In effetti questo topic fa venire un po' il magone, da un lato ripensando al glorioso passato (e avremmo pure potuto vincere di più), dall'altro pensando alla mentalità mediocre di chi è riuscito a mettere insieme quattro giocatori del genere senza costruire una squadra vincente, in termini di continuità, intorno al loro (e anche io trovo giusto parlare di culo). Abbiamo vinto tre coppe con Inzaghi in panchina, più una finale persa nel 2017 e tra i rimpianti ci metto l'Europa League del 2018 (sulla stagione 2020 non so). Si doveva fare di più.
Per quanto riguarda quei quattro nella Lazio dello scudetto, non so, bisogna pure contestualizzare a livello di Serie A. All'epoca gli scudetti si vincevano con (relativamente) pochi punti perché il campionato era veramente difficile. Basta vedere la lotta salvezza per rendersi conto di quanto fosse impegnativa quella Serie A (e con quattro retrocessioni a diciotto squadre era strutturalmente più impegnativa). I quattro li abbiamo visti giocare in una competizione di livello più basso come è il campionato degli ultimi anni. Chissà cosa avrebbero fatto a fine anni '90.
A parte questa riflessione, gli unici che vedo in quella squadra sono Ciro e Sergio. Ma entrambi avrebbero fatto panchina. Sergio un po' come Stankovic, che era un grande centrocampista ma in un centrocampo con Nedved, Simeone, Verona e Conceicao faceva fatica a ritagliarsi spazio (e in panchina ricordo un certo Almeyda).
Luis Alberto e Felipe Anderson sarebbero probabilmente stati picchiati, uno per il carattere l'altro per la debolezza emotiva, dai vari Sinisa, Couto o Simeone.
Si tende poi a ricordare, giustamente, gli anni delle vittorie, ma quella Lazio, oltre al fatto che trattava con le big d'Europa ed era quotata per la vittoria della Champions, negli anni precedenti al 1998 aveva in squadra gente del calibro di Signori, Casiraghi, Fuser, Winter o Di Matteo. Ci è voluto un po' per vincere ma il lavoro andava avanti da qualche anno.