Citazione di: Gio il 18 Mag 2010, 12:52
E' un discorso è interessante (senza ironia).
Intendi dire che è libero è democratico solo chi appoggia Lotito ?
E chi la pensa al contrario lo fa perchè è costretto ?
E chi sarebbe il dittatore che impedisce questa libertà e democrazia ?
Io sono un po' perplesso su questo.
In particolare, l'attività di indagine avrebbe evidenziato l'esistenza di uno stretto legame tra
il gruppo degli "irriducibili" e la società sportiva LAZIO, nel periodo in cui tale ultima società
è stata sotto la Presidenza della famiglia CRAGNOTTI e, sia pur in minima parte,
dell'Avv.to LONGO. Durante tale gestione, sarebbe emerso che la società elargisse
particolari ed economicamente cospicui finanziamenti alla tifoseria della LAZIO, sotto
forma di assegnazione di un consistente quantitativo di biglietti, che, pur essendo a
pagamento, venivano elargiti a titolo gratuito a tali tifosi, nonché di accollo economico delle
spese, assai elevate, correlate alle rappresentazioni coreografiche realizzate dalla
tifoseria, in occasione di determinate gare sportive; circostanza, quest'ultima, che avrebbe
trovato riscontro oggettivo anche attraverso l'esame della documentazione contabile agli
atti della società, ove risultano numerose fatture (almeno 19) e nr. 1 nota di credito della
"Serigratransfer srl" di Ortonovo (SP), indirizzate alla LAZIO; e nr. 2 lettere dello studio
legale "Francia" di Carrara (MS), con le quali venivano richieste alla LAZIO alcune somme
dovute alla "Serigratransfer srl". Tali fatture, tutte indirizzate a "S.S. LAZIO S.p.A. Via
Valenziani 10 – 00187 Roma" sarebbero risultate direttamente riconducibili a tale attività di
sovvenzionamento economico da parte della società LAZIO, in favore della tifoseria
biancoceleste.
Pertanto, secondo l'assunto accusatorio, mentre sotto l'attuale gestione della società
LAZIO, il Presidente LOTITO dapprima avrebbe opposto una ferma resistenza e,
successivamente, una manifesta reazione alle attività connotate da una forte valenza
intimidatoria poste in essere dagli "irriducibili", sfociata con la presentazione di denunce
formali tese a portare alla luce tali illecite ingerenze e pressioni e a smascherarne gli
autori, di contro, invece, sotto la precedente gestione riconducibile alla famiglia
CRAGNOTTI, la dirigenza societaria si sarebbe piegata e di fatto prestata a tali indebite
pressioni adottando, quale frutto predeterminato di una precisa politica societaria, azioni di
evidente favore ed anche di sostegno finanziario nei confronti di tale frangia della tifoseria
biancoceleste, garantendo a quest'ultima la disponibilità di un notevole quantitativo di
biglietti di cui poter gratuitamente beneficiare e, conseguentemente lucrare, in riferimento
alle gare giocate in casa della Lazio, sovvenzionando, dal punto di vista economico, la
realizzazione di scene coreografiche ad opera di tale tifoseria, in occasione delle più
importanti gare di campionato nelle quali era impegnata la squadra della Lazio; ed
arrivando, infine, ad adottare delle strategie imprenditoriali, tradottesi poi in scelte
concrete, tese a favorire la realizzazione anche di attività commerciali e, quindi, di profitto
economico, da parte di soggetti riconducibili a tale movimento organizzato di tifosi,
gravitanti intorno al merchandising della LAZIO; con evidenti ingerenze sulle scelte
societarie anche per quanto riguarda, tra l'altro, la commercializzazione di prodotti recanti
il marchio della società, la sponsorizzazione tecnica, i servizi di sicurezza allo stadio.
Più specificatamente, gli organi dirigenziali e/o amministrativi della società LAZIO
avrebbero posto in essere una"irregolare gestione societaria, sotto la specie di illecita
instaurazione e conseguente intrattenimento di rapporti,anche di natura commerciale, con
settori della propria tifoseria ( caratterizzato, tra l'altro, dalla elargizione, in favore di tale
tifoseria e a titolo gratuito, di beni economicamente apprezzabili, quali ingenti quantitativi
di biglietti di ingresso allo stadio, il cui numero, solo per la stagione sportiva 2003/2004,
sarebbe oscillato tra un minimo di 400 ed un massimo di 1880 tagliandi a partita, a
seconda dell' importanza delle gare disputate dalla S.S. LAZIO S.p.a.; nonché dal
sovvenzionamento di spese elevate, correlate alla realizzazione di rappresentazioni
coreografiche, da parte di tale tifoseria, in occasione di partite casalinghe della S.S. Lazio).
In tale contesto, secondo la Procura l'attività di indagine svolta dall'AGO nell'ambito del
predetto procedimento penale, avrebbe evidenziato il coinvolgimento nell'ordine di Luca
BARALDI e di Giuseppe Matteo MASONI, che hanno ricoperto la carica di Amministratori
Delegati della Lazio dal 2003 al 2004.
Secondo l'assunto accusatorio, i due Amministratori avrebbero omesso di adempiere ai
propri obblighi di controllo, caratterizzanti la carica ricoperta, e la connessa posizione di
garanzia, consentendo in tal modo alla società di finanziare i cd. irriducibili, sia mediante la
dazione di biglietti, sia mediante il pagamento di fatture emesse da una società a questi
ultimi riferibile.