Citazione di: WhiteNoise il 25 Gen 2024, 14:51
Allora: se tu mi dici che il razzismo negli stadi è una piaga così enorme che pur di contrastarla mi faccio andare bene - come extrema ratio - la Lazio pesantemente penalizzata (sia in assoluto che in relazione alle altre squadre che hanno storicamente trattamenti migliori), allora mi sta bene.
Ma se tu pensi che penalizzare le squadre possa essere un metodo per debellare veramente il razzismo, allora non ci siamo. Rischi di allontanare dagli stadi più tifosi civili che razzisti.
Ah, le pizze non è che le devi dare sui gradoni, mi pare ovvio. Le puoi dare (quelle e altro) tranquillamente nei paraggi, come sempre succede. Immaginati ponte milvio dopo i primi 2 punti di penalizzazione o dopo la prima partita persa a tavolino... Immaginati le barricate sotto alla nord per non farli entrare! Cose che si risolvono a morra cinese...
Immagina questo potere ricattatorio dato alla curva nel periodo del libera la Lazio... Non è detto che il clima sarà sempre più o meno pacificato come quello attuale.
Questa gente va solo allontanata (possibilmente a vita) dallo sport; non gli va dato ancora più potere di quello che hanno di influire sull'andamento del campionato.
Spingessero le società ad implementare sistemi di controllo certificati e funzionanti, ad adottare policy precise in tema di allontanamento di tifosi razzisti o violenti.
Deve essere uno dei requisiti per l'iscrizione al campionato.
Ciò che il tuo discorso non coglie, forse perché argomento tabù, è che la violenza, in particolare quella di gruppo, è legata SEMPRE ad una forma di consenso. Quindi anche nel nostro caso.
Che si tratti del consenso sociale all'uso esclusivo della forza dello stato da parte del potere costituito, che sia il consenso del tifoso medio per lultras o anche del pischelletto bavoso per il gruppo di amici stupratori o dei mafiosi nel quartiere disagiato nel Mezzogiorno
Il consenso è TUTTO. Molto più del saper menare, delle armi, de tutto.
Tu pensi a guerriglie a ponte Milvio perché non analizzi la violenza, i suoi presupposti, le sue condizioni. La vedi come evento a sé stante e dunque che non ha contrasto se non in una violenza più incisiva (polizia o guerriglia).
Se erodi il consenso invece hai segato le gambe alla violenza.
Dopo punti di penalizzazione non avresti guerriglie a ponte Milvio, ma avresti una messa in crisi della legittimità di quella violenza. Perché chi oggi la appoggia o anche solo si gira dall'altra parte non sarebbe più disposto a farlo. Non perché farebbe guerriglia, ma anche solo facendo venire meno il proprio consenso.
Questo è il principio cardine fondamentale contro QUALSIASI violenza.
Recidere il consenso.
(Btw è esattamente così che viene sconfitta la violenza politica di sinistra, che fino a quando ha avuto consenso nei quartieri popolari aveva ampio modo di scampare alla repressione grazie a collusioni e aiuti vari).
L'ho già detto in altra discussione analoga: non si può chiedere alla polizia di agire sul consenso. Perché questa è una dinamica POLITICA.
La polizia interviene DOPO, su un piano tecnico repressivo, una volta che il consenso è reciso. Di solito, se si usa la polizia per recidere il consenso questo in realtà si consolida. Un classico, l'ABC del confronto col potere repressivo
Le guerriglie a ponte Milvio ce le hai se si manifesta un altro gruppo violento ma in contesa che non prova a recidere il consenso, ma a farlo proprio. Che è tutt'altra dinamica.