La Lazio è ANTIFASCISTA!

Aperto da Goceano, 20 Lug 2021, 11:47

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mr_steed

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scusate il parziale OT

A proposito di "cose turche"... Per i più curiosi e a coloro che prediligono film turchi e/o film molto politicamente scorretti consiglio la visione di "Çirkin Dünya", distributo in Italia col titolo "La gang dell'arancia meccanica" e con nomi del cast italianizzati e anglicizzati.

Avrei voluto postarvi almeno il trailer ma con una ricerca veloce non l'ho trovato...

Se i turchi sono passati da produrre film come questo alle soap vuol dire che ormai, con la pluriennale democratura, si sono (eufemismo) "imborghesiti" anche loro.

https://it.wikipedia.org/wiki/La_gang_dell%27arancia_meccanica

fine OT

pan

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semplicemente hanno sempre avuto polpettoni sentimentali e programmi di intrattenimento anche loro, come è ovvio che sia. è l'Italia che li ha scoperti adesso. nell'estate 2016 mediaset propose una soap turca come riempitivo/esperimento, dato che in estate la programmazione è fiacca, e invece l'esperimento è piaciuto e da allora ogni anno ne hanno sempre proposta una nuova.

Vincelor

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Citazione di: Aquila Romana il 24 Ago 2023, 16:28
Il mio umile contributo: il Cristo inizialmente era rappresentato giovane e imberbe, solo con il passare dei secoli ha praticamente assunto le fattezze di Giove (Zeus), in quanto molto più familiari per i pagani che dovevano essere convertiti al cristianesimo. Il che facilitava
OT
Secondo i Vangeli, la vita pubblica di Gesu' inizia a 30 anni. Altro che giovane e imberbe
EOT

Aquila Romana

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Citazione di: Vincelor il 26 Ago 2023, 04:21
OT
Secondo i Vangeli, la vita pubblica di Gesu' inizia a 30 anni. Altro che giovane e imberbe
EOT

Infatti non si parlava di cosa raccontasse il Vangelo, ma di come venisse rappresentato Gesù nel periodo paleocristiano, quando si passa dalle allegorie alle rappresentazioni fisiche

Ad esempio vai a vedere la cappella di Sant'Aquilino nella basilica di San Lorenzo a Milano (IV secolo)



Oppure se ti rimane più comodo vai alle Terme di Diocleziano qui a Roma, c'è un marmo (sempre del IV secolo) che raffigura il cosiddetto Cristo docente



Per tutto il resto, riprova...

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Quintino

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I mosaici della cappella di Sant'Aquilino però sono del VI sec D.C.

Aquila Romana

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Citazione di: Quintino il 26 Ago 2023, 11:31
I mosaici della cappella di Sant'Aquilino però sono del VI sec D.C.

Ultimi studi ne anticipano la datazione tra fine IV secolo e inizio V secolo

Ma poco cambia rispetto al tema dell'iconografia

Quintino

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Mi puoi dare i dati di questi studi?

Aquila Romana

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purple zack

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Citazione di: FatDanny il 23 Ago 2023, 23:24
Ma figurati WN, secondo me c'è sempre un equivoco in questi discorsi.
Si confonde la critica con la censura.
Molte persone leggono Fiammetta e pensano che stia indicando le regole su cio che va detto o va prescritto. Invece sta suggerendo elementi su cui interrogarsi e interrogare chi si ha vicino.
Probabilmente l'equivoco nasce dal fatto che abbiamo al giorno d'oggi molto a che fare con i divieti e pochissimo con la critica. Quasi non sappiamo cosa sia.

Scusa, ma omofobe che c'entra adesso?
Sessiste non c'è da meravigliarsi.
La prima e principale figura che riproduce e riflette nei figli il sessismo, la gerarchia tra generi, è la madre.
Dunque è assolutamente ovvio che molte donne hanno concezioni, espressioni e mentalità sessiste. Dove sarebbe la cosa assurda?
Non è certo il "porca puttana" a dircelo.
Ma basti vedere cosa suggeriscono alcune madri agli stupratori di Palermo o tutte le volte che dicono "puttana" ad un'altra donna semplicemente per svilirne o criticarne il livello di agency.

Stesso dicasi per il razzismo, che è un qualcosa di interiorizzato nei non bianchi. Fanon ha scritto "due cosette" in merito.

è veramente svilente dover ripetere sempre sti discorsi ovunque


purple zack

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Citazione di: MisterFaro il 24 Ago 2023, 10:01
Ritengo che almeno su questo topic, in cui si parla di discriminazioni e in cui si sostiene che noi Laziali siamo sensibili sul tema, si dovrebbe leggere con più attenzione ciò che altri scrivono e eventuamente rileggerlo, prima di partire con risposte fuori tema e perculamenti.

Prendo come esempio un mio post, in cui mi sembra che ciò scrivo sia chiaro e in cui ho fatto attenzione a scegliere le parole:

Ho tenuto conto, io come tutti gli altri che la pensano simile a me, del fatto che spesso questi intercalare vengono usati senza tener conto del loro significato originario. Che però un significato originario hanno, una retro cultura hanno, che è quella che per un uomo che va con molte donne si ha stima e ammirazione mentre una donna che va con più uomini si merita disprezzo. Questo è, può farci piacere o meno, ma quando usiamo quegli "intercalari" siamo sulla scia di quella cultura e la alimentiamo, più o meno inconsapevolmente. Mi sarei aspettato che questi aspetti venissero per lo meno considerati, invece ho ritrovato battutine fuori tema, ciò che ho sottolineato del mio post è come se non lo avessi scritto o come se fossero stupidaggini non degne neanche di considerazione.

Analogamente, riguardo la frase evidenziata in grassetto, non ho posto il focus sul fatto che "una donna emancipata si possa sentire denigrata da una espressione gergale di uso comune mai e poi mai usata per denigrare una donna" ma sul fatto che i comportamenti da donne emancipate possano essere usati per offendere. Le donne emancipate da una parte ridono del troglodismo insito in certe frasi ma credo che del fatto che per il loro essere emancipate rischiano di venire discriminate o peggio di essere stuprate perché tanto sono troie, hanno paura e disprezzo. Se le donne che leggono vorranno intervenire su questo per confermare o smentire sarò contento (PS: non condivido che quelle espressioni mai e poi mai vengono usate per denigrare le donne, ma in questo contesto ciò è addirittura marginale)



Per il resto faccio mio questo passagggio


e condivido un articolo semplice, chiaro ed esemplificativo, su cui mi trovo in sintonia:

https://www.micromega.net/lo-stupro-di-palermo-e-lasimmetria-tra-uomini-e-donne-con-cui-fare-i-conti/

(ancora una volta invito a leggere con attenzione, eventualmente a rileggere, per non cadere in trappole a cui potrebbe portarci la nostra orgogliosa pancia maschile)

perfetto come sempre

viviamo in una società sessista del cazzo, per avere un minimo di coscienza antisessista e antipatriarcale serve educarsi quotidianamente, ognuno di noi, io per primo

individualmente e collettivamente

MisterFaro

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Citazione di: purple zack il 26 Ago 2023, 19:29
perfetto come sempre

viviamo in una società sessista del cazzo, per avere un minimo di coscienza antisessista e antipatriarcale serve educarsi quotidianamente, ognuno di noi, io per primo

individualmente e collettivamente

Grazie, riportò un testo che penso possa aiutare chi ha voglia di provare a mettersi nei panni dell'altr*.

Qui sulle differenze di genere, ma metodo applicabile ad altre categorie a rischio discriminazione




In breve (perché farla lunga non serve)
Mi sono ubriacato diverse volte ma non ho mai corso il rischio di essere violentato. Sono uomo. In vita mia non ho mai sentito di un uomo ubriaco violentato. Allora il problema non è essere ubriachi. Il problema è essere donne.

Ho camminato a petto nudo. In pantaloncini. In canotta. Con il costume a mutanda. Ma nessuna mi ha mai violentato. E neppure lanciato apprezzamenti. E allora il problema non è come mi vesto. Non sono i vestiti. Io sono uomo. Io posso. La donna e la ragazza invece se la sono cercata.

Mi sono appartato a pomiciare, a fare petting. Ma se non mi andava di fare sesso nessuna donna mi ha mai costretto, magari puntandomi un coltello alla gola. Perché io sono maschio. Io posso dire di no. Posso dire basta. Allora il problema non è la donna che se l'è cercata, appartandosi. Il problema è sempre l'uomo e la sua violenza.

Sono uscito con gruppi di due o tre amiche e io unico maschio. Ma non mi sono mai sentito minacciato o a disagio. Non ho mai subito violenza di gruppo. Perché io sono maschio, e non corro questi rischi. Perché non esiste l'idea che l'uomo sia un oggetto di piacere. Che sotto sotto gli piace, anche se forzato. A nessuno piace essere soggetto a violenza. E no, una donna che esce con due o tre uomini non si è cercata nulla. Di certo non una violenza di gruppo.

Ho avuto superiori donne. Insegnanti donne. Professoresse di università donne. E non sono mai stato molestato. Mai. Neanche una pacca sul culo. Neanche una palpatina. Perché sono un uomo. Non sono considerato accondiscendente. Perché essere in una posizione subalterna non vuol dire dover accettare anche le molestie.

Alla fine non sono stato tanto breve.

Quand'è che una donna e un uomo potranno vivere allo stesso modo?

Dal diario di Ugo Giansiracusa.
Un Uomo.

Tarallo

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tallondachille

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Ottimo e chiarissimo.
Complimenti

RG-Lazio

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Mi sono perso le ultime cose di questo topic e confusamente vorrei dire qualcosa. Le butto li.

@ultimotangoaparigi: Trovo il film un capolavoro. Sul valore artistico niente da dire (Anzi) Trovo inconcepibile il mandarlo al macero per motivi morali. Tuttavia ho diversi problemi con il fatto che li si é consumato una sorta di stupro non consenziente. In questo senso il dibattito su ultimotango rivela anche qualcosa del nostro presente; Ossia il problema del Moralismo. Ossia l´anteporre la morale (che per me é ben diversa dall´etica) alla giustizia. Schema che alla base della violenza culturale sessista, soprattutto nei confronti di chi non si identifica nel maschio etero.

ps: non sto dicendo che ultimotango andava o andrebbe macerato. Piuttosto una revisione critica del dibattito.

@riscrittura delle fiabe: in un qualche post Fiammetta parlava dell´odio nei confronti delle fiabe. Odio che condivido, solo che a differenza di molti, io con il mondo delle fiabe ci dovrei lavorare e ho spesso discussioni con le mia colleghe sulla necessitá di leggere o meno le fiabe dei fratelli Grimm. Non voglio dilungarmi troppo...francamente certi contenuti andrebbero lasciati alla storia della letteratura. Trovo aberrante che soprattuto le bambine siano lasciate al ""fantastico"" mondo delle principesse. Sempre lo stesso stramaledetto moralismo patriarcale. Nel 2023 si lavora ancora ad una certa struttura sociale patriarcale. Non ci si libera. Per me é drammatico. Siamo ancora nella trasmissione dello stupro culturale e dunque psico-sociale. Ergo non deve sorprendere che il simbolico si manifesti nel reale e che le reazioni agli stupri siano morali o meglio moraliste.

Tutto questo per dire che minimizzare il sessismo di certe espressioni negli stadi é di fatto un lavorare per il Fascismo o per l´Urfascismo.

ps: sono l´ultimo dei liberati dal patriarcato. Avoja quante cazzate e stronzate che partorisce la mia bocca di merda.   

purple zack

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Citazione di: RG-Lazio il 27 Ago 2023, 12:13
Mi sono perso le ultime cose di questo topic e confusamente vorrei dire qualcosa. Le butto li.

@ultimotangoaparigi: Trovo il film un capolavoro. Sul valore artistico niente da dire (Anzi) Trovo inconcepibile il mandarlo al macero per motivi morali. Tuttavia ho diversi problemi con il fatto che li si é consumato una sorta di stupro non consenziente. In questo senso il dibattito su ultimotango rivela anche qualcosa del nostro presente; Ossia il problema del Moralismo. Ossia l´anteporre la morale (che per me é ben diversa dall´etica) alla giustizia. Schema che alla base della violenza culturale sessista, soprattutto nei confronti di chi non si identifica nel maschio etero.

ps: non sto dicendo che ultimotango andava o andrebbe macerato. Piuttosto una revisione critica del dibattito.

@riscrittura delle fiabe: in un qualche post Fiammetta parlava dell´odio nei confronti delle fiabe. Odio che condivido, solo che a differenza di molti, io con il mondo delle fiabe ci dovrei lavorare e ho spesso discussioni con le mia colleghe sulla necessitá di leggere o meno le fiabe dei fratelli Grimm. Non voglio dilungarmi troppo...francamente certi contenuti andrebbero lasciati alla storia della letteratura. Trovo aberrante che soprattuto le bambine siano lasciate al ""fantastico"" mondo delle principesse. Sempre lo stesso stramaledetto moralismo patriarcale. Nel 2023 si lavora ancora ad una certa struttura sociale patriarcale. Non ci si libera. Per me é drammatico. Siamo ancora nella trasmissione dello stupro culturale e dunque psico-sociale. Ergo non deve sorprendere che il simbolico si manifesti nel reale e che le reazioni agli stupri siano morali o meglio moraliste.

Tutto questo per dire che minimizzare il sessismo di certe espressioni negli stadi é di fatto un lavorare per il Fascismo o per l´Urfascismo.

ps: sono l´ultimo dei liberati dal patriarcato. Avoja quante cazzate e stronzate che partorisce la mia bocca di merda.

basta fiabe patriarcali

posso suggerirvi le scatoline di effequ oppure i libri di settenove. sono meravigliosi

tipo questo
http://www.settenove.it/articoli/una-damigella-non-in-pericolo!/3432

e condivido il finale. non credo che in italia esista un uomo davvero libero dal patriarcato. possiamo dire di essere uomini che riflettono


vaz

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basta qualsiasi opera di Myiazaki

mr_steed

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Citazione di: MisterFaro il 27 Ago 2023, 09:14
Grazie, riportò un testo che penso possa aiutare chi ha voglia di provare a mettersi nei panni dell'altr*.

Qui sulle differenze di genere, ma metodo applicabile ad altre categorie a rischio discriminazione




In breve (perché farla lunga non serve)
Mi sono ubriacato diverse volte ma non ho mai corso il rischio di essere violentato. Sono uomo. In vita mia non ho mai sentito di un uomo ubriaco violentato. Allora il problema non è essere ubriachi. Il problema è essere donne.

Ho camminato a petto nudo. In pantaloncini. In canotta. Con il costume a mutanda. Ma nessuna mi ha mai violentato. E neppure lanciato apprezzamenti. E allora il problema non è come mi vesto. Non sono i vestiti. Io sono uomo. Io posso. La donna e la ragazza invece se la sono cercata.

Mi sono appartato a pomiciare, a fare petting. Ma se non mi andava di fare sesso nessuna donna mi ha mai costretto, magari puntandomi un coltello alla gola. Perché io sono maschio. Io posso dire di no. Posso dire basta. Allora il problema non è la donna che se l'è cercata, appartandosi. Il problema è sempre l'uomo e la sua violenza.

Sono uscito con gruppi di due o tre amiche e io unico maschio. Ma non mi sono mai sentito minacciato o a disagio. Non ho mai subito violenza di gruppo. Perché io sono maschio, e non corro questi rischi. Perché non esiste l'idea che l'uomo sia un oggetto di piacere. Che sotto sotto gli piace, anche se forzato. A nessuno piace essere soggetto a violenza. E no, una donna che esce con due o tre uomini non si è cercata nulla. Di certo non una violenza di gruppo.

Ho avuto superiori donne. Insegnanti donne. Professoresse di università donne. E non sono mai stato molestato. Mai. Neanche una pacca sul culo. Neanche una palpatina. Perché sono un uomo. Non sono considerato accondiscendente. Perché essere in una posizione subalterna non vuol dire dover accettare anche le molestie.

Alla fine non sono stato tanto breve.

Quand'è che una donna e un uomo potranno vivere allo stesso modo?

Dal diario di Ugo Giansiracusa.
Un Uomo.


Scusate, ma solo a me questa "pagina di diario" è sembrata un po' troppo "figlia" di una visione  maschiocentrica (anche un po' alpha)/eterosessuale?

E' una impressione che ho avuto solo io o anche qualche altro forumista?

Ok, il discorso "principale" è chiaro e mi trova indubbiamente d'accordo, anche perché si sta parlando della donna come vittima.

Tuttavia, andando un po' sotto la superficie e a prescindere dall'esperienza personale di chi ha scritto questo testo, non mi sembra del tutto vero che un maschio non possa mai trovarsi in una situazione di subalternità, anche se in maniera indubbiamente minoritaria rispetto ad una donna.

Mi sembra ci siano casi di cronaca che attestino come, seppur ovviamente con frequenza molto più rara, un uomo si possa trovare in situazione di "subalternità" sia per causa di una donna sia per causa di altri maschi.

MisterFaro

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Citazione di: mr_steed il 27 Ago 2023, 13:44
Scusate, ma solo a me questa "pagina di diario" è sembrata un po' troppo "figlia" di una visione  maschiocentrica (anche un po' alpha)/eterosessuale?

E' una impressione che ho avuto solo io o anche qualche altro forumista?

Ok, il discorso "principale" è chiaro e mi trova indubbiamente d'accordo, anche perché si sta parlando della donna come vittima.

Tuttavia, andando un po' sotto la superficie e a prescindere dall'esperienza personale di chi ha scritto questo testo, non mi sembra del tutto vero che un maschio non possa mai trovarsi in una situazione di subalternità, anche se in maniera indubbiamente minoritaria rispetto ad una donna.

Mi sembra ci siano casi di cronaca che attestino come, seppur ovviamente con frequenza molto più rara, un uomo si possa trovare in situazione di "subalternità" sia per causa di una donna sia per causa di altri maschi.[/b]

L'ultimo periodo è proprio la risposta al tuo quesito iniziale. Ed è "NO"

Questo uomo ha riportato la sua esperienza, comune alla stragrande maggioranza di noi. Lo avremmo potuto scrivere noi.

E no, non avrebbero potuto scriverlo delle donne, se non forse una piccolissima parte di loro.

(Nel tuo ultimo periodo ho cancellato dei pezzi che non c'entravano nulla con il discorso del rapporto tra i generi)

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Fiammetta

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Grazie degli interventi, sono davvero belli. Credo ci vorranno millenni per smontare la struttura che non è il patriarcato, perché patriarcato è un termine riduttivo. Anche i maschi erano sottoposti all'autorità paterna, il problema è che le donne erano (e lo sono ancora, sciaguratamente e in troppe parti di mondo) sottoposte a qualsiasi figura maschile. Ho pensato a un termine che trovo assolutamente più congruo, ma non posso dirlo, perché è oggetto di una trattazione inedita. E' il titolo.
Veniamo al perché mi sono incazzata come una iena (e mi spiace per coloro, che tra l'altro si spendono sempre, che ho travolto nella mia furia. Non ce l'avevo con voi, ma con le birre e i sorrisetti laidi di quelli che la sanno tanto lunga, i grandi saggi di questa minchia). La riduzione della figura femminile a soggetto dominato è come un castello drammaturgico, antico, fatto di archetipi, di diritti negati, di esclusione e reclusione ma, come ogni altro edificio, quel castello è fatto di mattoni. Beh, i termini che denigrano la donna sono una pietra angolare, non solo un mattone. Le parole, queste benedette e maledette unità di ogni possibile discorso e pensiero, queste parti drammaticamente centrali della comunicazione, sono cruciali per abbatterlo. Questo vale per il sessismo, per il razzismo e per qualsiasi modello che pretenda di avere diritto di mortificare. Perché la vera tragedia è, era e continuerà ad essere questa. Il diritto a disporre di una persona che è un mondo intero, il diritto a insultarla, a mortificare il suo mondo, a stuprarlo, a ucciderlo. Bisogna cominciare dalle parole. E io continuerò a incazzarmi, finché avrò un fiato in corpo.

amor_marde

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ottime le intenzioni, ma sono in disaccordo, totalmente, non tanto con le analisi espresse, che evidenziano corrdttamente la cultura machista, ma con i concetti e certe prese di posizione che poi ne fanno seguito

non cerco la polemica, ma è un forum, spesso leggo e raramente scrivo

mi accorgo comunque di essere sempre un pò più distante da un ambiente che fino a poco tempo fa ho frequentato e supportato
forse mi sto facendo troppo vecchio e il progressismo va troppo veloce per me

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