Citazione di: Aquila1979 il 10 Giu 2024, 08:40
Mi pare un'autocertificazione piuttosto ardita.
Postare il precedente di Sarri la smentisce.
Ammesso e non concesso che sia possibile paragonare le cose (ripeto: non concesso), sei costretto a ricordare il caso di Sarri in continuazione perché vorresti far assurgere a regola l'eccezione.
Osservando il fenomeno, invece, un osservatore scevro da pregiudizi individuerebbe un'incidenza infinitamente maggiore di ricorrenze contrarie.
Come mai la Lazio punta contro la probabilità? Perché deve fondare la sua strategia sull'eccezione e non sulla regola?
Perché dopo aver accreditato e promosso l'idea di uno spogliatoio ingestibile ne consegna le chiavi a uno che alle spalle non ha carriera, non è un giovane emergente e ha la piazza contro?
Anche il paragone con De Rossi fa molta tenerezza.
De Rossi è stato un idolo, solo di un gradino inferiore a Totti, della tifoseria giallorossa. Oltre ad essere stato un giocatore di caratura internazionale, che ha un suo peso nella gestione del gruppo.
Conosce Roma a menadito, conosce i tifosi, le leve da muovere nell'ambiente giornalistico.
Se un Pellegrini si fosse messo di traverso sarebbe diventato un traditore della patria in un nano secondo. Quando ci sarà un momento di difficoltà, quale sarà l'argine che Baroni potrà opporre ai malumori di un giocatore che non gioca? Il proprio nome? La propria storia? Una tifoseria che lo stima? Una società che nel vortice del ridimensionamento ha scaricato già allenatori ben più blasonati o futuribili?
Fa onestamente sorridere, poi, questo ergersi ad alfieri del pensiero alternativo, questo sentimento di resistenza all'ovvio vissuto come lotta contro la massa che porta il cervello all'ammasso.
Per citare Gaber, quando è merda è merda, non ci fai nulla con il pensiero positivo.
Non ho mai detto che l'eccezione sia la regola e dovrà essere per forza la regola. La regola può però smentirsi e fare buca: Ancelotti, il grande nome, ad esempio preso dal Napoli non ha fatto bene. Doveva essere una sicurezza, la regola, con tanto di acquisti importanti; regola non lo è stata.
Ho detto che l'eccezione può fare saltare il banco. Può capitare il bug nel sistema. Ho citato Sarri. Possiamo citare Thiago Motta, che fino a poco tempo fa, e io queste cose me le ricordo, veniva preso in giro per le sue eccentricità tattiche; ha conquistato la Champions col Bologna e ora allena la Juventus. Un'altra eccezione che non ha confermato la regola. Sull'Atalanta di Gasperini ci si aspettava che dovesse prima o poi mollare la presa, che da meteora dovesse prima o poi cadere giù; ammettiamolo. E invece anno dopo anno è rimasta lì a lottare nelle zone alte della classifica e alla fine ha vinto l'Europa League e chi ha scritto l'articolo su Lazio Story giustamente ha ricordato la campagna acquisti di quest'anno (a proposito: chi si aspettava l'esplosione di De Keteleare? Nessuno. Tutti lo davano per perso).
Vogliamo parlare di Palladino? Caressa disse (giustamente) che si meritava la Juventus per quanto ha prodotto nel Monza; quindi? Che carriera ha Palladino? Ora c'è Motta...
Allegri quando fu ingaggiato dal Milan veniva dal Cagliari... Vogliamo citare Sacchi che veniva dalla B preso dal Milan nel 1987?
Tutte queste storie riflettono un concetto di base: "i nomi" si possono creano strada facendo. Questo vale anche per i giocatori; attraverso il lavoro, e all'interno di un contesto di gioco collettivo, il grande giocatore può uscir fuori.
Il bug nel sistema accade.
Succederà con Baroni alla Lazio? Non lo so. Vedremo. Ma diamogli credito