Sul fatto che ieri il risultato non sarebbe cambiato purtroppo nessuno ha certezza.
Io penso che ieri la scarsissima condizione di Immobile sia stato la pietra angolare sulla quale si è installata una inerzia della partita che è andata, fin da subito, a favore degli olandesi.
La differenza tra una squadra che pressa male e una che pressa bene. Nelle migliori partite della Lazio di quest'anno si sono visti meccanismi in fase di non possesso che impedivano agli avversari le ripartenze tranquille dal basso, obbligando spesso al lancione. In questa cosa il centravanti, la forma del centravanti è fondamentale. Perché, a me sembra, è il bilanciere sul quale anche i centrocampisti e gli esterni si adattano per pressare gli avversari. A volte sale uno a volte sale un altro. Tagliando le linee di passaggio. Ieri Ciro boccheggiava tra le linee obbligando spesso sia Vecino che Rovella a dover salire eccessivamente per pressare e quando venivano saltati con un triangolo si aprivano praterie a centrocampo nelle quali una squadra innamorata salute come il Feyenoord si infilava. La stessa difesa queste situazioni di superiorità, secondo me, le soffre. Possiamo anche gettare la pietra sui difensori, che siano Casale, Marusic o Hjsai ma la situazione di svantaggio erano sempre abbastanza evidenti.
Poi, e questo nessuno lo puo' dire, il risultato sarebbe stato lo stesso, ma la facilità con cui il Fejenoord saltava le linee e arrivava in superiorità in area nostra mi sembra evidente che aveva un problema a monte. Con l'ingresso del Taty (e di Guendouzi che è importante) il meccanismo del pressing si è registrato. I loro difensori hanno cominciato a trovare meno facilità per far uscire il pallone dal basso e questo ha permesso alla Lazio di salire di venti metri.
Ripeto, magari finiva uguale, ma in questo sistema Sarriano la punta centrale oltre a fare gol deve anche fare da pendolo sul quale il nostro pressing si costruisce. Se non fa nessuna delle due cose è un problema che poi si riversa anche sui compagni.