All'appuntamento con i Premi USSI, al Circolo Canottieri Aniene, c'era anche il ds Igli Tare, che ha ritirato il Premio Limone. Come Reja, anche l'albanese si è fermato a parlare con i giornalisti rispondendo alle domande degli stessi. Gli è stato subito chiesto un bilancio finale della stagione biancoceleste, e sugli errori della società, ammessi dallo stesso Lotito.
"Diciamo che se dobbiamo vedere il finale di stagione, è positiva. Ci sono stati alti e bassi, sebbene le aspettative nostre e della gente erano di un campionato al vertice. Per mille motivi, le cose non sono andate come volevamo. Tanti errori non andranno ripetuti. Quando si finisce cosi, bisogna imparare da essi. Sappiamo dove sono stati commessi e non dovremo ripeterli. Partiamo dallo sfoltimento della rosa. Con solo il campionato e la Coppa Italia, dovremo ridimensionarla di parecchio. Sarà un'impresa. Purtroppo questa situazione me la sono ritrovata, non l'ho creata io. Ma lavoro per la Lazio e lo faccio per passione. Da una parte è una cosa anche positiva. Meglio avere giocatori, che non averne come qualche anno fa. Purtroppo si è parlato poco, ma l'anno scorso era la stessa situazione. Eravamo 55 giocatori, e alla fine ne abbiamo mandati via 22. Ora siamo di nuovo al punto iniziale. Ma a me piace avere tanto lavoro"
La parentesi mercato riguarda Kolarov, Zarate e Ledesma.
"Fino ad adesso sono tutte speculazioni, anche il nome di Kolarov. E' sotto contratto con la Lazio e le cose verranno valutate nel momento opportuno, prendendo le decisioni per il bene della società. Zarate? La prima cosa fondamentale è che lui è un grandissimo professionista, lavora in maniera unica ed è un grande talento. E' un lavoro dove verranno chiamate in causa società, tecnico ma anche l'ambiente. Purtroppo le aspettative sono sempre enormi e lui è molto giovane. Troppa responsabilità addosso non gli fa bene ed ha interrotto la sua continuità. Per quanto riguarda Ledesma, qualitativamente, non si discute. A bocce ferme valuteremo il caso insieme a lui e al suo procuratore."
Igli Tare si addentra poi in un'analisi sulla squadra. Sulle aspettative che c'erano e su quelle future, e su come le critiche alla società siano state incamerate in modo da lasciare i calciatori tranquilli.
"Questa squadra, anche se non è stata all'altezza, ha dimostrato di avere qualità. La squadra c'è e l'ha dimostrato nella fase finale. Dove dobbiamo intervenire, interverremo di sicuro. Ma niente rivoluzioni. Sicuramente vogliamo una Lazio che può competere per i vertici europei. Siamo una società di grande importanza e dovremo creare un gruppo che deve lottare per obiettivi importanti. Quello minimo è l'Europa League. Sicuramente a volte le critiche su Lotito e Tare sono state eccessive e noi le abbiamo accettate, in modo da far lavorare la squadra in modo sereno, attirando tutto su di noi. Questa squadra non è quella dei primi 7-8 mesi. La vera faccia è quella degli ultimi 2 mesi. Con qualche intervento mirato, sarà una squadra che lotterà per i primi posti."
La chiusura è sulla sua partenza per il Sud America, a scandagliare il mercato verde oro, e su l'eventualità di nuovi volti nell'organigramma societario.
"Si parla troppo purtroppo. Qua c'è una società che vi garantisco lavora e fa valutazioni giuste. C'è un presidente che prende le decisioni. Io poi non ho nessun problema se ci sarà altra gente al mio fianco per portare la Lazio dove spetta. Il Brasile? Non partirò di certo. E' una cosa non vera , non capisco chi l'ha detta."