Giorgio Squinzi, milanese e milanista, era un illuminato imprenditore. Il ciclismo, sua grande passione, è uno sport che ad alti livelli ti fa innamorare del campione e non della maglia che indossa. La maglia serve per dargli un gruppo di gregari bravi ed efficienti.
Però dopo un po' è saltato fuori che il ciclismo è uno sport "sporco", dopatissimo, le vittorie sono spesso figlie della furbizia.
E Squinzi, intelligentemente, ne è scappato via.
Poi a Sassuolo succede che la squadra di calcio ha delle ambizioni. Ed a Sassuolo ha sede il Concorrente: la Kerakol!!
Per fargli uno spregio si compra la squadra e fa quello che fa e che ancora oggi viene fatto dai figli.
Dimensione media, sempre in linea di galleggiamento e sulla bocca di tutti.
Per inciso, i milioni che ci metteva erano parecchi di più.