io però FD su sto principio che esponi non ti seguo
se un mio amico picchia la moglie, io vorrei che andasse in galera. che fosse condannato, che ricevesse magari l'inserimento in un piano di riabilitazione, 3 anni di domiciliari e 1000 ore di percorso psicologico etc etc ma rimarrei amico suo cercando di aiutarlo a diventare una persona diversa
non capisco il senso sociale e umano di dire "non mi interessa se va in galera, non voglio la galera, non sono giustizialista, ma via da me non lo frequento più"
questo vuol dire invece cedere al ruolo solo punitivo del carcere e della giustizia e non credere nel valore riabilitativo. è un ragionamento molto giustizialista.
perché il tema etico è importante.
al di là di Greenwood e del processo non concluso che non è mai una buona cosa.
dici che non sei per l'ergastolo. e allora un condannato anche per stupro, passati gli anni di condanna deve poter godere dei suoi diritti civili.
e come fu assurdo che i genitori del liceo in cui Ferraro andò a insegnare pretesero la sua rimozione, è assurdo pensare che un calciatore non possa continuare a fare il calciatore.
questo mi stona. al di là della posizione imbarazzante di chi se ne frega e basta che è un giocatore forte, io il problema etico me lo pongo e per l'evoluzione e lo svolgimento del caso Greenwood non sono così propenso a volerlo alla Lazio. (e penso manco lotito, capirai)
avrebbe dovuto accettare e imporsi lui per primo un piano di riabilitazione concordato con la procura, confessando la sua debolezza.
però non capisco neanche la tua posizione.
non sei giustizialista, non lo vuoi in galera ma non lo vuoi alla Lazio.
io invece avrei voluto un processo concluso, in galera nel caso, e poi se fosse venuto alla Lazio come in qualsiasi altra squadra sarebbe stato giusto così.