Dato che questo topic parla di scommesse e dato che la Lazio nei tre precedenti casi a causa di alcuni suoi tesserati c'è rimasta imbrigliata, volevo ripercorrere alcune fasi di quelle vicende e qualche dubbio che mi sono sempre portato con me.
Per quanto riguarda il 1980, alcuni nostri tesserati, Giordano, Manfredonia, Wilson Cacciatori, si sono fatti dare dei soldi per acchittare qualche risultato, non si è mai capito se poi hanno giocato fregandosene del malevole accordo ma, secondo me è stato giusto che venissero condannati e squalificati. Giusta era la sentenza che alla Lazio veniva comminata la multa di circa 10 milioni di Lire e squalifica di due anni ai suoi tesserati. Poi però la CAF, dopo il ricorso dell' Udinese decretò la retrocessione della Nostra e aumentò gli anni di squalifica per i nostri giocatori. Si dice che l'Udinese poteva presentare il ricorso contro la Lazio oppure contro la Juve e Bologna, che già allora era stata definita una partita molto chiacchierata, (anni dopo il calciatore Petrini, squalificato in questa inchiesta, scrisse che la partita era stata accordata per l' X da entrambe le squadre), dunque i friulani, naturalmente, decisero di presentare il ricorso contro di noi. Già allora il brand era importante. Non avevamo speranza, tra l'altro l'Udinese se non vinceva il ricorso contro di noi, avrebbe fatto il ricorso contro Juve-bologna. Vabbè
Ma nel 1986 quando uscì questo nuovo scandalo, nel maggio del 86, mi ricordo che si arrivò alla sentenza dei primi di Agosto senza tanta preoccupazione, almeno per me, c'era solo Vinazzani che sembrava avesse contatti con Armando Carbone, descritto come aiutante di Allodi, Direttore del Napoli, si parlava di Udinese Napoli Bari per la serie A e parecchie squadre della B. Invece ci fu la retrocessione in C per la Lazio per poi con la Caf arrivare alla penalizzazione di 9 punti.
Questo Carbone per alcune situazioni era un millantatore, vedi Napoli e Allodi, per altre situazioni invece era sì millantatore però anche credibile. (Sigh )
Su laziowiki c'è naturalmente quasi tutta la vicenda, alcuni articoli dove si parla di intercettazioni a Carbone con Vinazzani ma non riesco a trovare quello che si dicono, si dice che in questi colloqui Carbone chiede a Vinazzani di fare qualche impiccio ma che lui risponde elusivamente o tronca il discorso. Sempre su Laziowiki, dopo la prima sentenza con relativa retrocessione della Lazio, tra i tanti articoli a supporto della lazio, ce n'è uno di Gianni Minà in cui dice che allora basta che un malintenzionato chiami qualche tesserato per danneggiare qualche società.
https://www.laziowiki.org/wiki/Calcioscommesse_1986https://www.laziowiki.org/wiki/Agosto_1986_la_rivolta_dei_tifosi_laziali_-_1Questo è invece uno stralcio tratto dalla Repubblica datato 9 agosto 86 a riguardo della sentenza di De Biase riguardante la Lazio:
LA CONDANNA DELLA LAZIO - Sono esaminate alcune gare che porterebbero all' attuazione di "un fenomeno ricorrente nelle carte di questo procedimento, ma inedito per la disciplina sportiva: un "programma" inteso ad agevolare una società". Secondo la commissione "è vero che l' estromissione degli atti coperti da segreto istruttorio e l' impossibilità di utilizzare altre fonti di prova appartenenti al procedimento penale in corso costituiscono un limite al completo accertamento della verità, ma è altrettanto vero che - almeno con riferimento al programma Lazio - la prova appare solida e coerente". Un' accusa che si basa sulla testimonianza di Legrenzi. Ne vengono fuori rilievi che "pur fortemente indizianti, non appagherebbero del tutto, sotto il profilo probatorio, se non si potesse accertare in maniera oggettiva che vi era un interlocutore di Carbone in seno alla Lazio": Vinazzani. Il giocatore della Lazio ha ammesso i contatti con Carbone. Secondo la disciplinare le affermazioni di Carbone "che potrebbero essere anche valutate come millanterie per "farsi grande" agli occhi di Legrenzi, ove non fossero corroborate da riferimenti ulteriori, vengono avvalorate proprio dalle ammissioni del Vinazzani e nello stesso tempo le qualificano". Non trova credito la versione del calciatore di non aver mai considerato Carbone "persona capace di assumere iniziative di quel genere" e di aver attribuito scarso peso alla parola di Carbone stesso e di avergli "invariabilmente risposto con frasi generiche "non per acconsentire alle sue profferte, ma per tenerlo buono". Dice la commissione disciplinare: "la reiteratezza e l' inequivocità delle profferte illecite non potevano lasciare dubbi sulla loro effettiva portata e natura, specie in una persona come Vinazzani da tutti considerata - anche per i suoi trascorsi sportivi - equilibrata e riflessiva, ma certamente non ingenua". "Sintomatico" perchè "colora ulteriormente il tipo di rapporto fra i due "l' episodio della visita di Carbone a casa Vinazzani, presente Corsi: "esso dimostra quanto meno che Carbone poteva permettersi di piombare inatteso da Vinazzani, inserendosi in una riunione in cui il padrone di casa e il Corsi discutevano di argomenti assai delicati, quali la situazione economica della Lazio e la puntualità nel pagamento delle retribuzioni ai giocatori, in vista di un eventuale trasferimento del pacchetto azionario". Peraltro la disciplinare giudica "nè logico nè credibile che Vinazzani, non considerando illecite e comunque volendo rifiutare le proposte del Carbone, non abbia interrotto il discorso ed abbia consentito che gli "assalti" dell' interolocutore si protraessero in un consistente arco di tempo con riferimento a ben quattro gare di campionato". Il non aver troncato il rapporto "fornisce la prova che egli non rifiutava, ma anzi era consenziente agli interventi proposti dal Carbone". E la lettera fatta pervenire da Carbone alla disciplinare? "Quale valore possa attribuirsi a tale dichiarazione ai fini del giudizio sulla colpevolezza o meno del Vinazzani è facilmente intuibile, ove solo si ponga attenzione al fatto che Carbone non ha deposto nel presente procedimento ed ha oltretutto espresso un non consentito giudizio". Per la commissione la lettera-dichiarazione diventa una "estemporanea ed isolata affermazione". Poi ci sono testimonianze che Carbone "ebbe ad attivarsi" per tutte e quattro le gare incrimante: "e certamente il Carbone non avendo interessi personali al riguardo e non essendo dedito, si noti, alle scommesse del totonero, non avrebbe avuto alcun motivo di attivarsi in proprio se non avesse avuto la certezza che l' accordo con la Lazio, rappresentata ai suoi occhi dal Vinazzani, non si era perfezionato a causa dell' evasività dell' interlocutore".
La Lazio in quel momento era praticamente senza società, Chinaglia aveva fallito da tempo e si era in cerca di qualche compratore, da quanto ho capito, in qualche contatto tra Vinazzani e Carbone, c'era l'interesse di quest'ultimo a rilevare la società, che poi fu acquistata dai fratelli Calleri r Bocchi. In quel processo, che verteva quasi tutto su Armando Carbone, da quello che ho capito, questo non è stato mai interrogato da De Biase, neanche al processo e neanche al ricorso della CAF, nonostante gli avvocati ne chiedevano l'intervento. Non venne neanche ammessa a processo la lettera di Carbone dove scagionava Vinazzani.
Chiedo ai netter che hanno più memoria o più possibilità ad acquisire documenti o articoli di quella vicenda a postare qualcosa a riguardo. Soprattutto ciò che riguarda la Lazio.
Volevo capire del perchè ci hanno condannato.
Per la vicenda Mauri abbiamo già scritto tanto.
Non so se questo è il topic giusto, se è da creare su Talk oppure su temi oppure non lo so.