Volevo mettere in evidenza un fatto storico.
Con delibera comunale del 1872 era stata realizzata una gabbia alle pendici del Campidoglio, destinata ad accogliere uno dei due simboli della città di Roma, la lupa.
Successivamente, nel 1935, venne aggiunta un'altra gabbia per l'altro simbolo, l'aquila.
Le gabbie rimarranno fino agli anni '60 quando fortunatamente vennero rimosse.
Trilussa scrisse anche una poesia in cui i due animali dialogavano, "L'aquila romana"
"L'antra matina l'Aquila romana,
che ce ricorda, chiusa ne la gabbia,
le vittorie d'un'epoca lontana,
disse a la Lupa: — Scusa,
ma a te nun te fa rabbia
de sta' sempre rinchiusa?
Io, francamente, nu' ne posso più!
Quanno volavo io! Vedevo er monno!
M'avvicinavo ar sole! Invece, adesso,
così incastrata come m'hanno messo,
che voi che veda? l'ossa de tu' nonno?
Quanno provo a volà trovo un intoppo,
più su d'un metro nun arivo mai... —
La Lupa disse: — È un volo basso assai,
ma pe' l'idee moderne è puro troppo!
È mejo che t'accucci e stai tranquilla..."
nun c'è che l'animale forastiere
che vié trattato comme un cavajere
e se gode la pacchia d'una villa!
L'ultimo Pappagallo de la Mecca,
appena arriva qua, se mette in mostra,
arza le penne e dice: Roma nostra ...
E quer che trova becca.
Viva dunque la Scimmia der Brasile!
Viva la Sorca isterica
che arriva da l'America!
Nojantri? Semo bestie da cortile.
Pur'io, va' là, ciò fatto un ber guadagno
a fa' da balia a Romolo! Accicoria!
Se avessi da rifà la stessa storia
invece d'allattallo me lo magno!".
L'aquila e la lupa insieme.
La storia di Roma è duale.
Pore bestie però!