Lecce-Lazio 2-1
Comincia nel peggiore dei modi una stagione dalle alte aspettative, visto il piazzamento dello scorso anno ed un calciomercato finalmente all'altezza o quantomeno adeguato.
Purtroppo però i limiti palesati dalla squadra sono stati gli stessi palesati lo scorso anno in occasione di partite annate, punti persi che poi non hanno fortunatamente influito sul secondo posto finale, dietro solo al Napoli schiacciasassi 2022/23 (a meno che non si voglia fare il giochetto di stare a contare TUTTI i punti persi fino a colmare il gap di 16 punti, ma lascio volentieri questa pratica a gente intellettualmente disonesta)
Un assurdo e reiterato dejavu, con la Lazio per per la terza volta di fila perde a Lecce per 2-1 dopo essere andata in vantaggio.
È evidentemente destino che si debba avere ciclicamente una bestia nera tra le piccole.
L'Atalanta quando ero ragazzino, poi il Siena in trasferta ed il Chievo in casa, quindi il Genoa delle 8 di fila ed infine il Lecce al Via del Mare con i tre 2-1 e speriamo sia l'ultimo capitombolo.
Che la partita sarebbe stata difficile lo si è capito da subito, dato che abbiamo subito sin dall'inizio l'aggressività del Lecce.
Poi il gol di Immobile (di pregevolissima fattura) ha cambiato il volto alla gara e lì la Lazio ha iniziato a piantare il seme della malapianta della sconfitta mancando il 2-0 in più occasioni (sanguinoso il mancato assist di Lazzari a Zaccagni).
Il giapponese Kamada si è mosso bene ma non è stato servito a dovere, ho avuto la pessima e fastidiosa impressione che i vecchi tendessero a cercarsi solo tra di loro.
Nel secondo tempo, purtroppo, una squadra è scesa con il sangue agli occhi ed un'altra con i tacchi a spillo.
Inutile sottolineare chi e chi.
I due gol del Lecce sono arrivati in 2 minuti a 5 e 3 dalla fine, ma potevano arrivare pure prima.
In tutto ciò la Lazio ha avuto l'occasione per chiuderla ma non l'ha sfruttata (bravo e fortunato Falcone, ma Ciro poteva fare meglio)
Si comincia subito con i processi.
Rabbia giustificata, per carità.
Ma resta pur sempre UNA sconfitta.
Giusti i processi ma non le sentenze già definitive.