La puzza di tottismo è sempre più forte. Non esiste laziale che non ami Immobile visceralmente, non esiste laziale che non abbia goduto e non si sia commosso ieri sera, Ciro non solo è il bomber più prolifico della nostra storia, ma anche una persona amabile e correttissima, che fino alla famosa intervista non aveva sbagliato mezzo comportamento in sette anni e rotti. I post di ieri in cui si tacciava di riommanismo chi osa accorgersi che il rendimento del numero 17 è cambiato in negativo, soprattutto nei secondi tempi, non hanno senso: la cosa che più contraddistingue una punta è il fiuto del gol, Ciro ne ha a tonnellate, Castellanos non sembra averne molto, ma se Ciro non può più garantire il rendimento delle scorse stagioni, in cui giocava novanta minuti più recupero per cinquanta partite, alternarlo con l'argentino è fondamentale ed è stato il fattore che gli ha permesso di segnare la grandiosa doppietta di ieri.
L'alone di santità intorno ad Immobile è pericolosissimo, è un giocatore che tende a voler giocare sempre, anche sopra gli infortuni, spesso peggiorandoli: deve invece capire che è arrivato il momento di alzare la qualità dei minuti in campo, abbassando la quantità.