il problema è che Lotito, per come intende il suo modello d'impresa, non ha particolari spinte a far crescere i ricavi. E quindi non lo farà, possiamo metterci l'anima in pace.
Lotito ha una gestione in cui i ricavi sono la variabile indipendente esogena e i costi quella dipendente endogena. Dati i ricavi arrivati da fattori imponderabili, si ottengono i costi fatti di solide realtà.
Questa cosa è tutta volta a minimizzare il rischio e quindi scusate l'espressione, ma graziarcazzo che in una fase di risanamento funziona molto bene. è la strategia più oculata per rimettersi in carreggiata e su questo Lotito è stato niente di meno che un campione.
Tuttavia la storia industriale occidentale non è ricordata per chi risana (e forse è ciò che vorrebbe e il mancato riconoscimento genera il suo perenne risentimento), ma per chi rischia e prova a spingersi un metro più in là. Si ricordano i Cragnotti, non i Lotito, pure se i primi proprio perché rischiano fanno anche stupidaggini ed espongono alle conseguenze del rischio.
Non è che Lotito non ha lo sponsor perché è scemo o disinteressato, ma perché il suo modello non contempla quell'entrata come significativa in rapporto ad un possibile effetto moltiplicatore dato dall'investimento. Perché non è proprio quello che cerca. Come dire: se io non voglio rilanciare la mia dimensione perché in fin dei conti mi sta bene, non ha molto senso che ragioni di quotare la mia società in borsa perchè poi i capitali racimolati diventano quasi più un problema che altro.
è come un giocatore di poker che mette sempre e solo la posta minima e vede carte solo con un punto che va dalla scala in su. Questa cosa non la cambi, per il semplice fatto che questo è per lui il modo GIUSTO di giocare, a prescindere poi da come la partita finisce.
Due volte su quattro perderà 20 euro, una volta andrà a paro e una volta vince 100, per lui il bilancio è oggettivamente positivo. Non ha proprio lo stimolo a cambiare strategia.