Dentro le parole di Sarri c'è l'analisi completa del passato, del passato e del futuro. Bisogna tornare indietro a fine maggio per comprendere appieno il suo pensiero. Mau sapeva che la "vecchia guardia" si era spinta oltre i propri limiti e urlava al miracolo. Temeva una crisi di appagamento e per questo pretendeva rinforzi pronti all'uso (Milik, Berardi, Frattesi, Zielinski e Ricci), tanto da litigare a brutto muso con il suo uomo mercato Picchioni (allineato alle esigenze del club) nelle prime riunioni di Castelfranco. A luglio ha aspettato in silenzio, ha sperato invano di essere ascoltato dopo i no (vedi Sow) e le frizioni col patron. «Resto solo per voi», il discorso di Sarri a fine ritiro con la squadra messa intorno a lui, a cerchio. Eppure proprio ad Auronzo qualcosa si è rotto anche dentro quel gruppo. Lotito è sbarcato sulle Dolomiti e ha rigettato le richieste di Immobile (il tormentone sull'Arabia un altro autogol), Zaccagni, Romagnoli, Provedel, Casale e Felipe Anderson, a cui era stato promesso il rinnovo. Solo Luis Alberto è stato accontentato, dopo i capricci e l'auto-ammutinamento, con l'intervento dello stesso Sarri per risolvere il caso. Uno sbaglio clamoroso perché ha creato gelosie, che ora si ripercuotono in campo e nello spogliatoio. Il Mago non è mai stato perdonato.
(L'Abbate quotidiano)