Comunque non c'è nulla da fare, Real e Barcellona sanno crescere e sviluppare i giovani giocatori. Comunque una base tecnica sulla quale lavorare, alla fine, viene sempre evidenziata. Non per forza per diventare tutti fenomeni, ma giocatori di calcio. Quando vidi la prima volta Patric, pur con tutti i difetti a me sembrava evidente che avesse una minima tecnica di base e una discreta capacità di posizionamento su cui, come poi è successo, si potesse lavorare. Ripeto, non basta per diventare calciatori di livello mondiale, ma quando hai fatto le tue classi nelle cantere di Madrid e Barcellona, secondo me, alla fine qualche qualità ce l'hai. Lo stesso Gila, su cui se ricordate una frase gentile la disse anche Ancelotti, nelle sue prime apparizioni con la Lazio, accanto a sbavature necessarie per l'età, secondo me aveva mostrato di avere due piedi discreti e una velocità di base interessante. E lo sta dimostrando.
Prima di confrontarlo a Nesta ci sono ancora un paio di universi e diverse galassie, ma è un percorso.