Festeggiamenti

Aperto da Adler Nest, 05 Mag 2023, 21:03

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

Nano

*
Lazionetter
* 1.446
Registrato
Citazione di: FatDanny il 09 Mag 2023, 18:23
ma è sgradevole perché non hai alcuna consuetudine a sentirlo.
Non c'è alcuna particolare differenza da un "il bologna" o "il torino".

la butto lì senza nessuna pretesa...
può essere che hanno preso l'articolo "la" per differenziarsi da:

"Il Roma è un quotidiano italiano con sede a Napoli. Fondato nel 1862, è il più antico quotidiano italiano post unitario"

giornale anche esso nato prima di loro?

torno nel mio antro  :p

Adler Nest

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.597
Registrato
Grazie Quintino.
Un condensato di storia.
Però adesso chiedo: noi festeggiamo la fondazione nel 1900 di una società podistica. Quando si ha traccia della sezione  calcio e della prima partita?
1902? Oppure 1900?
È giusto considerare la data del 1900 se il calcio viene dopo (se)?
Grazie ancora.

guido 59

*
Lazionetter
* 1.150
Registrato
Citazione di: adiutrix il 09 Mag 2023, 21:54
Per tornare in topic e quindi dei festeggiamenti,  volevo raccontare quello che successe nella mia borgata ai tempi del nostro scudetto del 2000. I ragazzi del club decise di verniciare la piazzetta principale, con un grande scudo biancoceleste, niente di invasivo, la piazza era pavimentata con asfalto e le poche righe che c'erano non erano più visibili. Decisero di farlo di notte per non intralciare il traffico e la vita dei concittadini. A lavoro quasi ultimato arrivò una pattuglia della polizia municipale, informata da qualcuno  che aveva denunciato il fatto, e prese gli estremi di quei ragazzi. Non so, sinceramente se ci furono conseguenze.  L'anno dopo, purtroppo arrivò lo scudetto delle merde e in quel mefistelico periodo, un pomeriggio mi trovai in mezzo a traffico inusuale per la zona e il periodo. Pensai a un incidente e invece scoprii che c'era una pattuglia di vigili urbani che stava deviando il traffico nei pressi della suddetta piazzetta, perché c'erano dei ragazzi romanisti che stavano verniciando sopra quello che rimaneva dello scudetto biancoceleste dell'anno prima. A noi, i vigili c'hanno denunciato, a loro gli facevano da spalla, in pieno giorno, con traffico impazzito, per fargli fare la loro opera... questo è.  Senza dimenticare che una volta, l'allora sindaco, con una ordinanza, chiuse alcune piazze e strade del centro di Roma, in concomitanza di una nostra finale, (che vincemmo) non ricordo quale, per paura dei festeggiamenti.

lazio mallorca finale coppa delle coppe

Il nostro Giorgione

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 15.237
Registrato
Topic divertentissimo, grazie Quintino per le informazioni.

Fat mi convinci, ma non sulla Juventus. È un Football Club, ma il sostantivo latino e di genere femminile. Ergo, LA giovinezza-Juventus (che ci fugge tuttavia, chi vuol essere lieto sia e rioma merda sempre)...

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

JSV23

*
Lazionetter
* 20.765
Registrato
Citazione di: Quintino il 09 Mag 2023, 21:27
Dopo le diatribe su SMS, mi affaccio su questo interessante topic. Ho letto tante tesi ben formulate ma vorrei aggiungere delle mie considerazioni maturate in 16 anni di lavoro su LazioWiki. Il lavoro che facciamo si basa soltanto sui documenti ufficiali, fonti primarie e tutto ciò che è verificabile. Naturalmente la documentazione è in nostro possesso ed è costata anni di ricerche in archivi, biblioteche, emeroteche, case private ecc.
In base a ciò che abbiamo appurato, abbiamo dedotto che una certa confusione che si è creata sulla genesi della Lazio si deve alla comunque magnifica e lirica opera di Mario Pennacchia "Storia della Lazio", pubblicata nel 1969. Non si tratta di disistimare il grande maestro, che mi ha onorato della sua prefazione per due miei libri, fu la non oggettività dei fatti narrati dal suo testimone a trarlo in inganno, unita all'estrema fretta con cui, causa il giornaliero stillicidio dell'editore, fu costretto a procedere. Egli basò il racconto delle origini soltanto su ciò che gli venne narrato da un pioniere, notoriamente narcisello, che o per erigersi a unica voce ufficiale o per deficit di memoria su fatti accaditi quasi 70 anni prima, immaginò cose mai avvenute e, pertanto, mai provate. Ed è un peccato, perché quando Mario scrisse il libro non sapeva che erano vispi e arzilli ben due fondatori e un grande numero di pionieri tra cui, in primis, il grande Tito Masini, memoria storica della Lazio del 1900 e lucidissima persona, tanto che fu scelto a interpretare il magnifico e ieratico "cardinale" nel felliniano "8 e mezzo".
La "fabula" pennacchiesca ha fatto credere ad ogni laziale che la mattina del freddo 9 gennaio 1900, i fondatori posizionati davanti al barcone spogliatoio fluviale del Pippanera, decisero che la società che avrebbero fondato nel pomeriggio si sarebbe chiamata Lazio, avrebbe avuto i colori biancocelesti in onore di quelli della bandiera della Grecia patria delle olimpiadi, avrebbe avuto per simbolo l'aquila e avrebbe adottato il motto sallustiano. Solo la prima asserzione è vera.
-   La Lazio nacque priva di colori. In ogni fotografia la maglia sociale è bianca (v. la celebre foto di Bigiarelli del 1901 mentre gareggia in Belgio). In alcun documento ufficiale e in alcun reperto emerotecario si nominano una sola volta i colori biancocelesti.
-   Le olimpiadi, con la nascita della Lazio, non hanno alcun rapporto. Anche in questo caso ci soccorrono la mancanza di testimonianze scritte e soprattutto il fatto che le olimpiadi del 1900 erano completamente ignorate da chiunque. Il Messaggero, durante lo svolgimento dei giochi parigini, dedica un solo articolo sull'argomento e in esso si parla di giocolieri acrobati, funamboli, donne cannone, zucchero filato e dell'abbondanza di leccornie in vendita. Non c'è un solo risultato sportivo, né, tantomeno i nomi degli atleti partecipanti. Era una kermesse circense-culinaria. Ulteriore prova è costituita dal primo punto: le maglie della Lazio non avevano alcun colore.
-   Fino al 1905 nella carta da lettere sociale non c'è alcuna aquila e nel diploma sociale, in possesso di LazioWiki, consegnato ad un podista vittorioso in una gara del 1902 non appare il fiero volatile. Tanto meno ci sono reperti fotografici con il simbolo aquilino.
-   Il motto sallustiano resta un mistero (ma stiamo indagando). Non si ha notizia di un motto sicuramente fino al 1910-1911. Presumiamo che esso apparve nel primo dopoguerra. Per altro il motto non è affatto un'idea laziale: è il motto di numerose associazioni nordeuropee e dell'università di Cambridge, ad esempio.
Direte, ma quarda 'sto scemo che ci distrugge il mito! No, calma.
Se è vero che aquila, colori, motto, olimpiadi sono elementi gratificanti e romantici per ogni Laziale, è certamente più appagante qualcosa sotteso alla fondazione.
Fat dice, ragionevolmente, che la Lazio nasce in Prati. Quindi fuori del centro antico di Roma, proiettata quindi verso un quartiere che il Viviani, seguendo la volontà politica dell'allora governo, avrebbe dovuto realizzare come la proiezione verso la modernità di un'espansione già patrimonio di Parigi, Londra, Berlino ecc. Non è così. La Lazio nasce sul Tevere, asse della città storica, flusso psicologico e memento antichissimo. Già negli ultimi due decenni del XIX secolo, il Tevere diviene un elemento di libertà, liberazione, creatività, gioia di vivere. Chi frequenta le sue acque e le sue sponde? Aristocratici non neri, ricchi borghesi insoddisfatti, omosessuali raffinati, artisti visionari, bizzarri scrittori emarginati, studenti squattrinati, strilloni di giornali, edili, macellai, modesti artigiani. Essi, quotidianamente, entrano vestiti nei canneti con i loro abiti diseguali per qualità, ma quando rimangono in mutande sono tutti uguali. Le classi si parificano, non ci sono differenze sociali. Nascono amicizie tra lo strillone e lo scrittore, si organizzano giochi, si canta, si recita, si mangia insieme con il tovagliolo appoggiato sull'acqua. Si scandalizzano i benpensanti affacciati sui ponti (abbiamo tante foto di nostri fondatori con le virtù in bella vista), non ci sono vincoli morali né leggi opprimenti. Si cerca l'elan vital bergsoniano, il ritorno matissiano ad un mondo primordiale incorrotto. Si creano i Rari Nantes, i [...] (quasi tutti protolaziali), la Romana Nuoto, i Bagni Talacchi (erano macellai). E che c'è di più bello del fatto che i nostri fondatori e pionieri siano partecipi di questo mondo impregnato di libertà? Altro che l'aquila e il biancoceleste! Nel 1901 i nostri giovani fiumaroli, ricordiamolo, siamo una società fiumarola, partecipano ai "Ludi al secolo nascente" una manifestazione positivista antioscurantista. Pazzi scatenati che eleggono il primo presidente sociale, Pedercini, perché fu l'unico a saltare con un balzo su un carro pieno di fieno. Tra l'altro Pedercini scoprì da solo l'emissario del lago di Nemi che gli archeologi cercavano da secoli.
Non vi basta sapere che erano dei libertari anticonformisti? Va bene. Nel secondo statuto sociale c'è scritto che la Lazio persegue la cura del corpo tramite attività atletiche varie. Anche gli altri statuti coevi di altre società affermavano la stessa cosa. Ma la Lazio aggiunge qualcosa di eccezionale: la cura del corpo non disgiunta dalla cultura, dalla conoscenza. Chi più moderni i loro? E' la sintesi della visione dell'uomo greco e poi, in parte, di quello romano. Se volessimo tornare alle olimpiadi antiche si potrebbe dire che sì che è vera la questione dello spirito olimpico delle nostre origini, ma è una posizione quasi spontanea nei comportamenti e non connessa con la stupidaggine dei colori della bandiera ellenica. Quando nel 1903 la Lazio passava una gravissima crisi finanziaria, I Bigiarelli se ne erano andati in Belgio, altri se ne andarono fondando la Virtus, il povero Tito Masini, Dio lo benedica sempre, si mise alla ricerca disperata di un presidente affidabile e prestigioso, si rivolse a Fortunato Ballerini, uomo di sport e segretario della Federazione di Ginnastica. Questi ci pensò un po' e poi rifiutò. Voleva approfondire. Nel frattempo de Coubertin gli scrisse per proporgli di organizzare le olimpiadi a Roma nel 1908. Ballerini si alleprò e leggendo lo statuto laziale pensò che la Nostra potesse essere un laboratorio di sport e cultura come nel più puro spirito olimpico. Accettò nel 1904 la presidenza e fu lui che scelse il biancoceleste e l'aquila, non ad ali spiegate, come colori e simbolo. Da buon massone, la tomba è stata scoperta da LW un paio d'anni fa ed è decorata con la simbologia massonica, vide nella bellezza del corpo e nella pratica della conoscenza, i pioli essenziali di quella scala che conduce alla purificazione. Con lui la lazio ebbe 16 anni di splendore: i soci arrivarono a diverse migliaia, la sede di via Veneto si popolò di premi Nobel, musicisti, cantanti lirici, pedagoghi, benefattori, archeologi di fama, letterati, poeti, scienziati. Divenne il centro culturale più importante di Roma. Nel frattempo i soci si esibivano nel football, nella scherma, nel nuoto, nel podismo. Si vinceva tanto e si apprezzavano le voci migliori della cultura contemporanea. Ballerini creò la Lazio che conosciamo. Senza di lui non staremmo su questo forum e venerdì non giocheremmo con il Lecce. E guardate che questo spiritaccio non è scomparso. Il portato balleriniano è arrivato fino ad oggi. Cosa persegue la Lazio Generale, perché si è creata la Fondazione Lazio? E il Terzo Pilastro? E la Multisport di cui la Lazio è il vertice in Europa? Retaggi di quei tempi. Ovviamente convitata di pietra la Sezione calcio che non ha capito tante cose.
Alla luce di quanto detto mi posso sentire un po' più in alto dei cugini? Dei loro ridicoli SPQR. Dei colori del'Imbero. Delle cialtronate eterodirette? Di Ferdinando e dei Texani? Loro non hanno questo pregresso. I loro dirigenti attuali ce lo hanno confessato apertamente che ci invidiano.
Sì, se loro sono un popolo, io proclamo il mio essere elitario.

Varie: Vaccaro non fu un fascista tuttodiunpezzo. Fu un fascista moderato. Quando nel 1945 fi recluso a Coltano, vi rimase poco perché non autore di nefandezze e violenze. Era soprattutto un uomo di sport. Quando nel 1936 si dovevano scegliere gli atleti italiani per le olimpiadi di Berlino, si impose e pretese la partecipazione del ginnasta Egidio Armelloni, comunista dichiarato e che in quanto tale aveva scontato due anni di carcere duro.
Nel 1927 Vaccaro era molto d'accordo nel fare la fusione. Lo riteneva utile. Quello che non accettò fu il nome e i colori proposti (per fortuna).
Il nome <<Lazio>>. Ma come non si sa perché lo abbiamo adottato? Lo dice Ballerini nel discorso di Commiato dopo 16 anni di presidenza, riportato nel giornale ufficiale "Lazio" del 20 febbraio 1922 che recita: "(Il nome Lazio) come auspicio a conoscere il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono".
Anche questo documento ce l'ha solo LazioWiki.
Consigli per gli acquisti. Ricordate che indico due testi di LW non per guadagnare. LW con i proventi delle vendite ci paga il server (non abbiamo introiti esterni e ci autofinanziamo con quanto esce dalle nostre tasche) e ciò che avanza va in beneficenza certificata. Li indico perché illuminanti e scientificamente inattaccabili. I vertici della Generale credono a ciò che scriviamo e intendono modificare qualcosa dello statuto. Che i fondatori fossero 15 e non 9 è già passato, ad esempio!
"Società Podistica <<Lazio>>. Ideali sportivi, olimpici, unitari, romani e biancocelesti". Autore Marco Impiglia, è Laziale statene certi. 520 pagine di documenti inediti e di scritti che spiegano nel dettaglio i primi 26 anni di Lazio. Purtroppo è stato tirato in sole 100 copie firmate e numerate ed è introvabile. Però chissà.
"Lì dove la Lazio nacque. Dal barcone di Luigi Del Bigio alla panchina di piazza della Libertà". E' uno dei testi della collana "I libri di LazioWiki" (anche quello di Impiglia lo è). In questo volume, anch'esso denso di materiale inedito, si tratta dei luoghi della Lazio dei Fondatori e dei Pionieri. Il traghetto del leggendario Toto er Bigio e la sua foto inedita, il Pippanera con l'individuazione del gestore, piazza della Libertà, la casina superstite della vecchia stazione ferroviaria, la foto (inedita) della magica panchina e altro.
Scusate la lunghezza ed eventuali errori ortografici. Non ho riletto.
Post spettacolare

adiutrix

*
Lazionetter
* 3.634
Registrato
Grazie Quintino per  il post
sono intervenuto a proposito dei nostri colori, non associandoli alla Grecia, proprio per aver letto gli studi di laziowiki e per il libro di Impiglia, di cui possiedo il numero 62. Grazie di nuovo

Adler Nest

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.597
Registrato

Quintino

*
Lazionetter
* 1.204
Registrato
Sì.  Sì sa da anni. Peccato che era calcio ginnico. Come palla prigioniera ma fatta con i piedi. I giocatori non potevano spostarsi.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

kurt

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 8.201
Registrato
@Quintino, appurato che la Grecia e le olimpiadi non c'entrano una mazza  :=)) ma quindi si sa perché Ballerini scelse il bianco celeste come colori sociali?

NandoViola

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 6.529
Registrato
Citazione di: Quintino il 09 Mag 2023, 21:27
Dopo le diatribe su SMS, mi affaccio su questo interessante topic. Ho letto tante tesi ben formulate ma vorrei aggiungere delle mie considerazioni maturate in 16 anni di lavoro su LazioWiki. Il lavoro che facciamo si basa soltanto sui documenti ufficiali, fonti primarie e tutto ciò che è verificabile. Naturalmente la documentazione è in nostro possesso ed è costata anni di ricerche in archivi, biblioteche, emeroteche, case private ecc.
In base a ciò che abbiamo appurato, abbiamo dedotto che una certa confusione che si è creata sulla genesi della Lazio si deve alla comunque magnifica e lirica opera di Mario Pennacchia "Storia della Lazio", pubblicata nel 1969. Non si tratta di disistimare il grande maestro, che mi ha onorato della sua prefazione per due miei libri, fu la non oggettività dei fatti narrati dal suo testimone a trarlo in inganno, unita all'estrema fretta con cui, causa il giornaliero stillicidio dell'editore, fu costretto a procedere. Egli basò il racconto delle origini soltanto su ciò che gli venne narrato da un pioniere, notoriamente narcisello, che o per erigersi a unica voce ufficiale o per deficit di memoria su fatti accaditi quasi 70 anni prima, immaginò cose mai avvenute e, pertanto, mai provate. Ed è un peccato, perché quando Mario scrisse il libro non sapeva che erano vispi e arzilli ben due fondatori e un grande numero di pionieri tra cui, in primis, il grande Tito Masini, memoria storica della Lazio del 1900 e lucidissima persona, tanto che fu scelto a interpretare il magnifico e ieratico "cardinale" nel felliniano "8 e mezzo".
La "fabula" pennacchiesca ha fatto credere ad ogni laziale che la mattina del freddo 9 gennaio 1900, i fondatori posizionati davanti al barcone spogliatoio fluviale del Pippanera, decisero che la società che avrebbero fondato nel pomeriggio si sarebbe chiamata Lazio, avrebbe avuto i colori biancocelesti in onore di quelli della bandiera della Grecia patria delle olimpiadi, avrebbe avuto per simbolo l'aquila e avrebbe adottato il motto sallustiano. Solo la prima asserzione è vera.
-   La Lazio nacque priva di colori. In ogni fotografia la maglia sociale è bianca (v. la celebre foto di Bigiarelli del 1901 mentre gareggia in Belgio). In alcun documento ufficiale e in alcun reperto emerotecario si nominano una sola volta i colori biancocelesti.
-   Le olimpiadi, con la nascita della Lazio, non hanno alcun rapporto. Anche in questo caso ci soccorrono la mancanza di testimonianze scritte e soprattutto il fatto che le olimpiadi del 1900 erano completamente ignorate da chiunque. Il Messaggero, durante lo svolgimento dei giochi parigini, dedica un solo articolo sull'argomento e in esso si parla di giocolieri acrobati, funamboli, donne cannone, zucchero filato e dell'abbondanza di leccornie in vendita. Non c'è un solo risultato sportivo, né, tantomeno i nomi degli atleti partecipanti. Era una kermesse circense-culinaria. Ulteriore prova è costituita dal primo punto: le maglie della Lazio non avevano alcun colore.
-   Fino al 1905 nella carta da lettere sociale non c'è alcuna aquila e nel diploma sociale, in possesso di LazioWiki, consegnato ad un podista vittorioso in una gara del 1902 non appare il fiero volatile. Tanto meno ci sono reperti fotografici con il simbolo aquilino.
-   Il motto sallustiano resta un mistero (ma stiamo indagando). Non si ha notizia di un motto sicuramente fino al 1910-1911. Presumiamo che esso apparve nel primo dopoguerra. Per altro il motto non è affatto un'idea laziale: è il motto di numerose associazioni nordeuropee e dell'università di Cambridge, ad esempio.
Direte, ma quarda 'sto scemo che ci distrugge il mito! No, calma.
Se è vero che aquila, colori, motto, olimpiadi sono elementi gratificanti e romantici per ogni Laziale, è certamente più appagante qualcosa sotteso alla fondazione.
Fat dice, ragionevolmente, che la Lazio nasce in Prati. Quindi fuori del centro antico di Roma, proiettata quindi verso un quartiere che il Viviani, seguendo la volontà politica dell'allora governo, avrebbe dovuto realizzare come la proiezione verso la modernità di un'espansione già patrimonio di Parigi, Londra, Berlino ecc. Non è così. La Lazio nasce sul Tevere, asse della città storica, flusso psicologico e memento antichissimo. Già negli ultimi due decenni del XIX secolo, il Tevere diviene un elemento di libertà, liberazione, creatività, gioia di vivere. Chi frequenta le sue acque e le sue sponde? Aristocratici non neri, ricchi borghesi insoddisfatti, omosessuali raffinati, artisti visionari, bizzarri scrittori emarginati, studenti squattrinati, strilloni di giornali, edili, macellai, modesti artigiani. Essi, quotidianamente, entrano vestiti nei canneti con i loro abiti diseguali per qualità, ma quando rimangono in mutande sono tutti uguali. Le classi si parificano, non ci sono differenze sociali. Nascono amicizie tra lo strillone e lo scrittore, si organizzano giochi, si canta, si recita, si mangia insieme con il tovagliolo appoggiato sull'acqua. Si scandalizzano i benpensanti affacciati sui ponti (abbiamo tante foto di nostri fondatori con le virtù in bella vista), non ci sono vincoli morali né leggi opprimenti. Si cerca l'elan vital bergsoniano, il ritorno matissiano ad un mondo primordiale incorrotto. Si creano i Rari Nantes, i [...] (quasi tutti protolaziali), la Romana Nuoto, i Bagni Talacchi (erano macellai). E che c'è di più bello del fatto che i nostri fondatori e pionieri siano partecipi di questo mondo impregnato di libertà? Altro che l'aquila e il biancoceleste! Nel 1901 i nostri giovani fiumaroli, ricordiamolo, siamo una società fiumarola, partecipano ai "Ludi al secolo nascente" una manifestazione positivista antioscurantista. Pazzi scatenati che eleggono il primo presidente sociale, Pedercini, perché fu l'unico a saltare con un balzo su un carro pieno di fieno. Tra l'altro Pedercini scoprì da solo l'emissario del lago di Nemi che gli archeologi cercavano da secoli.
Non vi basta sapere che erano dei libertari anticonformisti? Va bene. Nel secondo statuto sociale c'è scritto che la Lazio persegue la cura del corpo tramite attività atletiche varie. Anche gli altri statuti coevi di altre società affermavano la stessa cosa. Ma la Lazio aggiunge qualcosa di eccezionale: la cura del corpo non disgiunta dalla cultura, dalla conoscenza. Chi più moderni i loro? E' la sintesi della visione dell'uomo greco e poi, in parte, di quello romano. Se volessimo tornare alle olimpiadi antiche si potrebbe dire che sì che è vera la questione dello spirito olimpico delle nostre origini, ma è una posizione quasi spontanea nei comportamenti e non connessa con la stupidaggine dei colori della bandiera ellenica. Quando nel 1903 la Lazio passava una gravissima crisi finanziaria, I Bigiarelli se ne erano andati in Belgio, altri se ne andarono fondando la Virtus, il povero Tito Masini, Dio lo benedica sempre, si mise alla ricerca disperata di un presidente affidabile e prestigioso, si rivolse a Fortunato Ballerini, uomo di sport e segretario della Federazione di Ginnastica. Questi ci pensò un po' e poi rifiutò. Voleva approfondire. Nel frattempo de Coubertin gli scrisse per proporgli di organizzare le olimpiadi a Roma nel 1908. Ballerini si alleprò e leggendo lo statuto laziale pensò che la Nostra potesse essere un laboratorio di sport e cultura come nel più puro spirito olimpico. Accettò nel 1904 la presidenza e fu lui che scelse il biancoceleste e l'aquila, non ad ali spiegate, come colori e simbolo. Da buon massone, la tomba è stata scoperta da LW un paio d'anni fa ed è decorata con la simbologia massonica, vide nella bellezza del corpo e nella pratica della conoscenza, i pioli essenziali di quella scala che conduce alla purificazione. Con lui la lazio ebbe 16 anni di splendore: i soci arrivarono a diverse migliaia, la sede di via Veneto si popolò di premi Nobel, musicisti, cantanti lirici, pedagoghi, benefattori, archeologi di fama, letterati, poeti, scienziati. Divenne il centro culturale più importante di Roma. Nel frattempo i soci si esibivano nel football, nella scherma, nel nuoto, nel podismo. Si vinceva tanto e si apprezzavano le voci migliori della cultura contemporanea. Ballerini creò la Lazio che conosciamo. Senza di lui non staremmo su questo forum e venerdì non giocheremmo con il Lecce. E guardate che questo spiritaccio non è scomparso. Il portato balleriniano è arrivato fino ad oggi. Cosa persegue la Lazio Generale, perché si è creata la Fondazione Lazio? E il Terzo Pilastro? E la Multisport di cui la Lazio è il vertice in Europa? Retaggi di quei tempi. Ovviamente convitata di pietra la Sezione calcio che non ha capito tante cose.
Alla luce di quanto detto mi posso sentire un po' più in alto dei cugini? Dei loro ridicoli SPQR. Dei colori del'Imbero. Delle cialtronate eterodirette? Di Ferdinando e dei Texani? Loro non hanno questo pregresso. I loro dirigenti attuali ce lo hanno confessato apertamente che ci invidiano.
Sì, se loro sono un popolo, io proclamo il mio essere elitario.

Varie: Vaccaro non fu un fascista tuttodiunpezzo. Fu un fascista moderato. Quando nel 1945 fi recluso a Coltano, vi rimase poco perché non autore di nefandezze e violenze. Era soprattutto un uomo di sport. Quando nel 1936 si dovevano scegliere gli atleti italiani per le olimpiadi di Berlino, si impose e pretese la partecipazione del ginnasta Egidio Armelloni, comunista dichiarato e che in quanto tale aveva scontato due anni di carcere duro.
Nel 1927 Vaccaro era molto d'accordo nel fare la fusione. Lo riteneva utile. Quello che non accettò fu il nome e i colori proposti (per fortuna).
Il nome <<Lazio>>. Ma come non si sa perché lo abbiamo adottato? Lo dice Ballerini nel discorso di Commiato dopo 16 anni di presidenza, riportato nel giornale ufficiale "Lazio" del 20 febbraio 1922 che recita: "(Il nome Lazio) come auspicio a conoscere il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono".
Anche questo documento ce l'ha solo LazioWiki.
Consigli per gli acquisti. Ricordate che indico due testi di LW non per guadagnare. LW con i proventi delle vendite ci paga il server (non abbiamo introiti esterni e ci autofinanziamo con quanto esce dalle nostre tasche) e ciò che avanza va in beneficenza certificata. Li indico perché illuminanti e scientificamente inattaccabili. I vertici della Generale credono a ciò che scriviamo e intendono modificare qualcosa dello statuto. Che i fondatori fossero 15 e non 9 è già passato, ad esempio!
"Società Podistica <<Lazio>>. Ideali sportivi, olimpici, unitari, romani e biancocelesti". Autore Marco Impiglia, è Laziale statene certi. 520 pagine di documenti inediti e di scritti che spiegano nel dettaglio i primi 26 anni di Lazio. Purtroppo è stato tirato in sole 100 copie firmate e numerate ed è introvabile. Però chissà.
"Lì dove la Lazio nacque. Dal barcone di Luigi Del Bigio alla panchina di piazza della Libertà". E' uno dei testi della collana "I libri di LazioWiki" (anche quello di Impiglia lo è). In questo volume, anch'esso denso di materiale inedito, si tratta dei luoghi della Lazio dei Fondatori e dei Pionieri. Il traghetto del leggendario Toto er Bigio e la sua foto inedita, il Pippanera con l'individuazione del gestore, piazza della Libertà, la casina superstite della vecchia stazione ferroviaria, la foto (inedita) della magica panchina e altro.
Scusate la lunghezza ed eventuali errori ortografici. Non ho riletto.
Spettacolare, da lacrime agli occhi.
Grazie Quinti'

Gulp

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 19.377
Registrato
Anche io a questo punto sono curioso di sapere se c'è un motivo per il bianco-celeste :beer:

tommasino

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 28.049
Registrato
Quintino numero uno!

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Quintino

*
Lazionetter
* 1.204
Registrato
Stasera rispondo alla domanda sui colori, domattina alle altre (so' mezzo addormito).
Sì, si sa. La bandiera sociale ufficiale, la prima in assoluto, fu cucita dalla socia Tobia, moglie del fondatore Galileo Massa, alla vigilia del pranzo tenuto alla trattoria dell'Olmo (dove adesso c'è la piscina scoperta del Foro Italico) nell'autunno 1904 e fu donata a Ballerini che la baciò. Il bianco e il celeste erano i colori di quasi tutte le società fiumarole presenti sul Tevere, una sorta di consuetudine in opposizione ai colori accesi delle società ginniche. Era a strisce biancocelesti, ce lo rivela il Messaggero. L'unico dubbio che ci rimane è se le strisce erano orizzontali o verticali. Le società natatorie, infatti, pur adottando quasi sempre il biancoceleste, variavano la disposizione delle strisce per riconoscersi.
Aggiungo una cosa che forse non tutti sanno: all'asta della bandiera era legato un nastrino verde. Ballerini aveva assorbito nella Lazio la società podistica Hesperia, acquisendo da essa molti atleti. L'Hesperia aveva il verde come colore sociale. Fu un gesto di cortese riconoscenza.

Precisione

*
Lazionetter
* 3.887
Registrato
Visto che il topic ha preso questa deriva, ne approfitto per chiedere a Quintino alcune cose che avrei voluto chiedergli da anni.

1) Sulla storia dello scudetto del 1915 trovo Laziowiki abbastanza "fredda", nel senso che non sposa appieno la causa. Perché già sa che è una rivendicazione con basi storiche fragili o per quale altro motivo?

2) Che differenza c'è tra Laziowiki e Centro Studi Nove Gennaio 1900? Perché non vi "unificate" e portate avanti ricerche congiunte?

3) Da che dipende il fatto che Centro Studi Nove Gennaio sia riconosciuto dalla S.S Lazio e Laziowiki no? Lo noto soprattutto dal fatto (chiedo scusa se sbaglio, ma questa è l'impressione) che quando c'è una presentazione di un libro o di un evento di Laziowiki, fai trasparire sempre, più o meno velatamente, che è presente la Lazio Generale guidata da Buccioni ma non Lotito o la Lazio Calcio.

4) La Lazio è "biancoceleste" o "biancazzurra"? Si può una volta per tutte chiarire quale è la dicitura più corretta storicamente?

Grazie anticipatamente per le risposte e complimenti per il lavoro storico che portate avanti.


Adler Nest

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.597
Registrato
Vado a letto con :
1. Non siamo nati nel 1900
2. I nostri colori erano il bianco
3. Poi no il bianco e celeste a righe
4. Con un tocco di verde
5. Siamo nati da una fusione con l'Hesperia.
....
:=))

WernerHeisenberg

*
Lazionetter
* 5.625
Registrato
Citazione di: Quintino il 09 Mag 2023, 21:27
Dopo le diatribe su SMS, mi affaccio su questo interessante topic. Ho letto tante tesi ben formulate ma vorrei aggiungere delle mie considerazioni maturate in 16 anni di lavoro su LazioWiki. Il lavoro che facciamo si basa soltanto sui documenti ufficiali, fonti primarie e tutto ciò che è verificabile. Naturalmente la documentazione è in nostro possesso ed è costata anni di ricerche in archivi, biblioteche, emeroteche, case private ecc.
In base a ciò che abbiamo appurato, abbiamo dedotto che una certa confusione che si è creata sulla genesi della Lazio si deve alla comunque magnifica e lirica opera di Mario Pennacchia "Storia della Lazio", pubblicata nel 1969. Non si tratta di disistimare il grande maestro, che mi ha onorato della sua prefazione per due miei libri, fu la non oggettività dei fatti narrati dal suo testimone a trarlo in inganno, unita all'estrema fretta con cui, causa il giornaliero stillicidio dell'editore, fu costretto a procedere. Egli basò il racconto delle origini soltanto su ciò che gli venne narrato da un pioniere, notoriamente narcisello, che o per erigersi a unica voce ufficiale o per deficit di memoria su fatti accaditi quasi 70 anni prima, immaginò cose mai avvenute e, pertanto, mai provate. Ed è un peccato, perché quando Mario scrisse il libro non sapeva che erano vispi e arzilli ben due fondatori e un grande numero di pionieri tra cui, in primis, il grande Tito Masini, memoria storica della Lazio del 1900 e lucidissima persona, tanto che fu scelto a interpretare il magnifico e ieratico "cardinale" nel felliniano "8 e mezzo".
La "fabula" pennacchiesca ha fatto credere ad ogni laziale che la mattina del freddo 9 gennaio 1900, i fondatori posizionati davanti al barcone spogliatoio fluviale del Pippanera, decisero che la società che avrebbero fondato nel pomeriggio si sarebbe chiamata Lazio, avrebbe avuto i colori biancocelesti in onore di quelli della bandiera della Grecia patria delle olimpiadi, avrebbe avuto per simbolo l'aquila e avrebbe adottato il motto sallustiano. Solo la prima asserzione è vera.
-   La Lazio nacque priva di colori. In ogni fotografia la maglia sociale è bianca (v. la celebre foto di Bigiarelli del 1901 mentre gareggia in Belgio). In alcun documento ufficiale e in alcun reperto emerotecario si nominano una sola volta i colori biancocelesti.
-   Le olimpiadi, con la nascita della Lazio, non hanno alcun rapporto. Anche in questo caso ci soccorrono la mancanza di testimonianze scritte e soprattutto il fatto che le olimpiadi del 1900 erano completamente ignorate da chiunque. Il Messaggero, durante lo svolgimento dei giochi parigini, dedica un solo articolo sull'argomento e in esso si parla di giocolieri acrobati, funamboli, donne cannone, zucchero filato e dell'abbondanza di leccornie in vendita. Non c'è un solo risultato sportivo, né, tantomeno i nomi degli atleti partecipanti. Era una kermesse circense-culinaria. Ulteriore prova è costituita dal primo punto: le maglie della Lazio non avevano alcun colore.
-   Fino al 1905 nella carta da lettere sociale non c'è alcuna aquila e nel diploma sociale, in possesso di LazioWiki, consegnato ad un podista vittorioso in una gara del 1902 non appare il fiero volatile. Tanto meno ci sono reperti fotografici con il simbolo aquilino.
-   Il motto sallustiano resta un mistero (ma stiamo indagando). Non si ha notizia di un motto sicuramente fino al 1910-1911. Presumiamo che esso apparve nel primo dopoguerra. Per altro il motto non è affatto un'idea laziale: è il motto di numerose associazioni nordeuropee e dell'università di Cambridge, ad esempio.
Direte, ma quarda 'sto scemo che ci distrugge il mito! No, calma.
Se è vero che aquila, colori, motto, olimpiadi sono elementi gratificanti e romantici per ogni Laziale, è certamente più appagante qualcosa sotteso alla fondazione.
Fat dice, ragionevolmente, che la Lazio nasce in Prati. Quindi fuori del centro antico di Roma, proiettata quindi verso un quartiere che il Viviani, seguendo la volontà politica dell'allora governo, avrebbe dovuto realizzare come la proiezione verso la modernità di un'espansione già patrimonio di Parigi, Londra, Berlino ecc. Non è così. La Lazio nasce sul Tevere, asse della città storica, flusso psicologico e memento antichissimo. Già negli ultimi due decenni del XIX secolo, il Tevere diviene un elemento di libertà, liberazione, creatività, gioia di vivere. Chi frequenta le sue acque e le sue sponde? Aristocratici non neri, ricchi borghesi insoddisfatti, omosessuali raffinati, artisti visionari, bizzarri scrittori emarginati, studenti squattrinati, strilloni di giornali, edili, macellai, modesti artigiani. Essi, quotidianamente, entrano vestiti nei canneti con i loro abiti diseguali per qualità, ma quando rimangono in mutande sono tutti uguali. Le classi si parificano, non ci sono differenze sociali. Nascono amicizie tra lo strillone e lo scrittore, si organizzano giochi, si canta, si recita, si mangia insieme con il tovagliolo appoggiato sull'acqua. Si scandalizzano i benpensanti affacciati sui ponti (abbiamo tante foto di nostri fondatori con le virtù in bella vista), non ci sono vincoli morali né leggi opprimenti. Si cerca l'elan vital bergsoniano, il ritorno matissiano ad un mondo primordiale incorrotto. Si creano i Rari Nantes, i [...] (quasi tutti protolaziali), la Romana Nuoto, i Bagni Talacchi (erano macellai). E che c'è di più bello del fatto che i nostri fondatori e pionieri siano partecipi di questo mondo impregnato di libertà? Altro che l'aquila e il biancoceleste! Nel 1901 i nostri giovani fiumaroli, ricordiamolo, siamo una società fiumarola, partecipano ai "Ludi al secolo nascente" una manifestazione positivista antioscurantista. Pazzi scatenati che eleggono il primo presidente sociale, Pedercini, perché fu l'unico a saltare con un balzo su un carro pieno di fieno. Tra l'altro Pedercini scoprì da solo l'emissario del lago di Nemi che gli archeologi cercavano da secoli.
Non vi basta sapere che erano dei libertari anticonformisti? Va bene. Nel secondo statuto sociale c'è scritto che la Lazio persegue la cura del corpo tramite attività atletiche varie. Anche gli altri statuti coevi di altre società affermavano la stessa cosa. Ma la Lazio aggiunge qualcosa di eccezionale: la cura del corpo non disgiunta dalla cultura, dalla conoscenza. Chi più moderni i loro? E' la sintesi della visione dell'uomo greco e poi, in parte, di quello romano. Se volessimo tornare alle olimpiadi antiche si potrebbe dire che sì che è vera la questione dello spirito olimpico delle nostre origini, ma è una posizione quasi spontanea nei comportamenti e non connessa con la stupidaggine dei colori della bandiera ellenica. Quando nel 1903 la Lazio passava una gravissima crisi finanziaria, I Bigiarelli se ne erano andati in Belgio, altri se ne andarono fondando la Virtus, il povero Tito Masini, Dio lo benedica sempre, si mise alla ricerca disperata di un presidente affidabile e prestigioso, si rivolse a Fortunato Ballerini, uomo di sport e segretario della Federazione di Ginnastica. Questi ci pensò un po' e poi rifiutò. Voleva approfondire. Nel frattempo de Coubertin gli scrisse per proporgli di organizzare le olimpiadi a Roma nel 1908. Ballerini si alleprò e leggendo lo statuto laziale pensò che la Nostra potesse essere un laboratorio di sport e cultura come nel più puro spirito olimpico. Accettò nel 1904 la presidenza e fu lui che scelse il biancoceleste e l'aquila, non ad ali spiegate, come colori e simbolo. Da buon massone, la tomba è stata scoperta da LW un paio d'anni fa ed è decorata con la simbologia massonica, vide nella bellezza del corpo e nella pratica della conoscenza, i pioli essenziali di quella scala che conduce alla purificazione. Con lui la lazio ebbe 16 anni di splendore: i soci arrivarono a diverse migliaia, la sede di via Veneto si popolò di premi Nobel, musicisti, cantanti lirici, pedagoghi, benefattori, archeologi di fama, letterati, poeti, scienziati. Divenne il centro culturale più importante di Roma. Nel frattempo i soci si esibivano nel football, nella scherma, nel nuoto, nel podismo. Si vinceva tanto e si apprezzavano le voci migliori della cultura contemporanea. Ballerini creò la Lazio che conosciamo. Senza di lui non staremmo su questo forum e venerdì non giocheremmo con il Lecce. E guardate che questo spiritaccio non è scomparso. Il portato balleriniano è arrivato fino ad oggi. Cosa persegue la Lazio Generale, perché si è creata la Fondazione Lazio? E il Terzo Pilastro? E la Multisport di cui la Lazio è il vertice in Europa? Retaggi di quei tempi. Ovviamente convitata di pietra la Sezione calcio che non ha capito tante cose.
Alla luce di quanto detto mi posso sentire un po' più in alto dei cugini? Dei loro ridicoli SPQR. Dei colori del'Imbero. Delle cialtronate eterodirette? Di Ferdinando e dei Texani? Loro non hanno questo pregresso. I loro dirigenti attuali ce lo hanno confessato apertamente che ci invidiano.
Sì, se loro sono un popolo, io proclamo il mio essere elitario.

Varie: Vaccaro non fu un fascista tuttodiunpezzo. Fu un fascista moderato. Quando nel 1945 fi recluso a Coltano, vi rimase poco perché non autore di nefandezze e violenze. Era soprattutto un uomo di sport. Quando nel 1936 si dovevano scegliere gli atleti italiani per le olimpiadi di Berlino, si impose e pretese la partecipazione del ginnasta Egidio Armelloni, comunista dichiarato e che in quanto tale aveva scontato due anni di carcere duro.
Nel 1927 Vaccaro era molto d'accordo nel fare la fusione. Lo riteneva utile. Quello che non accettò fu il nome e i colori proposti (per fortuna).
Il nome <<Lazio>>. Ma come non si sa perché lo abbiamo adottato? Lo dice Ballerini nel discorso di Commiato dopo 16 anni di presidenza, riportato nel giornale ufficiale "Lazio" del 20 febbraio 1922 che recita: "(Il nome Lazio) come auspicio a conoscere il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono".
Anche questo documento ce l'ha solo LazioWiki.
Consigli per gli acquisti. Ricordate che indico due testi di LW non per guadagnare. LW con i proventi delle vendite ci paga il server (non abbiamo introiti esterni e ci autofinanziamo con quanto esce dalle nostre tasche) e ciò che avanza va in beneficenza certificata. Li indico perché illuminanti e scientificamente inattaccabili. I vertici della Generale credono a ciò che scriviamo e intendono modificare qualcosa dello statuto. Che i fondatori fossero 15 e non 9 è già passato, ad esempio!
"Società Podistica <<Lazio>>. Ideali sportivi, olimpici, unitari, romani e biancocelesti". Autore Marco Impiglia, è Laziale statene certi. 520 pagine di documenti inediti e di scritti che spiegano nel dettaglio i primi 26 anni di Lazio. Purtroppo è stato tirato in sole 100 copie firmate e numerate ed è introvabile. Però chissà.
"Lì dove la Lazio nacque. Dal barcone di Luigi Del Bigio alla panchina di piazza della Libertà". E' uno dei testi della collana "I libri di LazioWiki" (anche quello di Impiglia lo è). In questo volume, anch'esso denso di materiale inedito, si tratta dei luoghi della Lazio dei Fondatori e dei Pionieri. Il traghetto del leggendario Toto er Bigio e la sua foto inedita, il Pippanera con l'individuazione del gestore, piazza della Libertà, la casina superstite della vecchia stazione ferroviaria, la foto (inedita) della magica panchina e altro.
Scusate la lunghezza ed eventuali errori ortografici. Non ho riletto.
Questo post è una delle cose più belle mai lette qui e proprio in generale sulla Lazio.
G R A Z I E

Sarò strano io, ma preferisco di gran lunga questa ricostruzione a quelle che (fino ad ora) conoscevo io, che sono le stesse che la massa Laziale dà per assodate.
Veramente bellissimo, ero sicuro che la Lazio fosse nata con questo spirito libertario e illuminista ma non fino a questo punto.
CHE BELLEZZA

Grazie Quintino!
SFL

kurt

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 8.201
Registrato
Citazione di: Adler Nest il 09 Mag 2023, 23:24
Vado a letto con :
1. Non siamo nati nel 1900
2. I nostri colori erano il bianco
3. Poi no il bianco e celeste a righe
4. Con un tocco di verde
5. Siamo nati da una fusione con l'Hesperia.
....
:=))
Avevamo poche certezze nella vita, è arrivato Quintino e ha scombinato tutto.
Pure i colori in comune con altre società di fiumaroli. La Grecia e le Olimpiadi, mai coperte. Pure il verde (vedi che la maglietta verde aveva un perché) e una fusione.
Un disastro. So' distrutto.
:=))



Quintino è bello e interessante leggerti, grazie per il lavoro prezioso con LazioWiki, tuo e dei tuoi colleghi.

Sempre Forza Lazio
:band3:


Siculatium

*
Lazionetter
* 989
Registrato
Grazie Quintino, anche da parte mia. Ci tenevo  ;)

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Cesio

*
Lazionetter
* 17.904
Registrato
Citazione di: Quintino il 09 Mag 2023, 21:27
Dopo le diatribe su SMS, mi affaccio su questo interessante topic. Ho letto tante tesi ben formulate ma vorrei aggiungere delle mie considerazioni maturate in 16 anni di lavoro su LazioWiki. Il lavoro che facciamo si basa soltanto sui documenti ufficiali, fonti primarie e tutto ciò che è verificabile. Naturalmente la documentazione è in nostro possesso ed è costata anni di ricerche in archivi, biblioteche, emeroteche, case private ecc.
In base a ciò che abbiamo appurato, abbiamo dedotto che una certa confusione che si è creata sulla genesi della Lazio si deve alla comunque magnifica e lirica opera di Mario Pennacchia "Storia della Lazio", pubblicata nel 1969. Non si tratta di disistimare il grande maestro, che mi ha onorato della sua prefazione per due miei libri, fu la non oggettività dei fatti narrati dal suo testimone a trarlo in inganno, unita all'estrema fretta con cui, causa il giornaliero stillicidio dell'editore, fu costretto a procedere. Egli basò il racconto delle origini soltanto su ciò che gli venne narrato da un pioniere, notoriamente narcisello, che o per erigersi a unica voce ufficiale o per deficit di memoria su fatti accaditi quasi 70 anni prima, immaginò cose mai avvenute e, pertanto, mai provate. Ed è un peccato, perché quando Mario scrisse il libro non sapeva che erano vispi e arzilli ben due fondatori e un grande numero di pionieri tra cui, in primis, il grande Tito Masini, memoria storica della Lazio del 1900 e lucidissima persona, tanto che fu scelto a interpretare il magnifico e ieratico "cardinale" nel felliniano "8 e mezzo".
La "fabula" pennacchiesca ha fatto credere ad ogni laziale che la mattina del freddo 9 gennaio 1900, i fondatori posizionati davanti al barcone spogliatoio fluviale del Pippanera, decisero che la società che avrebbero fondato nel pomeriggio si sarebbe chiamata Lazio, avrebbe avuto i colori biancocelesti in onore di quelli della bandiera della Grecia patria delle olimpiadi, avrebbe avuto per simbolo l'aquila e avrebbe adottato il motto sallustiano. Solo la prima asserzione è vera.
-   La Lazio nacque priva di colori. In ogni fotografia la maglia sociale è bianca (v. la celebre foto di Bigiarelli del 1901 mentre gareggia in Belgio). In alcun documento ufficiale e in alcun reperto emerotecario si nominano una sola volta i colori biancocelesti.
-   Le olimpiadi, con la nascita della Lazio, non hanno alcun rapporto. Anche in questo caso ci soccorrono la mancanza di testimonianze scritte e soprattutto il fatto che le olimpiadi del 1900 erano completamente ignorate da chiunque. Il Messaggero, durante lo svolgimento dei giochi parigini, dedica un solo articolo sull'argomento e in esso si parla di giocolieri acrobati, funamboli, donne cannone, zucchero filato e dell'abbondanza di leccornie in vendita. Non c'è un solo risultato sportivo, né, tantomeno i nomi degli atleti partecipanti. Era una kermesse circense-culinaria. Ulteriore prova è costituita dal primo punto: le maglie della Lazio non avevano alcun colore.
-   Fino al 1905 nella carta da lettere sociale non c'è alcuna aquila e nel diploma sociale, in possesso di LazioWiki, consegnato ad un podista vittorioso in una gara del 1902 non appare il fiero volatile. Tanto meno ci sono reperti fotografici con il simbolo aquilino.
-   Il motto sallustiano resta un mistero (ma stiamo indagando). Non si ha notizia di un motto sicuramente fino al 1910-1911. Presumiamo che esso apparve nel primo dopoguerra. Per altro il motto non è affatto un'idea laziale: è il motto di numerose associazioni nordeuropee e dell'università di Cambridge, ad esempio.
Direte, ma quarda 'sto scemo che ci distrugge il mito! No, calma.
Se è vero che aquila, colori, motto, olimpiadi sono elementi gratificanti e romantici per ogni Laziale, è certamente più appagante qualcosa sotteso alla fondazione.
Fat dice, ragionevolmente, che la Lazio nasce in Prati. Quindi fuori del centro antico di Roma, proiettata quindi verso un quartiere che il Viviani, seguendo la volontà politica dell'allora governo, avrebbe dovuto realizzare come la proiezione verso la modernità di un'espansione già patrimonio di Parigi, Londra, Berlino ecc. Non è così. La Lazio nasce sul Tevere, asse della città storica, flusso psicologico e memento antichissimo. Già negli ultimi due decenni del XIX secolo, il Tevere diviene un elemento di libertà, liberazione, creatività, gioia di vivere. Chi frequenta le sue acque e le sue sponde? Aristocratici non neri, ricchi borghesi insoddisfatti, omosessuali raffinati, artisti visionari, bizzarri scrittori emarginati, studenti squattrinati, strilloni di giornali, edili, macellai, modesti artigiani. Essi, quotidianamente, entrano vestiti nei canneti con i loro abiti diseguali per qualità, ma quando rimangono in mutande sono tutti uguali. Le classi si parificano, non ci sono differenze sociali. Nascono amicizie tra lo strillone e lo scrittore, si organizzano giochi, si canta, si recita, si mangia insieme con il tovagliolo appoggiato sull'acqua. Si scandalizzano i benpensanti affacciati sui ponti (abbiamo tante foto di nostri fondatori con le virtù in bella vista), non ci sono vincoli morali né leggi opprimenti. Si cerca l'elan vital bergsoniano, il ritorno matissiano ad un mondo primordiale incorrotto. Si creano i Rari Nantes, i [...] (quasi tutti protolaziali), la Romana Nuoto, i Bagni Talacchi (erano macellai). E che c'è di più bello del fatto che i nostri fondatori e pionieri siano partecipi di questo mondo impregnato di libertà? Altro che l'aquila e il biancoceleste! Nel 1901 i nostri giovani fiumaroli, ricordiamolo, siamo una società fiumarola, partecipano ai "Ludi al secolo nascente" una manifestazione positivista antioscurantista. Pazzi scatenati che eleggono il primo presidente sociale, Pedercini, perché fu l'unico a saltare con un balzo su un carro pieno di fieno. Tra l'altro Pedercini scoprì da solo l'emissario del lago di Nemi che gli archeologi cercavano da secoli.
Non vi basta sapere che erano dei libertari anticonformisti? Va bene. Nel secondo statuto sociale c'è scritto che la Lazio persegue la cura del corpo tramite attività atletiche varie. Anche gli altri statuti coevi di altre società affermavano la stessa cosa. Ma la Lazio aggiunge qualcosa di eccezionale: la cura del corpo non disgiunta dalla cultura, dalla conoscenza. Chi più moderni i loro? E' la sintesi della visione dell'uomo greco e poi, in parte, di quello romano. Se volessimo tornare alle olimpiadi antiche si potrebbe dire che sì che è vera la questione dello spirito olimpico delle nostre origini, ma è una posizione quasi spontanea nei comportamenti e non connessa con la stupidaggine dei colori della bandiera ellenica. Quando nel 1903 la Lazio passava una gravissima crisi finanziaria, I Bigiarelli se ne erano andati in Belgio, altri se ne andarono fondando la Virtus, il povero Tito Masini, Dio lo benedica sempre, si mise alla ricerca disperata di un presidente affidabile e prestigioso, si rivolse a Fortunato Ballerini, uomo di sport e segretario della Federazione di Ginnastica. Questi ci pensò un po' e poi rifiutò. Voleva approfondire. Nel frattempo de Coubertin gli scrisse per proporgli di organizzare le olimpiadi a Roma nel 1908. Ballerini si alleprò e leggendo lo statuto laziale pensò che la Nostra potesse essere un laboratorio di sport e cultura come nel più puro spirito olimpico. Accettò nel 1904 la presidenza e fu lui che scelse il biancoceleste e l'aquila, non ad ali spiegate, come colori e simbolo. Da buon massone, la tomba è stata scoperta da LW un paio d'anni fa ed è decorata con la simbologia massonica, vide nella bellezza del corpo e nella pratica della conoscenza, i pioli essenziali di quella scala che conduce alla purificazione. Con lui la lazio ebbe 16 anni di splendore: i soci arrivarono a diverse migliaia, la sede di via Veneto si popolò di premi Nobel, musicisti, cantanti lirici, pedagoghi, benefattori, archeologi di fama, letterati, poeti, scienziati. Divenne il centro culturale più importante di Roma. Nel frattempo i soci si esibivano nel football, nella scherma, nel nuoto, nel podismo. Si vinceva tanto e si apprezzavano le voci migliori della cultura contemporanea. Ballerini creò la Lazio che conosciamo. Senza di lui non staremmo su questo forum e venerdì non giocheremmo con il Lecce. E guardate che questo spiritaccio non è scomparso. Il portato balleriniano è arrivato fino ad oggi. Cosa persegue la Lazio Generale, perché si è creata la Fondazione Lazio? E il Terzo Pilastro? E la Multisport di cui la Lazio è il vertice in Europa? Retaggi di quei tempi. Ovviamente convitata di pietra la Sezione calcio che non ha capito tante cose.
Alla luce di quanto detto mi posso sentire un po' più in alto dei cugini? Dei loro ridicoli SPQR. Dei colori del'Imbero. Delle cialtronate eterodirette? Di Ferdinando e dei Texani? Loro non hanno questo pregresso. I loro dirigenti attuali ce lo hanno confessato apertamente che ci invidiano.
Sì, se loro sono un popolo, io proclamo il mio essere elitario.

Varie: Vaccaro non fu un fascista tuttodiunpezzo. Fu un fascista moderato. Quando nel 1945 fi recluso a Coltano, vi rimase poco perché non autore di nefandezze e violenze. Era soprattutto un uomo di sport. Quando nel 1936 si dovevano scegliere gli atleti italiani per le olimpiadi di Berlino, si impose e pretese la partecipazione del ginnasta Egidio Armelloni, comunista dichiarato e che in quanto tale aveva scontato due anni di carcere duro.
Nel 1927 Vaccaro era molto d'accordo nel fare la fusione. Lo riteneva utile. Quello che non accettò fu il nome e i colori proposti (per fortuna).
Il nome <<Lazio>>. Ma come non si sa perché lo abbiamo adottato? Lo dice Ballerini nel discorso di Commiato dopo 16 anni di presidenza, riportato nel giornale ufficiale "Lazio" del 20 febbraio 1922 che recita: "(Il nome Lazio) come auspicio a conoscere il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono".
Anche questo documento ce l'ha solo LazioWiki.
Consigli per gli acquisti. Ricordate che indico due testi di LW non per guadagnare. LW con i proventi delle vendite ci paga il server (non abbiamo introiti esterni e ci autofinanziamo con quanto esce dalle nostre tasche) e ciò che avanza va in beneficenza certificata. Li indico perché illuminanti e scientificamente inattaccabili. I vertici della Generale credono a ciò che scriviamo e intendono modificare qualcosa dello statuto. Che i fondatori fossero 15 e non 9 è già passato, ad esempio!
"Società Podistica <<Lazio>>. Ideali sportivi, olimpici, unitari, romani e biancocelesti". Autore Marco Impiglia, è Laziale statene certi. 520 pagine di documenti inediti e di scritti che spiegano nel dettaglio i primi 26 anni di Lazio. Purtroppo è stato tirato in sole 100 copie firmate e numerate ed è introvabile. Però chissà.
"Lì dove la Lazio nacque. Dal barcone di Luigi Del Bigio alla panchina di piazza della Libertà". E' uno dei testi della collana "I libri di LazioWiki" (anche quello di Impiglia lo è). In questo volume, anch'esso denso di materiale inedito, si tratta dei luoghi della Lazio dei Fondatori e dei Pionieri. Il traghetto del leggendario Toto er Bigio e la sua foto inedita, il Pippanera con l'individuazione del gestore, piazza della Libertà, la casina superstite della vecchia stazione ferroviaria, la foto (inedita) della magica panchina e altro.
Scusate la lunghezza ed eventuali errori ortografici. Non ho riletto.



Ballerini nel 1904 divenne presidente e scelse i colori sociali però già dal 1901 veniva riprodotto uno scudo azzurro con una banda bianca e nel 1902 c'era una divisa bianca a righe celesti, colori ispirati dal Racing Club di Parigi

https://www.sslaziomuseum.com/stagioni/1901-1902/ 

https://www.sslaziomuseum.com/stagioni/1902-1903/



Tarallo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 111.509
Registrato
La storia del verde se non altro rende legittimità ad un mio amore sconfinato per una maglia, quella "LAZIO calcio" con cui si allenavano ai tempi di Maestrelli, di cui conservo tante foto bellissime soprattutto di Vincenzino (daje!!), sulla quale recentemente invece ero stato simpaticamente deriso da un amico perché "che c'entra il verde?" Beh mo' c'entra. (C'è il bandierone in Nord dello stesso colore.)

@Gulp non vedo ancora accenni al giallo, levate sta fissa!! A meno che non esca ancora qualcosa :)

Discussione precedente - Discussione successiva