sportiva, andrebbe chiamata LA livorno se aveste ragione.
Idem il Grosseto. O il citato Monza. Il Mantova.
IL Lecce è unione sportiva, dovrebbe essere LA lecce.
LA Hellas, pur essendo FC, resta LA. Quindi si smentisce che la Juventus sia eccezione.
Ma fateme capì che problemi avete con la semplicissima quando evidente regola suddetta, che appare SEMPRE confermata nella mia versione eccetto UNA eccezione (che in quanto tale conferma la regola). vi disturba che la roma sia unica eccezione?
:=))
Dai festeggiamenti alla semantica. :=))
e vabbè Fat tu continui, io proseguo :)
allora sul Napoli... no, nel 1922 prese la dicitura FC, ecco perché "il".
stessa cosa L'Hellas Verona, nel '19 FC.
per quanto riguarda Grosseto e Livorno...umh... forse perché entrambe le squadre erano frutto di "sodalizi", il sodalizio del Grosseto, il sodalizio del Livorno... il... il... il Grosseto, il Livorno ;)
(questa in effetti è un po' tirata ma chi lo sa, il modo di dire a volte lo fa la gente e se in quei giorni si parlava sempre di "sodalizio" è venuto spontaneo rendere al maschile la squadra relativa).
ps: Lecce. Sporting Club Lecce, 1908
Citazione di: FatDanny il 09 Mag 2023, 17:27
Kelly ma come, un lacaniano come te dice "sticazzi dell'articolo"?
Se la vuoi vedere lacanianamente il La è sintomo di una mancanza.
oooh bene, so' d'accordo
:beer:
Citazione di: pan il 09 Mag 2023, 18:56
e vabbè Fat tu continui, io proseguo :)
allora sul Napoli... no, nel 1922 prese la dicitura FC, ecco perché "il".
stessa cosa L'Hellas Verona, nel '19 FC.
per quanto riguarda Grosseto e Livorno...umh... forse perché entrambe le squadre erano frutto di "sodalizi", il sodalizio del Grosseto, il sodalizio del Livorno... il... il... il Grosseto, il Livorno ;)
(questa in effetti è un po' tirata ma chi lo sa, il modo di dire a volte lo fa la gente e se in quei giorni si parlava sempre di "sodalizio" è venuto spontaneo rendere al maschile la squadra relativa).
ps: Lecce. Sporting Club Lecce, 1908
Ma il Napoli nel 1922 non esisteva, è del 1926...
Dai su Pan, stai arrampicandosi sugli specchi con teorie piene di SE e MA, quando la mia è assolutamente lineare e torna sempre.
Stacce. Game over.
Pan vi sta umiliando.
Il napoli nel 1926 nasce come associazione calcio Napoli, modificando dal football club Naples. Facile che l'abitudine a chiamarlo Il Naples si sia sovrapposta. Chiamarla la Napoli suona male, come il Roma.O anche quando in Basilicata me la chiamavano il Lazio.
Ma vá...
mi sono perso questo Topic :o
per scaramanzia non volevo manco leggere cosa si intendesse per festeggiamenti.
Pensavo volevate organizzare una festa per la Ch.L. e mi sono grattato...poi ho visto pagina 12 e ho scoperto un´universo
Vabbé sono a pagina 8....fino a pagina 8 sto con Fat su tutta la linea...soprattutto perché da Laziale non romano, mi sono davvero sempre "identificato" solo e soltanto nel club.
ps: condivido anche l´interpretazione come di Roma come cittá per certi versi provinciale e poco cosmopolita.
comunque all´estero siamo "Lazio Rom" per il semplice fatto che in UK e in Germania é normale la separazione tra cittá e club.
Citazione di: pan il 09 Mag 2023, 18:26
le merendine fagottini pasquier
Ottimi anche i pancake al cacao della Pasquier
Citazione di: kelly slater il 09 Mag 2023, 20:26
Ottimi anche i pancake al cacao della Pasquier
Comprate italiano!!!
Introduco un altro elemento.
Da sempre Roma è una città fondata sul dualismo.
Romolo e Remo, i Consoli che erano sempre due, gli antagonismi tra generali, il dio Giano bifronte (che non esiste nella tradizione greca).
Il tentativo del 27 di ridurre a uno questo dualismo è fallito allora e per sempre, ma sarebbe opportuno riequilibrare numericamente le due fazioni, e questo si fa in primis coi successi sportivi, ma anche evitando gli atteggiamenti elitari da "noi felici pochi" e sopratutto non rinnegando mai la nostra origine romana.
Citazione di: FatDanny il 09 Mag 2023, 17:43
Adiutrix c'è un articolo sul sito FIGC, non in fatdanny.com, ma ti sono serviti dodici post anche solo per capire la regola di cui stavamo parlando (vedi esempio del Napoli, che invece conferma la regola suddetta), manco stessimo spiegando equazioni quantistiche non lineari.
Non stiamo nemmeno spiegando lo sfasamento termoionico delle coppie perchè l'argomento è molto più semplice.
Tu insisti con la peculiaretà del LA roma come una eccezione divina invece già solo con l'esempio dell' Alessandria e l' Andria (mi sono fermato alla prima lettera dell' alfabeto) 'sta cosa del LA associato alla roma come se fosse un comandamento di Mosè è già caduto.
Ho sollevato il fatto, che l'eccezione eventualmente sarebbe della Lazio, nome maschile che invece viene chiamata LA Lazio e qui mi viene risposto (tu) che dato che dalla Lega la Lazio è una società, quindi femminile, prende l'articolo determinativo femminile, LA.
Però poi mi chiedo come mai per il Napoli questa regola non vale, dato che il Napoli è una società , quindi femminile e viene comunque chiamato il Napoli.
Qualcuno, qui, ruba.
Per carità, io lo so di essere un sercio, però qualcuno me frega.
Citazione di: guido 59 il 09 Mag 2023, 17:15
Il Benfica, per dire, ha un botto di tifosi (sono caratterialmente come le merde), al contrario lo Sporting Lisbona malgrado abbia il nome della città, ha molti meno tifosi; a detta di qualche tifoso che ho conosciuto, si considerano elittari ecc...
In realtà si chiama Sporting Clube de Portugal (SCP). Ci ho litigato un pomeriggio intero con un mio amico :)
Citazione di: Maremma Laziale il 09 Mag 2023, 20:57
In realtà si chiama Sporting Clube de Portugal (SCP). Ci ho litigato un pomeriggio intero con un mio amico :)
A chi di noi non è capitato?
Citazione di: Maremma Laziale il 09 Mag 2023, 20:57
In realtà si chiama Sporting Clube de Portugal (SCP). Ci ho litigato un pomeriggio intero con un mio amico :)
Anche la Real Sociedad nasce come (Real)Sociedad de Football de San Sebastián...
Noi abbiamo deciso di chiamarci Lazio.
Il perché, il vero perché, forse non lo sapremo mai.
Io non sono romano anche se 24 dei miei 37 anni li ho vissuti qui e ci vivo tutt'ora.
La Lazio mi ha sempre dato l'idea di essere qualcosa di più grande, di più inclusivo.
Un qualcosa che va oltre la città di Roma.
Mio padre tifava Lazio, tutta la mia famiglia era juventina.
Ho scelto la Lazio per mio padre, sicuramente, ma anche perché me la raccontava come qualcosa di diverso (romanzando sicuramente).
Per me, quando ho scelto di tifare Lazio, era indifferente se fosse Roma o Urbino.
Per me la Lazio era la Lazio, più grande di una città, qualsiasi essa sia. La Lazio è una storia bellissima, vera e spontanea. La roma è un prodotto. Come un dentifricio, un succo di frutta. Pensato, studiato e pubblicizzato per essere venduto ai suoi clie...ehm tifosi. E gli serve questo vestito, il rimarcare il legame con Roma. Perché se a loro togli questo, non resta molto.
Ovviamente la Lazio è parte di Roma, è un gioiello di questa città.
Ma è anche tanto altro.
Dopo le diatribe su SMS, mi affaccio su questo interessante topic. Ho letto tante tesi ben formulate ma vorrei aggiungere delle mie considerazioni maturate in 16 anni di lavoro su LazioWiki. Il lavoro che facciamo si basa soltanto sui documenti ufficiali, fonti primarie e tutto ciò che è verificabile. Naturalmente la documentazione è in nostro possesso ed è costata anni di ricerche in archivi, biblioteche, emeroteche, case private ecc.
In base a ciò che abbiamo appurato, abbiamo dedotto che una certa confusione che si è creata sulla genesi della Lazio si deve alla comunque magnifica e lirica opera di Mario Pennacchia "Storia della Lazio", pubblicata nel 1969. Non si tratta di disistimare il grande maestro, che mi ha onorato della sua prefazione per due miei libri, fu la non oggettività dei fatti narrati dal suo testimone a trarlo in inganno, unita all'estrema fretta con cui, causa il giornaliero stillicidio dell'editore, fu costretto a procedere. Egli basò il racconto delle origini soltanto su ciò che gli venne narrato da un pioniere, notoriamente narcisello, che o per erigersi a unica voce ufficiale o per deficit di memoria su fatti accaditi quasi 70 anni prima, immaginò cose mai avvenute e, pertanto, mai provate. Ed è un peccato, perché quando Mario scrisse il libro non sapeva che erano vispi e arzilli ben due fondatori e un grande numero di pionieri tra cui, in primis, il grande Tito Masini, memoria storica della Lazio del 1900 e lucidissima persona, tanto che fu scelto a interpretare il magnifico e ieratico "cardinale" nel felliniano "8 e mezzo".
La "fabula" pennacchiesca ha fatto credere ad ogni laziale che la mattina del freddo 9 gennaio 1900, i fondatori posizionati davanti al barcone spogliatoio fluviale del Pippanera, decisero che la società che avrebbero fondato nel pomeriggio si sarebbe chiamata Lazio, avrebbe avuto i colori biancocelesti in onore di quelli della bandiera della Grecia patria delle olimpiadi, avrebbe avuto per simbolo l'aquila e avrebbe adottato il motto sallustiano. Solo la prima asserzione è vera.
- La Lazio nacque priva di colori. In ogni fotografia la maglia sociale è bianca (v. la celebre foto di Bigiarelli del 1901 mentre gareggia in Belgio). In alcun documento ufficiale e in alcun reperto emerotecario si nominano una sola volta i colori biancocelesti.
- Le olimpiadi, con la nascita della Lazio, non hanno alcun rapporto. Anche in questo caso ci soccorrono la mancanza di testimonianze scritte e soprattutto il fatto che le olimpiadi del 1900 erano completamente ignorate da chiunque. Il Messaggero, durante lo svolgimento dei giochi parigini, dedica un solo articolo sull'argomento e in esso si parla di giocolieri acrobati, funamboli, donne cannone, zucchero filato e dell'abbondanza di leccornie in vendita. Non c'è un solo risultato sportivo, né, tantomeno i nomi degli atleti partecipanti. Era una kermesse circense-culinaria. Ulteriore prova è costituita dal primo punto: le maglie della Lazio non avevano alcun colore.
- Fino al 1905 nella carta da lettere sociale non c'è alcuna aquila e nel diploma sociale, in possesso di LazioWiki, consegnato ad un podista vittorioso in una gara del 1902 non appare il fiero volatile. Tanto meno ci sono reperti fotografici con il simbolo aquilino.
- Il motto sallustiano resta un mistero (ma stiamo indagando). Non si ha notizia di un motto sicuramente fino al 1910-1911. Presumiamo che esso apparve nel primo dopoguerra. Per altro il motto non è affatto un'idea laziale: è il motto di numerose associazioni nordeuropee e dell'università di Cambridge, ad esempio.
Direte, ma quarda 'sto scemo che ci distrugge il mito! No, calma.
Se è vero che aquila, colori, motto, olimpiadi sono elementi gratificanti e romantici per ogni Laziale, è certamente più appagante qualcosa sotteso alla fondazione.
Fat dice, ragionevolmente, che la Lazio nasce in Prati. Quindi fuori del centro antico di Roma, proiettata quindi verso un quartiere che il Viviani, seguendo la volontà politica dell'allora governo, avrebbe dovuto realizzare come la proiezione verso la modernità di un'espansione già patrimonio di Parigi, Londra, Berlino ecc. Non è così. La Lazio nasce sul Tevere, asse della città storica, flusso psicologico e memento antichissimo. Già negli ultimi due decenni del XIX secolo, il Tevere diviene un elemento di libertà, liberazione, creatività, gioia di vivere. Chi frequenta le sue acque e le sue sponde? Aristocratici non neri, ricchi borghesi insoddisfatti, omosessuali raffinati, artisti visionari, bizzarri scrittori emarginati, studenti squattrinati, strilloni di giornali, edili, macellai, modesti artigiani. Essi, quotidianamente, entrano vestiti nei canneti con i loro abiti diseguali per qualità, ma quando rimangono in mutande sono tutti uguali. Le classi si parificano, non ci sono differenze sociali. Nascono amicizie tra lo strillone e lo scrittore, si organizzano giochi, si canta, si recita, si mangia insieme con il tovagliolo appoggiato sull'acqua. Si scandalizzano i benpensanti affacciati sui ponti (abbiamo tante foto di nostri fondatori con le virtù in bella vista), non ci sono vincoli morali né leggi opprimenti. Si cerca l'elan vital bergsoniano, il ritorno matissiano ad un mondo primordiale incorrotto. Si creano i Rari Nantes, i [...] (quasi tutti protolaziali), la Romana Nuoto, i Bagni Talacchi (erano macellai). E che c'è di più bello del fatto che i nostri fondatori e pionieri siano partecipi di questo mondo impregnato di libertà? Altro che l'aquila e il biancoceleste! Nel 1901 i nostri giovani fiumaroli, ricordiamolo, siamo una società fiumarola, partecipano ai "Ludi al secolo nascente" una manifestazione positivista antioscurantista. Pazzi scatenati che eleggono il primo presidente sociale, Pedercini, perché fu l'unico a saltare con un balzo su un carro pieno di fieno. Tra l'altro Pedercini scoprì da solo l'emissario del lago di Nemi che gli archeologi cercavano da secoli.
Non vi basta sapere che erano dei libertari anticonformisti? Va bene. Nel secondo statuto sociale c'è scritto che la Lazio persegue la cura del corpo tramite attività atletiche varie. Anche gli altri statuti coevi di altre società affermavano la stessa cosa. Ma la Lazio aggiunge qualcosa di eccezionale: la cura del corpo non disgiunta dalla cultura, dalla conoscenza. Chi più moderni i loro? E' la sintesi della visione dell'uomo greco e poi, in parte, di quello romano. Se volessimo tornare alle olimpiadi antiche si potrebbe dire che sì che è vera la questione dello spirito olimpico delle nostre origini, ma è una posizione quasi spontanea nei comportamenti e non connessa con la stupidaggine dei colori della bandiera ellenica. Quando nel 1903 la Lazio passava una gravissima crisi finanziaria, I Bigiarelli se ne erano andati in Belgio, altri se ne andarono fondando la Virtus, il povero Tito Masini, Dio lo benedica sempre, si mise alla ricerca disperata di un presidente affidabile e prestigioso, si rivolse a Fortunato Ballerini, uomo di sport e segretario della Federazione di Ginnastica. Questi ci pensò un po' e poi rifiutò. Voleva approfondire. Nel frattempo de Coubertin gli scrisse per proporgli di organizzare le olimpiadi a Roma nel 1908. Ballerini si alleprò e leggendo lo statuto laziale pensò che la Nostra potesse essere un laboratorio di sport e cultura come nel più puro spirito olimpico. Accettò nel 1904 la presidenza e fu lui che scelse il biancoceleste e l'aquila, non ad ali spiegate, come colori e simbolo. Da buon massone, la tomba è stata scoperta da LW un paio d'anni fa ed è decorata con la simbologia massonica, vide nella bellezza del corpo e nella pratica della conoscenza, i pioli essenziali di quella scala che conduce alla purificazione. Con lui la lazio ebbe 16 anni di splendore: i soci arrivarono a diverse migliaia, la sede di via Veneto si popolò di premi Nobel, musicisti, cantanti lirici, pedagoghi, benefattori, archeologi di fama, letterati, poeti, scienziati. Divenne il centro culturale più importante di Roma. Nel frattempo i soci si esibivano nel football, nella scherma, nel nuoto, nel podismo. Si vinceva tanto e si apprezzavano le voci migliori della cultura contemporanea. Ballerini creò la Lazio che conosciamo. Senza di lui non staremmo su questo forum e venerdì non giocheremmo con il Lecce. E guardate che questo spiritaccio non è scomparso. Il portato balleriniano è arrivato fino ad oggi. Cosa persegue la Lazio Generale, perché si è creata la Fondazione Lazio? E il Terzo Pilastro? E la Multisport di cui la Lazio è il vertice in Europa? Retaggi di quei tempi. Ovviamente convitata di pietra la Sezione calcio che non ha capito tante cose.
Alla luce di quanto detto mi posso sentire un po' più in alto dei cugini? Dei loro ridicoli SPQR. Dei colori del'Imbero. Delle cialtronate eterodirette? Di Ferdinando e dei Texani? Loro non hanno questo pregresso. I loro dirigenti attuali ce lo hanno confessato apertamente che ci invidiano.
Sì, se loro sono un popolo, io proclamo il mio essere elitario.
Varie: Vaccaro non fu un fascista tuttodiunpezzo. Fu un fascista moderato. Quando nel 1945 fi recluso a Coltano, vi rimase poco perché non autore di nefandezze e violenze. Era soprattutto un uomo di sport. Quando nel 1936 si dovevano scegliere gli atleti italiani per le olimpiadi di Berlino, si impose e pretese la partecipazione del ginnasta Egidio Armelloni, comunista dichiarato e che in quanto tale aveva scontato due anni di carcere duro.
Nel 1927 Vaccaro era molto d'accordo nel fare la fusione. Lo riteneva utile. Quello che non accettò fu il nome e i colori proposti (per fortuna).
Il nome <<Lazio>>. Ma come non si sa perché lo abbiamo adottato? Lo dice Ballerini nel discorso di Commiato dopo 16 anni di presidenza, riportato nel giornale ufficiale "Lazio" del 20 febbraio 1922 che recita: "(Il nome Lazio) come auspicio a conoscere il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono".
Anche questo documento ce l'ha solo LazioWiki.
Consigli per gli acquisti. Ricordate che indico due testi di LW non per guadagnare. LW con i proventi delle vendite ci paga il server (non abbiamo introiti esterni e ci autofinanziamo con quanto esce dalle nostre tasche) e ciò che avanza va in beneficenza certificata. Li indico perché illuminanti e scientificamente inattaccabili. I vertici della Generale credono a ciò che scriviamo e intendono modificare qualcosa dello statuto. Che i fondatori fossero 15 e non 9 è già passato, ad esempio!
"Società Podistica <<Lazio>>. Ideali sportivi, olimpici, unitari, romani e biancocelesti". Autore Marco Impiglia, è Laziale statene certi. 520 pagine di documenti inediti e di scritti che spiegano nel dettaglio i primi 26 anni di Lazio. Purtroppo è stato tirato in sole 100 copie firmate e numerate ed è introvabile. Però chissà.
"Lì dove la Lazio nacque. Dal barcone di Luigi Del Bigio alla panchina di piazza della Libertà". E' uno dei testi della collana "I libri di LazioWiki" (anche quello di Impiglia lo è). In questo volume, anch'esso denso di materiale inedito, si tratta dei luoghi della Lazio dei Fondatori e dei Pionieri. Il traghetto del leggendario Toto er Bigio e la sua foto inedita, il Pippanera con l'individuazione del gestore, piazza della Libertà, la casina superstite della vecchia stazione ferroviaria, la foto (inedita) della magica panchina e altro.
Scusate la lunghezza ed eventuali errori ortografici. Non ho riletto.
Bellissimo affresco quintino.
Bellissimo davvero.
Citazione di: adiutrix il 09 Mag 2023, 20:51
Non stiamo nemmeno spiegando lo sfasamento termoionico delle coppie perchè l'argomento è molto più semplice.
Tu insisti con la peculiaretà del LA roma come una eccezione divina invece già solo con l'esempio dell' Alessandria e l' Andria (mi sono fermato alla prima lettera dell' alfabeto) 'sta cosa del LA associato alla roma come se fosse un comandamento di Mosè è già caduto.
Ho sollevato il fatto, che l'eccezione eventualmente sarebbe della Lazio, nome maschile che invece viene chiamata LA Lazio e qui mi viene risposto (tu) che dato che dalla Lega la Lazio è una società, quindi femminile, prende l'articolo determinativo femminile, LA.
Però poi mi chiedo come mai per il Napoli questa regola non vale, dato che il Napoli è una società , quindi femminile e viene comunque chiamato il Napoli.
Qualcuno, qui, ruba.
Per carità, io lo so di essere un sercio, però qualcuno me frega.
Ma non hai dimostrato niente con l'Andria, che se chiama Fidelis Andria quindi è come Lazio o Juve, non c'è omonimia ma un nome proprio.
l'Alessandria calcio è L'UNICO esempio finora portato che sembra costituire eccezione assieme alla Roma. Ma l'Alessandria si chiamava Pro Alessandria e probabilmente per questo mantiene l'articolo LA.
Come lo mantiene LA Pro Vercelli, nella stessa zona.
La Lazio non è LA perché è una società, ma perché non c'è omonimia, mentre nel caso del napoli si (e centoventuordici).
La regola che stiamo vedendo, e tu ancora non l'hai capito, riguarda i casi di omonimia che fanno passare il nome della squadra dal femminile al maschile.
Lazio non è maschile, non è omonimo della città di Roma, quindi in che modo invaliderebbe la regola?
Napoli è omonimo, maschile e quindi la conferma.
Non si tratta di legge di Mosè, porca miseria, ma semplicemente di individuare una regola linguistica, ma siccome te sto sul cazzo devi stare lì a rompere i maroni come solo una cazzo di guardia sa fare.
Che poi non è chiaro cosa ti disturba di questa regola innocua, forse nel vedere che la Roma fa eccezione vedi la cosa come "eccezionale" confondendo i due termini simili a causa di un'ossessione radicale.
Detto ciò io non stavo sottolineando questa eccezione per decantare l'eccezionalità della roma, ma semplicemente a dimostrazione di come la loro operazione abbia invaso anche il piano della lingua parlata/scritta. Che era il tema del topic, l'operazione di identificazione e come incide sui festeggiamenti, mentre te sei incartato su questa cosa che dovevi assolutamente smentire o stanotte dormivi male.
niente eh, siamo su un livello che qualsiasi discorso più complesso di "romammmerdaaa" risulta equivocabile. Evabbe, tocca accettarlo.
Citazione di: Quintino il 09 Mag 2023, 21:27
Dopo le diatribe su SMS, mi affaccio su questo interessante topic. Ho letto tante tesi ben formulate ma vorrei aggiungere delle mie considerazioni maturate in 16 anni di lavoro su LazioWiki. Il lavoro che facciamo si basa soltanto sui documenti ufficiali, fonti primarie e tutto ciò che è verificabile. Naturalmente la documentazione è in nostro possesso ed è costata anni di ricerche in archivi, biblioteche, emeroteche, case private ecc.
In base a ciò che abbiamo appurato, abbiamo dedotto che una certa confusione che si è creata sulla genesi della Lazio si deve alla comunque magnifica e lirica opera di Mario Pennacchia "Storia della Lazio", pubblicata nel 1969. Non si tratta di disistimare il grande maestro, che mi ha onorato della sua prefazione per due miei libri, fu la non oggettività dei fatti narrati dal suo testimone a trarlo in inganno, unita all'estrema fretta con cui, causa il giornaliero stillicidio dell'editore, fu costretto a procedere. Egli basò il racconto delle origini soltanto su ciò che gli venne narrato da un pioniere, notoriamente narcisello, che o per erigersi a unica voce ufficiale o per deficit di memoria su fatti accaditi quasi 70 anni prima, immaginò cose mai avvenute e, pertanto, mai provate. Ed è un peccato, perché quando Mario scrisse il libro non sapeva che erano vispi e arzilli ben due fondatori e un grande numero di pionieri tra cui, in primis, il grande Tito Masini, memoria storica della Lazio del 1900 e lucidissima persona, tanto che fu scelto a interpretare il magnifico e ieratico "cardinale" nel felliniano "8 e mezzo".
La "fabula" pennacchiesca ha fatto credere ad ogni laziale che la mattina del freddo 9 gennaio 1900, i fondatori posizionati davanti al barcone spogliatoio fluviale del Pippanera, decisero che la società che avrebbero fondato nel pomeriggio si sarebbe chiamata Lazio, avrebbe avuto i colori biancocelesti in onore di quelli della bandiera della Grecia patria delle olimpiadi, avrebbe avuto per simbolo l'aquila e avrebbe adottato il motto sallustiano. Solo la prima asserzione è vera.
- La Lazio nacque priva di colori. In ogni fotografia la maglia sociale è bianca (v. la celebre foto di Bigiarelli del 1901 mentre gareggia in Belgio). In alcun documento ufficiale e in alcun reperto emerotecario si nominano una sola volta i colori biancocelesti.
- Le olimpiadi, con la nascita della Lazio, non hanno alcun rapporto. Anche in questo caso ci soccorrono la mancanza di testimonianze scritte e soprattutto il fatto che le olimpiadi del 1900 erano completamente ignorate da chiunque. Il Messaggero, durante lo svolgimento dei giochi parigini, dedica un solo articolo sull'argomento e in esso si parla di giocolieri acrobati, funamboli, donne cannone, zucchero filato e dell'abbondanza di leccornie in vendita. Non c'è un solo risultato sportivo, né, tantomeno i nomi degli atleti partecipanti. Era una kermesse circense-culinaria. Ulteriore prova è costituita dal primo punto: le maglie della Lazio non avevano alcun colore.
- Fino al 1905 nella carta da lettere sociale non c'è alcuna aquila e nel diploma sociale, in possesso di LazioWiki, consegnato ad un podista vittorioso in una gara del 1902 non appare il fiero volatile. Tanto meno ci sono reperti fotografici con il simbolo aquilino.
- Il motto sallustiano resta un mistero (ma stiamo indagando). Non si ha notizia di un motto sicuramente fino al 1910-1911. Presumiamo che esso apparve nel primo dopoguerra. Per altro il motto non è affatto un'idea laziale: è il motto di numerose associazioni nordeuropee e dell'università di Cambridge, ad esempio.
Direte, ma quarda 'sto scemo che ci distrugge il mito! No, calma.
Se è vero che aquila, colori, motto, olimpiadi sono elementi gratificanti e romantici per ogni Laziale, è certamente più appagante qualcosa sotteso alla fondazione.
Fat dice, ragionevolmente, che la Lazio nasce in Prati. Quindi fuori del centro antico di Roma, proiettata quindi verso un quartiere che il Viviani, seguendo la volontà politica dell'allora governo, avrebbe dovuto realizzare come la proiezione verso la modernità di un'espansione già patrimonio di Parigi, Londra, Berlino ecc. Non è così. La Lazio nasce sul Tevere, asse della città storica, flusso psicologico e memento antichissimo. Già negli ultimi due decenni del XIX secolo, il Tevere diviene un elemento di libertà, liberazione, creatività, gioia di vivere. Chi frequenta le sue acque e le sue sponde? Aristocratici non neri, ricchi borghesi insoddisfatti, omosessuali raffinati, artisti visionari, bizzarri scrittori emarginati, studenti squattrinati, strilloni di giornali, edili, macellai, modesti artigiani. Essi, quotidianamente, entrano vestiti nei canneti con i loro abiti diseguali per qualità, ma quando rimangono in mutande sono tutti uguali. Le classi si parificano, non ci sono differenze sociali. Nascono amicizie tra lo strillone e lo scrittore, si organizzano giochi, si canta, si recita, si mangia insieme con il tovagliolo appoggiato sull'acqua. Si scandalizzano i benpensanti affacciati sui ponti (abbiamo tante foto di nostri fondatori con le virtù in bella vista), non ci sono vincoli morali né leggi opprimenti. Si cerca l'elan vital bergsoniano, il ritorno matissiano ad un mondo primordiale incorrotto. Si creano i Rari Nantes, i [...] (quasi tutti protolaziali), la Romana Nuoto, i Bagni Talacchi (erano macellai). E che c'è di più bello del fatto che i nostri fondatori e pionieri siano partecipi di questo mondo impregnato di libertà? Altro che l'aquila e il biancoceleste! Nel 1901 i nostri giovani fiumaroli, ricordiamolo, siamo una società fiumarola, partecipano ai "Ludi al secolo nascente" una manifestazione positivista antioscurantista. Pazzi scatenati che eleggono il primo presidente sociale, Pedercini, perché fu l'unico a saltare con un balzo su un carro pieno di fieno. Tra l'altro Pedercini scoprì da solo l'emissario del lago di Nemi che gli archeologi cercavano da secoli.
Non vi basta sapere che erano dei libertari anticonformisti? Va bene. Nel secondo statuto sociale c'è scritto che la Lazio persegue la cura del corpo tramite attività atletiche varie. Anche gli altri statuti coevi di altre società affermavano la stessa cosa. Ma la Lazio aggiunge qualcosa di eccezionale: la cura del corpo non disgiunta dalla cultura, dalla conoscenza. Chi più moderni i loro? E' la sintesi della visione dell'uomo greco e poi, in parte, di quello romano. Se volessimo tornare alle olimpiadi antiche si potrebbe dire che sì che è vera la questione dello spirito olimpico delle nostre origini, ma è una posizione quasi spontanea nei comportamenti e non connessa con la stupidaggine dei colori della bandiera ellenica. Quando nel 1903 la Lazio passava una gravissima crisi finanziaria, I Bigiarelli se ne erano andati in Belgio, altri se ne andarono fondando la Virtus, il povero Tito Masini, Dio lo benedica sempre, si mise alla ricerca disperata di un presidente affidabile e prestigioso, si rivolse a Fortunato Ballerini, uomo di sport e segretario della Federazione di Ginnastica. Questi ci pensò un po' e poi rifiutò. Voleva approfondire. Nel frattempo de Coubertin gli scrisse per proporgli di organizzare le olimpiadi a Roma nel 1908. Ballerini si alleprò e leggendo lo statuto laziale pensò che la Nostra potesse essere un laboratorio di sport e cultura come nel più puro spirito olimpico. Accettò nel 1904 la presidenza e fu lui che scelse il biancoceleste e l'aquila, non ad ali spiegate, come colori e simbolo. Da buon massone, la tomba è stata scoperta da LW un paio d'anni fa ed è decorata con la simbologia massonica, vide nella bellezza del corpo e nella pratica della conoscenza, i pioli essenziali di quella scala che conduce alla purificazione. Con lui la lazio ebbe 16 anni di splendore: i soci arrivarono a diverse migliaia, la sede di via Veneto si popolò di premi Nobel, musicisti, cantanti lirici, pedagoghi, benefattori, archeologi di fama, letterati, poeti, scienziati. Divenne il centro culturale più importante di Roma. Nel frattempo i soci si esibivano nel football, nella scherma, nel nuoto, nel podismo. Si vinceva tanto e si apprezzavano le voci migliori della cultura contemporanea. Ballerini creò la Lazio che conosciamo. Senza di lui non staremmo su questo forum e venerdì non giocheremmo con il Lecce. E guardate che questo spiritaccio non è scomparso. Il portato balleriniano è arrivato fino ad oggi. Cosa persegue la Lazio Generale, perché si è creata la Fondazione Lazio? E il Terzo Pilastro? E la Multisport di cui la Lazio è il vertice in Europa? Retaggi di quei tempi. Ovviamente convitata di pietra la Sezione calcio che non ha capito tante cose.
Alla luce di quanto detto mi posso sentire un po' più in alto dei cugini? Dei loro ridicoli SPQR. Dei colori del'Imbero. Delle cialtronate eterodirette? Di Ferdinando e dei Texani? Loro non hanno questo pregresso. I loro dirigenti attuali ce lo hanno confessato apertamente che ci invidiano.
Sì, se loro sono un popolo, io proclamo il mio essere elitario.
Varie: Vaccaro non fu un fascista tuttodiunpezzo. Fu un fascista moderato. Quando nel 1945 fi recluso a Coltano, vi rimase poco perché non autore di nefandezze e violenze. Era soprattutto un uomo di sport. Quando nel 1936 si dovevano scegliere gli atleti italiani per le olimpiadi di Berlino, si impose e pretese la partecipazione del ginnasta Egidio Armelloni, comunista dichiarato e che in quanto tale aveva scontato due anni di carcere duro.
Nel 1927 Vaccaro era molto d'accordo nel fare la fusione. Lo riteneva utile. Quello che non accettò fu il nome e i colori proposti (per fortuna).
Il nome <<Lazio>>. Ma come non si sa perché lo abbiamo adottato? Lo dice Ballerini nel discorso di Commiato dopo 16 anni di presidenza, riportato nel giornale ufficiale "Lazio" del 20 febbraio 1922 che recita: "(Il nome Lazio) come auspicio a conoscere il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono".
Anche questo documento ce l'ha solo LazioWiki.
Consigli per gli acquisti. Ricordate che indico due testi di LW non per guadagnare. LW con i proventi delle vendite ci paga il server (non abbiamo introiti esterni e ci autofinanziamo con quanto esce dalle nostre tasche) e ciò che avanza va in beneficenza certificata. Li indico perché illuminanti e scientificamente inattaccabili. I vertici della Generale credono a ciò che scriviamo e intendono modificare qualcosa dello statuto. Che i fondatori fossero 15 e non 9 è già passato, ad esempio!
"Società Podistica <<Lazio>>. Ideali sportivi, olimpici, unitari, romani e biancocelesti". Autore Marco Impiglia, è Laziale statene certi. 520 pagine di documenti inediti e di scritti che spiegano nel dettaglio i primi 26 anni di Lazio. Purtroppo è stato tirato in sole 100 copie firmate e numerate ed è introvabile. Però chissà.
"Lì dove la Lazio nacque. Dal barcone di Luigi Del Bigio alla panchina di piazza della Libertà". E' uno dei testi della collana "I libri di LazioWiki" (anche quello di Impiglia lo è). In questo volume, anch'esso denso di materiale inedito, si tratta dei luoghi della Lazio dei Fondatori e dei Pionieri. Il traghetto del leggendario Toto er Bigio e la sua foto inedita, il Pippanera con l'individuazione del gestore, piazza della Libertà, la casina superstite della vecchia stazione ferroviaria, la foto (inedita) della magica panchina e altro.
Scusate la lunghezza ed eventuali errori ortografici. Non ho riletto.
Grazie per questo distillato di cultura Laziale anche se con una tua riflessione non sono d'accordo (quella sul nome Lazio, 22 anni dopo è un'interpretazione soggettiva e romantica, non autentica ed originale). Estremamente interessante. Grazie ancora.
@Quintino
Grazie per il tuo intervento.
Una domanda sullo stemma del 1915. Sai qualcosa in più sulla scritta "Roma" che si trova sotto l'aquila? Come mai? Chi lo decise? Per quanto tempo? Chi decise di toglierlo? Perché?
:beer:
Per tornare in topic e quindi dei festeggiamenti, volevo raccontare quello che successe nella mia borgata ai tempi del nostro scudetto del 2000. I ragazzi del club decise di verniciare la piazzetta principale, con un grande scudo biancoceleste, niente di invasivo, la piazza era pavimentata con asfalto e le poche righe che c'erano non erano più visibili. Decisero di farlo di notte per non intralciare il traffico e la vita dei concittadini. A lavoro quasi ultimato arrivò una pattuglia della polizia municipale, informata da qualcuno che aveva denunciato il fatto, e prese gli estremi di quei ragazzi. Non so, sinceramente se ci furono conseguenze. L'anno dopo, purtroppo arrivò lo scudetto delle merde e in quel mefistelico periodo, un pomeriggio mi trovai in mezzo a traffico inusuale per la zona e il periodo. Pensai a un incidente e invece scoprii che c'era una pattuglia di vigili urbani che stava deviando il traffico nei pressi della suddetta piazzetta, perché c'erano dei ragazzi romanisti che stavano verniciando sopra quello che rimaneva dello scudetto biancoceleste dell'anno prima. A noi, i vigili c'hanno denunciato, a loro gli facevano da spalla, in pieno giorno, con traffico impazzito, per fargli fare la loro opera... questo è. Senza dimenticare che una volta, l'allora sindaco, con una ordinanza, chiuse alcune piazze e strade del centro di Roma, in concomitanza di una nostra finale, (che vincemmo) non ricordo quale, per paura dei festeggiamenti.
Post Quintino tra i più belli di sempre letti, grazie per la lezione di storia.
Citazione di: Quintino il 09 Mag 2023, 21:27
Dopo le diatribe su SMS, mi affaccio su questo interessante topic. Ho letto tante tesi ben formulate ma vorrei aggiungere delle mie considerazioni maturate in 16 anni di lavoro su LazioWiki. Il lavoro che facciamo si basa soltanto sui documenti ufficiali, fonti primarie e tutto ciò che è verificabile. Naturalmente la documentazione è in nostro possesso ed è costata anni di ricerche in archivi, biblioteche, emeroteche, case private ecc.
In base a ciò che abbiamo appurato, abbiamo dedotto che una certa confusione che si è creata sulla genesi della Lazio si deve alla comunque magnifica e lirica opera di Mario Pennacchia "Storia della Lazio", pubblicata nel 1969. Non si tratta di disistimare il grande maestro, che mi ha onorato della sua prefazione per due miei libri, fu la non oggettività dei fatti narrati dal suo testimone a trarlo in inganno, unita all'estrema fretta con cui, causa il giornaliero stillicidio dell'editore, fu costretto a procedere. Egli basò il racconto delle origini soltanto su ciò che gli venne narrato da un pioniere, notoriamente narcisello, che o per erigersi a unica voce ufficiale o per deficit di memoria su fatti accaditi quasi 70 anni prima, immaginò cose mai avvenute e, pertanto, mai provate. Ed è un peccato, perché quando Mario scrisse il libro non sapeva che erano vispi e arzilli ben due fondatori e un grande numero di pionieri tra cui, in primis, il grande Tito Masini, memoria storica della Lazio del 1900 e lucidissima persona, tanto che fu scelto a interpretare il magnifico e ieratico "cardinale" nel felliniano "8 e mezzo".
La "fabula" pennacchiesca ha fatto credere ad ogni laziale che la mattina del freddo 9 gennaio 1900, i fondatori posizionati davanti al barcone spogliatoio fluviale del Pippanera, decisero che la società che avrebbero fondato nel pomeriggio si sarebbe chiamata Lazio, avrebbe avuto i colori biancocelesti in onore di quelli della bandiera della Grecia patria delle olimpiadi, avrebbe avuto per simbolo l'aquila e avrebbe adottato il motto sallustiano. Solo la prima asserzione è vera.
- La Lazio nacque priva di colori. In ogni fotografia la maglia sociale è bianca (v. la celebre foto di Bigiarelli del 1901 mentre gareggia in Belgio). In alcun documento ufficiale e in alcun reperto emerotecario si nominano una sola volta i colori biancocelesti.
- Le olimpiadi, con la nascita della Lazio, non hanno alcun rapporto. Anche in questo caso ci soccorrono la mancanza di testimonianze scritte e soprattutto il fatto che le olimpiadi del 1900 erano completamente ignorate da chiunque. Il Messaggero, durante lo svolgimento dei giochi parigini, dedica un solo articolo sull'argomento e in esso si parla di giocolieri acrobati, funamboli, donne cannone, zucchero filato e dell'abbondanza di leccornie in vendita. Non c'è un solo risultato sportivo, né, tantomeno i nomi degli atleti partecipanti. Era una kermesse circense-culinaria. Ulteriore prova è costituita dal primo punto: le maglie della Lazio non avevano alcun colore.
- Fino al 1905 nella carta da lettere sociale non c'è alcuna aquila e nel diploma sociale, in possesso di LazioWiki, consegnato ad un podista vittorioso in una gara del 1902 non appare il fiero volatile. Tanto meno ci sono reperti fotografici con il simbolo aquilino.
- Il motto sallustiano resta un mistero (ma stiamo indagando). Non si ha notizia di un motto sicuramente fino al 1910-1911. Presumiamo che esso apparve nel primo dopoguerra. Per altro il motto non è affatto un'idea laziale: è il motto di numerose associazioni nordeuropee e dell'università di Cambridge, ad esempio.
Direte, ma quarda 'sto scemo che ci distrugge il mito! No, calma.
Se è vero che aquila, colori, motto, olimpiadi sono elementi gratificanti e romantici per ogni Laziale, è certamente più appagante qualcosa sotteso alla fondazione.
Fat dice, ragionevolmente, che la Lazio nasce in Prati. Quindi fuori del centro antico di Roma, proiettata quindi verso un quartiere che il Viviani, seguendo la volontà politica dell'allora governo, avrebbe dovuto realizzare come la proiezione verso la modernità di un'espansione già patrimonio di Parigi, Londra, Berlino ecc. Non è così. La Lazio nasce sul Tevere, asse della città storica, flusso psicologico e memento antichissimo. Già negli ultimi due decenni del XIX secolo, il Tevere diviene un elemento di libertà, liberazione, creatività, gioia di vivere. Chi frequenta le sue acque e le sue sponde? Aristocratici non neri, ricchi borghesi insoddisfatti, omosessuali raffinati, artisti visionari, bizzarri scrittori emarginati, studenti squattrinati, strilloni di giornali, edili, macellai, modesti artigiani. Essi, quotidianamente, entrano vestiti nei canneti con i loro abiti diseguali per qualità, ma quando rimangono in mutande sono tutti uguali. Le classi si parificano, non ci sono differenze sociali. Nascono amicizie tra lo strillone e lo scrittore, si organizzano giochi, si canta, si recita, si mangia insieme con il tovagliolo appoggiato sull'acqua. Si scandalizzano i benpensanti affacciati sui ponti (abbiamo tante foto di nostri fondatori con le virtù in bella vista), non ci sono vincoli morali né leggi opprimenti. Si cerca l'elan vital bergsoniano, il ritorno matissiano ad un mondo primordiale incorrotto. Si creano i Rari Nantes, i [...] (quasi tutti protolaziali), la Romana Nuoto, i Bagni Talacchi (erano macellai). E che c'è di più bello del fatto che i nostri fondatori e pionieri siano partecipi di questo mondo impregnato di libertà? Altro che l'aquila e il biancoceleste! Nel 1901 i nostri giovani fiumaroli, ricordiamolo, siamo una società fiumarola, partecipano ai "Ludi al secolo nascente" una manifestazione positivista antioscurantista. Pazzi scatenati che eleggono il primo presidente sociale, Pedercini, perché fu l'unico a saltare con un balzo su un carro pieno di fieno. Tra l'altro Pedercini scoprì da solo l'emissario del lago di Nemi che gli archeologi cercavano da secoli.
Non vi basta sapere che erano dei libertari anticonformisti? Va bene. Nel secondo statuto sociale c'è scritto che la Lazio persegue la cura del corpo tramite attività atletiche varie. Anche gli altri statuti coevi di altre società affermavano la stessa cosa. Ma la Lazio aggiunge qualcosa di eccezionale: la cura del corpo non disgiunta dalla cultura, dalla conoscenza. Chi più moderni i loro? E' la sintesi della visione dell'uomo greco e poi, in parte, di quello romano. Se volessimo tornare alle olimpiadi antiche si potrebbe dire che sì che è vera la questione dello spirito olimpico delle nostre origini, ma è una posizione quasi spontanea nei comportamenti e non connessa con la stupidaggine dei colori della bandiera ellenica. Quando nel 1903 la Lazio passava una gravissima crisi finanziaria, I Bigiarelli se ne erano andati in Belgio, altri se ne andarono fondando la Virtus, il povero Tito Masini, Dio lo benedica sempre, si mise alla ricerca disperata di un presidente affidabile e prestigioso, si rivolse a Fortunato Ballerini, uomo di sport e segretario della Federazione di Ginnastica. Questi ci pensò un po' e poi rifiutò. Voleva approfondire. Nel frattempo de Coubertin gli scrisse per proporgli di organizzare le olimpiadi a Roma nel 1908. Ballerini si alleprò e leggendo lo statuto laziale pensò che la Nostra potesse essere un laboratorio di sport e cultura come nel più puro spirito olimpico. Accettò nel 1904 la presidenza e fu lui che scelse il biancoceleste e l'aquila, non ad ali spiegate, come colori e simbolo. Da buon massone, la tomba è stata scoperta da LW un paio d'anni fa ed è decorata con la simbologia massonica, vide nella bellezza del corpo e nella pratica della conoscenza, i pioli essenziali di quella scala che conduce alla purificazione. Con lui la lazio ebbe 16 anni di splendore: i soci arrivarono a diverse migliaia, la sede di via Veneto si popolò di premi Nobel, musicisti, cantanti lirici, pedagoghi, benefattori, archeologi di fama, letterati, poeti, scienziati. Divenne il centro culturale più importante di Roma. Nel frattempo i soci si esibivano nel football, nella scherma, nel nuoto, nel podismo. Si vinceva tanto e si apprezzavano le voci migliori della cultura contemporanea. Ballerini creò la Lazio che conosciamo. Senza di lui non staremmo su questo forum e venerdì non giocheremmo con il Lecce. E guardate che questo spiritaccio non è scomparso. Il portato balleriniano è arrivato fino ad oggi. Cosa persegue la Lazio Generale, perché si è creata la Fondazione Lazio? E il Terzo Pilastro? E la Multisport di cui la Lazio è il vertice in Europa? Retaggi di quei tempi. Ovviamente convitata di pietra la Sezione calcio che non ha capito tante cose.
Alla luce di quanto detto mi posso sentire un po' più in alto dei cugini? Dei loro ridicoli SPQR. Dei colori del'Imbero. Delle cialtronate eterodirette? Di Ferdinando e dei Texani? Loro non hanno questo pregresso. I loro dirigenti attuali ce lo hanno confessato apertamente che ci invidiano.
Sì, se loro sono un popolo, io proclamo il mio essere elitario.
Varie: Vaccaro non fu un fascista tuttodiunpezzo. Fu un fascista moderato. Quando nel 1945 fi recluso a Coltano, vi rimase poco perché non autore di nefandezze e violenze. Era soprattutto un uomo di sport. Quando nel 1936 si dovevano scegliere gli atleti italiani per le olimpiadi di Berlino, si impose e pretese la partecipazione del ginnasta Egidio Armelloni, comunista dichiarato e che in quanto tale aveva scontato due anni di carcere duro.
Nel 1927 Vaccaro era molto d'accordo nel fare la fusione. Lo riteneva utile. Quello che non accettò fu il nome e i colori proposti (per fortuna).
Il nome <<Lazio>>. Ma come non si sa perché lo abbiamo adottato? Lo dice Ballerini nel discorso di Commiato dopo 16 anni di presidenza, riportato nel giornale ufficiale "Lazio" del 20 febbraio 1922 che recita: "(Il nome Lazio) come auspicio a conoscere il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono".
Anche questo documento ce l'ha solo LazioWiki.
Consigli per gli acquisti. Ricordate che indico due testi di LW non per guadagnare. LW con i proventi delle vendite ci paga il server (non abbiamo introiti esterni e ci autofinanziamo con quanto esce dalle nostre tasche) e ciò che avanza va in beneficenza certificata. Li indico perché illuminanti e scientificamente inattaccabili. I vertici della Generale credono a ciò che scriviamo e intendono modificare qualcosa dello statuto. Che i fondatori fossero 15 e non 9 è già passato, ad esempio!
"Società Podistica <<Lazio>>. Ideali sportivi, olimpici, unitari, romani e biancocelesti". Autore Marco Impiglia, è Laziale statene certi. 520 pagine di documenti inediti e di scritti che spiegano nel dettaglio i primi 26 anni di Lazio. Purtroppo è stato tirato in sole 100 copie firmate e numerate ed è introvabile. Però chissà.
"Lì dove la Lazio nacque. Dal barcone di Luigi Del Bigio alla panchina di piazza della Libertà". E' uno dei testi della collana "I libri di LazioWiki" (anche quello di Impiglia lo è). In questo volume, anch'esso denso di materiale inedito, si tratta dei luoghi della Lazio dei Fondatori e dei Pionieri. Il traghetto del leggendario Toto er Bigio e la sua foto inedita, il Pippanera con l'individuazione del gestore, piazza della Libertà, la casina superstite della vecchia stazione ferroviaria, la foto (inedita) della magica panchina e altro.
Scusate la lunghezza ed eventuali errori ortografici. Non ho riletto.
Che bello!
Grazie Quintino.
Dopo aver letto sempre più convinto che il riferimento a Roma per noi dovrebbe essere principalmente questo, quello di inizio secolo.
Tanta roba, che non so come, ma so che andrebbe valorizzata.
Citazione di: FatDanny il 09 Mag 2023, 21:40
Bellissimo affresco quintino.
Bellissimo davvero.
Ma non hai dimostrato niente con l'Andria, che se chiama Fidelis Andria quindi è come Lazio o Juve, non c'è omonimia ma un nome proprio.
l'Alessandria calcio è L'UNICO esempio finora portato che sembra costituire eccezione assieme alla Roma. Ma l'Alessandria si chiamava Pro Alessandria e probabilmente per questo mantiene l'articolo LA.
Come lo mantiene LA Pro Vercelli, nella stessa zona.
La Lazio non è LA perché è una società, ma perché non c'è omonimia, mentre nel caso del napoli si (e centoventuordici).
La regola che stiamo vedendo, e tu ancora non l'hai capito, riguarda i casi di omonimia che fanno passare il nome della squadra dal femminile al maschile.
Lazio non è maschile, non è omonimo della città di Roma, quindi in che modo invaliderebbe la regola?
Napoli è omonimo, maschile e quindi la conferma.
Non si tratta di legge di Mosè, porca miseria, ma semplicemente di individuare una regola linguistica, ma siccome te sto sul cazzo devi stare lì a rompere i maroni come solo una cazzo di guardia sa fare.
Che poi non è chiaro cosa ti disturba di questa regola innocua, forse nel vedere che la Roma fa eccezione vedi la cosa come "eccezionale" confondendo i due termini simili a causa di un'ossessione radicale.
Detto ciò io non stavo sottolineando questa eccezione per decantare l'eccezionalità della roma, ma semplicemente a dimostrazione di come la loro operazione abbia invaso anche il piano della lingua parlata/scritta. Che era il tema del topic, l'operazione di identificazione e come incide sui festeggiamenti, mentre te sei incartato su questa cosa che dovevi assolutamente smentire o stanotte dormivi male.
niente eh, siamo su un livello che qualsiasi discorso più complesso di "romammmerdaaa" risulta equivocabile. Evabbe, tocca accettarlo.
Citazione di: FatDanny il 09 Mag 2023, 21:40
Bellissimo affresco quintino.
Bellissimo davvero.
Ma non hai dimostrato niente con l'Andria, che se chiama Fidelis Andria quindi è come Lazio o Juve, non c'è omonimia ma un nome proprio.
l'Alessandria calcio è L'UNICO esempio finora portato che sembra costituire eccezione assieme alla Roma. Ma l'Alessandria si chiamava Pro Alessandria e probabilmente per questo mantiene l'articolo LA.
Come lo mantiene LA Pro Vercelli, nella stessa zona.
La Lazio non è LA perché è una società, ma perché non c'è omonimia, mentre nel caso del napoli si (e centoventuordici).
La regola che stiamo vedendo, e tu ancora non l'hai capito, riguarda i casi di omonimia che fanno passare il nome della squadra dal femminile al maschile.
Lazio non è maschile, non è omonimo della città di Roma, quindi in che modo invaliderebbe la regola?
Napoli è omonimo, maschile e quindi la conferma.
Non si tratta di legge di Mosè, porca miseria, ma semplicemente di individuare una regola linguistica, ma siccome te sto sul cazzo devi stare lì a rompere i maroni come solo una cazzo di guardia sa fare.
Che poi non è chiaro cosa ti disturba di questa regola innocua, forse nel vedere che la Roma fa eccezione vedi la cosa come "eccezionale" confondendo i due termini simili a causa di un'ossessione radicale.
Detto ciò io non stavo sottolineando questa eccezione per decantare l'eccezionalità della roma, ma semplicemente a dimostrazione di come la loro operazione abbia invaso anche il piano della lingua parlata/scritta. Che era il tema del topic, l'operazione di identificazione e come incide sui festeggiamenti, mentre te sei incartato su questa cosa che dovevi assolutamente smentire o stanotte dormivi male.
niente eh, siamo su un livello che qualsiasi discorso più complesso di "romammmerdaaa" risulta equivocabile. Evabbe, tocca accettarlo.
La roma ha l'articolo determinativo femminile La perché è una associazione sportiva. SECONDO ME. poi se si vuole pensare ad altro, riti esoterici o sovrannaturali, fare come ve pare.
Poi che c'entra il fatto che abbia fatto parte della polizia, non si capisce... ma veramente eh.
Bellissimo post, grazie davvero.
:beer: :ssl
Citazione di: FatDanny il 09 Mag 2023, 18:23
ma è sgradevole perché non hai alcuna consuetudine a sentirlo.
Non c'è alcuna particolare differenza da un "il bologna" o "il torino".
la butto lì senza nessuna pretesa...
può essere che hanno preso l'articolo "la" per differenziarsi da:
"Il Roma è un quotidiano italiano con sede a Napoli. Fondato nel 1862, è il più antico quotidiano italiano post unitario"giornale anche esso nato prima di loro?
torno nel mio antro :p
Grazie Quintino.
Un condensato di storia.
Però adesso chiedo: noi festeggiamo la fondazione nel 1900 di una società podistica. Quando si ha traccia della sezione calcio e della prima partita?
1902? Oppure 1900?
È giusto considerare la data del 1900 se il calcio viene dopo (se)?
Grazie ancora.
Citazione di: adiutrix il 09 Mag 2023, 21:54
Per tornare in topic e quindi dei festeggiamenti, volevo raccontare quello che successe nella mia borgata ai tempi del nostro scudetto del 2000. I ragazzi del club decise di verniciare la piazzetta principale, con un grande scudo biancoceleste, niente di invasivo, la piazza era pavimentata con asfalto e le poche righe che c'erano non erano più visibili. Decisero di farlo di notte per non intralciare il traffico e la vita dei concittadini. A lavoro quasi ultimato arrivò una pattuglia della polizia municipale, informata da qualcuno che aveva denunciato il fatto, e prese gli estremi di quei ragazzi. Non so, sinceramente se ci furono conseguenze. L'anno dopo, purtroppo arrivò lo scudetto delle merde e in quel mefistelico periodo, un pomeriggio mi trovai in mezzo a traffico inusuale per la zona e il periodo. Pensai a un incidente e invece scoprii che c'era una pattuglia di vigili urbani che stava deviando il traffico nei pressi della suddetta piazzetta, perché c'erano dei ragazzi romanisti che stavano verniciando sopra quello che rimaneva dello scudetto biancoceleste dell'anno prima. A noi, i vigili c'hanno denunciato, a loro gli facevano da spalla, in pieno giorno, con traffico impazzito, per fargli fare la loro opera... questo è. Senza dimenticare che una volta, l'allora sindaco, con una ordinanza, chiuse alcune piazze e strade del centro di Roma, in concomitanza di una nostra finale, (che vincemmo) non ricordo quale, per paura dei festeggiamenti.
lazio mallorca finale coppa delle coppe
Topic divertentissimo, grazie Quintino per le informazioni.
Fat mi convinci, ma non sulla Juventus. È un Football Club, ma il sostantivo latino e di genere femminile. Ergo, LA giovinezza-Juventus (che ci fugge tuttavia, chi vuol essere lieto sia e rioma merda sempre)...
Citazione di: Quintino il 09 Mag 2023, 21:27
Dopo le diatribe su SMS, mi affaccio su questo interessante topic. Ho letto tante tesi ben formulate ma vorrei aggiungere delle mie considerazioni maturate in 16 anni di lavoro su LazioWiki. Il lavoro che facciamo si basa soltanto sui documenti ufficiali, fonti primarie e tutto ciò che è verificabile. Naturalmente la documentazione è in nostro possesso ed è costata anni di ricerche in archivi, biblioteche, emeroteche, case private ecc.
In base a ciò che abbiamo appurato, abbiamo dedotto che una certa confusione che si è creata sulla genesi della Lazio si deve alla comunque magnifica e lirica opera di Mario Pennacchia "Storia della Lazio", pubblicata nel 1969. Non si tratta di disistimare il grande maestro, che mi ha onorato della sua prefazione per due miei libri, fu la non oggettività dei fatti narrati dal suo testimone a trarlo in inganno, unita all'estrema fretta con cui, causa il giornaliero stillicidio dell'editore, fu costretto a procedere. Egli basò il racconto delle origini soltanto su ciò che gli venne narrato da un pioniere, notoriamente narcisello, che o per erigersi a unica voce ufficiale o per deficit di memoria su fatti accaditi quasi 70 anni prima, immaginò cose mai avvenute e, pertanto, mai provate. Ed è un peccato, perché quando Mario scrisse il libro non sapeva che erano vispi e arzilli ben due fondatori e un grande numero di pionieri tra cui, in primis, il grande Tito Masini, memoria storica della Lazio del 1900 e lucidissima persona, tanto che fu scelto a interpretare il magnifico e ieratico "cardinale" nel felliniano "8 e mezzo".
La "fabula" pennacchiesca ha fatto credere ad ogni laziale che la mattina del freddo 9 gennaio 1900, i fondatori posizionati davanti al barcone spogliatoio fluviale del Pippanera, decisero che la società che avrebbero fondato nel pomeriggio si sarebbe chiamata Lazio, avrebbe avuto i colori biancocelesti in onore di quelli della bandiera della Grecia patria delle olimpiadi, avrebbe avuto per simbolo l'aquila e avrebbe adottato il motto sallustiano. Solo la prima asserzione è vera.
- La Lazio nacque priva di colori. In ogni fotografia la maglia sociale è bianca (v. la celebre foto di Bigiarelli del 1901 mentre gareggia in Belgio). In alcun documento ufficiale e in alcun reperto emerotecario si nominano una sola volta i colori biancocelesti.
- Le olimpiadi, con la nascita della Lazio, non hanno alcun rapporto. Anche in questo caso ci soccorrono la mancanza di testimonianze scritte e soprattutto il fatto che le olimpiadi del 1900 erano completamente ignorate da chiunque. Il Messaggero, durante lo svolgimento dei giochi parigini, dedica un solo articolo sull'argomento e in esso si parla di giocolieri acrobati, funamboli, donne cannone, zucchero filato e dell'abbondanza di leccornie in vendita. Non c'è un solo risultato sportivo, né, tantomeno i nomi degli atleti partecipanti. Era una kermesse circense-culinaria. Ulteriore prova è costituita dal primo punto: le maglie della Lazio non avevano alcun colore.
- Fino al 1905 nella carta da lettere sociale non c'è alcuna aquila e nel diploma sociale, in possesso di LazioWiki, consegnato ad un podista vittorioso in una gara del 1902 non appare il fiero volatile. Tanto meno ci sono reperti fotografici con il simbolo aquilino.
- Il motto sallustiano resta un mistero (ma stiamo indagando). Non si ha notizia di un motto sicuramente fino al 1910-1911. Presumiamo che esso apparve nel primo dopoguerra. Per altro il motto non è affatto un'idea laziale: è il motto di numerose associazioni nordeuropee e dell'università di Cambridge, ad esempio.
Direte, ma quarda 'sto scemo che ci distrugge il mito! No, calma.
Se è vero che aquila, colori, motto, olimpiadi sono elementi gratificanti e romantici per ogni Laziale, è certamente più appagante qualcosa sotteso alla fondazione.
Fat dice, ragionevolmente, che la Lazio nasce in Prati. Quindi fuori del centro antico di Roma, proiettata quindi verso un quartiere che il Viviani, seguendo la volontà politica dell'allora governo, avrebbe dovuto realizzare come la proiezione verso la modernità di un'espansione già patrimonio di Parigi, Londra, Berlino ecc. Non è così. La Lazio nasce sul Tevere, asse della città storica, flusso psicologico e memento antichissimo. Già negli ultimi due decenni del XIX secolo, il Tevere diviene un elemento di libertà, liberazione, creatività, gioia di vivere. Chi frequenta le sue acque e le sue sponde? Aristocratici non neri, ricchi borghesi insoddisfatti, omosessuali raffinati, artisti visionari, bizzarri scrittori emarginati, studenti squattrinati, strilloni di giornali, edili, macellai, modesti artigiani. Essi, quotidianamente, entrano vestiti nei canneti con i loro abiti diseguali per qualità, ma quando rimangono in mutande sono tutti uguali. Le classi si parificano, non ci sono differenze sociali. Nascono amicizie tra lo strillone e lo scrittore, si organizzano giochi, si canta, si recita, si mangia insieme con il tovagliolo appoggiato sull'acqua. Si scandalizzano i benpensanti affacciati sui ponti (abbiamo tante foto di nostri fondatori con le virtù in bella vista), non ci sono vincoli morali né leggi opprimenti. Si cerca l'elan vital bergsoniano, il ritorno matissiano ad un mondo primordiale incorrotto. Si creano i Rari Nantes, i [...] (quasi tutti protolaziali), la Romana Nuoto, i Bagni Talacchi (erano macellai). E che c'è di più bello del fatto che i nostri fondatori e pionieri siano partecipi di questo mondo impregnato di libertà? Altro che l'aquila e il biancoceleste! Nel 1901 i nostri giovani fiumaroli, ricordiamolo, siamo una società fiumarola, partecipano ai "Ludi al secolo nascente" una manifestazione positivista antioscurantista. Pazzi scatenati che eleggono il primo presidente sociale, Pedercini, perché fu l'unico a saltare con un balzo su un carro pieno di fieno. Tra l'altro Pedercini scoprì da solo l'emissario del lago di Nemi che gli archeologi cercavano da secoli.
Non vi basta sapere che erano dei libertari anticonformisti? Va bene. Nel secondo statuto sociale c'è scritto che la Lazio persegue la cura del corpo tramite attività atletiche varie. Anche gli altri statuti coevi di altre società affermavano la stessa cosa. Ma la Lazio aggiunge qualcosa di eccezionale: la cura del corpo non disgiunta dalla cultura, dalla conoscenza. Chi più moderni i loro? E' la sintesi della visione dell'uomo greco e poi, in parte, di quello romano. Se volessimo tornare alle olimpiadi antiche si potrebbe dire che sì che è vera la questione dello spirito olimpico delle nostre origini, ma è una posizione quasi spontanea nei comportamenti e non connessa con la stupidaggine dei colori della bandiera ellenica. Quando nel 1903 la Lazio passava una gravissima crisi finanziaria, I Bigiarelli se ne erano andati in Belgio, altri se ne andarono fondando la Virtus, il povero Tito Masini, Dio lo benedica sempre, si mise alla ricerca disperata di un presidente affidabile e prestigioso, si rivolse a Fortunato Ballerini, uomo di sport e segretario della Federazione di Ginnastica. Questi ci pensò un po' e poi rifiutò. Voleva approfondire. Nel frattempo de Coubertin gli scrisse per proporgli di organizzare le olimpiadi a Roma nel 1908. Ballerini si alleprò e leggendo lo statuto laziale pensò che la Nostra potesse essere un laboratorio di sport e cultura come nel più puro spirito olimpico. Accettò nel 1904 la presidenza e fu lui che scelse il biancoceleste e l'aquila, non ad ali spiegate, come colori e simbolo. Da buon massone, la tomba è stata scoperta da LW un paio d'anni fa ed è decorata con la simbologia massonica, vide nella bellezza del corpo e nella pratica della conoscenza, i pioli essenziali di quella scala che conduce alla purificazione. Con lui la lazio ebbe 16 anni di splendore: i soci arrivarono a diverse migliaia, la sede di via Veneto si popolò di premi Nobel, musicisti, cantanti lirici, pedagoghi, benefattori, archeologi di fama, letterati, poeti, scienziati. Divenne il centro culturale più importante di Roma. Nel frattempo i soci si esibivano nel football, nella scherma, nel nuoto, nel podismo. Si vinceva tanto e si apprezzavano le voci migliori della cultura contemporanea. Ballerini creò la Lazio che conosciamo. Senza di lui non staremmo su questo forum e venerdì non giocheremmo con il Lecce. E guardate che questo spiritaccio non è scomparso. Il portato balleriniano è arrivato fino ad oggi. Cosa persegue la Lazio Generale, perché si è creata la Fondazione Lazio? E il Terzo Pilastro? E la Multisport di cui la Lazio è il vertice in Europa? Retaggi di quei tempi. Ovviamente convitata di pietra la Sezione calcio che non ha capito tante cose.
Alla luce di quanto detto mi posso sentire un po' più in alto dei cugini? Dei loro ridicoli SPQR. Dei colori del'Imbero. Delle cialtronate eterodirette? Di Ferdinando e dei Texani? Loro non hanno questo pregresso. I loro dirigenti attuali ce lo hanno confessato apertamente che ci invidiano.
Sì, se loro sono un popolo, io proclamo il mio essere elitario.
Varie: Vaccaro non fu un fascista tuttodiunpezzo. Fu un fascista moderato. Quando nel 1945 fi recluso a Coltano, vi rimase poco perché non autore di nefandezze e violenze. Era soprattutto un uomo di sport. Quando nel 1936 si dovevano scegliere gli atleti italiani per le olimpiadi di Berlino, si impose e pretese la partecipazione del ginnasta Egidio Armelloni, comunista dichiarato e che in quanto tale aveva scontato due anni di carcere duro.
Nel 1927 Vaccaro era molto d'accordo nel fare la fusione. Lo riteneva utile. Quello che non accettò fu il nome e i colori proposti (per fortuna).
Il nome <<Lazio>>. Ma come non si sa perché lo abbiamo adottato? Lo dice Ballerini nel discorso di Commiato dopo 16 anni di presidenza, riportato nel giornale ufficiale "Lazio" del 20 febbraio 1922 che recita: "(Il nome Lazio) come auspicio a conoscere il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono".
Anche questo documento ce l'ha solo LazioWiki.
Consigli per gli acquisti. Ricordate che indico due testi di LW non per guadagnare. LW con i proventi delle vendite ci paga il server (non abbiamo introiti esterni e ci autofinanziamo con quanto esce dalle nostre tasche) e ciò che avanza va in beneficenza certificata. Li indico perché illuminanti e scientificamente inattaccabili. I vertici della Generale credono a ciò che scriviamo e intendono modificare qualcosa dello statuto. Che i fondatori fossero 15 e non 9 è già passato, ad esempio!
"Società Podistica <<Lazio>>. Ideali sportivi, olimpici, unitari, romani e biancocelesti". Autore Marco Impiglia, è Laziale statene certi. 520 pagine di documenti inediti e di scritti che spiegano nel dettaglio i primi 26 anni di Lazio. Purtroppo è stato tirato in sole 100 copie firmate e numerate ed è introvabile. Però chissà.
"Lì dove la Lazio nacque. Dal barcone di Luigi Del Bigio alla panchina di piazza della Libertà". E' uno dei testi della collana "I libri di LazioWiki" (anche quello di Impiglia lo è). In questo volume, anch'esso denso di materiale inedito, si tratta dei luoghi della Lazio dei Fondatori e dei Pionieri. Il traghetto del leggendario Toto er Bigio e la sua foto inedita, il Pippanera con l'individuazione del gestore, piazza della Libertà, la casina superstite della vecchia stazione ferroviaria, la foto (inedita) della magica panchina e altro.
Scusate la lunghezza ed eventuali errori ortografici. Non ho riletto.
Post spettacolare
Grazie Quintino per il post
sono intervenuto a proposito dei nostri colori, non associandoli alla Grecia, proprio per aver letto gli studi di laziowiki e per il libro di Impiglia, di cui possiedo il numero 62. Grazie di nuovo
https://www.calcionews24.com/lazio-nata-nel-1910-fondazione-1900-podistica-il-tempo/
Si parla di prima partita a luglio 1901.
S.S.Lazio 1901....
:=))
Sì. Sì sa da anni. Peccato che era calcio ginnico. Come palla prigioniera ma fatta con i piedi. I giocatori non potevano spostarsi.
@Quintino, appurato che la Grecia e le olimpiadi non c'entrano una mazza :=)) ma quindi si sa perché Ballerini scelse il bianco celeste come colori sociali?
Citazione di: Quintino il 09 Mag 2023, 21:27
Dopo le diatribe su SMS, mi affaccio su questo interessante topic. Ho letto tante tesi ben formulate ma vorrei aggiungere delle mie considerazioni maturate in 16 anni di lavoro su LazioWiki. Il lavoro che facciamo si basa soltanto sui documenti ufficiali, fonti primarie e tutto ciò che è verificabile. Naturalmente la documentazione è in nostro possesso ed è costata anni di ricerche in archivi, biblioteche, emeroteche, case private ecc.
In base a ciò che abbiamo appurato, abbiamo dedotto che una certa confusione che si è creata sulla genesi della Lazio si deve alla comunque magnifica e lirica opera di Mario Pennacchia "Storia della Lazio", pubblicata nel 1969. Non si tratta di disistimare il grande maestro, che mi ha onorato della sua prefazione per due miei libri, fu la non oggettività dei fatti narrati dal suo testimone a trarlo in inganno, unita all'estrema fretta con cui, causa il giornaliero stillicidio dell'editore, fu costretto a procedere. Egli basò il racconto delle origini soltanto su ciò che gli venne narrato da un pioniere, notoriamente narcisello, che o per erigersi a unica voce ufficiale o per deficit di memoria su fatti accaditi quasi 70 anni prima, immaginò cose mai avvenute e, pertanto, mai provate. Ed è un peccato, perché quando Mario scrisse il libro non sapeva che erano vispi e arzilli ben due fondatori e un grande numero di pionieri tra cui, in primis, il grande Tito Masini, memoria storica della Lazio del 1900 e lucidissima persona, tanto che fu scelto a interpretare il magnifico e ieratico "cardinale" nel felliniano "8 e mezzo".
La "fabula" pennacchiesca ha fatto credere ad ogni laziale che la mattina del freddo 9 gennaio 1900, i fondatori posizionati davanti al barcone spogliatoio fluviale del Pippanera, decisero che la società che avrebbero fondato nel pomeriggio si sarebbe chiamata Lazio, avrebbe avuto i colori biancocelesti in onore di quelli della bandiera della Grecia patria delle olimpiadi, avrebbe avuto per simbolo l'aquila e avrebbe adottato il motto sallustiano. Solo la prima asserzione è vera.
- La Lazio nacque priva di colori. In ogni fotografia la maglia sociale è bianca (v. la celebre foto di Bigiarelli del 1901 mentre gareggia in Belgio). In alcun documento ufficiale e in alcun reperto emerotecario si nominano una sola volta i colori biancocelesti.
- Le olimpiadi, con la nascita della Lazio, non hanno alcun rapporto. Anche in questo caso ci soccorrono la mancanza di testimonianze scritte e soprattutto il fatto che le olimpiadi del 1900 erano completamente ignorate da chiunque. Il Messaggero, durante lo svolgimento dei giochi parigini, dedica un solo articolo sull'argomento e in esso si parla di giocolieri acrobati, funamboli, donne cannone, zucchero filato e dell'abbondanza di leccornie in vendita. Non c'è un solo risultato sportivo, né, tantomeno i nomi degli atleti partecipanti. Era una kermesse circense-culinaria. Ulteriore prova è costituita dal primo punto: le maglie della Lazio non avevano alcun colore.
- Fino al 1905 nella carta da lettere sociale non c'è alcuna aquila e nel diploma sociale, in possesso di LazioWiki, consegnato ad un podista vittorioso in una gara del 1902 non appare il fiero volatile. Tanto meno ci sono reperti fotografici con il simbolo aquilino.
- Il motto sallustiano resta un mistero (ma stiamo indagando). Non si ha notizia di un motto sicuramente fino al 1910-1911. Presumiamo che esso apparve nel primo dopoguerra. Per altro il motto non è affatto un'idea laziale: è il motto di numerose associazioni nordeuropee e dell'università di Cambridge, ad esempio.
Direte, ma quarda 'sto scemo che ci distrugge il mito! No, calma.
Se è vero che aquila, colori, motto, olimpiadi sono elementi gratificanti e romantici per ogni Laziale, è certamente più appagante qualcosa sotteso alla fondazione.
Fat dice, ragionevolmente, che la Lazio nasce in Prati. Quindi fuori del centro antico di Roma, proiettata quindi verso un quartiere che il Viviani, seguendo la volontà politica dell'allora governo, avrebbe dovuto realizzare come la proiezione verso la modernità di un'espansione già patrimonio di Parigi, Londra, Berlino ecc. Non è così. La Lazio nasce sul Tevere, asse della città storica, flusso psicologico e memento antichissimo. Già negli ultimi due decenni del XIX secolo, il Tevere diviene un elemento di libertà, liberazione, creatività, gioia di vivere. Chi frequenta le sue acque e le sue sponde? Aristocratici non neri, ricchi borghesi insoddisfatti, omosessuali raffinati, artisti visionari, bizzarri scrittori emarginati, studenti squattrinati, strilloni di giornali, edili, macellai, modesti artigiani. Essi, quotidianamente, entrano vestiti nei canneti con i loro abiti diseguali per qualità, ma quando rimangono in mutande sono tutti uguali. Le classi si parificano, non ci sono differenze sociali. Nascono amicizie tra lo strillone e lo scrittore, si organizzano giochi, si canta, si recita, si mangia insieme con il tovagliolo appoggiato sull'acqua. Si scandalizzano i benpensanti affacciati sui ponti (abbiamo tante foto di nostri fondatori con le virtù in bella vista), non ci sono vincoli morali né leggi opprimenti. Si cerca l'elan vital bergsoniano, il ritorno matissiano ad un mondo primordiale incorrotto. Si creano i Rari Nantes, i [...] (quasi tutti protolaziali), la Romana Nuoto, i Bagni Talacchi (erano macellai). E che c'è di più bello del fatto che i nostri fondatori e pionieri siano partecipi di questo mondo impregnato di libertà? Altro che l'aquila e il biancoceleste! Nel 1901 i nostri giovani fiumaroli, ricordiamolo, siamo una società fiumarola, partecipano ai "Ludi al secolo nascente" una manifestazione positivista antioscurantista. Pazzi scatenati che eleggono il primo presidente sociale, Pedercini, perché fu l'unico a saltare con un balzo su un carro pieno di fieno. Tra l'altro Pedercini scoprì da solo l'emissario del lago di Nemi che gli archeologi cercavano da secoli.
Non vi basta sapere che erano dei libertari anticonformisti? Va bene. Nel secondo statuto sociale c'è scritto che la Lazio persegue la cura del corpo tramite attività atletiche varie. Anche gli altri statuti coevi di altre società affermavano la stessa cosa. Ma la Lazio aggiunge qualcosa di eccezionale: la cura del corpo non disgiunta dalla cultura, dalla conoscenza. Chi più moderni i loro? E' la sintesi della visione dell'uomo greco e poi, in parte, di quello romano. Se volessimo tornare alle olimpiadi antiche si potrebbe dire che sì che è vera la questione dello spirito olimpico delle nostre origini, ma è una posizione quasi spontanea nei comportamenti e non connessa con la stupidaggine dei colori della bandiera ellenica. Quando nel 1903 la Lazio passava una gravissima crisi finanziaria, I Bigiarelli se ne erano andati in Belgio, altri se ne andarono fondando la Virtus, il povero Tito Masini, Dio lo benedica sempre, si mise alla ricerca disperata di un presidente affidabile e prestigioso, si rivolse a Fortunato Ballerini, uomo di sport e segretario della Federazione di Ginnastica. Questi ci pensò un po' e poi rifiutò. Voleva approfondire. Nel frattempo de Coubertin gli scrisse per proporgli di organizzare le olimpiadi a Roma nel 1908. Ballerini si alleprò e leggendo lo statuto laziale pensò che la Nostra potesse essere un laboratorio di sport e cultura come nel più puro spirito olimpico. Accettò nel 1904 la presidenza e fu lui che scelse il biancoceleste e l'aquila, non ad ali spiegate, come colori e simbolo. Da buon massone, la tomba è stata scoperta da LW un paio d'anni fa ed è decorata con la simbologia massonica, vide nella bellezza del corpo e nella pratica della conoscenza, i pioli essenziali di quella scala che conduce alla purificazione. Con lui la lazio ebbe 16 anni di splendore: i soci arrivarono a diverse migliaia, la sede di via Veneto si popolò di premi Nobel, musicisti, cantanti lirici, pedagoghi, benefattori, archeologi di fama, letterati, poeti, scienziati. Divenne il centro culturale più importante di Roma. Nel frattempo i soci si esibivano nel football, nella scherma, nel nuoto, nel podismo. Si vinceva tanto e si apprezzavano le voci migliori della cultura contemporanea. Ballerini creò la Lazio che conosciamo. Senza di lui non staremmo su questo forum e venerdì non giocheremmo con il Lecce. E guardate che questo spiritaccio non è scomparso. Il portato balleriniano è arrivato fino ad oggi. Cosa persegue la Lazio Generale, perché si è creata la Fondazione Lazio? E il Terzo Pilastro? E la Multisport di cui la Lazio è il vertice in Europa? Retaggi di quei tempi. Ovviamente convitata di pietra la Sezione calcio che non ha capito tante cose.
Alla luce di quanto detto mi posso sentire un po' più in alto dei cugini? Dei loro ridicoli SPQR. Dei colori del'Imbero. Delle cialtronate eterodirette? Di Ferdinando e dei Texani? Loro non hanno questo pregresso. I loro dirigenti attuali ce lo hanno confessato apertamente che ci invidiano.
Sì, se loro sono un popolo, io proclamo il mio essere elitario.
Varie: Vaccaro non fu un fascista tuttodiunpezzo. Fu un fascista moderato. Quando nel 1945 fi recluso a Coltano, vi rimase poco perché non autore di nefandezze e violenze. Era soprattutto un uomo di sport. Quando nel 1936 si dovevano scegliere gli atleti italiani per le olimpiadi di Berlino, si impose e pretese la partecipazione del ginnasta Egidio Armelloni, comunista dichiarato e che in quanto tale aveva scontato due anni di carcere duro.
Nel 1927 Vaccaro era molto d'accordo nel fare la fusione. Lo riteneva utile. Quello che non accettò fu il nome e i colori proposti (per fortuna).
Il nome <<Lazio>>. Ma come non si sa perché lo abbiamo adottato? Lo dice Ballerini nel discorso di Commiato dopo 16 anni di presidenza, riportato nel giornale ufficiale "Lazio" del 20 febbraio 1922 che recita: "(Il nome Lazio) come auspicio a conoscere il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono".
Anche questo documento ce l'ha solo LazioWiki.
Consigli per gli acquisti. Ricordate che indico due testi di LW non per guadagnare. LW con i proventi delle vendite ci paga il server (non abbiamo introiti esterni e ci autofinanziamo con quanto esce dalle nostre tasche) e ciò che avanza va in beneficenza certificata. Li indico perché illuminanti e scientificamente inattaccabili. I vertici della Generale credono a ciò che scriviamo e intendono modificare qualcosa dello statuto. Che i fondatori fossero 15 e non 9 è già passato, ad esempio!
"Società Podistica <<Lazio>>. Ideali sportivi, olimpici, unitari, romani e biancocelesti". Autore Marco Impiglia, è Laziale statene certi. 520 pagine di documenti inediti e di scritti che spiegano nel dettaglio i primi 26 anni di Lazio. Purtroppo è stato tirato in sole 100 copie firmate e numerate ed è introvabile. Però chissà.
"Lì dove la Lazio nacque. Dal barcone di Luigi Del Bigio alla panchina di piazza della Libertà". E' uno dei testi della collana "I libri di LazioWiki" (anche quello di Impiglia lo è). In questo volume, anch'esso denso di materiale inedito, si tratta dei luoghi della Lazio dei Fondatori e dei Pionieri. Il traghetto del leggendario Toto er Bigio e la sua foto inedita, il Pippanera con l'individuazione del gestore, piazza della Libertà, la casina superstite della vecchia stazione ferroviaria, la foto (inedita) della magica panchina e altro.
Scusate la lunghezza ed eventuali errori ortografici. Non ho riletto.
Spettacolare, da lacrime agli occhi.
Grazie Quinti'
Anche io a questo punto sono curioso di sapere se c'è un motivo per il bianco-celeste :beer:
Quintino numero uno!
Stasera rispondo alla domanda sui colori, domattina alle altre (so' mezzo addormito).
Sì, si sa. La bandiera sociale ufficiale, la prima in assoluto, fu cucita dalla socia Tobia, moglie del fondatore Galileo Massa, alla vigilia del pranzo tenuto alla trattoria dell'Olmo (dove adesso c'è la piscina scoperta del Foro Italico) nell'autunno 1904 e fu donata a Ballerini che la baciò. Il bianco e il celeste erano i colori di quasi tutte le società fiumarole presenti sul Tevere, una sorta di consuetudine in opposizione ai colori accesi delle società ginniche. Era a strisce biancocelesti, ce lo rivela il Messaggero. L'unico dubbio che ci rimane è se le strisce erano orizzontali o verticali. Le società natatorie, infatti, pur adottando quasi sempre il biancoceleste, variavano la disposizione delle strisce per riconoscersi.
Aggiungo una cosa che forse non tutti sanno: all'asta della bandiera era legato un nastrino verde. Ballerini aveva assorbito nella Lazio la società podistica Hesperia, acquisendo da essa molti atleti. L'Hesperia aveva il verde come colore sociale. Fu un gesto di cortese riconoscenza.
Visto che il topic ha preso questa deriva, ne approfitto per chiedere a Quintino alcune cose che avrei voluto chiedergli da anni.
1) Sulla storia dello scudetto del 1915 trovo Laziowiki abbastanza "fredda", nel senso che non sposa appieno la causa. Perché già sa che è una rivendicazione con basi storiche fragili o per quale altro motivo?
2) Che differenza c'è tra Laziowiki e Centro Studi Nove Gennaio 1900? Perché non vi "unificate" e portate avanti ricerche congiunte?
3) Da che dipende il fatto che Centro Studi Nove Gennaio sia riconosciuto dalla S.S Lazio e Laziowiki no? Lo noto soprattutto dal fatto (chiedo scusa se sbaglio, ma questa è l'impressione) che quando c'è una presentazione di un libro o di un evento di Laziowiki, fai trasparire sempre, più o meno velatamente, che è presente la Lazio Generale guidata da Buccioni ma non Lotito o la Lazio Calcio.
4) La Lazio è "biancoceleste" o "biancazzurra"? Si può una volta per tutte chiarire quale è la dicitura più corretta storicamente?
Grazie anticipatamente per le risposte e complimenti per il lavoro storico che portate avanti.
Vado a letto con :
1. Non siamo nati nel 1900
2. I nostri colori erano il bianco
3. Poi no il bianco e celeste a righe
4. Con un tocco di verde
5. Siamo nati da una fusione con l'Hesperia.
....
:=))
Citazione di: Quintino il 09 Mag 2023, 21:27
Dopo le diatribe su SMS, mi affaccio su questo interessante topic. Ho letto tante tesi ben formulate ma vorrei aggiungere delle mie considerazioni maturate in 16 anni di lavoro su LazioWiki. Il lavoro che facciamo si basa soltanto sui documenti ufficiali, fonti primarie e tutto ciò che è verificabile. Naturalmente la documentazione è in nostro possesso ed è costata anni di ricerche in archivi, biblioteche, emeroteche, case private ecc.
In base a ciò che abbiamo appurato, abbiamo dedotto che una certa confusione che si è creata sulla genesi della Lazio si deve alla comunque magnifica e lirica opera di Mario Pennacchia "Storia della Lazio", pubblicata nel 1969. Non si tratta di disistimare il grande maestro, che mi ha onorato della sua prefazione per due miei libri, fu la non oggettività dei fatti narrati dal suo testimone a trarlo in inganno, unita all'estrema fretta con cui, causa il giornaliero stillicidio dell'editore, fu costretto a procedere. Egli basò il racconto delle origini soltanto su ciò che gli venne narrato da un pioniere, notoriamente narcisello, che o per erigersi a unica voce ufficiale o per deficit di memoria su fatti accaditi quasi 70 anni prima, immaginò cose mai avvenute e, pertanto, mai provate. Ed è un peccato, perché quando Mario scrisse il libro non sapeva che erano vispi e arzilli ben due fondatori e un grande numero di pionieri tra cui, in primis, il grande Tito Masini, memoria storica della Lazio del 1900 e lucidissima persona, tanto che fu scelto a interpretare il magnifico e ieratico "cardinale" nel felliniano "8 e mezzo".
La "fabula" pennacchiesca ha fatto credere ad ogni laziale che la mattina del freddo 9 gennaio 1900, i fondatori posizionati davanti al barcone spogliatoio fluviale del Pippanera, decisero che la società che avrebbero fondato nel pomeriggio si sarebbe chiamata Lazio, avrebbe avuto i colori biancocelesti in onore di quelli della bandiera della Grecia patria delle olimpiadi, avrebbe avuto per simbolo l'aquila e avrebbe adottato il motto sallustiano. Solo la prima asserzione è vera.
- La Lazio nacque priva di colori. In ogni fotografia la maglia sociale è bianca (v. la celebre foto di Bigiarelli del 1901 mentre gareggia in Belgio). In alcun documento ufficiale e in alcun reperto emerotecario si nominano una sola volta i colori biancocelesti.
- Le olimpiadi, con la nascita della Lazio, non hanno alcun rapporto. Anche in questo caso ci soccorrono la mancanza di testimonianze scritte e soprattutto il fatto che le olimpiadi del 1900 erano completamente ignorate da chiunque. Il Messaggero, durante lo svolgimento dei giochi parigini, dedica un solo articolo sull'argomento e in esso si parla di giocolieri acrobati, funamboli, donne cannone, zucchero filato e dell'abbondanza di leccornie in vendita. Non c'è un solo risultato sportivo, né, tantomeno i nomi degli atleti partecipanti. Era una kermesse circense-culinaria. Ulteriore prova è costituita dal primo punto: le maglie della Lazio non avevano alcun colore.
- Fino al 1905 nella carta da lettere sociale non c'è alcuna aquila e nel diploma sociale, in possesso di LazioWiki, consegnato ad un podista vittorioso in una gara del 1902 non appare il fiero volatile. Tanto meno ci sono reperti fotografici con il simbolo aquilino.
- Il motto sallustiano resta un mistero (ma stiamo indagando). Non si ha notizia di un motto sicuramente fino al 1910-1911. Presumiamo che esso apparve nel primo dopoguerra. Per altro il motto non è affatto un'idea laziale: è il motto di numerose associazioni nordeuropee e dell'università di Cambridge, ad esempio.
Direte, ma quarda 'sto scemo che ci distrugge il mito! No, calma.
Se è vero che aquila, colori, motto, olimpiadi sono elementi gratificanti e romantici per ogni Laziale, è certamente più appagante qualcosa sotteso alla fondazione.
Fat dice, ragionevolmente, che la Lazio nasce in Prati. Quindi fuori del centro antico di Roma, proiettata quindi verso un quartiere che il Viviani, seguendo la volontà politica dell'allora governo, avrebbe dovuto realizzare come la proiezione verso la modernità di un'espansione già patrimonio di Parigi, Londra, Berlino ecc. Non è così. La Lazio nasce sul Tevere, asse della città storica, flusso psicologico e memento antichissimo. Già negli ultimi due decenni del XIX secolo, il Tevere diviene un elemento di libertà, liberazione, creatività, gioia di vivere. Chi frequenta le sue acque e le sue sponde? Aristocratici non neri, ricchi borghesi insoddisfatti, omosessuali raffinati, artisti visionari, bizzarri scrittori emarginati, studenti squattrinati, strilloni di giornali, edili, macellai, modesti artigiani. Essi, quotidianamente, entrano vestiti nei canneti con i loro abiti diseguali per qualità, ma quando rimangono in mutande sono tutti uguali. Le classi si parificano, non ci sono differenze sociali. Nascono amicizie tra lo strillone e lo scrittore, si organizzano giochi, si canta, si recita, si mangia insieme con il tovagliolo appoggiato sull'acqua. Si scandalizzano i benpensanti affacciati sui ponti (abbiamo tante foto di nostri fondatori con le virtù in bella vista), non ci sono vincoli morali né leggi opprimenti. Si cerca l'elan vital bergsoniano, il ritorno matissiano ad un mondo primordiale incorrotto. Si creano i Rari Nantes, i [...] (quasi tutti protolaziali), la Romana Nuoto, i Bagni Talacchi (erano macellai). E che c'è di più bello del fatto che i nostri fondatori e pionieri siano partecipi di questo mondo impregnato di libertà? Altro che l'aquila e il biancoceleste! Nel 1901 i nostri giovani fiumaroli, ricordiamolo, siamo una società fiumarola, partecipano ai "Ludi al secolo nascente" una manifestazione positivista antioscurantista. Pazzi scatenati che eleggono il primo presidente sociale, Pedercini, perché fu l'unico a saltare con un balzo su un carro pieno di fieno. Tra l'altro Pedercini scoprì da solo l'emissario del lago di Nemi che gli archeologi cercavano da secoli.
Non vi basta sapere che erano dei libertari anticonformisti? Va bene. Nel secondo statuto sociale c'è scritto che la Lazio persegue la cura del corpo tramite attività atletiche varie. Anche gli altri statuti coevi di altre società affermavano la stessa cosa. Ma la Lazio aggiunge qualcosa di eccezionale: la cura del corpo non disgiunta dalla cultura, dalla conoscenza. Chi più moderni i loro? E' la sintesi della visione dell'uomo greco e poi, in parte, di quello romano. Se volessimo tornare alle olimpiadi antiche si potrebbe dire che sì che è vera la questione dello spirito olimpico delle nostre origini, ma è una posizione quasi spontanea nei comportamenti e non connessa con la stupidaggine dei colori della bandiera ellenica. Quando nel 1903 la Lazio passava una gravissima crisi finanziaria, I Bigiarelli se ne erano andati in Belgio, altri se ne andarono fondando la Virtus, il povero Tito Masini, Dio lo benedica sempre, si mise alla ricerca disperata di un presidente affidabile e prestigioso, si rivolse a Fortunato Ballerini, uomo di sport e segretario della Federazione di Ginnastica. Questi ci pensò un po' e poi rifiutò. Voleva approfondire. Nel frattempo de Coubertin gli scrisse per proporgli di organizzare le olimpiadi a Roma nel 1908. Ballerini si alleprò e leggendo lo statuto laziale pensò che la Nostra potesse essere un laboratorio di sport e cultura come nel più puro spirito olimpico. Accettò nel 1904 la presidenza e fu lui che scelse il biancoceleste e l'aquila, non ad ali spiegate, come colori e simbolo. Da buon massone, la tomba è stata scoperta da LW un paio d'anni fa ed è decorata con la simbologia massonica, vide nella bellezza del corpo e nella pratica della conoscenza, i pioli essenziali di quella scala che conduce alla purificazione. Con lui la lazio ebbe 16 anni di splendore: i soci arrivarono a diverse migliaia, la sede di via Veneto si popolò di premi Nobel, musicisti, cantanti lirici, pedagoghi, benefattori, archeologi di fama, letterati, poeti, scienziati. Divenne il centro culturale più importante di Roma. Nel frattempo i soci si esibivano nel football, nella scherma, nel nuoto, nel podismo. Si vinceva tanto e si apprezzavano le voci migliori della cultura contemporanea. Ballerini creò la Lazio che conosciamo. Senza di lui non staremmo su questo forum e venerdì non giocheremmo con il Lecce. E guardate che questo spiritaccio non è scomparso. Il portato balleriniano è arrivato fino ad oggi. Cosa persegue la Lazio Generale, perché si è creata la Fondazione Lazio? E il Terzo Pilastro? E la Multisport di cui la Lazio è il vertice in Europa? Retaggi di quei tempi. Ovviamente convitata di pietra la Sezione calcio che non ha capito tante cose.
Alla luce di quanto detto mi posso sentire un po' più in alto dei cugini? Dei loro ridicoli SPQR. Dei colori del'Imbero. Delle cialtronate eterodirette? Di Ferdinando e dei Texani? Loro non hanno questo pregresso. I loro dirigenti attuali ce lo hanno confessato apertamente che ci invidiano.
Sì, se loro sono un popolo, io proclamo il mio essere elitario.
Varie: Vaccaro non fu un fascista tuttodiunpezzo. Fu un fascista moderato. Quando nel 1945 fi recluso a Coltano, vi rimase poco perché non autore di nefandezze e violenze. Era soprattutto un uomo di sport. Quando nel 1936 si dovevano scegliere gli atleti italiani per le olimpiadi di Berlino, si impose e pretese la partecipazione del ginnasta Egidio Armelloni, comunista dichiarato e che in quanto tale aveva scontato due anni di carcere duro.
Nel 1927 Vaccaro era molto d'accordo nel fare la fusione. Lo riteneva utile. Quello che non accettò fu il nome e i colori proposti (per fortuna).
Il nome <<Lazio>>. Ma come non si sa perché lo abbiamo adottato? Lo dice Ballerini nel discorso di Commiato dopo 16 anni di presidenza, riportato nel giornale ufficiale "Lazio" del 20 febbraio 1922 che recita: "(Il nome Lazio) come auspicio a conoscere il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono".
Anche questo documento ce l'ha solo LazioWiki.
Consigli per gli acquisti. Ricordate che indico due testi di LW non per guadagnare. LW con i proventi delle vendite ci paga il server (non abbiamo introiti esterni e ci autofinanziamo con quanto esce dalle nostre tasche) e ciò che avanza va in beneficenza certificata. Li indico perché illuminanti e scientificamente inattaccabili. I vertici della Generale credono a ciò che scriviamo e intendono modificare qualcosa dello statuto. Che i fondatori fossero 15 e non 9 è già passato, ad esempio!
"Società Podistica <<Lazio>>. Ideali sportivi, olimpici, unitari, romani e biancocelesti". Autore Marco Impiglia, è Laziale statene certi. 520 pagine di documenti inediti e di scritti che spiegano nel dettaglio i primi 26 anni di Lazio. Purtroppo è stato tirato in sole 100 copie firmate e numerate ed è introvabile. Però chissà.
"Lì dove la Lazio nacque. Dal barcone di Luigi Del Bigio alla panchina di piazza della Libertà". E' uno dei testi della collana "I libri di LazioWiki" (anche quello di Impiglia lo è). In questo volume, anch'esso denso di materiale inedito, si tratta dei luoghi della Lazio dei Fondatori e dei Pionieri. Il traghetto del leggendario Toto er Bigio e la sua foto inedita, il Pippanera con l'individuazione del gestore, piazza della Libertà, la casina superstite della vecchia stazione ferroviaria, la foto (inedita) della magica panchina e altro.
Scusate la lunghezza ed eventuali errori ortografici. Non ho riletto.
Questo post è una delle cose più belle mai lette qui e proprio in generale sulla Lazio.
G R A Z I E
Sarò strano io, ma preferisco di gran lunga questa ricostruzione a quelle che (fino ad ora) conoscevo io, che sono le stesse che la massa Laziale dà per assodate.
Veramente bellissimo, ero sicuro che la Lazio fosse nata con questo spirito libertario e illuminista ma non fino a questo punto.
CHE BELLEZZA
Grazie Quintino!
SFL
Citazione di: Adler Nest il 09 Mag 2023, 23:24
Vado a letto con :
1. Non siamo nati nel 1900
2. I nostri colori erano il bianco
3. Poi no il bianco e celeste a righe
4. Con un tocco di verde
5. Siamo nati da una fusione con l'Hesperia.
....
:=))
Avevamo poche certezze nella vita, è arrivato Quintino e ha scombinato tutto.
Pure i colori in comune con altre società di fiumaroli. La Grecia e le Olimpiadi, mai coperte. Pure il verde (vedi che la maglietta verde aveva un perché) e una fusione.
Un disastro. So' distrutto.
:=))
Quintino è bello e interessante leggerti, grazie per il lavoro prezioso con LazioWiki, tuo e dei tuoi colleghi.
Sempre Forza Lazio
:band3:
Grazie Quintino, anche da parte mia. Ci tenevo ;)
Citazione di: Quintino il 09 Mag 2023, 21:27
Dopo le diatribe su SMS, mi affaccio su questo interessante topic. Ho letto tante tesi ben formulate ma vorrei aggiungere delle mie considerazioni maturate in 16 anni di lavoro su LazioWiki. Il lavoro che facciamo si basa soltanto sui documenti ufficiali, fonti primarie e tutto ciò che è verificabile. Naturalmente la documentazione è in nostro possesso ed è costata anni di ricerche in archivi, biblioteche, emeroteche, case private ecc.
In base a ciò che abbiamo appurato, abbiamo dedotto che una certa confusione che si è creata sulla genesi della Lazio si deve alla comunque magnifica e lirica opera di Mario Pennacchia "Storia della Lazio", pubblicata nel 1969. Non si tratta di disistimare il grande maestro, che mi ha onorato della sua prefazione per due miei libri, fu la non oggettività dei fatti narrati dal suo testimone a trarlo in inganno, unita all'estrema fretta con cui, causa il giornaliero stillicidio dell'editore, fu costretto a procedere. Egli basò il racconto delle origini soltanto su ciò che gli venne narrato da un pioniere, notoriamente narcisello, che o per erigersi a unica voce ufficiale o per deficit di memoria su fatti accaditi quasi 70 anni prima, immaginò cose mai avvenute e, pertanto, mai provate. Ed è un peccato, perché quando Mario scrisse il libro non sapeva che erano vispi e arzilli ben due fondatori e un grande numero di pionieri tra cui, in primis, il grande Tito Masini, memoria storica della Lazio del 1900 e lucidissima persona, tanto che fu scelto a interpretare il magnifico e ieratico "cardinale" nel felliniano "8 e mezzo".
La "fabula" pennacchiesca ha fatto credere ad ogni laziale che la mattina del freddo 9 gennaio 1900, i fondatori posizionati davanti al barcone spogliatoio fluviale del Pippanera, decisero che la società che avrebbero fondato nel pomeriggio si sarebbe chiamata Lazio, avrebbe avuto i colori biancocelesti in onore di quelli della bandiera della Grecia patria delle olimpiadi, avrebbe avuto per simbolo l'aquila e avrebbe adottato il motto sallustiano. Solo la prima asserzione è vera.
- La Lazio nacque priva di colori. In ogni fotografia la maglia sociale è bianca (v. la celebre foto di Bigiarelli del 1901 mentre gareggia in Belgio). In alcun documento ufficiale e in alcun reperto emerotecario si nominano una sola volta i colori biancocelesti.
- Le olimpiadi, con la nascita della Lazio, non hanno alcun rapporto. Anche in questo caso ci soccorrono la mancanza di testimonianze scritte e soprattutto il fatto che le olimpiadi del 1900 erano completamente ignorate da chiunque. Il Messaggero, durante lo svolgimento dei giochi parigini, dedica un solo articolo sull'argomento e in esso si parla di giocolieri acrobati, funamboli, donne cannone, zucchero filato e dell'abbondanza di leccornie in vendita. Non c'è un solo risultato sportivo, né, tantomeno i nomi degli atleti partecipanti. Era una kermesse circense-culinaria. Ulteriore prova è costituita dal primo punto: le maglie della Lazio non avevano alcun colore.
- Fino al 1905 nella carta da lettere sociale non c'è alcuna aquila e nel diploma sociale, in possesso di LazioWiki, consegnato ad un podista vittorioso in una gara del 1902 non appare il fiero volatile. Tanto meno ci sono reperti fotografici con il simbolo aquilino.
- Il motto sallustiano resta un mistero (ma stiamo indagando). Non si ha notizia di un motto sicuramente fino al 1910-1911. Presumiamo che esso apparve nel primo dopoguerra. Per altro il motto non è affatto un'idea laziale: è il motto di numerose associazioni nordeuropee e dell'università di Cambridge, ad esempio.
Direte, ma quarda 'sto scemo che ci distrugge il mito! No, calma.
Se è vero che aquila, colori, motto, olimpiadi sono elementi gratificanti e romantici per ogni Laziale, è certamente più appagante qualcosa sotteso alla fondazione.
Fat dice, ragionevolmente, che la Lazio nasce in Prati. Quindi fuori del centro antico di Roma, proiettata quindi verso un quartiere che il Viviani, seguendo la volontà politica dell'allora governo, avrebbe dovuto realizzare come la proiezione verso la modernità di un'espansione già patrimonio di Parigi, Londra, Berlino ecc. Non è così. La Lazio nasce sul Tevere, asse della città storica, flusso psicologico e memento antichissimo. Già negli ultimi due decenni del XIX secolo, il Tevere diviene un elemento di libertà, liberazione, creatività, gioia di vivere. Chi frequenta le sue acque e le sue sponde? Aristocratici non neri, ricchi borghesi insoddisfatti, omosessuali raffinati, artisti visionari, bizzarri scrittori emarginati, studenti squattrinati, strilloni di giornali, edili, macellai, modesti artigiani. Essi, quotidianamente, entrano vestiti nei canneti con i loro abiti diseguali per qualità, ma quando rimangono in mutande sono tutti uguali. Le classi si parificano, non ci sono differenze sociali. Nascono amicizie tra lo strillone e lo scrittore, si organizzano giochi, si canta, si recita, si mangia insieme con il tovagliolo appoggiato sull'acqua. Si scandalizzano i benpensanti affacciati sui ponti (abbiamo tante foto di nostri fondatori con le virtù in bella vista), non ci sono vincoli morali né leggi opprimenti. Si cerca l'elan vital bergsoniano, il ritorno matissiano ad un mondo primordiale incorrotto. Si creano i Rari Nantes, i [...] (quasi tutti protolaziali), la Romana Nuoto, i Bagni Talacchi (erano macellai). E che c'è di più bello del fatto che i nostri fondatori e pionieri siano partecipi di questo mondo impregnato di libertà? Altro che l'aquila e il biancoceleste! Nel 1901 i nostri giovani fiumaroli, ricordiamolo, siamo una società fiumarola, partecipano ai "Ludi al secolo nascente" una manifestazione positivista antioscurantista. Pazzi scatenati che eleggono il primo presidente sociale, Pedercini, perché fu l'unico a saltare con un balzo su un carro pieno di fieno. Tra l'altro Pedercini scoprì da solo l'emissario del lago di Nemi che gli archeologi cercavano da secoli.
Non vi basta sapere che erano dei libertari anticonformisti? Va bene. Nel secondo statuto sociale c'è scritto che la Lazio persegue la cura del corpo tramite attività atletiche varie. Anche gli altri statuti coevi di altre società affermavano la stessa cosa. Ma la Lazio aggiunge qualcosa di eccezionale: la cura del corpo non disgiunta dalla cultura, dalla conoscenza. Chi più moderni i loro? E' la sintesi della visione dell'uomo greco e poi, in parte, di quello romano. Se volessimo tornare alle olimpiadi antiche si potrebbe dire che sì che è vera la questione dello spirito olimpico delle nostre origini, ma è una posizione quasi spontanea nei comportamenti e non connessa con la stupidaggine dei colori della bandiera ellenica. Quando nel 1903 la Lazio passava una gravissima crisi finanziaria, I Bigiarelli se ne erano andati in Belgio, altri se ne andarono fondando la Virtus, il povero Tito Masini, Dio lo benedica sempre, si mise alla ricerca disperata di un presidente affidabile e prestigioso, si rivolse a Fortunato Ballerini, uomo di sport e segretario della Federazione di Ginnastica. Questi ci pensò un po' e poi rifiutò. Voleva approfondire. Nel frattempo de Coubertin gli scrisse per proporgli di organizzare le olimpiadi a Roma nel 1908. Ballerini si alleprò e leggendo lo statuto laziale pensò che la Nostra potesse essere un laboratorio di sport e cultura come nel più puro spirito olimpico. Accettò nel 1904 la presidenza e fu lui che scelse il biancoceleste e l'aquila, non ad ali spiegate, come colori e simbolo. Da buon massone, la tomba è stata scoperta da LW un paio d'anni fa ed è decorata con la simbologia massonica, vide nella bellezza del corpo e nella pratica della conoscenza, i pioli essenziali di quella scala che conduce alla purificazione. Con lui la lazio ebbe 16 anni di splendore: i soci arrivarono a diverse migliaia, la sede di via Veneto si popolò di premi Nobel, musicisti, cantanti lirici, pedagoghi, benefattori, archeologi di fama, letterati, poeti, scienziati. Divenne il centro culturale più importante di Roma. Nel frattempo i soci si esibivano nel football, nella scherma, nel nuoto, nel podismo. Si vinceva tanto e si apprezzavano le voci migliori della cultura contemporanea. Ballerini creò la Lazio che conosciamo. Senza di lui non staremmo su questo forum e venerdì non giocheremmo con il Lecce. E guardate che questo spiritaccio non è scomparso. Il portato balleriniano è arrivato fino ad oggi. Cosa persegue la Lazio Generale, perché si è creata la Fondazione Lazio? E il Terzo Pilastro? E la Multisport di cui la Lazio è il vertice in Europa? Retaggi di quei tempi. Ovviamente convitata di pietra la Sezione calcio che non ha capito tante cose.
Alla luce di quanto detto mi posso sentire un po' più in alto dei cugini? Dei loro ridicoli SPQR. Dei colori del'Imbero. Delle cialtronate eterodirette? Di Ferdinando e dei Texani? Loro non hanno questo pregresso. I loro dirigenti attuali ce lo hanno confessato apertamente che ci invidiano.
Sì, se loro sono un popolo, io proclamo il mio essere elitario.
Varie: Vaccaro non fu un fascista tuttodiunpezzo. Fu un fascista moderato. Quando nel 1945 fi recluso a Coltano, vi rimase poco perché non autore di nefandezze e violenze. Era soprattutto un uomo di sport. Quando nel 1936 si dovevano scegliere gli atleti italiani per le olimpiadi di Berlino, si impose e pretese la partecipazione del ginnasta Egidio Armelloni, comunista dichiarato e che in quanto tale aveva scontato due anni di carcere duro.
Nel 1927 Vaccaro era molto d'accordo nel fare la fusione. Lo riteneva utile. Quello che non accettò fu il nome e i colori proposti (per fortuna).
Il nome <<Lazio>>. Ma come non si sa perché lo abbiamo adottato? Lo dice Ballerini nel discorso di Commiato dopo 16 anni di presidenza, riportato nel giornale ufficiale "Lazio" del 20 febbraio 1922 che recita: "(Il nome Lazio) come auspicio a conoscere il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono".
Anche questo documento ce l'ha solo LazioWiki.
Consigli per gli acquisti. Ricordate che indico due testi di LW non per guadagnare. LW con i proventi delle vendite ci paga il server (non abbiamo introiti esterni e ci autofinanziamo con quanto esce dalle nostre tasche) e ciò che avanza va in beneficenza certificata. Li indico perché illuminanti e scientificamente inattaccabili. I vertici della Generale credono a ciò che scriviamo e intendono modificare qualcosa dello statuto. Che i fondatori fossero 15 e non 9 è già passato, ad esempio!
"Società Podistica <<Lazio>>. Ideali sportivi, olimpici, unitari, romani e biancocelesti". Autore Marco Impiglia, è Laziale statene certi. 520 pagine di documenti inediti e di scritti che spiegano nel dettaglio i primi 26 anni di Lazio. Purtroppo è stato tirato in sole 100 copie firmate e numerate ed è introvabile. Però chissà.
"Lì dove la Lazio nacque. Dal barcone di Luigi Del Bigio alla panchina di piazza della Libertà". E' uno dei testi della collana "I libri di LazioWiki" (anche quello di Impiglia lo è). In questo volume, anch'esso denso di materiale inedito, si tratta dei luoghi della Lazio dei Fondatori e dei Pionieri. Il traghetto del leggendario Toto er Bigio e la sua foto inedita, il Pippanera con l'individuazione del gestore, piazza della Libertà, la casina superstite della vecchia stazione ferroviaria, la foto (inedita) della magica panchina e altro.
Scusate la lunghezza ed eventuali errori ortografici. Non ho riletto.
Ballerini nel 1904 divenne presidente e scelse i colori sociali però già dal 1901 veniva riprodotto uno scudo azzurro con una banda bianca e nel 1902 c'era una divisa bianca a righe celesti, colori ispirati dal Racing Club di Parigi
https://www.sslaziomuseum.com/stagioni/1901-1902/ (https://www.sslaziomuseum.com/stagioni/1901-1902/)
https://www.sslaziomuseum.com/stagioni/1902-1903/ (https://www.sslaziomuseum.com/stagioni/1902-1903/)
La storia del verde se non altro rende legittimità ad un mio amore sconfinato per una maglia, quella "LAZIO calcio" con cui si allenavano ai tempi di Maestrelli, di cui conservo tante foto bellissime soprattutto di Vincenzino (daje!!), sulla quale recentemente invece ero stato simpaticamente deriso da un amico perché "che c'entra il verde?" Beh mo' c'entra. (C'è il bandierone in Nord dello stesso colore.)
@Gulp non vedo ancora accenni al giallo, levate sta fissa!! A meno che non esca ancora qualcosa :)
Citazione di: Adler Nest il 09 Mag 2023, 23:24
Vado a letto con :
1. Non siamo nati nel 1900
2. I nostri colori erano il bianco
3. Poi no il bianco e celeste a righe
4. Con un tocco di verde
5. Siamo nati da una fusione con l'Hesperia.
....
:=))
Vero. Viva l'Hesperia allora. Storia meravigliosa.Grazie Quintino.
Sono d'accordo con WBB per quanto riguarda il nome, il bellissimo discorso del Presidente Ballarini e' troppo avanti rispetto alla fondazione per diventare prova decisiva, l'enigma della fondazione e' un meraviglioso giallo a puntate, Non così tanto avanti però da impedirci di fare le foto sociali in una tomba etrusca a Tarquinia o nelle grotte del Circeo.
S.S.H. LAZIO
💙🤍💚
:beer:
L'episodio del carro di fieno definisce perfettamente cosa si intende per goliardico. Qualcuno dovrebbe rifletterci su.
il bellissimo testo di Quintino è anche una piccola lezione di differenza tra storia e memoria e di come la ricostruzione storica serva ad indagare la genesi - e spesso l'infondatezza - di convinzioni consolidate.
C'è da aggiungere un'altra cosa, che effettivamente non avevo considerato nella mia riflessione sul rapporto tra Lazio, suoi fondatori, quartiere Prati e città (seppure anche il mio intervento conveniva sul sentire dei fondatori). I muraglioni.
I muraglioni del tevere, costruiti proprio mentre la Lazio nasceva e faceva i suoi primi passi, completati negli anni '20, hanno cambiato radicalmente il rapporto tra fiume e cittadini. Hanno protetto dalle esondazioni, ma anche creato una barriera prima inesistente. Credo che noi non potremo mai capire fino in fondo cosa fosse il tevere prima del XX secolo per i romani.
Detto questo, è vero che le dichiarazioni di Ballerini sul nome sono del '22 ma parliamo di una persona che ha fatto la storia della Lazio da poco dopo la fondazione, dunque restano estremamente attendibili.
Sarebbe da capire, al di là dell'interesse storico, che valore abbiano oggi queste informazioni e come si potrebbero "utilizzare".
Il fatto che il merda sia stao fondato per volontà del fascismo, oggi, che valenza ha? Fuori dal forum.
Per esempio.
La genesi del nostro nome, oggi, come può essere utilizzata per diffondere e valorizzare meglio la nostra società?
L'aver rinunciato a legami diretti con Roma, rimane il "mistero" dello stemma del 1915, che vantaggio porta oggi e quanto ci rende legati ai riferimenti storici di cui si parla?
Da Piazza della Libertà un robusto laziale di quei tempi poteva tirare un sercio e colpire l'obelisco di Piazza del Popolo oppure attraversare di corsa il ponte Regina Margherita finito di costruire nel 1891.
Per dire, non è che stiamo parlando di Piazzale Clodio
Non credo si siano mai posti il problema in termini di rinuncia. Del nome Roma non gli importava.
Poi che la roma più che da Roma nasce dal fascismo e' un prolema loro, non nostro. Non tocca a noi farci i conti.
Anche a me piacerebbe sentire il parere di Italic sul cosa fare di quello che a me sembra un tesoro inestimabile. A chi interessa? Si può "vendere". Chiaro che vendere ha un prezzo, quindi quell'inestimabile va in qualche modo svilito.
Grazie Quintino.
Tanta roba la Lazio, tanta davvero.
La più antica società sportiva di Roma.
Citazione di: Tarallo il 10 Mag 2023, 06:22
La storia del verde se non altro rende legittimità ad un mio amore sconfinato per una maglia, quella "LAZIO calcio" con cui si allenavano ai tempi di Maestrelli, di cui conservo tante foto bellissime soprattutto di Vincenzino (daje!!), sulla quale recentemente invece ero stato simpaticamente deriso da un amico perché "che c'entra il verde?" Beh mo' c'entra. (C'è il bandierone in Nord dello stesso colore.)
Ci pensavo pure io vedendo l'orrenda maglia da trasferta del city ieri sera a righe diagonali rossonere e numero giallo. Che c'entrava con quel bel celeste tanto simile al nostro?
Mozione per la prox stagione: terza maglia verde hesperia!
Non ricordo i dettagli, ma il rosso e il nero sono in qualche modo colori originali del City. Dovrei andare a rivedermi la storia ma ricordo che sono colori assolutamente legittimi, se non dico una grossa stupidaggine.
Sembra anche a me che hanno a che fare con la storia del City. Certo la maglia e' brutta forte.
Citazione di: geddie il 10 Mag 2023, 09:17
Non credo si siano mai posti il problema in termini di rinuncia. Del nome Roma non gli importava.
Attendo info da Quintino sullo stemma del 1915. Sono curioso di capire se ci sono informazioni precise.
Quelle le attendo anche io, le info. Magari era solo un vezzo, un idea del momento. Sicuramente non ripensamento.
Citazione di: geddie il 10 Mag 2023, 09:35
Quelle le attendo anche io, le info. Magari era solo un vezzo, un idea del momento. Sicuramente non ripensamento.
Oppure né vezzo, né di certo ripensamento.
Citazione di: DajeLazioMia il 10 Mag 2023, 09:38
Oppure né vezzo, né di certo ripensamento.
Non lo so. Vezzo era per dire un qualcosa di non importante. Legata a qualche evento particolare insomma.
Citazione di: kelly slater il 10 Mag 2023, 09:22
Ci pensavo pure io vedendo l'orrenda maglia da trasferta del city ieri sera a righe diagonali rossonere e numero giallo. Che c'entrava con quel bel celeste tanto simile al nostro?
Mozione per la prox stagione: terza maglia verde hesperia!
I colori casalinghi del Manchester City sono il celeste ed il bianco. La divisa da trasferta è tradizionalmente granata o a strisce verticali rosse e nere, sebbene negli anni siano stati utilizzati anche altri colori. Nella stagione 2011-2012 venne proposta una maglia rossonera a strisce verticali ispirata a quella che i Citizens avevano indossato tra il 1969 e il 1970, uno dei periodi di maggior successo della storia del club.
Citazione di: Adler Nest il 09 Mag 2023, 23:24
Vado a letto con :
1. Non siamo nati nel 1900
2. I nostri colori erano il bianco
3. Poi no il bianco e celeste a righe
4. Con un tocco di verde
5. Siamo nati da una fusione con l'Hesperia.
....
:=))
Manca che Hesperia significa occidente. Viene da pensare che Roma non e' mai stata così grande da contenere la Lazio
Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2023, 10:30
Io sinceramente non capisco cosa non si capisca nell'evidente differenza tra una vittoria di una squadra come Napoli o roma o un'eventuale vittoria nostra.
Ci lamentiamo di un qualcosa che - da un'altra prospettiva - rivendichiamo e andiamo fieri.
Quando vincono squadre come la roma o il Napoli c'è un processo di identificazione nella festa che va oltre chi si professa tifoso. Perché a festeggiare è "la città". Ho diversi amici romanisti, non ultras ovviamente, ma comunque tifosi, che sono scesi a Napoli in questi giorni a farsi la festa.
è la stessa ragione per cui uno che migra a roma tenderà a tifare roma e non Lazio. Perché proprio la scelta di identificarsi con la città della squadra implica che essa diventi strumento di inclusione nella prima, modo per essere "uno di voi".
La Lazio, al contrario, è un'identità definita che al massimo aggiunge un'identità alla propria, definisce ulteriormente senza sovrapporsi ad altro, dunque coincide con chi la tifa e non potrebbe essere altrimenti.
Esattamente come non esistevano laziali prima che esistesse la Lazio, perché sarebbe stato semplicemente un no sense, è molto difficile che una vittoria della Lazio sia percepita come inclusiva da chi laziale non è. Perché se non ti riconosci in quella identità specifica, non territoriale ma ideale, non c'è alcuna ragione di partecipazione.
Al contrario, il processo di identificazione squadra-città, ovunque esso sia, implica che questo possa darsi. Coinvolgendo molti non tifosi. Motivo per cui se ne parla di più e c'è più partecipazione.
A Napoli non si festeggia solo la squadra Napoli per un merito sportivo, ma la città Napoli per la rivalsa sul Nord.
Questa cosa potrebbe accadere pure con le merde, non accadrà MAI con noi.
Ma scusate, non è un qualcosa di cui ci siamo spesso e volentieri vantati?
Non vedo perché "andarci in puzza" sulle conseguenze. O non ne siamo consapevoli che queste sono esattamente le conseguenze della nostra scelta, oppure facciamo i pesci in barile.
Festeggiassero pure. E un domani vincesse la Lazio a me fregherebbe cazzi di festeggiare con altri che non siano laziali. Per il semplice fatto che io sto festeggiando proprio quell'identità specifica e peculiare che è la Lazio e che per forza di cose coinvolge solo chi la sente propria.
Non potevi scrivere e spiegare meglio di cosi'.
Da parte mia aggiungo che Napoli e' una citta' meravigliosa e unica. Un pezzo di sudamerica (con tutto il positivo ed il negativo che questo comporta), trapiantato in Italia. E con un bacino di utenza, in termini di tifosi, gigantesco.
Per tutti questi motivi la copertura mediatica e' assolutamente comprensibile.
E da parte mia, avessi il tempo, una scappata a Napoli entro fine maggio ce la farei per vedere l'aria di festa che si respira.
Perche' non essendo lo scudetto qualcosa a cui la Lazio poteva mirare quest'anno, a me che lo abbia vinto il Napoli fa piacere. Anche perche' se l'alternativa era che lo vincessero le solite del nord...o i cugini infelici, o l'Atalanta del rosicon 'ilmanidibastos' Gasperini...beh, allora Forza Napoli...
Per me questo post e' intrinsecamente un post da tifoso rosicone e complessato. Da calimero. Opinione personale.
Citazione di: Tarallo il 10 Mag 2023, 09:23
Non ricordo i dettagli, ma il rosso e il nero sono in qualche modo colori originali del City. Dovrei andare a rivedermi la storia ma ricordo che sono colori assolutamente legittimi, se non dico una grossa stupidaggine.
Corretto.
Ma non a strisce diagonali e con i numeri gialli.
Citazione di: Quintino il 09 Mag 2023, 21:27
Dopo le diatribe su SMS, mi affaccio su questo interessante topic. Ho letto tante tesi ben formulate ma vorrei aggiungere delle mie considerazioni maturate in 16 anni di lavoro su LazioWiki. Il lavoro che facciamo si basa soltanto sui documenti ufficiali, fonti primarie e tutto ciò che è verificabile. Naturalmente la documentazione è in nostro possesso ed è costata anni di ricerche in archivi, biblioteche, emeroteche, case private ecc.
In base a ciò che abbiamo appurato, abbiamo dedotto che una certa confusione che si è creata sulla genesi della Lazio si deve alla comunque magnifica e lirica opera di Mario Pennacchia "Storia della Lazio", pubblicata nel 1969. Non si tratta di disistimare il grande maestro, che mi ha onorato della sua prefazione per due miei libri, fu la non oggettività dei fatti narrati dal suo testimone a trarlo in inganno, unita all'estrema fretta con cui, causa il giornaliero stillicidio dell'editore, fu costretto a procedere. Egli basò il racconto delle origini soltanto su ciò che gli venne narrato da un pioniere, notoriamente narcisello, che o per erigersi a unica voce ufficiale o per deficit di memoria su fatti accaditi quasi 70 anni prima, immaginò cose mai avvenute e, pertanto, mai provate. Ed è un peccato, perché quando Mario scrisse il libro non sapeva che erano vispi e arzilli ben due fondatori e un grande numero di pionieri tra cui, in primis, il grande Tito Masini, memoria storica della Lazio del 1900 e lucidissima persona, tanto che fu scelto a interpretare il magnifico e ieratico "cardinale" nel felliniano "8 e mezzo".
La "fabula" pennacchiesca ha fatto credere ad ogni laziale che la mattina del freddo 9 gennaio 1900, i fondatori posizionati davanti al barcone spogliatoio fluviale del Pippanera, decisero che la società che avrebbero fondato nel pomeriggio si sarebbe chiamata Lazio, avrebbe avuto i colori biancocelesti in onore di quelli della bandiera della Grecia patria delle olimpiadi, avrebbe avuto per simbolo l'aquila e avrebbe adottato il motto sallustiano. Solo la prima asserzione è vera.
- La Lazio nacque priva di colori. In ogni fotografia la maglia sociale è bianca (v. la celebre foto di Bigiarelli del 1901 mentre gareggia in Belgio). In alcun documento ufficiale e in alcun reperto emerotecario si nominano una sola volta i colori biancocelesti.
- Le olimpiadi, con la nascita della Lazio, non hanno alcun rapporto. Anche in questo caso ci soccorrono la mancanza di testimonianze scritte e soprattutto il fatto che le olimpiadi del 1900 erano completamente ignorate da chiunque. Il Messaggero, durante lo svolgimento dei giochi parigini, dedica un solo articolo sull'argomento e in esso si parla di giocolieri acrobati, funamboli, donne cannone, zucchero filato e dell'abbondanza di leccornie in vendita. Non c'è un solo risultato sportivo, né, tantomeno i nomi degli atleti partecipanti. Era una kermesse circense-culinaria. Ulteriore prova è costituita dal primo punto: le maglie della Lazio non avevano alcun colore.
- Fino al 1905 nella carta da lettere sociale non c'è alcuna aquila e nel diploma sociale, in possesso di LazioWiki, consegnato ad un podista vittorioso in una gara del 1902 non appare il fiero volatile. Tanto meno ci sono reperti fotografici con il simbolo aquilino.
- Il motto sallustiano resta un mistero (ma stiamo indagando). Non si ha notizia di un motto sicuramente fino al 1910-1911. Presumiamo che esso apparve nel primo dopoguerra. Per altro il motto non è affatto un'idea laziale: è il motto di numerose associazioni nordeuropee e dell'università di Cambridge, ad esempio.
Direte, ma quarda 'sto scemo che ci distrugge il mito! No, calma.
Se è vero che aquila, colori, motto, olimpiadi sono elementi gratificanti e romantici per ogni Laziale, è certamente più appagante qualcosa sotteso alla fondazione.
Fat dice, ragionevolmente, che la Lazio nasce in Prati. Quindi fuori del centro antico di Roma, proiettata quindi verso un quartiere che il Viviani, seguendo la volontà politica dell'allora governo, avrebbe dovuto realizzare come la proiezione verso la modernità di un'espansione già patrimonio di Parigi, Londra, Berlino ecc. Non è così. La Lazio nasce sul Tevere, asse della città storica, flusso psicologico e memento antichissimo. Già negli ultimi due decenni del XIX secolo, il Tevere diviene un elemento di libertà, liberazione, creatività, gioia di vivere. Chi frequenta le sue acque e le sue sponde? Aristocratici non neri, ricchi borghesi insoddisfatti, omosessuali raffinati, artisti visionari, bizzarri scrittori emarginati, studenti squattrinati, strilloni di giornali, edili, macellai, modesti artigiani. Essi, quotidianamente, entrano vestiti nei canneti con i loro abiti diseguali per qualità, ma quando rimangono in mutande sono tutti uguali. Le classi si parificano, non ci sono differenze sociali. Nascono amicizie tra lo strillone e lo scrittore, si organizzano giochi, si canta, si recita, si mangia insieme con il tovagliolo appoggiato sull'acqua. Si scandalizzano i benpensanti affacciati sui ponti (abbiamo tante foto di nostri fondatori con le virtù in bella vista), non ci sono vincoli morali né leggi opprimenti. Si cerca l'elan vital bergsoniano, il ritorno matissiano ad un mondo primordiale incorrotto. Si creano i Rari Nantes, i [...] (quasi tutti protolaziali), la Romana Nuoto, i Bagni Talacchi (erano macellai). E che c'è di più bello del fatto che i nostri fondatori e pionieri siano partecipi di questo mondo impregnato di libertà? Altro che l'aquila e il biancoceleste! Nel 1901 i nostri giovani fiumaroli, ricordiamolo, siamo una società fiumarola, partecipano ai "Ludi al secolo nascente" una manifestazione positivista antioscurantista. Pazzi scatenati che eleggono il primo presidente sociale, Pedercini, perché fu l'unico a saltare con un balzo su un carro pieno di fieno. Tra l'altro Pedercini scoprì da solo l'emissario del lago di Nemi che gli archeologi cercavano da secoli.
Non vi basta sapere che erano dei libertari anticonformisti? Va bene. Nel secondo statuto sociale c'è scritto che la Lazio persegue la cura del corpo tramite attività atletiche varie. Anche gli altri statuti coevi di altre società affermavano la stessa cosa. Ma la Lazio aggiunge qualcosa di eccezionale: la cura del corpo non disgiunta dalla cultura, dalla conoscenza. Chi più moderni i loro? E' la sintesi della visione dell'uomo greco e poi, in parte, di quello romano. Se volessimo tornare alle olimpiadi antiche si potrebbe dire che sì che è vera la questione dello spirito olimpico delle nostre origini, ma è una posizione quasi spontanea nei comportamenti e non connessa con la stupidaggine dei colori della bandiera ellenica. Quando nel 1903 la Lazio passava una gravissima crisi finanziaria, I Bigiarelli se ne erano andati in Belgio, altri se ne andarono fondando la Virtus, il povero Tito Masini, Dio lo benedica sempre, si mise alla ricerca disperata di un presidente affidabile e prestigioso, si rivolse a Fortunato Ballerini, uomo di sport e segretario della Federazione di Ginnastica. Questi ci pensò un po' e poi rifiutò. Voleva approfondire. Nel frattempo de Coubertin gli scrisse per proporgli di organizzare le olimpiadi a Roma nel 1908. Ballerini si alleprò e leggendo lo statuto laziale pensò che la Nostra potesse essere un laboratorio di sport e cultura come nel più puro spirito olimpico. Accettò nel 1904 la presidenza e fu lui che scelse il biancoceleste e l'aquila, non ad ali spiegate, come colori e simbolo. Da buon massone, la tomba è stata scoperta da LW un paio d'anni fa ed è decorata con la simbologia massonica, vide nella bellezza del corpo e nella pratica della conoscenza, i pioli essenziali di quella scala che conduce alla purificazione. Con lui la lazio ebbe 16 anni di splendore: i soci arrivarono a diverse migliaia, la sede di via Veneto si popolò di premi Nobel, musicisti, cantanti lirici, pedagoghi, benefattori, archeologi di fama, letterati, poeti, scienziati. Divenne il centro culturale più importante di Roma. Nel frattempo i soci si esibivano nel football, nella scherma, nel nuoto, nel podismo. Si vinceva tanto e si apprezzavano le voci migliori della cultura contemporanea. Ballerini creò la Lazio che conosciamo. Senza di lui non staremmo su questo forum e venerdì non giocheremmo con il Lecce. E guardate che questo spiritaccio non è scomparso. Il portato balleriniano è arrivato fino ad oggi. Cosa persegue la Lazio Generale, perché si è creata la Fondazione Lazio? E il Terzo Pilastro? E la Multisport di cui la Lazio è il vertice in Europa? Retaggi di quei tempi. Ovviamente convitata di pietra la Sezione calcio che non ha capito tante cose.
Alla luce di quanto detto mi posso sentire un po' più in alto dei cugini? Dei loro ridicoli SPQR. Dei colori del'Imbero. Delle cialtronate eterodirette? Di Ferdinando e dei Texani? Loro non hanno questo pregresso. I loro dirigenti attuali ce lo hanno confessato apertamente che ci invidiano.
Sì, se loro sono un popolo, io proclamo il mio essere elitario.
Varie: Vaccaro non fu un fascista tuttodiunpezzo. Fu un fascista moderato. Quando nel 1945 fi recluso a Coltano, vi rimase poco perché non autore di nefandezze e violenze. Era soprattutto un uomo di sport. Quando nel 1936 si dovevano scegliere gli atleti italiani per le olimpiadi di Berlino, si impose e pretese la partecipazione del ginnasta Egidio Armelloni, comunista dichiarato e che in quanto tale aveva scontato due anni di carcere duro.
Nel 1927 Vaccaro era molto d'accordo nel fare la fusione. Lo riteneva utile. Quello che non accettò fu il nome e i colori proposti (per fortuna).
Il nome <<Lazio>>. Ma come non si sa perché lo abbiamo adottato? Lo dice Ballerini nel discorso di Commiato dopo 16 anni di presidenza, riportato nel giornale ufficiale "Lazio" del 20 febbraio 1922 che recita: "(Il nome Lazio) come auspicio a conoscere il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono".
Anche questo documento ce l'ha solo LazioWiki.
Consigli per gli acquisti. Ricordate che indico due testi di LW non per guadagnare. LW con i proventi delle vendite ci paga il server (non abbiamo introiti esterni e ci autofinanziamo con quanto esce dalle nostre tasche) e ciò che avanza va in beneficenza certificata. Li indico perché illuminanti e scientificamente inattaccabili. I vertici della Generale credono a ciò che scriviamo e intendono modificare qualcosa dello statuto. Che i fondatori fossero 15 e non 9 è già passato, ad esempio!
"Società Podistica <<Lazio>>. Ideali sportivi, olimpici, unitari, romani e biancocelesti". Autore Marco Impiglia, è Laziale statene certi. 520 pagine di documenti inediti e di scritti che spiegano nel dettaglio i primi 26 anni di Lazio. Purtroppo è stato tirato in sole 100 copie firmate e numerate ed è introvabile. Però chissà.
"Lì dove la Lazio nacque. Dal barcone di Luigi Del Bigio alla panchina di piazza della Libertà". E' uno dei testi della collana "I libri di LazioWiki" (anche quello di Impiglia lo è). In questo volume, anch'esso denso di materiale inedito, si tratta dei luoghi della Lazio dei Fondatori e dei Pionieri. Il traghetto del leggendario Toto er Bigio e la sua foto inedita, il Pippanera con l'individuazione del gestore, piazza della Libertà, la casina superstite della vecchia stazione ferroviaria, la foto (inedita) della magica panchina e altro.
Scusate la lunghezza ed eventuali errori ortografici. Non ho riletto.
"Essi" tutto questo se lo possono solo sognare...
:band1:
Citazione di: Quintino il 09 Mag 2023, 21:27
Dopo le diatribe su SMS, mi affaccio su questo interessante topic. Ho letto tante tesi ben formulate ma vorrei aggiungere delle mie considerazioni maturate in 16 anni di lavoro su LazioWiki. Il lavoro che facciamo si basa soltanto sui documenti ufficiali, fonti primarie e tutto ciò che è verificabile. Naturalmente la documentazione è in nostro possesso ed è costata anni di ricerche in archivi, biblioteche, emeroteche, case private ecc.
In base a ciò che abbiamo appurato, abbiamo dedotto che una certa confusione che si è creata sulla genesi della Lazio si deve alla comunque magnifica e lirica opera di Mario Pennacchia "Storia della Lazio", pubblicata nel 1969. Non si tratta di disistimare il grande maestro, che mi ha onorato della sua prefazione per due miei libri, fu la non oggettività dei fatti narrati dal suo testimone a trarlo in inganno, unita all'estrema fretta con cui, causa il giornaliero stillicidio dell'editore, fu costretto a procedere. Egli basò il racconto delle origini soltanto su ciò che gli venne narrato da un pioniere, notoriamente narcisello, che o per erigersi a unica voce ufficiale o per deficit di memoria su fatti accaditi quasi 70 anni prima, immaginò cose mai avvenute e, pertanto, mai provate. Ed è un peccato, perché quando Mario scrisse il libro non sapeva che erano vispi e arzilli ben due fondatori e un grande numero di pionieri tra cui, in primis, il grande Tito Masini, memoria storica della Lazio del 1900 e lucidissima persona, tanto che fu scelto a interpretare il magnifico e ieratico "cardinale" nel felliniano "8 e mezzo".
La "fabula" pennacchiesca ha fatto credere ad ogni laziale che la mattina del freddo 9 gennaio 1900, i fondatori posizionati davanti al barcone spogliatoio fluviale del Pippanera, decisero che la società che avrebbero fondato nel pomeriggio si sarebbe chiamata Lazio, avrebbe avuto i colori biancocelesti in onore di quelli della bandiera della Grecia patria delle olimpiadi, avrebbe avuto per simbolo l'aquila e avrebbe adottato il motto sallustiano. Solo la prima asserzione è vera.
- La Lazio nacque priva di colori. In ogni fotografia la maglia sociale è bianca (v. la celebre foto di Bigiarelli del 1901 mentre gareggia in Belgio). In alcun documento ufficiale e in alcun reperto emerotecario si nominano una sola volta i colori biancocelesti.
- Le olimpiadi, con la nascita della Lazio, non hanno alcun rapporto. Anche in questo caso ci soccorrono la mancanza di testimonianze scritte e soprattutto il fatto che le olimpiadi del 1900 erano completamente ignorate da chiunque. Il Messaggero, durante lo svolgimento dei giochi parigini, dedica un solo articolo sull'argomento e in esso si parla di giocolieri acrobati, funamboli, donne cannone, zucchero filato e dell'abbondanza di leccornie in vendita. Non c'è un solo risultato sportivo, né, tantomeno i nomi degli atleti partecipanti. Era una kermesse circense-culinaria. Ulteriore prova è costituita dal primo punto: le maglie della Lazio non avevano alcun colore.
- Fino al 1905 nella carta da lettere sociale non c'è alcuna aquila e nel diploma sociale, in possesso di LazioWiki, consegnato ad un podista vittorioso in una gara del 1902 non appare il fiero volatile. Tanto meno ci sono reperti fotografici con il simbolo aquilino.
- Il motto sallustiano resta un mistero (ma stiamo indagando). Non si ha notizia di un motto sicuramente fino al 1910-1911. Presumiamo che esso apparve nel primo dopoguerra. Per altro il motto non è affatto un'idea laziale: è il motto di numerose associazioni nordeuropee e dell'università di Cambridge, ad esempio.
Direte, ma quarda 'sto scemo che ci distrugge il mito! No, calma.
Se è vero che aquila, colori, motto, olimpiadi sono elementi gratificanti e romantici per ogni Laziale, è certamente più appagante qualcosa sotteso alla fondazione.
Fat dice, ragionevolmente, che la Lazio nasce in Prati. Quindi fuori del centro antico di Roma, proiettata quindi verso un quartiere che il Viviani, seguendo la volontà politica dell'allora governo, avrebbe dovuto realizzare come la proiezione verso la modernità di un'espansione già patrimonio di Parigi, Londra, Berlino ecc. Non è così. La Lazio nasce sul Tevere, asse della città storica, flusso psicologico e memento antichissimo. Già negli ultimi due decenni del XIX secolo, il Tevere diviene un elemento di libertà, liberazione, creatività, gioia di vivere. Chi frequenta le sue acque e le sue sponde? Aristocratici non neri, ricchi borghesi insoddisfatti, omosessuali raffinati, artisti visionari, bizzarri scrittori emarginati, studenti squattrinati, strilloni di giornali, edili, macellai, modesti artigiani. Essi, quotidianamente, entrano vestiti nei canneti con i loro abiti diseguali per qualità, ma quando rimangono in mutande sono tutti uguali. Le classi si parificano, non ci sono differenze sociali. Nascono amicizie tra lo strillone e lo scrittore, si organizzano giochi, si canta, si recita, si mangia insieme con il tovagliolo appoggiato sull'acqua. Si scandalizzano i benpensanti affacciati sui ponti (abbiamo tante foto di nostri fondatori con le virtù in bella vista), non ci sono vincoli morali né leggi opprimenti. Si cerca l'elan vital bergsoniano, il ritorno matissiano ad un mondo primordiale incorrotto. Si creano i Rari Nantes, i [...] (quasi tutti protolaziali), la Romana Nuoto, i Bagni Talacchi (erano macellai). E che c'è di più bello del fatto che i nostri fondatori e pionieri siano partecipi di questo mondo impregnato di libertà? Altro che l'aquila e il biancoceleste! Nel 1901 i nostri giovani fiumaroli, ricordiamolo, siamo una società fiumarola, partecipano ai "Ludi al secolo nascente" una manifestazione positivista antioscurantista. Pazzi scatenati che eleggono il primo presidente sociale, Pedercini, perché fu l'unico a saltare con un balzo su un carro pieno di fieno. Tra l'altro Pedercini scoprì da solo l'emissario del lago di Nemi che gli archeologi cercavano da secoli.
Non vi basta sapere che erano dei libertari anticonformisti? Va bene. Nel secondo statuto sociale c'è scritto che la Lazio persegue la cura del corpo tramite attività atletiche varie. Anche gli altri statuti coevi di altre società affermavano la stessa cosa. Ma la Lazio aggiunge qualcosa di eccezionale: la cura del corpo non disgiunta dalla cultura, dalla conoscenza. Chi più moderni i loro? E' la sintesi della visione dell'uomo greco e poi, in parte, di quello romano. Se volessimo tornare alle olimpiadi antiche si potrebbe dire che sì che è vera la questione dello spirito olimpico delle nostre origini, ma è una posizione quasi spontanea nei comportamenti e non connessa con la stupidaggine dei colori della bandiera ellenica. Quando nel 1903 la Lazio passava una gravissima crisi finanziaria, I Bigiarelli se ne erano andati in Belgio, altri se ne andarono fondando la Virtus, il povero Tito Masini, Dio lo benedica sempre, si mise alla ricerca disperata di un presidente affidabile e prestigioso, si rivolse a Fortunato Ballerini, uomo di sport e segretario della Federazione di Ginnastica. Questi ci pensò un po' e poi rifiutò. Voleva approfondire. Nel frattempo de Coubertin gli scrisse per proporgli di organizzare le olimpiadi a Roma nel 1908. Ballerini si alleprò e leggendo lo statuto laziale pensò che la Nostra potesse essere un laboratorio di sport e cultura come nel più puro spirito olimpico. Accettò nel 1904 la presidenza e fu lui che scelse il biancoceleste e l'aquila, non ad ali spiegate, come colori e simbolo. Da buon massone, la tomba è stata scoperta da LW un paio d'anni fa ed è decorata con la simbologia massonica, vide nella bellezza del corpo e nella pratica della conoscenza, i pioli essenziali di quella scala che conduce alla purificazione. Con lui la lazio ebbe 16 anni di splendore: i soci arrivarono a diverse migliaia, la sede di via Veneto si popolò di premi Nobel, musicisti, cantanti lirici, pedagoghi, benefattori, archeologi di fama, letterati, poeti, scienziati. Divenne il centro culturale più importante di Roma. Nel frattempo i soci si esibivano nel football, nella scherma, nel nuoto, nel podismo. Si vinceva tanto e si apprezzavano le voci migliori della cultura contemporanea. Ballerini creò la Lazio che conosciamo. Senza di lui non staremmo su questo forum e venerdì non giocheremmo con il Lecce. E guardate che questo spiritaccio non è scomparso. Il portato balleriniano è arrivato fino ad oggi. Cosa persegue la Lazio Generale, perché si è creata la Fondazione Lazio? E il Terzo Pilastro? E la Multisport di cui la Lazio è il vertice in Europa? Retaggi di quei tempi. Ovviamente convitata di pietra la Sezione calcio che non ha capito tante cose.
Alla luce di quanto detto mi posso sentire un po' più in alto dei cugini? Dei loro ridicoli SPQR. Dei colori del'Imbero. Delle cialtronate eterodirette? Di Ferdinando e dei Texani? Loro non hanno questo pregresso. I loro dirigenti attuali ce lo hanno confessato apertamente che ci invidiano.
Sì, se loro sono un popolo, io proclamo il mio essere elitario.
Varie: Vaccaro non fu un fascista tuttodiunpezzo. Fu un fascista moderato. Quando nel 1945 fi recluso a Coltano, vi rimase poco perché non autore di nefandezze e violenze. Era soprattutto un uomo di sport. Quando nel 1936 si dovevano scegliere gli atleti italiani per le olimpiadi di Berlino, si impose e pretese la partecipazione del ginnasta Egidio Armelloni, comunista dichiarato e che in quanto tale aveva scontato due anni di carcere duro.
Nel 1927 Vaccaro era molto d'accordo nel fare la fusione. Lo riteneva utile. Quello che non accettò fu il nome e i colori proposti (per fortuna).
Il nome <<Lazio>>. Ma come non si sa perché lo abbiamo adottato? Lo dice Ballerini nel discorso di Commiato dopo 16 anni di presidenza, riportato nel giornale ufficiale "Lazio" del 20 febbraio 1922 che recita: "(Il nome Lazio) come auspicio a conoscere il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono".
Anche questo documento ce l'ha solo LazioWiki.
Consigli per gli acquisti. Ricordate che indico due testi di LW non per guadagnare. LW con i proventi delle vendite ci paga il server (non abbiamo introiti esterni e ci autofinanziamo con quanto esce dalle nostre tasche) e ciò che avanza va in beneficenza certificata. Li indico perché illuminanti e scientificamente inattaccabili. I vertici della Generale credono a ciò che scriviamo e intendono modificare qualcosa dello statuto. Che i fondatori fossero 15 e non 9 è già passato, ad esempio!
"Società Podistica <<Lazio>>. Ideali sportivi, olimpici, unitari, romani e biancocelesti". Autore Marco Impiglia, è Laziale statene certi. 520 pagine di documenti inediti e di scritti che spiegano nel dettaglio i primi 26 anni di Lazio. Purtroppo è stato tirato in sole 100 copie firmate e numerate ed è introvabile. Però chissà.
"Lì dove la Lazio nacque. Dal barcone di Luigi Del Bigio alla panchina di piazza della Libertà". E' uno dei testi della collana "I libri di LazioWiki" (anche quello di Impiglia lo è). In questo volume, anch'esso denso di materiale inedito, si tratta dei luoghi della Lazio dei Fondatori e dei Pionieri. Il traghetto del leggendario Toto er Bigio e la sua foto inedita, il Pippanera con l'individuazione del gestore, piazza della Libertà, la casina superstite della vecchia stazione ferroviaria, la foto (inedita) della magica panchina e altro.
Scusate la lunghezza ed eventuali errori ortografici. Non ho riletto.
Il distillato di una nascita organica, di un vero movimento popolare.
L'antitesi delle merde.
Eccomi. Grazie per le parole gentili.
Proverò a rispondere a tutto ciò che mi è stato chiesto. Lo faccio con piacere perché recuperare i valori originari è atto quanto mai necessario e potenzialmente ha una valenza usabile anche oggi. Debbo fare un'eccezione. Non posso rispondere alle domande di Precisione. Esse toccano nervi scoperti e dolenti e io potrei dare informazioni solo in privato e solo se Precisione mi garantisse, con senso dell'onore, di non aver rapporti con le controparti. La precisazione non riguarda LW, che non ha nulla da farsi perdonare, ma i soggetti da lui citati. Gli posso dire, comunque, che LW è organo storiografico ufficiale della S.S. Generale come è riscontrabile nel sito ufficiale di quest'ultima, al pari del Centro Studi Lazio 1900. Inoltre nessuno dei due enti di ricerca ha riscontri ufficiali con la S.S. Lazio Calcio.
Posso rispondere però alla sua quarta domanda in cui chiede se la Lazio è biancazzurra o biancoceleste. Il mondo è pieno di buontemponi e spesso, non volendolo, bisogna farci i conti. Sebbene sia una questione di lana caprina per qualcuno essa ha assunto un'importanza capitale. Porto solo tre motivazioni incontrovertibili (ma ce ne sarebbero altre cento):
-Il racconto fatto da Ancherani (v. qui sotto) che parla di tessuto bianco e celeste. E' una fonte diretta. Lui c'era.
- la cronaca de Il Messaggero sulla consegna della bandiera ufficiale a Ballerini (1904): bandiera a strisce bianche e celesti.
- L'ultima frase del già citato discorso di commiato di Ballerini. E' vero che è del 1922, ma lui bazzicava la Lazio dal 1900 e conosceva bene i fondatori. Copio dal giornale ufficiale sociale Lazio: "Il motto che ci guida (omissis) sia sempre presente a voi e il biancoceleste che segna meravigliosi orizzonti nei quali sventola il nostro vessillo, vi conduca per la fatidica via che la gloria vi ha tracciato".
Poi ci sarebbero un po' di statuti di vari anni che stabiliscono che i colori sono il bianco e il celeste, soprattutto quello del 1923, e poi l'ultimo di qualche anno fa che ribadisce l'adozione di tali colori. Non si azzardi nessuno a chiedere dei colori sociali a Buccioni. Lo vedreste trasfigurarsi, i canini diventano lunghi e appuntiti e stranamente vi guarderebbe il collo.
Adler Nest: Però adesso chiedo: noi festeggiamo la fondazione nel 1900 di una società podistica. Quando si ha traccia della sezione calcio e della prima partita?
1902? Oppure 1900?
È giusto considerare la data del 1900 se il calcio viene dopo (se)?
Si parla di prima partita a luglio 1901.
Sì, è giusto. Tra le tantissime società sportive italiane che hanno prima praticato altri sport e poi il calcio, tutte, senza eccezioni, mettono come anno di fondazione la creazione del sodalizio. Del resto la Lazio è una polisportiva nata nel 1900 e il calcio è una delle sezioni nate successivamente. Su ogni documento antico, sul giornale ufficiale, c'è scritto "S.P. Lazio fondata il 9 gennaio 1900". Mettiamoci in testa che ancor oggi il presidente della Lazio è Antonio Buccioni. Claudio Lotito è il presidente di una sezione, quella del calcio. La prima partita ufficiale della Lazio si svolge a Roma il 15 maggio 1904. Vinciamo per 3 a 0 contro la Virtus. L'ho già scritto ieri sera, la partita del 1901 è calcio ginnastico: palla prigioniera fatta con i piedi e statica.
Rispondo a Kurt e a Gulp sul perché Ballerini scelse il biancoceleste. Ieri sera ho accennato alla tradizione fiumarola dei colori bianco e celeste. Si potrebbe anche pensare che il presidente abbia voluto anche dare forza ad una scelta fatta dalla squadra di calcio che giocò la partita del maggio 1904 succitata ma, avviso ai naviganti, potreste restare ancora più delusi. Racconta Ancherani, che giocò quel match, negli anni '60 (mi pare) che le cose andarono come segue. E' quasi testuale "Noi c'avevamo da giocà co' quelli daa Virtus. Loro c'avevano belle maje tutte uguali, noi c'avevamo le canotte bianche. Sta cosa me disturbava e allora il giorno prima annai ar mercatino a comprà du pezzi de stoffa. Comprai quarche metro de tessuto bianco e quarche metro de tessuto celeste. Scersi quei colori pe' prima cosa perché costavano poco e poi perché me sembrarono eleganti e distinti. Era flanella pe' camicie. Feci lavorà mi madre e mi sorella tutta la notte e er giorno dopo ognuno de noi c'aveva una bella maja a inquarti bianca e celeste.*" Io penso, confortato dal parere di altri storici, che a Ballerini questa cosa ha fatto gioco. Lui aveva scelto il biancoceleste fluviale per tradizione e poi, visto che sapeva che poco tempo prima il Calcio aveva giocato con quelle tinte, non gli sembrò vero di accontentare pure gli emergenti fubballisti. Meglio non indagare sui significati massonici del bianco e del celeste, sennò non se ne esce più.
• Le foto della partita in effetti mostrano una maglia a inquarti probabilmente (le foto sono in bianco e nero) bianca e celeste.
DajeLazioMia e Geddie. Il "Roma" sulle maglie e lo stemma con il 1915.
Arrivò un amichevole consiglio dal Comune di soprassedere. Ricordare che la potentissima "Ginnastica Roma" veniva chiamata sempre "la Roma" e quindi onde evitare equivoci...
Cesio. La questione che poni sulla presenza di uno scudetto probabilmente azzurro o turchino sulle maglie di alcuni podisti laziali nel 1901/1902, prima quindi dell'avvento di Ballerini, e che smentirebbe la scelta balleriniana dei colori, si basa su un clamoroso errore fatto dai ragazzi del Museo delle maglie. Quella foto che alleghi non è del 1901/1902 ma è addirittura del 1906. Motivo questa data: i podisti sono in posa davanti la Casina dell'Uccelliera. In tale sede la Lazio entrò nel 1906, non nel 1901. Inoltre, uno dei podisti è Bitetti, mi pare l'ultimo a destra. Egli è nato nel 1886. Può essere quell'atleta un ragazzino di 15 anni dando per buono che la foto è del 1901? Più realistico che sia un uomo di circa 20 anni e ciò riconferma che la foto è del 1906. Ancora una prova. La foto è pubblicata su una rivista sportiva di cui ora mi sfugge il nome. L'anno della rivista è il 1906. Seghettini afferma di essere stato socio del Racing Club de Paris. L'attuale vicepresidente del Club ha spulciato, su nostra richiesta, tutti i nomi dei soci dalla fondazione ad oggi. Seghettini non l'ha trovato.
Credo sia tutto. Se ho dimenticato di dare qualche risposta, segnalatemelo.
Per chi ha tempo e voglia di leggere vi linko due pezzi di LW che affrontano alcuni dei temi trattati:
https://www.laziowiki.org/wiki/L%27aquila_e_la_Lazio
https://www.laziowiki.org/wiki/I_Rari_Nantes_e_i_Pionieri_Laziali
Grazie.
"Arrivò un amichevole consiglio dal Comune di soprassedere. Ricordare che la potentissima "Ginnastica Roma" veniva chiamata sempre "la Roma" e quindi onde evitare equivoci..."
Non è che mi piaccia molto questa cosa. Prima i consigli, poi l'usurpazione forzata dopo il 27.
Non perché tocca identificarsi con qualcosa, ma anche non poter scrivere il nome della città di cui siamo la prima squadra è assurdo.
Comunque ok. Grazie :beer:
Citazione di: Quintino il 10 Mag 2023, 12:39
Eccomi. Grazie per le parole gentili.
Proverò a rispondere a tutto ciò che mi è stato chiesto. Lo faccio con piacere perché recuperare i valori originari è atto quanto mai necessario e potenzialmente ha una valenza usabile anche oggi. Debbo fare un'eccezione. Non posso rispondere alle domande di Precisione. Esse toccano nervi scoperti e dolenti e io potrei dare informazioni solo in privato e solo se Precisione mi garantisse, con senso dell'onore, di non aver rapporti con le controparti. La precisazione non riguarda LW, che non ha nulla da farsi perdonare, ma i soggetti da lui citati. Gli posso dire, comunque, che LW è organo storiografico ufficiale della S.S. Generale come è riscontrabile nel sito ufficiale di quest'ultima, al pari del Centro Studi Lazio 1900. Inoltre nessuno dei due enti di ricerca ha riscontri ufficiali con la S.S. Lazio Calcio.
Posso rispondere però alla sua quarta domanda in cui chiede se la Lazio è biancazzurra o biancoceleste. Il mondo è pieno di buontemponi e spesso, non volendolo, bisogna farci i conti. Sebbene sia una questione di lana caprina per qualcuno essa ha assunto un'importanza capitale. Porto solo tre motivazioni incontrovertibili (ma ce ne sarebbero altre cento):
-Il racconto fatto da Ancherani (v. qui sotto) che parla di tessuto bianco e celeste. E' una fonte diretta. Lui c'era.
- la cronaca de Il Messaggero sulla consegna della bandiera ufficiale a Ballerini (1904): bandiera a strisce bianche e celesti.
- L'ultima frase del già citato discorso di commiato di Ballerini. E' vero che è del 1922, ma lui bazzicava la Lazio dal 1900 e conosceva bene i fondatori. Copio dal giornale ufficiale sociale Lazio: "Il motto che ci guida (omissis) sia sempre presente a voi e il biancoceleste che segna meravigliosi orizzonti nei quali sventola il nostro vessillo, vi conduca per la fatidica via che la gloria vi ha tracciato".
Poi ci sarebbero un po' di statuti di vari anni che stabiliscono che i colori sono il bianco e il celeste, soprattutto quello del 1923, e poi l'ultimo di qualche anno fa che ribadisce l'adozione di tali colori. Non si azzardi nessuno a chiedere dei colori sociali a Buccioni. Lo vedreste trasfigurarsi, i canini diventano lunghi e appuntiti e stranamente vi guarderebbe il collo.
Adler Nest: Però adesso chiedo: noi festeggiamo la fondazione nel 1900 di una società podistica. Quando si ha traccia della sezione calcio e della prima partita?
1902? Oppure 1900?
È giusto considerare la data del 1900 se il calcio viene dopo (se)?
Si parla di prima partita a luglio 1901.
Sì, è giusto. Tra le tantissime società sportive italiane che hanno prima praticato altri sport e poi il calcio, tutte, senza eccezioni, mettono come anno di fondazione la creazione del sodalizio. Del resto la Lazio è una polisportiva nata nel 1900 e il calcio è una delle sezioni nate successivamente. Su ogni documento antico, sul giornale ufficiale, c'è scritto "S.P. Lazio fondata il 9 gennaio 1900". Mettiamoci in testa che ancor oggi il presidente della Lazio è Antonio Buccioni. Claudio Lotito è il presidente di una sezione, quella del calcio. La prima partita ufficiale della Lazio si svolge a Roma il 15 maggio 1904. Vinciamo per 3 a 0 contro la Virtus. L'ho già scritto ieri sera, la partita del 1901 è calcio ginnastico: palla prigioniera fatta con i piedi e statica.
Rispondo a Kurt e a Gulp sul perché Ballerini scelse il biancoceleste. Ieri sera ho accennato alla tradizione fiumarola dei colori bianco e celeste. Si potrebbe anche pensare che il presidente abbia voluto anche dare forza ad una scelta fatta dalla squadra di calcio che giocò la partita del maggio 1904 succitata ma, avviso ai naviganti, potreste restare ancora più delusi. Racconta Ancherani, che giocò quel match, negli anni '60 (mi pare) che le cose andarono come segue. E' quasi testuale "Noi c'avevamo da giocà co' quelli daa Virtus. Loro c'avevano belle maje tutte uguali, noi c'avevamo le canotte bianche. Sta cosa me disturbava e allora il giorno prima annai ar mercatino a comprà du pezzi de stoffa. Comprai quarche metro de tessuto bianco e quarche metro de tessuto celeste. Scersi quei colori pe' prima cosa perché costavano poco e poi perché me sembrarono eleganti e distinti. Era flanella pe' camicie. Feci lavorà mi madre e mi sorella tutta la notte e er giorno dopo ognuno de noi c'aveva una bella maja a inquarti bianca e celeste.*" Io penso, confortato dal parere di altri storici, che a Ballerini questa cosa ha fatto gioco. Lui aveva scelto il biancoceleste fluviale per tradizione e poi, visto che sapeva che poco tempo prima il Calcio aveva giocato con quelle tinte, non gli sembrò vero di accontentare pure gli emergenti fubballisti. Meglio non indagare sui significati massonici del bianco e del celeste, sennò non se ne esce più.
• Le foto della partita in effetti mostrano una maglia a inquarti probabilmente (le foto sono in bianco e nero) bianca e celeste.
DajeLazioMia e Geddie. Il "Roma" sulle maglie e lo stemma con il 1915.
Arrivò un amichevole consiglio dal Comune di soprassedere. Ricordare che la potentissima "Ginnastica Roma" veniva chiamata sempre "la Roma" e quindi onde evitare equivoci...
Cesio. La questione che poni sulla presenza di uno scudetto probabilmente azzurro o turchino sulle maglie di alcuni podisti laziali nel 1901/1902, prima quindi dell'avvento di Ballerini, e che smentirebbe la scelta balleriniana dei colori, si basa su un clamoroso errore fatto dai ragazzi del Museo delle maglie. Quella foto che alleghi non è del 1901/1902 ma è addirittura del 1906. Motivo questa data: i podisti sono in posa davanti la Casina dell'Uccelliera. In tale sede la Lazio entrò nel 1906, non nel 1901. Inoltre, uno dei podisti è Bitetti, mi pare l'ultimo a destra. Egli è nato nel 1886. Può essere quell'atleta un ragazzino di 15 anni dando per buono che la foto è del 1901? Più realistico che sia un uomo di circa 20 anni e ciò riconferma che la foto è del 1906. Ancora una prova. La foto è pubblicata su una rivista sportiva di cui ora mi sfugge il nome. L'anno della rivista è il 1906. Seghettini afferma di essere stato socio del Racing Club de Paris. L'attuale vicepresidente del Club ha spulciato, su nostra richiesta, tutti i nomi dei soci dalla fondazione ad oggi. Seghettini non l'ha trovato.
Credo sia tutto. Se ho dimenticato di dare qualche risposta, segnalatemelo.
Per chi ha tempo e voglia di leggere vi linko due pezzi di LW che affrontano alcuni dei temi trattati:
https://www.laziowiki.org/wiki/L%27aquila_e_la_Lazio
https://www.laziowiki.org/wiki/I_Rari_Nantes_e_i_Pionieri_Laziali
Grazie per le informazioni con dovizia di particolari. Dunque l'aneddoto di Pennacchia su Seghettini che portò il primo pallone da calcio nella sede a via Valadier non è vera
i post di Quintino spiegano nel merito e nel concreto tutto quel che si perderebbe a far riferimento a Roma semplicemente attraverso i suoi stereotipi: il gladiatore, SPQR, il Colosseo, la lupa capitolina.
Questa non è neppure Roma, ma il suo stereotipo.
Sarebbe come dire "rappresentiamo l'Italia, ho un'idea sul simbolo... Pizza e mandolino!"
Questo sono loro, lo stereotipo di Roma.
Possiamo mai rincorrerli su sta roba? Lo chiedo, perché guardate che il rischio c'è, laddove ci si lasci prendere dalla loro operazione e da una narrazione superficiale della nostra città.
Perché di Roma, di cui la stragrande popolazione è recente e immigrata, come si è perso il dialetto si è persa la storia. E a restare come segni identitari sono gli elementi più riconoscibili, ma che proprio per questo sono anche i più banali. Lo stereotipo.
Noi scegliemmo di non "Essere Roma", perché non serve. Già lo siamo con quel che siamo.
Lo siamo attraverso la storia della Lazio, non serve altro.
Come a me non serve la maestà del colosseo né la santità del cuppolone ostentata su una maglietta o un tatuaggio per dirmi romano.
Lo dice la mia storia fin dalla nascita.
Questa è la differenza. Se pure noi finiamo nello stereotipo cancelliamo questa storia particolare, unica, a favore del souvenir omologato.
Che SICURAMENTE è più riconoscibile dal turista statunitense, sicuramente è più facile da "interpretare" e far proprio, ma pure sti grandissimi cazzi. Facessero pure i festeggiamenti del luogo comune romano a reti unificate di cui anche il milanese può compiacersi "riconoscendo" il folklore capitolino per come lui lo immagina, non me ne fotte proprio perché io sono orgogliosamente altro.
L'unica cosa su cui non sono d'accordo con Quintino è la questione dell'elitarismo.
Che facilmente rischia di tradursi con "io rappresento meglio Roma del bangla trasferito da qualche anno" di cui parlava guido 59
ecco, io invece non cadrei in questo. Sarebbe un autogol.
In primis perché io non sono così convinto che, come diceva Guido, lui siccome è nato da uno di Porta Pia che parlava coi garibaldini, rappresenti meglio Roma del suddetto dal bangladesh che sta a piazza dei Mirti con la maglia di Totti.
In realtà è l'opposto: rappresenta Roma molto meglio lui. Ma nettamente. Almeno la Roma contemporanea. Roma nel XX secolo è stata stravolta e la Roma contemporanea con quella della breccia c'entra davvero molto poco. Per non dire niente.
Roma ha avuto una gigantesca immigrazione interna per lavorare nei ministeri, si è moltiplicata come estensione e quartieri, le borgate sono prima nate distinte e poi sono state inglobate da una città che ha mutato completamente aspetto e connotati.
Ripeto, il fatto che Roma non abbia oggi un vero e proprio dialetto la dice lunga.
Dunque, a me il discorso dell'elite rispetto alla massa non convince. Perché rischia di essere davvero il discorso dello scozzese in quella che (ormai) è terra inglese.
Mi convince molto di più il discorso di una popolarità altra, che si conserva sotto la superficie e che, seppur sotto traccia, continua a vivere e si ritrova in tanti piccoli particolari sparsi nella città di oggi.
Come i laziali.
Citazione di: Quintino il 10 Mag 2023, 12:39[...] L'attuale vicepresidente del Club ha spulciato, su nostra richiesta, tutti i nomi dei soci dalla fondazione ad oggi. Seghettini non l'ha trovato.[...]
E' una questione di lana caprina, e veramente grazie per tutte le informazioni e per l'immenso lavoro.
Ma chi è andato a spulciare negli archivi del Racing per cercare la presenza di Seghettini, nel mio piccolo e infimo, so stato io...
;))
La cosa avvenne davvero. Seghettini arrivò in sede con il pallone. Le fonti concordano tutte. Ciò che si mette in dubbio è la sua appartenenza al Racing.
Fat, a me va bene tutto e in teoria hai ragione al 1000%.
Ma se certe scelte di non allineamento agli stereotipi di facile digestione dal mercato dovessero, un giorno, risultare nella totale dissociazione della Lazio da Roma nell'immaginario collettivo, nella narrativa dei media, nella percezione globale, allora anche no.
Molto bella l'autosufficienza, l'autoconvinzione, l'auto assegnazione (attraverso una storia che conosciamo solo noi) di uno status. Lo dico senza alcuna ironia.
Ma bisogna sta Lee attenti che questi ce cacciano (uso termini grezzi e decisamente non sofisticati, esagero, per motivi di tempo, ma spero che il senso sia chiaro).
Sì, lo so italicbold. Me lo disse tuo fratello. Grazie.
Ma tempo prima, ad una riunione della Multisport a Roma, c'era il vicepresidente del Racing e fu Eichberg a chiedergli di fare questa ricerca.
Citazione di: Quintino il 10 Mag 2023, 12:39
Eccomi. Grazie per le parole gentili.
Proverò a rispondere a tutto ciò che mi è stato chiesto. Lo faccio con piacere perché recuperare i valori originari è atto quanto mai necessario e potenzialmente ha una valenza usabile anche oggi. Debbo fare un'eccezione. Non posso rispondere alle domande di Precisione. Esse toccano nervi scoperti e dolenti e io potrei dare informazioni solo in privato e solo se Precisione mi garantisse, con senso dell'onore, di non aver rapporti con le controparti. La precisazione non riguarda LW, che non ha nulla da farsi perdonare, ma i soggetti da lui citati. Gli posso dire, comunque, che LW è organo storiografico ufficiale della S.S. Generale come è riscontrabile nel sito ufficiale di quest'ultima, al pari del Centro Studi Lazio 1900. Inoltre nessuno dei due enti di ricerca ha riscontri ufficiali con la S.S. Lazio Calcio.
Posso rispondere però alla sua quarta domanda in cui chiede se la Lazio è biancazzurra o biancoceleste. Il mondo è pieno di buontemponi e spesso, non volendolo, bisogna farci i conti. Sebbene sia una questione di lana caprina per qualcuno essa ha assunto un'importanza capitale. Porto solo tre motivazioni incontrovertibili (ma ce ne sarebbero altre cento):
-Il racconto fatto da Ancherani (v. qui sotto) che parla di tessuto bianco e celeste. E' una fonte diretta. Lui c'era.
- la cronaca de Il Messaggero sulla consegna della bandiera ufficiale a Ballerini (1904): bandiera a strisce bianche e celesti.
- L'ultima frase del già citato discorso di commiato di Ballerini. E' vero che è del 1922, ma lui bazzicava la Lazio dal 1900 e conosceva bene i fondatori. Copio dal giornale ufficiale sociale Lazio: "Il motto che ci guida (omissis) sia sempre presente a voi e il biancoceleste che segna meravigliosi orizzonti nei quali sventola il nostro vessillo, vi conduca per la fatidica via che la gloria vi ha tracciato".
Poi ci sarebbero un po' di statuti di vari anni che stabiliscono che i colori sono il bianco e il celeste, soprattutto quello del 1923, e poi l'ultimo di qualche anno fa che ribadisce l'adozione di tali colori. Non si azzardi nessuno a chiedere dei colori sociali a Buccioni. Lo vedreste trasfigurarsi, i canini diventano lunghi e appuntiti e stranamente vi guarderebbe il collo.
Adler Nest: Però adesso chiedo: noi festeggiamo la fondazione nel 1900 di una società podistica. Quando si ha traccia della sezione calcio e della prima partita?
1902? Oppure 1900?
È giusto considerare la data del 1900 se il calcio viene dopo (se)?
Si parla di prima partita a luglio 1901.
Sì, è giusto. Tra le tantissime società sportive italiane che hanno prima praticato altri sport e poi il calcio, tutte, senza eccezioni, mettono come anno di fondazione la creazione del sodalizio. Del resto la Lazio è una polisportiva nata nel 1900 e il calcio è una delle sezioni nate successivamente. Su ogni documento antico, sul giornale ufficiale, c'è scritto "S.P. Lazio fondata il 9 gennaio 1900". Mettiamoci in testa che ancor oggi il presidente della Lazio è Antonio Buccioni. Claudio Lotito è il presidente di una sezione, quella del calcio. La prima partita ufficiale della Lazio si svolge a Roma il 15 maggio 1904. Vinciamo per 3 a 0 contro la Virtus. L'ho già scritto ieri sera, la partita del 1901 è calcio ginnastico: palla prigioniera fatta con i piedi e statica.
Rispondo a Kurt e a Gulp sul perché Ballerini scelse il biancoceleste. Ieri sera ho accennato alla tradizione fiumarola dei colori bianco e celeste. Si potrebbe anche pensare che il presidente abbia voluto anche dare forza ad una scelta fatta dalla squadra di calcio che giocò la partita del maggio 1904 succitata ma, avviso ai naviganti, potreste restare ancora più delusi. Racconta Ancherani, che giocò quel match, negli anni '60 (mi pare) che le cose andarono come segue. E' quasi testuale "Noi c'avevamo da giocà co' quelli daa Virtus. Loro c'avevano belle maje tutte uguali, noi c'avevamo le canotte bianche. Sta cosa me disturbava e allora il giorno prima annai ar mercatino a comprà du pezzi de stoffa. Comprai quarche metro de tessuto bianco e quarche metro de tessuto celeste. Scersi quei colori pe' prima cosa perché costavano poco e poi perché me sembrarono eleganti e distinti. Era flanella pe' camicie. Feci lavorà mi madre e mi sorella tutta la notte e er giorno dopo ognuno de noi c'aveva una bella maja a inquarti bianca e celeste.*" Io penso, confortato dal parere di altri storici, che a Ballerini questa cosa ha fatto gioco. Lui aveva scelto il biancoceleste fluviale per tradizione e poi, visto che sapeva che poco tempo prima il Calcio aveva giocato con quelle tinte, non gli sembrò vero di accontentare pure gli emergenti fubballisti. Meglio non indagare sui significati massonici del bianco e del celeste, sennò non se ne esce più.
• Le foto della partita in effetti mostrano una maglia a inquarti probabilmente (le foto sono in bianco e nero) bianca e celeste.
DajeLazioMia e Geddie. Il "Roma" sulle maglie e lo stemma con il 1915.
Arrivò un amichevole consiglio dal Comune di soprassedere. Ricordare che la potentissima "Ginnastica Roma" veniva chiamata sempre "la Roma" e quindi onde evitare equivoci...
Cesio. La questione che poni sulla presenza di uno scudetto probabilmente azzurro o turchino sulle maglie di alcuni podisti laziali nel 1901/1902, prima quindi dell'avvento di Ballerini, e che smentirebbe la scelta balleriniana dei colori, si basa su un clamoroso errore fatto dai ragazzi del Museo delle maglie. Quella foto che alleghi non è del 1901/1902 ma è addirittura del 1906. Motivo questa data: i podisti sono in posa davanti la Casina dell'Uccelliera. In tale sede la Lazio entrò nel 1906, non nel 1901. Inoltre, uno dei podisti è Bitetti, mi pare l'ultimo a destra. Egli è nato nel 1886. Può essere quell'atleta un ragazzino di 15 anni dando per buono che la foto è del 1901? Più realistico che sia un uomo di circa 20 anni e ciò riconferma che la foto è del 1906. Ancora una prova. La foto è pubblicata su una rivista sportiva di cui ora mi sfugge il nome. L'anno della rivista è il 1906. Seghettini afferma di essere stato socio del Racing Club de Paris. L'attuale vicepresidente del Club ha spulciato, su nostra richiesta, tutti i nomi dei soci dalla fondazione ad oggi. Seghettini non l'ha trovato.
Credo sia tutto. Se ho dimenticato di dare qualche risposta, segnalatemelo.
Per chi ha tempo e voglia di leggere vi linko due pezzi di LW che affrontano alcuni dei temi trattati:
https://www.laziowiki.org/wiki/L%27aquila_e_la_Lazio
https://www.laziowiki.org/wiki/I_Rari_Nantes_e_i_Pionieri_Laziali
Io a uno come te lo farei Presidente Onorario della Lazio.
Con ufficio a Formello così , ancora per poco, se ti incrocia Sergej poi ti devono fare la statua in memoria....
:=))
Grazie che belle pagine che ci hai regalato e che bel topic che ne è uscito fuori!
Grazie Quintino per la risposta sul "biancoceleste/biancoazzurro".
Sulle altre domande inevase, vabbè me le racconterai a voce un giorno che dovessimo incontrarci.
Citazione di: Quintino il 10 Mag 2023, 13:14
La cosa avvenne davvero. Seghettini arrivò in sede con il pallone. Le fonti concordano tutte. Ciò che si mette in dubbio è la sua appartenenza al Racing.
Ma Italicbold é il vice-presidente del Racing?
E Seghettini era un... cazzaro?
:))
che poi, io questa forte connotazione romana di inquelli manco la vedo, il voler far passare il concetto che loro soleredidellimperoao!
ercolosseoercircomassimo. se metti un milanese a vedere i romani disegnati nelle storie di asterix facile che gli venga in mente un romanista, quello si, insomma sono una caricatura, una parodia, quelli poi veramente le legnate le prendevano sempre, esattamente come inquelli.
Citazione di: Quintino il 10 Mag 2023, 13:14
La cosa avvenne davvero. Seghettini arrivò in sede con il pallone. Le fonti concordano tutte. Ciò che si mette in dubbio è la sua appartenenza al Racing.
Perfetto, grazie :beer:
:) :) :)
Citazione di: Quintino il 10 Mag 2023, 13:18
Sì, lo so italicbold. Me lo disse tuo fratello. Grazie.
Ma tempo prima, ad una riunione della Multisport a Roma, c'era il vicepresidente del Racing e fu Eichberg a chiedergli di fare questa ricerca.
Si, lo so. Volevo tirarmela un po', io sono molto piacione quando voglio...
:lol: :lol: :lol: ;))
Citazione di: Fischietto il 10 Mag 2023, 13:23
Ma Italicbold é il vice-presidente del Racing?
E Seghettini era un... cazzaro?
:))
Alla prima riunione della Multisport come rappresentante del racing ce stavo io. Una lunga storia.
Comunque no, non era un cazzaro e la storia del Racing è molto complessa. Seghettini, se non sbaglio era comunque mezzo francese. Qualche mese dopo questa ricerca, magari Quintino puo' dirlo molto meglio, fu ritrovata la tomba di Seghettini e la sua erede più diretta, la figlia della sorella, che ebbi al telefono un pomeriggio intero, non parlando lei italiano, a tranquillizzarla perché non capiva tutto questo interesse per la sua famiglia.
Citazione di: Tarallo il 10 Mag 2023, 13:16
Fat, a me va bene tutto e in teoria hai ragione al 1000%.
Ma se certe scelte di non allineamento agli stereotipi di facile digestione dal mercato dovessero, un giorno, risultare nella totale dissociazione della Lazio da Roma nell'immaginario collettivo, nella narrativa dei media, nella percezione globale, allora anche no.
Niente : per Fat o è bianco o è nero.
O sei il colosseo i gladiatori spqr etc etc oppure non se deve sapè che sei la prima squadra di Roma
Quoto Tarallo.
Qui non si parla di mettere un gladiatore al posto dell'aquila.
Ma di riaffermare alcuni concetti basilari declinandoli in base alla nostra storia e alla nostra sensibilità.
(già il fatto che il comune di Roma ci consigliò... Non va bene affatto).
La Lazio non è Roma. Ok.
Ma la Lazio è di Roma.
E se continuiamo così nel tempo, ma già ora è forte, il legame Lazio-Città di Roma potrebbe affievolirsi ulteriormente.
Ma non è vero, Fat non dice questo.
Ma davvero voi pensate che ce sta qualcuno al mondo che non sa che la Lazio gioca a Roma ?
All'estero, come avviene da noi quando si nominano squadre come il Betis, o anche lo stesso Bayern, si aggiunge la città di Roma alla Lazio. In Francia noi siamo la Lazio de Rome.
Quello che dice Fat, e sul quale sono d'accordo, è che alla fine il voler inseguire le merde su uno storytelling troppo incentrato sulla città ci vedrebbe, non solo perdenti in partenza, ma sarebbe anche un esercizio abbastanza sterile nel 2023.
Citazione di: kelly slater il 10 Mag 2023, 13:32
oppure non se deve sapè che sei la prima squadra di Roma
ciò dimostra che o non hai letto niente di niente di ciò che dico o che ne stai facendo la caricatura.
La maggioranza sa che è di Roma grazie al trucchetto di cui parli tu (che sarebbe bello non fosse necessario), ma quando gli dici che siamo nati prima, al centro di Roma e non in una zona dispersa nella regione, spalancano la bocca sotto shock. Quando poi aggiungi la storia della loro nascita vs la nostra, allora pensano che li stai a prende in giro.
Fate come volete, ma questa non è la mia situazione ideale. Amo la Lazio meno per questo? No. Sono meno fiero? No. Me rode ed culo? Un pochino.
Senza poi orlare delle conseguenze locali di questa cosa, della sensazione di essere ospiti a casa nostra, cone nel racconto di un netter sulle scritte per terra post scudetto.
Anche no.
All'estero mi capita di sentirmi chiedere -tranne dagli appassionati veri di calcio- come mai sono nato a Roma e sono della Lazio.
Poi quando gli spieghi che è la prima squadra di Roma alcuni non ci credono neanche.
Quando vengo a Roma e giro in centro mi rendo conto che col trucchetto di trasformare il logo vendono fracche di materiale ai turisti come fossero le bancarelle del Comune di Roma.
E i turisti identificano loro con la città.
Non si tratta di inseguirli, si tratta di non spingerli.
Se però ci sta bene, ok.
Ma a me dei turisti frega il giusto. Secondo me questa cosa sta avendo effetti negativi proprio sulla nostra identità e sulla legittimità di aspirare ad essere riconosciuti come squadra di Roma anche se non come Roma (ma chi lo farebbe st'errore? Forse giusto un turista). Ci stanno spingendo verso l'apolidia.
Lo so che vi fa male ma dovete lasciarla andare se la amate. Sdoganate la Lazio da Roma come la Juventus lo ha fatto daTorino. Saremo una immensità! :ssl
Per me ai turisti, o in generale a qualsiasi persona che non tifa Lazio o Roma, non frega assolutamente niente di quale sia la prima squadra di Roma, neanche se la pongono come domanda. È una battaglia che sta solo nella testa di laziali e romanisti.
Citazione di: FatDanny il 10 Mag 2023, 13:39
ciò dimostra che o non hai letto niente di niente di ciò che dico o che ne stai facendo la caricatura.
Ma no Fat ho letto tutto.
Anche l'interpretazione forzata di tutto l'articolo storico dell'ottimo Quintino.
Già l'aneddoto sulla Ginnastica Roma che veniva chiamata "la roma" già allora smonta tutta la tua teoria sul motivo dell'articolo femminile.
Citazione di: Tarallo il 10 Mag 2023, 13:49
Ma a me dei turisti frega il giusto. Secondo me questa cosa sta avendo effetti negativi proprio sulla nostra identità e sulla legittimità di aspirare ad essere riconosciuti come squadra di Roma anche se non come Roma (ma chi lo farebbe st'errore? Forse giusto un turista). Ci stanno spingendo verso l'apolidia.
Ma non ce vole tanto a capirlo, imho.
Citazione di: DajeLazioMia il 10 Mag 2023, 13:47
All'estero mi capita di sentirmi chiedere -tranne dagli appassionati veri di calcio- come mai sono nato a Roma e sono della Lazio.
Poi quando gli spieghi che è la prima squadra di Roma alcuni non ci credono neanche.
Quando vengo a Roma e giro in centro mi rendo conto che col trucchetto di trasformare il logo vendono fracche di materiale ai turisti come fossero le bancarelle del Comune di Roma.
E i turisti identificano loro con la città.
Non si tratta di inseguirli, si tratta di non spingerli.
Se però ci sta bene, ok.
Tra l'altro questa dissociazione forzata dalla città di Roma fa il gioco di chi promuove quell'altra di identificazione.
Nel mondo non se de dov:è sta Lazio, ma se sa che è la squadra del fascismo.
Citazione di: italicbold il 10 Mag 2023, 13:38
Quello che dice Fat, e sul quale sono d'accordo, è che alla fine il voler inseguire le merde su uno storytelling troppo incentrato sulla città ci vedrebbe, non solo perdenti in partenza, ma sarebbe anche un esercizio abbastanza sterile nel 2023.
Ma ce sarà na via de mezzo?
Nessuno dice di fare campagne pubblicitarie forzate con legioni a testuggine e le lupe coi gemelli.
Semplicemente ogni tanto ricordare che siamo parte di Roma e la nostra storia è legata alla nostra città.
(Il che automaticamente sputtana tutta l'oscena menzogna messa in atto dall'altra parte)
Citazione di: kelly slater il 10 Mag 2023, 13:55
Ma no Fat ho letto tutto.
Anche l'interpretazione forzata di tutto l'articolo storico dell'ottimo Quintino.
Già l'aneddoto sulla Ginnastica Roma che veniva chiamata "la roma" già allora smonta tutta la tua teoria sul motivo dell'articolo femminile.
ma io non ho interpretato ciò che ha scritto Quintino, ho detto che quanto scritto da lui mostra bene quel che intendevo io nel concreto.
La "teoria" sul femminile/maschile, lo ripeto, non è "mia", viene riportata su un articolo della stessa Federazione. Dopodiché il fatto che la Ginnastica Roma venisse chiamata "la Roma" non smonta nulla, può essere assoluta conferma (se si è inteso il discorso che facevo e non si è rimasti accecati da impulsi antiromanisti che dovevano smentire - non se sa bene il motivo - quella cosa lì).
State talmente infojati su sta storia che qualsiasi cosa ragioni sulla sovrapposizione squadra-città partite subito co "
aaaaah non è vero, che stai a dì, aaaaah, farabutti, truffatori, aaaaaah, la Lazio sta a Roma, prima squadra aaaaaah".
Cioè secondo te per parlare della sovrapposizione, che è un dato oggettivo e indiscutibile (per quanto negativo), ho bisogno della "teoria dell'articolo"?
Citazione di: DajeLazioMia il 10 Mag 2023, 13:47
All'estero mi capita di sentirmi chiedere -tranne dagli appassionati veri di calcio- come mai sono nato a Roma e sono della Lazio.
Poi quando gli spieghi che è la prima squadra di Roma alcuni non ci credono neanche.
Quando vengo a Roma e giro in centro mi rendo conto che col trucchetto di trasformare il logo vendono fracche di materiale ai turisti come fossero le bancarelle del Comune di Roma.
E i turisti identificano loro con la città.
Non si tratta di inseguirli, si tratta di non spingerli.
Se però ci sta bene, ok.
Io sono d'accordo con te e Tarallo.
E pensa, non sono neppure di Roma.
E quando spiego la storia della Lazio, l'incredulità è la stessa all'estero e in Italia, credetemi.
IB e FD hanno una visione troppo "alta" e colta che poi cozza con il voler non dare una connotazione elitaria alla Lazio stessa.
Noi non abbiamo bisogno di chiamarci Roma per sapere dove abitiamo.
In qualsiasi discussione in merito calo quest'asso che a seconda del pubblico genera sonore risate, insulti, applausi o un silenzioso sbigottimento.
Provocazione per Quintino: la Ginnastica Roma è del 1902 se non sbaglio.
Anche se quelli sono il parto complesso multicefalo, quella Ginnastica Roma ne è entrata a far parte della fusione?così come noi nasciamo "podisti" nel 1900 loro non potrebbero essere figli della ginnastica?
Lascio vago volutamente così chiunque dà a ginnastica la valenza che vuole... :)
Fat l'articolo della Figc dice solo che il caso della roma è un'eccezione.
Il motivo che tu gli attribuisci è solo tuo.
scusami, quale sarebbe il motivo che gli attribuisco io? perché a questo punto forse mi sfugge.
Citazione di: Adler Nest il 10 Mag 2023, 14:15
Provocazione per Quintino: la Ginnastica Roma è del 1902 se non sbaglio.
Anche se quelli sono il parto complesso multicefalo, quella Ginnastica Roma ne è entrata a far parte della fusione?così come noi nasciamo "podisti" nel 1900 loro non potrebbero essere figli della ginnastica?
Lascio vago volutamente così chiunque dà a ginnastica la valenza che vuole... :)
No, antecedente alla Lazio la ginnastica Roma. Nel 1902 forse la Virtus.
La ginnastica Roma non e' nella fusione. Forse non c'era già piu'. Avevo trovato in giro qualche notizia di una rifondazione in tempi recenti. Anche la questione del calcio ginnastico, un po' di più di palla prigioniera coi piedi e parecchio meno del calcio anche quello dei primordi e' appassionante . Io sapevo, tramite Lazio wiki credo, che le partite con la Virtus sono più di una. La prima,forse nel 1902, giocata con un regolamento ibrido tra calcio e calcio ginnastico.
Quintino saprà essere sicuramente più preciso in merito A proposito grazie per le informazioni sul generale Vaccaro.
Concordo con chi dice che qui dentro c'è chi vola più alto, grazie a Dio, e che Lotito non è altro che il Presidente della sezione calcio (che è quella che più attira il mio interesse, pur non essendo la sola), ma se smettesse con questa talvolta sgradevole manfrina della prima squadra della Capitale e tutto il resto che promuove lui col suo tono da Istituto Luce, a me scoccerebbe, ecco.
Volevo mettere in evidenza un fatto storico.
Con delibera comunale del 1872 era stata realizzata una gabbia alle pendici del Campidoglio, destinata ad accogliere uno dei due simboli della città di Roma, la lupa.
Successivamente, nel 1935, venne aggiunta un'altra gabbia per l'altro simbolo, l'aquila.
Le gabbie rimarranno fino agli anni '60 quando fortunatamente vennero rimosse.
Trilussa scrisse anche una poesia in cui i due animali dialogavano, "L'aquila romana"
"L'antra matina l'Aquila romana,
che ce ricorda, chiusa ne la gabbia,
le vittorie d'un'epoca lontana,
disse a la Lupa: — Scusa,
ma a te nun te fa rabbia
de sta' sempre rinchiusa?
Io, francamente, nu' ne posso più!
Quanno volavo io! Vedevo er monno!
M'avvicinavo ar sole! Invece, adesso,
così incastrata come m'hanno messo,
che voi che veda? l'ossa de tu' nonno?
Quanno provo a volà trovo un intoppo,
più su d'un metro nun arivo mai... —
La Lupa disse: — È un volo basso assai,
ma pe' l'idee moderne è puro troppo!
È mejo che t'accucci e stai tranquilla..."
nun c'è che l'animale forastiere
che vié trattato comme un cavajere
e se gode la pacchia d'una villa!
L'ultimo Pappagallo de la Mecca,
appena arriva qua, se mette in mostra,
arza le penne e dice: Roma nostra ...
E quer che trova becca.
Viva dunque la Scimmia der Brasile!
Viva la Sorca isterica
che arriva da l'America!
Nojantri? Semo bestie da cortile.
Pur'io, va' là, ciò fatto un ber guadagno
a fa' da balia a Romolo! Accicoria!
Se avessi da rifà la stessa storia
invece d'allattallo me lo magno!".
L'aquila e la lupa insieme.
La storia di Roma è duale.
Pore bestie però!
ironia della sorte, caro trax, questa bellissima poesia di Trilussa è in topic ben più della semplice questione dell'Aquila e la Lupa. Ben di più, a leggere attentamente.
:beer:
Citazione di: Adler Nest il 10 Mag 2023, 14:08
E quando spiego la storia della Lazio, l'incredulità è la stessa all'estero e in Italia, credetemi.
Io mi chiedo che estero frequentate voi... :DD
A me sta cosa nun me l'hanno mai detta. Cioé, il fatto che io sia romano e sia della Lazio nessuno ha mai trovato da ridire. Ma magari so io che ho frequentato l'estero sbagliato.
Poi, e qui ce potete/potemo fa poco,
gli altri hanno il nome della città e i colori. Se il turista che non ha mai visto un pallone in vita sua vuole la felpa per ricordare che è stato a Roma, facile che se compra quella delle merde. Ci possiamo fare poco. Anticipo la manina alzata, pure se je metti un negozio della Lazio ogni 10 metri a Via del Corso, molto probabilmente sceglierà quella delle merde. Perché se chiamano Roma e hanno i colori della città. La scelta dei colori e del nome, come ha raccontato Quintino, è stata fatta 120 anni fa, più o meno. Con quella scelta facciamo i conti.
L'identificazione della città, aldilà dei gladiatori e altre amenità, ce sta chi, per scelta nostra peraltro, c'ha un vantaggio considerabile. Sul colletto ce potemo mette pure la foto de quando Giulio Cesare veniva in curva Nord a Lazio-Vicenza.
Io non è che volo alto, non credo neanche FD o faccia, solo che penso che è una battaglia persa in partenza. E come ce ricorda la storia raccontata da Quintino è probabilmente una battaglia che ai padri fondatori non poteva importare di meno.
Ma è anche la nostra forza. Secondo me. E su quello mi concentrerei.
Senza rincorrere nessuno (inutile che me scrivete chi se ne fotte delle merde, il problema quello è...)
Citazione di: italicbold il 10 Mag 2023, 14:59
Io mi chiedo che estero frequentate voi... :DD
A me sta cosa nun me l'hanno mai detta. Cioé, il fatto che io sia romano e sia della Lazio nessuno ha mai trovato da ridire. Ma magari so io che ho frequentato l'estero sbagliato.
Poi, e qui ce potete/potemo fa poco, gli altri hanno il nome della città e i colori. Se il turista che non ha mai visto un pallone in vita sua vuole la felpa per ricordare che è stato a Roma, facile che se compra quella delle merde. Ci possiamo fare poco. Anticipo la manina alzata, pure se je metti un negozio della Lazio ogni 10 metri a Via del Corso, molto probabilmente sceglierà quella delle merde. Perché se chiamano Roma e hanno i colori della città. La scelta dei colori e del nome, come ha raccontato Quintino, è stata fatta 120 anni fa, più o meno. Con quella scelta facciamo i conti.
L'identificazione della città, aldilà dei gladiatori e altre amenità, ce sta chi, per scelta nostra peraltro, c'ha un vantaggio considerabile.
Io non è che volo alto, non credo neanche FD o faccia, solo che penso che è una battaglia persa in partenza. E come ce ricorda la storia raccontata da Quintino è probabilmente una battaglia che ai padri fondatori non poteva importare di meno.
Ma è anche la nostra forza. Secondo me. E su quelli mi concentrerei.
Senza rincorrere nessuno (inutile che me scrivete chi se ne fotte delle merde, il problema quello è...)
A
M
E
N
Quello che non se capisce è che non è certo il "LA" ad identificare.
Nell'accanirsi su quell'esempio di ieri si è forse scambiato l'esempio con il fatto acclarato.
Come se smentendo l'esempio, un plus proposto per intenderci, si potesse smentire il fatto.
Ma quello era solo un esempio e pure fosse smentito cambierebbe assolutamente niente.
Che per quanto Kelly possa incazzarsi, Tarallo provare a difendere, chiunque altro scapocciare, quelli sempre Roma se chiamano, con i colori, il simbolo e tutto il corollario.
E se la questione fosse stata "rappresentare Roma" allora toccava dire "
bene, facciamolo!".
Dire "
noi rappresentiamo siamo Roma ma se chiamamo Lazio", scusate tanto, ma nun vordì un cazzo.
Che ce piaccia o no. Che ci faccia incazzare o no. Non dipende da voi, né da me né da IB, ma da un fatto, ineludibile per quanto odioso: si costituisce una rappresentativa cittadina e noi decidiamo di non starci. La nostra decisione non cancella il fatto. Il fatto resta, soprattutto per tutti quelli che non sono noi.
Fare la gara davanti a uno che viene dal wisconsin o da Pechino se ritiene più rappresentativo di Roma una roba giallorossa con la lupa e la scritta ROMA o una cosa biancoceleste con un aquila me pare impresa autolesionista. Pure se ci mettiamo lì a tirare giù il pippone sui simboli imperiali.
Ma la cosa bella è che la scelta la facemmo noi all'epoca.
Quindi noi oggi non abbiamo quella scelta, passata, ma un'altra: confermare quella decisione, proseguire sulla stessa traccia, iscritta dai fondatori descritti da Quintino; oppure cambiare traccia malcelando un ravvedimento ma provando a salvare capra e cavoli.
Cosa che - nessuno si offenda - io in qualche discorso temo di intravederlo.
Non è un fatto "alto" di cultura, ma spiccio - se volete - di opportunità.
la nostra unicità non ha bisogno di dimostrazioni, o meglio, è essa stessa una dimostrazione come tutte le unicità. fottersene sul serio dei folklorismi romanisti e concentrarsi sulle nostre caratteristiche: non dobbiamo inseguire nessuno solo perché si chiamano col nome della città, è veramente sterile. lasciateglielo dire, sticazzi. si cominciasse a mettere l'accento invece, in maniera naturale, su i primi anni del '900. quella mia di ieri era una battuta, adoro quel periodo, ma mica tanto. quella è la strada che loro non potrebbero mai seguire: dovessero fare l'elegia degli anni della loro fondazione dovrebbero farla del fascismo, quindi impossibile. forse per questo si sono attaccati a centurioni e bighe.
noi invece li possiamo ricordare senza vergogna. marketing, società, ma anche tutti noi, abbracciamo e "utilizziamo" le caratteristiche del periodo della nostra fondazione, con le atmosfere e dinamiche connesse. senza macchiettismi, non ce n'è bisogno dato la bontà e sincerità e concretezza del materiale. autentico. sarebbe una maniera per rispondere alla solita noia del perché non vi siete chiamati voi roma, visto che c'eravate prima?. perché no. punto.
se c'è altro, di più sostanzioso, di più vero, le domande cretine, i concetti cretini, prima o poi si dissolvono.
Chissà se sull'estero posso parla' :)
Non fottersene e rincorrere sono due cose ben diverse.
allora riformulo. non bisogna incazzasse se loro fanno i superiori in nome di una superiorità data da un nome. non dico che l'abbiamo rincorsi su questo, quello mai, ma magari a volte ci si è lasciati andare all'ansia da risposta. in questo senso rincorrere. sì è vero il nome roma ve lo siete preso voi. ciao. noi abbiamo altro. addio.
(io ormai l'ansia da risposta me la faccio venire solo per l'argomento Lazio/fascismo, le megalomanie romaniste sono reperti antichi).
quoto e riquoto pan.
Dirò una cosa impopolare
Qualsiasi richiamo alla Roma antica, cioè quella che termina generosamente il 476D.c. ( dico generosamente perché già quella Roma ha ben poco da spartire con Cesare, etc.) È pacchiano, volgare e grottesco e ricalca l'operazione di appropriazione della romanità antica da parte del fascismo.
Roma ha 1800 anni da capitale dello stato del Vaticano.
Dal bellissimo racconto di Quintino deduco che i fondatori della Lazio nascono come opposizione a quella Roma catto-conservativa...certo magari vanno a recuperare qualche elemento della Roma classica o latina ma più quello della cura del corpo che non quello imperialista o guerreggiante delle legioni, del Colosseo, etc.
Citazione di: Quintino il 10 Mag 2023, 12:39
Eccomi. Grazie per le parole gentili.
Proverò a rispondere a tutto ciò che mi è stato chiesto. Lo faccio con piacere perché recuperare i valori originari è atto quanto mai necessario e potenzialmente ha una valenza usabile anche oggi. Debbo fare un'eccezione. Non posso rispondere alle domande di Precisione. Esse toccano nervi scoperti e dolenti e io potrei dare informazioni solo in privato e solo se Precisione mi garantisse, con senso dell'onore, di non aver rapporti con le controparti. La precisazione non riguarda LW, che non ha nulla da farsi perdonare, ma i soggetti da lui citati. Gli posso dire, comunque, che LW è organo storiografico ufficiale della S.S. Generale come è riscontrabile nel sito ufficiale di quest'ultima, al pari del Centro Studi Lazio 1900. Inoltre nessuno dei due enti di ricerca ha riscontri ufficiali con la S.S. Lazio Calcio.
Posso rispondere però alla sua quarta domanda in cui chiede se la Lazio è biancazzurra o biancoceleste. Il mondo è pieno di buontemponi e spesso, non volendolo, bisogna farci i conti. Sebbene sia una questione di lana caprina per qualcuno essa ha assunto un'importanza capitale. Porto solo tre motivazioni incontrovertibili (ma ce ne sarebbero altre cento):
-Il racconto fatto da Ancherani (v. qui sotto) che parla di tessuto bianco e celeste. E' una fonte diretta. Lui c'era.
- la cronaca de Il Messaggero sulla consegna della bandiera ufficiale a Ballerini (1904): bandiera a strisce bianche e celesti.
- L'ultima frase del già citato discorso di commiato di Ballerini. E' vero che è del 1922, ma lui bazzicava la Lazio dal 1900 e conosceva bene i fondatori. Copio dal giornale ufficiale sociale Lazio: "Il motto che ci guida (omissis) sia sempre presente a voi e il biancoceleste che segna meravigliosi orizzonti nei quali sventola il nostro vessillo, vi conduca per la fatidica via che la gloria vi ha tracciato".
Poi ci sarebbero un po' di statuti di vari anni che stabiliscono che i colori sono il bianco e il celeste, soprattutto quello del 1923, e poi l'ultimo di qualche anno fa che ribadisce l'adozione di tali colori. Non si azzardi nessuno a chiedere dei colori sociali a Buccioni. Lo vedreste trasfigurarsi, i canini diventano lunghi e appuntiti e stranamente vi guarderebbe il collo.
Così so boni tutti... Volemo er Pantone!
Citazione di: pan il 10 Mag 2023, 16:18
allora riformulo. non bisogna incazzasse se loro fanno i superiori in nome di una superiorità data da un nome. non dico che l'abbiamo rincorsi su questo, quello mai, ma magari a volte ci si è lasciati andare all'ansia da risposta. in questo senso rincorrere. sì è vero il nome roma ve lo siete preso voi. ciao. noi abbiamo altro. addio.
(io ormai l'ansia da risposta me la faccio venire solo per l'argomento Lazio/fascismo, le megalomanie romaniste sono reperti antichi).
Ma non se lo sono neanche presi. Gliel'hanno dato (i fasci).
Aoh, boni. La Ginnastica Roma nasce nel 1890 ed è quanto di più lontano possa esserci dalla A.S. Roma in ogni fase della sua esistenza tant'è che dal 1892 al 1896 il presidente fu Ballerini.
Posso dire una cosa senza che mi aggredite? A me che la Roma evochi la città e ne porti i colori non me ne frega niente. Quando dico che sono della Lazio sono pieno di orgoglio e sento la coltre benefica dei miei principi e delle mie origini densi di superiorità morale e, tiè, pure sportiva.
Citazione di: trax_2400 il 10 Mag 2023, 14:47
Volevo mettere in evidenza un fatto storico.
Con delibera comunale del 1872 era stata realizzata una gabbia alle pendici del Campidoglio, destinata ad accogliere uno dei due simboli della città di Roma, la lupa.
Successivamente, nel 1935, venne aggiunta un'altra gabbia per l'altro simbolo, l'aquila.
Le gabbie rimarranno fino agli anni '60 quando fortunatamente vennero rimosse.
Trilussa scrisse anche una poesia in cui i due animali dialogavano, "L'aquila romana"
"L'antra matina l'Aquila romana,
che ce ricorda, chiusa ne la gabbia,
le vittorie d'un'epoca lontana,
disse a la Lupa: — Scusa,
ma a te nun te fa rabbia
de sta' sempre rinchiusa?
Io, francamente, nu' ne posso più!
Quanno volavo io! Vedevo er monno!
M'avvicinavo ar sole! Invece, adesso,
così incastrata come m'hanno messo,
che voi che veda? l'ossa de tu' nonno?
Quanno provo a volà trovo un intoppo,
più su d'un metro nun arivo mai... —
La Lupa disse: — È un volo basso assai,
ma pe' l'idee moderne è puro troppo!
È mejo che t'accucci e stai tranquilla..."
nun c'è che l'animale forastiere
che vié trattato comme un cavajere
e se gode la pacchia d'una villa!
L'ultimo Pappagallo de la Mecca,
appena arriva qua, se mette in mostra,
arza le penne e dice: Roma nostra ...
E quer che trova becca.
Viva dunque la Scimmia der Brasile!
Viva la Sorca isterica
che arriva da l'America!
Nojantri? Semo bestie da cortile.
Pur'io, va' là, ciò fatto un ber guadagno
a fa' da balia a Romolo! Accicoria!
Se avessi da rifà la stessa storia
invece d'allattallo me lo magno!".
L'aquila e la lupa insieme.
La storia di Roma è duale.
Pore bestie però!
grande Trilussa mi ha sorpassato alla grande, con 10 parole ha surclassato 20 pagine di topic a parte Quintino, anzi questa è per lui ..."La Lupa disse: — È un volo basso assai,
ma pe' l'idee moderne è puro troppo!..." :D
Citazione di: FatDanny il 10 Mag 2023, 16:19
quoto e riquoto pan.
E allora siete tu e pan che non leggete gli altri eh.
Ma chi si incazza? Ma quando li fanno i superiori? Li invidieremmo perché si mettono SPQR sulla maglia? Ma quando mai, sti pajacci? Abbiamo detto tutti che sono una macchietta, una serie di stereotipi della città come il mandolino e la pizza per l'Italia.
Non si ambisce a quello, non si rispetta quello, non si teme quello.
La domanda è se abbiamo il diritto di rivendicare laddove volessimo e in circostanze che lo rendessero utile, l'appartenenza a questa città.
Ennamo no.
Citazione di: Tarallo il 10 Mag 2023, 17:10
E allora siete tu e pan che non leggete gli altri eh.
Ma chi si incazza? Ma quando li fanno i superiori? Li invidieremmo perché si mettono SPQR sulla maglia? Ma quando mai, sti pajacci? Abbiamo detto tutti che sono una macchietta, una serie di stereotipi della città come il mandolino e la pizza per l'Italia.
Non si ambisce a quello, non si rispetta quello, non si teme quello.
La domanda è se abbiamo il diritto di rivendicare laddove volessimo e in circostanze che lo rendessero utile, l'appartenenza a questa città.
Ennamo no.
La penso allo stesso identico modo.
E cmq FD non essere d'accordo non significa incazzarsi.
Io poi quando me ingarello con te su qualcosa che vediamo diversamente me diverto, zero rabbia, davvero.
Citazione di: RG-Lazio il 10 Mag 2023, 16:32
Qualsiasi richiamo alla Roma antica, cioè quella che termina generosamente il 476D.c. ( dico generosamente perché già quella Roma ha ben poco da spartire con Cesare, etc.) È pacchiano, volgare e grottesco e ricalca l'operazione di appropriazione della romanità antica da parte del fascismo.
che dio o chi per lui ti benedica. e basta co' sti cazzo de gladiatori e giulio cesare e il colosseo!
Citazione di: Quintino il 10 Mag 2023, 16:53
Aoh, boni. La Ginnastica Roma nasce nel 1890 ed è quanto di più lontano possa esserci dalla A.S. Roma in ogni fase della sua esistenza tant'è che dal 1892 al 1896 il presidente fu Ballerini.
E nonostante questo la chiamavano LA roma pure a lei.
la cura del corpo. proprio in questi anni comincia l'abitudine delle ferie, i bagni di sole, le terme, gli alberghi, i primi stabilimenti balneari e annesse cabine... certo, per chi poteva permetterselo. gli altri, i meno abbienti, andavano al fiume, ma lo spirito che aleggiava era quello.
tra l'altro ho letto che proprio il quartiere Prati implicava una risposta anti Vaticano sia nella scelta della toponomastica (il controverso Cola di Rienzo, ma anche illustri del risorgimento, eroi antichi romani pagani) che nelle particolarità di costruzione: dalle vie principali non avrebbe dovuto vedersi il Cupolone per dimostrare poco rispetto. ma chissà se è vero.
E' vero. Però non è vero che da tutte le vie di Prati non si vede la cupola.
Citazione di: Tarallo il 10 Mag 2023, 17:10
E allora siete tu e pan che non leggete gli altri eh.
Ma chi si incazza? Ma quando li fanno i superiori? Li invidieremmo perché si mettono SPQR sulla maglia? Ma quando mai, sti pajacci? Abbiamo detto tutti che sono una macchietta, una serie di stereotipi della città come il mandolino e la pizza per l'Italia.
Non si ambisce a quello, non si rispetta quello, non si teme quello.
La domanda è se abbiamo il diritto di rivendicare laddove volessimo e in circostanze che lo rendessero utile, l'appartenenza a questa città.
Ennamo no.
Scusa tarallo, ma l'hai messa tanto annacquata che è già così senza dover fare nulla in merito. Come dice IB il riferimento al livello che stai dicendo ora tu è già noto a tutti.
Non stiamo dicendo che invidiate spqr, non l'ho mai pensato. E credo manco Pan o ib.
Ma che si abbia un'ansia, a seguito della loro operazione, di essere/rappresentare Roma. Che però è un qualcosa che proprio non ci poniamo in quanto Lazio. Da noi manca proprio l'issue, per le ragioni già ampiamente dette e su cui non torno.
È lo stesso cercare di "essere Roma" ma in modo più nobile e meno pacchiano che sembra denunciare un ravvedimento rispetto a quella scelta.
Come a di "cazzo avemo fatto male perché Roma la volevamo rappresentare noi ma facciamolo vedere in modo meno becero"
È questo che secondo me non funziona perché parte nettamente svantaggiato e fuori tema alla Lazio, mica penso che volete mettere spqr sulle nostre maglie.
Citazione di: kelly slater il 10 Mag 2023, 17:22
E nonostante questo la chiamavano LA roma pure a lei.
Sì ma io ancora non ho capito quale sarebbe il significato che secondo te io darei a sta cosa.
Citazione di: FatDanny il 10 Mag 2023, 17:28
Sì ma io ancora non ho capito quale sarebbe il significato che secondo te io darei a sta cosa.
Allora dimmi se sbaglio: tu hai lasciato intendere che questa eccezione semantica è dovuta a una sortadi identificazione totale tra la città e la squadra.
Ho capito bene?
I discorsi di principio non tengono conto che di là sono nati con l'idea di essere l'unica squadra di Roma e questa cosa continuano ad averla nel DNA. Non dovremmo consentirglielo. Anche affermando ogni volta che si può che la Lazio è tante cose, compresa Roma che non è un aspetto accidentale. Non c'è Roma senza Lazio.
Poi, come è chiaro anche da questo topic tante cose della nostra storia (grazie Quintino) non le sappiamo (sapevamo) nemmeno noi tifosi della Lazio. Difficile costruirci un'identità sopra. Ora Quintino dirà (e non a torto) che è tutto disponibile ed è compito di ogni Laziale informarsi, però significa che non sono patrimonio della comunità, come invece dovrebbero essere.
Citazione di: kelly slater il 10 Mag 2023, 17:31
Allora dimmi se sbaglio: tu hai lasciato intendere che questa eccezione semantica è dovuta a una sortadi identificazione totale tra la città e la squadra.
Ho capito bene?
No io ho detto che questa eccezione ci parla a mo' di esempio di una sovrapposizione che prescinde ampiamente da essa
Non serve quel "LA" a dimostrarla.
La dimostrano già innumerevoli fatti, per quanto a noi sgraditi. Per questo ieri ero abbastanza meravigliato dell'accanimento a smentire l'esempio, la stessa meraviglia che avrei davanti a uno che si accanisce a svuotare l'oceano armandosi di cucchiaino. Pure se togli quelle due gocce d'acqua non hai cambiato assolutamente nulla. Il fatto oceanico resta e non ha bisogno di esse per essere oceano.
Ora, io capisco che fosse dipeso da noi quella unificazione non si sarebbe mai data e Roma avrebbe avuto una serie di squadre. Concordo.
Ma una volta che ciò avviene, per il fascismo, il nazismo o i meganoidi poco importa, non è un qualcosa che cancelli. Puoi decidere di starci o che non ti interessa.
Se ti interessa ma non ci stai te sei messo una croce addosso. Per me
Tarà, ma io non è che quando ho detto "incazzasse" ho detto tu, LazioNet o chi conosciamo. ma la tendenza generale a innervosirsi quando si sentono le loro castronerie la subiamo, questo intendo.
come quando dicevano che invidiavamo totti uguale dicono che invidiamo il loro nome e magari ci si spertica (io in primis in passato) a dire che no, non è vero, ma quando mai, se ce tenevo tifavo roma e bla bla interminabili a giustificarsi non si sa di che. questo intendo. tu magari sarai stoicissimo e sai reagire meglio. c'è gente che invece soffre la falsità, soffre quando dei minchioni si arrogano il diritto di dirti addirittura chi invidi e perché. attestavo che questo comportamento, non va bene. prendersela. non altro. incazzasse perché stanno dicendo falsità non perché noi pensiamo siano vere. ce passa un mondo eh.
Citazione di: Quintino il 10 Mag 2023, 17:26
E' vero. Però non è vero che da tutte le vie di Prati non si vede la cupola.
ah, ecco. :)
Non capisco perché si parli di richiami alla Roma antica, invidia, identificazione con la città.
Faccio un discorso molto più basilare. A noi pare vietato utilizzare la parola Roma.
Siamo la prima squadra della Capitale sì, della città di Roma non si può.
Come se inconsciamente avessimo accettato che Roma Città siano loro. Noi non possiamo usarla.
Non la uso perché decido di non usarla, al limite. Non perché non mi è concesso. Ormai è così, ed è forse per questo che appena si parla di non lascirgli campo libero si parla di gladiatori e pagliacciate. Quabdo il discorso è altro.
Perché dobbiamo accettare questa roba? Dove altro accade?
Siamo nati dentro il Tevere, e quasi contemporaneamente abbiamo iniziato a correre (per imparare a volare, cit. loophole), vedi Marcia Roma-Castel Giubileo.
Perché volevamo andare, da Romani, oltre Roma (e con questo, Pan, puoi regolare i conti con i fiji stupidi de Roma).
Detto questo, visto il lavorìo che va avanti incessante da decenni, per cercare di farci sentire estranei a casa nostra, sta a noi mettere in campo strategie per consolidarci sempre più nella città.
Al bellissimo progetto Lazio nelle Scuole, cercherei di affiancare un'operazione Lazio nei Quartieri, ad esempio sostenendo e presenziando cose tipo il Calcio Sociale a Corviale.
Citazione di: DajeLazioMia il 10 Mag 2023, 17:50
Non capisco perché si parli di richiami alla Roma antica, invidia, identificazione con la città.
Faccio un discorso molto più basilare. A noi pare vietato utilizzare la parola Roma.
Siamo la prima squadra della Capitale sì, della città di Roma non si può.
Come se inconsciamente avessimo accettato che Roma Città siano loro. Noi non possiamo usarla.
Non la uso perché decido di non usarla, al limite. Non perché non mi è concesso. Ormai è così, ed è forse per questo che appena si parla di non lascirgli campo libero si parla di gladiatori e pagliacciate. Quabdo il discorso è altro.
Perché dobbiamo accettare questa roba? Dove altro accade?
ma a me non pare che ci sia questo divieto.
Tolto un episodio storico che però risale ad oltre 100 anni fa non mi pare siano uscite altre occorrenze.
Citazione di: FatDanny il 10 Mag 2023, 17:39
No io ho detto che questa eccezione ci parla a mo' di esempio di una sovrapposizione che prescinde ampiamente da essa
Non serve quel "LA" a dimostrarla.
La dimostrano già innumerevoli fatti, per quanto a noi sgraditi. Per questo ieri ero abbastanza meravigliato dell'accanimento a smentire l'esempio, la stessa meraviglia che avrei davanti a uno che si accanisce a svuotare l'oceano armandosi di cucchiaino. Pure se togli quelle due gocce d'acqua non hai cambiato assolutamente nulla. Il fatto oceanico resta e non ha bisogno di esse per essere oceano.
Ma quale fatto oceanico.
La sovrapposizione di cui parli non è una cosa naturale: è una forzatura, e in quanto tale destinata a fallire.
Certo se noi per primi gliela diamo vinta allora hanno ragione loro.
E tra l'altro tutti gli esempi semantici che hai portato sono tutti fuori bersaglio dal primo all'ultimo.
Se dico "grande roma" è scontato che si parli di calcio.
Se dico Roma è bellissima sto parlando della città.
E ripeto: quando le aradio loro parlano della rioma senza articolo fanno ride i polli.
Citazione di: DajeLazioMia il 10 Mag 2023, 17:50
Non capisco perché si parli di richiami alla Roma antica, invidia, identificazione con la città.
Faccio un discorso molto più basilare. A noi pare vietato utilizzare la parola Roma.
Siamo la prima squadra della Capitale sì, della città di Roma non si può.
Come se inconsciamente avessimo accettato che Roma Città siano loro. Noi non possiamo usarla.
Non la uso perché decido di non usarla, al limite. Non perché non mi è concesso. Ormai è così, ed è forse per questo che appena si parla di non lascirgli campo libero si parla di gladiatori e pagliacciate. Quabdo il discorso è altro.
Perché dobbiamo accettare questa roba? Dove altro accade?
Esattamente.
Citazione di: FatDanny il 10 Mag 2023, 18:05
ma a me non pare che ci sia questo divieto.
Tolto un episodio storico che però risale ad oltre 100 anni fa non mi pare siano uscite altre occorrenze.
È inconscio secondo me.
Ma c'è.
Citazione di: FatDanny il 10 Mag 2023, 18:05
ma a me non pare che ci sia questo divieto.
Tolto un episodio storico che però risale ad oltre 100 anni fa non mi pare siano uscite altre occorrenze.
Abbiamo vinto una Supercoppa a Pechino col Colosseo sulle maglie.
E questa cosa li fece imbestialire
Citazione di: kelly slater il 10 Mag 2023, 18:18
Abbiamo vinto una Supercoppa a Pechino col Colosseo sulle maglie.
E questa cosa li fece imbestialire
Secondo me je rodeva più er culo che avevamo vinto la supercoppa...
Secondo me.
A parte che quel logo sulla maglia era di una bruttezza che levate...
Si, sicuramente se poteva fà mejo, ma portó di un gran bene :ssl
Citazione di: italicbold il 10 Mag 2023, 18:29
Secondo me je rodeva più er culo che avevamo vinto la supercoppa...
Secondo me.
A parte che quel logo sulla maglia era di una bruttezza che levate...
Invece la maglietta era un bijoux... :=))
Citazione di: kelly slater il 10 Mag 2023, 18:11
Ma quale fatto oceanico.
La sovrapposizione di cui parli non è una cosa naturale: è una forzatura, e in quanto tale destinata a fallire.
Certo se noi per primi gliela diamo vinta allora hanno ragione loro.
E tra l'altro tutti gli esempi semantici che hai portato sono tutti fuori bersaglio dal primo all'ultimo.
Se dico "grande roma" è scontato che si parli di calcio.
Se dico Roma è bellissima sto parlando della città.
E ripeto: quando le aradio loro parlano della rioma senza articolo fanno ride i polli.
Secondo me l'argomento ti fa infervorare e tendi a malinterpretare.
Non ho detto che il fatto in sé fosse oceanico ma che in rapporto all'esempio del "LA" parliamo di un cucchiaino d'acqua davanti ad un oceano costituito dal fatto che abbiano nome, simbolo, colori ecc della città. Le cose rilevanti che identificano per chiunque non sia MOLTO addentro nella rivalità cittadina so quelle, non il LA.
È stata una forzatura? Questa, ovviamente, è la nostra percezione.
A qualsiasi osservatore esterno, non dico quello del Wisconsin o quello di Pechino citati sopra, ma già arrivati a Orvieto e forse mi sono spinto già troppo in là, fotte cazzi.
Capisci bene che dunque l'argomentazione "forzatura" è perdente. Pare una recriminazione di chi su sta roba è stato scavalcato, quindi ha perso. Oppure di chi pensa che tutti sono plagiati alla forzatura semplicemente perché pensano che la Roma è la squadra di... Roma.
Se dico "grande Roma" che stia parlando della squadra è evidente a te. Perché sei molto calciocentrico in quanto tifoso.
Così come la tua convinzione che come forzatura sia destinata a fallire. Invece te posso dire che è riuscitissima e infatti te laziale stai qui a lamentartene.
Fosse una forzatura fallita te ne fotteresti. Sta proprio qui il punto: vorresti smentirli ma me pare che più parli più smentisci te stesso più che loro.
Ringrazio quasi quotidianamente chi ha lottato per mantenere il nome, i simboli, i colori e la storia della nostra Lazio!
Il cuore non può rincorrere il proprio essere. La Lazio è nata e vivrà per sempre a Roma, non deve rincorrere il suo essere.
Si tratta semplicemente di quantificare l'importanza da assegnare al luogo d'origine, non di certificarsi.
Aggiungere Roma in un'eventuale rivoluzione comunicativa potrebbe essere un dettaglio giusto e intelligente, ma mai il motivo della campagna.
Personalmente non ho mai avuto un tema geografico da difendere, io difendo la mia squadra. Quando qualcuno provoca sul tema città, la risposta è una bella pernacchia o - in alternativa - quella che stiamo scrivendo da qualche pagina. Tra l'altro da oggi, grazie a Quintino, si potrà anche aggiungere qualcosa.
Continuo a credere che il modo più elegante/efficace per sistemare questo leggero disturbo (che capisco benissimo eh!) sarebbe far crescere la Polisportiva!
Con la crescita delle sezioni, crescerebbe tutto il resto.
Avere una buona comunicazione primaria come polisportiva e una altrettanto buona per le singole sezioni sarebbe una roba letale, radicale. Magari accompagnata a qualche risultato, claramente!
(Lo so che non è facile, sereni... :D)
Fossi la Lazio, per esempio, farei una campagna diretta a tutti gli stranieri che vivono in città, in tutte le lingue.
Semo n'impasto
De forza e volontà
Co tanto core
Come nessuno c′ha
Fermate monno
Sotto ar cuppolone
Rifatte l'occhi
Stamo a gioca′ a pallone
Tra l'altro vorrei sommessamente far notare che la Lazio è anche la squadra di tanta gente che non è di Roma, eh ... (tra cui io). :)
Io capisco FD, applaudo Pan, ringrazio Quintino, sostengo le "paranoie" di KS e quelle di DLM e Tarallo perchè sono pure le mie in parte.
La cosa che infastidisce è come nella stessa città media, autorità, municipalizzati, sono tutti con l'obiettivo di una città una squadra, col nome di Roma, facendoti sentire ospite sgradito, quando la Storia dice altro.
A Roma il fatto di avere una pluralità infastidisce, non arricchisce come a Milano, Londra, dove più squadre sono un must.
Questo dobbiamo principalmente combattere.
Deve emergere anche fuori che la Lazio è parte attiva, nobile e ricca di valori per Roma, ma non è facile. Siamo circondati dal grezzo, dal brutto, dal becerume, e la città è specchio di questo e loro si riconoscono bene in tutto ciò.
Ora non avendo altro per vantarsi, è una continua rottura de [...] per i loro sordaut", per il continuo martellare dei deppiù, e questo sinceramente fa ride, letteralmente, soprattutto avendo una media allo stadio da 45k, la quarta in Italia, tutt'altro che noi felici (sì lo siamo) pochi (mica tanto)
SFL
Chi saranno i tifosi della Lazio tra due generazioni?
Citazione di: paolo71 il 10 Mag 2023, 19:28
Io capisco FD, applaudo Pan, ringrazio Quintino, sostengo le "paranoie" di KS e quelle di DLM e Tarallo perchè sono pure le mie in parte.
La cosa che infastidisce è come nella stessa città media, autorità, municipalizzati, sono tutti con l'obiettivo di una città una squadra, col nome di Roma, facendoti sentire ospite sgradito, quando la Storia dice altro.
A Roma il fatto di avere una pluralità infastidisce, non arricchisce come a Milano, Londra, dove più squadre sono un must.
Questo dobbiamo principalmente combattere.
Deve emergere anche fuori che la Lazio è parte attiva, nobile e ricca di valori per Roma, ma non è facile. Siamo circondati dal grezzo, dal brutto, dal becerume, e la città è specchio di questo e loro si riconoscono bene in tutto ciò.
Ora non avendo altro per vantarsi, è una continua rottura de [...] per i loro sordaut", per il continuo martellare dei deppiù, e questo sinceramente fa ride, letteralmente, soprattutto avendo una media allo stadio da 45k, la quarta in Italia, tutt'altro che noi felici (sì lo siamo) pochi (mica tanto)
SFL
Chiediamoci il perché di questo fastidio.
La Lazio é (anche) libertá dall´omologazione.
Citazione di: paolo71 il 10 Mag 2023, 19:28
Io capisco FD, applaudo Pan, ringrazio Quintino, sostengo le "paranoie" di KS e quelle di DLM e Tarallo perchè sono pure le mie in parte.
La cosa che infastidisce è come nella stessa città media, autorità, municipalizzati, sono tutti con l'obiettivo di una città una squadra, col nome di Roma, facendoti sentire ospite sgradito, quando la Storia dice altro.
A Roma il fatto di avere una pluralità infastidisce, non arricchisce come a Milano, Londra, dove più squadre sono un must.
Questo dobbiamo principalmente combattere.
Deve emergere anche fuori che la Lazio è parte attiva, nobile e ricca di valori per Roma, ma non è facile. Siamo circondati dal grezzo, dal brutto, dal becerume, e la città è specchio di questo e loro si riconoscono bene in tutto ciò.
Ora non avendo altro per vantarsi, è una continua rottura de [...] per i loro sordaut", per il continuo martellare dei deppiù, e questo sinceramente fa ride, letteralmente, soprattutto avendo una media allo stadio da 45k, la quarta in Italia, tutt'altro che noi felici (sì lo siamo) pochi (mica tanto)
SFL
Anche per questo secondo me serve essere "popolari" e aumentare il bacino di tifosi a Roma, come si diceva in un altro topic. Una più marcata popolarità aiuterebbe ad arginare gli attacchi (non di rado pretestuosi) della contraerea mediatica avversa e ci difenderebbe da quell'odio viscerale che dal 1927 hanno saputo covare nei confronti dei nostri colori... E a questo punto, quei pochi noi..potrebbe essere un cattivo presagio.
Quindi ..sotto con la storia: più parliamo di noi e della nostra splendida storia, più si vince! In campo e soprattutto fuori :since
Ps:Continuo a pensare che sia uno dei topic più belli da quando mi capita di frequentare questa comunità. Un topic che mi sta facendo scoprire tante cose finora ignote, innescando diverse curiosità che avrò modo di approfondire più avanti ..
la popolarità del calcio tra le giovani generazioni è sempre di meno. Gli stadi saranno sempre più vuoti e i tifosi saranno sostituiti dagli users. gente che ti segue sui social guarda le partite sui servizi streaming. Dall'estero vedo che la Lazio ha un appeal prossimo allo zero.(almeno qui in olanda) vuoi per "la fama" dei tifosi, vuoi per un pedigree europeo non proprio sfavillante. Insomma bisognerebbe lavorare anche su questo.
OT
La curva dell'Inter ha uno striscione enorme con scritto MILANO
FOT
Citazione di: Adler Nest il 10 Mag 2023, 20:57
OT
La curva dell'Inter ha uno striscione enorme con scritto MILANO
FOT
Lo scrivo da qualche giorno. È da un pezzo che cercano di "sovrapporsi" al Milan .. per usare un termine di FD. Loro pare che non si facciano tutte ste pippe mentali :-)
Citazione di: Siculatium il 10 Mag 2023, 21:02
Lo scrivo da qualche giorno. È da un pezzo che cercano di "sovrapporsi",per usare un termine di FD
Chissà come mai....
Perché l appartenza territoriale serve eccome.
E fanno bene a rimarcarlo pure a costo di apparire invidiosi agli occhi dei milanisti.
Non è che siccome lo fanno loro allora è na cosa furba.
Anzi, se la fanno gli interisti probabilmente è la prova provata che è un'idiozia.
Ma come, hai un nome con un potenziale sterminato, Internazionale, bellissimo, e fai lo striscione Milano.
Ma che cazzo je dirà il cervello. Un nome di immensa vastità e te rinchiudi nel localismo più spiccio. GENI.
O forse ormai, figli di questa Italia di oggi, la cosa più intelligente che gli viene da fare è guardarsi l'ombelico. Non mi stupisce affatto, in effetti siamo il paese di quello che se mette le felpe pure della frazione del comune in cui va a fa un comizio.
Ma è come se per valorizzare l'Italia il ministero del turismo facesse uno spot in cui si prende una meraviglia italiana e invece di sfruttarne il valore intrinseco la attualizzasse a cazzo de ca... Ah.
Ok tutto chiaro.
FCIM.
Internazionale Milano.
(Ormai a noi sembra una poracciata il rimando alla città - che nel 1915 fu tentato e ostacolato - perché da una parte loro sono all'apice del loro tentativo di identificazione con la città e noi al nostro minimo storico e gli facciamo fare la qualsiasi. Inconsciamente lo abbiamo accettato e lo riteniamo cristallizzato.
Per me.)
Ma quintino non ha detto che il rimando fu tentato e ostacolato eh. Attenzione.
Ha detto che nel 15, dove non c'erano rappresentative cittadine, il comune non era propenso ad un riferimento di quel tipo. Farne un assoluto storico che arriva linearmente dal 1915 al 2023 mi sembra una forzatura.
Sia in merito alle ragioni di allora, quando non c'era proprio il tema della rappresentazione cittadina, che post 1927, che nel dopoguerra, che oggi.
Troppe fasi distinte per dire che non abbiamo il riferimento perché ci hanno ostacolato.
Il rimando a Milano ci sta, come a Roma.
Quando lo striscione diventa solo Milano a me pare na bella cazzata.
Citazione di: FatDanny il 10 Mag 2023, 21:54
Ma quintino non ha detto che il rimando fu tentato e ostacolato eh. Attenzione.
Ha detto che nel 15, dove non c'erano rappresentative cittadine, il comune non era propenso ad un riferimento di quel tipo. Farne un assoluto storico che arriva linearmente dal 1915 al 2023 mi sembra una forzatura.
Il rimando a Milano ci sta, come a Roma.
Quando lo striscione diventa solo Milano a me pare na bella cazzata.
Certo che è una forzatura, voluta.
È una forzatura per provare a smuovere la forzatura opposta che prevede una sorta di impossibilità da parte nostra di richiamare il nostro essere di Roma.
(Rimane il fatto che a pochissimi anni dalla fondazione, quindi vicinissimi ai princìpi che ispirarono i fondatori, e prima del 1927, la Lazio inserì il nome della Città di Roma nel proprio stemma).
Citazione di: FatDanny il 10 Mag 2023, 21:54
Ma quintino non ha detto che il rimando fu tentato e ostacolato eh. Attenzione.
Ha detto che nel 15, dove non c'erano rappresentative cittadine, il comune non era propenso ad un riferimento di quel tipo. Farne un assoluto storico che arriva linearmente dal 1915 al 2023 mi sembra una forzatura.
Sia in merito alle ragioni di allora, quando non c'era proprio il tema della rappresentazione cittadina, che post 1927, che nel dopoguerra, che oggi.
Troppe fasi distinte per dire che non abbiamo il riferimento perché ci hanno ostacolato.
Il rimando a Milano ci sta, come a Roma.
Quando lo striscione diventa solo Milano a me pare na bella cazzata.
A me invece non stupisce... E' la città di tanti interisti forse non della maggioranza, ma niente mi impedisce di scrivere dietro ai miei colori il nome della mia città. La stessa identica cosa che pensai quando vidi la coreografia della Nord con Roma... È come dire, mi chiamo Lazio ma Roma è anche la mia città.
Ma quindi vorreste che la Lazio inserisse "Roma" nel suo stemma o cose simili?
A me farebbe abbastanza schifo ad esempio...
Sarebbe interessante sapere se questa "esigenza" di richiamo alla città è più forte nei Laziali di città o di quelli fuori.
Citazione di: JSV23 il 10 Mag 2023, 22:08
Ma quindi vorreste che la Lazio inserisse "Roma" nel suo stemma o cose simili?
A me farebbe abbastanza schifo ad esempio...
No.
A me non è piaciuto quando siamo passati da:
La prima squadra della capitale
a:
Noi l'amiamo per lei combattiamo
Per esempio
Citazione di: Adler Nest il 10 Mag 2023, 22:11
No.
A me non è piaciuto quando siamo passati da:
La prima squadra della capitale
a:
Noi l'amiamo per lei combattiamo
Per esempio
A me non piacciono proprio gli slogan :D
Mi piaceva lo "scudetto" con scritto "EST1900" su alcune maglie Umbro...
Citazione di: JSV23 il 10 Mag 2023, 22:08
Ma quindi vorreste che la Lazio inserisse "Roma" nel suo stemma o cose simili?
A me farebbe abbastanza schifo ad esempio...
Schifo.. il nome della tua città ? 🥺 Mi sembra esagerato adesso. Li non ci arrivo ...
Scusa io sono siciliano, per me prima di tutto Roma è una splendida città, carica di storia e di cultura etc.. etc etc..
Poi è la mia Lazio :ssl
E dopo molto dopo ...preceduta da ac.. è roma calcio.
Citazione di: JSV23 il 10 Mag 2023, 22:13
A me non piacciono proprio gli slogan :D
Mi piaceva lo "scudetto" con scritto "EST1900" su alcune maglie Umbro...
Sin dal 1900 la prima squadra
della capitaledi Roma.
Citazione di: JSV23 il 10 Mag 2023, 22:08
Ma quindi vorreste che la Lazio inserisse "Roma" nel suo stemma o cose simili?
A me farebbe abbastanza schifo ad esempio...
Personalmente vorrei che si smettesse di lasciare campo libero al Merda. E non si avesse remora o timore di usare il nome della città di cui siamo la prima squadra, o di farvi riferimento.
In che modo, quando, se farlo (o non farlo), è discorso troppo complesso.
(https://i.ibb.co/sj9DKpH/Screenshot-20230510-220904-Samsung-Internet.jpg) (https://ibb.co/v14r3CY)
(le date sono significative secondo me)
(https://i.ibb.co/2PKgs2X/Screenshot-20230510-221000-Samsung-Internet.jpg) (https://ibb.co/GkPctwg)
Marchio registrato ufficilamente dalla Lazio generale.
Fonte: Laziowiki.
Citazione di: Siculatium il 10 Mag 2023, 22:16
Schifo.. il nome della tua città ? 🥺 Mi sembra esagerato adesso. Li non ci arrivo ...
Scusa io sono siciliano, per me prima di tutto Roma è una splendida città, carica di storia e di cultura etc.. etc etc..
Poi è la mia Lazio :ssl
E dopo molto dopo ...preceduta da ac.. è roma calcio.
Io sono calabrese ma vivo a Roma.
Tifo la SS Lazio che sullo stemma ha scritto SS Lazio e non SS Lazio Roma.
Ma davvero c'è bisogno si sente il bisogno di queste cose?
Chi ha fondato la Lazio sognava l'universo, noi vogliamo ancorarci al Cupolone...
Citazione di: JSV23 il 10 Mag 2023, 22:20
Io sono calabrese ma vivo a Roma.
Tifo la SS Lazio che sullo stemma ha scritto SS Lazio e non SS Lazio Roma.
Ma davvero c'è bisogno si sente il bisogno di queste cose?
Chi ha fondato la Lazio sognava l'universo, noi vogliamo ancorarci al Cupolone...
Scusami se mi cito. Lo avevo scritto poco fa...
Anche per questo secondo me serve essere "popolari" e aumentare il bacino di tifosi a Roma, come si diceva in un altro topic. Una più marcata popolarità aiuterebbe ad arginare gli attacchi (non di rado pretestuosi) della contraerea mediatica avversa e ci difenderebbe da quell'odio viscerale che dal 1927 hanno saputo covare nei confronti dei nostri colori... E a questo punto, quei pochi noi..potrebbe essere un cattivo presagio...
A mio avviso i richiami legittimi alla città aiuterebbero ad aumentare il nostro bacino di tifosi...
Poi può essere che mi sbaglio boh.. ma a me pare che sia una pippa mentale tutta nostra ... Sarei curioso di sapere se nei forum degli interisti si parla di Milano si, Milano no ...
Citazione di: Siculatium il 10 Mag 2023, 22:28
Scusami se mi cito. Lo avevo scritto poco fa...
Anche per questo secondo me serve essere "popolari" e aumentare il bacino di tifosi a Roma, come si diceva in un altro topic. Una più marcata popolarità aiuterebbe ad arginare gli attacchi (non di rado pretestuosi) della contraerea mediatica avversa e ci difenderebbe da quell'odio viscerale che dal 1927 hanno saputo covare nei confronti dei nostri colori... E a questo punto, quei pochi noi..potrebbe essere un cattivo presagio...
A mio avviso i richiami legittimi alla città aiuterebbero ad aumentare il nostro bacino di tifosi...
Poi può essere che mi sbaglio boh.. ma a me pare che sia una pippa mentale tutta nostra ... Sarei curioso di sapere se nei forum degli interisti si parla di Milano si è Milano no ...
Ma i richiami alla città già li facciamo.
"La prima squadra della Capitale" scritto sulla maglia, il Colosseo sulla maglia della Supercoppa, la presentazione a piazza di Spagna qualche anno fa, ecc...
Io manco alcune di queste cose avrei fatto, ma sono strano io sicuramente.
Non capisco poi cosa intendi con "essere più popolari'...
Citazione di: JSV23 il 10 Mag 2023, 22:33
Ma i richiami alla città già li facciamo.
"La prima squadra della Capitale" scritto sulla maglia, il Colosseo sulla maglia della Supercoppa, la presentazione a piazza di Spagna qualche anno fa, ecc...
Io manco alcune di queste cose avrei fatto, ma sono strano io sicuramente.
Non capisco poi cosa intendi con "essere più popolari'...
Essere popolari per me significa ...riempire a ogni partita lo stadio di "traboccante passione" per i nostri colori. È una cosa che auguro sempre alla Lazio.
Citazione di: JSV23 il 10 Mag 2023, 22:33
Ma i richiami alla città già li facciamo.
"La prima squadra della Capitale" scritto sulla maglia, il Colosseo sulla maglia della Supercoppa, la presentazione a piazza di Spagna qualche anno fa, ecc...
Io manco alcune di queste cose avrei fatto, ma sono strano io sicuramente.
Non capisco poi cosa intendi con "essere più popolari'...
Non c'è più il claim nella parte interna del colletto con la scritta: la prima squadra della capitale.
Così come non c'è più il 1900.
Sulla parte posteriore della maglia siamo passati da
S.S Lazio 1900
a
S.S. Lazio
Quindi i riferimenti anche minimi, nascosti e quindi eleganti alla città non ci sono.
Idem al 1900.
Buffo che quelli invece l'anno della fusione l'abbiano aggiunto nello stemma da due anni a questa parte.
Citazione di: FatDanny il 10 Mag 2023, 18:53
Secondo me l'argomento ti fa infervorare e tendi a malinterpretare.
Non ho detto che il fatto in sé fosse oceanico ma che in rapporto all'esempio del "LA" parliamo di un cucchiaino d'acqua davanti ad un oceano costituito dal fatto che abbiano nome, simbolo, colori ecc della città. Le cose rilevanti che identificano per chiunque non sia MOLTO addentro nella rivalità cittadina so quelle, non il LA.
È stata una forzatura? Questa, ovviamente, è la nostra percezione.
A qualsiasi osservatore esterno, non dico quello del Wisconsin o quello di Pechino citati sopra, ma già arrivati a Orvieto e forse mi sono spinto già troppo in là, fotte cazzi.
Capisci bene che dunque l'argomentazione "forzatura" è perdente. Pare una recriminazione di chi su sta roba è stato scavalcato, quindi ha perso. Oppure di chi pensa che tutti sono plagiati alla forzatura semplicemente perché pensano che la Roma è la squadra di... Roma.
Se dico "grande Roma" che stia parlando della squadra è evidente a te. Perché sei molto calciocentrico in quanto tifoso.
Così come la tua convinzione che come forzatura sia destinata a fallire. Invece te posso dire che è riuscitissima e infatti te laziale stai qui a lamentartene.
Fosse una forzatura fallita te ne fotteresti. Sta proprio qui il punto: vorresti smentirli ma me pare che più parli più smentisci te stesso più che loro.
Fat caro, innanzitutto grazie del tuo tentativo di psicanalizzarmi ma l'analista già ce ne ho uno e direi che basta :=))
Ma scusa, tu che hai studiato storia e sociologia, lo dovresti sapere da solo che si tratta di una forzatura.
E il motivo di questa forzatura fondamentalmente è uno solo, e si chiama SS Lazio 1900.
E questa non è una percezione: è una realtà oggettiva.
E finchè noi esisteremo, e saremo importanti ( siamo comunque il sesto bacino d'Italia ) la forzatura sarà destinata a fallire.
Poi se a pechino o a rejkjavik loro non ci conoscono o non sanno che siamo di Roma è una questione di marketing e di maggiore presenza europea negli ultimi vent'anni.
Io feci un bellissimo viaggio nell'estate del 2000 in Indonesia, e anche nel piú sperduto villaggio di Sumbawa trovavi pischelli con le maglie della Lazio ( un sacco di quelle gialle Del Monte tra l'altro ).
Avevamo vinto scudetto coppa delle coppe e supercoppa europea contro un certo Man Utd.
L'operazione di marketing tra l'altro, è relativamente recente.
Ho un ricordo indelebile della primavera 84 quando loro si appresta ano a giocare una finale di coppacampioni. Roma era invasa da bandiere e striscioni, ma la roma era la roma squadra, il giallo e il rosso erano piú chiari e il logo era il lupetto.
E noi, che eravamo piccoli sportivamente, facevamo comunque 60:000 persone.
Erano altri tempi, non c'era la globalizzazione, non esisteva marketing ne ovviamente internet.
Detto questo: ció di cui mi preoccupo è in primis che noi gli stiamo avanti, iniziamo a stare in CL piú stabilmente, insomma vinciamo (e loro no ovviamente).
Questa è la cosa piú importante, quella che ti porta tifosi, visibilità, fama.
E poi, come diceva Tarallo, mantenere e anzi leggermente aumentare il richiamo alla città nel nostro, di marketing.
Il che non significa affatto rincorrerli sul loro terreno, ma semplicemente rivendicare la nostra appartenenza.
Basta poco, ma quel poco è una spina enorme conficcata nella loro retorica falsa.
Avessimo avuto un mega sceicco stile Man City o PSG invece der sor Claudio adesso ci conoscevamo anche fra le tribù cannibali nella giungla della Papua Nuova Guinea e vendevamo milioni di magliette all'anno all over the world.
È tutto qui.
Soldi veri = grandi campioni = successi e trofei = presenza fissa in CL sempre oltre i gironi. Fama, visibilità.
Zero soldi? Si fa quel che si può, quest'anno con successo. Ma chi preferisce questa dimensione pauperista deve rassegnarsi nel lungo termine alla marginalità, ineluttabile proprio. A noi ci dice culo che le merde sbagliano sempre tutto, finora.
Nelle pagine presenti si è fatto riferimento alle squadre londinesi dove nessuna di chiama London: addirittura però le squadre londinesi fanno riferimento a quartieri della città.
A Manchester entrambe le squadre di chiamano così.
In Francia il PSG fa riferimento a città e quartiere.
E prendiamo il Bayern: nome tedesco per Baviera (come noi Lazio): guardate lo stemma che non riesco a postare e vedete cosa c'è scritto e nella maggior parte dei casi viene chiamato Bayern Monaco...
Ora io non voglio essere chiamato Lazioroma.
Ma nemmeno non essere identificato.
Altro che riferimento e afflato universale.
Nessuna squadra non si lega a dove è stata fondata, nessuna dimentica il legame con il luogo o la città.
Ecco forse il Sud Tirol....
;)
Citazione di: WhiteBluesBrother il 10 Mag 2023, 23:31
Avessimo avuto un mega sceicco stile Man City o PSG invece der sor Claudio adesso ci conoscevamo anche fra le tribù cannibali nella giungla della Papua Nuova Guinea e vendevamo milioni di magliette all'anno all over the world.
È tutto qui.
Soldi veri = grandi campioni = successi e trofei = presenza fissa in CL sempre oltre i gironi. Fama, visibilità.
Zero soldi? Si fa quel che si può, quest'anno con successo. Ma chi preferisce questa dimensione pauperista deve rassegnarsi nel lungo termine alla marginalità, ineluttabile proprio. A noi ci dice culo che le merde sbagliano sempre tutto, finora.
Ma infatti io l'ho sempre detto che la fortuna di Lotito è stata che nonostante abbiano speso un botto de soldi a quelli è andata sempre male in italia in europa e il 26 maggio.
Il famoso liberalalazio di Lazio sassuolo fu a febbraio 2014, merde in piena lotta scudetto e noi a navigare a centroclassifica: lo sentivamo forte il rischio di essere annichiliti piú che marginalizzati.
E quindi si: 80% lo fanno le vittorie sportive, ma il restante 20% è anche immagine e marketing, per me.
Citazione di: Adler Nest il 11 Mag 2023, 00:19
Nelle pagine presenti si è fatto riferimento alle squadre londinesi dove nessuna di chiama London: addirittura però le squadre londinesi fanno riferimento a quartieri della città.
A Manchester entrambe le squadre di chiamano così.
In Francia il PSG fa riferimento a città e quartiere.
E prendiamo il Bayern: nome tedesco per Baviera (come noi Lazio): guardate lo stemma che non riesco a postare e vedete cosa c'è scritto e nella maggior parte dei casi viene chiamato Bayern Monaco...
Ora io non voglio essere chiamato Lazioroma.
Ma nemmeno non essere identificato.
Altro che riferimento e afflato universale.
Nessuna squadra non si lega a dove è stata fondata, nessuna dimentica il legame con il luogo o la città.
Ecco forse il Sud Tirol....
;)
E venti: NESSUNO sta dicendo di TOGLIERE il riferimento a Roma, che è irrimediabilmente intrecciato alla Lazio e alla sua storia. A partire dal nome (come invece potrebbe essere per l'Inter se non ci fosse specifica).
Ma già avere tutta quest'ansia di finire apolidi con un nome e una storia innervate con Roma dimostra che la sicurezza ostentata in realtà è piena di dubbi e paure.
Vostre però. Chi sta dicendo il contrario non sta affermando di voler cancellare Roma, sta invece dicendo che sti dubbi e paure non ce li ha. Qualsiasi cosa dicano o facciano quelli dellà.
Zizek anni fa faceva un esempio sul terrorismo islamico contemporaneo, sostenendo che i suoi appartenenti solo superficialmente odiassero l'occidente, mentre in realtà volevano esserne parte.
Se fossero stati veri fondamentalisti e avessero creduto l'occidente corrotto e irrimediabilmente peccatore, se ne sarebbero tenuti lontani in base alla loro superiorità morale e religiosa. L'aggressività mostrata malcelava il desiderio di avere quelle prerogative e libertà tipiche dell'occidente, odiato perché irraggiungibile e non perché deprecabile.
Ora, io non dico che voi desideriate essere come la roma, ma che anche in questo caso l'ansia su questa cosa indica evidentemente una questione, mentre la sicurezza del proprio essere porta totale disinteresse per quel baraccone.
Citazione di: kelly slater il 10 Mag 2023, 22:41
Fat caro, innanzitutto grazie del tuo tentativo di psicanalizzarmi ma l'analista già ce ne ho uno e direi che basta :=))
Nessuna psicoanalisi, se dico che te stai a infervorà e non capisci non me pare di essere andato su quel terreno, a meno che "Nun te incazzà" sia un aforisma freudiano.
Galdiatori, ostentazione, paura di finire apolidi, invidia, dubbi, etc...
Si sta dipingendo una posizione in modo non corretto. E quindi sembra assurda.
Hai mescolato cose diverse.
I gladiatori non è mai stato riferito a noi, ma al loro modo stereotipato di rappresentare Roma (dopodiché, se ricordi, sta buffonata l'abbiamo fatta anche noi).
Di invidia stai parlando tu per la prima volta, mai citata in rapporto a questa discussione.
Sul paura di finire apolidi invece ne hanno parlato tarallo e mi sembra anche un altro paio di utenti, quindi non c'è niente di strano nel dirlo, l'ho solo ripreso.
A me non sembra affatto assurda. Al contrario, è molto comprensibile, soprattutto nell'Italia di oggi in cui ognuno è in cerca di riferimenti o di rafforzare i propri.
Io non ho detto che per me è assurda,
non lo è nella maniera più assoluta, ma che per me è sbagliata.
Non era un insieme di riferimenti a tuoi interventi, ti avrei quotato.
Ma a concetti esoressi da doversi utenti nelle pagine precedenti.
Si sta dipingendo in maniera estremizzata una posizione, che a sua volta viene estremizzata (magari attraverso iperboli o paradossi: se dobbiamo diventare... SE) per rispondere alle esagerazioni.
Citazione di: DajeLazioMia il 10 Mag 2023, 22:17
Personalmente vorrei che si smettesse di lasciare campo libero al Merda. E non si avesse remora o timore di usare il nome della città di cui siamo la prima squadra, o di farvi riferimento.
In che modo, quando, se farlo (o non farlo), è discorso troppo complesso.
(https://i.ibb.co/sj9DKpH/Screenshot-20230510-220904-Samsung-Internet.jpg) (https://ibb.co/v14r3CY)
(le date sono significative secondo me)
(https://i.ibb.co/2PKgs2X/Screenshot-20230510-221000-Samsung-Internet.jpg) (https://ibb.co/GkPctwg)
Marchio registrato ufficilamente dalla Lazio generale.
Fonte: Laziowiki.
Tutto qui.
Su questi stemmi e marchi si sorvola troppo. Così come sulla durata e la datazione del primo.
Parlando di storicità.
Per me.
Citazione di: FatDanny il 11 Mag 2023, 06:33
E venti: NESSUNO sta dicendo di TOGLIERE il riferimento a Roma, che è irrimediabilmente intrecciato alla Lazio e alla sua storia. A partire dal nome (come invece potrebbe essere per l'Inter se non ci fosse specifica).
Ma già avere tutta quest'ansia di finire apolidi con un nome e una storia innervate con Roma dimostra che la sicurezza ostentata in realtà è piena di dubbi e paure.
Vostre però. Chi sta dicendo il contrario non sta affermando di voler cancellare Roma, sta invece dicendo che sti dubbi e paure non ce li ha. Qualsiasi cosa dicano o facciano quelli dellà.
Zizek anni fa faceva un esempio sul terrorismo islamico contemporaneo, sostenendo che i suoi appartenenti solo superficialmente odiassero l'occidente, mentre in realtà volevano esserne parte.
Se fossero stati veri fondamentalisti e avessero creduto l'occidente corrotto e irrimediabilmente peccatore, se ne sarebbero tenuti lontani in base alla loro superiorità morale e religiosa. L'aggressività mostrata malcelava il desiderio di avere quelle prerogative e libertà tipiche dell'occidente, odiato perché irraggiungibile e non perché deprecabile.
Ora, io non dico che voi desideriate essere come la roma, ma che anche in questo caso l'ansia su questa cosa indica evidentemente una questione, mentre la sicurezza del proprio essere porta totale disinteresse per quel baraccone.
Nessuna psicoanalisi, se dico che te stai a infervorà e non capisci non me pare di essere andato su quel terreno, a meno che "Nun te incazzà" sia un aforisma freudiano.
E no, non mi interessa intrecciarmi personalmente con riferimenti locali perché noi siamo più alti di ciò che è dentro il GRA.
Però,ripeto, FD tu hai troppa cultura e quindi una posizione e una postura intellettuale troppo sofisticata.
Io voglio stare lontano da quelli, da simboli pacchiani, da riferimenti a "romoloeremo".
Io penso però che un richiamo come lo erano quelli alla prima squadra, all'anno di nascita che sono tutti scomparsi fossero un motivo di orgoglio e un dito nel culo per quegl'altri.
Io penso che tra due generazioni i ragazzi che spero di tutti i colori di questa terra possano essere della Lazio e non perché tendono tutti a omologarsi a tifare di là.
Io ne faccio una questione di lungo periodo.
E gli esempi che ho citato di ciò che accade all'estero o anche in società italiane gestite da stranieri sta ad indicare.
Un po' come nel cibo, l'amatriciana si fa in un determinato modo e si difende il modo e gli ingredienti con cui viene fatta
Forse è un esempio stupido ma alle 7 di mattina con un occhio pesto e ancora senza caffè non riesco a scrivere cose troppo intelligenti
Per dire, c'è una canzone laziale che passa spesso su LSR che dice "gladiatori biancazzurri [sic] L'Aquila reale simbolo imperiale", ecco quella canzone me fa schifo. Proprio quando la sento dico ma guarda sto deficiente. Questo È rincorrerli su quel terreno.
Io non ho detto, credo, di aver paura dell'apolidia, ma che c'è un tentativo di spingerci verso essa ed occupare lo spazio cittadino da soli (in linea con il loro DNA) dal quale dobbiamo senza vergogna difenderci per proteggere la nostra storia, non perché ci piace Roma. Per me quello che fa Lotito ci difende da questo tentativo e dice bene chi, credo NandoViola, sottolinea come certe azioni sul territorio rinforzino questa linea di difesa a oltre che fare del bene (scuole ecc). Qui si dovrebbe fare di più, anche se lo sforzo sembra già buono.
Spero aiuti a capire meglio le posizioni.
Per me, è l'idea di togliere i riferimenti dalla città che è indice di sudditanza nei loro confronti.
A Monaco, per dire, visto che prima è stata citata, la squadra col nome della città c'è e non mi pare che l'altra abbia dovuto rinunciare a qualcosa.
Siamo di Roma, nati a Roma e questo è un fatto. Poi siamo anche altro ed è questo che va rimarcato senza rinunciare a nulla. Il fatto che il nome della città dia loro un vantaggio è vero, ma per nostra incapacità, non perchè è così e deve essere così.
Peraltro, sottolineo ancora, che la storia della Lazio che è stata raccontata qui è sconosciuta alla maggior parte della tifoseria.
@Quintino
Ci torno su.
È un marchio utilizzato per 17 anni, nei primi 30 anni di storia.
17 anni.
Se ne parla pochissimo.
Il Comune ci consigliò etc...Ma quando? Lo abbiamo utilizzato 17 anni. Non 1 mese o 1 anno.
Nel 1927 ci consigliò?
Troppe poche informazioni. Per me.
Citazione di: Tarallo il 11 Mag 2023, 07:31
Per dire, c'è una canzone laziale che passa spesso su LSR che dice "gladiatori biancazzurri [sic] L'Aquila reale simbolo imperiale", ecco quella canzone me fa schifo. Proprio quando la sento dico ma guarda sto deficiente. Questo È rincorrerli su quel terreno.
Io non ho detto, credo, di aver paura dell'apolidia, ma che c'è un tentativo di spingerci verso essa ed occupare lo spazio cittadino da soli (in linea con il loro DNA) dal quale dobbiamo senza vergogna difenderci per proteggere la nostra storia, non perché ci piace Roma. Per me quello che fa Lotito ci difende da questo tentativo e dice bene chi, credo NandoViola, sottolinea come certe azioni sul territorio rinforzino questa linea di difesa a oltre che fare del bene (scuole ecc). Qui si dovrebbe fare di più, anche se lo sforzo sembra già buono.
Spero aiuti a capire meglio le posizioni.
Beh se dobbiamo difenderci dall'apolidia significa che è qualcosa che ti preoccupa. Mai visto nessuno difendersi da qualcosa che non lo preoccupa.
Al netto di questo, nel leggere te, Gio, Adler pare che noi si nasconda che siamo una squadra di Roma o non si sappia. A me non pare.
Io poi non ho detto che a loro il nome dà un vantaggio. Per me quello non è un vantaggio in assoluto. Dà un vantaggio su un'operazione specifica, la rappresentazione cittadina, di cui la Lazio si disinteressò.
NON il rivendicare un'origine che nessuno vuole assolutamente cancellare (come nel simbolo citato da DLM), ma "essere Roma". Solo su questa operazione siamo nettamente svantaggiati. Ma per nostra scelta, non per loro!
Sempre per chiarire le posizioni, io e altri stiamo argomentando sulla questione "rappresentare il tutto", essere Roma e ci si risponde sulle origini da rimarcare.
Ma ad oggi le origini sono assolutamente rimarcate, in modo più o meno convincente, dunque il "problema", per chi lo reputa tale, è sull' "essere Roma".
Però perchè noi non siamo Roma. Per il nome? Quando non ci siamo fusi non abbiamo rinunciato a essere Roma per me. Abbiamo rifiutato "la" Roma. Non c'è Roma senza la Lazio e non c'è Lazio senza Roma (per me)
Poi, siamo molto di più e questo ha fatto Laziali molti tifosi. Su questo dovremmo martellare e lo facciamo poco.
Loro, se gli levi Roma, hanno poco altro (di cui vergognarsi, peraltro).
Per quanto mi riguarda ho sempre pensato che noi, cosi come i cuginetti, non rappresentiamo nessuno se non noi stessi. E in quanto "noi stessi" ai cugini gli diamo una pista!
La Lazio e la roma sono situazioni completamente diverse da Lazio e Roma.
Da come la racconta Quintino però sono loro ad aver rifiutato di essere Lazio. La leggenda racconta di una geniale intuizione del generale, ma forse la questione fusione e creazione della squadra coi superpoteri non e' andata proprio come la raccontano, a noi e a loro. Motivi per preferire la soluzione Lazio a quell'onbrobrio che e' uscito fuori c'erano già all'epoca.
Poi vaanche analizzato e compreso quello che succede dopo la nascita della roma. Anche lo scudetto del 1943, quello regalato dal duce secondo noi, non e' esattamente così. Purtroppo lo vincono perché il risultato del derby e' decisivo. Vuol dire che se lo vincevano quel derby quello scudetto lo vincevano noi. L'avversario che affrontiamo in quegli anni c'entra poco con quelli di oggi.
Citazione di: Gio il 11 Mag 2023, 08:05
Però perchè noi non siamo Roma. Per il nome? Quando non ci siamo fusi non abbiamo rinunciato a essere Roma per me. Abbiamo rifiutato "la" Roma. Non c'è Roma senza la Lazio e non c'è Lazio senza Roma (per me)
Poi, siamo molto di più e questo ha fatto Laziali molti tifosi. Su questo dovremmo martellare e lo facciamo poco.
Loro, se gli levi Roma, hanno poco altro (di cui vergognarsi, peraltro).
Ma certo che abbiamo rinunciato ad "essere Roma"!
Non abbiamo rinunciato alle nostre origini. Non abbiamo rinunciato al legame con la nostra città, ma certo che abbiamo rinunciato ad ESSERE Roma, visto che la proposta era esattamente quella: costituiamo una rappresentativa cittadina.
Noi dicemmo no. Scegliemmo di restare Lazio, di preservare quella storia e quella peculiarità.
Non vedere quel passaggio con gli occhi di oggi, avendo quelli a riferimento, va visto con gli occhi e con cio che si deliberava allora e l'ipotesi in cui avessimo accettato.
Essi come li conosciamo oggi non esistevano e non possono essere fattore nell'equazione.
Se la questione è rimarcare le origini, per quanto io sono d'accordo con jsv, ma si faccia pure, non ho alcun problema né ci vedo qualcosa di strano.
Se invece è "essere Roma" abbiamo sbagliato operazione e scelta su, me pare abbastanza evidente.
Citazione di: geddie il 11 Mag 2023, 09:12
Da come la racconta Quintino però sono loro ad aver rifiutato di essere Lazio. La leggenda racconta di una geniale intuizione del generale, ma forse la questione fusione e creazione della squadra coi superpoteri non e' andata proprio come la raccontano, a noi e a loro. Motivi per preferire la soluzione Lazio a quell'onbrobrio che e' uscito fuori c'erano già all'epoca.
Da come la racconta quintino c'erano ottime ragioni per rifiutare e probabilmente sono proprio quelle ad aver determinato la scelta. Ma questo non significa che siano stati loro a rifiutare di diventare Lazio su.
Come detto più volte sono due operazioni DIVERSE.
Se si vuole essere Roma si preferirà la loro, se si vuole seguire quanto raccontato da quintino si vorrà restare Lazio e preservare quella specifica identità.
Citazione di: FatDanny il 11 Mag 2023, 09:21
Ma certo che abbiamo rinunciato ad "essere Roma"!
Non abbiamo rinunciato alle nostre origini. Non abbiamo rinunciato al legame con la nostra città, ma certo che abbiamo rinunciato ad ESSERE Roma, visto che la proposta era esattamente quella: costituiamo una rappresentativa cittadina.
Noi dicemmo no. Scegliemmo di restare Lazio, di preservare quella storia e quella peculiarità.
Non vedere quel passaggio con gli occhi di oggi, avendo quelli a riferimento, va visto con gli occhi e con cio che si deliberava allora e l'ipotesi in cui avessimo accettato.
Se la questione è rimarcare le origini, per quanto io sono d'accordo con jsv, ma si faccia pure, non ho alcun problema né ci vedo qualcosa di strano.
Se invece è "essere Roma" abbiamo sbagliato operazione e scelta su, me pare abbastanza evidente.
Per me la questione non è affatto essere Roma, ma essere più orgogliosamente "di Roma" (con tutto quello che ne consegue) e, soprattutto, non confondendo mai il nome Roma con asroma.
Io continuo a pensare che ci sia una certa contraddizione nella posizione di chi vuole che l'identificazione Lazio/città di Roma sia molto più forte.
Nel senso che, come hanno scritto Fat e JSV, la Lazio non nasconde, e non l'ha mai fatto, di essere una squadra di Roma. Quando lo speaker dello stadio chiama la formazione della Lazio dice che siamo la prima squadra della capitale, giochiamo a Roma, abbiamo avuto per anni la scritta sul colletto, la presentazione di maglie e giocatori la facciamo a piazza del popolo, festeggiamo le coppe a Piazza di Spagna. Aggiungerei anche la presenza di Olimpia che è uno dei simboli della città. I tifosi avversari quando vengono in trasferta vengono a Roma. Ogni anno si festeggia a piazza della Libertà.
Insomma tutta queste critiche di assenza non mi sembra che siano giustificate. La presenza nelle scuole, suggerita da Nandoviola è una questione che c'entra molto marginalmente, a parte che anche in quel caso la Lazio è abbastanza presente, ma c'entra poco con la questione dell'identificazione con la città.
Pero' rimontando il topic, molti esempi vertono sui non appassionati di calcio, i non tifosi, all'estero soprattutto, che quando gli si dice che siamo della Lazio non si fa subito il riferimento a Roma. A me, come ho scritto, non è mai successo ma prendiamolo per buono. In questo caso, secondo me, il territorio semantico su cui sei obbligato ad andare è quello pacchiano dei gladiatori, dell'aquila imperiale. Ed è un territorio che, per definizione, è già preso abbondantemente dalle merde.
Ed è li che, secondo me, la contraddizione è forte, perché magari nessuno ha indicato i gladiatori ma quello è lo storytelling che fa si che, quando vai a Reykjavik e vuoi essere assolutamente certo che l'islandese che incroci per caso, che non segue la serie A, non si sorprenda che sei di Roma e non tifi la squadra che porta il nome della città. Ho dei dubbi che la scrittina "roma" sul simbolo della Lazio possa cambiare realmente qualcosa a questa problematica.
Perché il burkinese/australiano/boliviano/ ti possa immediatamente identificare come Romano perché tifi Lazio (o viceversa) bisogna che prima hai giostrato su tutte le leve più basilari che fanno di Roma una delle città più conosciute al mondo. O giochi col papa, e lo escluderei, o giochi col gladiatore inteso come paradigma. Al boliviano/australiano/islandese che non sa cosa sia un pallone se je parli de Bigiarelli, o gli racconti tutte le belle cose che ha scritto Quintino, secondo me c'hai 2 minuti di attenzione al massimo, poi cambia discorso. Non perché non siano interessanti, ma perché sono interessanti per noi. Tutta questa finezza non la puoi avere se il problema è lo straniero che non sa che la Lazio gioca a Roma.
Citazione di: italicbold il 11 Mag 2023, 09:39
Io continuo a pensare che ci sia una certa contraddizione nella posizione di chi vuole che l'identificazione Lazio/città di Roma sia molto più forte.
Nel senso che, come hanno scritto Fat e JSV, la Lazio non nasconde, e non l'ha mai fatto, di essere una squadra di Roma. Quando lo speaker dello stadio chiama la formazione della Lazio dice che siamo la prima squadra della capitale, giochiamo a Roma, abbiamo avuto per anni la scritta sul colletto, la presentazione di maglie e giocatori la facciamo a piazza del popolo, festeggiamo le coppe a Piazza di Spagna. Aggiungerei anche la presenza di Olimpia che è uno dei simboli della città. I tifosi avversari quando vengono in trasferta vengono a Roma. Ogni anno si festeggia a piazza della Libertà.
Insomma tutta queste critiche di assenza non mi sembra che siano giustificate. La presenza nelle scuole, suggerita da Nandoviola è una questione che c'entra molto marginalmente, a parte che anche in quel caso la Lazio è abbastanza presente, ma c'entra poco con la questione dell'identificazione con la città.
Pero' rimontando il topic, molti esempi vertono sui non appassionati di calcio, i non tifosi, all'estero soprattutto, che quando gli si dice che siamo della Lazio non si fa subito il riferimento a Roma. A me, come ho scritto, non è mai successo ma prendiamolo per buono. In questo caso, secondo me, il territorio semantico su cui sei obbligato ad andare è quello pacchiano dei gladiatori, dell'aquila imperiale. Ed è un territorio che, per definizione, è già preso abbondantemente dalle merde.
Ed è li che, secondo me, la contraddizione è forte, perché magari nessuno ha indicato i gladiatori ma quello è lo storytelling che fa si che, quando vai a Reykjavik e vuoi essere assolutamente certo che l'islandese che incroci per caso, che non segue la serie A, non si sorprenda che sei di Roma e non tifi la squadra che porta il nome della città. Ho dei dubbi che la scrittina "roma" sul simbolo della Lazio possa cambiare realmente qualcosa a questa problematica.
Perché il burkinese/australiano/boliviano/ ti possa immediatamente identificare come Romano perché tifi Lazio (o viceversa) bisogna che prima hai giostrato su tutte le leve più basilari che fanno di Roma una delle città più conosciute al mondo. O giochi col papa, e lo escluderei, o giochi col gladiatore inteso come paradigma. Al boliviano/australiano/islandese che non sa cosa sia un pallone se je parli de Bigiarelli, o gli racconti tutte le belle cose che ha scritto Quintino, secondo me c'hai 2 minuti di attenzione al massimo, poi cambia discorso. Non perché non siamo interessanti, ma perché sono interessanti per noi. Tutta questa finezza non la puoi avere se il problema è lo straniero che non sa che la Lazio gioca a Roma.
No io non penso proprio al nome Lazio all'estero come qualcuno faceva notare paradossalmente in EUROPA siamo conosciuti con Lazio Rom.
Io pensavo più semplicemente che ... un rafforzamento dell'identità locale (di Roma) possa essere volano per le nuove generazioni di tifosi che abitano in città...
Però magari sono strano io...
Cmq, al netto di tutto, dove sta il problema a citare il nome della città in cui siamo nati e in cui raccogliamo la stragrande maggioranza del nostro bacino di tifosi? ..
Citazione di: JSV23 il 10 Mag 2023, 22:20
Io sono calabrese ma vivo a Roma.
Tifo la SS Lazio che sullo stemma ha scritto SS Lazio e non SS Lazio Roma.
Ma davvero c'è bisogno si sente il bisogno di queste cose?
Chi ha fondato la Lazio sognava l'universo, noi vogliamo ancorarci al Cupolone...
Puoi sempre rifare Reggina.
Citazione di: italicbold il 11 Mag 2023, 09:39
Io continuo a pensare che ci sia una certa contraddizione nella posizione di chi vuole che l'identificazione Lazio/città di Roma sia molto più forte.
Nel senso che, come hanno scritto Fat e JSV, la Lazio non nasconde, e non l'ha mai fatto, di essere una squadra di Roma. Quando lo speaker dello stadio chiama la formazione della Lazio dice che siamo la prima squadra della capitale, giochiamo a Roma, abbiamo avuto per anni la scritta sul colletto, la presentazione di maglie e giocatori la facciamo a piazza del popolo, festeggiamo le coppe a Piazza di Spagna. Aggiungerei anche la presenza di Olimpia che è uno dei simboli della città. I tifosi avversari quando vengono in trasferta vengono a Roma. Ogni anno si festeggia a piazza della Libertà.
Insomma tutta queste critiche di assenza non mi sembra che siano giustificate. La presenza nelle scuole, suggerita da Nandoviola è una questione che c'entra molto marginalmente, a parte che anche in quel caso la Lazio è abbastanza presente, ma c'entra poco con la questione dell'identificazione con la città.
Pero' rimontando il topic, molti esempi vertono sui non appassionati di calcio, i non tifosi, all'estero soprattutto, che quando gli si dice che siamo della Lazio non si fa subito il riferimento a Roma. A me, come ho scritto, non è mai successo ma prendiamolo per buono. In questo caso, secondo me, il territorio semantico su cui sei obbligato ad andare è quello pacchiano dei gladiatori, dell'aquila imperiale. Ed è un territorio che, per definizione, è già preso abbondantemente dalle merde.
Ed è li che, secondo me, la contraddizione è forte, perché magari nessuno ha indicato i gladiatori ma quello è lo storytelling che fa si che, quando vai a Reykjavik e vuoi essere assolutamente certo che l'islandese che incroci per caso, che non segue la serie A, non si sorprenda che sei di Roma e non tifi la squadra che porta il nome della città. Ho dei dubbi che la scrittina "roma" sul simbolo della Lazio possa cambiare realmente qualcosa a questa problematica.
Perché il burkinese/australiano/boliviano/ ti possa immediatamente identificare come Romano perché tifi Lazio (o viceversa) bisogna che prima hai giostrato su tutte le leve più basilari che fanno di Roma una delle città più conosciute al mondo. O giochi col papa, e lo escluderei, o giochi col gladiatore inteso come paradigma. Al boliviano/australiano/islandese che non sa cosa sia un pallone se je parli de Bigiarelli, o gli racconti tutte le belle cose che ha scritto Quintino, secondo me c'hai 2 minuti di attenzione al massimo, poi cambia discorso. Non perché non siano interessanti, ma perché sono interessanti per noi. Tutta questa finezza non la puoi avere se il problema è lo straniero che non sa che la Lazio gioca a Roma.
IB, io penso a tuo/mio nipote e al tuo/mio nipote del nipote.
Citazione di: Tarallo il 11 Mag 2023, 07:31
Per dire, c'è una canzone laziale che passa spesso su LSR che dice "gladiatori biancazzurri [sic] L'Aquila reale simbolo imperiale", ecco quella canzone me fa schifo.
Pure a me me fa schifo.
Invece mi piace molto quella che fa:
"Città de Roma te vojo bene
er Tevere me score nelle vene".
E già sento Fat-Freud che me dice: "o'vedi che ha dovuto specificà che parlava della città?".
E in effetti io avrei evitato, ma la canzone resta bella uguale, perchè non nasconde il fatto che siamo un po di meno ma siamo sangue del sangue di questa città.
ma è vero che in società vogliono festeggiare il 10nnale 26 maggio?
senza sapere se lemmerde vanno in finale il 31?
vi risulta?
Citazione di: FatDanny il 11 Mag 2023, 06:33
E venti: NESSUNO sta dicendo di TOGLIERE il riferimento a Roma, che è irrimediabilmente intrecciato alla Lazio e alla sua storia. A partire dal nome (come invece potrebbe essere per l'Inter se non ci fosse specifica).
Ma già avere tutta quest'ansia di finire apolidi con un nome e una storia innervate con Roma dimostra che la sicurezza ostentata in realtà è piena di dubbi e paure.
Vostre però. Chi sta dicendo il contrario non sta affermando di voler cancellare Roma, sta invece dicendo che sti dubbi e paure non ce li ha. Qualsiasi cosa dicano o facciano quelli dellà.
Zizek anni fa faceva un esempio sul terrorismo islamico contemporaneo, sostenendo che i suoi appartenenti solo superficialmente odiassero l'occidente, mentre in realtà volevano esserne parte.
Se fossero stati veri fondamentalisti e avessero creduto l'occidente corrotto e irrimediabilmente peccatore, se ne sarebbero tenuti lontani in base alla loro superiorità morale e religiosa. L'aggressività mostrata malcelava il desiderio di avere quelle prerogative e libertà tipiche dell'occidente, odiato perché irraggiungibile e non perché deprecabile.
Ora, io non dico che voi desideriate essere come la roma, ma che anche in questo caso l'ansia su questa cosa indica evidentemente una questione, mentre la sicurezza del proprio essere porta totale disinteresse per quel baraccone.
Nessuna psicoanalisi, se dico che te stai a infervorà e non capisci non me pare di essere andato su quel terreno, a meno che "Nun te incazzà" sia un aforisma freudiano.
Guarda che sei tu che ti infervori e non capisci Fat.
Tra l'altro ti ho messo il ghignetto apposta per farti capire che era una battuta.
Si puó essere seri ma anche leggeri, nnamo, che pesantezza.
Nessuno vuole esse RIOMAAAAA.
Nessuno.
Ma neanche che Roma só solo loro, perchè non è così.
Qualcuno ha scritto che noi guardiamo all'universo, al contrario loro. Certo che è così ma "bisogna avere una casa per andare in giro per il mondo" (cit.)
Citazione di: LazialePresente il 11 Mag 2023, 10:06
Puoi sempre rifare Reggina.
Scusami questo è molto sgradevole.
Evita
Citazione di: LazialePresente il 11 Mag 2023, 10:06
Puoi sempre rifare Reggina.
Te stai già bene a tifare aesse roma, non cambiare.
Io sono all`estero e chiunque segua il calcio sa che la Lazio è una squadra della città di Roma; al resto probabilmente fregherebbe poco pure se aggiungessimo Rome allo stemma.
Citazione di: Siculatium il 11 Mag 2023, 09:51
Cmq, al netto di tutto, dove sta il problema a citare il nome della città in cui siamo nati e in cui raccogliamo la stragrande maggioranza del nostro bacino di tifosi? ..
Comunque nessuno ha fatto un problema. La Lazio cita già abbondantemente il nome della città. Lo fa in tanti modi, lo facciamo in tanti modi.
Pero' poi, volenti o nolenti, dobbiamo fare i conti con i fatto che ce sta già un'altra squadra, la più odiata, che lo porta. Oltre ai colori.
Citazione di: Adler Nest il 11 Mag 2023, 10:10
IB, io penso a tuo/mio nipote e al tuo/mio nipote del nipote.
Questi sillogismi mi lasciano sempre perplesso. Manco sappiamo come sarà il calcio fra un paio di generazioni. Qualcuno ha già indicato che la fruizione del calcio sarà probabilmente molto diversa, ma anche fosse, non sarà il nome di Roma a spingere un bambino che, probabilmente, neanche vivrà a Roma, a diventare della Lazio, intendo tuo nipote o il mio. I percorsi per cui un bambino sceglie di tifare per una squadra sono talmente tanti che starne a definire i contorni mi sembra complesso. La Lazio giocherà sempre a Roma, se il bambino vive a Roma avrà la scelta. Se sceglierà per il nome della città, potete fare quello che volete ma, per definizione, dal 1927 partiamo in svantaggio. Anche aggiungendo la scritta roma sulle maglie, sul colletto, tatuato sulla fronte ci sarà sempre una squadra in città che porta il nome della città. E i colori. Ce potete fa quello che ve pare, per una volta non sarà
corpa de Lodido. :lol: ;))
QUando si porta l'esempio dei tifosi dell'Inter che scrivono Milano sulla curva, come esempio, io mi chiedo se ci si è posti la domanda, ma anche solo se ci si è fatti la proiezione della curva nord che, al derby, scrivesse ROMA come coreografia ? Manco uno del CUCS sognerebbe una cosa del genere.
Pensa se, ai tifosi dell'Inter, mentre srotolavano la scritta gli si rompeva la lettera O finale. Sai le risate.
Poi, a margine, questa storia dei laziali che se non si fa subito xxxxxxxxx (metti azione a caso), si estinguono, sono 53 anni che la sento. Da quando sono nato. Negli anni ottanta andavo allo stadio a vedere la Sambenedettese mentre le merde giocavano la finale di Champion's. Non se semo estinti.
A me sembra una paura abbastanza artificiale.
Ma poi Fat, avevi fatto un discorso bellissimo di critica al Noi felici pochi, e ora di fatto lo stai rinnegando.
Hai detto giustamente che il tifo della Lazio è nello quando ê popolare, peró poi parli di "popolarità altra".
Ma qual'è sta popolarità altra?
La popolarità è sempre legata ANCHE al territorio.
Citazione di: kelly slater il 11 Mag 2023, 10:15
Invece mi piace molto quella che fa:
"Città de Roma te vojo bene
er Tevere me score nelle vene".
E già sento Fat-Freud che me dice: "o'vedi che ha dovuto specificà che parlava della città?".
E in effetti io avrei evitato, ma la canzone resta bella uguale, perchè non nasconde il fatto che siamo un po di meno ma siamo sangue del sangue di questa città.
Restando sul tono della leggerezza, questo già avviene. Nessuno ci impedisce di scrivere canzoni e cantare frasi come quella. Quello non è il problema. Va benissimo.
E si accompagna con l'azione più che meritoria che viene fatta quotidianamente da Quintino e chi collabora con Laziowiki e altri organismi simili.
Su quello non credo che ci sia discussione.
Citazione di: kelly slater il 11 Mag 2023, 10:29
Ma poi Fat, avevi fatto un discorso bellissimo di critica al Noi felici pochi, e ora di fatto lo stai rinnegando.
Hai detto giustamente che il tifo della Lazio è nello quando ê popolare, peró poi parli di "popolarità altra".
Ma qual'è sta popolarità altra?
La popolarità è sempre legata ANCHE al territorio.
La popolarità non è SEMPRE legata al territorio. Lo è ANCHE.
Il territorio PUO' essere ragione di popolarità, non necessariamente.
Ti ho fatto pure gli esempi giorni fa, ma o te li sei persi o hai fatto finta di niente.
Quello che sto dicendo col "felici pochi" non c'entra una mazza.
Io sono pop ma sulla territorialità ci piscio sopra (non della Lazio, qui intendo il concetto).
Citazione di: kelly slater il 11 Mag 2023, 10:15
Pure a me me fa schifo.
Invece mi piace molto quella che fa:
"Città de Roma te vojo bene
er Tevere me score nelle vene".
E già sento Fat-Freud che me dice: "o'vedi che ha dovuto specificà che parlava della città?".
E in effetti io avrei evitato, ma la canzone resta bella uguale, perchè non nasconde il fatto che siamo un po di meno ma siamo sangue del sangue di questa città.
ogni volta che passa ambedue le canzoni di cui parlate io cambio.
In particolare quel "città de Roma"... me fa proprio vomità, na roba da complessati fracichi.
E che smentisce in toto quel che dicevi ieri, ossia che se capisce perfettamente quando ce l'hai con la squadra e quando con la città. Talmente bene che hai dovuto mette una roba oscena tanto metricamente che letteralmente. Non puoi dire "Roma ti voglio bene" devi dire "città de Roma" :lol:
Io me vergogno e me dissocio da cose di questo tipo.
Mentre trovo del tutto lineare e non forzoso il "
fermate monno sotto al cupolone, rifatte l'occhi stamo a giocà a pallone". Prova che c'è modo e modo di fare le cose e soprattutto che il problema non è NEGARE il rapporto con la città.
Citazione di: geddie il 11 Mag 2023, 09:12
Da come la racconta Quintino però sono loro ad aver rifiutato di essere Lazio. La leggenda racconta di una geniale intuizione del generale, ma forse la questione fusione e creazione della squadra coi superpoteri non e' andata proprio come la raccontano, a noi e a loro. Motivi per preferire la soluzione Lazio a quell'onbrobrio che e' uscito fuori c'erano già all'epoca.
https://www.laziowiki.org/wiki/Il_tentativo_di_fusione_tra_Lazio-Fortitudo-Alba-Roman_del_1927
Citazione di: Adler Nest il 11 Mag 2023, 10:10
IB, io penso a tuo/mio nipote e al tuo/mio nipote del nipote.
La Lazio sarà attrattiva se sarà forte. Il primo elemento sarà questo.
In subordine, parecchio dietro, sarà attrattiva se avrà una spiccata identità. Che non necessariamente fa rima con territorio, se vediamo altri esempi in Italia e Europa.
Ma che la romanità ostentata preservi la lazialità a me pare un'affermazione molto debole.
Come non avessimo altro per connotare la nostra identità.
è una roba che mi aspetto da un romanista, sinceramente. Perché loro davvero non hanno le cose di cui parlava quintino, quindi se gli togli nome, colori e riferimenti stereotipati non gli resta più nulla.
Di certo non possono fare l'elogio di quanto avvenne nel 27...
Citazione di: kelly slater il 11 Mag 2023, 10:15
Pure a me me fa schifo.
Invece mi piace molto quella che fa:
"Città de Roma te vojo bene
er Tevere me score nelle vene".
".
.
"e per colpa di un LA, c'hanno rovinato la città"
:)
Citazione di: adiutrix il 11 Mag 2023, 10:38
https://www.laziowiki.org/wiki/Il_tentativo_di_fusione_tra_Lazio-Fortitudo-Alba-Roman_del_1927
questi sono articoli di quei giorni, in pratica documenti ufficiali. La Lazio dalla non fusione con la Fortitudo ci rimise pure dal fatto tecnico dato che non fece nemmeno la campagna di rafforzamento per quella stagione. Nella Fortitudo c'era gente come Ferraris IV.
A me che loro si chiamino Roma non me frega niente, anzi me sarebbe scocciato di più se si fossero chiamati Fortitudo Roma. Per come la vedo io del calcio.
Citazione di: FatDanny il 11 Mag 2023, 10:36
La popolarità non è SEMPRE legata al territorio. Lo è ANCHE.
Il territorio PUO' essere ragione di popolarità, non necessariamente.
Ti ho fatto pure gli esempi giorni fa, ma o te li sei persi o hai fatto finta di niente.
Quello che sto dicendo col "felici pochi" non c'entra una mazza.
Io sono pop ma sulla territorialità ci piscio sopra (non della Lazio, qui intendo il concetto).
ogni volta che passa ambedue le canzoni di cui parlate io cambio.
In particolare quel "città de Roma"... me fa proprio vomità, na roba da complessati fracichi.
E che smentisce in toto quel che dicevi ieri, ossia che se capisce perfettamente quando ce l'hai con la squadra e quando con la città. Talmente bene che hai dovuto mette una roba oscena tanto metricamente che letteralmente. Non puoi dire "Roma ti voglio bene" devi dire "città de Roma" :lol:
Io me vergogno e me dissocio da cose di questo tipo.
Mentre trovo del tutto lineare e non forzoso il "fermate monno sotto al cupolone, rifatte l'occhi stamo a giocà a pallone". Prova che c'è modo e modo di fare le cose e soprattutto che il problema non è NEGARE il rapporto con la città.
Visto che siamo in territorio psicoanalitico, ti dico che un problema c'è e va affrontato.
Tu invece lo vorresti rimuovere, scoattando, dicendo: "va tutto bene, noi siamo altro" che inevitabilmente va a parare nel noi felici pochi.
Il problema esiste Fat, perchè se io in quattro classi dei miei due figli indue quartieri diversi ho uno scenario che su 20 ragazzini di media 1/2 sono Laziali, 1 di una strisciata e tutti gli altri della as merda, un problema c'è.
E, o lo affronti o lo rimuovi come fai te dicendo che chi se lo pone è un complessato e te invece sei tanto fico.
E poi vorrei sapere gli esempi di questa "popolarità altra" di cui favoleggi.
E si, me li so persi in questo topic kilometrico in cui solo i post tuoi só na cifra, abbi pazienza.
Citazione di: kelly slater il 11 Mag 2023, 10:15
Pure a me me fa schifo.
Invece mi piace molto quella che fa:
"Città de Roma te vojo bene
er Tevere me score nelle vene".
E già sento Fat-Freud che me dice: "o'vedi che ha dovuto specificà che parlava della città?".
E in effetti io avrei evitato, ma la canzone resta bella uguale, perchè non nasconde il fatto che siamo un po di meno ma siamo sangue del sangue di questa città.
io li trovo i due versi più goffi della canzone italiana, al pari dell'altra citata.
Citazione di: kelly slater il 11 Mag 2023, 10:53
Visto che siamo in territorio psicoanalitico, ti dico che un problema c'è e va affrontato.
Tu invece lo vorresti rimuovere, scoattando, dicendo: "va tutto bene, noi siamo altro" che inevitabilmente va a parare nel noi felici pochi.
Il problema esiste Fat, perchè se io in quattro classi dei miei due figli indue quartieri diversi ho uno scenario che su 20 ragazzini di media 1/2 sono Laziali, 1 di una strisciata e tutti gli altri della as merda, un problema c'è.
E, o lo affronti o lo rimuovi come fai te dicendo che chi se lo pone è un complessato e te invece sei tanto fico.
E poi vorrei sapere gli esempi di questa "popolarità altra" di cui favoleggi.
E si, me li so persi in questo topic kilometrico in cui solo i post tuoi só na cifra, abbi pazienza.
Io non rimuovo proprio niente, dico al contrario che loro so' Roma.
Bravi, siete Roma, mo che ce fate?
Dove vedi la rimozione?
Io non dico di essere fico, dico che me ne fotto.
Ma non è un valore, è una semplice conseguenza.
Mi fosse interessato --> tiferei roma
Non mi interessa --> Tifo Lazio
Non so come dire, non sto dicendo "guardate come so ganzo", sto riportando semplicemente una logica.
Citazione di: kelly slater il 11 Mag 2023, 10:21
Nessuno vuole esse RIOMAAAAA.
Nessuno.
Ma neanche che Roma só solo loro, perchè non è così.
Qualcuno ha scritto che noi guardiamo all'universo, al contrario loro. Certo che è così ma "bisogna avere una casa per andare in giro per il mondo" (cit.)
non è vero che nessuno vole esse roma.
Loro lo vonno esse, tanto che se so' dati nome, colori, simbolo, acronimi.
Fanno di tutto per esserlo, mo perché devi arrivare tu e dije de no?
Anche perché, su un piano semantico, è semplicemente impossibile.
Gli osservatori esterni vedranno questi elementi e penseranno che loro sono la squadra di Roma.
è un passaggio abbastanza logico, già descritto da IB.
Quello che non capisco è perché te ce incazzi. Ti ci avevano pure invitato, se proprio ci si teneva tanto.
Poi certo, capisco quel che dici sulla volontà di esclusione, ma sinceramente sarebbe come se uno che fa Romano di nome me venisse a dì che siccome esiste lui e si è tatuato il colosseo, io sono meno appartenente a questa città.
Sinceramente me metterei a ride sonoramente, non è che me metterei magliette co scritto "Daniele, figlio di Roma" o inizierei a cantare "roma capoccia" per rimarcare quel che è evidente.
Basterebbe come parlo, come penso, il mio rapporto con Roma a parlare di quel che non ha bisogno di essere provato.
Proprio perché "il tevere ce scorre nelle vene" non ho bisogno di specificare proprio niente.
SE la questione è nostra e non dell'osservatore estero. SE invece la questione è l'osservatore estero la cosa è persa in partenza per tutte le ragioni espresse perfettamente da IB.
MENATEVE
Secondo voi ci sono gli estremi per definirlo il topic più involontariamente delirante della storia di LazioNet?
Citazione di: kelly slater il 11 Mag 2023, 10:53
Il problema esiste Fat, perchè se io in quattro classi dei miei due figli indue quartieri diversi ho uno scenario che su 20 ragazzini di media 1/2 sono Laziali, 1 di una strisciata e tutti gli altri della as merda, un problema c'è.
E, o lo affronti o lo rimuovi come fai te dicendo che chi se lo pone è un complessato ...
Sono d'accordo.
Santa bernarda Fat, quando dico che nessuno vuole esse RIOMAAAA parlo di noi , me Tarallo, DLM, che stiamo semplicemente chiedendo di non nascondere la nostra appartenenza
Citazione di: laziolello il 11 Mag 2023, 09:01
Per quanto mi riguarda ho sempre pensato che noi, cosi come i cuginetti, non rappresentiamo nessuno se non noi stessi. E in quanto "noi stessi" ai cugini gli diamo una pista!
La Lazio e la roma sono situazioni completamente diverse da Lazio e Roma.
E' quello che ho cercato di far capire, ma ormai mi sono arreso.
Se sei un [...], rimani un [...] a prescindere da roma, Lazio, napoli...
E siccome per tutti i motivi già detti nel topic e che abbiamo sempre saputo, possiamo dire che le merde (tranne rari casi) rappresentano la cojonaggine per definizione, ci si è ingarellati in una diatriba che lascia il tempo che trova...
Fat ti racconto quello che mi dicono i miei bambini, ovvero che la domanda ricorrente da parte dei compagnucci romanisti è: "perchè non ve siete chiamati Roma se abitate a Roma?".
Io ovviamente gli ho tenuto delle lezioni sulla storia della Lazio e della roma e gli ho fatto capire che quell'operazione è stata un abuso e una forzatura, perchè Roma è una cosa talmente grande che poteva e doveva contenere tante realtà sportive, come ad esempio Londra.
E che l'appropriarsi dei colori e dello stemma cittadino è stato null'altro che un abuso.
Io trovo contraddittorio (IB) dire che da un lato dobbiamo non essere Roma e rifarci ad altri valori e, poi, constatare che gli altri valori sono validi solo per noi Laziali pochi (che è, amaramente, vero).
Ed infatti, ormai, rispondendo al dubbio di Adler Nest, il 90% per cento dei nuovi Laziali è tale per tradizione familiare. E così sarà in futuro, se non arriveranno periodi simili a quello di Cragnotti.
Alla città (all'identificazione con la città), per me, stiamo rinunciando per debolezza, travestita da convinzione (per me un suicidio), gli altri valori non li conosce nessuno. Nessuno, ovunque nel mondo, diventerà Laziale per Bigiarelli ed il Tevere.
Possiamo dirci che siamo migliori, ma, come si dice a Roma, per me, è consolarsi con l'aglietto.
Io non ho mai scritto che non dobbiamo essere Roma.
Ma che stai a di ?
Citazione di: kelly slater il 11 Mag 2023, 11:09
Fat ti racconto quello che mi dicono i miei bambini, ovvero che la domanda ricorrente da parte dei compagnucci romanisti è: "perchè non ve siete chiamati Roma se abitate a Roma?".
Io ovviamente gli ho tenuto delle lezioni sulla storia della Lazio e della roma e gli ho fatto capire che quell'operazione è stata un abuso e una forzatura, perchè Roma è una cosa talmente grande che poteva e doveva contenere tante realtà sportive, come ad esempio Londra.
E che l'appropriarsi dei colori e dello stemma cittadino è stato null'altro che un abuso.
eh, quello che te vojo dire io invece è che la lezione di storia della Lazio interessa a chi vuole avere un interesse di questo tipo. Agli altri stucca il cazzo, lo voi capì?
Per gli altri che vonno esse roma, identificare città e squadra, che cercano proprio sta cosa qua, tiferanno la squadra che se chiama roma e staccheranno il cervello al tuo racconto dopo 30 secondi circa. Te lo dico perché ce l'avevo pure io sta malattia, fortunatamente durata relativamente poco.
E capisco che te senti frodato, soprattutto quando vedi negli occhi dell'interlocutore - tolto qualche appassionato vero - passare un gigantesco "sticazzi" quando tu non sei arrivato manco al 1915.
Pensi che la loro forzatura fraudolenta sia riuscita:
ecco vedi, il peso della propaganda ha colpito un altro ignaro cittadino.Ma non è una frode, è esattamente un'operazione diversa e più facile da interpretare, che tu non vuoi accettare. La stessa facilità, tornando in topic, che porta più gente non tifosa ai festeggiamenti loro.
Ma ad un certo punto dovresti accettare la realtà fattuale che l'operazione "identificazione" è più intellegibile per la massa, perché è stata decisa all'epoca proprio a tale scopo. Ce potevamo sta eh, nessuno ci aveva escluso santa miseria.
Chi vuole essere roma (inteso nei termini di identificazione semplice, carta carbone tra città e squadra) tiferà roma.
Chi invece ha un piglio diverso approfondirà e magari si appassionerà alla storia della Lazio e tiferà Lazio.
Pensare che attraverso le lezioni, anche fossero semplificate a fini divulgativi, tu "sveli" la truffa o attraverso i riferimenti riequilibri il peso cittadino per me è un'illusione tutta laziale che parte dal presupposto errato della frode e non tiene in considerazione che se tratta de gusti e in cui il gusto loro è più "facile". è na convinzione nostra che in parte ci tramandiamo di padre in figlio e che io sarei per accannare, perché è come provare a far si che il gusto "zuppa inglese" diventi più richiesto di "cioccolato", spiegando le origini raffinate del primo. Eddajeunpo'
Non si accetta il fatto per cui l'operazione del '27, al netto del fascismo, aveva un senso, che riscontriamo in tantissimi altri posti che il fascismo non hanno avuto e che hanno una squadra che se chiama come la città e si pone come rappresentativa.
è Londra ad essere eccezione, non la poi fà diventà regola perché così tu stai più sereno.
Londra è l'eccezione perché capitale del mondo occidentale quando nasce il football, non puoi prendere quella peculiarità e pretendere che sia norma.
Nella norma, fascismo o meno, molte città sviluppano col tempo una rappresentativa cittadina.
Da cui è abbastanza normale - ossia coerente con la norma - che chi si avvicina ad uno sport cerchi la propria rappresentativa.
Saranno la maggioranza? è probabile. Come è probabile che noi invece aggregheremo il ragazzino che cerca quella particolarità in più o il figlio di laziali. Poi se la Lazio inizia a vince quel ragazzino non sarà uno ma magari saranno cinque. O dieci. A scuola da me ce stavano un paio che tifavano Samp, per quello scudetto del 90.
Resta il fatto che è OVVIO, la massa andrà su squadra che se chiamano "roma", come "napoli" e come "liverpool". Perché semanticamente viene molto più semplice. Facce pace.
Ma chi non vuole accettare sta roba sei tu, non io.
Citazione di: kelly slater il 11 Mag 2023, 10:53
Il problema esiste Fat, perchè se io in quattro classi dei miei due figli indue quartieri diversi ho uno scenario che su 20 ragazzini di media 1/2 sono Laziali, 1 di una strisciata e tutti gli altri della as merda, un problema c'è.
mia madre ha fatto l'insegnante per 43 anni.
ha sempre avuto molti più bambini della roma che non della Lazio, sempre.
tranne che durante l'era Cragnotti (sempre sia lodato).
eppure si sono sempre chiamati roma.
il problema è che non abbiamo appeal e quando si smotta sul residuale allora tifano roma perché so' de più
Citazione di: WhiteNoise il 11 Mag 2023, 10:58
Secondo voi ci sono gli estremi per definirlo il topic più involontariamente delirante della storia di LazioNet?
A me invece l'argomento appassiona..anche e soprattutto per le prese di posizioni diverse..
Fat leggevo proprio ieri l'incredibile storia di Everton e Liverpool.
Il Liverpool fu fondato dal proprietario del campo dove giocava l'Everton e all'inizio lo volevà chiamà Everton qualcosa pure lui!!!
E siccome gliel hanno impedito ha ripiegato su Liverpool f.c. ( sempre sia lodato ).
Ma nel mondo tutti conoscono il Liverpool e non l'Everton perchè se chiama Liverpool o perchè è la squadra piú titolata di Inghilterra e e la seconda in Europa?
Questo per dire che su un punto fermo siamo d'accordo: TOCCA VINCERE.
Nel frattempo, ogni santissima volta che abbiamo ricordato che siamo la prima squadra di Roma e abbiamo associato il nome Lazio alla città, loro hanno sbroccato male.
Questa cosa GLI FA MALE.
Citazione di: italicbold il 11 Mag 2023, 10:27
Comunque nessuno ha fatto un problema. La Lazio cita già abbondantemente il nome della città. Lo fa in tanti modi, lo facciamo in tanti modi.
Qualche esempio concreto nel quale citiamo Roma (questa parola), la nostra città, associandolo alla Lazio?
Per vedere quanti esempi ci sono.
"Core de Roma, core de sta città ma 'ndo eravate cent'anni fa"
In questa discussione un po' kafkiana ci tengo a dire qualcosa che ho acquisito in tanti anni di (serie) ricerche:
La Lazio non ha mai voluto sottolineare il suo essere un'entità romana. Lo si dava per scontato. Possediamo la carta da lettere, con relativi stemmi, di tutta la storia della Lazio. Dal 1901 a oggi. L'unica e sola volta in cui compare il nome Roma è nello stemma citato da DLM che, però, fu adottato a partire dal 1914 e durò fino al 1915. Gli anni della guerra non vedono stemmi ma solo la scritta S.P. Lazio. Nel 1919 lo stemma è costituito da un articolato ghirigoro che forma SPL. Ma soprattutto la rivista ufficiale, nata nel 1913, non mostra alcuno stemma e si chiama LAZIO e questo titolo essenziale lo terrà fino al termine delle pubblicazioni del 1942. Roma non compare mai. Ripeto, era scontato che la Lazio fosse un'espressione sportivoculturale dell'Urbe.
La questione della fusione del 1927 che ha dato origine al mostro (a proposito, la storiografia ignora che ci fu un altrettanto virulento tentativo di inglobarci già nel 1926, respinto in punta di fioretto giuridico cambiando la denominazione sociale da SPL a SS Lazio) è di una linearità sconcertante. Tutti erano d'accordo con il duce, ce mancherebbe altro, di creare una sola e potente squadra cittadina per contrastare lo strapotere calcistico del nord, ma si instaurò una sottile vicenda di rivalità politica-diplomatica tra Milizia (Foschi) ed Esercito (Vaccaro) che consigliò a Benito di soprassedere. L'essere Ente Morale fu soltanto una pezza d'appoggio ufficiale per dare dignità giuridica al rifiuto della Lazio. In realtà, a parte l'ambizione del violento miliziano Foschi di apparire l'artefice della fusione contrastata astutamente da Vaccaro facendo leva sulla sua effettiva superiorità gerarchica rispetto a quella del picchiatore, noi ne restammo fuori soprattutto perché nella Lazio ancora erano vivi dei forti retaggi liberalsavoiardi insiti nella sua genesi e anche in molti suoi dirigenti (tra cui lo stesso piemontesissimo Vaccaro). Inoltre l'oggettivo depauperamento sociale costituito dal campo della Rondinella che sarebbe diventato di proprietà della deforme ed empia creatura, determinò una fortissima opposizione in seno al Consiglio biancoceleste.
In definitiva, smettiamola di rincorrere quelli sulla "romanità". Noi siamo romani di nostro. Sarebbe come dover sempre specificare che il Colosseo è a Roma. E' un dato di fatto. Dovremmo andare fieri di questa nostra specificità che ci fa chiamare Lazio (ecco cosa intendevo, Fat, per "elitario". Non isolamento aristocratico connotato da ottusa albagia). Certo, nulla vieta alla società di effettuare iniziative che rimarchino la nostra essenza capitolina, ma senza l'opprimente necessità di dimostrarla giorno per giorno. L'immedesimazione Lazio-Città di Roma sarebbe ben più potente con i successi sportivi e con iniziative di largo respiro di livello internazionale. La Polisportiva l'ha pienamente capito ma le mancano i fondi, il Calcio ha i fondi ma è ottuso, ignorante e miope.
Per chi aveva chiesto il Pantone dei colori della Lazio: N. 297 :)
La foto che ho postato è presa da Laziowiki però.
Anzi le foto. Compreso il marchio della Lazio generale del 2019.
E' una pagina del 2007 che dobbiamo aggiornare, DLM. Nessuno nega che quegli stemmi ci siano stati, ma ebbero breve durata. Il primo non andò bene al Comune perché interferiva con la Ginnastica Roma. I vertici comunali erano tutti soci della Ginnastica. Inoltre, in quei tempi, dire Ginnastica Roma significava dire Federazione Ginnastica Italiana che aveva i membri tutti tesserati per la società del Muro Torto. Ed era Federazione politicamente potentissima.
Citazione di: DajeLazioMia il 11 Mag 2023, 11:32
Qualche esempio concreto nel quale citiamo Roma (questa parola), la nostra città, associandolo alla Lazio?
Per vedere quanti esempi ci sono.
Io qualche esempio, i primi che mi sono venuti in mente li ho fatti. Giochiamo a Roma, festeggiamo a Roma, presentiamo i giocatori a Piazza del Popolo, e quant'altro. A me sembra che ormai la confusione si sia installata in questa discussione. Non si capisce cosa si debba fare. Cambiare nome alla Lazio ? Diventare ufficialmente la Lazio Roma ? Anzi la
Lazio Roma. A me sembra un suicidio, ma le proposte, nel caso dovreste farle voi che vi sentite in qualche modo in difficoltà con questa situazione. Proposte concrete pero'. Proposte che farebbero associare la parola Lazio a Roma da parte di chi non ha nessuna conoscenza del calcio. La presenza nelle scuole, dove la Lazio già va, non cambierebbe di una virgola la situazione. Sta storia dei ragazzini che sono tutti della roma va avanti da sempre. Poi, vai a contare le presenze allo stadio o anche davanti alla TV e tutta questa differenza non si trasforma in numeri realmente utili.
A me sembra lampante che c'è un territorio semantico, cha va dal gladiatore pacchiano fino al tevere di cui parla KS, che è già occupato, largamente occupato, ma non per volontà ma proprio per definizione. Tutto il marketing del mondo non riuscirebbe a invertire la cosa. Perché si chiamano Roma e hanno i colori della città.
Inseguirli su quel territorio è un suicidio inutile. Il che non vuol dire non usare il nome di Roma, ma di usarlo per valorizzare quello che noi già siamo.
Mmmmm.....
Anche Centro Studi Nove Gennaio Millenovecento attesta la stessa datazione.
Qui un PDF interessante:
https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.novegennaiomillenovecento.it/wp-content/uploads/2016/01/i-loghi-della-SSL-small.pdf&ved=2ahUKEwjpn-uugO3-AhUz7rsIHYokB_YQFnoECB4QAQ&usg=AOvVaw38XXPJ1odPPUG4hIA8BPIF
(https://i.ibb.co/LSFpG30/Screenshot-20230511-120152-Drive.jpg) (https://ibb.co/ZdjTZ0f)
Citazione di: italicbold il 11 Mag 2023, 12:01
Io qualche esempio, i primi che mi sono venuti in mente li ho fatti. Giochiamo a Roma, festeggiamo a Roma, presentiamo i giocatori a Piazza del Popolo, e quant'altro. A me sembra che ormai la confusione si sia installata in questa discussione. Non si capisce cosa si debba fare. Cambiare nome alla Lazio ? Diventare ufficialmente la Lazio Roma ? Anzi la Lazio Roma. A me sembra un suicidio, ma le proposte, nel caso dovreste farle voi che vi sentite in qualche modo in difficoltà con questa situazione. Proposte concrete pero'. Proposte che farebbero associare la parola Lazio a Roma da parte di chi non ha nessuna conoscenza del calcio. La presenza nelle scuole, dove la Lazio già va, non cambierebbe di una virgola la situazione. Sta storia dei ragazzini che sono tutti della roma va avanti da sempre. Poi, vai a contare le presenze allo stadio o anche davanti alla TV e tutta questa differenza non si trasforma in numeri realmente utili.
A me sembra lampante che c'è un territorio semantico, cha va dal gladiatore pacchiano fino al tevere di cui parla KS, che è già occupato, largamente occupato, ma non per volontà ma proprio per definizione. Tutto il marketing del mondo non riuscirebbe a invertire la cosa. Perché si chiamano Roma e hanno i colori della città. Inseguirli su quel territorio è un suicidio inutile. Il che non vuol dire non usare il nome di Roma, ma di usarlo per valorizzare quello che noi già siamo.
Ti ho fatto un'altra domanda però che partiva da una tua frase precisa. Quando citiamo Roma, letteralmente? Non evochiamo Roma o "abitiamo" Roma. Sono due cose diverse.
Senza andare oltre verso conclusioni forzate, troppo complesso da discutere.
La prima squadra di Roma invece che la prima squadra della capitale.
Citazione di: Quintino il 11 Mag 2023, 11:39
Per chi aveva chiesto il Pantone dei colori della Lazio: N. 297 :)
Aprire il topic Maglie 2023-2024!
Se non è il 297, non le vogliamo!
Citazione di: DajeLazioMia il 11 Mag 2023, 12:03
Ti ho fatto un'altra domanda però che partiva da una tua frase precisa. Quando citiamo Roma, letteralmente? Non evochiamo Roma o "abitiamo" Roma. Sono due cose diverse.
Senza andare oltre verso conclusioni forzate, troppo complesso da discutere.
pero' scusa, a quel punto il tuo problema è che ti manca la parola Roma, proprio la parola Roma.
E qui allora t'hanno fregato i padri fondatori. Non io.
E chi ha fatto la fusione nel 1927. Se so presi il nome. Lo mettono sulle maglie e sullo stemma.
Pure i colori se so presi.
Tu vuoi essere Roma. proprio chiamarti Roma.
E non lo puoi essere. Letteralmente. Perché c'è qualcuno che già lo è.
Il tuo nemico peggiore.
Citazione di: Adler Nest il 11 Mag 2023, 12:06
La prima squadra di Roma invece che la prima squadra della capitale.
Sei sicuro che questo scatenerebbe una voglia matta in milioni di adolescenti di ogni parte del mondo a diventare della Lazio ? Io un dubbio me lo lascio.
Comunque abbiamo identificato il problema, a voi ve manca la parola Roma. Non la città, non l'essenza della storia. Ve manca la parola Roma.
Sarete sempre secondi. Dietro di loro.
Fatece i conti con questa cosa.
Tra l'altro mi rendo conto ora che lo stemma del 1914 è il primo in cui compare l'aquila ad ali spiegate.
Pensa quanto è stato importante.
@IB
Quindi il fatto che esista l'ASRoma mi impedisce di usare la parola Roma, il nome della città nella quale siamo nati e siamo stati fondati? Ma ci rendiamo conto?
Non voglio chiamarmi Roma. Aridaje.
A me proprio questa volontà di buttarla in caciara mi fa pensare molto.
Citazione di: WhiteNoise il 11 Mag 2023, 12:10
Aprire il topic Maglie 2023-2024!
Se non è il 297, non le vogliamo!
Se..la volevi fa facile...
Quale 297? :D
(https://i.ibb.co/QCxZD7d/pantone-297-u-vs-pantone-297-c.png) (https://ibb.co/cCsPYKL)
Citazione di: Quintino il 11 Mag 2023, 11:39
In questa discussione un po' kafkiana ci tengo a dire qualcosa che ho acquisito in tanti anni di (serie) ricerche:
La Lazio non ha mai voluto sottolineare il suo essere un'entità romana. Lo si dava per scontato. Possediamo la carta da lettere, con relativi stemmi, di tutta la storia della Lazio. Dal 1901 a oggi. L'unica e sola volta in cui compare il nome Roma è nello stemma citato da DLM che, però, fu adottato a partire dal 1914 e durò fino al 1915. Gli anni della guerra non vedono stemmi ma solo la scritta S.P. Lazio. Nel 1919 lo stemma è costituito da un articolato ghirigoro che forma SPL. Ma soprattutto la rivista ufficiale, nata nel 1913, non mostra alcuno stemma e si chiama LAZIO e questo titolo essenziale lo terrà fino al termine delle pubblicazioni del 1942. Roma non compare mai. Ripeto, era scontato che la Lazio fosse un'espressione sportivoculturale dell'Urbe.
La questione della fusione del 1927 che ha dato origine al mostro (a proposito, la storiografia ignora che ci fu un altrettanto virulento tentativo di inglobarci già nel 1926, respinto in punta di fioretto giuridico cambiando la denominazione sociale da SPL a SS Lazio) è di una linearità sconcertante. Tutti erano d'accordo con il duce, ce mancherebbe altro, di creare una sola e potente squadra cittadina per contrastare lo strapotere calcistico del nord, ma si instaurò una sottile vicenda di rivalità politica-diplomatica tra Milizia (Foschi) ed Esercito (Vaccaro) che consigliò a Benito di soprassedere. L'essere Ente Morale fu soltanto una pezza d'appoggio ufficiale per dare dignità giuridica al rifiuto della Lazio. In realtà, a parte l'ambizione del violento miliziano Foschi di apparire l'artefice della fusione contrastata astutamente da Vaccaro facendo leva sulla sua effettiva superiorità gerarchica rispetto a quella del picchiatore, noi ne restammo fuori soprattutto perché nella Lazio ancora erano vivi dei forti retaggi liberalsavoiardi insiti nella sua genesi e anche in molti suoi dirigenti (tra cui lo stesso piemontesissimo Vaccaro). Inoltre l'oggettivo depauperamento sociale costituito dal campo della Rondinella che sarebbe diventato di proprietà della deforme ed empia creatura, determinò una fortissima opposizione in seno al Consiglio biancoceleste.
In definitiva, smettiamola di rincorrere quelli sulla "romanità". Noi siamo romani di nostro. Sarebbe come dover sempre specificare che il Colosseo è a Roma. E' un dato di fatto. Dovremmo andare fieri di questa nostra specificità che ci fa chiamare Lazio (ecco cosa intendevo, Fat, per "elitario". Non isolamento aristocratico connotato da ottusa albagia). Certo, nulla vieta alla società di effettuare iniziative che rimarchino la nostra essenza capitolina, ma senza l'opprimente necessità di dimostrarla giorno per giorno. L'immedesimazione Lazio-Città di Roma sarebbe ben più potente con i successi sportivi e con iniziative di largo respiro di livello internazionale. La Polisportiva l'ha pienamente capito ma le mancano i fondi, il Calcio ha i fondi ma è ottuso, ignorante e miope.
Per chi aveva chiesto il Pantone dei colori della Lazio: N. 297 :)
Cmq grazie Quintì, scrivi anche in maniera un po fin de siecle ma divertente "la creatura empia e deforme" :ssl
fanculo Ce' :) :) :)
Citazione di: DajeLazioMia il 11 Mag 2023, 12:16
A me proprio questa volontà di buttarla in caciara mi fa pensare molto.
L'unico che la sta buttando in caciara, eventualmente sei tu. Perché sei molto confuso nei tuoi propositi.
Ti dimeni dialetticamente senza nessun costrutto e senza nessuna reale direzione.
Hai chiaramente detto che il problema è che non usiamo la parola Roma.
Dove la vuoi usare ? Sul colletto ? Che cazzo cambia scrivere Roma sul colletto a un ragazzino de Oslo ? Al nipote de Adler Nest che cosa je cambia ? Che cazzo je cambia ? La vuoi scrivere sullo stemma ? Saresti comunque il secondo a farlo.
Perché ce sta una squadra che se chiama ROMA.
Ce sta una squadra che se chiama ROMA.
Ce sta una squadra che se chiama ROMA.
Ariscrivilo che la butto in caciara. Sempre una squadra che chiama ROMA ce sta.
Ce devi fa i conti. Non è colpa mia.
Quintino, grazie anche da parte mia per questi tuoi bei post :since
Citazione di: italicbold il 11 Mag 2023, 12:32
L'unico che la sta buttando in caciara, eventualmente sei tu. Perché sei molto confuso nei tuoi propositi.
Ti dimeni dialetticamente senza nessun costrutto e senza nessuna reale direzione.
Hai chiaramente detto che il problema è che non usiamo la parola Roma.
Dove la vuoi usare ? Sul colletto ? Che cazzo cambia scrivere Roma sul colletto a un ragazzino de Oslo ? Al nipote de Adler Nest che cosa je cambia ? Che cazzo je cambia ? La vuoi scrivere sullo stemma ? Saresti comunque il secondo a farlo.
Perché ce sta una squadra che se chiama ROMA.
Ce sta una squadra che se chiama ROMA.
Ce sta una squadra che se chiama ROMA.
Ariscrivilo che la butto in caciara. Sempre una squadra che chiama ROMA ce sta.
Ce devi fa i conti. Non è colpa mia.
La stai buttando in caciara. Eccome. Con toni come a volte ti capita eccessivi e vagamente aggressivi. Non è la prima vokta che lo fai.
Hai scritto una cosa, ti ho citato quella parte precisa e fatto una domanda precisa, hai risposto altro, mi hai attribuito conclusioni non mie (non mi voglio chiamare Roma. Assurdità). E ti incaxxi pure.
Va bene.
@Quintino
Sullo stemma magari attendo maggiori chiarimenti. Qui qualcosa non quadra.
Hai un messaggio privato, DLM. Però, apprezzo il tuo desiderio di essere preciso, mi devi credere quando scrivo qualcosa. Non perché sono infallibile ma perché LW scrive solo quando ha verificato le cose più volte. Tra un po' ti mando un altro MP e ti dimostro come i dati che hai mostrato siano erronei.
a me non sembra cosìcomplicata comunque: tutti noi vorremmo rendere la nostra, diciamo, più forte.
e all'80% (forse più) lo fai attraverso i risultati, punto (vedi epoca cragnottiana).
in molti qui dentro si arrovellano sul restante 20% (forse 10%): cosa fare?
a mio avviso, le leve che puoi utilizzare, sono fondamentalmente due:
il bacino d'utenza: da qui, l'idea di sostenere ed allargare la presenza su progetti cittadini, quali Lazio nelle Scuole (e sarebbe ora, nei Quartieri), affiancandolo ad una presenza finalmente proficua e di qualità sui Social.
entrare più in simbiosi con l'altro strumento che, tu e solo tu, hai a disposizione: la Polisportiva.
sostenere e sviluppare le sue attività, fino a renderle un tutt'uno con il discorso calcistico, trainandosi a vicenda.
tutte cose, queste qui sopra, che prevedono un grande impegno organizzativo e di raccordo tra parti, ma con esborsi limitati. e non si vede il motivo per cui non riusciamo a metterle a terra.
con una Lazio (tutta, non solo il Calcio) presente in modo continuativo nelle Scuole, nei Quartieri e, più in generale, negli Eventi che si fanno in città, a quegli altri rimarrebbero sempre di più solo le loro chiacchere: aria spostata.
per quello che conta, in questa discussione che fino a qualche post fa trovavo interessante (prima che si alzassero i toni), mi ritrovo sulle posizioni di Kelly Slater, di Adler Nest e di DLM.
Edit
E dopo aver letto l'ultimo post: anche di NandoViola
Comunque, a me sembrano molto rilevanti alcune cose dette nel seguente post, che sottolineo
Citazione di: Quintino il 11 Mag 2023, 11:39
In questa discussione un po' kafkiana ci tengo a dire qualcosa che ho acquisito in tanti anni di (serie) ricerche:
La Lazio non ha mai voluto sottolineare il suo essere un'entità romana. Lo si dava per scontato. Possediamo la carta da lettere, con relativi stemmi, di tutta la storia della Lazio. Dal 1901 a oggi. L'unica e sola volta in cui compare il nome Roma è nello stemma citato da DLM che, però, fu adottato a partire dal 1914 e durò fino al 1915. Gli anni della guerra non vedono stemmi ma solo la scritta S.P. Lazio. Nel 1919 lo stemma è costituito da un articolato ghirigoro che forma SPL. Ma soprattutto la rivista ufficiale, nata nel 1913, non mostra alcuno stemma e si chiama LAZIO e questo titolo essenziale lo terrà fino al termine delle pubblicazioni del 1942. Roma non compare mai. Ripeto, era scontato che la Lazio fosse un'espressione sportivoculturale dell'Urbe.
La questione della fusione del 1927 che ha dato origine al mostro (a proposito, la storiografia ignora che ci fu un altrettanto virulento tentativo di inglobarci già nel 1926, respinto in punta di fioretto giuridico cambiando la denominazione sociale da SPL a SS Lazio) è di una linearità sconcertante. Tutti erano d'accordo con il duce, ce mancherebbe altro, di creare una sola e potente squadra cittadina per contrastare lo strapotere calcistico del nord, ma si instaurò una sottile vicenda di rivalità politica-diplomatica tra Milizia (Foschi) ed Esercito (Vaccaro) che consigliò a Benito di soprassedere. L'essere Ente Morale fu soltanto una pezza d'appoggio ufficiale per dare dignità giuridica al rifiuto della Lazio. In realtà, a parte l'ambizione del violento miliziano Foschi di apparire l'artefice della fusione contrastata astutamente da Vaccaro facendo leva sulla sua effettiva superiorità gerarchica rispetto a quella del picchiatore, noi ne restammo fuori soprattutto perché nella Lazio ancora erano vivi dei forti retaggi liberalsavoiardi insiti nella sua genesi e anche in molti suoi dirigenti (tra cui lo stesso piemontesissimo Vaccaro). Inoltre l'oggettivo depauperamento sociale costituito dal campo della Rondinella che sarebbe diventato di proprietà della deforme ed empia creatura, determinò una fortissima opposizione in seno al Consiglio biancoceleste.
In definitiva, smettiamola di rincorrere quelli sulla "romanità". Noi siamo romani di nostro. Sarebbe come dover sempre specificare che il Colosseo è a Roma. E' un dato di fatto. Dovremmo andare fieri di questa nostra specificità che ci fa chiamare Lazio (ecco cosa intendevo, Fat, per "elitario". Non isolamento aristocratico connotato da ottusa albagia). Certo, nulla vieta alla società di effettuare iniziative che rimarchino la nostra essenza capitolina, ma senza l'opprimente necessità di dimostrarla giorno per giorno. L'immedesimazione Lazio-Città di Roma sarebbe ben più potente con i successi sportivi e con iniziative di largo respiro di livello internazionale. La Polisportiva l'ha pienamente capito ma le mancano i fondi, il Calcio ha i fondi ma è ottuso, ignorante e miope.
Per chi aveva chiesto il Pantone dei colori della Lazio: N. 297 :)
questa cosa di valorizzare il "ROMA", l'appartenenza cittadina, viene molto dopo ed è evidentemente un fenomeno reattivo nei confronti di quelli dellà.
Tuttavia presenta il rischio di inseguimento, per quanto involontario. Ossia fai una gara su un terreno che è perdente per ciò che ha spiegato IB e in più ti porta ad abbandonare il tuo.
Mi si dice: perché inseguire? non vogliamo inseguire.
Se la caratteristica rimarcata è "ROMA" li insegui che tu voglia o no.
Non perché la Lazio non sia romana, ma perché la caratteristica su cui vai a focalizzarti è quella in cui la controparte è più forte. Probabilmente l'unica. Quindi è un po' da fessi, tutto qui.
Rimarchi quel che, come dice Quintino, dovrebbe essere scontato e così facendo dici che l'esplicitarlo è una cosa importante.
Ma cosa c'è, allora, di più esplicito del nome stesso, dei colori stessi, del simbolo stesso?
Citazione di: FatDanny il 11 Mag 2023, 13:05
Comunque, a me sembrano molto rilevanti alcune cose dette nel seguente post, che sottolineo
questa cosa di valorizzare il "ROMA", l'appartenenza cittadina, viene molto dopo ed è evidentemente un fenomeno reattivo nei confronti di quelli dellà.
Tuttavia presenta il rischio di inseguimento, per quanto involontario. Ossia fai una gara su un terreno che è perdente per ciò che ha spiegato IB e in più ti porta ad abbandonare il tuo.
Mi si dice: perché inseguire? non vogliamo inseguire.
Se la caratteristica rimarcata è "ROMA" li insegui che tu voglia o no.
Non perché la Lazio non sia romana, ma perché la caratteristica su cui vai a focalizzarti è quella in cui la controparte è più forte. Probabilmente l'unica. Quindi è un po' da fessi, tutto qui.
Rimarchi quel che, come dice Quintino, dovrebbe essere scontato e così facendo dici che l'esplicitarlo è una cosa importante.
Ma cosa c'è, allora, di più esplicito del nome stesso, dei colori stessi, del simbolo stesso?
Lo si dava per scontato più di 100 anni fa.
Logico.
Proprio perché espressione di una realtà locale.
Siamo in un altro mondo adesso.
E abbiamo e avremo e avranno a che fare con utenti mondiali ignoranti e non colti come te.
Gente che fa fatica ad inquadrare dov'è Firenze o Roma o Milano o l'Italia in Europa.
Gente che arriverà in Italia perché c'è il Colosseo senza magari non sapere nemmeno dov'è.
Io non voglio legare la Lazio al nome di Roma, non voglio che il loro modo di essere, di fare, di comportarsi faccia in modo da scrivere una storia diversa da quella che è.
A me non dispiacerebbe il Colosseo nel logo per richiamare l'associazione con la città di Roma. Nessun riferimento alla parola "Roma", ma magari uno straniero comprerebbe una maglia da calcio con tonalità di colori (celeste/bianco/blu) utilizzabili anche sopra un paio di jeans, invece che una maglia del colore dell'AMA con scritte arancioni, se sopra ci fosse un'aquila e il Colosseo...
Se vuole proprio la scritta "ROMA" di maglie tarocche ce ne sono a migliaia in giro... 8)
Loro si sono appropriati di un simbolo della città (senza pagare royalties, se non ricordo male), noi utilizziamo quello più famoso...
Citazione di: Adler Nest il 11 Mag 2023, 13:14
Lo si dava per scontato più di 100 anni fa.
Logico.
Proprio perché espressione di una realtà locale.
Siamo in un altro mondo adesso.
E abbiamo e avremo e avranno a che fare con utenti mondiali ignoranti e non colti come te.
Gente che fa fatica ad inquadrare dov'è Firenze o Roma o Milano o l'Italia in Europa.
Gente che arriverà in Italia perché c'è il Colosseo senza magari non sapere nemmeno dov'è.
Io non voglio legare la Lazio al nome di Roma, non voglio che il loro modo di essere, di fare, di comportarsi faccia in modo da scrivere una storia diversa da quella che è.
Pero' anche lo slargamento fino al paradossi degli esempi non aiuta.
Uno che non dove sia il Colosseo non dovrebbe esser considerato nessun target a parte per una ONG che si occupa di scuola, altro che identificazione con la Lazio. Uno che non riesce a inquadrare dove sta Firenze o Roma e arriva a Firenze o Roma suo dire che s'è sbagliato di porta d'imbarco.
Dai su restiamo un minimo entro dei limiti del ragionevole.
Non siamo la De Agostini. Non facciamo turismo. E manco la Montessori se non sai dove sta il colosseo.
io continuo a pensare, anzi nel caso di DLM ne sono convinto che c'è una forma di
invidia del pene nei confronti di quegli altri. Nel dovete tenere.
Perché i fondatori hanno fatto altre scelte. Secondo me molto più interessanti e fertili anche nel terzo millennio. E poi so arrivati loro che hanno occupato quel mercato. Il nome, il simbolo e i colori.
Potete continuare a trovare gli esempi più strampalati, l'unica soluzione è che loro spariscano.
Citazione di: NandoViola il 11 Mag 2023, 12:50
a me non sembra cosìcomplicata comunque: tutti noi vorremmo rendere la nostra, diciamo, più forte.
e all'80% (forse più) lo fai attraverso i risultati, punto (vedi epoca cragnottiana).
in molti qui dentro si arrovellano sul restante 20% (forse 10%): cosa fare?
a mio avviso, le leve che puoi utilizzare, sono fondamentalmente due:
il bacino d'utenza: da qui, l'idea di sostenere ed allargare la presenza su progetti cittadini, quali Lazio nelle Scuole (e sarebbe ora, nei Quartieri), affiancandolo ad una presenza finalmente proficua e di qualità sui Social.
entrare più in simbiosi con l'altro strumento che, tu e solo tu, hai a disposizione: la Polisportiva.
sostenere e sviluppare le sue attività, fino a renderle un tutt'uno con il discorso calcistico, trainandosi a vicenda.
tutte cose, queste qui sopra, che prevedono un grande impegno organizzativo e di raccordo tra parti, ma con esborsi limitati. e non si vede il motivo per cui non riusciamo a metterle a terra.
con una Lazio (tutta, non solo il Calcio) presente in modo continuativo nelle Scuole, nei Quartieri e, più in generale, negli Eventi che si fanno in città, a quegli altri rimarrebbero sempre di più solo le loro chiacchere: aria spostata.
guarda a lume di naso, perche non sono addentro le situazioni, credo che a Roma chi fa nuoto o pallanuoto, scherma, paracadutismo, ginnastica e di sicuro dimentico qualche altra sezione, lo puo' fare a buon livello solo nelle sezioni della nostra Polisportiva, quindi il nome Lazio è ben radicato nel tessuto sociale non solo per il calcio che di sicuro va per la maggiore, pero' non è detto che frequentare la ginnastica Lazio o il nuoto Lazio perche sono buone scuole poi porti i ragazzini a tifare Lazio e quindi hai ragione, bisognerebbe che i movimenti si supportino a vicenda, regalare alle varie sezioni un tot di biglietti per lo stadio da distribuire tra i loro ragazzini, impegnare un paio di giocatori che a rotazione e quando liberi dalle fatiche calcistiche, vadano ad assistere ad una partita di giovani pallanuotisti o giovani ginnasti o schermitori...quale ragazzino non si emozionerebbe, anche tifoso di un altra squadra, a trovarsi di fronte Immobile o Milinkovic che gli fa i complimenti a fine partita ? e magari quell'emozione poi diventa tifo per la Lazio ? purtroppo pero' mi sa che parliamo di un mondo utopistico, dove davvero i valori del sociale sarebbero al primo posto e mi sa abbiamo sbagliato epoca 8)
Citazione di: Adler Nest il 11 Mag 2023, 13:14
Lo si dava per scontato più di 100 anni fa.
Logico.
Proprio perché espressione di una realtà locale.
Siamo in un altro mondo adesso.
E abbiamo e avremo e avranno a che fare con utenti mondiali ignoranti e non colti come te.
Gente che fa fatica ad inquadrare dov'è Firenze o Roma o Milano o l'Italia in Europa.
Gente che arriverà in Italia perché c'è il Colosseo senza magari non sapere nemmeno dov'è.
Io non voglio legare la Lazio al nome di Roma, non voglio che il loro modo di essere, di fare, di comportarsi faccia in modo da scrivere una storia diversa da quella che è.
1) Quintino non ha fatto riferimento solo a 100 anni fa
2) continui a porla sul livello culturale ma secondo me sbagli.
Gli utenti mondiali non sono ignoranti perché gli manca cultura, ma perché non je ne fotte un cazzo.
Se vorranno la maglia di calcio della capitale prenderanno quella della roma, è assolutamente normale e tutto il marketing del mondo, per citare IB, non cambierà questa cosa.
Perché è immediata, mentre tu stai cercando quale mezzo ti consente di compensare (come si fa non ammettere che questo è un rincorrerli?)
Ti faccio questo esempio.
Se andassi a Buenos Aires, io (dunque stessa persona che tu dici essere "acculturata") prenderei la maglia del Boca Juniors, perché ci ha giocato Maradona.
Se uno del River Plate venisse a spiegarmi la storia, dirmi tutti i motivi, le ragioni, la bellezza del River io continuerei a fottermene cazzi perché
non mi interessa. Non è un problema di non saperlo, ma che proprio non me ne po' fregà de meno.
Ma davvero noi proiettiamo il nostro interesse per la Lazio a tal punto da credere che qualche trovata di marketing possa compensare, davanti all' "utente mondiale medio", il nome ROMA?
Dai su, non posso credere che qualcuno lo pensi davvero.
Se il tema è questo Adler arrenditi, perché vorresti fare una battaglia persa in partenza.
Se la questione era parlare al suddetto utente e avere tanta gente ai nostri festeggiamenti anche se non sa manco che è il fuorigioco te dovevi chiamà Roma. Dovevi fare la copia carbone, di facile conoscibilità e riconoscibilità. Che non ha bisogno di essere amanti del calcio perché quel nome, anche ad uno totalmente a digiuno, fa venire in mente gladiatori, colosseo, cesare --> posso festeggià pure io, che le basi ce le ho tutte, daye roma daye.
Kelly dice: quindi stai a dì "felici pochi"?
Ennò, sto dicendo che puoi essere Pop lo stesso, ma cambiando nettamente target e valorizzando la tua peculiarità. Per questo ho fatto l'esempio dello youtuber inglese che viene a fare i video ai derby.
Quelli tu puoi attirare: appassionati di calcio, di storie particolari, quelli che davanti al testo di Quintino non pensano "madò che palle" ma "ficoooo".
é un target specifico, NON è la massa generica.
Faccio questa domanda: il St.Pauli è pop? Si, è la squadra record per vendita di merchandising tolte le big. Penso che in germania dopo Bayern e Borussia ci sono loro per attenzione e vendita a livello internazionale. E parliamo di una squadra di serie B!!!
Ovviamente perché lì il tuo target è diventato il tifo di sinistra.
Vogliamo un esempio non politico? Il West Ham, che in rapporto alle altre squadre di londra e al loro blasone ha un seguito esterno spropositato.
Questa è la combinazione (magari evitando che diventi la stessa cosa ma a destra :lol: )
Ossia un target popolare che guarda alla Lazio NON perché sta a Roma, ma per la sua storia, le sue particolarità, i suoi tratti peculiari.
C'è questo spazio? Secondo me si.
E no, non è un'elite culturale, come non lo è quella che segue il St.Pauli o quella che segue il West Ham.
Questo dobbiamo fare noi, non mettere il nome "ROMA" o il Colosseo sulle magliette.
Quella è proprio l'operazione loro invece, volerla fare significa che nel calcio di oggi avvertiamo funzionare la loro, non la nostra, e quindi inseguiamo. E così facendo, pur non volendo, copriamo con una scritta "ROMA" quello che poteva invece essere effettivamente unico in noi.
Ragionandoci un briciolo di più si può notare che l'alternativa c'è eccome.
Citazione di: italicbold il 11 Mag 2023, 13:25
Pero' anche lo slargamento fino al paradossi degli esempi non aiuta.
Uno che non dove sia il Colosseo non dovrebbe esser considerato nessun target a parte per una ONG che si occupa di scuola, altro che identificazione con la Lazio. Uno che non riesce a inquadrare dove sta Firenze o Roma e arriva a Firenze o Roma suo dire che s'è sbagliato di porta d'imbarco.
Dai su restiamo un minimo entro dei limiti del ragionevole.
Non siamo la De Agostini. Non facciamo turismo. E manco la Montessori se non sai dove sta il colosseo.
io continuo a pensare, anzi nel caso di DLM ne sono convinto che c'è una forma di invidia del pene nei confronti di quegli altri. Nel dovete tenere.
Perché i fondatori hanno fatto altre scelte. Secondo me molto più interessanti e fertili anche nel terzo millennio. E poi so arrivati loro che hanno occupato quel mercato. Il nome, il simbolo e i colori.
Potete continuare a trovare gli esempi più strampalati, l'unica soluzione è che loro spariscano.
Per argomentare ci (tutti) costringiamo ai paradossi....
Citazione di: italicbold il 11 Mag 2023, 11:18
Io non ho mai scritto che non dobbiamo essere Roma.
Ma che stai a di ?
Ah, avevo capito che fossi d'accordo con FD quando dice che per scegliere di "essere Roma" bisogna tifare la roma.
Allora come non detto.
La mia impressione è che il livello di fascinazione con la Lazio in tutti gli stranieri che, sconvolti, apprendevano la vera natura della nostra storia salisse vertiginosamente. Il fatto di essere nati prima, di essere la prima squadra di Roma, nata sulle rive del Tevere e non per decreto propagandistico fascista in Abruzzo cambiava a 180 gradi la loro percezione.
Magari è su questo piano. E non sulle SPQR e il Colosseo sulla maglia che si è chiarito a pagina 1 non vuole nessuno, che si potrebbe guadagnare. Un documentario, per esempio.
Citazione di: Gio il 11 Mag 2023, 13:47
Ah, avevo capito che fossi d'accordo con FD quando dice che per scegliere di "essere Roma" bisogna tifare la roma.
Cragnotti aveva avuto una bella intuizione a mettere il pomodoro sulla maglia.
Peccato che non abbia avuto il coraggio di metterci direttamente una amatriciana, simbolo indiscusso di Roma, altro che colosseo.
Anche se non condivido (nel senso che non le vivo) alcune preoccupazioni lette, capisco chi vive l'esigenza.
Se un illuminato investisse 100 dracme sulla Polisportiva (o almeno inizialmente sulle sezioni più pop) avresti l'effetto che molti qui dentro desiderano.
La comunicazione in ambito sportivo funziona soprattutto se - ahimè - accompagnata di risultati.
Risultati che possono anche essere solo "onorevoli".
Traduco onorevoli:
- la Lazio calcio arriva per x anni di seguito in CL;
- la Lazio Pallavolo, Basket, Rugby si piazzano regolarmente nei primi posti (nella massima serie);
- gli atleti che gareggiano con lo stemma Lazio si contraddistinguono in più sezioni...
etc.
Non serve vincere, basterebbe essere competitivi. Se poi a questo aggiungessi anche una bella/efficace comunicazione univoca e un marketing (parzialmente) univoco, il ponentino farebbe il resto.
Poi, se ogni tanto vincessi anche...
Chiaro, si dovrebbe partire dagli sport che hanno già uno spazio sui media.
Non servirebbe MAI pronunciare la parola Roma.
Noi siamo la Lazio, se qualcuno si accorgesse del potenziale (ENORME) di essere anche una fantastica polisportiva...
Che voi sappiate qualcuno ha mai provato a giocare alla possibilità di fare una "Laziotutto"? Nel senso, qualcuno ha mai elaborato uno studio di numeri, analisi, potenzialità etc..
Citazione di: italicbold il 11 Mag 2023, 13:25
io continuo a pensare, anzi nel caso di DLM ne sono convinto che c'è una forma di invidia del pene nei confronti di quegli altri.
E vabbè.
Citazione di: FatDanny il 11 Mag 2023, 13:38
1) Quintino non ha fatto riferimento solo a 100 anni fa
2) continui a porla sul livello culturale ma secondo me sbagli.
Gli utenti mondiali non sono ignoranti perché gli manca cultura, ma perché non je ne fotte un cazzo.
Se vorranno la maglia di calcio della capitale prenderanno quella della roma, è assolutamente normale e tutto il marketing del mondo, per citare IB, non cambierà questa cosa.
Perché è immediata, mentre tu stai cercando quale mezzo ti consente di compensare (come si fa non ammettere che questo è un rincorrerli?)
Faccio questa domanda: il St.Pauli è pop? Si, è la squadra record per vendita di merchandising tolte le big. Penso che in germania dopo Bayern e Borussia ci sono loro per attenzione e vendita a livello internazionale. E parliamo di una squadra di serie B!!!
Questa è la combinazione (magari evitando che diventi la stessa cosa ma a destra :lol: )
Ossia un target popolare che guarda alla Lazio NON perché sta a Roma, ma per la sua storia, le sue particolarità, i suoi tratti peculiari.
A mio modo di vedere questa cosa é in parte avvenuta. Non a caso il tipo con la maglia hilterson era tedesco di Lipsia.
Per certi versi...gli irriducibili si sono costruiti la loro "particoloaritá" sulla Lazio.
Il resto ""dorme""...non intendo noi, quanto in primis la societá sportiva Lazio.
Quinitino ha spesso denunciato l´assoluta mancanza d´interesse alle iniziative di Lazio-WiKi e altri soggetti che potrebbero dare un contributo notevole.
Dovessi diventare il proprietario della Lazio, penso che la prima cosa che farei sarebbe rintracciare sul territorio soggetti volti a costruire una narrazione sulla e per Lazio.
Pace all´anima sua, ma ho ancora in mente il comunicato delirante di Dioconale sulla "...etta" non riesco a scriverlo perché mi fa ancora rabbia
La polisportiva più grande d'Europa....
Altri con molte meno sezioni...
"Más que un club"
Sulle loro maglie....
pensa che io metterei come frase "Di Lazio ci si ammala inguaribilmente"
Si potrebbe. Esempi non mancano. Sarri e' solo l'ultimo.
L'iniziativa dei video a fare da countdown all'apertura del negozio al centro non era male. Magari andrebbe raffinata e ampliata, studiare un modo per interessare il turista calciofilo che prima o poi per Roma ci passa.
Citazione di: vaz il 11 Mag 2023, 15:38
pensa che io metterei come frase "Di Lazio ci si ammala inguaribilmente"
Io metterei "laziali bas.tardi" :ssl
La foto di Chinaglia con quella scritta e' formidabile. Difficile forse da intercettare il cliente, un modo ci sara'.
un bel "as roma merda"
così con una fava pigliamo due piccioni ;)
Grazie Amico Friz, hai colto nel segno. Non lo volevo dire per tanti motivi personali. Se i Laziali fossero calciocentrici come lo sono adesso, ma tenessero in gran conto anche ciò che fa la Polisportiva con pochi mezzi ma con molto entusiasmo (per Polisportiva intendo le Sezioni ma anche le sue emanazioni Fondazione Lazio, Multisport) il problema Roma per noi non esisterebbe. Oggi come oggi, ogni domenica, 10.000 ragazzi gareggiano con la maglia della Lazio. Aggiungiamoci fratelli e genitori, allenatori, tecnici, massaggiatori, magazzinieri, abbiamo 30/40000 persone che orbitano nel mondo Lazio. La Lazio è un fenomeno sociologico. Ogni anno la Lazio, con quattro scudi in tasca, vince campionati, batte record, forma atleti olimpionici. La squadra di pallanuoto, sta in "serie B" per mancanza di sponsor ma giocherà i play out, è formata esclusivamente da ragazzi cresciuti nella Lazio e meravigliosamente tutti tifosi della Lazio. L'hockey vince in ogni categoria maschile e femminile, il pentathon è fortissimo, il nuoto ha una scuola frequentatissima, siamo forti nei tuffi, primi in classifica nella "serie B, di rugby, le arti marziali, il paracadutismo, il volo a vela e così via. Abbiamo una sezione H che eccelle in ogni sport, soprattutto nel basket, handbike e nuoto. E andiamoci ogni tanto a vedere una partita. Abbiamo da fare? OK, ma partecipiamo almeno ad una manifestazione della Fondazione ogni tanto. Si fa beneficenza e si vive la Lazialità vera, genuina, sincera. Per me solo vivendo in toto la Lazio si introietta il messaggio originario. Poi quando gioca la Lazio calcio naturalmente tutti allo stadio a tifare. E, secondo me, vivendo la Lazio in tal modo fa rodere tanto il chicchero pure ai nostri ultri.
Quintino che rapporto c'è tra Lotito e la Polisportiva?
No comment.
Citazione di: Quintino il 11 Mag 2023, 16:02
siamo forti nei tuffi
una decina di anni fa ne ho fatto parte anche io :ssl
Citazione di: Adler Nest il 11 Mag 2023, 16:08
E perché secondo te?
Perché probabilmente gli ricorda che la Lazio è un qualcosa più grande di lui.
A conclusione dei lavori: sarà bandito il nome della città di Roma da ogni associazione (anche occasionale) con i nostri amati colori. La città c'è, c'è sempre stata, ma proprio per il suo carattere immanente, perché mai citarla? ... lo sappiamo noi, lo sanno loro, lo sa il mondo, e chi non lo sa ... embè chi non lo sa, vuol dire non l'ha mai voluto sapere :=))
Un ottimo punto per il marketing, mi pare di poter dire...
Vivo di vino (in ogni senso.. :pp) e quindi non mi offenderei mai se adesso mi accusassero di non essere lucido, perché dopo 25 anni "di-vini" per me sarebbe certamente un complimento :beer:
Nel posto in cui vivo, da più di un decennio ormai è esplosa la "moda" dell'Etna doc, in tutte le sue declinazioni: bianco rosso rosato metodo classico. Diverse aziende autoctone etnee che hanno tirato la volata in passato, si sono viste scavalcare (sic) da mostri sacri del mondo enologico regionale e nazionale che sull'Etna sono venuti (disconoscendo il territorio) e lì hanno fondato le loro cantine e un loro storytelling. Tutte ovviamente hanno utilizzato l'iconicità dell'Etna, i suoi terreni vulcanici, le incredibili altitudini, la prossimità del mare, la brezza marina con il suo carattere quasi taumaturgico...sotto l'ombrello della DOC ETNA
Bene, nessuno fra i nativi AUTOCTONI ha mai pensato di abdicare al nome della Doc Etna da cui tutti traggono enormi vantaggi (principalmente i nuovi arrivati), sapendo bene che il territorio di provenienza è un inestimabile patrimonio (culturale prima di tutto) del posto e della sua incredibile unicità ed iconicità: l'ETNA.
E' un po' forzato, forse, mi rendo conto, ma rende bene a mio avviso l'idea con il nostro discorso... la città di Roma.
:asrm :since
Bravo. Pensa che la Presidente attuale di LW è stata una campionessa della Lazio Tuffi. Io sono solo un past president ex rugbysta laziale.
Citazione di: samu_s il 11 Mag 2023, 16:11
Perché probabilmente gli ricorda che la Lazio è un qualcosa più grande di lui.
Bingo
Aribingo.
Citazione di: jp1900 il 11 Mag 2023, 13:15
A me non dispiacerebbe il Colosseo nel logo per richiamare l'associazione con la città di Roma.
Ci hanno già fregato questi qui :beer:
(https://i.ibb.co/P5XDkTP/19780.png) (https://ibb.co/7GMkhgZ)
Nella parte più bassa manca un piano. :(
La Polisportiva è un ottimo veicolo di questo messaggio Lazio più ad alto respiro, translaziale. Se più atleti della polisportiva vincessero in eventi importanti col simbolo della Lazio, paradossalmente sarebbe anche più importante per diffondere il messaggio di questa Lazio di quanto non sarebbero vittorie nel calcio. È nel calcio che questa diatriba su Roma ha più senso perché si gioca a Roma (anche le altre squadre lo fanno, con minor cassa di risonanza, ma gli atleti individuali portano invece il nome ovunque nel mondo), si gioca a Roma con grande grancassa mediatica e sotto la minaccia dell'unificazione col mostro del 1927, che non so quanto avrebbe toccato gli altri sport. È da quell'attacco che ci si difende e andrebbe fatto sia ad ampio respiro con il supporto delle varie sezioni (e qui il calcio a quanto dite fa poco) sia con la difesa del ruolo che Roma città ha avuto nello sviluppo di questa magnifica storia.
Citazione di: Quintino il 11 Mag 2023, 16:08
No comment.
Nella mia piccola esperienza di contatto con la polisportiva l'impressione è che non sia tutta colpa de Lotito. Anzi. Anche questo sarebbe un ottimo argomento da dibattere davanti a un bicchiere di vino.
Questa
reductio ad Lotitum mi lascia molto perplesso.
Ci sono decine di società sportive a Roma, che magari non sono polisportive e svolgono una sola attività, un solo sport, e hanno risultati di altissimo livello, anche nazionale, senza che si aspetti Lotito (o i soldi della Lazio calcio, perché di quello parliamo).
Lo dico sinceramente, da quell'esperienza ho avuto delle sensazioni abbastanza ambivalenti.
Non tutte per colpa di Lotito.
Poi, ovviamente, qui dentro basta un filo d'aria per ridare voce alle prefiche.
Citazione di: FatDanny il 11 Mag 2023, 13:38
Vogliamo un esempio non politico? Il West Ham, che in rapporto alle altre squadre di londra e al loro blasone ha un seguito esterno spropositato.
Ossia un target popolare che guarda alla Lazio NON perché sta a Roma, ma per la sua storia, le sue particolarità, i suoi tratti peculiari.
Ma il West Ham ha un seguito popolare molto ampio nell'east end londinese.
Che sia famosa all'estero non togie che abbia un fortissimo radicamento territoriale.
Rinnegare il radicamento territoriale rischia di farci diventare un st pauli alla rovescia.
Citazione di: FatDanny il 11 Mag 2023, 11:21
Non si accetta il fatto per cui l'operazione del '27, al netto del fascismo, aveva un senso, che riscontriamo in tantissimi altri posti che il fascismo non hanno avuto e che hanno una squadra che se chiama come la città e si pone come rappresentativa.
è Londra ad essere eccezione, non la poi fà diventà regola perché così tu stai più sereno.
Londra è l'eccezione perché capitale del mondo occidentale quando nasce il football, non puoi prendere quella peculiarità e pretendere che sia norma.
Nella norma, fascismo o meno, molte città sviluppano col tempo una rappresentativa cittadina.
Da cui è abbastanza normale - ossia coerente con la norma - che chi si avvicina ad uno sport cerchi la propria rappresentativa.
M A D E C H E!
Londra sarà pure una particolarità, ma sta cosa che una città di medio-grandi proporzioni debba avere UN SOLO CLUB calcistico è l'eccezione e non la regola.
Giusto a Napoli, perchè poi tutte le altre città di un certo rilievo hanno almeno due club importanti, in Italia, in Spagna, non parliamo dell'Inghilterra.
E ti ho già fatto l'esempio dell'Everton: nato 14 anni prima del Liverpool, giocava ad Anfield.
Quando poi l'affitto del campo divenne troppo alto si trasferì a Goodison Park.
Il proprietario di anfield fonsò una nuova squadra, e sai come la voleva chiamare: Everton Athletic!
ovviamente il registro delle imprese gli bocciò il nome e, solo allora, ripiegò su Liverpool FC.
Sta smania di inglobare, assimilare, ridurre a uno la pluralità c'è stata solo qui grazie ai fasci demmerda.
Quindi occhio che sei tu che stai prendendo una peculiarità e la stai trasformando in norma, no io.
È evidente che vi siano colpe da ambedue le parti ma se la premessa capestro è di Lotito il colloquio si interrompe subito. E lui è perentorio.
Citazione di: LazialePresente il 11 Mag 2023, 10:06
Puoi sempre rifare Reggina.
Ti piacerebbe.
Lasciare la Lazio in mano gente come te sarebbe la sconfitta.
Leggi quello che ha scritto Quintino, ossia la storia di come nasce la Lazio.
Poi leggiti.
Sei molto più simile a chi canta a "sei venuto cor gommone" a Floccari, o proprio ai tifosi della Reggina. O magari eri uno di loro.
Se sei il Real o il Barcellona qualche ragione la hai. Hanno scritto la storia del calcio, normale andare a Madrid e visitare il Bernabeu. L'identificazione e' automatica, Rayo e Espanol se ne saranno fatti una ragione.
Quelli che fanno? Vestono Mourinho da centurione e Abraham da gladiatore?
Comunque il calcio metropolitano di inizio 900 ricalca fedelmente il modello Londra. Tante squadre tutte connotate a livello di quartiere o poco più in là.Roma e Napoli non fanno eccezione.
Sinceramente non riesco a inquadrare la questione dello stemma del 1915. La lettera di "richiamo" mi pare del comune testimonia se non altro che la questione era sul tavolo.
Stavamo sul cazzo.
Since 1900
Citazione di: Adler Nest il 11 Mag 2023, 18:36
Stavamo sul cazzo.
Since 1900
No, non ho questa impressione. Da quel che traspare sembra più una rivalita'.
I presupposti però sembrano diversi da quelli attuali
negli anni '80 ho tifato un sacco il Banco di Roma, tempi memorabili per quella società che all' apice vinse scudetto e coppa campioni l'anno dopo.
Ma ricordo che rosicavo un poco perchè la Lazio basket fece solo un anno in serie A, ricordo con dispiacere questa situazione per la nostra, ma volendo vivere le emozioni del grande basket mi tuffai sul Banco di Roma che appunto in quegli anni era una forza a livello europeo.
Avevo un decina di anni eh...
Questo per dire che le varie sezioni della Polisportiva più antica d'Europa andrebbero sicuramente più valorizzate.
SFL
Citazione di: paolo71 il 11 Mag 2023, 20:27
negli anni '80 ho tifato un sacco il Banco di Roma, tempi memorabili per quella società che all' apice vinse scudetto e coppa campioni l'anno dopo.
Ma ricordo che rosicavo un poco perchè la Lazio basket fece solo un anno in serie A, ricordo con dispiacere questa situazione per la nostra, ma volendo vivere le emozioni del grande basket mi tuffai sul Banco di Roma che appunto in quegli anni era una forza a livello europeo.
Avevo un decina di anni eh...
Questo per dire che le varie sezioni della Polisportiva più antica d'Europa andrebbero sicuramente più valorizzate.
SFL
Io mai.
Colori?
Nome?
Citazione di: Adler Nest il 11 Mag 2023, 20:44
Io mai.
Colori?
Nome?
essendo nato a Roma per me era naturale da bambino, ormai residente a Ravenna, tifare una squadra di Basket della mia città natale.
Tutto questo non succedeva cmq con la Lazio che nonostante stava in B in quegli anni, 6 anni su 10 in quegli anni, la Lazio era già nel mio cuore.
Lì non c'erano dubbi, mi aveva già stregato.
E combattevo contro tutti già allora...
Citazione di: Adler Nest il 11 Mag 2023, 20:44
Io mai.
Colori?
Nome?
Era la Virtus Pallacanestro Roma, che mi pare sia fallita o comunque non esista più.
I colori era "quelli della città di Roma".
Io Eldorado.
Ero Jeelani per tutti i miei compagni.
A Conegliano....
Vedete un po' voi.
Citazione di: JSV23 il 11 Mag 2023, 21:16
Era la Virtus Pallacanestro Roma, che mi pare sia fallita o comunque non esista più.
I colori era "quelli della città di Roma".
No, negli anni d'oro del Banco i colori erano blu e arancio.
Furono i Ferruzzi col messaggero che vollero cambiare i colori col giallorosso
Citazione di: italicbold il 11 Mag 2023, 21:57
No, negli anni d'oro del Banco i colori erano blu e arancio.
Furono i Ferruzzi col messaggero che vollero cambiare i colori col giallorosso
Prima del giallorosso, dopo il blu arancione, ci fu il biancorosso, se non ricordo male.
Che è il topic della roma?
Citazione di: italicbold il 11 Mag 2023, 21:57
No, negli anni d'oro del Banco i colori erano blu e arancio.
Furono i Ferruzzi col messaggero che vollero cambiare i colori col giallorosso
Giusto, io me li ricordavo solo giallorossi perché sono giovane :beer: (una volta lo ero :) )
Citazione di: Adler Nest il 11 Mag 2023, 21:42
Io Eldorado.
Ero Jeelani per tutti i miei compagni.
A Conegliano....
Vedete un po' voi.
OT
Sono stato a Conegliano la scorsa settimana per un convegno alla scuola Novalis (stupenda), a sapello te citofonavo.
Li avete un grande problema con la Pro Secco!
EOT
Regà, è uscita fuori una discussione interessante, con tanti begli interventi e le apprezzatissime ricostruzioni storiche di Quintino.
Io direi che è arrivato il momento di chiudere il topic.
Meglio farlo adesso.
Rassegnato all'inevitabile, è la maledizione della conference insultata a sproposito da alcuni laziali che già all'epoca stabilirono il decalogo dei festeggiamenti.
Detto ciò, annasseroaffanculo.
Aggiungo solo che ho avuto modo di vedere il citato presunto striscione Milano al derby di CL.
Non ricordo chi l'ha nominato, ma veramente non ce se po' fida più di nessuno. Lo striscione si accompagnava alla scenografia che sopra recitava "CURVA NORD".
Tra scrivere CURVA NORD MILANO e solo MILANO ci passa non un mare ma un oceano.
Non mi soffermo manco ad argomentare, è un'evidenza.
Lo stesso oceano che passa tra scrivere xxxx o as xxxx in tevere.
Chiudiamo il topic o cambiamogli nome regà.
Dateme retta.
Citazione di: Amico Friz il 11 Mag 2023, 23:42
OT
Sono stato a Conegliano la scorsa settimana per un convegno alla scuola Novalis (stupenda), a te citofonavo.
Li avete un grande problema con la Pro Secco!
EOT
Ormai vivo tra Toscana ed Emilia, e qualche weekend a caricarmi l'auto di prosecco....
Amico Spritz
:=))
Ero stato io...
Avevo visto solo Milano.
Chiedo alla moderazione di cambiare titolo.
Grazie
io lo chiuderei proprio aho, macheccazzoarfio!!
Citazione di: JSV23 il 11 Mag 2023, 17:49
Ti piacerebbe.
Lasciare la Lazio in mano gente come te sarebbe la sconfitta.
Leggi quello che ha scritto Quintino, ossia la storia di come nasce la Lazio.
Poi leggiti.
Sei molto più simile a chi canta a "sei venuto cor gommone" a Floccari, o proprio ai tifosi della Reggina. O magari eri uno di loro.
Impara a rispettare Roma che è stata la nostra culla ed è la nostra città. Poi magari anche a rispettare chi va allo stadio in trasferta ogni settimana come il sottoscritto senza dare giudizi su chi non conosci.
Non deve fare quello che fai tu insomma.
https://twitter.com/officialsslazio/status/1656947437204799489?s=46&t=vcgDBMp_77BIM_VadAX4rg
Pare che citeremo Roma sulla maglia
Citazione di: Gulp il 12 Mag 2023, 11:09
https://twitter.com/officialsslazio/status/1656947437204799489?s=46&t=vcgDBMp_77BIM_VadAX4rg
Pare che citeremo Roma sulla maglia
Ben venga.
Citazione di: LazialePresente il 12 Mag 2023, 10:21
Impara a rispettare Roma che è stata la nostra culla ed è la nostra città. Poi magari anche a rispettare chi va allo stadio in trasferta ogni settimana come il sottoscritto senza dare giudizi su chi non conosci.
Tesoro mio, tu il rispetto non hai proprio idea di cosa sia.
Puoi seguire la Lazio in casa, in trasferta, all'estero, pure alla sua prima partita su Marte.
Non è questo che ti rende a prescindere meritevole di rispetto.
Sono i comportamenti.
Mi scrivi che potevo tifare Reggina come si dice allo straniero che poteva starsene a casa sua se "non gli stava bene".
Io ho il massimo rispetto per la città di Roma, ho lottato per vivere qui e ho fatto scelte che nemmeno in 20 vite probabilmente tu avresti il coraggio di fare (a proposito di non conoscere l'altro).
Quello che non vorrei mai vedere è la pecetta con scritto ROMA sullo stemma della LAZIO.
Non perché mi faccia schifo associare la Lazio alla città di Roma, ma per quello che un'aggiunta del genere rappresenterebbe.
Ossia un pugno in faccia a chi la Lazio l'ha ideata, ripeto rileggiti Quintino.
La Lazio non ha bisogno di scriversi Roma nello stemma o aggiungerselo al nome (brrr).
La Lazio rappresenta Roma, è una squadra di Roma, il mondo lo sa e chi non lo sa non ha nessun interesse a farlo (non gliene può fregar di meno del calcio).
La Lazio ha scelto di non chiamarsi Roma nel 1900.
Ha scelto di essere anche Roma, ma soprattutto altro.
Per me.
Poi tu puoi essere in disaccordo, pure senza scadere in battute come quelle sul "tifa Reggina"
JSV ma lui è di quelli che fa il test di nobiltà romana.
Tu in quanto reggino ancora ti salvi seppur potendoti sedere un gradino sotto, perché sei un mezzosangue.
Venissi dal bangladesh dovresti sostenere un test prima di italianità, poi di lazialità perché vieni naturalmente dopo.
Mettere Roma nello stemma possiamo farlo. Con garbo, ma si puo'.
Potrebbe essere anche un occasione per divulgare il perché possiamo, i post di Quintino possono essere letti sia a favore che contro, magari non e' il momento opportuno.
qui in Olanda la Lazio la chiamano sempre "Lazio Roma", la as "asroma"
Ma poi davvero sticazzi. In un mondo di spettacolo globale dove le squadre indossano maglie di colori improponibili lontanissimi dai colori ufficiali, dove si cambiano loghi e simboli. Dove gloriosi stadi vengono abbattuti e ricostruiti con nomi di multinazionali, noi stamo qui a guardare la cicorietta in mezzo ai denti a contare i metri di distanza da piazza della libertà o a mette le pecette del campidoglio o del colosseo sulle maglie.
Nel calcio siamo ad un passo dalle franchigie NBA per cui domani una squadra di Birmingham potrà comprarsi il nome Manchester United
Boh. Mi sembra veramente una battaglia di retroguardia sinceramente.
Puoi avere ragione Warp. Che tristezza pero'.
Citazione di: Adler Nest il 12 Mag 2023, 08:25
Ero stato io...
Chiedo alla moderazione di cambiare titolo.
Grazie
No ma andava benissimo prima.
Solo che poi il topic ha preso una piega diversa dal titolo, e vista la situazione contingente o cambiamo titolo oppure lock & stock.
Famolo in fretta peró...
La conclusione per cui tocca mettere la parola Roma nello stemma è frutto di forzatura.
Si chiede di riaffermare il rapporto con la città e soprattutto di non aver paura di usare la parola Roma, .
Siamo la prima squadra di Roma, ad esempio. Senza usare un sinonimo. Ad esempio eh.
Citazione di: Gulp il 12 Mag 2023, 11:09
https://twitter.com/officialsslazio/status/1656947437204799489?s=46&t=vcgDBMp_77BIM_VadAX4rg
Pare che citeremo Roma sulla maglia
È un inizio.
DLM, ma secondo te per chi è importante il fatto che siamo la prima squadra di Roma? Quale sarebbe il tuo target?
penso che comprare giocatori forti e non sconosciuti che parono pippe pure su YT potrebbe avere un peso nel fare uscire il nome della Lazio altrove.
Citazione di: Splash il 12 Mag 2023, 12:25
DLM, ma secondo te per chi è importante il fatto che siamo la prima squadra di Roma? Quale sarebbe il tuo target?
E' un inizio dice. Credo nell'eventualità il target non possiamo essere che noi. Che la questione interessi lo dimostra questo topic, non da chiudere se posso permettermi, come affrontarla e' non semplice e neanche scontato. Di marketing e di ste cose ne capisco nulla.
Citazione di: Splash il 12 Mag 2023, 12:25
DLM, ma secondo te per chi è importante il fatto che siamo la prima squadra di Roma? Quale sarebbe il tuo target?
Noi, e loro. Soprattutto.
Non mi piace che ci sia remora nell'usare questa parola. Non lo interpreto come conseguenza di una sorta di rispetto dei padri fondatori (???) ma come una sorta di imposizione che inconsapevolmente abbiamo introitato.
E non mi sta bene, non mi piace.
Mia impressione eh.
Citazione di: Gulp il 12 Mag 2023, 11:09
https://twitter.com/officialsslazio/status/1656947437204799489?s=46&t=vcgDBMp_77BIM_VadAX4rg
Pare che citeremo Roma sulla maglia
L'idea della maglia celebrativa con, da quello che si intravede, la data e qualche frase non invasiva la trovo un'iniziativa sobria ed intelligente. Sul discorso stemma io non vorrei mai la scritta Roma, la Lazio già rappresenta Roma senza doverlo specificare. Sinceramente che l'islandese, boliviano,ecc... ,che non sa manco come è fatta una palla, non sappia che la Lazio è di Roma me ne frega poco, chi segue il calcio sa di quale città è la Lazio. Se poi vogliamo rincorrere i turisti e chi non conosce il calcio bisogna innanzitutto aprire più negozi della Lazio nei luoghi della città che richiamano più attenzione e, soprattutto, vincere. Se vinci anche la casalinga di Voghera, che vede un pallone da calcio solo se lo passano al tg, saprà che sei di Roma.
Citazione di: vaz il 12 Mag 2023, 12:26
penso che comprare giocatori forti e non sconosciuti che parono pippe pure su YT potrebbe avere un peso nel fare uscire il nome della Lazio altrove.
Ah su questo.... Pochi dubbi.
Priorità.
Citazione di: Cesio il 12 Mag 2023, 12:37
L'idea della maglia celebrativa con, da quello che si intravede, la data e qualche frase non invasiva la trovo un'iniziativa sobria ed intelligente. Sul discorso stemma io non vorrei mai la scritta Roma, la Lazio già rappresenta Roma senza doverlo specificare. Sinceramente che l'islandese, boliviano,ecc... ,che non sa manco come è fatta una palla, non sappia che la Lazio è di Roma me ne frega poco, chi segue il calcio sa di quale città è la Lazio. Se poi vogliamo rincorrere i turisti e chi non conosce il calcio bisogna innanzitutto aprire più negozi della Lazio nei luoghi della città che richiamano più attenzione e, soprattutto, vincere. Se vinci anche la casalinga di Voghera, che vede un pallone da calcio solo se lo passano al tg, saprà che sei di Roma.
La casalinga di Voghera sa che semo tutti fasci; quello lo sa bene, avoja, come c'annamo sui TG noi per l'extracampo nessuno...
Questo è uno dei topic che evito accuratamente, però a tutto c'è un limite, che amici/conoscenze "esteri-e" avete? Solo del Sud Sudan o dell'Alaska forse? Io nella mia vita qualche paese l'ho visitato, è capitato di parlare di Lazio (negli ultimi anni anche in rete ovviamente) e non ho mai conosciuto nessuno che non sapesse che la Lazio è una delle due squadre di Roma (addirittura è famoso anche il derby).
Certo non sono mai stato alle Maldive, Figi, Cina o in Corea del sud (neppure in Giappone purtroppo), e chissà in quanti altri paesi dove non conoscono proprio la Lazio (insieme al resto delle altre però), faccio riferimento a paesi occidentali (Australia inclusa, dove vedono solo la Premier praticamente) e del nord Africa.
Comunque questo "problema" dell'associare la Lazio e la città sfugge totalmente la mia comprensione, anzi, semmai un problema che ho riscontrato (in rete) è l'uso/associazione che viene fatta del nome (addirittura pure della sigla Società Sportiva), ma si tratta di altro.
Boh, mi sembra una discussione surreale.
Dimenticavo, quando mi è accaduto di vedere alcune partite della Lazio in modo "alternativo", la dicitura era "Lazio Rome", non solo Lazio.
Non so se è già stato detto qualcosa in merito, però due parole sulla questione volevo dirle anche io, per contribuire in maniera costruttiva al dibattito, che reputo molto interessante.
Io non credo che sia necessaria l'aggiunta di "Roma" al nome della squadra o sullo stemma. E' vero che all'estero le squadre sono conosciute con nomi diversi (mi vengono in mente lo Sporting Clube de Portugal, conosciuto però da tutti noi come Sporting Lisbona - e che i tifosi chiamano semplicemente "Sporting"), ma questa mania di dover a tutti i costi essere rappresentativi di una presunta romanità a me non interessa.
A Londra ci sono 20 squadre, nessuna che si chiama London Football Club (che io sappia), e non credo che un dibattito del genere sia mai stato portato avanti. Probabilmente le divisioni dei club sono su base di classe d'appartenenza, estrazione sociale, quartieri di provenienza... La Lazio è la LAZIO, punto. E' la prima squadra di Roma, e si chiama Lazio.
Tuttavia, non nascondo il grande fastidio quando mi chiedono "sei di Roma e tifi Lazio, come fai?", perché è una domanda che trovo veramente stupida. Sono di Roma, ci sono due squadre, tifo una delle due. Qual è il problema? Ecco, su questo bisognerebbe lavorare. Non penso che nelle città europee dove ci sono più di una squadra si fa la domanda "Ah sei di Londra e tifi Leyton Orient, come fai?"
In sostanza, mi sembra una dinamica veramente tutta romana questa qui, che trovo a tratti stucchevole.
Così per sdrammatizzare.
Nel 2013 ero nel Punjab con la maglia dei 110 (e quindi con la coccarda della coppa Italia)
Venni fermato dalla polizia e mi chiesero se ero dell'aviazione....
Citazione di: ilsabatoaballare il 12 Mag 2023, 13:08
Non so se è già stato detto qualcosa in merito, però due parole sulla questione volevo dirle anche io, per contribuire in maniera costruttiva al dibattito, che reputo molto interessante.
Io non credo che sia necessaria l'aggiunta di "Roma" al nome della squadra o sullo stemma. E' vero che all'estero le squadre sono conosciute con nomi diversi (mi vengono in mente lo Sporting Clube de Portugal, conosciuto però da tutti noi come Sporting Lisbona - e che i tifosi chiamano semplicemente "Sporting"), ma questa mania di dover a tutti i costi essere rappresentativi di una presunta romanità a me non interessa.
A Londra ci sono 20 squadre, nessuna che si chiama London Football Club (che io sappia), e non credo che un dibattito del genere sia mai stato portato avanti. Probabilmente le divisioni dei club sono su base di classe d'appartenenza, estrazione sociale, quartieri di provenienza... La Lazio è la LAZIO, punto. E' la prima squadra di Roma, e si chiama Lazio.
Tuttavia, non nascondo il grande fastidio quando mi chiedono "sei di Roma e tifi Lazio, come fai?", perché è una domanda che trovo veramente stupida. Sono di Roma, ci sono due squadre, tifo una delle due. Qual è il problema? Ecco, su questo bisognerebbe lavorare. Non penso che nelle città europee dove ci sono più di una squadra si fa la domanda "Ah sei di Londra e tifi Leyton Orient, come fai?"
In sostanza, mi sembra una dinamica veramente tutta romana questa qui, che trovo a tratti stucchevole.
Perché non credo che nelle altre città europee ci sia una campagna mediatica volta a favorire e far apparire sempre e solo una squadra come la migliore, la più bella, dai tifosi più simpatici, denigrando l'altra o le altre squadre della stessa città. Poi fosse solo limitato a Roma, in televisione puntualmente, anche in trasmisioni che non c'entrano niente con il calcio, arriva la battuta perculatoria contro la Lazio, ormai sdoganata e accettata da tutti. Addirittura nel concertone del primo maggio ce l'hanno dovuta mettere. Certo che poi l'italiano medio ti chiede"ma come fai a tifare Lazio?" Io non credo che in Inghilterra in un talk politico, piuttosto che in un programma di musica o che ne so io, arriva la battutina su Arsenal, Chelsea ecc...
Citazione di: ilsabatoaballare il 12 Mag 2023, 13:08
Non so se è già stato detto qualcosa in merito, però due parole sulla questione volevo dirle anche io, per contribuire in maniera costruttiva al dibattito, che reputo molto interessante.
Io non credo che sia necessaria l'aggiunta di "Roma" al nome della squadra o sullo stemma. E' vero che all'estero le squadre sono conosciute con nomi diversi (mi vengono in mente lo Sporting Clube de Portugal, conosciuto però da tutti noi come Sporting Lisbona - e che i tifosi chiamano semplicemente "Sporting"), ma questa mania di dover a tutti i costi essere rappresentativi di una presunta romanità a me non interessa.
A Londra ci sono 20 squadre, nessuna che si chiama London Football Club (che io sappia), e non credo che un dibattito del genere sia mai stato portato avanti. Probabilmente le divisioni dei club sono su base di classe d'appartenenza, estrazione sociale, quartieri di provenienza... La Lazio è la LAZIO, punto. E' la prima squadra di Roma, e si chiama Lazio.
Tuttavia, non nascondo il grande fastidio quando mi chiedono "sei di Roma e tifi Lazio, come fai?", perché è una domanda che trovo veramente stupida. Sono di Roma, ci sono due squadre, tifo una delle due. Qual è il problema? Ecco, su questo bisognerebbe lavorare. Non penso che nelle città europee dove ci sono più di una squadra si fa la domanda "Ah sei di Londra e tifi Leyton Orient, come fai?"
In sostanza, mi sembra una dinamica veramente tutta romana questa qui, che trovo a tratti stucchevole.
Tutto giusto.
Ma ogni città ha le proprie criticità: a Milano e a Torino, per dire, non credo che ci sia dibattito su chi sia la squadra che rappresenta la città a parte il nome. Ognuna cerca di primeggiare sull'altra, e lo fa basandosi sì sulla territorialità (le diverse provenienze, l'estrazione sociale, il legame con il quartiere, etc) ma soprattutto sui risultati della squadra e sulle competizioni in cui gareggiano.
Da noi c'è un problema di campanilismo eccessivo un po' forse per il fatto che Roma è la capitale d'Italia e quindi il romano ambisce a sentirsene rappresentante e rappresentato (e credo fosse il motivo che spinse il duce a pensare alla mega fusione) e soprattutto derivato da un problema numerico. I riommici sono di più e attirano maggiori attenzioni da comunicazione e sponsor che possono giocare con un bacino d'utenza più ampio.
Noi siamo in minoranza e per questo i romatristi si attaccano a qualsiasi cosa pur di ribadire una qualsiasi supremazia (dato che a livello sportivo hanno poco da mostrare, almeno finora), compresa la follia del concetto che la nostra sia una tifoseria "regionale" quando Roma ha una provincia molto vasta che è anche compresa nel comune e, soprattutto, che molti dei loro tifosi vivono fuori Roma e nel Lazio. Il paradosso del tifoso romanista di Velletri che dà del "burino" al tifoso Laziale di Roma, un esempio che può essere applicato alle mille altre storture che la maggioranza becera e appetita dai mangiasoldi dello show business millanta per sentirsi "migliore" o "più importante" anche se (continua ++++++++ con il loro inno).
A me torna sempre in mente una tizia che lavorava nell'orchestra in cui suonavo, che una volta in disparte mi disse "certo, io sono romanista, però ti dico che sarebbe veramente fico tifare per la Lazio".
Perché siamo fuori dagli schemi, orgogliosi delle nostre tradizioni e della nostra storia, impossibile avere anche solo un dubbio se non sei una persona che ha bisogno della massa per sentirsi parte di qualcosa. Almeno per me questa caratteristica è sempre stata dirimente, anche quando ero piccolo e il calcio non aveva tutte le sfumature di oggi.
Noi, felici pochi.
Noi, manipolo di fratelli.
Citazione di: DajeLazioMia il 12 Mag 2023, 12:35
Noi, e loro. Soprattutto.
Non mi piace che ci sia remora nell'usare questa parola. Non lo interpreto come conseguenza di una sorta di rispetto dei padri fondatori (???) ma come una sorta di imposizione che inconsapevolmente abbiamo introitato.
E non mi sta bene, non mi piace.
Mia impressione eh.
Pure mia.
Qui si rischia che per non far vedere di avere "l invidia del pene" poi eccediamo fino all omissione completa.
Per me sticaxxi di quello che dicono anche perché so che quando scappocciano su una cosa che facciamo l istinto mi dice che stiamo facendo la cosa giusta.
Citazione di: DajeLazioMia il 12 Mag 2023, 12:35
Noi, e loro. Soprattutto.
Non mi piace che ci sia remora nell'usare questa parola. Non lo interpreto come conseguenza di una sorta di rispetto dei padri fondatori (???) ma come una sorta di imposizione che inconsapevolmente abbiamo introitato.
E non mi sta bene, non mi piace.
Mia impressione eh.
DLM, ma secondo te cosa bisognerebbe fare?
Perché, sarà un limite mio, non ci arrivo.
Come dovremmo usare la parola Roma secondo te?
Citazione di: Cesio il 12 Mag 2023, 13:19
Perché non credo che nelle altre città europee ci sia una campagna mediatica volta a favorire e far apparire sempre e solo una squadra come la migliore, la più bella, dai tifosi più simpatici, denigrando l'altra o le altre squadre della stessa città. Poi fosse solo limitato a Roma, in televisione puntualmente, anche in trasmisioni che non c'entrano niente con il calcio, arriva la battuta perculatoria contro la Lazio, ormai sdoganata e accettata da tutti. Addirittura nel concertone del primo maggio ce l'hanno dovuta mettere. Certo che poi l'italiano medio ti chiede"ma come fai a tifare Lazio?" Io non credo che in Inghilterra in un talk politico, piuttosto che in un programma di musica o che ne so io, arriva la battutina su Arsenal, Chelsea ecc...
Guarda, su questo concordo. A costo di passare per complottista, però la normalizzazione della perculazione al tifoso laziale dovrebbe essere qualcosa su cui la società dovrebbe impegnarsi, perché è veramente molto fastidioso
Citazione di: JSV23 il 12 Mag 2023, 14:04
DLM, ma secondo te cosa bisognerebbe fare?
Perché, sarà un limite mio, non ci arrivo.
Come dovremmo usare la parola Roma secondo te?
Usarla. Intanto.
Proprio a livello linguistico. Non solo evocarla, utilizzando spesso dei sinonimi o delle perifrasi.
Evitando ad esempio quella sciocchezza che facemmo nel 2019 di non nominare il nome della città ma scrivendo caput mundi. Ma che roba è?
È solo un esempio. Piccoli tasselli di una questione più ampia.
IMHO.
Poi, mi dispiace ripetermi, non sono io che posso stabilire i modi, le tempistiche, le dinamiche.
Non sono in grado, ma non lo dico per retorica. È una questione troppo complessa (che però non va neanche liquidata a co jonella. Non dico a te).
Intanto se lo scriviamo sulla maglia per la prima volta, dopo il 1914-X, già è qualcosa.
Citazione di: DajeLazioMia il 12 Mag 2023, 14:54
Usarla. Intanto.
Proprio a livello linguistico. Non solo evocarla, utilizzando spesso dei sinonimi o delle perifrasi.
Evitando ad esempio quella sciocchezza che facemmo nel 2019 di non nominare il nome della città ma scrivendo caput mundi. Ma che roba è?
È solo un esempio. Piccoli tasselli di una questione più ampia. IMHO.
Poi, mi dispiace ripetermi, non sono io che posso stabilire i modi, le tempistiche, le dinamiche.
Non sono in grado, ma non lo dico per retorica. È una questione troppo complessa (che però non va neanche liquidata a co jonella. Non dico a te).
Intanto se lo scriviamo sulla maglia per la prima volta, dopo il 1914-X, già è qualcosa.
Ok, ho capito.
Personalmente non ne vedo e sento il bisogno, ma capisco.
Comunque sui social la parola "Roma" viene tranquillamente utilizzata dalla Lazio ad esempio.
Dopo i derby vinti ad esempio("Roma è biancoceleste" ad esempio o "Padroni di Roma").
Io credo che non abusarne sia una scelta, che mi sento di condividere sinceramente.
Siamo la Lazio, chiunque segua il calcio sa da dove proveniamo.
Citazione di: Quintino il 11 Mag 2023, 11:39
In questa discussione un po' kafkiana ci tengo a dire qualcosa che ho acquisito in tanti anni di (serie) ricerche:
La Lazio non ha mai voluto sottolineare il suo essere un'entità romana. Lo si dava per scontato. Possediamo la carta da lettere, con relativi stemmi, di tutta la storia della Lazio. Dal 1901 a oggi. L'unica e sola volta in cui compare il nome Roma è nello stemma citato da DLM che, però, fu adottato a partire dal 1914 e durò fino al 1915. Gli anni della guerra non vedono stemmi ma solo la scritta S.P. Lazio. Nel 1919 lo stemma è costituito da un articolato ghirigoro che forma SPL. Ma soprattutto la rivista ufficiale, nata nel 1913, non mostra alcuno stemma e si chiama LAZIO e questo titolo essenziale lo terrà fino al termine delle pubblicazioni del 1942. Roma non compare mai. Ripeto, era scontato che la Lazio fosse un'espressione sportivoculturale dell'Urbe.
La questione della fusione del 1927 che ha dato origine al mostro (a proposito, la storiografia ignora che ci fu un altrettanto virulento tentativo di inglobarci già nel 1926, respinto in punta di fioretto giuridico cambiando la denominazione sociale da SPL a SS Lazio) è di una linearità sconcertante. Tutti erano d'accordo con il duce, ce mancherebbe altro, di creare una sola e potente squadra cittadina per contrastare lo strapotere calcistico del nord, ma si instaurò una sottile vicenda di rivalità politica-diplomatica tra Milizia (Foschi) ed Esercito (Vaccaro) che consigliò a Benito di soprassedere. L'essere Ente Morale fu soltanto una pezza d'appoggio ufficiale per dare dignità giuridica al rifiuto della Lazio. In realtà, a parte l'ambizione del violento miliziano Foschi di apparire l'artefice della fusione contrastata astutamente da Vaccaro facendo leva sulla sua effettiva superiorità gerarchica rispetto a quella del picchiatore, noi ne restammo fuori soprattutto perché nella Lazio ancora erano vivi dei forti retaggi liberalsavoiardi insiti nella sua genesi e anche in molti suoi dirigenti (tra cui lo stesso piemontesissimo Vaccaro). Inoltre l'oggettivo depauperamento sociale costituito dal campo della Rondinella che sarebbe diventato di proprietà della deforme ed empia creatura, determinò una fortissima opposizione in seno al Consiglio biancoceleste.
In definitiva, smettiamola di rincorrere quelli sulla "romanità". Noi siamo romani di nostro. Sarebbe come dover sempre specificare che il Colosseo è a Roma. E' un dato di fatto. Dovremmo andare fieri di questa nostra specificità che ci fa chiamare Lazio (ecco cosa intendevo, Fat, per "elitario". Non isolamento aristocratico connotato da ottusa albagia). Certo, nulla vieta alla società di effettuare iniziative che rimarchino la nostra essenza capitolina, ma senza l'opprimente necessità di dimostrarla giorno per giorno. L'immedesimazione Lazio-Città di Roma sarebbe ben più potente con i successi sportivi e con iniziative di largo respiro di livello internazionale. La Polisportiva l'ha pienamente capito ma le mancano i fondi, il Calcio ha i fondi ma è ottuso, ignorante e miope.
Per chi aveva chiesto il Pantone dei colori della Lazio: N. 297 :)
Ciao!
Leggerti è un piacere, davvero. Posso chiederti se puoi e se sei informato (se non lo sei te, depongo ogni speranza), di spiegare la storia del nome ROMA all'interno dello stemma del 1915?
Se vai qualche pagina indietro ne ab biamo parlato a lungo. In sostanza la Ginnastica Roma, fondata nel 1890 e chiamata comunemente
"Roma", espressione delle alte sfere del Comune, fece pressioni affinché non si creassero equivoci. La Lazio aderì alla richiesta. Se qualcuno mostra quello stemma sulla carta da lettere del 1927 trattasi di fondi di magazzino. Infatti nel 1927 la Lazio si chiamava Società Sportiva Lazio mentre sullo stemma in questione figura ancora la vecchia denominazione di Società Podistica Lazio. Lo stemma ebbe un anno e mezzo di vita, 1914 e parte del 1915.
Citazione di: Quintino il 13 Mag 2023, 19:06
Sappiatelo: Alcaraz ha detto Forza Roma. Sarà difficile per me addormentarmi. ;)
https://www.ilmessaggero.it/sport/tennis/internazionali_tennis_alcaraz_scrive_forza_roma_sulla_telecamera-7399846.html?refresh_ce
Ma il campione iberico avrà voluto riferirsi alla città o a quell'altra squadra demmerda?!?
:=)) :=)) :=))
Evidentemente si riferiva a quella squadra demmerda...
:=))
https://www.gazzetta.it/Tennis/ATP/15-05-2023/alcaraz-perde-contro-maroszan-n-135-del-mondo-clamoroso-a-roma.shtml
8) 8) 8)
:asrm
je sta bene. :D
Citazione di: Cesio il 12 Mag 2023, 13:19
Perché non credo che nelle altre città europee ci sia una campagna mediatica volta a favorire e far apparire sempre e solo una squadra come la migliore, la più bella, dai tifosi più simpatici, denigrando l'altra o le altre squadre della stessa città. Poi fosse solo limitato a Roma, in televisione puntualmente, anche in trasmisioni che non c'entrano niente con il calcio, arriva la battuta perculatoria contro la Lazio, ormai sdoganata e accettata da tutti. Addirittura nel concertone del primo maggio ce l'hanno dovuta mettere. Certo che poi l'italiano medio ti chiede"ma come fai a tifare Lazio?" Io non credo che in Inghilterra in un talk politico, piuttosto che in un programma di musica o che ne so io, arriva la battutina su Arsenal, Chelsea ecc...
Questo è il punto.
Ci hanno provato nel 1927, non riuscendoci.
Col nome Roma e accorpando quelle che aderirono alla fusione si sono moltiplicati poi successivamente.
Hanno occupato sedi politiche, giornali, tv, scranni parlamentari, sedie da regista, il loro incubo è rimasto quello, la Lazio, la prima della città.
Ci provano quindi in tutti i modi a metterci in cattiva luce, nei film, sui media, nei talk show, ai concerti, ma niente, si inventano che i complessati siamo noi, quando è esattamente l'opposto.
Io quando incontro un romanista, non un amico intimo, non accenno mai a parlare di calcio, e che je dovrei dì, no loro la prima cosa che fanno quando aprono bocca è la Lazio, e finisce puntualmente che je chiudo la bocca in 3 secondi.
Come scrivevo pagine addietro, siamo l'unico esempio di città dove la pluralità di 2 squadre di club è vista come un dispregio, a causa della loro perenne frustrazione che hanno della Lazio, che li incattivisce e li rende spregevoli.
Citazione di: zorba il 15 Mag 2023, 18:30
Evidentemente si riferiva a quella squadra demmerda...
:=))
https://www.gazzetta.it/Tennis/ATP/15-05-2023/alcaraz-perde-contro-maroszan-n-135-del-mondo-clamoroso-a-roma.shtml
8) 8) 8)
:asrm
sono i Re Mida della merda.
tutto cio' che toccano diventa merda
Citazione di: kelly slater il 11 Mag 2023, 11:09
Fat ti racconto quello che mi dicono i miei bambini, ovvero che la domanda ricorrente da parte dei compagnucci romanisti è: "perchè non ve siete chiamati Roma se abitate a Roma?".
Io ovviamente gli ho tenuto delle lezioni sulla storia della Lazio e della roma e gli ho fatto capire che quell'operazione è stata un abuso e una forzatura, perchè Roma è una cosa talmente grande che poteva e doveva contenere tante realtà sportive, come ad esempio Londra.
E che l'appropriarsi dei colori e dello stemma cittadino è stato null'altro che un abuso.
Ma non scherziamo dai. Non sta in piedi questa cosa. Se quelle realtà sportive che hanno contribuito alla nascita delle merde fossero rimaste e non si fossero unite per volontà del regime fascista la situazione sarebbe più o meno quella odierna. Ci sarebbero comunque 2 squadre massimo che giocano regolarmente nella massima divisone.
Il paragone con Londra non sta assolutamente in piedi.
Per un milione e uno di ragioni. Tanto per cominciare Londra è più grande, ha 8,9 milioni di abitanti contro i 2,8 di Roma, è sede della borsa, capitale economica del paese, centro finanziario del Regno Unito, ex capitale finanziaria dell'UE stessa e uno dei centri di potere ed economici più importanti al Mondo.
Per farla breve Londra concorre al PIL del Regno Unito infinitamente più di Roma, e nel calcio per stare in alto contano i soldi e là ne girano molti più che qua.
Non avremmo mai avuto Alba Roman, Fortitudo, il Roman e la Lazio contemporaneamente in A. Ma quando mai? Roma non è assolutamente Londra, è una meta turistica importante ed è la sede del governo nonché la capitale d'Italia ma loro sono infinitamente più importanti. Dentro e fuori del paese che rappresentano.
Citazione di: Quintino il 09 Mag 2023, 21:27
Dopo le diatribe su SMS, mi affaccio su questo interessante topic. Ho letto tante tesi ben formulate ma vorrei aggiungere delle mie considerazioni maturate in 16 anni di lavoro su LazioWiki. Il lavoro che facciamo si basa soltanto sui documenti ufficiali, fonti primarie e tutto ciò che è verificabile. Naturalmente la documentazione è in nostro possesso ed è costata anni di ricerche in archivi, biblioteche, emeroteche, case private ecc.
In base a ciò che abbiamo appurato, abbiamo dedotto che una certa confusione che si è creata sulla genesi della Lazio si deve alla comunque magnifica e lirica opera di Mario Pennacchia "Storia della Lazio", pubblicata nel 1969. Non si tratta di disistimare il grande maestro, che mi ha onorato della sua prefazione per due miei libri, fu la non oggettività dei fatti narrati dal suo testimone a trarlo in inganno, unita all'estrema fretta con cui, causa il giornaliero stillicidio dell'editore, fu costretto a procedere. Egli basò il racconto delle origini soltanto su ciò che gli venne narrato da un pioniere, notoriamente narcisello, che o per erigersi a unica voce ufficiale o per deficit di memoria su fatti accaditi quasi 70 anni prima, immaginò cose mai avvenute e, pertanto, mai provate. Ed è un peccato, perché quando Mario scrisse il libro non sapeva che erano vispi e arzilli ben due fondatori e un grande numero di pionieri tra cui, in primis, il grande Tito Masini, memoria storica della Lazio del 1900 e lucidissima persona, tanto che fu scelto a interpretare il magnifico e ieratico "cardinale" nel felliniano "8 e mezzo".
La "fabula" pennacchiesca ha fatto credere ad ogni laziale che la mattina del freddo 9 gennaio 1900, i fondatori posizionati davanti al barcone spogliatoio fluviale del Pippanera, decisero che la società che avrebbero fondato nel pomeriggio si sarebbe chiamata Lazio, avrebbe avuto i colori biancocelesti in onore di quelli della bandiera della Grecia patria delle olimpiadi, avrebbe avuto per simbolo l'aquila e avrebbe adottato il motto sallustiano. Solo la prima asserzione è vera.
- La Lazio nacque priva di colori. In ogni fotografia la maglia sociale è bianca (v. la celebre foto di Bigiarelli del 1901 mentre gareggia in Belgio). In alcun documento ufficiale e in alcun reperto emerotecario si nominano una sola volta i colori biancocelesti.
- Le olimpiadi, con la nascita della Lazio, non hanno alcun rapporto. Anche in questo caso ci soccorrono la mancanza di testimonianze scritte e soprattutto il fatto che le olimpiadi del 1900 erano completamente ignorate da chiunque. Il Messaggero, durante lo svolgimento dei giochi parigini, dedica un solo articolo sull'argomento e in esso si parla di giocolieri acrobati, funamboli, donne cannone, zucchero filato e dell'abbondanza di leccornie in vendita. Non c'è un solo risultato sportivo, né, tantomeno i nomi degli atleti partecipanti. Era una kermesse circense-culinaria. Ulteriore prova è costituita dal primo punto: le maglie della Lazio non avevano alcun colore.
- Fino al 1905 nella carta da lettere sociale non c'è alcuna aquila e nel diploma sociale, in possesso di LazioWiki, consegnato ad un podista vittorioso in una gara del 1902 non appare il fiero volatile. Tanto meno ci sono reperti fotografici con il simbolo aquilino.
- Il motto sallustiano resta un mistero (ma stiamo indagando). Non si ha notizia di un motto sicuramente fino al 1910-1911. Presumiamo che esso apparve nel primo dopoguerra. Per altro il motto non è affatto un'idea laziale: è il motto di numerose associazioni nordeuropee e dell'università di Cambridge, ad esempio.
Direte, ma quarda 'sto scemo che ci distrugge il mito! No, calma.
Se è vero che aquila, colori, motto, olimpiadi sono elementi gratificanti e romantici per ogni Laziale, è certamente più appagante qualcosa sotteso alla fondazione.
Fat dice, ragionevolmente, che la Lazio nasce in Prati. Quindi fuori del centro antico di Roma, proiettata quindi verso un quartiere che il Viviani, seguendo la volontà politica dell'allora governo, avrebbe dovuto realizzare come la proiezione verso la modernità di un'espansione già patrimonio di Parigi, Londra, Berlino ecc. Non è così. La Lazio nasce sul Tevere, asse della città storica, flusso psicologico e memento antichissimo. Già negli ultimi due decenni del XIX secolo, il Tevere diviene un elemento di libertà, liberazione, creatività, gioia di vivere. Chi frequenta le sue acque e le sue sponde? Aristocratici non neri, ricchi borghesi insoddisfatti, omosessuali raffinati, artisti visionari, bizzarri scrittori emarginati, studenti squattrinati, strilloni di giornali, edili, macellai, modesti artigiani. Essi, quotidianamente, entrano vestiti nei canneti con i loro abiti diseguali per qualità, ma quando rimangono in mutande sono tutti uguali. Le classi si parificano, non ci sono differenze sociali. Nascono amicizie tra lo strillone e lo scrittore, si organizzano giochi, si canta, si recita, si mangia insieme con il tovagliolo appoggiato sull'acqua. Si scandalizzano i benpensanti affacciati sui ponti (abbiamo tante foto di nostri fondatori con le virtù in bella vista), non ci sono vincoli morali né leggi opprimenti. Si cerca l'elan vital bergsoniano, il ritorno matissiano ad un mondo primordiale incorrotto. Si creano i Rari Nantes, i [...] (quasi tutti protolaziali), la Romana Nuoto, i Bagni Talacchi (erano macellai). E che c'è di più bello del fatto che i nostri fondatori e pionieri siano partecipi di questo mondo impregnato di libertà? Altro che l'aquila e il biancoceleste! Nel 1901 i nostri giovani fiumaroli, ricordiamolo, siamo una società fiumarola, partecipano ai "Ludi al secolo nascente" una manifestazione positivista antioscurantista. Pazzi scatenati che eleggono il primo presidente sociale, Pedercini, perché fu l'unico a saltare con un balzo su un carro pieno di fieno. Tra l'altro Pedercini scoprì da solo l'emissario del lago di Nemi che gli archeologi cercavano da secoli.
Non vi basta sapere che erano dei libertari anticonformisti? Va bene. Nel secondo statuto sociale c'è scritto che la Lazio persegue la cura del corpo tramite attività atletiche varie. Anche gli altri statuti coevi di altre società affermavano la stessa cosa. Ma la Lazio aggiunge qualcosa di eccezionale: la cura del corpo non disgiunta dalla cultura, dalla conoscenza. Chi più moderni i loro? E' la sintesi della visione dell'uomo greco e poi, in parte, di quello romano. Se volessimo tornare alle olimpiadi antiche si potrebbe dire che sì che è vera la questione dello spirito olimpico delle nostre origini, ma è una posizione quasi spontanea nei comportamenti e non connessa con la stupidaggine dei colori della bandiera ellenica. Quando nel 1903 la Lazio passava una gravissima crisi finanziaria, I Bigiarelli se ne erano andati in Belgio, altri se ne andarono fondando la Virtus, il povero Tito Masini, Dio lo benedica sempre, si mise alla ricerca disperata di un presidente affidabile e prestigioso, si rivolse a Fortunato Ballerini, uomo di sport e segretario della Federazione di Ginnastica. Questi ci pensò un po' e poi rifiutò. Voleva approfondire. Nel frattempo de Coubertin gli scrisse per proporgli di organizzare le olimpiadi a Roma nel 1908. Ballerini si alleprò e leggendo lo statuto laziale pensò che la Nostra potesse essere un laboratorio di sport e cultura come nel più puro spirito olimpico. Accettò nel 1904 la presidenza e fu lui che scelse il biancoceleste e l'aquila, non ad ali spiegate, come colori e simbolo. Da buon massone, la tomba è stata scoperta da LW un paio d'anni fa ed è decorata con la simbologia massonica, vide nella bellezza del corpo e nella pratica della conoscenza, i pioli essenziali di quella scala che conduce alla purificazione. Con lui la lazio ebbe 16 anni di splendore: i soci arrivarono a diverse migliaia, la sede di via Veneto si popolò di premi Nobel, musicisti, cantanti lirici, pedagoghi, benefattori, archeologi di fama, letterati, poeti, scienziati. Divenne il centro culturale più importante di Roma. Nel frattempo i soci si esibivano nel football, nella scherma, nel nuoto, nel podismo. Si vinceva tanto e si apprezzavano le voci migliori della cultura contemporanea. Ballerini creò la Lazio che conosciamo. Senza di lui non staremmo su questo forum e venerdì non giocheremmo con il Lecce. E guardate che questo spiritaccio non è scomparso. Il portato balleriniano è arrivato fino ad oggi. Cosa persegue la Lazio Generale, perché si è creata la Fondazione Lazio? E il Terzo Pilastro? E la Multisport di cui la Lazio è il vertice in Europa? Retaggi di quei tempi. Ovviamente convitata di pietra la Sezione calcio che non ha capito tante cose.
Alla luce di quanto detto mi posso sentire un po' più in alto dei cugini? Dei loro ridicoli SPQR. Dei colori del'Imbero. Delle cialtronate eterodirette? Di Ferdinando e dei Texani? Loro non hanno questo pregresso. I loro dirigenti attuali ce lo hanno confessato apertamente che ci invidiano.
Sì, se loro sono un popolo, io proclamo il mio essere elitario.
Varie: Vaccaro non fu un fascista tuttodiunpezzo. Fu un fascista moderato. Quando nel 1945 fi recluso a Coltano, vi rimase poco perché non autore di nefandezze e violenze. Era soprattutto un uomo di sport. Quando nel 1936 si dovevano scegliere gli atleti italiani per le olimpiadi di Berlino, si impose e pretese la partecipazione del ginnasta Egidio Armelloni, comunista dichiarato e che in quanto tale aveva scontato due anni di carcere duro.
Nel 1927 Vaccaro era molto d'accordo nel fare la fusione. Lo riteneva utile. Quello che non accettò fu il nome e i colori proposti (per fortuna).
Il nome <<Lazio>>. Ma come non si sa perché lo abbiamo adottato? Lo dice Ballerini nel discorso di Commiato dopo 16 anni di presidenza, riportato nel giornale ufficiale "Lazio" del 20 febbraio 1922 che recita: "(Il nome Lazio) come auspicio a conoscere il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono".
Anche questo documento ce l'ha solo LazioWiki.
Consigli per gli acquisti. Ricordate che indico due testi di LW non per guadagnare. LW con i proventi delle vendite ci paga il server (non abbiamo introiti esterni e ci autofinanziamo con quanto esce dalle nostre tasche) e ciò che avanza va in beneficenza certificata. Li indico perché illuminanti e scientificamente inattaccabili. I vertici della Generale credono a ciò che scriviamo e intendono modificare qualcosa dello statuto. Che i fondatori fossero 15 e non 9 è già passato, ad esempio!
"Società Podistica <<Lazio>>. Ideali sportivi, olimpici, unitari, romani e biancocelesti". Autore Marco Impiglia, è Laziale statene certi. 520 pagine di documenti inediti e di scritti che spiegano nel dettaglio i primi 26 anni di Lazio. Purtroppo è stato tirato in sole 100 copie firmate e numerate ed è introvabile. Però chissà.
"Lì dove la Lazio nacque. Dal barcone di Luigi Del Bigio alla panchina di piazza della Libertà". E' uno dei testi della collana "I libri di LazioWiki" (anche quello di Impiglia lo è). In questo volume, anch'esso denso di materiale inedito, si tratta dei luoghi della Lazio dei Fondatori e dei Pionieri. Il traghetto del leggendario Toto er Bigio e la sua foto inedita, il Pippanera con l'individuazione del gestore, piazza della Libertà, la casina superstite della vecchia stazione ferroviaria, la foto (inedita) della magica panchina e altro.
Scusate la lunghezza ed eventuali errori ortografici. Non ho riletto.
Integro questo bellissimo post per aggiungere altre informazioni.
Quintino non fa il nome della persona che influenzò Pennacchia, quindi non lo farò io, basti dire che cambiò versioni nel corso degli anni, nel dopoguerra scriveva che Bigiarelli era stato spinto alla fondazione della società per dimenticare una delusione amorosa.
La storia della Grecia e delle Olimpiadi compare per la prima volta nel libro di Pennacchia, prima non se ne era mai parlato.
Come testimoniato da Quintino, i colori societari biancocelesti sono assolutamente casuali: se Ancherani (lui e/o altri) avesse scelto stoffe di altri colori probabilmente noi oggi avremmo quei colori sociali.
Per finire cito un'interessante ricerca di LW sulla Massioneria e la nascita della Lazio.
https://www.laziowiki.org/wiki/La_Massoneria_e_la_nascita_della_Lazio (https://www.laziowiki.org/wiki/La_Massoneria_e_la_nascita_della_Lazio)
Per fortuna scelsero i colori più belli del mondo.
Una osservazione/curiosità: una delle prime maglie è a quarti.
Immagino che al tempo fossero le madri o le mogli a confezionarle: non erano tropo complicate?
Anche se in realtà le prime squadre inglesi ed il genoa avevano maglie a quarti.
Sarebbe bello per qualche anniversario averne una così.
Ultima: oggi è il 26 maggio: spero che il 28 le vostre foto confluiscano su questo topic per chi non può essere fisicamente presente
Grazie