Allora, non c'è due senza tre. Quindi, va bene l'allenatore romanista e daje di miracolo.
Dopodiché, mettendo da parte le meravigliose utopie dei tifosi, viene da domandarsi come mai Lotito stavolta non abbia sparigliato con la mossa a sorpresa.
Adesso che i giochi sono fatti, posso dire che io pensavo che avrebbe ingaggiato Allegri.
Se non lo ha fatto, credo dobbiamo trarne alcune conseguenze:
1) evidentamente, la struttura dei costi societari non è in grado di sostenere un incremento di spesa per l'allenatore. E' assai probabile che ingaggi "pesanti" come quelli di LA, Kamada e Felipe non saranno sostituiti da costi altrettanto onerosi. Ciononostante, andremo a risparmiare anche sull'allenatore, posto che Baroni - che a Verona percepiva 1 milione l'anno - costerà molto meno di Sarri e meno di Tudor. Secondo voi, questo risparmio di costi per il lavoro avrà come contrappeso un aumento di investimenti per patrimonializzare (= si comprano 6 giovani/giovanissimi superpromettenti) ovvero per irrobustire la struttura aziendale/la competitività (= dirigenti e/o marketing)?
2) evidentemente, se non si investe nell'allenatore, che è il primo tassello per il successo sportivo, non è obiettivo della proprietà creare valore nel breve periodo attraverso i risultati "caratteristici": competitività, piazzamenti qualificati e trofei. Se il problema fosse il rischio di uno squilibrio del rapporto costi/ricavi, se ne deve trarre l'ulteriore deduzione che il rifiuto di ricorrere alla leva finanziaria è, come dire, categorico. Ma sempre e ancora ne deriva che la Lazio non creerà valore nel breve. Questa politica significa che Lotito non pensa minimamente ad una cessione della sua partecipazione?