Citazione di: sololanebbia il 01 Mar 2024, 16:18
Allora ti chiedo, ma al Lotitiano cui, per motivi di ordine pubblico è stato impedito di assistere che so, a Lazio - Manchester City (semifinale di CL 2024), non è stata usata violenza ? Se limiti la sua libertà con un atto non fisicamente violento ma in ogni caso penalmente rilevante, non sei stato comunque violento ?
no, non lo è.
E come già detto trovo questa estensione del concetto di violenza, così tremendamente diffusa oggi, una roba veramente inquietante, imbarazzante e che ha trasformato il cittadino medio in un bamboccio lobotomizzato che "sta al suo posto", invece di un essere pensante, che trova nella critica e nella possibile incazzatura con conseguente azione il suo "essere umano".
Ormai se esci dalla fila sei un violento. Anche non l'avessi fatto in forma violenta, lo sei perché hai rallentato/ostacolato/impedito quello che stava affianco costringendolo a cambiare traiettoria.
La distorsione linguistica è divenuta distorsione concettuale e la traduzione finale è che chiunque esce dalla fila è di per sé violento.
No, non è violento.
Non è violento quello che per protestare non ti fa vedere la partita perché "non vedere la partita" non si annovera in un danno violento.
Alla pari non è violento chi bloccando una strada non ti fa andare a lavoro.
Non è violento manco chi ti tira in faccia un uovo, a meno che dentro non ci abbia messo un peso da un chilo e mezzo. Al massimo (e probabilmente) è uno steronzeo.
E se violenza fosse la semplice limitazione chiunque è limitato da qualcosa.
Solo che assumendo come naturale la distinzione posta dall'ordine costituito, mi stai dicendo che ogni limitazione posta dal potere vigente è giusta e dunque non è violenta perché aprioristicamente legittima, mentre qualsiasi limitazione posta dal basso è illegittima e dunque violenta perché aprioristicamente illegittima.
Questo è un pezzo del realismo capitalista. Ed è ciò che trasforma i cittadini in zombie legalisti.
Pensare che il diritto proprietario sull'azienda-Lazio comporti il dominio assoluto di Lotito sulla squadra-Lazio è una follia. Serenamente, è una resa assoluta in rapporto ad una cosa che senza di noi è pari all'Ostia Mare.
La differenza tra Ostia Mare e Lazio non è in Lotito, né nella squadra in sé, visto che ambedue lo sono. ma nella comunità che la sostiene (e che permette di avere un livello di competitività ben più alto).
Questa considerazione logica quanto banale dovrebbe essere chiara e palese quanto il fatto che mangiamo e beviamo. E invece no, perché oh, vuoi mettere a mettere in discussione la sacra proprietà che è principio assoluto?
Che poi, manco avessi detto che la Lazio debba essere comunisticamente di tutti.
io il principio di proprietà non l'ho messo proprio in discussione. La Lazio è di Lotito come azienda, ma ciò non significa affatto che può farci ciò che vuole. Al contrario, se lui si pensa legittimato a fare ciò che vuole, noi siamo legittimati a fare il panico proprio perché la Lazio è anche altro da una proprietà aziendale.