Seleco ti capisco e hai ragione.
ma come nel caso di "noi pochi" in cui citano shakespeare (

) il riferimento è messo in modo tale che se lo contesti sei tu prevenuto, tu rompicazzo, tu blablabla
è così che si fa egemonia. Mettendo piccoli riferimenti, cose apparentemente incontestabili, ma che rimandano costantemente ad un certo immaginario, una certa simbologia.
Rimandi. La parola d'ordine è
rimandi. Non messaggio esplicito, come nei '90, ma rimandi.
perché se il messaggio esplicito è contestabile, il rimando non lo è.
(lo fanno pure dellà, vedi il gruppo
Giovinezza che tanto scandalizza qui dentro)
è d'annunzio. è shakespeare. è Cesare.
KS no, l'esempio di tolkien non è azzeccato.
Su tolkien c'è un'indebita opera di appropriazione, D'Annunzio ha invece una storia specifica.
Quel motto è legato storicamente alla X Mas e questo mi sembra incontestabile.
E il rimando serve perché il ragazzino di oggi domani quando rivedrà quel motto avrà un piccolo legame empatico.
Poi magari diventerà un comunista di ferro e odierà i nazisti, ma qui parliamo di egemonia, mica di campi di rieducazione. Quindi se già hai creato quel piccolo legame potenziale hai fatto politicamente il tuo. Hai lavorato per la tua riproduzione generazionale.
io stesso nei giorni dopo quel derby mi sono trovato più volte a canticchiare "noi pochi" di gabriele marconi. E voglio dire, non penso de esse diventato nazi a quarant'anni suonati. Ma il derby andato bene aveva creato un legame inconsapevole che mi portava a canticchiare una canzone del guccini di destra semplicemente perché rimandava nella memoria alla sensazione di vittoria.
Egemonia ragazzi. Questo è.
Questo è, ha ragione Seleco.
Temo però che laddove fanno rimandi come quello di ieri ci sia poco da dire se non congratularsi per la sottile bravura nel farlo.