grazie MF per la condivisione dell'articolo.
riflessioni sparse. l'omologazione del modello a livello planetario. qualcosa che travalica culture e modi. la violenza sessuale è quanto di più democratico possa esistere: i suoi aguzzini possono essere i coatti da quartiere malfamato o i ricchi, figli di papà privilegiati, gente "bene". colpisce come le violenze e annesso frasario siano sempre quelli, dagli appennini alle ande, dal giappone alla sicilia. sempre le stesse banali brutalità, sempre le stesse voglie, la stessa eccitazione provocata dal branco, mentre uno fa una cosa a lei lei ne sta subendo un'altra da un altro, potrei entrare nello specifico ma mi fermo se no lo faccio diventare un pornazzo ma, per intenderci, è un pornazzo globale. non sono i porno ad aver formato il maschio è il maschio che ha contribuito alla "sceneggiatura di massa", perché gli orgasmi, le voglie istintuali sono sempre, sempre, basate su quelle 3/4 azioni, correlate da 3/4 frasi, sempre quelle, sempre le stesse. un violentatore che ha il desiderio di passare, che so, una dalia bianca sul collo di una vittima (mentre usurpa ugualmente eh) verrebbe analizzato come un fuori di testa. i codici sò quelli. una ripetizione dell'orrore che non vede risoluzione neanche se i tempi passano, dalle caverne ne siamo usciti, le crinoline le abbiamo abbandonate, ma la sceneggiatura dell'orrore non ci abbandona mai.
fa impressione che sette persone, cinque, tre, possano infatti far degenerare una serata allo stesso modo negli stessi istanti, senza alcuna differenza comportamentale, senza alcuno scossone emotivo individuale. tutti uguali, tutti automi, appiattiti dietro a un modello. oh, sette eh. sette persone. sette menti, attitudini, che escono una sera e che producono tutte lo stesso schifo. è questa la cosa più impressionante per una donna, è questo che ti fa capire come non ci sia scampo.
altra nota piccola, ma già ricordo ne parlammo qui. quando sono arrivata al pezzo dell'articolo che parla delle uscite senza pensieri per le donne, ho sentito il solito struggimento e lacrima di commozione in procinto di uscire. perché ho sempre invidiato quella sensazione tutta maschile di poter essere liberi, di prendere la porta di casa quando ti pare, di uscire quando ti pare, di essere sole alle tre di notte senza che ci sia niente di anomalo, di non farsi accompagnare, di prendere un autobus a orari strani... ah, come deve essere meraviglioso. ha a che fare un po' con l'invisibilità se ci penso, una magia, diventi invisibile e ti vivi le situazioni senza paura. normalità.
(scusate le lungaggini. ciao.)