Non sarà bello ma insomma il suo centenario la Ternana se lo farà in serie C. Triste epilogo di una stagione estenuante, vissuta sempre sul filo di lana e conclusa nel peggiore dei modi.
A Terni quando si cambia proprietà è automatica la retrocessione. Cosi fu nel primo anno di Bandecchi, cosi è stato nel primo anno della gestione Guida. La C è un campionataccio e con l'attuale società (squattrinata) pensare ad una rapida risalita è utopico (dopo l'ultima retrocessione la Ternana impiegò 3 anni per risalire).
Dispiace che in questa retrocessione ci sia il nome di Mister Breda, allenatore capace e uomo con la U maiuscola. In realtà pesa come un macigno la "parentesi" Lucarelli (6 punti in 12 partite) e alcune incertezze societarie (mercato di gennaio fatto al risparmio e che ha stravolto una squadra che sembrava aver trovato la quadra). I tanti episodi avversi della stagione (del resto bastava 1 punto per evitare il playout) e quel pizzico di sfortuna che ti ha perseguitato. Basti pensare che nel doppio confronto con lo Spezia (la squadra che ti ha sopravanzato in classifica) hai subito il gol del pareggio nei minuti di recupero (sia all'andata sia al ritorno).
Dispiace per i giovanotti di belle speranze (da Lucchesi a Amatucci passando per Favasuli e Distefano), hanno dato tutto e hanno dimostrato attaccamento alla maglia (anche se erano in prestito).
Dispiace per lo zoccolo duro del tifo (non i 13 mila di oggi ma i 2 mila abbonati più altri 2 mila abitudinari).
Retrocessione figlia anche dei disastri della gestione Bandecchi e del d.s. Leone (che ha lasciato in dote contratti pesanti di giocatori tutt'altro che fenomenali).
Ma è andata cosi.
Quindi, ricapitolando, salutano le 4 retrocesse sono: Ternana, Ascoli, Feralpi Salò e Lecco.
Dalla C per il momento come sappiamo sono salite Mantova, Cesena e Juve Stabia. Attendiamo la 4° promozione.