Citazione di: FatDanny il 22 Giu 2024, 08:53
Inutile no, ma è un tema di interesse per chi può compiere una scelta.
Tutti gli altri il cui unico criterio utilizzato è minimizzare i costi è un'informazione accessoria.
E però sono pure parte importante di chi compra quelle merci. Chi può, già oggi compra il pomodoro bio fatto dal contadino che te lo porta in una cesta con panno di velluto.
E il rischio è questo qui
https://www.repubblica.it/rubriche/metropolis/2024/06/21/video/metropolis_-_morte_singh_farinetti_finche_accetteremo_400_grammi_di_pelati_a_70_centesimi_ci_sara_sempre_il_caporalato-423269232/
Ossia che diventi una forma di colpevolizzazione del ricco al povero, come già avviene sui consumi ambientali. Uno scarico di responsabilità che trasforma il non potere all'accettare. Come se quello che prende 800 euro al mese avesse modo di rifiutare...
Vero. Come immagino saprai, sull'interiorizzazione del senso di colpa nelle classi sociali più povere (a partire dalle riflessioni di Marx del 1847 sulla Gazzetta Renana circa i furti delle cataste di legno e fino al famoso libro di Owen Jones: Chavs. The demonisation of the working class) si è scritto a bizzeffe.
E' una interiorizzazione che al giorno d'oggi mi pare indotta più dalle tecniche di marketing e di pubblicità che non da dinamiche socio-psico-culturali e religiose, che lasciano noi benestanti del tutto indifferenti (io continuerò a guidare la mia Bentley pagata tutt'insieme e senza bisogno di finanziamento), ma che fanno crudele presa sulle classi meno agiate (che invece compreranno a rate l'ultimo veicolo elettrico), nella speranza allucinatoria che questa "mossa progressista ed ambientalista" possa rappresentare l'implementazione alternativa a quel famoso ascensore sociale di tatcheriana memoria che, ammesso sia mai esistito in passato (e genuinamente credo che per molti di noi 50 e 60-enni, questo sia effettivamente esistito), si poggiava su ben altri presupposti (per esempio, l'accesso gratuito all'educazione, al sistema sanitario, etc., di cui noi abbiamo fruito quando eravamo in età formativa), non sull'immagine di un povero che, nei fatti, resta povero anche perchè è spinto dalla società ad atteggiarsi a ricco.
E certamente, ogni spunto che contribuisca ad un miglioramento dei comportamenti collettivi in senso ambientalista ed etico sarebbe il ben venuto (come il tracciamento dei costi, l'incoraggiamento ad usare il mezzo pubblico di trasporto, etc.), ci mancherebbe, ma sarebbe altrettanto ingenuo (se non complice) il non riconoscere che spesso questi spunti vengono distorti da valori di immagine (lo snob o il radical chic che compra dal contadino... ai Parioli, aumentando il carbon footprint complessivo della propria spesa quotidiana), di stupidità collettiva (quanti si comprano un veicolo elettrico che non corrisponde ai loro reali bisogni di mobilità?), di interessi privati mascherati da interesse pubblico (la falsa generosità spiattellata in TV e sui media, che poi nient'altro era che un modo per aumentare i profitti delle parti).
Ecco perchè, per essere pragmatici, dovremmo concentrarci sulle battaglie che abbiano meno effetti collaterali indesiderati: ed una è certamente quella del salario minimo garantito, con immediata denunciabilità e punibilità del datore di lavoro che non la rispetti.
Su questa battaglia, c'è poco da scrivere: farebbe bene al corpo sociale nel suo insieme, indipendentemente da qualsiasi caratterizzazione o schieramento. E' solo in un'economia ancora tribale come quella italiana, dove anche il successo imprenditoriale è figlio di raccomandazioni e lobbette varie (vedasi stabilimenti balneari, licenze taxi, farmacie, notai, etc etc) invece che di scelte (anche politiche) oculate ed effettive capacità gestionali, che la discussione sul salario minimo garantito continua ad essere aperta: anzi, peggio, chiusa nella direzione contraria!
Ecco perchè dovremmo tutti concentrarci su queste battaglie di immediati benefici ed applicazione, invece che distogliere gli sforzi in mille rivoli, in mille rivendicazioni che alla fine diventano contro-funzionali, perchè dividono il corpo sociale anzichè unirlo.
E questo, sia ben chiaro, al netto di quel che è successo a quel povero lavoratore immigrato, dove la componente penale, a mio avviso, è prioritaria, e non solo nella sua componente finale (la morte dell'individuo), ma fin dall'inizio (dallo sbarco clandestino, la mancanza di cure e di assistenza, la mancanza di accertamenti di diritti e doveri di tutte le parti, etc.).
Ma anche in questo triste caso, e qui finisco, il salario minimo garantito avrebbe determinato un esito totalmente diverso e una maggior giustizia per tutti.